Con questa frase di grande impatto emozionale si apre 100 metri - Hyakuemu, opera prima di Uoto, l'autore che il pubblico italiano conosce bene grazie al pluripremiato Il movimento della Terra. E già da queste prime righe si capisce che non siamo di fronte a un semplice manga sportivo.

Komiya corre per offuscare la realtà, per dimenticare, per sopravvivere. Togashi gli insegna a farlo meglio, convinto che la velocità risolva tutto, perché per lui è sempre stato così. Ma quello che innesca non è una semplice rivalità sportiva: è qualcosa di molto più oscuro, viscerale e difficile da fermare.
Uoto costruisce la sua narrazione su un contrasto potentissimo: il talento naturale contro l'ossessione pura, la grazia contro la furia. Togashi ha tutto dalla nascita e proprio per questo non capisce davvero cosa significhi volere qualcosa con disperazione. Komiya non ha quasi niente, ma quella mancanza si trasforma in un motore inarrestabile, quasi autodistruttivo. I due non sono semplicemente rivali: sono specchi deformanti l'uno dell'altro, e la corsa è il linguaggio attraverso cui si comprendono, si sfidano e, alla fine, si cercano per tutta la vita.
La storia attraversa anni e stagioni, dall'infanzia al liceo fino all'età adulta, seguendo le traiettorie dei due protagonisti mentre il mondo intorno a loro si allarga e le pressioni si moltiplicano tra record da battere, contratti sportivi, infortuni, il peso delle aspettative altrui e la domanda che rimane sospesa per centinaia di pagine: perché corriamo, in fondo? La risposta non arriva in modo trionfale né con un podio illuminato dai riflettori. Arriva nel finale, con una semplicità disarmante: i due si ritrovano finalmente a correre l'uno accanto all'altro sorridendo, in un epilogo volutamente aperto in cui il nome del vincitore non viene rivelato. Perché non conta più. Per troppo tempo entrambi hanno inseguito gloria, record, tempi, misurando il proprio valore attraverso gli altri. La vera maturità, la vera vittoria, arriva nel momento in cui sembravano davanti a una strada chiusa: quando scoprono che corrono per se stessi, perché amano farlo, e che questa è l'unica risposta che vale davvero qualcosa.

Dal punto di vista grafico, Uoto dimostra già in questo esordio quella capacità di usare il segno in modo espressivo e non semplicemente descrittivo che caratterizzerà anche le opere successive. Le sequenze di corsa hanno una tensione fisica palpabile, e la scelta di concentrare tutto su una distanza di cento metri, dieci secondi scarsi di gara, si rivela una delle intuizioni narrative più riuscite del manga sportivo degli ultimi anni.
Non sorprende che 100 metri - Hyakuemu abbia vinto il Premio Special Encouragement al 97° New Face Award di Kodansha, né che abbia ispirato un adattamento cinematografico animato attualmente disponibile su Netflix, realizzato con la tecnica del rotoscopio per restituire il massimo realismo ai movimenti della corsa. Il film è entrato nella shortlist per la candidatura agli Oscar 2026, a conferma di quanto questa storia abbia saputo toccare qualcosa di universale ben oltre i confini del Giappone.
J-POP Manga porta finalmente in Italia questa opera in un'edizione in due volumi (contro i 5 della versione originale giapponese) curata e accessibile. Ogni volume raccoglie 512 pagine in bianco e nero con inserti a colori, nel formato compatto 12,4x18 cm con brossura e sovraccoperta, al prezzo di 15 euro ciascuno. Un'edizione pensata per valorizzare la compattezza e la coerenza narrativa di una serie che in cinque volumi originali giapponesi dice più di molte opere due o tre volte più lunghe.

