Il 21 luglio 1972 a Osaka nasce Kenji Ōnishi, figura che nel tempo sarebbe divenuta meglio conosciuta come Ai Haruna, nota personalità televisiva transgender del mondo dello spettacolo nipponico fin dagli anni 2000. 
La storia del suo percorso personale e della sua affermazione identitaria ha ispirato la messa in cantiere di un lungometraggio, che viene ora distribuito in streaming da Netflix su scala globale dal 10 febbraio 2026 con il titolo di This is I, con doppiaggio anche in lingua italiana.
 
this Ai specchio

Un film tratto da una storia vera

L'idea dietro al film nasce da un incontro vissuto a Osaka dal produttore e sceneggiatore Osamu Suzuki venticinque anni fa, che lo ha condotto ad apprendere le storie profondamente interconnesse di Haruna e del medico Koji Wada.
Il film si basa poi anche sull'autobiografia "Subarashiki, Kono Jinsei" (ovvero 'Meravigliosa, questa vita') di Haruna Ai  e sul libro "Penis Cutter" (ovvero 'Tagliatore di peni') del dottor Wada.
 
This is I - Trailer 1 (sub eng)


This is I - Trailer 2
Haruna Ai, al secolo Kenji Onishi, è la più nota e influente figura nipponica ad essersi sottoposta a un intervento di riassegnazione del sesso quando ancora esso non era ufficialmente praticabile.
La pellicola ne ripercorre le vicende sin da quando il giovane Kenji sogna di diventare un idol, lottando al contempo con la propria identità.
Il percorso verso la scoperta di sé e l'intervento chirurgico che ne determina il genere giungono attraverso il medico Koji Wada, che lo pratica su Haruna negli anni '90, un'operazione sul filo della legalità, su cui da tempo vigeva anche un tabù sociale.
Tra i due si instaura un legame profondo e radicato, camminando uniti nell'affrontare lo stigma sociale e la solitudine: la storia di Haruna Ai è un accorato ritratto di coraggio, fiducia e rinascita.


La scelta del cast

Nel film è il noto attore Takumi Saito a interpretare il ruolo del chirurgo Wada, mentre il diciottenne Haruki Mochizuki veste i panni del giovane Kenji e di Ai.
Mochizuki è stato scelto per tramite di audizioni, che hanno incluso tra gli altri anche aspirati candidati transgender; sua è anche una piccola parte nel drama L'amore è più bello la seconda volta, disponibile su Viki e tratto dal relativo manga boys' love.
 
this cast

Il film vede la regia di Yusaku Matsumoto e punta a esplorare anche il tema del 'vivere veramente sé stessi' attraverso un coraggioso approccio quasi da musical, che mescola per l'appunto balli, canti ed emozioni.
Secondo il produttore esecutivo Yoshihiro Sato, si tratta di una vera e propria avventura che mira a unire canzoni pop classiche degli anni '80, '90 e 2000 del Giappone con una coreografia moderna, per enfatizzare al massimo l'impatto emozionale e visivo.

Ai Haruna, una idol transgender

Nella sua autobiografia "Subarashiki, Kono Jinsei", pubblicata da Kodansha il 9 marzo 2009, Haruna racconta della sua sofferta adolescenza: nata come maschio, sogna da sempre di debuttare come idol, ma soffre dapprima la violenza paterna, quindi gli episodi di bullismo che la portano a considerare il suicidio. 
A soli 13 anni nel 1985 vince un concorso di canto col nome di nascita, Kenji Onishi; la sua determinazione la porta a fare il debutto discografico sotto il medesimo nome nel 1989, attraverso la pubblicazione del brano "Chance" autoprodotto con il sostegno finanziario dei genitori.
E' nel 1995 che Kenji si sottopone infine all'intervento di riassegnazione di sesso, grazie all'incontro con il medico Koji Wada che avviene in maniera del tutto casuale, quando Kenji/Haruna lavora in un bar di Osaka.
Wada è un chirurgo estetico, ed è proprio Kenji a chiedergli di eseguire l'intervento, tanto che Haruna diverrà quindi la sua prima paziente per gli interventi di riassegnazione di genere.
 
