Recensione
Recensione di DOCTOR TENMA
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Storia e disegni: Hirohiko Araki.
Target: Seinen.
Editore: Star Comics.
Anno: 2011-2021.
Volumi totali: 27.
Trama:
Le bizzarre avventure di JoJo: Jojolion è l'ottava parte della serie omonima creata da Araki. Ambientata oltre cento anni dopo (nel 2011) le vicende di Steel ball run, tratta le vicende di un giovane che si risveglia a Morio-Cho, fuoriuscendo da una particolare struttura chiamata muro di occhi. Viene ritrovato da una ragazza di nome Yasuho Hirose, e successivamente una famiglia chiamata Higashikata decide di prendersi cura di lui. Da qui prende il nome di Josuke Higashikata. Il ragazzo però non ricorda nulla del suo passato, e farà di tutto pur di riuscirci.
Recensione:
Ho cercato di riassumere la trama nel modo migliore possibile e senza fare spoiler, compito arduo per una serie come Jojolion. Qui la storia è basata più che mai nell'incuriosire il lettore, dall'inizio alla fine del manga. Infatti i misteri riguardanti i personaggi e la città vengono chiariti volume dopo volume, capitolo dopo capitolo. In questo modo Araki non scopre subito le proprie carte, ma dà tempo alla storia di svilupparsi e di rivelarsi in maniera omogenea. Senza quindi ricorrere a spiegazioni troppo lunghe che cercano di chiarire il tutto in un unico discorso. Il ritorno a Morio-Cho me lo aspettavo esattamente così, con riferimenti alle vecchie serie, da Phantom Blood e Steel ball run, tuttavia anche in questa serie Araki riesce ad essere sempre originale. Non ci sono riferimenti forzati o troppo ingombranti. Il fatto di aver creato una storia avvolta in una nuvola di mistero così densa, costituisce di per sé un elemento mai visto in JoJo. La Morio-Cho di Jojolion prende molta della quotidianità di Diamond is unbreakable, e la fonde a un atmosfera surreale, che nello scontro finale viene amplificata all'ennesima potenza. Un'atmosfera a tratti horror, a tratti un pochino trash (ma quel trash volontario). Questa originalità si manifesta anche nei combattimenti e nei poteri degli stand. Gli scontri sono molto tattici e ci sono risoluzioni davvero geniali. Quando parlo di trash volontario, intendo quegli elementi bizzarri che Araki inserisce spesso nei suoi manga. Qui tra i personaggi abbiamo chi abita su una seggiovia e chi desidera che ogni sua giornata sia come quella di una vacanza estiva. E questi sono solo due esempi. Inoltre in questa serie ci sono riferimenti oltre che fumettistici e musicali, anche scientifici. Ovviamente trattandosi di JoJo la scienza non è riprodotta in modo maniacalmente veritiero (infatti un'ape regina non vive diciassette anni). Tuttavia si vede che in alcune descrizioni Araki ha dovuto effettuare varie ricerche, anche geografiche, da usare come basi per poi spaziare e raccontare il tutto a modo suo. Inoltre anche in questa serie abbiamo il ricorrente tema del destino, che però qui viene ricalcato ancora di più, soprattutto nella parte finale. Anche il tema della memoria, di cui voglio parlare più avanti nel dettaglio, è stato approfondito molto bene. Infatti Josuke è un personaggio che non riesce ad accettare di non poter conoscere e ricordare il suo passato. Di conseguenza non accetta il Josuke che si è risvegliato dal muro di occhi, il cui unico scopo nella vita è ricordare gli eventi precedenti alla sua "nascita". Anche tutti gli altri personaggi sono ben caratterizzati, e ognuno di loro ha una funzione e uno scopo ben preciso all'interno della storia. Non ci sono personaggi inutili o fini a sé stessi. In fin dei conti ognuno agisce per il proprio tornaconto, e tutti trovano spazio negli ingranaggi della storia. Tra i comprimari che ho apprezzato di più ci sono Norisuke, Mamezuku, Tsurugi, e quel maledetto di Jobin. Inoltre questa è l'opera di Araki con i personaggi più umani, ma in un certo senso anche più malvagi, in quanto si curano solo dei propri interessi. Ho apprezzato molto anche i nemici, di cui però voglio parlare meglio negli spoiler. Concentrandosi più sull'aspetto grafico, si può notare per gran parte del manga la predominanza del bianco, il che contribuisce molto ad aumentare l'aria surreale che si respira in questa serie. Inoltre le proporzioni sono ottime, e i design degli stand molto originali come sempre. Molto apprezzabili anche le prospettive, nelle quali Araki disegna spesso i soggetti in primo piano in maniera più "approssimativa", così da far sembrare di vedere le scene con un occhio umano. Infatti più avviciniamo gli oggetti ai nostri occhi, e meno dettagliatamente li vediamo. Anche le espressioni dei personaggi sono realizzate bene, così come il design dei loro vestiti, in cui Araki si improvvisa nuovamente stilista (e con ottimi risultati). I volti sono anche molto realistici grazie al tratteggio, e l'uso dei retini è perfetto. Molto bello anche il paneling. Bisogna ammettere che in qualche scontro non si capisce immediatamente ciò che succede, ma secondo me è anche colpa dell'edizione tankobon che è davvero troppo piccola per ospitare un tratto dettagliato come quello di Araki.
