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Utente70577

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Utente70577

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9,5
Con questa prima serie "Natsume Yuujichou" (traducibile come "Natsume e il quaderno degli amici") si presenta come un'opera animata capace di suggestionare e interessare con la tranquillità lo spettatore.

Essa racconta le vicende di Natsume, uno studente liceale giapponese che dall'inizio dell'infanzia viene mandato da una parte all'altra da parente in parente poiché nessuno lo vuole. Motivo: è considerato un tipo "strano", anche se lui vorrebbe solo vivere in una famiglia. Purtroppo la cosa sembra complicata, siccome lui è capace di vedere delle entità chiamate "youkai", che ne fanno di cotte e di crude.
Difficile inquadrare la "morale" che l'opera vuole comunicare, credo che il tema più presente sia la solitudine, non soltanto quella umana. Protagonista della storia non è solo Natsume, ma anche tutti gli youkai che incontra nel cammino; chi vuole essere aiutato, chi è fonte di totale disturbo, chi non può cavarsela da solo o, semplicemente, chi vuole la restituzione del nome per divenire di nuovo libero.
I problemi e le vicende dei vari personaggi si mischiano a un ambiente totalmente giapponese rurale, risultando un vero capolavoro come pochi. Se dovessi indicare un anime "slice of life" particolare capace di suscitare interesse, sicuramente l'indice punterebbe su quest'opera.

La consiglio a chiunque voglia vedere una serie tranquilla ma non troppo o a chi, come me, vuole immergersi in una esperienza quasi onirica tra ambienti che riportano al vecchio e "forestoso" Giappone.


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Harue

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Oramai non scrivo quasi più recensioni, a meno che non senta davvero di dire qualcosa di "importante". Ed ecco qui che questo piccolo e adorabile anime mi fa tornare a scrivere. Ne sentivo parlare da tanto tempo, ma chissà per quale motivo l'ho sempre ignorato... fino a pochi giorni fa.

Saltando la trama (ahimè, son una frana nel descriverle), vorrei passare direttamente ad analizzare il personaggio principale, ovvero Natsume: la sua caratterizzazione è decisamente atipica e affascinante. Non ci troviamo di fronte a un ragazzo misterioso & ribelle, o impacciato & timido, oppure ancora bello & impossibile. Niente di tutto ciò (evviva, aggiungo!). Quello che adoro di Natsume è il suo essere così "umano" e vero: gentile e altruista ma al tempo stesso deciso, pauroso ma coraggioso quando serve, spesso taciturno ma giocherellone con i suoi amici, con un passato abbastanza tetro dal quale a volte ancora viene angosciato... insomma, un bellissimo ed equilibratissimo mix che non annoia mai, ma, anzi, fa solo venire voglia di scoprire di più! Direi che, tra i tanti-tantissimi anime (brutti e non) visti in quindici anni di passione, Natsume è una caratterizzazione che mai scorderò.

Ma passiamo ora all'anime in sé: la qualità dei disegni a volte lascia un po' a desiderare, ma ci si passa sopra. Le colonne sonore sono decisamente azzeccate e meravigliose, danno un senso di intimità e tranquillità che mi fa sentire "a casa" ogni volta che guardo un episodio (avete mai provato una sensazione simile, o son matta io?); il tutto è ancora più gradevole grazie alle svariate gag che si ripropongono spesso, ma non troppo.
Cosa succede in questa prima stagione? Fondamentalmente... niente di eclatante. Ma è ciò che lo rende bello! Natsume non è un anime di combattimento umani vs spiriti cattivi e via dicendo. Direi, invece, che la serie "Natsume Yuujinchou" è un po' un percorso interiore, dove si impara a conoscere il diverso, quello che a tratti fa paura, quello che a prima vista ci sembra sbagliato o strano, ma che poi invece si rivela più vicino a noi di quanto avessimo mai potuto immaginare. Natsume ci insegna a conoscere ed entrare in empatia con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Spero, con questa mia piccola recensione, di aver invogliato qualcuno ad entrare in questo delicato e affascinante mondo!


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Tacchan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Natsume non è un ragazzo come gli altri, è dotato del potere di poter vedere gli Yokai, una serie di creature immaginarie che fanno parte della mitologia giapponese. In realtà, come Natsume può provare, queste creature esistono veramente e vivono tra noi. Il potere, sin dall'infanzia, ha sempre causato grandissimi problemi al ragazzo, additato come strano e spesso messo in disparte dagli altri bambini. Ora, tornato nella cittadina in cui abitavano i suoi antenati, scopre che anche sua nonna condivideva la stessa capacità e che aveva creato un bel po' di scompiglio tra gli Yokai, tanto che spesso lo attaccano scambiandolo per lei. Fra questi incontrerà il potente Nyanko-sensei che diverrà la sua guardia del corpo.

