Recensione
"Il giardino dei fiori svelati" è un'antologia di racconti brevi, autoconclusivi, della bravissima Senbon Umishima, autrice dal tratto affascinante, morbido eppure ricco di dettagli e sfumature, che mi hanno colpito tantissimo.
Per quanto brevi, i racconti mi sono apparsi bellissimi e perfetti per il tipo di emozione che vogliono trasmettere di volta in volta, storie diversissime per genere, che spaziano dall' horror alla commedia, che si differenziano nella resa del tratto dell'autrice che pare adattarsi ogni volta al tipo di storia che racconta, che può diventare più netto, lineare e preciso o caricarsi di sfumature e luci diverse, per suggerire atmosfere differenti, più rarefatte.
Troviamo il racconto horror de 'La casa della strega' dove le atmosfere sono più inquietanti e il tratto più cupo e marcato, con una netta predominanza di toni neri e bui.
"Yururi, il mare e a volte un delfino" o "Il lamio che sta per sbocciare" sono racconti molto diversi, più leggeri e divertenti, perfino solari; parlano del rapporto con gli altri, dei nostri desideri e di quanto possa essere difficoltoso cercare di superare barriere che ci autoimponiamo e che ci impongono altri; Yururi è una sirena che vuole interagire con gli umani e crede che per farlo debba diventare più umana, Jila è una ragazza con la passione per la danza, ma solo spinta da altri, avrà il coraggio e la forza di esternare questo suo desiderio.
"La mia Sofia" è un racconto molto malinconico, direi perfino triste; parla del cambiamento e di quanto questo aspetto della vita possa apparirci spaventoso, difficile da affrontare; cambiano le persone, le cose attorno a noi, i luoghi che stentiamo a riconoscere, tutto espresso e visto attraverso lo sguardo di un cane robot, una macchina programmata che dovrebbe essere immutabile, incapace di evolversi, invece si trova costretta ad adattarsi a eventi drammatici, mentre l'unica cosa che pare sempre uguale sono i ricordi e i sentimenti che legano le persone a quei ricordi, davvero una delle poche costanti della vita, almeno in qualche caso.
Ho trovato molto bello il racconto del gatto guida turistica nella città di Dubrovnik, storia scaturita da un'esperienza personale dell'autrice; la storia si compone di tavole ricche e dettagliate che rappresentano i vicoli della città, i palazzi, il centro storico e perfino una veduta dall'alto dalle mura, un racconto sicuramente suggestivo e piuttosto originale che mi ha fatto venire voglia di visitare questa città, magari accompagnata da un gatto, esperienza che troverei molto divertente.
"Orecchie di fata" è un racconto fantasy curioso e piuttosto dolce, ma il racconto che mi è piaciuto di più è senza dubbio quello del tutto privo di dialoghi, dove sono i disegni a parlare e raccontarci la storia e le emozioni dei suoi personaggi, uno scrittore che sembra incapace di trovare la giusta ispirazione per scrivere, e una violinista che si lascia trasportare del piacere della musica; sarà proprio lei la giusta ispiratrice per il giovane scrittore che capirà qual è la vera spinta e il movente della sua scrittura.
"I giorni di millefoglie" è una poesia d'immagini che dicono tutto quello che vogliono dire e suggeriscono i sentimenti che vogliono rappresentare, i suoni e le emozioni, un bellissimo racconto che ho apprezzato tanto.
"Un giorno di pioggia" è una storia d'amicizia adolescenziale molto delicata e intimista, l'inizio di qualcosa tra due giovani, tra tutti, quello che mi ha meno coinvolto, per quanto i disegni siano sempre molto belli; è risolto con poco, ma forse poteva svilupparsi un pochino di più ed essere più efficace. Il racconto di apertura si compone di una seconda parte che chiude la serie e vede protagonista una bambina alle prese con i suoi capelli ricci e indomabili, e l'amichetto che la prende in giro e nasconde altri sentimenti.
Nel complesso, una bella serie di storie, dove il disegno suggestivo, ricco, morbido ed elegante esalta questa antologia di racconti, che in molti casi si sono rivelati coinvolgenti ed emozionanti.
Come lettura, la consiglio; a tratti perfino rilassante, se occorre sa far riflettere su alcuni aspetti dell'esistenza, il disegno è un vero piacere per gli occhi.
