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Panda79

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
"Un'estate con Coo" è un film del 2007 diretto da Keiichi Hara.
E' un'opera che ha ottenuto un grande successo sia a livello di pubblico che di critica, vincendo il premio come miglior film d'animazione in occasione dei Mainichi Film Award, dei Japan Media Arts Festival e il premio come miglior film ai Tokyo Anime Award del 2008. Di quest'opera un mostro sacro come Isao Takahata ha detto: "Un film spontaneo e caldo, una grande gioia".
Con questa premessa mi dovrei apprestare a scrivere una recensione colma di elogi e con un bel 10 e lode come voto finale. Invece, nella visione del film non ho riscontrato tutti i grandi pregi per cui è stato elogiato e premiato. La cosa che più mi ha deluso è stato il character design, a mio parere di bassissimo livello. A tal punto da definire i vari protagonisti inespressivi. Inoltre, i personaggi erano anche sproporzionati fisicamente. La definizione degli sfondi, sia paesaggi di campagna sia quelli cittadini, forse è l'unica caratteristica tecnica che si salva.

Ora veniamo a parlare della sceneggiatura. E' indubbiamente una sceneggiatura molto interessante, lo sviluppo della storia porta con sé vari messaggi, come il valore dell'amicizia, il saper accettare senza alcuna paura chi è diverso da te, il rispetto della natura. Sviluppato come si deve sarebbe stato un gran bel soggetto. Purtroppo Keiichi Hara non è riuscito a sviluppare nel modo migliore del materiale potenzialmente molto valido: è risultata una storia senza mordente, che non riesce mai a renderti del tutto partecipe. Ci sono dei momenti in cui sembra che il film stia prendendo quella forza che hanno tanti altri anime, come quelli dello Studio Ghibli, ma, invece, non "spicca mai il volo". Ho nominato lo Studio Ghibli perché "Un'estate con Coo" è stato paragonato più volte ai prodotti Ghibli. I messaggi che sono presenti nel film e il fatto che il protagonista sia un animale mitologico come un Kappa sa molto di film alla Hayao Miyazaki. Purtroppo, non trasmette emotivamente una minima parte di ciò che hanno potuto trasmettere i film "naturalistici" di Miyazaki.

Può sembrare un'eresia il voto che ho attribuito a questo film, ma non me la sento proprio di dare una sufficienza a "Un'estate con Coo". E' un peccato, visto che la storia avrebbe avuto un grande potenziale e visto che con questo giudizio vado contro l'opinione di un mio grande idolo come Takahata.


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Robocop XIII

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
<b>[Attenzione, questa recensione contiene spoiler.]</b>

Tralascio la trama, che è già stata riportata da altri in modo pienamente soddisfacente, per concentrarmi sulle tematiche dell'opera.

Un'estate con Coo è il classico libro da non giudicare dalla copertina, un lungometraggio di 2 ore e passa da scoprire tutto pian piano: inizia come uno slice of life, continua accennando caratteristiche da road movie, prende poi una via che potrebbe ricordarci il film "E.T." per poi concludersi presentando tratti da Studio Ghibli.
Il film durante queste suo excursus stilistico tratta diversi argomenti, l'amicizia in primis, sebbene i messaggi che ho recepito maggiormente siano altri, iniziando dalla visione della società umana. E quale modo migliore se non un commento super partes? Qualcuno fuori dal tempo (viene dal passato) e dallo spazio (non abituato alla società umana), capace di guardare e percepire particolari che gli umani non notano: il Kappa Coo. Al personaggio viene affiancato il cane Boss, simile a lui in quanto a ruolo narrativo e che a differenza del Kappa possiede una visione più cosciente.

Gli argomenti, a differenza della facciata quasi bambinesca del film, sono abbastanza duri, basta ricordare la scena dove Coo sulla torre di Tokyo medita sul suicidarsi per sfuggire a una società di persone troppo crudeli per capirlo, altre volte ancora il film sembra assumere ruolo di protesta sociale, come quando i media vengono a conoscenza dell'esistenza di Coo: la televisione viene dipinta come una realtà che ricerca lo scoop anche con la violenza e che fa leva sulla spettacolarità di una vicenda, per quanto drammatica.

Tuttavia molti argomenti sembrano quasi dimenticati, lasciati in sospeso senza motivazione, oppure trattati in modi sbrigativi, come la morte di Boss. Questo potrebbe far pensare che questo film sia un calderone in cui è stato buttato un poco di tutto, ma io ritengo semplicemente il tutto un prodotto non riconducibile ad un particolare filone narrativo, un prodotto sperimentale senza ombra di dubbio.

Per finire, il comparto tecnico l'ho trovato molto valido, anche se molto lontano in quando ad animazioni ad un Ghibli, per esempio. Il character design invece è molto americaneggiante rispetto alla media degli anime, e non è facile abituarsi subito.


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Doppelgänger

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Koichi Uehara, tornando a casa da scuola, trova nei pressi di un fiume uno strano sasso con il fossile di una specie di tartaruga. Tornato a casa, decide di lavarlo, ma mettendolo sotto l' acqua il fossile riprende vita, e Koichi scopre di aver trovato un piccolo di kappa (creature mitologiche giapponesi), caduto in letargo dopo essere sprofondato nella terra in seguito ad un terremoto nell'era Edo (XVII-XIX sec.). Essendo il kappa indebolito e disperso, la famiglia deciderà di adottarlo e crescerlo, dandogli il nome di Coo. Così il piccolo Coo entrerà in contatto con la tanto temuta società umana, scoprendone luci e ombre.

Sembra di trovarsi davanti ad una versione alternativa di Ponyo sulla scogliera, ennesima variazione sul tema del genere "a boy and his pet", indubbiamente trito e ritrito, ma Vacanze estive con Coo il kappa ha molte frecce nel suo arco, anche nei confronti del succitato film miyazakiano. Perché se questo aveva un approccio decisamente favolistico e "leggero" (in pieno stile Studio Ghibli), presentandosi come una stupenda fiaba, Vacanze estive con Coo il kappa segue uno stile molto più drammatico, presentandosi come quasi un cammino interiore di Koichi e di Coo, che a vicenda segneranno la vita dell'altro. La trama sarà quindi un alternarsi di momenti divertenti ad altri più toccanti, specie nella seconda metà del film (lungo oltre due ore, ma neanche minimamente pesanti), dove imparerà quanto meschina e mostruosa possa essere la natura umana. Perché il film non si risparmia una critica feroce alla società, e come Ponyo puntava sull'inquinamento, Coo se la prende con la società moderna, interessata più all'apparire che non ai sentimenti del prossimo, come mostrano le traversie che dovrà affrontare con i giornalisti e i media, che come unica reazione di fronte ai suoi drammi sapranno solo fotografare. Il film, quindi, sa toccare davvero le corde del cuore dello spettatore, e in più momenti saprà commuovervi come non vi capitava da tempo.

Sul fronte dei disegni, lo stile scelto è peculiare e molto carino, e in generale tecnicamente pregevole, anche se di contro le animazioni non sono fluide come ci si aspetterebbe da un lungometraggio di due anni fa (cosa che comunque non intacca il valore del film, che fosse stato animato con i fogli mossi a mano sarebbe stato comunque un capolavoro). Poco da dire sul sonoro: buoni brani di accompagnamento supportati dal solito ottimo doppiaggio giapponese.

Ci sarebbero tante cose da dire su questo film, ma credo che ogni descrizione sarebbe riduttiva. Semplicemente guardatelo, potrebbe conquistarvi.

Voto: 9