Questo a grandissime linee il soggetto che, così raccontato, sembrerebbe la premessa di un shonen ricco di azione. In realtà la serie animata è tratta da uno shoujo e di azione quasi non ne troverete, gli sceneggiatori preferiscono dedicarsi all'introspezione e dedicano i loro sforzi soprattutto su Natsume. Il potere che possiede è per lui sempre stato una fonte di guai, solo ora, yokai dopo yokai, si trasforma in una sorta di benedizione. Gli permette di conoscere un modo diverso, è ora circondato da amici che, sebbene non umani, leniscono il suo senso di solitudine che lo ha accompagnato nell'infanzia. Paradossalmente poi, proprio questo essere diverso, gli permette anche di avvicinarsi ad altri ragazzi umani. Potrebbe mai ora rinunciare a Nyanko e agli altri yokai? Che accadrebbe se un giorno perderessee il suo potere? Un giorno ne sarebbe stato contentissimo, ma ora?

La narrazione è lenta e si perde nei dettagli, ma è decisamente poetica, spesso riesce a far commuovere e a far scaldare il cuore. Natsume è letteralmente una calamita per gli yokai che lo cercano o per chiudere aiuto o per vendicarsi della nonna. Entrerà, volente o meno, in contatto con loro e ogni volta che ne libera uno visualizza i ricordi della nonna, che impariamo a conoscere grazie a questi frequenti flashback . Natsume di dimostra una persona gentile, premurosa e che pensa al prossimo, nonostante sia riservato e poco amante della compagnia. Il personaggio si evolve e cresci di episodio in episodio. Nonostante la struttura episodica autoconclusiva sia generalmente una buona premessa per rendere alla lunga l'anime ripetitivo, per ora riesce a scongiurare questo problema, offrendo spunti diversi e comunque divertenti o interessanti.

Ci troviamo davanti ad un prodotto ben realizzato e con un certo spessore: se non vi spiacciono i titoli che hanno un ritmo pacato e introspettivo, sicuramente dovete vederlo.


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ukato

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Natsume Yuujinchou tratta del solito ragazzo diverso dagli altri in quanto dotato di capacità sovrannaturali che gli consentono di vedere gli spiriti (youkai). Poteri ereditati dalla nonna insieme allo Yuujinchou, un libro contenente un elenco di nomi di youkai sconfitti da quest'ultima ed in quanto tali obbligati a servirla. Natsume, da nuovo possessore dello Yuujinchou, piuttosto che sfruttarne i poteri per fini personali, decide di restituire i nomi ai legittimi proprietari in modo da liberarli da ogni vincolo di sottomissione. Nelle sue avventure è accompagnato da uno strano gatto-youkai che gli fa da guardia del corpo. Le atmosfere e le musiche sono bucoliche e rilassanti, in linea con le ambientazioni e il carattere del protagonista.

Sebbene costituito da una trama non particolarmente originale e da puntate stand-alone, non esattamente la struttura narrativa che prediligo, ritengo Natsume Yuujinchou un ottimo lavoro. La "diversità" del protagonista, derivante dalle sue capacità e che lo porterà ad essere etichettato come strano e ad essere isolato, è lo spunto per trattare il tema dell'emarginazione individuale. Grazie a questa condizione di isolamento, il protagonista comprende l'importanza delle cose e delle persone care. Il desiderio di proteggerle, il suo carattere gentile nonostante tutto, il modo di porsi prestando attenzione a non ferire gli altri ed a sacrificarsi per loro, la capacità di trattare tutti allo stesso modo senza pregiudizi, saranno in realtà le vere caratteristiche della diversità ed unicità di Natsume.

Consiglio anche la visione della seconda serie, mentre durante la terza e quarta ho avuto un calo di interesse, probabilmente a causa della perdita di originalità e della ripetitività con cui vengono enfatizzate determinate dinamiche comportamentali, i sentimenti e le emozioni dei protagonisti e i messaggi etici che gli autori vogliono passare.


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kain_90

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Posso spingermi a dire, nel mio piccolo, di aver visto molti, moltissimi anime finora. Col tempo ho imparato che tanti di loro sono in grado di lasciare un segno fortissimo in chi li vede, alcuni più di altri. Ovviamente non parlo di ciò che si riesce magari a capire da una trama, da uno stile di disegno, da un genere, perché tutte queste cose rimangono fini a loro stesse. No, ciò che lascia il segno non ha quasi mai niente a che vedere con le premesse, sta tutto nel tratto peculiare di un titolo che nessun altro titolo possiede. La sua capacità unica di saper sviluppare la storia, per esempio, o le sfumature che solo lui è in grado di mettere in luce, o il contesto che soltanto lui è in grado di creare. La sua firma, insomma. Posso spingermi a dire che "Natsume Yuujinchou" la sua firma ce l'ha eccome.