Adesso inizieranno gli SPOILER.
Jojolion è finora la serie con più significati e interpretazioni. Un argomento che necessita senza dubbio maggiore attenzione è quello della memoria. Come già detto l'obiettivo di Josuke è quello di conoscere il proprio passato, anzi sarebbe più corretto dire che vorrebbe riacquisire i ricordi. Infatti anche facendosi raccontare i suoi avvenimenti passati, lui non riesce lo stesso a ricordarli a causa dello scambio equivalente. Durante la ricerca scopre che in qualche modo entrambe le sue personalità passate erano legate in qualche modo a Holly Joestar Kira, madre dello Yoshikage con il quale Josefumi si è scambiato. In verità Josuke non conosce realmente questa donna, ma trova in lei un obiettivo per andare avanti, e anche una figura materna e di speranza. Tuttavia gli eventi porteranno Josuke a rendersi conto che ormai i ricordi non torneranno più, e che lui adesso è semplicemente Josuke Higashikata. Penso che sia un'evoluzione molto graduale e ciò lo rende un personaggio perfetto. Come detto tutti i personaggi sono caratterizzati molto bene. Jobin è un personaggio molto simile a Funny Valentine, che agisce unicamente per il bene e il successo della sua famiglia. Anche Joshu è un ottimo personaggio, e per quanto il suo comportamento nei capitoli finali possa sembrare esagerato, ricordiamoci che pochi minuti prima ha perso il fratello maggiore e ha visto quest' ultimo ferire quasi a morte il suo stesso padre. Non ci sono personaggi positivi, in quanto ognuno agisce per i propri interessi, ad esempio Mitsuba e Kaato, ma anche lo stesso Norisuke (per quanto mi sia molto più simpatico). Come detto in precedenza ho gradito molto anche la caratterizzazione dei nemici, gli uomini roccia. Tooru, che è in fin dei conti l'antagonista principale della serie, è un personaggio scritto in maniera incredibile. Egli è un uomo roccia che, come gli altri suoi compagni, si è ritrovato a dover vivere nella società degli esseri umani. La sua ragione di vita nel tempo è diventata quella di fare successo con la scienza, tramite il frutto del Rokakaka. Tuttavia sappiamo che a causa del suo giovane aspetto, le sue idee furono inizialmente respinte, e fu quindi costretto ad assumere le sembianze di un ottantanovenne tramite Wonder of U. Tuttavia Tooru, come gli altri uomini roccia, non prova compassione o sentimenti verso gli altri, ed è mosso unicamente dai suoi obiettivi. Infatti ciò lo porta addirittura a sfruttare Yasuho per gran parte della vita di quest'ultima. Parlando di Yasuho, l'ho trovata un personaggio molto riuscito. Araki ha saputo raccontare bene il fatto che lei abbia trovato uno scopo reale nella sua vita, nell'aiutare Josuke a riottenere i ricordi. Infatti io non credo che lei sia realmente innamorata di lui, ma che gli sia vicina solo perché in questo modo anche lei, che è stata sempre trattata con sufficienza da tutti, possa avere uno scopo nella vita. Altra cosa che ho apprezzato molto sono i riferimenti alle precedenti serie. Faccio degli esempi: la tavole nei primi capitoli in cui Josuke è al negozio di vestiti per capire chi ha comprato i suoi abiti, e nello sfondo si vedono i cappelli di J. Lo, Johnny e Jotaro; anche la tavola in cui Araki fa comparire la maschera di pietra e la freccia, per paragonarle ai muri di occhi, in quanto entrambi forniscono poteri agli uomini; o ancora il fatto che nel combattimento finale compaia un'ambulanza alla fine, proprio come in Diamond is unbreakable. Sono piccoli riferimenti che non stonano per niente. Anche il fatto che il Kira di questa serie abbia lo stesso stand (Killer Queen) di quello della quarta serie, non dà fastidio, in quanto la sua abilità viene usato molto poco nel flashback che lo riguarda. Al contrario di quanto fatto in Steel