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whitestrider

Episodi visti: 39/39 --- Voto 6,5
Tanto tempo fa, quando in TV c'erano anime a bizzeffe e la vita era più grama ma forse più semplice (o sempliciotta), c'era una serie animata che occupava parte del mio pomeriggio: il suo nome era "Il Tulipano Nero" (o "La Stella della Senna"?), serie ambientata nella Francia pre-rivoluzionaria, in cui il popolo era oppresso e i nobili dicevano loro di mangiare brioches se il pane era finito. La protagonista è Simone, una umile fioraia i cui genitori sono stati uccisi dai nobili anni prima, e quindi pare comprensibile che ce l'abbia "un po' " con gli stessi aristocratici. Così di giorno è una morta di fame, e di notte diventa la Stella della Senna, che combatte contro i nobili oppressori in difesa dei deboli oppressi, appunto. Insieme a lei appare anche un altro difensore del popolo, il Tulipano Nero, che talvolta la aiuta nei momenti peggiori. La serie continua in tal modo con episodi autoconclusivi, finché non comincia la Rivoluzione Francese, e tutti i nodi vengono così al pettine. Tra rivelazioni sulle origini di Simone e vari colpi di scena si arriva così al finale, più o meno scontato.

Dal punto di vista tecnico questa serie dimostra tutti i suoi annetti, ma in verità già all'epoca non sembrava il massimo, specie se paragonata con la serie di "Lady Oscar" di soli quattro-cinque anni posteriore. Non che ci possa lamentare più di tanto, ma anche l'occhio vuole la sua parte, specie se la storia non brilla troppo per originalità e i personaggi non sono più di tanto memorabili.

In definitiva, una serie senza infamia e senza lode, che si ricorda più per la sigla italiana che per qualche merito intrinseco!


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God87

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
Parigi, 1784: Simone Lorène è una bella fioraia dal cuore d'oro, vicina al suo popolo e le cui origini sono avvolte nel mistero. Costretta a conoscere anche lei i soprusi della monarchia assoluta, conoscerà presto Tulipano Nero, giustiziere mascherato dalla parte dei poveri, unendosi presto alla sua lotta nelle vesti della Stella della Senna. Le loro avventure la porteranno a indagare sul suo passato, sullo sfondo di una Parigi sempre più vicina all'esplosione dei moti rivoluzionari...

Nel 1972 una debuttante Riyoko Ikeda entra nell'Olimpo dei mangaka con "Le Rose di Versailles" (noto ai più, in Italia, per il suo adattamento animato, da noi rinominato "Lady Oscar"), primo shoujo manga ad ambientazione storica: il carisma del background, in quel caso l'infuocata Parigi pre-rivoluzionaria, e l'intensa tragicità della trama portano a un successo strepitoso che rivoluziona il genere. Poi, almeno secondo un'intervista dell'autrice, il neonato studio Sunrise cerca di acquisirne i diritti per una trasposizione animata. Non riuscendoci, decide di finalizzare il budget a un'altra storia di cappa e spada ambientata nella Francia di fine '700: nasce "La Stella della Senna", trasmesso nel 1984 in Italia con il fuorviante titolo de "Il Tulipano Nero" per ricollegarsi all'omonimo sceneggiato nostrano, anch'esso basato sul film omonimo di Alan Delon da cui lo sceneggiatore Kaneko ha preso evidente ispirazione. Noto sopratutto come la terza prova registica di Yoshiyuki Tomino, anche se in verità il papà di Gundam vi subentra a metà serie, "Il Tulipano Nero" offre notevoli elementi di interesse, abbastanza perché sia ingiusto ricordarlo solo per questo: nonostante le similitudini con "Lady Oscar" è giusto riconoscergli originalità nella stesura del suo soggetto, che tiene con il fiato in sospeso ed emoziona nonostante si parli ancora una volta di Rivoluzione Francese e Maria Antonietta.

