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Conosco Yusei Matsui dai tempi di Assination Classroom e ho sempre avuto il dubbio di aver dato un voto troppo alto nella recensione di quell’opera non mettendo una penalità sull’eticità della stessa come ho fatto con altre in genere che parlavano di teppisti e yakuza esaltandoli.
In The elusive samurai il problema dell’esaltazione di personaggi o idee negative/riprovevoli non c’è. O io non l’ho trovato anche perché diciamo la verità se uno si mette a scavare, a questionare a fare l’avvocato del diavolo allora niente passerebbe immune, neanche molti kodomo…
Quindi per dare un voto a quest’opera ammetto guarderò solo a due dimensioni: il disegno e la narrazione.
Il primo è bello sin dall’inizio con moltissime cose pregevoli: personaggi, paesaggi, vestiti… tutto ben curato.
Invece dal punto di vista della narrazione non posso dire la stessa cosa: salvo pochi episodi ho trovato molte scelte banali, molti episodi noiosi e anche se non scontato devo dire che non mi ha soddisfatto.
Capisco che non tutti riescono bene nell’opera storica e che esse possono essere di molti tipi: questo è uno dei miei generi preferiti e nel corso degli anni mi sono letto capolavori come I giorni della sposa, Vinland saga, Kingdom, Il bisturi e la spada… ho apprezzato sia pure questionando su alcune scelte con Historie e ho apprezzato in modo simile opere diversissime come Lone Wolf & Cub e Samurai executioner che erano degli stessi autori ma presentavano grandi differenze nonostante fossero ambientate negli stessi anni del Periodo Tokugawa.
Insomma la storia è fatta di tantissimi personaggi e si possono creare arazzi infiniti mischiando personaggi veramente esistiti a personaggi fittizzii, giocando su ricostruzione storica reale e ricostruzione piuttosto fantasiosa.
Matsui ha mischiato, ha giocato ma non è riuscito a convincermi: delle ricostruzioni storiche manga non ho bocciato mai nessuno, ogni autore ci ha messo del suo… ho accettato le forzature di La leggenda di Oda Saborou Nabunaga e le macchine futuristiche di Eureka (dello stesso autore di Historie)… forse l’unico che ho bocciato è Anatolia story di Chie Shinohara che ho considerato non un impossibile ricostituzione storica quanto semmai un fantasy a cui si è cercato di dare gradi di nobiltà facendolo passare per qualcos’altro.
Non farò spoiler ma è chiaro che sebbene ci siano stati alcuni personaggi interessanti (in genere durati poco) altri erano senza spessore e dunque un buona fine decido di dare sei, per merito dei disegni, perché quello che ho letto valeva poco ma nelle scelte visive l’autore ha dimostrato grande perizia.