L'idea di base di questo anime sta nell'esistenza di esseri viventi diversi da quelli a cui siamo abituati, che vivono le loro vite parallelamente alle nostre, indisturbati, invisibili ai nostri occhi, ed è facilmente accostabile a quella di "Mushishi", con l'unica differenza che questi cosiddetti Youkai, spiriti e divinità protagonisti del folklore giapponese, vengono descritti molto più simili a noi, a volte anche molto più umani di noi. E se è vero che la differenza sta nel tratto peculiare di un titolo, laddove l'aggettivo giusto per "Mushishi" era "suggestivo", quello giusto per "Natsume Yuujinchou" dev'essere senz'altro qualcosa di simile a "dolce". Personalmente, non ho ancora mai visto nessun anime in grado di scaldare il cuore tanto quanto questo.

<b>Il seguente paragrafo contiene spoiler!</b>
Natsume è il ragazzo più buono del mondo, l'unica cosa che lo rende diverso dagli altri è la capacità innata di vedere gli Youkai. Sua madre è morta a causa del parto, suo padre è venuto a mancare pochi anni dopo, e lui, in quanto ancora bambino, viene dato in affidamento ad una famiglia dopo l'altra. Ogni famiglia si stanca subito di lui e dei suoi problemi, dei suoi comportamenti apparentemente inspiegabili causati dalla continua presenza degli Youkai nella sua vita, e all'occasione buona si libera di lui come di un peso. Anche fuori dalla famiglia, a causa di questa sua condanna, Natsume viene continuamente considerato un bugiardo in cerca di attenzioni e viene isolato da tutti. Così crescendo, Natsume si abitua ad adattarsi alle esigenze degli altri, a vivere cercando di non creare problemi a nessuno e mantenendo il silenzio riguardo ciò che lui vede.
Dopo l'ennesimo cambio di famiglia, Natsume finisce ad abitare con i Fujiwara, suoi lontani parenti a cui avrà modo di affezionarsi molto, e tra vecchi oggetti di famiglia trova per puro caso un libro di sua nonna, il Yuujinchou, il "libro degli amici", che scopre contenere tantissimi nomi di Youkai. Quando era ancora in vita, sua nonna, Reiko, possedeva la stessa capacità di Natsume, e doveva perciò vivere la sua stessa solitudine. Persa fiducia negli esseri umani, aveva preso a sfidare tutti gli Youkai che trovava lungo il suo cammino, a patto che in caso di sconfitta essi gli cedessero il loro nome e diventassero suoi fedeli servitori, come un contratto.
Il nome di Reiko è diventato così famoso fra tutti gli Youkai, buoni e cattivi, la maggior parte dei quali rivuole indietro il suo nome e perseguita per questo il povero Natsume, che in quanto parente viene da loro scambiato per sua nonna. Natsume prende così l'impegno di restituire tutti i nomi presenti nel libro, uno per uno, ripercorrendo i passi di sua nonna, incontrando Youkai di ogni genere e facendo esperienza di tante cose attraverso le quali pian piano imparerà a conoscere meglio sua nonna, che tipo di persona fosse, e cosa quel dono comune ad entrambi significasse per lei. Lo accompagnerà Madara, uno Youkai sigillato in una statua e liberato per sbaglio da Natsume, indifferente verso gli umani, ma che accetta di non mangiarlo e di proteggerlo a patto che al momento della sua morte gli venga consegnato il libro di Reiko.

Vuoi per le musiche, vuoi per le storie, vuoi per i personaggi, vuoi per tutto quello che esprime, "Natsume Yuujinchou" riesce ad accarezzare il cuore senza mai ricorrere a nulla di speciale, nella tranquilla quotidianità delle sue vicende, e riesce a farlo in ogni puntata.
Queste però sono solo parole. Tutto il resto lo si percepisce guardandolo.

grandebonzo

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Essere in grado di vedere gli youkai (propaggini spirituali della cosmogonia shintoista, a metà strada tra folklore popolare e mitologia) può essere, a seconda dei punti di vista, un dono speciale o una terrificante maledizione.
Un pesante fardello, in ogni caso, come ben sa il protagonista dell'anime "Natsume Yujinchou", il quale dalla nonna Reiko eredita questa singolare capacità: fin da piccolo convive infatti con presenze spirituali che nessuno può percepire, non creduto da alcuno e condannato per questo a un destino di solitudine. Un potere che gli procura insomma solo noie, tra le quali la più dolorosa è l'emarginazione subita in seno alla sua famiglia.
Raggiunta l'adolescenza, nella casa presso cui dimora entra però in possesso dello Yujinchou, una sorta di quaderno che racchiude i nomi degli spiriti sconfitti in duello - e per questo divenuti suoi servitori - da Reiko, la nonna dall'immensa forza spirituale e dal passato misterioso.
Assistito dal demone Madara, apparentemente suo alleato al fine di sottrargli il prezioso oggetto, inizia così una strana avventura, in cui dovrà affrontare non solo gli youkai che reclamano la propria libertà, ma anche quelli che desiderano, più cinicamente, il possesso del potente libro.