Certo, oggi risulta difficile trattenere un sorriso nel vedere questa bionda ragazzina, mascherata in modo ridicolo, combattere numerosi gruppi di uomini, spiccare balzi di sei metri o saltare giù da grandi altezze senza farsi niente. Le prodezze di Simone possono far sbrigativamente liquidare l'anime come opera infantile, ma vederlo in quest'ottica o, addirittura, non vederlo proprio, sarebbe davvero un peccato, dal momento che dietro le diverse ingenuità il lavoro Sunrise è capace di graffiare anche a distanza di quarant'anni. Inverosimiglianze a parte - tuttavia comunissime a quel tempo -, questa misconosciuta gemma appassiona e trascende l'aspetto vintage. Le numerose avventure di Simone contro nobili e monarchici, spesso legate da una vaga ma presente continuity, sono ben scritte e dirette, avvincenti e meravigliosamente integrate nel contesto storico.

Ad esempio: Simone ha come amico Mirand, un giovane spesso accusato dai nobili di essere un sovversivo. In una puntata la ragazza combatte un intrigo che mira a impedirne l'elezione all'Assemblea Nazionale (17 giugno 1879), in un'altra lui finisce imprigionato nella Bastiglia e allora lei lo libera unendosi ai parigini che l'assaltano il 14 luglio, e così via. Ogni risvolto di trama è perfettamente integrato con gli avvenimenti della storia, con il risultato di emozionare grazie al gran numero di avventure ben scritte dove Simone si rende partecipe di peripezie che influenzeranno l'andamento della storia (oltre all'esempio di Mirand cito anche l'impresa della ragazza dello sventare un complotto clericale per non far decollare la prima mongolfiera della storia). Coerentemente con questo, con l'avvicinarsi delle violente lotte rivoluzionarie, le atmosfere si fanno sempre più cupe e tragiche, rendendo bene l'aria di odio che si respira in quegli anni, profetica delle conseguenze sanguinarie della Rivoluzione.

Qualche lieve forzatura, invero, c'è: il ruolo di assoluta insignificanza assunto dal conte Hans Axel von Fersen nei riguardi della regina, qui un suo amico, nella realtà il suo amante; alcune ipotesi di fantastoria e certe vistose omissioni - non vi è traccia del famoso scandalo della collana che riguarda la regina, Jeanne e il cardinale di Rohan -, ma è un prezzo da pagare accettabile per mantenere più compatta la vicenda principale, ossia le avventure di Simone alla ricerca del suo passato.

Fortunatamente, se si corre sopra questi piccoli nei, coerenza e realismo li si riscontrano ottimamente nello scenario rappresentato, nell'esemplare e realistica caratterizzazione di ogni personaggio, nelle loro azioni e nei fatti che portano l'intera popolazione di Parigi a ribellarsi alla monarchia - buona parte della serie è interessata a mostrare la prepotenza di nobili e clero sulle persone comuni. La serie illustra in modo veritiero il periodo storico analizzato, in cui si svolge una trama di fantasia verosimile e ben sceneggiata, appassionante e in diversi punti addirittura commovente.

"Il Tulipano Nero" è una grande serie, stranamente poco conosciuta e poco calcolata dai fan di Tomino: se si riesce a soprassedere su certe ingenuità secondarie e su un chara decisamente anonimo (buone invece le animazioni generali), si potrà godere di un'opera di assoluto spessore, riuscita e coinvolgente. Menzione da fare per il doppiaggio italiano, incredibilmente di buon livello e sopratutto adattato in modo convincente e fedele per essere degli anni '80.