haruna sito ufficiale

Da tale momento in avanti, decolla la carriera televisiva di Haruna, che inizia ad apparire regolarmente in programmi televisivi del Kansai come idol 'new half', ovvero idol transgender.
New Half è un neologismo degli anni Ottanta che vuole significare 'metà uomo, metà donna', per indicare le persone che hanno intrapreso un percorso di transizione fisica; si tratta di un termine considerato oggi datato, al quale viene tendenzialmente preferito il sostantivo 'transgender'.
Haruna lavora attivamente anche come imitatrice di celebri idol e cantanti quali Seiko Matsuda, Aya Matsuura, Hitomi Shimatani, Beyoncé, Whitney Houston e Miki Fujimoto. Nel 1998 accetta di debuttare anche come manager per la DDT Pro Wrestling, diventando il primo manager transgender al mondo nel wrestling.

Haruna fa il debutto come cantante nel 2008 e l'anno seguente vince il concorso "Miss International Queen 2009" a Pattaya in Thailandia, diventando la prima concorrente giapponese a conquistare tale titolo. In Giappone viene insignita del premio come "Best Jeanist" (miglior indossatrice di jeans) e viene nominata ambasciatrice del turismo della prefettura di Izumo, oltre che ambasciatrice onoraria del turismo coreano.

La sua è una figura ampiamente attiva anche in attività sociali e benefiche, come nella maratona benefica 24 Hour TV (simile al nostro Telethon, ndr) del 2010 che la vede come prima runner transgender nella storia del programma; è annoverata tra le celebrities più coinvolte nella raccolta fondi dopo il terremoto del Tohoku del 2011, organizzando anche la distribuzione di pasti nelle aree colpite.
Nel 2021 si esibisce inoltre come artista in apertura alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ed è nominata come sostenitrice ufficiale di Expo Osaka 2025.
 
haruna ristoranti

Haruna è anche proprietaria di alcuni locali di bar, okonomiyaki e teppanyaki; ricordando i tempi duri vissuti in gioventù, dal 2017 organizza regolarmente nei suoi ristoranti le "kodomo shokudo", ovvero mense gratuite per bambini in difficoltà.


Il processo Blue Boy sugli interventi di riassegnazione del genere

L'intervento chirurgico operato da Wada su Haruna nel 1995 è un caso per certi versi emblematico, dato che avviene a filo della legalità dopo trent'anni di "vuoto legislativo."
Bisogna infatti risalire agli anni '60 per comprenderlo appieno: tra il 1964 e il 1965 si verifica il cosiddetto "Blue Boy Jiken" (caso 'Blue Boy'), quando un medico ginecologo di Tokyo esegue interventi di riassegnazione di genere su tre donne transgender.
Il medico viene arrestato per la violazione dell'articolo 28 della Legge sulla Protezione Eugenetica (articolo 28) e della Legge sul Controllo degli Stupefacenti, e condannato nel 1969 dopo un processo.
Il succitato articolo sanciva il divieto per qualsiasi intervento chirurgico o radiazioni che rendessero una persona sterile "senza giusta causa"; il tribunale aveva stabilito che gli interventi erano stati eseguiti senza un adeguato esame medico preventivo.
 
blue boy arresto

A causa di ciò, da tale momento in avanti in Giappone si ha l'interruzione praticamente totale degli interventi di riassegnazione di genere sino al 1998, per una durata di circa 30 anni; chiunque desideri un intervento, è pertanto costretto a recarsi all'estero.
Risalgono poi a metà degli anni Novanta le richieste di alcuni medici di Saitama per essere autorizzati e tornare a praticare tali interventi su pazienti con disforia di genere.
Il ritorno alla legalità si ha il 28 maggio 1997, con il rilascio delle linee guida ufficiali per la diagnosi e il trattamento del 'disturbo' nell'identità di genere e la pubblicazione di "Risposte e Proposte riguardo al Disturbo dell'Identità di Genere" da parte della Società giapponese di psichiatria e neurologia: gli interventi possono così riprendere ufficialmente, benché la definizione in lingua giapponese 'seidoitsusei shogai' utilizzi il sostantivo 'shogai' che indica le disabilità a vario titolo, e dunque qualifichi la disforia come patologia/malattia.

