logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 1
hakodate93

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Tratto da un manga seinen di genere storico di Hiroaki Samura, "L'immortale", "Blade of the immortal" in inglese o più precisamente "Mugen no Juunin" nella sua versione originale, è una storia dalle tinte forti che ruota attorno al sentimento della vendetta.

Tutto ha inizio con la morte violenta dei genitori di Rin, unica erede del dojo della scuola Muten-ichiryu, per mano di Anotsu Kagehisa e dei suoi uomini più fidati, esponenti di spicco della scuola dell'Itto-ryu. La ragazza decide di vendicarsi e, per raggiungere questo scopo, chiede aiuto a Manji, un ronin reo di aver ucciso il suo signore e altri cento samurai. Manji è un samurai immortale grazie alla presenza nel suo corpo del verme Kessen-chu, che un'anziana monaca gli donò per salvarlo dalla morte. Questo verme è in grado di rimarginare qualsiasi ferita, ma si scoprirà più avanti che anch'esso ha qualche falla... Ad ogni modo inizierà la caccia a Kagehisa e ai quattro samurai che parteciparono al massacro della scuola Muten-ichiryu, tra duelli all'ultimo sangue e tanto erotismo.

Protagonisti di questa storia sono Manji e Rin. Il titolo è un chiaro riferimento al ronin "immortale" che può guarire da ogni ferita. Da buon samurai, rispettava e obbediva ciecamente al suo signore, per poi scoprire che gli affidava lavori sporchi con cui traeva profitto senza sporcarsi le mani. Manji, disgustato, lo uccide macchiandosi irrimediabilmente. Su di lui penderà una taglia che tanti tenteranno di riscuotere. Manji dovrà macchiarsi ancora e ancora pur di sopravvivere, anche perché ha una sorella che dipende da lui. Manji prova un terribile rimorso per gli omicidi di cui è costretto a macchiarsi ed è continuamente in cerca di redenzione. Tuttavia si rifiuta di ricorrere al seppuku, perché lascerebbe delle questioni in sospeso (la sorella). Allora tenta dapprima di trovare conforto nella religione; quella era l'epoca in cui lo shogunato tentava di ostacolare in ogni modo i rapporti tra il Giappone e gli stranieri (significativa in tal senso la puntata in cui un samurai arriva a fare una strage pur di impossessarsi di un dipinto straniero bandito dalla legge dello Shogun perché non giapponese). Come dicevo prima, Manji tenta di farsi perdonare ricorrendo al sacramento della confessione, seppur il missionario in questione è l'ennesimo assassino che tenta di accaparrarsi la taglia. Ma solo dopo aver incontrato Rin prende la decisione di redimersi, aiutando la ragazza a vendicarsi.
Rin è l'altra protagonista, una ragazzina orfana a soli quattordici anni. Dopo due anni di addestramento, si mette alla ricerca di Kagehisa e dei suoi compari, ma si renderà subito conto di essere debole e di aver bisogno dell'aiuto di qualcuno di veramente forte. La debolezza non sarà l'unico nemico di Rin... Anche in lei nascerà il rimorso di dover uccidere pur di ripristinare l'onore perduto dei suoi genitori (sarà addirittura lo stesso Anotsu a insinuarle questo dubbio).
Oltre a loro altri personaggi sapranno fare degnamente da contorno. Si spazia da Sabato Kuroi, un sedicente monaco con l'inquietante hobby di esibire le teste delle sue vittime, ad Araya Kawakami, che oltre a maneggiare la katana costruisce maschere direttamente sulla pelle delle sue vittime. Insomma un "Silenzio degli innocenti" in salsa nipponica.
Su tutti spicca però quello che io considero uno degli antagonisti più riusciti dell'animazione nipponica, Anotsu Kagehisa. Giovane spadaccino ambizioso e senza scrupoli, vive solo per distruggere le vecchie scuole di samurai, stagnanti in vecchie regole e che si crogiolano nel loro status di classe dominante. Il nonno di Anotsu fu disonorato dal nonno di Rin. Tuttavia al ragazzo non interessa vendicare il nonno per l'onta subita, ma decide di fondare una nuova scuola che sovverta l'ordine sociale fin troppo ancorato alla figura del samurai e del suo senso antiquato e logorroico dell'onore. E anche in questo si ritorna alla questione della chiusura del Giappone verso tutto ciò che era straniero negli anni dello shogunato (il solo possedere armi straniere era una vergogna). Il desiderio di Anotsu di raggiungere le vette non avrà alcun freno, neppure quando tenterà di sacrificare per la sua causa Makie Tachibana, la ragazza che gli salvò la vita e che lo ama.

Altro argomento importante che si evince da questa storia è la condizione della donna nella società giapponese. Esempi lampanti e cruenti la sorte della madre di Rin, costretta a subire violenza come mezzo di disonore per il marito, reo di essere un samurai vecchio stile; e una prostituta che si illuderà di abbandonare la squallida vita del bordello solo per il comportamento "gentile" di un cliente. Anche l'esempio di Makie è esplicativo (considerata un disonore solo perché, nonostante femmina, impugnava la katana invece di fare la prostituta). In generale si respira un'aria erotica in ogni puntata, grazie alla presenza di belle donne e ai comportamenti degli uomini poco rispettosi verso il gentil sesso.

Il chara design è degno di un manga adulto come questo. Molto realistico, mostra visi ben definiti e dalle espressioni molto eloquenti. Questo è uno dei pochissimi anime dove il chara raggiunge livelli veramente soddisfacenti e allo stesso tempo è esteticamente gradevole. Le animazioni, a cura della Bee Train, sono ineccepibili. I duelli sono molto buoni e su tutti spicca il secondo scontro fra Manji e Makie.

