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5.0/10
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Taiki Inomata è uno studente amante dello sport da lui praticato, il badminton. Ci si impegna a fondo ed è sempre il primo della sua squadra ad arrivare in palestra, ed il secondo ad arrivare in assoluto. Prima di lui, arriva sempre una sua senpai che pratica basket: Chinatsu Kano. Lui la ammira molto, ne è fortemente invaghito, vorrebbe trovare un pretesto per poterla conoscere. Per sua fortuna, per vari motivi, lei si ritroverà a trasferirsi proprio a casa sua, nella stanza accanto.
Uno stratagemma narrativo per nulla nuovo, ma è ottimo per una pubblicazione su Shonen JUMP, e che può portare a dei risvolti narrativi interessati. E lo fa, almeno nei primi numeri. Abbiamo una storia che si concentra sia sui sentimenti del protagonista e di chi gli gira intorno, con dei comprimari a cui ci si affeziona facilmente, sia sui risvolti sportivi, nella più classica storia sportiva (anzi, dovrei usare il plurale visto che c'è attenzione anche alla storia del basket), descritta bene e con una progressione per nulla forzata, che nella descrizione dei sentimenti del protagonista. L'equilibrio è ottimo, la vicenda scorre lenta ma in modo coerente, i fatti sportivi e sentimentali sono ben amalgamati e in parallelo portano a delle evoluzioni classiche come narrazione, ma ben scritti e disegnati. Gli imprevisti sentimentali e sportivi, come da tradizione in queste storie, sono forse banali per un lettore di vecchia data, ma non importa, tutto scorre bene e prosegue bene, portandoci ad empatizzare molto anche coi personaggi secondari. Tutto ottimo, non perfetto, ma ottimo. Fino alla scena del lago, un finale perfetto almeno per una delle due narrazioni.

Dopo, inizia il disastro.
I personaggi comprimari perdono di importanza, anzi, uno in particolare praticamente sparisce dalla narrazione, e gli eventi sportivi sono quasi un riempitivo prima di tornare a delle vicende sentimentali che ormai non hanno più la minima sorpresa. Per quel che sono il carattere dei protagonisti, non c'è più nulla da approfondire, nemmeno davanti a degli imprevisti che potevano essere interessanti, se avessimo dei protagonisti non perfetti e con sfaccettature. Il problema è che appunto abbiamo a che fare con dei protagonisti perfetti, senza sbavature, senza difetti, senza errori o ripensamenti, almeno sul lato sentimentale. E quindi, senza un motivo valido per proseguire la lettura della storia, se non per il finale, prevedibilissimo, sportivo. Per non parlare poi di alcuni personaggi che dovrebbero aggiungere del pepe per come ci vengono presentati, per poi diventare immediatamente anonimi e di contorno, facendo solo da sfondo alle vicende.
E tutto ciò non sarebbe nemmeno un problema, se non fosse che la vicenda del lago è appunto a un terzo della storia. Quindi il momento migliore è a meno della metà dell'opera, portando quindi il lettore a leggere per inerzia settimanalmente la vicenda su rivista per affetto, ma da qui a voler comprare un volumetto per continuare a leggere una vicenda che non ha più molto da dire se non per alcuni disegni davvero ben riusciti, ce ne passa.

In conclusione, è un'opera che parte molto bene, ma che dopo aver detto tutto ciò che doveva dire, prosegue per inerzia per molto, molto tempo. Un vero peccato.