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micheles

Episodi visti: 39/39 --- Voto 7
"Il Tulipano Nero" è il titolo con cui è arrivato originariamente in Italia "La Seine no hoshi", letteralmente "La Stella della Senna". Il titolo è per certi versi insensato, visto che il personaggio del Tulipano Nero è solo un comprimario, mentre la protagonista è la Stella della Senna. Il mistero si chiarisce se si tiene conto che all'epoca il Tulipano Nero era un nome molto noto per il celebre film del 1964 "La Tulipe noire", con Alain Delon. Il titolo italiano è stato sicuramente scelto in omaggio al film. Del resto lo stesso "Versaille no Bara" contiene un riferimento al Tulipano Nero. Non c'è invece nessun legame con il libro omonimo di Alexandre Dumas, ambientato nell'Olanda del Seicento e con protagonista un fiorista che certa di coltivare una rarissima varietà di tulipano di colore nero - lo so perché ho letto il libro pensando che avesse a che fare con la rivoluzione francese e ne sono rimasto molto deluso!

"La Seine no hoshi" è un figlio diretto del successo del manga di "Versaille no Bara": non avendo i diritti dell'opera originale, la Sunrise decise di creare un prodotto completamente nuovo ma con la stessa ambientazione. Il tentativo non si può dire veramente riuscito, anche perché quattro anni dopo arrivò l'anime di "Lady Oscar" che surclassò "Il Tulipano Nero" sotto tutti i punti di vista. In Italia "Il Tulipano Nero" venne trasmesso dopo "Lady Oscar", motivo per cui tutti lo classificarono come una brutta copia del primo. Nonostante tutto, ne conservo un buon ricordo per il chara design del maestro Akio Sugino, famosissimo per le sue collaborazioni con Osamu Dezaki. Avendo rivisto l'anime recentemente, ho dovuto ammettere che non è dei migliori: paragonandolo con anime della stessa epoca come i meisaku del World Masterpiece Theather ne esce con le ossa rotte, visto che questi gli sono ben superiori sia come musiche e disegni sia come trama e regia.

Il canovaccio è piuttosto tradizionale, con una storia che si snoda in episodi autoconclusivi pensati per un pubblico molto giovane e non sofisticato: per esempio, nonostante nel corso della vicenda passino 9 anni, i protagonisti non invecchiano di un giorno. Le avventure di cappa e spada delle fioraia Simone, che di notte si trasforma in una bella eroina mascherata, non sono certo realistiche - basti dire che a un certo punto si scopre addirittura che Simone è la sorella della regina Maria Antonietta - ma sono comunque gradevoli e adatte a un pubblico infantile, anche se io a quel pubblico consiglierei comunque "La Principessa Zaffiro", l'antenato del genere cappa e spada. Assegno un 7 per la bellezza di Simone, che in Italia ha la stessa voce di Oscar (entrambe sono doppiate dall'ottima Cinzia De Carolis), ma lo storia non è memorabile. Bella la sigla di Cristina d'Avena.

Curiosità: il regista della serie è Yoshiyuku Tomimo, tuttavia il suo tocco caratteristico non si vede ancora e la regia è piuttosto anonima, in linea con gli standard dell'epoca, nulla di più. Immagino che Tomino ci abbia lavorato solo part-time, vista anche la presenza del co-regista Masaki Osumi e i suoi impegni concomitanti con Raideen, in onda negli stessi giorni.


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
Non fatevi ingannare dall'aspetto della trama di questo anime, e non vi fate ingannare dai personaggi presenti in quest'opera, cari amici, quest'opera non è parallela e non c'entra quasi per nulla se non per la collocazione storica con Lady Oscar. Al massimo, al pari di Lady Oscar si può dire che per via della collocazione storica e per l'interesse nello studio della storia di Francia di fine Settecento, quest'opera non mostra il minimo cedimento di narrazione degli eventi, così come per l'opera di paragone citata.