ball run, in cui il vero combattimento finale, per quanto bello, è stato realizzato contro uno stand già visto (The World). Mi è piaciuto anche il modo con il quale Jojolion si ricollega a Steel ball run, in particolare con la descrizione della morte di Johnny, e con i due capitoli finali. Il modo in cui muore Johnny fa molto dispiacere in quanto lui non riesce a trovare una realizzazione personale neanche dopo tutto quello che ha passato. Un'altra cosa che mi è piaciuta è che le spiegazioni date da Araki sono molto chiare, ma per comprenderle al meglio bisogna leggerle con molta attenzione, soprattutto per quanto riguarda il comportamento dei personaggi. Diciamo che Araki in certi casi lascia anche che siano le immagini stesse a parlare, come per Tooru, o nella tavola finale del manga. Per quanto riguarda il combattimento finale che occupa circa sette volumi, dovrebbe essere il più lungo mai creato da Araki, ed è anche il mio preferito. È uno scontro molto particolare, che per la maggior parte del tempo è dedicato allo scoprire cosa stia causando tutti gli avvenimenti nefasti che coinvolgono i protagonisti. Ed è qui che l'atmosfera della storia si fa ancora più surreale, anche per come ci viene mostrato lo stand Wonder of U/direttore sanitario, quasi sempre di spalle, e che sembra essere onnipresente. Il tutto però è sempre avvolto da un'aria di quotidianità. In sé Wonder of U è anche un modo per riflettere sul destino e sul ruolo che ognuno occupa al suo interno. Infatti la città intera (o forse il mondo) sembra essere parte di un ingranaggio molto più grande. Bello anche il modo con cui Wonder of U viene sconfitto (con Go Beyond). In particolare mi è piaciuta molto la tavola in cui Tooru, nell'attimo della sua morte, vede la vespa, che per lui rappresenta un simbolo di nascita e maternità, in quanto gli uomini roccia vivono i primi diciassette anni dentro di esse (nelle api regine in particolare). Ma in generale il fatto che i capitoli dello scontro finale siano iniziati con un flash forward, e che ciò che viene dopo si trova nel mezzo, è stata davvero una grande idea. Degne di nota le tavole finali dell'ultimo capitolo. Vediamo infatti i componenti rimasti della famiglia Higashikata, all'Higashikata fruits parlor, intenti a scegliere una torta per celebrare l'imminente guarigione di Norisuke. Qui tutti, indecisi su cosa scegliere, chiedono a Josuke di scegliere per loro. In quel momento Josuke è totalmente consapevole di sé stesso e ha accettato finalmente di essere semplicemente Josuke Higashikata, e non Josefumi Kujo o Yoshikage Kira. In quanto ciò che ci qualifica non è ciò che eravamo, ma ciò che siamo ora. Poi il fatto che Yasuho esca dal locale, significa che ormai lei ha capito che l'obiettivo è stato raggiunto e che è inutile aggrapparsi ancora a Josuke, ma che anche lei deve vivere la sua di vita. Insomma la tavola finale del manga non è la vista di un panorama come nelle altre serie, ma una scena di quotidianità tra i personaggi. E secondo me la scelta della torta potrebbe significare molto di più. Cioè di non scegliere di realizzare un manga, o un' opera d'arte qualsiasi, in base alla popolarità che potrebbe raggiungere. Qui Josuke sembra quasi essere la personificazione di Araki, che ancora oggi sceglie di continuare a raccontare storie nel suo personale stile.
Conclusioni:
Jojolion è un manga molto particolare rispetto alle altre serie di JoJo, da leggere con attenzione, per comprenderlo in tutte le sue sfumature. Un manga che sa suscitare notevole interesse nel lettore. È la serie in cui il disegno e la narrazione di Araki raggiungono l'apice. Per quanto mi riguarda è la serie più bella e completa di JoJo, anche più di Diamond is unbreakable e Steel ball run. Un Capolavoro con la "C" maiuscola.
