Recensione
Così parlò Rohan Kishibe
8.0/10
Recensione di DOCTOR TENMA
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Info:
Storia e disegni: Hirohiko Araki.
Target: Shonen(1997/2016-2018)/Shojo (2017).
Volumi totali: 2.
Editore: Star Comics.
Anno: 1997-2018.
Trama:
In questa raccolta di capitoli one shot realizzati dal maestro Araki, ci sono i racconti di situazioni bizzarre, narrate dal mangaka Rohan Kishibe.
Recensione:
Così parlò Rohan Kishibe è una raccolta di capitoli conclusivi che Araki ha portato avanti a partire dal 1997. In questi 2 volumi abbiamo i capitoli fino a "The run" del 2018. Mentre nel 2022 sono stati realizzati altri 2 capitoli, non ancora raccolti nel formato tankobon, neanche in Giappone. Se mai usciranno anche qui in Italia, potrei riscrivere questo post in futuro, ma per il momento riguarderà solo questi 2 volumi. In questi capitoli vediamo Rohan Kishibe narrare alcune situazioni bizzarre di cui ha sentito parlare, o che ha vissuto in prima persona. La cosa che affascina fin da subito, è il modo in cui Araki rappresenta la rottura della quarta parete. Infatti questi capitoli sembrano essere disegnati dal Rohan che racconta, dal momento che quest'ultimo è un mangaka. A tal proposito viene da chiedersi se qui Rohan non sia una sorta di alter ego di Araki. Le storie raccontate sono molto belle e tutte nello stile dell'autore. In questi capitoli troviamo spesso il tema del destino, ricorrente nella monografia del maestro. Si tratta di un manga in cui Araki ha inserito molte delle sue passioni. Abbiamo infatti 2 capitoli ambientati in Italia, paese che da sempre lo affascina: quello sul confessionale, ambientato a Venezia; quello su Gucci, ambientato a Firenze. Di conseguenza Araki inserisce in questo manga anche la sua passione per la moda, nel capitolo intitolato "Rohan Kishibe va da Gucci". Capitolo disegnato interamente a colori, giunto qui in Italia in bianco e nero. Come non parlare quindi dei modelli, e delle pose a cui Araki si ispira molto spesso nei suoi manga. Qui addirittura il protagonista dell'ultima storia è proprio un modello con la fissa della palestra. In 2 di questi capitoli possiamo trovare anche delle critiche al fatto che i redattori siano a volte incompetenti. Ciononostante Araki ha ammesso che per creare i personaggi redattori che compaiono nel manga, non si è ispirato a nessuna persona reale, e noi possiamo anche far finta di crederci. In alcuni dei capitoli Araki, oltre a Rohan Kishibe, torna a disegnare anche altri personaggi della quarta serie di JoJo. Ad esempio Tonio Trussardi e Yukako Yamagishi. Mentre in una scena compaiono anche Koichi Hirose, Okuyasu Nijimura e Josuke Higashikata, quest'ultimo disegnato ancora una volta di spalle.
Incredibile anche la narrazione e il ritmo dato alle vicende che, pur trattandosi di capitoli autoconclusivi, riescono a trasmettere la tipica atmosfera horror dei manga del maestro. Oltre ovviamente a lasciare spesso col fiato sospeso per le situazioni che i personaggi devono affrontare. Araki riesce ancora una volta a trasformare le situazioni più assurde, in scontri tra la vita e la morte. L'autore riesce a rendere incredibilmente avvincenti delle azioni come lanciare dei pop corn in aria, o correre su un tapis roulant. Inoltre il mangaka riesce a fare tutto ciò, ricorrendo il meno possibile all'utilizzo del potere stand del protagonista. Il disegno è come sempre eccezionale, e qui i vari capitoli ci danno anche un'idea dell'evoluzione stilistica del mangaka negli ultimi anni. Come detto prima Araki omaggia le sue ispirazioni (Gucci) sul disegno degli abiti, e sulle particolari pose dei personaggi, disegnando una storia che riguarda un modello. La regia delle tavole è perfetta, i movimenti dei personaggi sono resi molto bene. Ci sono delle prospettive e delle inquadrature davvero magistrali, tant'è che viene da chiedersi come abbia fatto a disegnarle in maniera così precisa. Con la stessa precisione Araki disegna le proporzioni dei personaggi, e i momenti in cui Rohan fa stretching, sembrano quasi essere delle esercitazioni nel disegno delle mani. O magari una dimostrazione del livello di perfezione che il suo tratto ha raggiunto negli ultimi anni. Conclusioni:
"Così parlò Rohan Kishibe" è un manga da avere, specialmente se si è letto "Le bizzarre avventure di JoJo" almeno fino alla quarta serie (Diamond is unbreakable). È una lettura in cui Araki si dimostra un maestro anche nel disegnare capitoli autoconclusivi. Con uno stile grafico come al solito pazzesco.