Una volta fatte queste doverose precisazioni entriamo all'interno della trama di quest'opera, che va a scavare nei bassifondi francesi, nella povertà dignitosa ma desiderosa di riscatto sui più forti e i più ricchi, e difatti la protagonista dell'opera viene da un ceto abbastanza basso, almeno in apparenza.
Nella trama si intrecciano capolavori come Il principe e il povero, I tre moschettieri, Lady Oscar, e tanti racconti di principi e cavalieri dalle nobili e a volte nascoste virtù.
Quello che però si evince dal titolo e dallo scorrere dell'opera è di una trama spezzata in due: ovvero dal pre-protagonista che dà il nome all'opera e della protagonista che guiderà la trama verso la fine, a cavallo del suo destriero e dalla sua abilità con la spada.

Come detto prima la vicenda evoca storie di lungo corso che hanno appassionato i lettori in tanti secoli e gli spettatori di anime del genere in tanti anni, ma ciò che colpisce maggiormente è che, rispetto alla trama di Lady Oscar, la lotta dei ceti minori per un posto al sole è più radicata e sofferta, complice il pullulare delle ingiustizie di cui è farcita tutta la serie.
Il compito della protagonista è quindi quello di essere una donna in libertà ancor prima di essere un'eroina paladina contro le sofferenze della povertà francese.
L'opera in sé viene edulcorata rispetto a Lady Oscar proprio per la presenza di quello che potremmo definire un supereroe, ma la Rivoluzione Francese, questo è il significato di tutta l'opera, è stata fatta da semplici uomini giusti e poveri che mai sono stati eroi, il cui eroismo è stato rappresentato solo dalla rabbia e dalla disperazione, elementi negativi in cui l'uomo invece di allontanarsi, si avvicina allo stato della bestia, dove l'incoscienza rappresenta la libertà, e dove la morte dei nobili rappresentano una temporanea fine di un incubo.

Dico questo proprio per sottolineare l'importanza di due protagonisti di questa serie, che alla fine, nemmeno lo sono, al massimo si possono considerare degli aiuti validi, di semplici cittadini desiderosi di giustizia che hanno contribuito solo in una infinitesima parte a ciò che sarebbe avvenuto qualche anno più tardi dalla loro comparsa.
Vi parlavo di una temporanea fine di un incubo, perché le morti sono state tante, e nonostante quest'opera sia stata più edulcorata per i ragazzini rispetto a Lady Oscar, è forse quella che spiega meglio che da nessuna guerra o rivoluzione, nessuno mai potrà sentirsi libero, libero è chi non ha guerre o rivoluzioni in cui combattere, libero è chi nasce lontano da tutto questo, e in tempi come questi dove odio e controlli di potere aumentano ogni giorno, è un pensiero che andrebbe diffuso più spesso, anche tramite un semplice anime come questo.


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Apachai

Episodi visti: 39/39 --- Voto 7
Ricordo con dolcezza questo cartone, sicuramente non sarà un capolavoro però lo trovai molto piacevole.
Di vaga somiglianza con il più celebre anime Lady Oscar, sia per il contesto storico, ovvero la rivoluzione francese, sia per la città di ambientazione, ovvero Parigi, questa serie ha come protagonista Simone si erge a paladina e difensore dei deboli e oppressi, fino ad un certo punto tutti i nobili sono considerati cattivi mentre tutto il popolo è considerato buono ed oppresso, questo fa si che il contesto storico della rivoluzione venga vissuto dallo spettatore come un aiuto divino, almeno questa e la mia impressione fino ad un certo punto, non mi dilungo oltre per evitare spoiler.
Graficamente ben realizzata per gli standard dell’epoca è sicuramente un anime da vedere.
Buona visione.


