Recensione
Rohan al Louvre
8.0/10
Recensione di DOCTOR TENMA
-
Info:
Storia e disegni: Hirohiko Araki.
Target: Seinen.
Anno: 2010.
Volumi totali: 1.
Editore: Hikari Edizioni.
Trama:
In questo volume autoconclusivo, spin-off di "Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is unbreakable", il protagonista è il mangaka Rohan Kishibe, il quale visita il Louvre per vedere un quadro di cui ha sentito parlare anni prima a casa di sua nonna, da una donna di nome Nanase. La storia narra di come siano sparite le quattro persone che lo hanno accompagnato a vedere il suddetto quadro (non è spoiler perché viene annunciato già nelle prime pagine del manga).
Recensione:
"Rohan al Louvre" è un volumetto breve realizzato da Hirohiko Araki in occasione di una mostra fumettistica organizzata dal Louvre. La storia non è molto elaborata e aggiunge giusto qualcosa al personaggio di Rohan. Però l'ambientazione è molto riuscita. Si nota lo stile di Araki nel suo modo di raccontare l'horror. Come al solito ci sono scene molto splatter, personaggi bizzarri e vestiti molto particolari. È un manga che gioca molto su questa atmosfera horror, soprattutto verso la fine, quando Rohan visita il quadro di Nizaemon Yamamura. A differenza delle serie di JoJo, qui non abbiamo scontri tra stand, anche se il protagonista è costretto ad usare il suo potere per cercare di risolvere la situazione. La narrazione è molto più incentrata sulla vicenda del quadro e sulla natura di quest'ultimo. La storia procede quindi in maniera lineare, all'inizio ci vengono mostrate scene del passato, in cui Rohan viene a conoscenza del quadro tramite Nanase. Poi c'è un lungo salto temporale, tramite il quale si arriva al momento in cui Rohan si ricorda del quadro e del nome dell'artista. Inoltre c'è da dire che mentre decide di andare al Louvre, è seduto a un tavolo con i protagonisti di Diamond is unbreakable: Josuke, Koichi e Okuyasu. Da notare il fatto che il vero protagonista della quarta serie, Josuke, venga disegnato di spalle e senza neanche una battuta, forse in modo da mantenere il focus su Rohan.
Qualche SPOILER da qui in poi...
Per quanto riguarda i personaggi infatti Araki si è concentrato più su Rohan, ma in parte anche su Nanase. Soprattutto per come è stato raccontato bene il colpo di scena finale, in cui si scopre che lei stava cercando di sigillare da più di trecento anni l'anima del marito Nizaemon. È un colpo di scena molto riuscito per il fatto che all'inizio vengono già mostrati i suoi strani comportamenti a casa della nonna di Rohan. E inoltre il modo in cui Araki ha ricollegato il tutto è molto buono. Infatti penso che i colpi di scena, per essere riusciti, debbano dare dei piccoli indizi al lettore, in modo che, una volta arrivati alla svolta, si possa dire "ci potevo arrivare". Ovviamente, trattandosi di una storia molto breve, non è il colpo di scena più incredibile del mondo. Ma mette in mostra la maestria di Araki, che sa creare storie interessanti anche con così poche pagine (non saranno neanche 150). Il personaggio di Rohan invece rimane fedele a quello della quarta serie di JoJo. Una personalità introversa e riservata, ma viene messo un po' in mostra anche il suo lato umano, soprattutto nel rapporto che ha all'inizio con Nanase. Per quanto riguarda il disegno, che è anche il motivo per cui Araki ha realizzato il manga, va detto che è magistrale. Come detto "Rohan al Louvre" è un'opera realizzata in occasione della mostra del Louvre, dunque è naturale che qui Araki abbia voluto dare molta più importanza alla realizzazione grafica. Ed è anche per questo che ha creato una storia lineare ma riuscita, che in questo caso è più un pretesto per mostrare le immense doti grafiche del maestro. Direi che il risultato è pienamente riuscito. Le proporzioni sono fedeli e ci sono le solite pose da "modello di Gucci", caratteristiche ormai dello stile grafico di Araki. Come sempre la regia delle tavole è perfetta, e ci sono inquadrature davvero notevoli, soprattutto nella parte dedicata al Louvre. In particolare mi sono rimaste impresse le tavole in cui Rohan cammina nei corridoi del museo, e Araki ricrea in modo impeccabile quell'ambiente (essendoci stato posso confermarlo). Da notare i dettagli degli interni, tra quadri e pareti, ma anche la struttura esterna del museo viene disegnata in maniera molto dettagliata. Per quanto riguarda i volti, il tratto è molto realistico, e ancora di più grazie ai meravigliosi colori. Altro punto rilevante è proprio l'uso del colore, impeccabile. Da notare che vengono usati tre colori dominanti nelle tre diverse situazioni del manga, nello specifico: giallo "caldo" nel flashback con Nanase; fuxia nel momento in cui Rohan arriva al Louvre; infine un blu dalla tonalità fredda, per descrivere al meglio la parte in cui il protagonista giunge nella stanza del misterioso quadro. Questa scelta della divisione dei colori è molto riuscita, in quanto separa con successo i principali momenti della narrazione. Inoltre questi colori ben si adeguano alle situazioni in cui sono utilizzati.
Conclusioni:
"Rohan al Louvre" è una lettura imperdibile per i fan del maestro Araki. Come già detto la narrazione lineare vuole lasciare spazio ai disegni mozzafiato, grazie ai quali sembra davvero di assistere a una galleria d'arte. L'ennesima dimostrazione che il nostro Hirohiko Araki sia uno dei disegnatori migliori dell'universo.