Tralasciando le sigle dal sound moderno per un anime datato come questo, la colonna sonora è un gioiello ad opera di Ootani Kou. Spiccano per il sound moderno e molto dinamico/brioso "Shogyou Aritsune", "Zainin Makari Tooru", "Happyaku Yachou", "Kuruizaki Yuukaku Road", "Kamisori Snake", "Haisou", "Me to Kuchibashi" e "Mugen Shitou". Dolce e melanconica "Tabiji", tristi "Hada E" e "Kuruwa Aishuu", ma su queste svetta per carica emotiva trasmessa "Rengoku", che accompagna diversi momenti topici della storia. I momenti di suspense e d'azione sono accompagnati da "Haritsuu" (questa accompagna la parte in cui Hyakurin e altri del Mugai-ryu uccidono alcuni uomini di Kagehisa), "Chi Sen Mushi" e "Taiji". La mia preferita è la melanconica e crudele "Shin Teki Gaishou-Bigaku" (questo pezzo incornicia alla perfezione il momento in cui Rin conosce Kagehisa).

Molto adulto e realistico, profondo e cruento, ne consiglio altamente la visione, seppur è evidente che il finale è apertissimo e dunque si dovrà per forza recuperarne il manga. Ahimè il finale è l'unico grande difetto di questa serie stupenda che lascia con l'amaro in bocca. In caso contrario meriterebbe davvero un voto altissimo, invece mi vedo costretta ad abbassarlo un po'.


 1
koji_77

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Purtroppo non avevo letto bene le rece degli altri e non sapevo che avrei preso la "sola", l'anime non finisce ed il manga è ancora in prosecuzione, che fastidio. Vabbè proseguiamo con la rece :-(((

Trama
In un clima di guerre, dove il più forte vince e dove regnano la vendetta e l'onore, il periodo dei samurai in Giappone, conosciuto come era sengoku (1478- 1605), dove per onore si praticano il Seppuru (un rituale tra i samurai per espiare una colpa commessa o per sfuggire ad una morte disonorevole per mano di nemici) e l'Oibara (il rituale di suicidio nel quale un samurai segue il proprio maestro nell'aldilà) compare un misterioso samurai immortale.

Nonostante lui volesse morire per via dei suoi innumerevoli peccati (viene infatti chiamato l'assassino dei 100, per via dei suoi innumerevoli delitti/uccisioni), non può farlo, esso è immortale, una vecchia sacerdotessa, Yaobikumi (che vive da 800 anni ed il cui nome vuol dire proprio sacerdotessa di 800 anni), ha impiantato nel suo corpo un "verme immortale" che rende Manji appunto immune alle ferire ed alla morte.
Persa una persona molto cara Manji giura di uccidere gli uomini crudeli e "cattivi" per espiare le sue colpe, ma in quest'era dove la legge della spada regna, cosa è giusto e cosa è sbagliato, andrà analizzato di volta in volta e non è detto che sia facile o possibile poterlo capire.

Nota: Kessen Chu che si scoprirà più tardi nell'anime essere un metodo di prolungamento della vita dei monaci Lamas, serviva a guarire ferite in breve tempo ecc, carino il fatto di citare un qualcosa di esistente rendendolo un pò soprannaturale...

Così inizieranno le avventure del nostro invincibile samurai, le quali come spesso succede nella vita verranno man mano intrecciate alle vite delle persone che Manji troverà sul suo cammino facendo così cambiare in un modo o in un altro il suo stesso destino e le sue scelte...

I fondali sono molto cupi e le atmosfere si adeguano bene all'ambientazione, il design non è eccezionale e le animazioni sono molto semplici, le musiche non degne di nota, la opening non è male.

La sceneggiatura e la regia non mi hanno fatto impazzire ed il fatto che rimane così senza almeno una conclusione aperta mi ha scocciato parecchio, sapendolo (mea culpa) non lo avrei mai visionato, visto così non lascia nulla e non ha senso...

Non lo consiglio a nessun tipo di pubblico perchè non va a parare da nessuna parte così come è stato impostato, se già nel corso della visione lo reputato un prodotto sufficiente, così senza una fine è a dir poco una perdita di tempo a mio avviso.
Alcuni mi hanno consigliato il manga, ma anche quest'ultimo non è completo pertanto non pensiate di poter recuperare col manga :-((((

06/2009
Koji_77

Tina

 0
Tina

Episodi visti: 1/13 --- Voto 9
Lo so che molti storceranno il naso vedendo che il tratto “schizzato” di Samura, sicuramente uno dei principali punti di forza del manga si è perso nella versione animata, ma quello era ovvio, non sarebbe stato possibile riprodurlo in una pellicola in movimento.
Detto questo, io l’ho comunque apprezzato tantissimo, perché i personaggi sono riconoscibilissimi e disegnati bene, le voci (in giapponese) sono azzeccate e la cronologia è stata leggermente modificata, hanno già fatto la loro comparsa dei personaggi che dovrebbero apparire molto più avanti, comunque lungi da essere un difetto, per me, è fonte di curiosità per capire come si evolverà la storia.
Se devo proprio criticare qualcosa è che c’erano alcuni passaggi “comici”, che sono mancati in questo primo episodio, es: quando Manji, distratto morde il pezzo di sterco di cavallo che la sorella gli aveva dato pensando fosse cibo.