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DOCTOR TENMA

Volumi letti: 2/2 --- Voto 8
Così parlò Rohan Kishibe è una raccolta di capitoli conclusivi che Araki ha portato avanti a partire dal 1997. In questi 2 volumi abbiamo i capitoli fino a "The run" del 2018. Mentre nel 2022 sono stati realizzati altri 2 capitoli, non ancora raccolti nel formato tankobon, neanche in Giappone. Se mai usciranno anche qui in Italia, potrei riscrivere questo post in futuro, ma per il momento riguarderà solo questi 2 volumi. In questi capitoli vediamo Rohan Kishibe narrare alcune situazioni bizzarre di cui ha sentito parlare, o che ha vissuto in prima persona. La cosa che affascina fin da subito, è il modo in cui Araki rappresenta la rottura della quarta parete. Infatti questi capitoli sembrano essere disegnati dal Rohan che racconta, dal momento che quest'ultimo è un mangaka. A tal proposito viene da chiedersi se qui Rohan non sia una sorta di alter ego di Araki. Le storie raccontate sono molto belle e tutte nello stile dell'autore. In questi capitoli troviamo spesso il tema del destino, ricorrente nella monografia del maestro. Si tratta di un manga in cui Araki ha inserito molte delle sue passioni. Abbiamo infatti 2 capitoli ambientati in Italia, paese che da sempre lo affascina: quello sul confessionale, ambientato a Venezia; quello su Gucci, ambientato a Firenze. Di conseguenza Araki inserisce in questo manga anche la sua passione per la moda, nel capitolo intitolato "Rohan Kishibe va da Gucci". Capitolo disegnato interamente a colori, giunto qui in Italia in bianco e nero. Come non parlare quindi dei modelli, e delle pose a cui Araki si ispira molto spesso nei suoi manga. Qui addirittura il protagonista dell'ultima storia è proprio un modello con la fissa della palestra. In 2 di questi capitoli possiamo trovare anche delle critiche al fatto che i redattori siano a volte incompetenti. Ciononostante Araki ha ammesso che per creare i personaggi redattori che compaiono nel manga, non si è ispirato a nessuna persona reale, e noi possiamo anche far finta di crederci. In alcuni dei capitoli Araki, oltre a Rohan Kishibe, torna a disegnare anche altri personaggi della quarta serie di JoJo. Ad esempio Tonio Trussardi e Yukako Yamagishi. Mentre in una scena compaiono anche Koichi Hirose, Okuyasu Nijimura e Josuke Higashikata, quest'ultimo disegnato ancora una volta di spalle.
Incredibile anche la narrazione e il ritmo dato alle vicende che, pur trattandosi di capitoli autoconclusivi, riescono a trasmettere la tipica atmosfera horror dei manga del maestro. Oltre ovviamente a lasciare spesso col fiato sospeso per le situazioni che i personaggi devono affrontare. Araki riesce ancora una volta a trasformare le situazioni più assurde, in scontri tra la vita e la morte. L'autore riesce a rendere incredibilmente avvincenti delle azioni come lanciare dei pop corn in aria, o correre su un tapis roulant. Inoltre il mangaka riesce a fare tutto ciò, ricorrendo il meno possibile all'utilizzo del potere stand del protagonista. Il disegno è come sempre eccezionale, e qui i vari capitoli ci danno anche un'idea dell'evoluzione stilistica del mangaka negli ultimi anni. Come detto prima Araki omaggia le sue ispirazioni (Gucci) sul disegno degli abiti, e sulle particolari pose dei personaggi, disegnando una storia che riguarda un modello. La regia delle tavole è perfetta, i movimenti dei personaggi sono resi molto bene. Ci sono delle prospettive e delle inquadrature davvero magistrali, tant'è che viene da chiedersi come abbia fatto a disegnarle in maniera così precisa. Con la stessa precisione Araki disegna le proporzioni dei personaggi, e i momenti in cui Rohan fa stretching, sembrano quasi essere delle esercitazioni nel disegno delle mani. O magari una dimostrazione del livello di perfezione che il suo tratto ha raggiunto negli ultimi anni. Conclusioni:
"Così parlò Rohan Kishibe" è un manga da avere, specialmente se si è letto "Le bizzarre avventure di JoJo" almeno fino alla quarta serie (Diamond is unbreakable). È una lettura in cui Araki si dimostra un maestro anche nel disegnare capitoli autoconclusivi. Con uno stile grafico come al solito pazzesco.