Voto: 8.
Storia e disegni: Hirohiko Araki.
Target: Seinen.
Anno: 2010.
Volumi totali: 1.
Editore: Hikari Edizioni.
Trama:
In questo volume autoconclusivo, spin-off di "Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is unbreakable", il protagonista è il mangaka Rohan Kishibe, il quale visita il Louvre per vedere un quadro di cui ha sentito parlare anni prima a casa di sua nonna, da una donna di nome Nanase. La storia narra di come siano sparite le quattro persone che lo hanno accompagnato a vedere il suddetto quadro (non è spoiler perché viene annunciato già nelle prime pagine del manga).
Recensione:
"Rohan al Louvre" è un volumetto breve realizzato da Hirohiko Araki in occasione di una mostra fumettistica organizzata dal Louvre. La storia non è molto elaborata e aggiunge giusto qualcosa al personaggio di Rohan. Però l'ambientazione è molto riuscita. Si nota lo stile di Araki nel suo modo di raccontare l'horror. Come al solito ci sono scene molto splatter, personaggi bizzarri e vestiti molto particolari. È un manga che gioca molto su questa atmosfera horror, soprattutto verso la fine, quando Rohan visita il quadro di Nizaemon Yamamura. A differenza delle serie di JoJo, qui non abbiamo scontri tra stand, anche se il protagonista è costretto ad usare il suo potere per cercare di risolvere la situazione. La narrazione è molto più incentrata sulla vicenda del quadro e sulla natura di quest'ultimo. La storia procede quindi in maniera lineare, all'inizio ci vengono mostrate scene del passato, in cui Rohan viene a conoscenza del quadro tramite Nanase. Poi c'è un lungo salto temporale, tramite il quale si arriva al momento in cui Rohan si ricorda del quadro e del nome dell'artista. Inoltre c'è da dire che mentre decide di andare al Louvre, è seduto a un tavolo con i protagonisti di Diamond is unbreakable: Josuke, Koichi e Okuyasu. Da notare il fatto che il vero protagonista della quarta serie, Josuke, venga disegnato di spalle e senza neanche una battuta, forse in modo da mantenere il focus su Rohan.
Qualche SPOILER da qui in poi...
Per quanto riguarda i personaggi infatti Araki si è concentrato più su Rohan, ma in parte anche su Nanase. Soprattutto per come è stato raccontato bene il colpo di scena finale, in cui si scopre che lei stava cercando di sigillare da più di trecento anni l'anima del marito Nizaemon. È un colpo di scena molto riuscito per il fatto che all'inizio vengono già mostrati i suoi strani comportamenti a casa della nonna di Rohan. E inoltre il modo in cui Araki ha ricollegato il tutto è molto buono. Infatti penso che i colpi di scena, per essere riusciti, debbano dare dei piccoli indizi al lettore, in modo che, una volta arrivati alla svolta, si possa dire "ci potevo arrivare". Ovviamente, trattandosi di una storia molto breve, non è il colpo di scena più incredibile del mondo. Ma mette in mostra la maestria di Araki, che sa creare storie interessanti anche con così poche pagine (non saranno neanche 150). Il personaggio di Rohan invece rimane fedele a quello della quarta serie di JoJo. Una personalità introversa e riservata, ma viene messo un po' in mostra anche il suo lato umano, soprattutto nel rapporto che ha all'inizio con Nanase. Per quanto riguarda il disegno, che è anche il motivo per cui Araki ha realizzato il manga, va detto che è magistrale. Come detto "Rohan al Louvre" è un'opera realizzata in occasione della mostra del Louvre, dunque è naturale che qui Araki abbia voluto dare molta più importanza alla realizzazione grafica. Ed è anche per questo che ha creato una storia lineare ma riuscita, che in questo caso è più un pretesto per mostrare le immense doti grafiche del maestro. Direi che il risultato è pienamente riuscito. Le proporzioni sono fedeli e ci sono le solite pose da "modello di Gucci", caratteristiche ormai dello stile grafico di Araki. Come sempre la regia delle tavole è perfetta, e ci sono inquadrature davvero notevoli, soprattutto nella parte dedicata al Louvre. In particolare mi sono rimaste impresse le tavole in cui Rohan cammina nei corridoi del museo, e Araki ricrea in modo impeccabile quell'ambiente (essendoci stato posso confermarlo). Da notare i dettagli degli interni, tra quadri e pareti, ma anche la struttura esterna del museo viene disegnata in maniera molto dettagliata. Per quanto riguarda i volti, il tratto è molto realistico, e ancora di più grazie ai meravigliosi colori. Altro punto rilevante è proprio l'uso del colore, impeccabile. Da notare che vengono usati tre colori dominanti nelle tre diverse situazioni del manga, nello specifico: giallo "caldo" nel flashback con Nanase; fuxia nel momento in cui Rohan arriva al Louvre; infine un blu dalla tonalità fredda, per descrivere al meglio la parte in cui il protagonista giunge nella stanza del misterioso quadro. Questa scelta della divisione dei colori è molto riuscita, in quanto separa con successo i principali momenti della narrazione. Inoltre questi colori ben si adeguano alle situazioni in cui sono utilizzati.
Conclusioni:
"Rohan al Louvre" è una lettura imperdibile per i fan del maestro Araki. Come già detto la narrazione lineare vuole lasciare spazio ai disegni mozzafiato, grazie ai quali sembra davvero di assistere a una galleria d'arte. L'ennesima dimostrazione che il nostro Hirohiko Araki sia uno dei disegnatori migliori dell'universo.
Voto: 8.
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