Superate le iniziali paure, con l'aiuto di Nyanko-sensei (forma felina - e paffuta - del demone Madara), Natsume prenderà crescente confidenza con gli spiriti che popolano il nostro mondo, entrando in stretti rapporti con essi, imparando a conoscerli e a conoscersi, scavando sempre più dentro la propria psiche.
E' curioso osservare come questi esseri, sebbene il loro aspetto sia spesso spaventoso e la rabbia che promanano a volte difficile da inquadrare, raramente nascondano intenzioni malvagie; piuttosto, appaiono spinti all'azione dalle stesse motivazioni che muovono il genere umano, ovvero dolore, solitudine, ricerca della felicità. Lo stesso Natsume sperimenterà sulla propria pelle come i sentimenti, che in forme differenti provano sia uomini sia youkai, siano nella realtà sostanzialmente identici, quasi fossero l'unico e autentico punto di contatto tra queste diverse forme di vita, altrimenti condannate - salvo rare eccezioni - a una totale incomunicabilità.

L'assenza di frenesia, direi quasi la lentezza, che pervade quest'opera, svolge adeguatamente il compito di creare la giusta atmosfera per descrivere un mondo dove non sono i combattimenti o la violenza ad avere il sopravvento, ma il calore dei sentimenti che nascono quando ci si confronta con ciò che è diverso, quando, nei gesti e nelle parole di chi ci sta di fronte - non importa che sia uomo o spirito - si specchia la nostra più intima essenza.

"Natsume Yujinchou" è costituito prevalentemente da episodi autoconclusivi che, pur nella brevità delle storie raccontate e nella conseguente mancanza di una trama articolata, riescono nell'arduo intento di non risultare mai banali, anche quando vengono elargite a piene mani abbondanti dosi di quello che, in altri casi, non faticherei a definire facile buonismo. L'ottima caratterizzazione del protagonista e del gattone impertinente, suo fido alleato, dà corpo ai temi che man mano vengono trattati, regalandoci sovente, accanto a momenti carichi di pathos, divertenti siparietti che rendono oltremodo godibile la visione delle tredici puntate di cui è composto l'anime.
Risultano invece un po' trascurati i comprimari, utili ai fini narrativi, ma relegati perennemente in secondo piano.

Tecnicamente buona, ma non eccelsa, questa prima serie di "Natsume Yujinchou" ha il pregio di accoglierci nel suo universo senza particolare clamore, con i guanti di velluto, mostrandoci quelli che saranno i tratti distintivi dell'intera saga: buoni sentimenti e introspezione.
Sconsigliato ovviamente a chi cerca un'anime ricco d'azione e di combattimenti, o a chi ritiene che demoni & Co. siano solo nemici da abbattere.


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Mak15

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Nel complesso si può dire che "Natsume yuujinchou" sia un buon anime. Ogni storia è diversa da quella precedente, ma tutte sono unite da un filo conduttore: i sentimenti umani. La solitudine, l'amore, la generosità, come in un perfetto slice of life, non mancano mai. E poco importa se a rappresentarli non siano tanto gli esseri umani quanto gli Youkai, i famosi spiriti giapponesi, già presenti in tanti altri anime.
Delle buone idee di fondo però, se non supportate da un'altrettanta buona trama, spesso finiscono per stancare. Ed è proprio quello che mi è successo guardando quest'anime, davvero ben fatto nelle sue singole puntate, ma che al termine di ognuna di queste non mi dava quella voglia irrefrenabile di guardare l'episodio successivo. Quella stessa voglia che invece mi danno gli anime a cui mi sono appassionato.
Un anime, così come un libro o un film, devono catturare il prima possibile l'attenzione per poi cercare di mantenerla viva.
Credo però che tutto questo dipenda anche e soprattutto dallo spirito e dalle aspettative con cui si inizia a guardare un anime. Non mi stupisco affatto che tanti altri abbiano trovato "Natsume yuujinchou" coinvolgente. Le storie scorrono leggere e piacevoli, i disegni sono ben fatti e le sigle davvero orecchiabili. Io avrei aggiunto più scene scolastiche e qualche personaggio particolare in più - come ad esempio compaiono nel finale, troppo tardi - per rendere il tutto più intrigante.
Concludendo, come detto, considero "Natsume yuujinchou" un buon anime, ma, alla luce dei tanti commenti positivi, forse è un po' troppo sopravvalutato. Non vedrò le serie successive.