Ancora una volta quindi il fumetto usa lo sport come metafora della vita e delle emozioni umane, regalandole al lettore insieme a una tecnica di disegno che riesce a trascinarlo sulla pista di atletica, a tifare per degli umanissimi e fragilissimi aspiranti eroi.
100 metri - Hyakuemu 1
Togashi è un ragazzino di sesta elementare dotato di un talento naturale per la corsa e ciò gli ha permesso di primeggiare nei cento metri piani ai campionati nazionali, trovando così degli amici e un posto dove stare. Un giorno d'estate, tuttavia, sperimenta una sensazione sconosciuta, ossia la paura di fallire mista a una sorta di eccitazione, un'euforia che si prova solo quando si inizia a fare sul serio. I cento metri sono una distanza che si percorre in pochi secondi, ma è mettendo in gioco la propria vita su di essi che si vede ardere la vera passione.
Prezzo: 15,00 €
Totale voti: 6 0 0
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100 metri - Hyakuemu 2
Togashi, sentendo il suo talento affievolirsi, decide di allontanarsi dall'atletica, ma messo di fronte alle ingiustizie che avvengono nel suo liceo si convince a riprendere l'attività. Insieme a Nigami, ex numero uno del Paese appena tornato nel club di atletica, si appresta a partecipare alla staffetta del festival dello sport... Come andrà a finire lo scontro con il club di football americano? Qualificatosi poi al torneo interscolastico, si imbatte nuovamente in Komiya, che però è ormai un vago riflesso del timido ragazzo di un tempo. Adesso è diventato veloce, troppo veloce...
Prezzo: 15,00 €
Totale voti: 6 0 0
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Conoscevi già l' autore? Che ne pensi?
Il mio primo incontro con Uoto era stato fugace, quando lessi i primi capitoli de Il movimento della Terra diversi anni fa. Ricordo che rimasi colpito dalla sua capacità narrativa solida eppure fresca e moderna nonostante il disegno non proprio eccelso (anche se quando si impegna sa il fatto suo), ma non rimasi molto entusiasta dal contesto storico in cui si muovono i personaggi. Dopo aver approfondito con 100 metri, mi sono decisamente pentito di averlo trascurato. Cercherò di recuperarlo non appena ne avrò la possibilità, nella speranza in cui mi capiti di tradurre anche la sua opera successiva, FACT e yōkoso, che in fondo è tematicamente collegata.
Quanto ci hai messo a tradurre questi due volumoni usciti poi un anteprima a Napoli?
È stata dura dover tradurre oltre mille pagine di fumetto (più la lunghissima intervista) tenendo conto anche delle altre serie (e di un lavoro d'ufficio!) che dovevo gestire in contemporanea, ma alla fine sono riuscito a rispettare le scadenze. I due splendidi volumi sono arrivati in tempo per l'anteprima napoletana, complice anche il chiaro valore dell'opera che mi ha tenuto incollato al PC. Sono molto soddisfatto del risultato finale, ritengo che abbiamo reso giustizia a un autore importante della generazione corrente come Uoto.
Ci sono state difficoltà con i termini sportivi? Conoscevi un po' l'atletica? Come ci si prepara a tradurre manga del genere?
Ciò che mi ha stupito più di ogni altra cosa è il fatto che l'opera sia apprezzabile da chi non mastica l'atletica. Io stesso non mi considero uno sportivo, eppure mi sono ritrovato a seguire con trepidazione le vicende dei protagonisti: questo perché, più che un'opera spokon sull'atletica, 100 metri è il viaggio esistenziale di un uomo alla scoperta di ciò che lo definisce e che lo fa sentire vivo, e questo ha risuonato in me in una maniera che non mi aspettavo. Come dice Togashi nel manga, "ognuno di noi, nessuno escluso, muore. [...] Però un simile destino non ci toglie quel senso di "euforia" quando facciamo sul serio."
Ritengo che sia questa la vera forza di Uoto, a prescindere dall'ambientazione che sceglie per raccontare la sua storia: ciò che vuole raccontare è uno dei principali motori della natura umana, se non il principale, il resto è solo un corollario. Ovviamente in certi casi si scende in tecnicismi, ma non prendono mai troppo spazio; in questo caso mi è stato utile consultare il materiale ufficiale della FIDAL e (ri)guardare registrazioni delle gare olimpiche della Nazionale italiana per ricreare il tono dei cronisti e contestualizzare la terminologia, con il piacevole effetto collaterale dell'euforia provata rivivendo le emozioni delle leggendarie medaglie d'oro di Marcell Jacobs e compagni. Per il resto, l'unica preparazione che ho fatto prima di cominciare a tradurre è stata la visione del film animato tratto dal fumetto, fresco di uscita sulle piattaforme di streaming. Ciò mi ha permesso di apprezzare anche le differenze di montaggio e di scrittura tra le due versioni, immergendomi ulteriormente in questo mondo emozionale.
Pro
- Narrazione potente costruita su un contrasto psicologico profondo tra i due protagonisti: talento naturale contro ossessione pura, grazia contro furia, in un rapporto che va ben oltre la semplice rivalità sportiva.
- La scelta di concentrare tutto su una distanza di cento metri si rivela un'intuizione narrativa straordinaria, capace di condensare in dieci secondi di gara un'intera vita di emozioni.
- Il segno grafico di Uoto è già in questo esordio espressivo e trascinante, con sequenze di corsa dalla tensione fisica palpabile.
Contro
- Il segno grafico di Uoto è già in questo esordio espressivo e trascinante ma può non piacere a tutti







Ironic74
Ancora una volta il fumetto usa lo sport come metafora della vita e delle emozioni umane, regalandole al lettore insieme a una tecnica di disegno che riesce a trascinarlo sulla pista di atletica. Bello bello
03/07/2026