Recensione
Burn the Witch
6.5/10
Nel 2026 chi sia Tite Kubo, e quali siano i suoi punti di forza e debolezza, è noto a tutti.
Dopo un lungo periodo di magra nell'opinione pubblica nel post "Bleach", l'autore ha vissuto una ripresa evidente grazie al ritorno dell'anime di "Bleach" stesso.
Ma quest'opera, uscita nel mezzo di queste due fasi, rende chiaro a chiunque, anche a chi non ha vissuto la sua intera parabola artistica, chi egli sia e come veda l'arte del fumetto.
Si tratta di un progetto nato come crossmediale: una storia breve (nel 2018) e una prima stagione sequel/remake di quattro capitoli (nel 2020), riunite in questo unico volume, il tutto accompagnato da una trilogia di film (nato unico e distribuito in tre parti che riprende la prima stagione) e da un prequel animato (che adatta lo short). Tutto ciò si traduce in un progetto sulla carta promettente, che si arena però inesorabilmente nell'attesa di una seconda stagione che forse non arriverà mai. La giustificazione ufficiale è l'impegno nella supervisione della serie anime di "Bleach", che dovrebbe concludersi a breve. Dunque vedremo le reali intenzioni dell'autore e di Shueisha.
Il world building è sicuramente ottimo, grazie a una presentazione e a una costruzione delle protagoniste e delle dinamiche di questa società sotterranea che sembrano preludere a una visione più ampia. Anche il legame con la sua opera più famosa permette di fantasticare su un universo condiviso in grado di integrare diversi aspetti. La forza dei disegni di Kubo rimane la dinamicità, e anche qui l'autore non delude, riuscendo a creare un volume tutto sommato piacevole ma con una grossa riserva. Tenendo conto che sia Zombiepowder sia Bleach sono giunti a un punto morto a causa della difficoltà dell'autore nel mantenere la costanza(sia di noia che di salute), rimane legittimo qualche dubbio sul proseguimento dell'opera e sul rischio di perderci soltanto tempo.
Dopo un lungo periodo di magra nell'opinione pubblica nel post "Bleach", l'autore ha vissuto una ripresa evidente grazie al ritorno dell'anime di "Bleach" stesso.
Ma quest'opera, uscita nel mezzo di queste due fasi, rende chiaro a chiunque, anche a chi non ha vissuto la sua intera parabola artistica, chi egli sia e come veda l'arte del fumetto.
Si tratta di un progetto nato come crossmediale: una storia breve (nel 2018) e una prima stagione sequel/remake di quattro capitoli (nel 2020), riunite in questo unico volume, il tutto accompagnato da una trilogia di film (nato unico e distribuito in tre parti che riprende la prima stagione) e da un prequel animato (che adatta lo short). Tutto ciò si traduce in un progetto sulla carta promettente, che si arena però inesorabilmente nell'attesa di una seconda stagione che forse non arriverà mai. La giustificazione ufficiale è l'impegno nella supervisione della serie anime di "Bleach", che dovrebbe concludersi a breve. Dunque vedremo le reali intenzioni dell'autore e di Shueisha.
Il world building è sicuramente ottimo, grazie a una presentazione e a una costruzione delle protagoniste e delle dinamiche di questa società sotterranea che sembrano preludere a una visione più ampia. Anche il legame con la sua opera più famosa permette di fantasticare su un universo condiviso in grado di integrare diversi aspetti. La forza dei disegni di Kubo rimane la dinamicità, e anche qui l'autore non delude, riuscendo a creare un volume tutto sommato piacevole ma con una grossa riserva. Tenendo conto che sia Zombiepowder sia Bleach sono giunti a un punto morto a causa della difficoltà dell'autore nel mantenere la costanza(sia di noia che di salute), rimane legittimo qualche dubbio sul proseguimento dell'opera e sul rischio di perderci soltanto tempo.
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