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Aduskiev

Episodi visti: 39/39 --- Voto 6
Anno 1975, un nuovo genere di manga travolge il Giappone, si parla di Europa, ma non di quella attuale, si parla di un’Europa sontuosa, pomposa e romantica come solo nel ‘700 è riuscita ad essere. A capo di questa ondata d’amore per il roccocò e i giri di valzer, un manga : Versailles no Bara. I network vorrebbero chiaramente sfruttare tanta popolarità ma quella testona della Ikeda continua a negare i diritti per la trasposizione televisiva. Che fare? Un nuovo anime naturalmente, ambientato nella stessa epoca e che sfami il vorace popolo nipponico di pizzi, merletti, spadaccini ed eroi. Così nasce “La Seine no Hoshi”, un anime destinato a un uso prettamente commerciale che saprà però farsi valere, soprattutto per il contributo glorioso di due grandi protagonisti all’epoca ancora un po’ sconosciuti : Akio Sugino (Caro Fratello, Jenny la tennista) e soprattutto Yoshiyuki Tomino, futuro creatore di Gundam.
La storia è di quelle che piacciono : Simone Lorene, figlia di poveri fiorai viene adottata dal conte De Voudrel, suo mentore e futuro tutore. Quando le “terribili” guardie cittadine uccidono i genitori di Simone il conte la prende definitivamente con se. È in questo modo che la ragazza, allora adolescente, conosce il figlio del conte, un ragazzotto tutto d’un pezzo e due identità. Di giorno mite e letterato, di notte scalmanato difensore dei deboli nei panni de “Il Tulipano Nero”. Simone che non è certo una da mettere a far la calza, appresa l’arte dello scherma si traveste a sua volta, e travestendosi, veste i panni de “La stella della Senna” carismatica eroina che salva i deboli dai soprusi dei nobili.
Al contrario di Versailles no Bara la sceneggiatura di quest’opera è un guazzabuglio di imprecisioni storiche e ridicoli scivoloni. Il Tulipano Nero è niente popò di meno che un personaggio di un romanzo di Alexandre Dumas (padre) ambientato cento anni prima in Olanda, dove effettivamente i tulipani, nuovo prodotto esotico appena importato dalle indie orientali, avevano il loro perché. Personaggi fantasiosi a parte, è proprio lo scenario di fondo ad essere poco curato. Gli sceneggiatori vestono le guardie cittadine coi panni degli orchi cattivi, che hanno diritto di vita e di morte sulla popolazione. La realtà storica è ben lontana. I nobili inoltre sono visti come parassiti avidi, che non perdono tempo ad angheriare la popolazione inerme. È un clichè classico questo nelle sceneggiature nipponiche, che attinge al retaggio Tokugawa dove la classe guerriera (i Samurai) potevano effettivamente ammazzare un po’ quello che volevano (uomini inclusi). Uno scenario barbaro e violento quello del medioevo giapponese, che ben si presta per disegnare un epoca di soprusi e vessazioni. Le ragioni della rivoluzione francese sono ben altre, ma questo non è un saggio storico. Parlando dei personaggi , anzi del personaggio, ossia Simone, unica a comparire nell’intera serie, si può dire che la ragazza non brilla certo per il pathos. Statica, stuccata, irremovibile, eccessivamente (e fastidiosamente) eroica. Una figura distante dal solito eroe animato giapponese anni ‘70, che dietro a un volto severo e risoluto, nascondeva sempre un’anima buona con una sorta di fallibilità intrinseca. Simone non fallisce, è una specie di superman in rimmel e collant, che non tarda ad annoiare.
La grafica è inquadrata nel periodo storico. Nonostante gli sforzi di Sugino per richiamare alla mente l’opera della Ikeda (sforzo peraltro riuscito anche se solo in parte) tutto il resto fa davvero un po’ acqua. La key animation è centellinata e l’opera è pervasa da una staticità che tende davvero ad innervosire, quasi come una carrellata di diapositive dietro le quali si alternano varie voci. Assenti luci e ombre, buono il colore. Il doppiaggio italiano è ben confezionato. Ma in questa poltiglia umidiccia di cadute di stile anche noi non potevamo certo mancare. La sigla, storica e classica, cela, nella sua versione integrale un vergognoso errore storico. Il verso “Il 4 luglio si arrende il bastione, il 4 luglio c’è la rivoluzione” anticipa di 10 giorni la presa della Bastiglia (forse confondendola in modo erroneo la data con la firma della dichiarazione d’indipendenza americana). Ed è alquanto discutibile il fatto che tutti coloro che lavorarono a questa colonna sonora, dai compositori alla cantante, fino al network che la trasmise, non siano riusciti ad accorgersi di un errore tanto madornale.
Nel complesso un’opera tranquillamente evitabile, che mi sorbii da bambino, ipnotizzato dal tubo catodico ma che di certo non mi rimetterei a guardare ora. Sei.