Voto: 8+
Storia e disegni: Hirohiko Araki.
Target: Shonen(1997/2016-2018)/Shojo (2017).
Volumi totali: 2.
Editore: Star Comics.
Anno: 1997-2018.
Trama:
In questa raccolta di capitoli one shot realizzati dal maestro Araki, ci sono i racconti di situazioni bizzarre, narrate dal mangaka Rohan Kishibe.
Recensione:
Così parlò Rohan Kishibe è una raccolta di capitoli conclusivi che Araki ha portato avanti a partire dal 1997. In questi 2 volumi abbiamo i capitoli fino a "The run" del 2018. Mentre nel 2022 sono stati realizzati altri 2 capitoli, non ancora raccolti nel formato tankobon, neanche in Giappone. Se mai usciranno anche qui in Italia, potrei riscrivere questo post in futuro, ma per il momento riguarderà solo questi 2 volumi. In questi capitoli vediamo Rohan Kishibe narrare alcune situazioni bizzarre di cui ha sentito parlare, o che ha vissuto in prima persona. La cosa che affascina fin da subito, è il modo in cui Araki rappresenta la rottura della quarta parete. Infatti questi capitoli sembrano essere disegnati dal Rohan che racconta, dal momento che quest'ultimo è un mangaka. A tal proposito viene da chiedersi se qui Rohan non sia una sorta di alter ego di Araki. Le storie raccontate sono molto belle e tutte nello stile dell'autore. In questi capitoli troviamo spesso il tema del destino, ricorrente nella monografia del maestro. Si tratta di un manga in cui Araki ha inserito molte delle sue passioni. Abbiamo infatti 2 capitoli ambientati in Italia, paese che da sempre lo affascina: quello sul confessionale, ambientato a Venezia; quello su Gucci, ambientato a Firenze. Di conseguenza Araki inserisce in questo manga anche la sua passione per la moda, nel capitolo intitolato "Rohan Kishibe va da Gucci". Capitolo disegnato interamente a colori, giunto qui in Italia in bianco e nero. Come non parlare quindi dei modelli, e delle pose a cui Araki si ispira molto spesso nei suoi manga. Qui addirittura il protagonista dell'ultima storia è proprio un modello con la fissa della palestra. In 2 di questi capitoli possiamo trovare anche delle critiche al fatto che i redattori siano a volte incompetenti. Ciononostante Araki ha ammesso che per creare i personaggi redattori che compaiono nel manga, non si è ispirato a nessuna persona reale, e noi possiamo anche far finta di crederci. In alcuni dei capitoli Araki, oltre a Rohan Kishibe, torna a disegnare anche altri personaggi della quarta serie di JoJo. Ad esempio Tonio Trussardi e Yukako Yamagishi. Mentre in una scena compaiono anche Koichi Hirose, Okuyasu Nijimura e Josuke Higashikata, quest'ultimo disegnato ancora una volta di spalle.
Incredibile anche la narrazione e il ritmo dato alle vicende che, pur trattandosi di capitoli autoconclusivi, riescono a trasmettere la tipica atmosfera horror dei manga del maestro. Oltre ovviamente a lasciare spesso col fiato sospeso per le situazioni che i personaggi devono affrontare. Araki riesce ancora una volta a trasformare le situazioni più assurde, in scontri tra la vita e la morte. L'autore riesce a rendere incredibilmente avvincenti delle azioni come lanciare dei pop corn in aria, o correre su un tapis roulant. Inoltre il mangaka riesce a fare tutto ciò, ricorrendo il meno possibile all'utilizzo del potere stand del protagonista. Il disegno è come sempre eccezionale, e qui i vari capitoli ci danno anche un'idea dell'evoluzione stilistica del mangaka negli ultimi anni. Come detto prima Araki omaggia le sue ispirazioni (Gucci) sul disegno degli abiti, e sulle particolari pose dei personaggi, disegnando una storia che riguarda un modello. La regia delle tavole è perfetta, i movimenti dei personaggi sono resi molto bene. Ci sono delle prospettive e delle inquadrature davvero magistrali, tant'è che viene da chiedersi come abbia fatto a disegnarle in maniera così precisa. Con la stessa precisione Araki disegna le proporzioni dei personaggi, e i momenti in cui Rohan fa stretching, sembrano quasi essere delle esercitazioni nel disegno delle mani. O magari una dimostrazione del livello di perfezione che il suo tratto ha raggiunto negli ultimi anni. Conclusioni:
"Così parlò Rohan Kishibe" è un manga da avere, specialmente se si è letto "Le bizzarre avventure di JoJo" almeno fino alla quarta serie (Diamond is unbreakable). È una lettura in cui Araki si dimostra un maestro anche nel disegnare capitoli autoconclusivi. Con uno stile grafico come al solito pazzesco.
Voto: 8+
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