Nega & Posi
Nega & Posi sono due raccolte di racconti BL di Harada concepite come un progetto complementare e unitario. Già i titoli chiariscono l'intento dell'autrice: Nega raccoglie storie attraversate da sentimenti negativi, malinconici e disturbanti, mentre Posi si orienta verso registri più leggeri, assurdi e comico-demenziali. Questa divisione, tuttavia, non va interpretata come una rigida contrapposizione tra dramma e commedia. Al contrario, le due raccolte finiscono per costituire un piccolo compendio dell'intera poetica di Harada, mostrando come gli elementi più oscuri e quelli più grotteschi siano in realtà due facce della stessa medaglia.
Fin dagli esordi, infatti, l'autrice ha costruito le proprie opere attorno a situazioni estreme e spesso inverosimili, utilizzate come veri e propri laboratori narrativi per esplorare desiderio, gelosia, possesso, dipendenza affettiva, sadismo e vulnerabilità emotiva. Harada non ha alcun interesse per una rappresentazione rassicurante dei sentimenti: preferisce spingere i propri personaggi ai margini dell'esperienza ordinaria, mettendoli di fronte a circostanze assurde, scomode e disturbanti. È proprio attraverso queste situazioni-limite che riesce a illuminare aspetti dell'animo umano che normalmente rimangono nascosti sotto la superficie rassicurante della "normalità".
In questo senso, il BL diventa per l'autrice molto più di un semplice genere narrativo. I suoi codici, i suoi tropi e le sue convenzioni vengono continuamente smontati, deformati, parodiati e reinventati. Harada utilizza il linguaggio del Boys' Love come strumento per interrogare il desiderio e le sue contraddizioni, trasformandolo spesso in oggetto di riflessione critica e metanarrativa.
Tra le due raccolte, Nega è probabilmente quella che mostra con maggiore evidenza la capacità dell'autrice di esplorare i lati più amari dell'esistenza. I racconti che la compongono sono attraversati da un persistente senso di vuoto, rimpianto e smarrimento, che resta addosso ai personaggi e, in molti casi, anche al lettore. Storie come Un mare di rimpianti colpiscono proprio per la loro capacità di mostrare come dietro ogni scelta, ogni relazione e ogni desiderio possa annidarsi una profonda sensazione di perdita. Ancora più sorprendente è Siamo solo personaggi secondari, racconto in cui Harada raggiunge una dimensione apertamente metanarrativa e utilizza la storia stessa per riflettere sulle origini, sui codici e persino sulle implicazioni culturali e politiche del genere BL.
Posi, invece, mette in mostra un'altra delle grandi qualità dell'autrice: la capacità di trasformare l'assurdo in strumento narrativo. Le storie qui raccolte abbracciano apertamente il grottesco, il nonsense e la comicità più surreale, dando vita a situazioni tanto improbabili quanto irresistibilmente divertenti. A posteriori, questa raccolta appare quasi come un banco di prova per opere successive come Happy Shitty Life, in cui l'autrice porterà ulteriormente alle estreme conseguenze la convivenza tra comicità demenziale e riflessione sui rapporti umani. Alcune trovate risultano particolarmente memorabili, come la figura dell'elegantissimo barista nella serie di racconti del "Messia", osservatore esterno che assiste impassibile alle assurde vicende dei protagonisti e contribuisce ad amplificarne l'effetto comico.
Un discorso a parte meritano le scene esplicite. Come spesso accade nelle opere di Harada, esse non rappresentano un semplice elemento erotico aggiuntivo, ma costituiscono una componente strutturale del racconto. Che si tratti di dinamiche sadiche, di situazioni volutamente sgradevoli o di invenzioni surreali al limite del feticismo, la sessualità viene utilizzata come linguaggio privilegiato attraverso cui rendere visibili desideri, paure, rapporti di forza e fragilità psicologiche. Le "sconcezze" di Harada non sono mai gratuite: funzionano come manifestazioni concrete di tensioni emotive e relazionali che altrimenti resterebbero implicite.