Ironic74

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Le serie animate giapponesi sono talmente tante e variegate da lasciare a volte davvero disorientati, un numero talmente sproporzionato che si rischia di intraprendere troppe strade senza concluderne, se non poche, addirittura nessuna. Il mio modesto consiglio da appassionato di tale forma d'arte è di scegliere un'opera "con il cuore" e "con la testa", senza escludere mai uno dei due. Cosa vuol dire? Che un anime, come ogni altra forma di intrattenimento, offre delle determinate emozioni, diverse a seconda del genere e delle circostanze in cui ci si pone davanti al video. L'ideale, insomma, sarebbe assistere a un titolo particolarmente vicino allo stato emotivo in cui si trova in quel momento lo spettatore; se siete stati lasciati dal vostro partner quindi sarebbe assurdo vedere uno shoujo sentimentale, così come un mecha se la fantascienza e i combattimenti vi snervano. Ci sono però quei momenti, un po' così, in cui lo stato d'animo veleggia su un difficile equilibrio tra l'insofferenza verso il prossimo e il forte desiderio di trovare un appiglio per andare avanti tutti i giorni. E' in momenti come questi che un titolo come "Natsume Yūjinchō" risultano essere come la buona vecchia tisana della nonna, rigeneranti quanto salutari.

Mi sono dilungato in questo prologo per avvisarti, o ignaro appassionato, che le avventure del giovane Natsume potranno essere per te davvero una fonte di inaspettate sorprese, ma a patto che tu ti ci accosti con il giusto stato d'animo, altrimenti il suo lento divenire potrebbe snervarti e farti giudicare noioso qualcosa che in realtà non lo è per niente. Le possibilità che questo avvenga non sono per nulla remote,perché non stiamo parlando di una serie semi-sconosciuta, bensì di un titolo che ha riscosso talmente tanto successo in Giappone da avere tagliato da pochissimo il traguardo della quarta serie. Versione animata dal manga di Yuki Midorikawa, questa fiaba animata ci conduce per mano in quel magico universo, a noi Occidentali quasi del tutto ignoto, del folklore giapponese, un mondo in cui non è improbabile incontrare, in una vecchia abitazione come vicino una fonte d'acqua, una creatura, quasi sempre dall'aspetto inquietante; si tratta degli yokai, gli spiriti demoni di cui è zeppa la mitologia del Sol Levante, e che ormai il materialismo dell'epoca odierna tende sempre di più ad affossare come inutile orpello di un'epoca fatta di paure e credenze a cui l'uomo del 21° secolo non vuole più chinare il capo.

Il giovane Takashi Natsume ha uno straordinario potere - o maledizione, dipende dai punti di vista -, riesce a vedere gli yokai e a interagire con loro, cosa che purtroppo ha caratterizzato in negativo tutta la sua vita costringendolo a un'esistenza solitaria, avendo perso anche entrambi i genitori, e con la nomea dello strano e del bugiardo in cerca di attenzioni. Arrivato ai quindici anni di età, egli viene affidato a una gentile famiglia di lontani parenti nel paese che fu della sua nonna materna Reiko. Natsume scopre così essere proprio lei l'origine delle sue straordinarie facoltà tramandate fino a lui insieme allo Yūjinchō, un prodigioso libro contenente tutti i nomi degli spiriti battuti e tenuti sotto il giogo della potente forza spirituale della nonna. L'incontro con gli spiriti, desiderosi di impadronirsi di un oggetto tanto prezioso, determina una svolta importante nella vita del giovane, deciso ad affrancare queste entità dalla prigionia causata dalla sua parente e di liberarsi dalla spada di Damocle di coloro che invece intendono eliminarlo per impadronirsi del potente oggetto. Aiutato e guidato nel suo intento da un potentissimo spirito, Madara, e da altri yokai gentili, Natsume inizierà un percorso di vita diverso da quello condotto fino a quel momento. Non più fuga e paura, quindi, ma un fermo tentativo di comprendere ciò che vede, riaprendo allo stesso tempo il suo animo alla vita e al prossimo.

Ordinato narrativamente con cadenza episodica, cosa che farà piacere allo spettatore di un certo tipo di animazione anni Settanta e Ottanta, e volutamente strutturato con ritmi narrativi, musiche e colori dai toni pacati e rilassanti, questo titolo non vuole stupire chi lo guarda se non attraverso la sua semplicità infusa di buoni sentimenti. I personaggi/spiriti che incontra Natsume non fanno paura, ma anzi procurano tutte sensazioni positive, in una scala che va dalla compassione alla risata, e in cui spicca nettamente la simpatia contagiosa di Nyanko sensei, il gatto in cui Madara si trasforma per rendersi visibile a tutti, e che con i suoi umanissimi difetti (si ubriaca, prova gelosia, è permaloso e anche un po' bulletto) è il migliore contraltare alla figura un po' troppo altruista (ai limiti del credibile) di Natsume, vero proprio caso in cui una "mascotte" capitalizza quasi la metà delle attenzioni dello spettatore.
Ottima è anche la presenza scenica delle figure comprimarie, dal duro esorcista Natori al riservato Kaname Tanuma,anch'esso capace di piccole visioni, fino ai compagni di classe e alla famiglia adottiva di Natsume.