L'anno seguente il professore Takao Harashina a Saitama esegue il primo intervento ufficiale in accordo con le linee guida: si tratta di un 'Ftm - female to male', ovvero un passaggio da donna a uomo, ritenuto a questo punto un atto medico legittimo.
Nel 2002 la Società giapponese di psichiatria e neurologia cambia ufficialmente anche la terminologia utilizzata per definire l' "intervento di cambio sesso", che diventa un "intervento di adattamento del sesso".
 
blue boy visual film

Proprio recentemente, il caso del processo 'Blue Boy' è stato ripreso in un film omonimo uscito lo scorso 14 novembre 2025, che si innesta sulle vicende realmente accadute: l'attrice transgender Miyu Nakagawa interpreta il ruolo della protagonista accanto al versatile attore Ryo Nishikido, in un'opera scritta e diretta dal transgender Kasho Iizuka e distribuita da Nikkatsu.
 
Blue Boy Trailer (sub eng)
La storia segue le vicende realmente accadute a riguardo del processo "Blue Boy". Alla fine degli anni '60 un pesante giro di vite sulla prostituzione conduce all'arresto di diverse persone transgender. Essendo registrate all'anagrafe come uomini, la legge anti-prostituzione non ne consente la punibilità, poiché essa prevede unicamente la possibilità della prostituzione al femminile. Di contro, il dottor Akagi, chirurgo che ha effettuato tali interventi, viene accusato di aver violato la legge sulla protezione dell'eugenetica nel rimuovere i genitali maschili dei pazienti.
Sachi lavora come cameriera presso un cafè di Tokyo, ed è in uno stato di grazia dopo che il fidanzato Wakamura l'ha chiesta in sposa; un giorno, un avvocato difensore di nome Kano si presenta da lei per chiederle di comparire in tribunale. Sachi è infatti una delle persone sottoposte all'intervento di ri-assegnazione del sesso da parte di Akagi; Kano ha l'incarico di difendere la posizione del medico.


La storia del "tagliatore di peni" Koji Wada

La figura del professor Wada si inserisce in tale ambito in una maniera per così dire trasversale.
Dopo essersi specializzato in chirurgia estetica e plastica, egli inizia a praticare come chirurgo e apre la Wada Keisei Clinic a Osaka nel 1996; non è il primo in assoluto a eseguirlo, ma il suo intervento su Haruna nel 1995 lo rende comunque un pioniere sulle operazioni di riassegnazione di genere 'moderne', dato che l'operazione su Haruna avviene in una sorta di zona grigia temporale, non autorizzata in maniera ufficiale.

Come sopra citato, gli effetti lunghi del caso giudiziario 'Blue Boy' si fanno sentire poiché la Società giapponese di psichiatria e neurologia nel 1997 pubblica le sue linee guida ufficiali; in seguito, Wada porta avanti molti altri interventi di riassegnazione di genere, i quali avvengono tutti, da tale momento in poi, in ambito di legalità all'interno del nuovo quadro normativo.
Il medico tuttavia continua a preferire l'adozione di una filosofia più flessibile, che sostenga e aiuti i pazienti secondo le loro necessità e le possibilità economiche di ciascuno, più che all'attenersi strettamente alla rigidità delle linee guida.
Nel corso della sua carriera egli pratica oltre 600 interventi di questo tipo e l'opinione pubblica si divide: visto come un eretico dagli accademici e dalla società, riceve al contempo dalla comunità transgender l'affettuoso soprannome di "Akahige sensei" (ovvero dottor Barbarossa, dal protagonista dell'omonimo film di Kurosawa che aiutava la povera gente, ndr) proprio grazie alle sue cure accessibili economicamente, sensibili e dedicate.
Il 22 maggio 2007 egli si spegne prematuramente a 53 anni: il medico viene rinvenuto privo di sensi, deceduto per probabile abuso di farmaci e 'karoshi', ovvero morte da stress e sovraccarico di lavoro.
 