Anche dal punto di vista grafico le due raccolte confermano il talento dell'autrice. Il tratto è espressivo, sicuro e perfettamente funzionale ai diversi registri narrativi, passando con naturalezza dal dramma alla commedia. Colpisce inoltre la varietà delle ambientazioni, spesso molto più ricercate rispetto alla media del genere BL. Racconti come Alghe spaziali mostrano addirittura una sorprendente capacità di confrontarsi con immaginari fantascientifici senza rinunciare alla propria identità autoriale.
Proprio per le tematiche affrontate, però, Nega & Posi non sono raccolte adatte a tutti. Chi cerca nel BL storie romantiche convenzionali, personaggi rassicuranti e dinamiche sentimentali tradizionali potrebbe trovarsi spiazzato. Leggere Harada significa accettare di entrare in un territorio ambiguo, spesso disturbante e volutamente provocatorio. Significa comprendere che l'obiettivo dell'autrice non è raccontare semplicemente una storia d'amore tra uomini, ma utilizzare la grammatica del BL per indagare le zone più oscure, contraddittorie e inconfessabili del desiderio umano.
Per questo motivo, più che due semplici raccolte di racconti, Nega & Posi rappresentano una perfetta porta d'ingresso nell'universo creativo di Harada: un universo capace di essere crudele e divertente, malinconico e grottesco, sconcio e sorprendentemente lucido nello stesso momento.
Fin dagli esordi, infatti, l'autrice ha costruito le proprie opere attorno a situazioni estreme e spesso inverosimili, utilizzate come veri e propri laboratori narrativi per esplorare desiderio, gelosia, possesso, dipendenza affettiva, sadismo e vulnerabilità emotiva. Harada non ha alcun interesse per una rappresentazione rassicurante dei sentimenti: preferisce spingere i propri personaggi ai margini dell'esperienza ordinaria, mettendoli di fronte a circostanze assurde, scomode e disturbanti. È proprio attraverso queste situazioni-limite che riesce a illuminare aspetti dell'animo umano che normalmente rimangono nascosti sotto la superficie rassicurante della "normalità".
In questo senso, il BL diventa per l'autrice molto più di un semplice genere narrativo. I suoi codici, i suoi tropi e le sue convenzioni vengono continuamente smontati, deformati, parodiati e reinventati. Harada utilizza il linguaggio del Boys' Love come strumento per interrogare il desiderio e le sue contraddizioni, trasformandolo spesso in oggetto di riflessione critica e metanarrativa.
Tra le due raccolte, Nega è probabilmente quella che mostra con maggiore evidenza la capacità dell'autrice di esplorare i lati più amari dell'esistenza. I racconti che la compongono sono attraversati da un persistente senso di vuoto, rimpianto e smarrimento, che resta addosso ai personaggi e, in molti casi, anche al lettore. Storie come Un mare di rimpianti colpiscono proprio per la loro capacità di mostrare come dietro ogni scelta, ogni relazione e ogni desiderio possa annidarsi una profonda sensazione di perdita. Ancora più sorprendente è Siamo solo personaggi secondari, racconto in cui Harada raggiunge una dimensione apertamente metanarrativa e utilizza la storia stessa per riflettere sulle origini, sui codici e persino sulle implicazioni culturali e politiche del genere BL.
Posi, invece, mette in mostra un'altra delle grandi qualità dell'autrice: la capacità di trasformare l'assurdo in strumento narrativo. Le storie qui raccolte abbracciano apertamente il grottesco, il nonsense e la comicità più surreale, dando vita a situazioni tanto improbabili quanto irresistibilmente divertenti. A posteriori, questa raccolta appare quasi come un banco di prova per opere successive come Happy Shitty Life, in cui l'autrice porterà ulteriormente alle estreme conseguenze la convivenza tra comicità demenziale e riflessione sui rapporti umani. Alcune trovate risultano particolarmente memorabili, come la figura dell'elegantissimo barista nella serie di racconti del "Messia", osservatore esterno che assiste impassibile alle assurde vicende dei protagonisti e contribuisce ad amplificarne l'effetto comico.