Voto: 10
Target: Seinen.
Editore: Star Comics.
Anno: 2011-2021.
Volumi totali: 27.
Trama:
Le bizzarre avventure di JoJo: Jojolion è l'ottava parte della serie omonima creata da Araki. Ambientata oltre cento anni dopo (nel 2011) le vicende di Steel ball run, tratta le vicende di un giovane che si risveglia a Morio-Cho, fuoriuscendo da una particolare struttura chiamata muro di occhi. Viene ritrovato da una ragazza di nome Yasuho Hirose, e successivamente una famiglia chiamata Higashikata decide di prendersi cura di lui. Da qui prende il nome di Josuke Higashikata. Il ragazzo però non ricorda nulla del suo passato, e farà di tutto pur di riuscirci.
Recensione:
Ho cercato di riassumere la trama nel modo migliore possibile e senza fare spoiler, compito arduo per una serie come Jojolion. Qui la storia è basata più che mai nell'incuriosire il lettore, dall'inizio alla fine del manga. Infatti i misteri riguardanti i personaggi e la città vengono chiariti volume dopo volume, capitolo dopo capitolo. In questo modo Araki non scopre subito le proprie carte, ma dà tempo alla storia di svilupparsi e di rivelarsi in maniera omogenea. Senza quindi ricorrere a spiegazioni troppo lunghe che cercano di chiarire il tutto in un unico discorso. Il ritorno a Morio-Cho me lo aspettavo esattamente così, con riferimenti alle vecchie serie, da Phantom Blood e Steel ball run, tuttavia anche in questa serie Araki riesce ad essere sempre originale. Non ci sono riferimenti forzati o troppo ingombranti. Il fatto di aver creato una storia avvolta in una nuvola di mistero così densa, costituisce di per sé un elemento mai visto in JoJo. La Morio-Cho di Jojolion prende molta della quotidianità di Diamond is unbreakable, e la fonde a un atmosfera surreale, che nello scontro finale viene amplificata all'ennesima potenza. Un'atmosfera a tratti horror, a tratti un pochino trash (ma quel trash volontario). Questa originalità si manifesta anche nei combattimenti e nei poteri degli stand. Gli scontri sono molto tattici e ci sono risoluzioni davvero geniali. Quando parlo di trash volontario, intendo quegli elementi bizzarri che Araki inserisce spesso nei suoi manga. Qui tra i personaggi abbiamo chi abita su una seggiovia e chi desidera che ogni sua giornata sia come quella di una vacanza estiva. E questi sono solo due esempi. Inoltre in questa serie ci sono riferimenti oltre che fumettistici e musicali, anche scientifici. Ovviamente trattandosi di JoJo la scienza non è riprodotta in modo maniacalmente veritiero (infatti un'ape regina non vive diciassette anni). Tuttavia si vede che in alcune descrizioni Araki ha dovuto effettuare varie ricerche, anche geografiche, da usare come basi per poi spaziare e raccontare il tutto a modo suo. Inoltre anche in questa serie abbiamo il ricorrente tema del destino, che però qui viene ricalcato ancora di più, soprattutto nella parte finale. Anche il tema della memoria, di cui voglio parlare più avanti nel dettaglio, è stato approfondito molto bene. Infatti Josuke è un personaggio che non riesce ad accettare di non poter conoscere e ricordare il suo passato. Di conseguenza non accetta il Josuke che si è risvegliato dal muro di occhi, il cui unico scopo nella vita è ricordare gli eventi precedenti alla sua "nascita". Anche tutti gli altri personaggi sono ben caratterizzati, e ognuno di loro ha una funzione e uno scopo ben preciso all'interno della storia. Non ci sono personaggi inutili o fini a sé stessi. In fin dei conti ognuno agisce per il proprio tornaconto, e tutti trovano spazio negli ingranaggi della storia. Tra i comprimari che ho apprezzato di più ci sono Norisuke, Mamezuku, Tsurugi, e quel maledetto di Jobin. Inoltre questa è l'opera di Araki con i personaggi più umani, ma in un certo senso anche più malvagi, in quanto si curano solo dei propri interessi. Ho apprezzato molto anche i nemici, di cui però voglio parlare meglio negli spoiler. Concentrandosi più sull'aspetto grafico, si può notare per gran parte del manga la predominanza del bianco, il che contribuisce molto ad aumentare l'aria surreale che si respira in questa serie. Inoltre le proporzioni sono ottime, e i design degli stand molto originali come sempre. Molto apprezzabili anche le prospettive, nelle quali Araki disegna spesso i soggetti in primo piano in maniera più "approssimativa", così da far sembrare di vedere le scene con un occhio umano. Infatti più avviciniamo gli oggetti ai nostri occhi, e meno dettagliatamente li vediamo. Anche le espressioni dei personaggi sono realizzate bene, così come il design dei loro vestiti, in cui Araki si improvvisa nuovamente stilista (e con ottimi risultati). I volti sono anche molto realistici grazie al tratteggio, e l'uso dei retini è perfetto. Molto bello anche il paneling. Bisogna ammettere che in qualche scontro non si capisce immediatamente ciò che succede, ma secondo me è anche colpa dell'edizione tankobon che è davvero troppo piccola per ospitare un tratto dettagliato come quello di Araki.