Voto: 8+


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GianniGreed

Volumi letti: 1/2 --- Voto 5
"Così parlò Rohan Kishibe" è un manga di un solo volume, scritto e disegnato da Hirohiko Araki, il geniale creatore della lunga serie de "Le Bizzarre Avventure di Jojo".
Si tratta di una raccolta di storie che hanno per protagonista Rohan Kishibe, personaggio che i fan di Jojo conoscono molto bene. Infatti Rohan è uno dei protagonisti della quarta serie "Diamond is Unbreakable", dove insieme al protagonista Josuke affronta i nemici a suon di Stand.
Rohan è un mangaka dal carattere molto particolare, geniale nel creare le sue storie, molto abile con i disegni, ma soprattutto portatore anche lui di uno Stand, "Heaven's Door". che gli permette di leggere nei ricordi delle persone e di influenzarne il comportamento. In molti dicono che Rohan sia una sorta di alter ego di Araki.

Anche se ho scritto che Rohan è il protagonista, in realtà è più giusto dire che si limita a fare da narratore delle varie storie, raccontando gli strani fatti a cui ha assistito o di cui ha sentito parlare, senza avere dunque un ruolo attivo negli stessi, almeno nelle prime due storie del volume. Nella terza e la quarta il suo ruolo è più attivo, ma è sempre un accompagnatore di un altro personaggio.

Le cinque storie raccolte nel volume spaziano un po' per temi e situazioni, ma sono tutte accomunate dalla stranezza e dal mistero. La prima è ambientata a Venezia, la seconda e la terza in Giappone, la quarta a Morio-cho, la fittizia città in cui il mangaka vive insieme a tutti i protagonisti della quarta serie, che qui fanno una brevissima comparsata. L'ultima è ancora ambientata in Italia, più precisamente in Toscana.

La prima storia del volume comunque non è inedita, ma era già stata pubblicata anche qua in Italia nel volume "Under Execution, Under Jailbreak". Le altre storie sono invece inedite, e in origine sono state pubblicate su diversi numeri di "Shonen Jump", ad eccezione dell'ultima che è invece stata pubblicata sulla rivista "Spur". L'ultima storia del volume è infatti diversa dalle altre: più breve e strutturata diversamente vede Rohan in visita all'atelier Gucci in Toscana per lamentarsi di una borsa con un particolare difetto. In poche pagine Araki sfrutta l'occasione per raccontare brevemente la storia della casa di moda e spiegare il motivo del successo del marchio in quella che ha tutta l'aria di essere una marchetta o più probabilmente una storia su commissione. A mio parere è la storia peggiore del volume.

Una particolarità del volume è la numerazione delle storie. Il primo capitolo è infatti chiamato "Episodio 16", mentre il secondo è il numero 2, poi viene il 5 e infine il 6.
Non so se davvero Araki abbia realizzato sedici storie e per questo volume ne abbia selezionate solo alcune, tralasciando le restanti come la 3 e la 4 o se esistono solo queste a cui ha applicato questa numerazione casuale. Conoscendo la particolarità dell'autore e delle sue storie comunque, propendo per questa seconda ipotesi, anche perché l'episodio 16 è stato pubblicato nel 1997 mentre l'episodio 2 è del 2008.

Lo stile di disegno è quello "moderno" di Araki, per chi legge Jojo identificabile con il tratto che usa dalla quinta serie in poi. Le tavole sono tutte chiare da seguire, anche se non mancano alcune delle caratteristiche tipiche dell'autore quali una fantasiosa disposizione delle vignette e alcune pose plastiche di qualche personaggio, ma sono poche. Non c'è molta azione nelle storie e perciò la lettura può essere un tantino noiosa, a meno di non farsi prendere dalla narrazione, cosa che a me non è successo, tranne per la seconda storia perché decisamente inquietante.

Due parole sull'edizione italiana pubblicata da Star Comics: il volume ha qualche pagina in più rispetto ai soliti standard, circa 230 pagine, ed è stato dotato di una sovraccopertina molto fine, tuttavia mancano le pagine a colori. Il prezzo di 5,50 è tutto sommato onesto per un volume unico.

Dunque, questo "Così parlò Rohan Kishibe" è un volume unico interessante e piacevole da leggere solo per il fan più sfegatato di Araki, o più specificatamente del personaggio di Rohan Kishibe. I fan di Jojo potrebbero rimanerne delusi perché non ci sono battaglie a colpi di Stand o personaggi strambi come quelli iconici del manga più famoso dell'autore.
Le storie si lasciano leggere ma nessuna stupisce davvero o riesce a lasciare il segno nella mente del lettore, anzi, sono tutto sommato fin troppo semplici e trascurabili.
Si tratta di un volume indicato solo a chi vuole collezionare tutto ciò che è stato pubblicato dell'autore, ma assolutamente sconsigliato a tutti gli altri.