this Wada

È facile ipotizzare dunque che Wada non richiedesse sempre l'adempimento di tutti i complessi e costosi passaggi burocratici e diagnostici previsti dalle linee guida, offrendo interventi anche a coloro i quali forse non avrebbero ricevuto l'approvazione seguendo il protocollo ufficiale completo e le relative tempistiche; il costo di tali interventi si aggira fino ai 3 milioni di Yen (circa 16.300 euro al cambio attuale, ma molti di più al cambio dell'epoca) e non è coperto dall'assicurazione sanitaria giapponese.
Basandosi sulle necessità individuali dei pazienti, egli ha optato per mantenere costi accessibili, per fare in modo che gli interventi rimanessero a disposizione di più persone possibili.

Il caso social di Cocona

Il tema degli interventi di riassegnazione del genere rimane a tutt'oggi di grande attualità, specie in una nazione come il Giappone, che notoriamente si espone poco e in maniera sensibilmente schiva su tali problematiche.

Lo scorso 6 dicembre 2025 su Instagram appare un post di Cocona (Kokona Akiyama), rapper del gruppo musicale al femminile delle XG, che fa coming out mostrando anche le cicatrici sul petto di un'operazione parziale di riassegnazione del sesso, con la rimozione del seno.
 

Il mondo social ne amplifica l'eco e la risonanza, pur se tale intervento per alleviare la disforia di genere rientra per la verità, e come sopra accennato, in una sfera più ampia assieme ad altre casistiche e precedenti noti e chiacchierati in Giappone.
Alcuni anni fa, infatti, già la nota popstar Hikaru Utada si era dichiarata non binaria durante un livestream; le vicende di Ai Haruna e del 'Blue Boy' ci ricordano inoltre come, negli scorsi decenni, tali interventi si fossero già impressi in maniera indelebile nella storia del Giappone moderno.

Le parole di Cocona riescono nondimeno a fendere in profondità, essendo tra le prime figure di spicco nel pop asiatico a dichiararsi apertamente come persona 'AFAB' transmascolina non binaria: l'acronimo significa 'assigned female at birth', ovvero persona dichiarata femmina alla nascita, ma che non si percepisce come tale a livello di identità di genere. Va specificato che il termine 'transmascolino' è un sostantivo ombrello all'interno delle comunità transgender.
"Non penso a me stess* come a una donna, e l'esser vist* come tale mi provoca un forte disagio, poiché l'etichetta femminile non ha mai rappresentato ciò che veramente sono, e mi identifico invece di più con diversi aspetti maschili," ha affermato Cocona in un post pubblicato in occasione del ventesimo compleanno.
"La cosa più ardua che ho affrontato è stata l'accettazione di me, ciò che sono. Ma non appena ho lentamente iniziato a farlo, sono stat* in grado di spalancare una nuova porta."

La decisione dell'intervento è stata presa a maggiore età, una volta valutato il tutto di concerto con i genitori e le persone che ne circondano la quotidianità: assieme a chi l'ha preceduta, una tale contezza e forza d'animo potrebbero essere di aiuto nell'accrescere la consapevolezza e la sensibilità della società giapponese tutta.
 
midnight close poster

Il cinema viene in questo senso ancora una volta in soccorso: facile ricordare l'incredibile impatto di critica e pubblico riscosso dal film Midnight Swan di Eiji Uchida nel 2020 con la storia intensa e drammatica della transgender Nagisa e delle sue difficoltà nel percorso di transizione di genere.
Vincitore al Far East Film Festival di Udine nel 2021, sul medesimo tema la pellicola era stata preceduta nel 2017 da Close-Knit della regista Naoko Ogigami, insignita anch'essa del massimo premio al festival udinese.

Fonti consultate:
Comic Natalie I, II, III
Wikipedia I, II, III, IV, V, VI
Mydramalist
The Japan Times

Netflix
Mantan Web
YouTube I, II, III, IV

Sito web ufficiale di Haruna Ai
South China Morning Post  
Nichibenren
Japan Zone
Linee guida della Società giapponese di psichiatria e neurologia
Sito web ufficiale di Expo
Midnight Swan di Eiji Uchida con postfazione di Asuka Ozumi