In un Giappone (ma anche in un mondo) come quello di oggi, stressato dai ritmi frenetici di una potenza industriale che fa i conti ogni giorno di più con i limiti di un egoistico capitalismo, spaventato e scosso davanti alle tragedie di una natura che prima o poi chiede il suo conto, un titolo come questo ha successo perché riavvicina ai valori di una volta, un'epoca in cui gli spiriti di cui aver paura non erano la povertà e l'ingiustizia sociale. "Natsume Yūjinchō" è un anime consigliato a tutti coloro che hanno voglia di sentirsi, anche se per poco, "in pace con il mondo" e agli appassionati della storia del folklore giapponese che, attraverso il delicato racconto del dio della Rugiada o le trasformazioni della piccola volpe in cerca di affetto, si troveranno a respirare a pieni polmoni quel tipo di atmosfera tanto familiare a chi ama lo Studio Ghibli e le sue opere.


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Lillend

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
"Natsume yuujinchou" è un anime frizzante dalle tinte molto vivaci, molto allegro e spensierato, perfetto se ci si vuole rilassare. Io l'ho visto visto molto volentieri e mi ha appassionato fin dalla prima puntata. La storia è molto carina e, almeno a mio avviso, anche originale. Parla di questo ragazzo, Natsume, che riuscendo a vedere creature misteriose che altri non potevano vedere, ha sofferto molto nella sua infanzia. Dopo essersi trasferito dove una volta abitava sua nonna, che possedeva il suo stesso potere, inizierà la sua vicenda che lo porterà ad affezionarsi molto agli spiriti con cui avrà a che fare.
Il più grande pregio dell'anime è quello di riuscire a coinvolgerti emotivamente senza però essere carico di pathos: sono la sua semplicità e la sua dolcezza sia dei disegni sia dei colori, dei personaggi, delle storie, che riescono a trasportarti in un mondo pieno di poesia.


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Nyx

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Takashi Natsume ha un dono non desiderato, lo possiede sin da quando era bambino, un dono uguale a quello che possedeva sua nonna, quando ancora era in vita. Di che dono si tratta? Presto detto! Natsume è in grado di vedere gli spiriti, che in quest'opera prendono il nome di Youkai.
Gli youkai sono spiriti di vario tipo, la maggior parte dei quali provenienti direttamente dalla mitologia giapponese, come il "kappa" per esempio, quello spiritello acquatico, che solitamente vive negli stagni, vagamente similare a un uomo-ranocchio, di piccola taglia e con la testa pelata. Se seguite anime e manga da parecchio tempo, molto difficilmente non vi sarete mai imbattuti in questo particolare spiritello.

Altri youkai sono i classici spiriti provenienti da persone defunte.
Gli youkai possono essere buoni o cattivi ma, indipendentemente dalla loro natura, molti di questi daranno la caccia al giovane Natsume e tutto per colpa di un particolare "libro" ereditato dalla nonna.
Reiko, la nonna di Natsume, aveva gli stessi poteri del nipote, anch'ella era in grado di vedere gli youkai ma non solo: sfidandoli a duello era riuscita a ottenerne i servigi; ottenuta la "vittoria" il nome dello spirito veniva trascritto sul libro "yuujinchou" e lo spirito era costretto a restare ai comandi del proprietario del libro. La nonna di Natsume era riuscita a collezionare dozzine, o forse centinaia di spiriti, ma a questo punto della storia, venuta a mancare la leggittima proprietaria, ogni spirito torna dal nipote per chiedere che il suo nome (e quindi la sua libertà) gli vengano restituite.

Ad aiutare Natsume in questa curiosa impresa ci sarà un'altro youkai che risponde al nome di Madara. Madara ha il ridicolo aspetto di un gatto portafortuna giapponese ma le sue vere sembianze sono ben più imponenti. Si tratta infatti di uno youkai di alto livello che per tornaconto personale avrebbe voluto il "yuujinchou" tutto per sé. Avrebbe tranquillamente potuto ottenerlo con la forza ma per qualche oscuro motivo deciderà di aiutare il giovane nel restituire il nome agli spiriti che ne faranno richiesta. Al contempo gli farà da guardia del corpo e, per accordo, verrà in possesso del libro unicamente nel caso in cui Natsume dovesse perdere la vita.
Nonostante le premesse tra i due s'instaurerà presto una sorta di amicizia.

Quest'opera ha uno stile particolare, per certi versi sembra quasi di ritrovarci le atmosfere di Miyazaki, atmosfere vellutate, quasi poetiche.
Natsume yuujinchou è un anime che sa essere divertente o pauroso, propone sporadici momenti d'azione e fasi di sentimento e riflessione. Gli episodi dolci e romantici saranno comunque i prevalenti.
La fine dell'opera, come spesso accade, non conclude granché. Per un finale vero e proprio si dovrà guardare la seconda serie, "Zoku Natsume Yuujinchou".


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Nae

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Serie breve, ma terribilmente intrigante che spinge ad inseguire la seconda serie con passione. Trovo ridicola l'idea di due serie da tredici episodi, una serie singola da 26 più una seconda serie a parte andrebbe meglio, anche perché annuncio già da adesso che urge la terza serie.