Un discorso a parte meritano le scene esplicite. Come spesso accade nelle opere di Harada, esse non rappresentano un semplice elemento erotico aggiuntivo, ma costituiscono una componente strutturale del racconto. Che si tratti di dinamiche sadiche, di situazioni volutamente sgradevoli o di invenzioni surreali al limite del feticismo, la sessualità viene utilizzata come linguaggio privilegiato attraverso cui rendere visibili desideri, paure, rapporti di forza e fragilità psicologiche. Le "sconcezze" di Harada non sono mai gratuite: funzionano come manifestazioni concrete di tensioni emotive e relazionali che altrimenti resterebbero implicite.
Anche dal punto di vista grafico le due raccolte confermano il talento dell'autrice. Il tratto è espressivo, sicuro e perfettamente funzionale ai diversi registri narrativi, passando con naturalezza dal dramma alla commedia. Colpisce inoltre la varietà delle ambientazioni, spesso molto più ricercate rispetto alla media del genere BL. Racconti come Alghe spaziali mostrano addirittura una sorprendente capacità di confrontarsi con immaginari fantascientifici senza rinunciare alla propria identità autoriale.
Proprio per le tematiche affrontate, però, Nega & Posi non sono raccolte adatte a tutti. Chi cerca nel BL storie romantiche convenzionali, personaggi rassicuranti e dinamiche sentimentali tradizionali potrebbe trovarsi spiazzato. Leggere Harada significa accettare di entrare in un territorio ambiguo, spesso disturbante e volutamente provocatorio. Significa comprendere che l'obiettivo dell'autrice non è raccontare semplicemente una storia d'amore tra uomini, ma utilizzare la grammatica del BL per indagare le zone più oscure, contraddittorie e inconfessabili del desiderio umano.
Per questo motivo, più che due semplici raccolte di racconti, Nega & Posi rappresentano una perfetta porta d'ingresso nell'universo creativo di Harada: un universo capace di essere crudele e divertente, malinconico e grottesco, sconcio e sorprendentemente lucido nello stesso momento.
"Nega, Posi" è un manga in due volumi, di Harada, di genere yaoi, uscito tra il 2014 e il 2016.
Nei due volumi troviamo solo storie auto conclusive, di diverso genere, tutte ovviamente di genere yaoi, ma in contesti completamente differenti uno dall’altro: da quello scolastico, a quello lavorativo, fino addirittura a quello fantascientifico.
Harada non si smentisce in questi due volumetti, il suo tratto grafico ma soprattutto quello della caratterizzazione dei personaggi è inconfondibile, mettendo sempre dei personaggi molto strani, disturbati ecc... anche se qui sembrano leggermente più normali rispetto ad altre sue opere, diciamo che ti fanno empatizzare maggiormente con loro.
Onestamente consiglio questi due volumetti a chi già conosce e apprezza l'autrice, o a chi cerca delle storie dal forte contenuto erotico e psicologico, ovviamente non è una cosa adatta a tutti.
In conclusione: un piacevole manga, che consiglio caldamente, che mi ha molto ben intrattenuto, non un ottimo manga, ma assolutamente un buon manga.
Voto finale: 7,5
Nei due volumi troviamo solo storie auto conclusive, di diverso genere, tutte ovviamente di genere yaoi, ma in contesti completamente differenti uno dall’altro: da quello scolastico, a quello lavorativo, fino addirittura a quello fantascientifico.
Harada non si smentisce in questi due volumetti, il suo tratto grafico ma soprattutto quello della caratterizzazione dei personaggi è inconfondibile, mettendo sempre dei personaggi molto strani, disturbati ecc... anche se qui sembrano leggermente più normali rispetto ad altre sue opere, diciamo che ti fanno empatizzare maggiormente con loro.
Onestamente consiglio questi due volumetti a chi già conosce e apprezza l'autrice, o a chi cerca delle storie dal forte contenuto erotico e psicologico, ovviamente non è una cosa adatta a tutti.
In conclusione: un piacevole manga, che consiglio caldamente, che mi ha molto ben intrattenuto, non un ottimo manga, ma assolutamente un buon manga.
Voto finale: 7,5