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Maison72

Episodi visti: 39/39 --- Voto 6
Scheda anime:

Titolo italiano: Il tulipano nero
Titolo giapponese: La Seine no Hoshi
Anno produzione: 1975
Casa di produz.:Sunrise
Nr. episodi: 39

La trama è abbastanza conosciuta in quanto in Italia questa serie ha avuto un discreto successo ed è stata trasmessa ripetutamente negli anni.
L'ambientazione è il periodo della rivoluzione francese dove troviamo la nostra eroina Simone Lorene, una povera fioraia che si ritrova a impersonificare la stella della senna. Lei è la paladina della giustizia del popolo che combatte contro le ingiustizie.

In Italia hanno avuto la pessima idea di intitolare la serie "Il tulipano nero"; questo è accaduto principalmente per due ragioni: c'era uno sceneggiato che andava di moda in Italia in quel periodo che aveva lo stesso nome, e il secondo motivo è probabilmente legato al fatto che gli adattatori italiani hanno visto solo i primi episodi dell'anime dove c'e' effettivamente questa figura. Questo comunque non giustifica un errore di tale portata in quando sposta tutta l'attenzione su un personaggio secondario.

Questa serie sarà probabilmente ricordata più per i personaggi che ci hanno lavorato che per i contenuti dell'anime.
Alla regia troviamo Yoshiyuki Tomino che si è occupato della direzione degli ultimi tredici episodi e dello storyboard della serie; al caracter disegn e animation direction invece c'è Akio Sugino.
Ricordo a tutti che Tomino è famoso per aver creato la serie di Gundam, in particolare la prima Gundam 0079 ed anche Zambot 3 e Daitarn 3, oltre ad aver curato lo storyboard di serie come Anna dai capelli rossi, Rocky Joe, Conan il ragazzo del futuro, Rascal...
Akio Sugino è invece famoso come curatore del caracter design, e si è occupato di serie come Caro fratello, Jenny la tennista, Rocky Joe, Occhi di gatto prima serie, Lady Oscar, Remì, L'isola del tesoro...
Un'ultima figura importante è Shunsuke Kikuchi, fondamentale compositore che si occupato delle musiche di Goldrake, Dragonball, Doraemon.
Di questi tre artisti in questo anime salverei giusto Kikuchi, infatti non è il genere di Tomino e anche Sugino ha fatto decisamente di meglio.
Le musiche della serie sono carine e orecchiabili, ve le ricorderete sicuramente.
In definitiva è una serie per un giovane pubblico, senza troppe pretese, che ha cercato di sfruttare l'interesse in Giappone per il periodo della rivoluzione francese che aveva suscitato il manga di Lady Oscar.
In un confronto con l'anime di Lady Oscar ne esce sconfitto in tutti i reparti compreso quello musicale, questo tuttavia non ne pregiudica la visione.
Un'ultima nota: nella sigla italiana c'è un grave errore storico che riporta lo scoppio della rivoluzione francese al 4 luglio 1789 mentre invece è il 14 luglio 1789.

simona

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simona

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
Questa è una serie bellissima che ha fatto storia e vede come protagonista l'affascinante e combattiva Simone, eroina dei più deboli. Sia il periodo (la rivoluzione francese), che l'ambientazione (Parigi), rimarcano senza dubbio il successo di Lady Oscar, con la differenza che nel tulipano nero viene messa in risalto la prospettiva che ci porta a vedere la storia della rivoluzione francese come una cosa piacevole e non dura da reggere. E' una serie che mi ha insegnato tanto e che consiglio a tutti!