Il punto di forza di questo anime è la trama, profonda, dolcissima e malinconica, toccante in modo delicato. Seguiamo la vita problematica di Takashi Natsume, un adolescente dai grandissimi poteri spirituali in grado di vedere gli youkai, ossia tutte quelle "presenze" (Oni, tenshu, spiritelli vari, creature del folklore tradizionale etc) che dominano la tradizione giapponese.
Takashi è rimasto orfano da piccolo finendo sballottato da ogni parente vivente che potesse ospitarlo, purtroppo ogni volta dopo tot tempo veniva passato al parente (o affine) successivo perché ritenuto "un bambino problematico", in quanto dichiarava di vedere cose strane e parlava da solo. Essendo tipicamente giapponese il problema dell'apparenza, Takashi risulta essere uno scomodo fardello che per obblighi famigliari (in Giappone, diversamente che da noi, il concetto di dovere di famiglia è più profondo, ma anche molto ipocrita in taluni casi) va sostenuto, ma ovviamente ogni volta che i tutori rischiavano di perdere la faccia od intorno a Takashi accadeva qualcosa di "non ordinario" vi era il trasferimento. Così di fatto il bambino, divenuto ora adolescente, è cresciuto solo e dall'indole isolazionista, incapace di legare veramente con qualcuno perché costretto alle menzogne costantemente e anche tramite queste costruirsi una vita semi-normale è difficile.
La storia si apre all'ennesimo trasferimento del ragazzo, finito in una cittadina di una pianura dove la stessa nonna aveva vissuto da giovane, con sé porta l'eredità proprio della nonna (Reiko Natsume) un libro chiamato Yuujinchou (il libro degli amici), che a dire il vero è un quaderno in cui Reiko ha scritto il nome di tutti gli Ayakashi (spiriti) che nella sua vita (non molto lunga a dire il vero) ha sconfitto.
Takashi ha ereditato i poteri spirituali della nonna e dato che gli youkai non badano a cose come il sesso o l'aspetto fisico, ma alla presenza spirituale che uno ha, tendono a scambiarlo per Reiko quasi costantemente e molti lo aggrediscono in nome dei passati scontri con la donna intimando sia di restituire il nome che di cedere il possesso del potente libro, in grado di dominare tutti gli spiriti il cui nome è presente in esso. Compreso il valore dello Yuujinchou da uno spirito lupo (Damara/nyakosensei) che però si traveste da gatto, Takashi deciderà di vivere la sua vita "complicata" e dominata dagli incontri che non può raccontare di avere nel tentativo di restituire i nomi presi dalla nonna; se morirà nel tentativo Damara potrà ereditare il libro, anche perché convinto che in una sola vita Takashi non abbia abbastanza tempo per restituire tutti i nomi.

La serie segue quindi la vita quotidiana del ragazzo e la sua doppia realtà in cui costantemente vive il dolore e l'angoscia dell'isolazionismo in cui il suo dono lo relega e di contro cresce e cambia la sua prospettiva, inizialmente di odio, verso questo dono/maledizione: scopre che poter vedere gli youkai gli permette di vedere un mondo più ampio anche se questo gli strappa la gioia della tranquillità che avrebbe nell'ignorare l'esistenza del mondo simbionte a quello umano, ma celato alla maggior parte delle persone.

L'analisi psicologica è profonda e delicata, progressiva e non accidentale. Si osserva Takshi mentre lui osserva se stesso tramite gli altri, infatti sono molte le persone con cui finisce a confronto, e le figure con cui si apre - anche solo di poco - sono alla base del suo cambiamento e della sua crescita interiore. Lo si vede cambiare, se ne percepisce la solitudine, il disagio, la tristezza radicata e profonda, ma anche l'incredibile dolcezza perché lui sa quanto fa male essere soli. Possiede inoltre un grandissimo dono questo ragazzo, la capacità di provare compassione tanto per gli umani quanto per gli youkai e questo fatto lo accompagnerà in continui scontri/confronti con il passato della nonna Reiko. Conosciamo Takashi, ma con lui conosciamo la tristezza di Reiko e capiamo perché il suo libro si chiama Il libro degli Amici.

Il profilo tecnico è buoni, disegni di alto livello, i personaggi non sono fatti con lo stampino, anzi, sono davvero ben definiti, grande attenzione ai tratti dell'ambito "mostri", in un certo senso questa serie ha i toni magici di Spirited Away di Miyazaki. I fondali sono poetici e la cittadina abbracciata dal verde della foresta e dalle distese alberate hanno un che di magico.
Le musiche non sono stupende anche se di buon accompagnamento al tutto; opening ed ending non sono niente di che.

È una serie che consiglio assolutamente, è davvero bellissima e lascia un senso davvero delicato di dolcezza, anche se agrodolce. Non è melenso nei temi è molto realista in questo, fa vedere che essere diverso non significa essere figo, significa essere solo.


