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7.0/10
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Genius Party è il corto che introduce e dà il titolo al progetto, ed è un trip non-sense fatto di scintille e musica tribale ritmata. È la risposta alla domanda: come sarebbe Nuggets - il cortometraggio contro la tossicodipendenza animato da Andreas Hykade - se a girarlo fosse stato proprio un tossicodipendente?

Il Drago di Shangai è caratterizzato da delle buone animazioni e da una buona regia e fotografia. Ma per tutta la durata del corto non farete che pensare all'orribile ciclista in CG che appare all'inizio e al disturbante moccio al naso del protagonista.

Deathtic 4 è diretto da Shinji Kimura che qualcuno conoscerà come direttore artistico di Steamboy, film del 2004 diretto da Katsuhiro Otomo. I due hanno anche collaborato insieme alla creazione di Hipira-kun, un libro illustrato per bambini del 2002. Ebbene Deathtic 4 è al contempo sia successore del libro illustrato (nei contenuti) sia predecessore che della serie animata dello stesso libro (nella tecnica). L'unica differenza con la serie animata di Hipira-kun è che il piccolo protagonista invece che essere un vampiro è uno zombie, ma per il resto entrambi vivono in una città di loro simili e vanno a scuola. Un'altra differenza è che la componente infantile di Hipira-kun viene sostituita da un umorismo al limite tra il grottesco e il demenziale. Inoltre entrambe le opere utilizzano personaggi in CG su sfondi disegnati.

Door Chime è meno sperimentale rispetto ai precedenti per quanto riguarda ambientazioni e animazioni. È un tentativo (fallito) di spiegare la poetica pirandelliana delle maschere ma risulta troppo confusionario e kafkiano al punto da farmi pensare che forse un senso non lo ha.

Limit Cycle è una macchina del tempo. Ogni minuto di "animazione" sono due minuti nella vita reale: noia. Sembra una di quelle poesie che si scrive in flusso di coscienza da adolescenti, la cui formula è sempre (parole altisonanti a caso) + (minima continuità logica). Terribile. Un regista deve sapere utilizzare il mezzo che ha tra le mani. Questo pippone sarebbe risultato noioso e inconcludente perfino in un libro, figurarsi in un corto animato.

Happy Machine è diretto da Masaaki Yuasa.

Baby Blue è diretto da Shinichiro Watanabe.

Devo aggiungere altro? Aggiungiamolo. Questi corti sono sicuramente i migliori del progetto e sono una specie di premio per chi è riuscito ad arrivare fino a qua, resistendo a Limit Cycle. Happy Machine è una metafora della vita e rappresenta un mondo assurdo sullo stile di Kiseichuu no Ichiya, simile a quanto accade anche nella prima puntata di Kaiba. Baby Blue è un inno alla libertà più totale, quella libertà che ci viene privata o limitata dalle cose e dalle persone. Quella libertà un po' pericolosa da maneggiare, che ti fa sentire vivo a esercitarla o malinconico a ricordarla.