batou

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batou

Episodi visti: 39/39 --- Voto 8
Quasi sempre ingiustamente accostato a Lady Oscar, in realtà Il Tulipano Nero è un anime dai propositi molto diversi,essendo principalmente una serie d'azione. Per quasi tutta la serie c'è lo schema "nobili cattivi-popolo buono ma oppresso" ma ad un certo punto entra in scena Yoshiyuki Tomino che ribalta i ruoli mostrando la spietatezza di popolani e borghesi attraverso la tragedia della sorella della protagonista, la regina Maria Antonietta. Come in Toriton, Zambot e Daitarn, anche La Stella della Senna si conclude con un'alba dal valore simbolico, con Simone e la sua nuova famiglia che si allontanano dalle tenebre della Rivoluzione.


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KiraSensei

Episodi visti: 39/39 --- Voto 6
La stella della Senna o Tulipano Nero..??? Da ragazzino identificavo con entrambi i nomi lo stesso cartone. ;-)
Questo anime narra le vicende della giovane e bella Simon Lorene, una ragazza rimasta orfana a causa dei soprusi dei nobili parigini del diciottesimo secolo. Simon verrà aiutata dal nobile Robert, il quale si prenderà cura di lei e la “adotterà” come sorella.
La trama non è molto articolata salvo che per un colpo di scena finale. Robert prenderà le difese della popolazione parigina con il nome di “Tulipano Nero”, e Simon seguirà le sue gesta mascherandosi da “Stella della Senna” (da qui il mio dilemma sul titolo..!!); assieme lotteranno contro le ingiustizie e i soprusi che i nobili francesi facevano sui loro sudditi nel periodo che precede la rivoluzione francese.
Fino a qui la trama è molto piatta e gli episodi sono spesso auto-conclusivi, però verso la fine dell’anime Simon scopre di essere la sorella minore della regina Maria Antonietta, quindi cercherà di aiutarla quando la rivoluzione diventerà violenta.
La grafica è di livello medio basso e la trama abbastanza piatta, l’anime non è brutto però neanche eccezionale, una buona sufficienza. Voto 6…!!!!!


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Antoine

Episodi visti: 39/39 --- Voto 10
La Stella della Senna (o più impropriamente il Tulipano Nero) è una serie in 39 episodi del 1975, alla cui realizzazione troviamo grandi nomi, come Tomino per la regia e Sugino per il design (davvero elegante e raffinato!).
Quest'anime è nato sull'onda del successo del manga di Lady Oscar, dal momento che l'autrice, Riyoko Ikeda, non voleva concedere i diritti per realizzare un anime dalla sua opera (l'anime di Lady Oscar sarà infine realizzato nel '79). Da Lady Oscar, quest'anime si discosta decisamente a partire dal target: sebbene ambientati nello stesso periodo storico, Lady Oscar è dedicato a un pubblico più adulto e maturo, mentre la Stella della Senna va benissimo anche i più piccoli. A differenza di Lady Oscar, la storia non ci porta nell'alta aristocrazia francese, ma tra i popolani di Parigi. La protagonista, Simone, è infatti una giovane fioraia che per pura casualità (o forse no!) si trova a rivestire il ruolo di Stella della Senna, un'affascinante spadaccina che aiuta i più deboli, salvandoli dalle angherie dei nobili. La serie è per lo più composta da episodi auto conclusivi, ma alcuni diventano fondamentali per conoscere l'intreccio principale che porta la protagonista a scoprire un clamoroso segreto sulla sua nascita... Gli ultimi episodi sono particolarmente dolci, tristi e malinconici, poiché parlano della violenza rivoluzionaria e della tragedia della regina Maria Antonietta, che appare molto vicina alla Maria Antonietta adulta di Lady Oscar, fiera e orgogliosa, piuttosto che alla giovane e sbarazzina principessa dei primi episodi. È un anime che mi è rimasto nel cuore e che consiglio a tutti i nostalgici e a chi apprezza le storie in costume. Simone e Maria Antonietta sono esteticamente incantevoli.