Non conosco altro di questa autrice, nè ricordo se in Italia sia stato pubblicato altro materiale, ma è una mangaka che merita attenzione.
Per quanto brevi, i racconti mi sono apparsi bellissimi e perfetti per il tipo di emozione che vogliono trasmettere di volta in volta, storie diversissime per genere, che spaziano dall' horror alla commedia, che si differenziano nella resa del tratto dell'autrice che pare adattarsi ogni volta al tipo di storia che racconta, che può diventare più netto, lineare e preciso o caricarsi di sfumature e luci diverse, per suggerire atmosfere differenti, più rarefatte.
Troviamo il racconto horror de 'La casa della strega' dove le atmosfere sono più inquietanti e il tratto più cupo e marcato, con una netta predominanza di toni neri e bui.
"Yururi, il mare e a volte un delfino" o "Il lamio che sta per sbocciare" sono racconti molto diversi, più leggeri e divertenti, perfino solari; parlano del rapporto con gli altri, dei nostri desideri e di quanto possa essere difficoltoso cercare di superare barriere che ci autoimponiamo e che ci impongono altri; Yururi è una sirena che vuole interagire con gli umani e crede che per farlo debba diventare più umana, Jila è una ragazza con la passione per la danza, ma solo spinta da altri, avrà il coraggio e la forza di esternare questo suo desiderio.
"La mia Sofia" è un racconto molto malinconico, direi perfino triste; parla del cambiamento e di quanto questo aspetto della vita possa apparirci spaventoso, difficile da affrontare; cambiano le persone, le cose attorno a noi, i luoghi che stentiamo a riconoscere, tutto espresso e visto attraverso lo sguardo di un cane robot, una macchina programmata che dovrebbe essere immutabile, incapace di evolversi, invece si trova costretta ad adattarsi a eventi drammatici, mentre l'unica cosa che pare sempre uguale sono i ricordi e i sentimenti che legano le persone a quei ricordi, davvero una delle poche costanti della vita, almeno in qualche caso.
Ho trovato molto bello il racconto del gatto guida turistica nella città di Dubrovnik, storia scaturita da un'esperienza personale dell'autrice; la storia si compone di tavole ricche e dettagliate che rappresentano i vicoli della città, i palazzi, il centro storico e perfino una veduta dall'alto dalle mura, un racconto sicuramente suggestivo e piuttosto originale che mi ha fatto venire voglia di visitare questa città, magari accompagnata da un gatto, esperienza che troverei molto divertente.
"Orecchie di fata" è un racconto fantasy curioso e piuttosto dolce, ma il racconto che mi è piaciuto di più è senza dubbio quello del tutto privo di dialoghi, dove sono i disegni a parlare e raccontarci la storia e le emozioni dei suoi personaggi, uno scrittore che sembra incapace di trovare la giusta ispirazione per scrivere, e una violinista che si lascia trasportare del piacere della musica; sarà proprio lei la giusta ispiratrice per il giovane scrittore che capirà qual è la vera spinta e il movente della sua scrittura.
"I giorni di millefoglie" è una poesia d'immagini che dicono tutto quello che vogliono dire e suggeriscono i sentimenti che vogliono rappresentare, i suoni e le emozioni, un bellissimo racconto che ho apprezzato tanto.
"Un giorno di pioggia" è una storia d'amicizia adolescenziale molto delicata e intimista, l'inizio di qualcosa tra due giovani, tra tutti, quello che mi ha meno coinvolto, per quanto i disegni siano sempre molto belli; è risolto con poco, ma forse poteva svilupparsi un pochino di più ed essere più efficace. Il racconto di apertura si compone di una seconda parte che chiude la serie e vede protagonista una bambina alle prese con i suoi capelli ricci e indomabili, e l'amichetto che la prende in giro e nasconde altri sentimenti.
Nel complesso, una bella serie di storie, dove il disegno suggestivo, ricco, morbido ed elegante esalta questa antologia di racconti, che in molti casi si sono rivelati coinvolgenti ed emozionanti.
Come lettura, la consiglio; a tratti perfino rilassante, se occorre sa far riflettere su alcuni aspetti dell'esistenza, il disegno è un vero piacere per gli occhi.
Non conosco altro di questa autrice, nè ricordo se in Italia sia stato pubblicato altro materiale, ma è una mangaka che merita attenzione.