Adesso inizieranno gli SPOILER.
Jojolion è finora la serie con più significati e interpretazioni. Un argomento che necessita senza dubbio maggiore attenzione è quello della memoria. Come già detto l'obiettivo di Josuke è quello di conoscere il proprio passato, anzi sarebbe più corretto dire che vorrebbe riacquisire i ricordi. Infatti anche facendosi raccontare i suoi avvenimenti passati, lui non riesce lo stesso a ricordarli a causa dello scambio equivalente. Durante la ricerca scopre che in qualche modo entrambe le sue personalità passate erano legate in qualche modo a Holly Joestar Kira, madre dello Yoshikage con il quale Josefumi si è scambiato. In verità Josuke non conosce realmente questa donna, ma trova in lei un obiettivo per andare avanti, e anche una figura materna e di speranza. Tuttavia gli eventi porteranno Josuke a rendersi conto che ormai i ricordi non torneranno più, e che lui adesso è semplicemente Josuke Higashikata. Penso che sia un'evoluzione molto graduale e ciò lo rende un personaggio perfetto. Come detto tutti i personaggi sono caratterizzati molto bene. Jobin è un personaggio molto simile a Funny Valentine, che agisce unicamente per il bene e il successo della sua famiglia. Anche Joshu è un ottimo personaggio, e per quanto il suo comportamento nei capitoli finali possa sembrare esagerato, ricordiamoci che pochi minuti prima ha perso il fratello maggiore e ha visto quest' ultimo ferire quasi a morte il suo stesso padre. Non ci sono personaggi positivi, in quanto ognuno agisce per i propri interessi, ad esempio Mitsuba e Kaato, ma anche lo stesso Norisuke (per quanto mi sia molto più simpatico). Come detto in precedenza ho gradito molto anche la caratterizzazione dei nemici, gli uomini roccia. Tooru, che è in fin dei conti l'antagonista principale della serie, è un personaggio scritto in maniera incredibile. Egli è un uomo roccia che, come gli altri suoi compagni, si è ritrovato a dover vivere nella società degli esseri umani. La sua ragione di vita nel tempo è diventata quella di fare successo con la scienza, tramite il frutto del Rokakaka. Tuttavia sappiamo che a causa del suo giovane aspetto, le sue idee furono inizialmente respinte, e fu quindi costretto ad assumere le sembianze di un ottantanovenne tramite Wonder of U. Tuttavia Tooru, come gli altri uomini roccia, non prova compassione o sentimenti verso gli altri, ed è mosso unicamente dai suoi obiettivi. Infatti ciò lo porta addirittura a sfruttare Yasuho per gran parte della vita di quest'ultima. Parlando di Yasuho, l'ho trovata un personaggio molto riuscito. Araki ha saputo raccontare bene il fatto che lei abbia trovato uno scopo reale nella sua vita, nell'aiutare Josuke a riottenere i ricordi. Infatti io non credo che lei sia realmente innamorata di lui, ma che gli sia vicina solo perché in questo modo anche lei, che è stata sempre trattata con sufficienza da tutti, possa avere uno scopo nella vita. Altra cosa che ho apprezzato molto sono i riferimenti alle precedenti serie. Faccio degli esempi: la tavole nei primi capitoli in cui Josuke è al negozio di vestiti per capire chi ha comprato i suoi abiti, e nello sfondo si vedono i cappelli di J. Lo, Johnny e Jotaro; anche la tavola in cui Araki fa comparire la maschera di pietra e la freccia, per paragonarle ai muri di occhi, in quanto entrambi forniscono poteri agli uomini; o ancora il fatto che nel combattimento finale compaia un'ambulanza alla fine, proprio come in Diamond is unbreakable. Sono piccoli riferimenti che non stonano per niente. Anche il fatto che il Kira di questa serie abbia lo stesso stand (Killer Queen) di quello della quarta serie, non dà fastidio, in quanto la sua abilità viene usato molto poco nel flashback che lo riguarda. Al contrario di quanto fatto in Steel ball run, in cui il vero