Fabfab

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Fabfab

Episodi visti: 75/39 --- Voto 6
Il Tulipano Nero é una serie legata inestricabilmente alla più celebre Lady Oscar. Benchè l'anime sia precedente rispetto a quest'ultima (1975, mentre Oscar arriverà sugli schermi solo nel 1979), in Giappone la serie venne ideata proprio a seguito del successo riscosso dal manga Versailles no Bara di Ryoko Ikeda, che all'epoca ancora non voleva cedere i diritti per una trasposizione animata. In Italia, invece, la serie verrà proposta solo a seguito dell'enorme successo del cartone animato di Lady Oscar. Gli elementi in comune sono evidenti, a partire dall'ambientazione durante la Rivoluzione Francese, fino ad arrivare alla protagonista, una ragazza bionda che duella con la spada (e che in Italia è doppiata da Cinzia de Carolis, la stessa voce di Oscar). Ritroviamo inevitabilmente le medesime figure storiche, come Maria Antonietta che, anche in questo caso, risulta strettamente legata alla protagonista.
Le somiglianze comunque finiscono qui. Il Tulipano Nero adotta un approccio differente, relegando in sottofondo Versailles e la sua corte e concentrandosi piuttosto sulla vita di città. Simone è una specie di invincibile supereroina in calzamaglia che accorre ad aiutare i più deboli, e nella sua sfida infinita con Jeroul ricorda un po' Zorro contro il povero sergente Garcia. La maggior parte delle puntate sono autoconclusive e la trama si sviluppa soprattutto nei primi e negli ultimi episodi della serie. Il prodotto risulta comunque molto piacevole, ma orientato più sull'avventura e sui duelli di cappa e spada, senza la complessità e l'introspezione psicologica di Lady Oscar.
Tecnicamente la serie si colloca su livelli consoni a un anime degli anni Settanta, e nonostante i nomi prestigiosi che vi hanno preso parte (Tomino di lì a qualche anno darà vita al celebre Gundam, Akio Sugino e Shunsuke Kikuchi erano tra i migliori nel loro campo, all'epoca) non si segnalano particolari punti a favore: le animazioni sono funzionali, ma anche piuttosto statiche e per nulla innovative.
In definitiva un prodotto per nostalgici, ma che tutto sommato non dovrebbe dispiacere nemmeno alle nuove generazioni di spettatori.
Una curiosità per chiudere: il titolo italiano Il Tulipano Nero è palesemente sbagliato. Basta seguire l'anime per rendersi conto che nel volgere di pochi episodi la sua figura viene quasi accantonata a favore della vera eroina, la Stella della Senna. E' probabile dunque che il titolo italiano sia stato scelto unicamente perchè il Tulipano Nero, anche se errato, risultava un nome conosciuto nel nostro paese, e avrebbe attratto un maggior numero di spettatori...

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 20/39 --- Voto 7
Ricordo che all'epoca consideravo questo anime come una scopiazzatura ispirata al manga di Lady Oscar (ed in effetti lo era). Ricordavo tuttavia che avesse una trama più banale di quanto in effetti fosse. La realizzazione tecnica era notevole in particolare se pensiamo che quando arrivò in Italia, nonostante avesse già una decina di anni, risultava assolutamente pregevole e non avesse nulla da invidiare da un punto di vista tecnico ai prodotti più recenti. Lo staff vede, tra gli altri, niente po' po' di meno che Yoshiyuki Tomino alla regia. L'anime in se' è un classico "cappa e spada" ambientato durante (e prima) la rivoluzione francese e vede un eroina mascherata (La stella della Senna) raddrizzare i torti a colpi di spada e fioretto insieme al più famoso "Tulipano Nero".