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badfisher

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Nonostante i molti punti di contatto con "Mushishi", da cui forse trae ispirazione, Natsume Yuujinchou ha una propria originalità. Tale originalità non deve essere tanto ricercata né nel soggetto stesso dell’anime, né nelle situazioni che quotidianamente il giovane protagonista, Natsume, si ritrova a dover affrontare suo malgrado, bensì nell’atmosfera con cui l'opera riesce ad avvolgere lo spettatore.
Tutti gli elementi sono infatti minuziosamente studiati proprio allo scopo di comunicare pace e tranquillità. La voluta semplicità del disegno nel rappresentare gli spiriti incontrati da Natsume, mai veramente spaventosi, i colori pacati con cui viene ricreato un meraviglioso mondo ad acquerello, la dolcezza della colonna sonora e la delicatezza dei dialoghi sono tutti elementi scelti sapientemente per ammaliare lo spettatore e trascinarlo per pochi minuti in un’altra dimensione.
Ogni episodio ricorda una piccola fiaba che si potrebbe raccontare ai propri bambini prima di andare a letto; una melodia che riconcilia con il mondo, trasmette serenità ma, allo stesso tempo, invita a riflettere sulla vita e sulla diversità. Se amate la poesia, amerete anche Natsume Yuujinchou.


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tomoko

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
Natsume Yuujinchou non è il solito anime sul paranormale.
Anche se il protagonista può vedere gli spiriti (youkai), la trama gira attorno ai pensieri e alle riflessioni che questi singolari "incontri" suscitano in lui. Centrale è l'argomento dei rapporti tra le persone (e in qualche caso anche con gli spiriti), con particolare riguardo all'isolamento ed alla solitudine, problema che affligge anche il protagonista.
Personalmente, trovo che sia molto dolce e malinconico, e lo consiglio a tutti quelli che cercano una anime che faccia riflettere.


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Sen

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
E' sicuramente un anime da guardare. A parte la grafica stupenda, la trama è davvero coinvolgente. Di certo non è un anime da appassionato di shonen, infatti parla dello sviluppo e la crescita di un ragazzo che è in grado di vedere gli youkai (spiriti). La storia non è altro che la sua crescita come uomo, che ad ogni puntata impara ad interagire con gli altri, umano o spirito che sia. Non mancano di certo puntate dolci con personaggi molto "kawaii".
E' un anime in grado di colpirti sin dalla prima puntata, riesci (o almeno io) ad immedesimarti nel personaggio ed è come se crescessi anche tu. Come detto sopra da Robbertola, è un anime che fa riflettere sulla vita e sui suoi aspetti.
Non per altro, è diventato ormai uno dei miei anime preferiti.


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Robbertola

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Non mi dilungherò sulla trama, già raccontata.
Vi parlerò di ciò che provo guardando Natsume.
Mi fa riflettere... Le parole di Natsume, il suo sguardo, le sue riflessioni su ciò che lo circonda e sulle persone (e non, vale a dire gli spiriti) ... Tutto gira intorno a come ti relazioni con la vita.
Imparo molto su come interagire con gli altri e a conoscere anche un pochino meglio me stessa, perchè è sempre tutto in discussione, noi stessi e gli altri.
In definitiva consiglio a tutti di guardare Natsume... Di solito non faccio paragoni, ma un altro anime che mi fa riflettere molto è xxHolic.
Guardateli entrambi se avete delle domande per cui cercate risposta.

dr.yosh

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dr.yosh

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Un prodotto di alta fascia, che guarda alle produzioni cinematografiche con uno stile alla Miyazaki, sia come disegno che come contenuti. Il character design è inimitabile e la serie è indubbiamente destinata ad avere un seguito importante.
CONSIGLIATISSIMO!

Sara

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Sara

Episodi visti: 5/13 --- Voto 9
Un anime davvero carino. La grafica mi piace, sopratutto i disegni relativi ai personaggi. C'è da dire che gli spiriti vengono trattati un pò in modo marginale, sempre sotto l'aspetto grafico.
La trama in breve:
Natsume Takashi è un ragazzo speciale, diverso dagli altri.n da bambino è in grado di vedere cose precluse ai normali esseri umani; i demoni e/o spiriti.
Ma, proprio per questa sua capacità, è sempre da solo.
Un giorno scopre che anche sua nonna Reiko, come lui, vedeva queste creature leggendarie. Per nulla spaventata, la ragazza si era addentrata nel mondo del soprannaturale scrivendo su un quaderno il nome di tutti gli spiriti da lei incontrati.
"Il libro degli amici" o Yuujinchou ora è in possesso di Takashi.
Con l'aiuto di Madara, un demone gatto da lui liberato per errore, cercherà di restituire i nomi di ogni spirito incontrato da sua nonna.
Una storia, dal mio punto di vista molto dolce e che, sempre secondo me, aiuta a riflettere su quanto sia importante accettare le persone per come sono realmente, nonostante possano essere le più bizzarre.
Ovviamente questo è solo un mio pensiero^^