combattimento finale, per quanto bello, è stato realizzato contro uno stand già visto (The World). Mi è piaciuto anche il modo con il quale Jojolion si ricollega a Steel ball run, in particolare con la descrizione della morte di Johnny, e con i due capitoli finali. Il modo in cui muore Johnny fa molto dispiacere in quanto lui non riesce a trovare una realizzazione personale neanche dopo tutto quello che ha passato. Un'altra cosa che mi è piaciuta è che le spiegazioni date da Araki sono molto chiare, ma per comprenderle al meglio bisogna leggerle con molta attenzione, soprattutto per quanto riguarda il comportamento dei personaggi. Diciamo che Araki in certi casi lascia anche che siano le immagini stesse a parlare, come per Tooru, o nella tavola finale del manga. Per quanto riguarda il combattimento finale che occupa circa sette volumi, dovrebbe essere il più lungo mai creato da Araki, ed è anche il mio preferito. È uno scontro molto particolare, che per la maggior parte del tempo è dedicato allo scoprire cosa stia causando tutti gli avvenimenti nefasti che coinvolgono i protagonisti. Ed è qui che l'atmosfera della storia si fa ancora più surreale, anche per come ci viene mostrato lo stand Wonder of U/direttore sanitario, quasi sempre di spalle, e che sembra essere onnipresente. Il tutto però è sempre avvolto da un'aria di quotidianità. In sé Wonder of U è anche un modo per riflettere sul destino e sul ruolo che ognuno occupa al suo interno. Infatti la città intera (o forse il mondo) sembra essere parte di un ingranaggio molto più grande. Bello anche il modo con cui Wonder of U viene sconfitto (con Go Beyond). In particolare mi è piaciuta molto la tavola in cui Tooru, nell'attimo della sua morte, vede la vespa, che per lui rappresenta un simbolo di nascita e maternità, in quanto gli uomini roccia vivono i primi diciassette anni dentro di esse (nelle api regine in particolare). Ma in generale il fatto che i capitoli dello scontro finale siano iniziati con un flash forward, e che ciò che viene dopo si trova nel mezzo, è stata davvero una grande idea. Degne di nota le tavole finali dell'ultimo capitolo. Vediamo infatti i componenti rimasti della famiglia Higashikata, all'Higashikata fruits parlor, intenti a scegliere una torta per celebrare l'imminente guarigione di Norisuke. Qui tutti, indecisi su cosa scegliere, chiedono a Josuke di scegliere per loro. In quel momento Josuke è totalmente consapevole di sé stesso e ha accettato finalmente di essere semplicemente Josuke Higashikata, e non Josefumi Kujo o Yoshikage Kira. In quanto ciò che ci qualifica non è ciò che eravamo, ma ciò che siamo ora. Poi il fatto che Yasuho esca dal locale, significa che ormai lei ha capito che l'obiettivo è stato raggiunto e che è inutile aggrapparsi ancora a Josuke, ma che anche lei deve vivere la sua di vita. Insomma la tavola finale del manga non è la vista di un panorama come nelle altre serie, ma una scena di quotidianità tra i personaggi. E secondo me la scelta della torta potrebbe significare molto di più. Cioè di non scegliere di realizzare un manga, o un' opera d'arte qualsiasi, in base alla popolarità che potrebbe raggiungere. Qui Josuke sembra quasi essere la personificazione di Araki, che ancora oggi sceglie di continuare a raccontare storie nel suo personale stile.
Conclusioni:
Jojolion è un manga molto particolare rispetto alle altre serie di JoJo, da leggere con attenzione, per comprenderlo in tutte le sue sfumature. Un manga che sa suscitare notevole interesse nel lettore. È la serie in cui il disegno e la narrazione di Araki raggiungono l'apice. Per quanto mi riguarda è la serie più bella e completa di JoJo, anche più di Diamond is unbreakable e Steel ball run. Un Capolavoro con la "C" maiuscola.
Voto: 10
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