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6.0/10
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Che questa seconda stagione non sarebbe stata all'altezza della prima lo si poteva prevedere da due semplici fattori:
1) Abbandono di Urobuchi alla sceneggiatura (qui solo supervisore);
2) Ridotto numero di episodi, la metà di quelli della prima stagione.
Tuttavia un calo così evidente non me l'aspettavo proprio! E pensare che era anche partito bene.

Il ritmo delle prime puntate è l'esatto opposto di quello dei medesimi episodi della prima stagione. Data la durata dimezzata, non poteva essere altrimenti: dato che il setting lo conosciamo già, siamo subito catapultati nelle vicende di cui sono protagonisti Akane e il nuovo team di ispettori/esecutori al suo servizio; a differenza di quanto accaduto con Shogo Makishima nella prima stagione, qui l'antagonista principale appare fin da subito (anche se in realtà non è tutto come sembra). Tutto sommato le prime puntate (fino all'ottava/nona) intrattengono e sono coinvolgenti, certo mancano i dialoghi e le elaborate discussioni filosofiche di Kogami, Makishima e compagnia bella, e molti sviluppi potevano essere gestiti meglio, ma questo non pesa troppo sul risultato.

I problemi arrivano negli episodi finali, che ho trovato scialbi, forzati e concludono la storia come peggio non potevano. Non mi è piaciuto quasi nulla di essi, non dico niente per non fare spoiler, ma la piega che prendono le vicende risulta abbastanza ridicola, vedere per credere.

I personaggi sono l'altro tallone di Achille. Ok che in undici puntate è difficile riuscire a dare una buona caratterizzazione a tutti e bisogna inevitabilmente scendere a compromessi, però qui si salva solo Akane, che per fortuna non è cambiata e anzi risulta ancora più tosta e combattiva di prima. Non sarebbero male neanche il professore Saiga Joji e la nuova ispettrice Mika (quest'ultima abbastanza convincente nella sua odiosità, l'esatto opposto di Akane), tuttavia lo spazio a loro dedicato è abbastanza poco e di conseguenza il loro sviluppo pressoché nullo. La delusione più grande è senza dubbio Ginoza, che aveva tutte le carte in regola per rivelarsi uno dei personaggi più intriganti e invece sparisce (letteralmente) dopo le prime puntate.

Nulla da dire sul fronte prettamente tecnico: nonostante il cambio di studio (prima c'era la Production I.G.) la qualità non ne risente e il character design è rimasto quello (ottimo) della prima stagione. Anche le musiche sono state prese in prestito da quest'ultima, a parte poche novità. Molto belle l'opening e l'ending.

Insomma, questa seconda stagione è un mezzo passo falso, non gli do l'insufficienza perché comunque il suo dovere lo fa, ma il confronto con la prima è imbarazzante. Speriamo che con il film (uscito a inizio gennaio in Giappone) la saga si riprenda e possa arrivare a una degna conclusione!