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Keehlm Fungiolo's baseball bat

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6,5
"(...) non c'erano né spagnoli né arabi, niente cammelli ed elefanti. Non c'era che una merenda domenicale per una scolaresca di prima elementare. La mandammo all'aria e cacciammo i marmocchi dentro la caverna; ma non prendemmo altro che qualche ciambella e della marmellata. Non avevo visto diamanti, e lo dissi a Tom Sawyer.
Disse che invece ce n'erano a montagne, e che c'erano anche arabi, elefanti e compagnia bella. Gli chiesi com'era che allora non ne avevamo visti. Disse che, se non fossi stato tanto ignorante e avessi letto un libro chiamato Don Chisciotte, l'avrei saputo senza domandarlo."

È così che Huck ci parla di una delle sue "incursioni" in compagnia di Tom e della banda -senza aver l'aria di scherzare- ed è il brano in cui Mark Twain delinea con maggiore efficacia la differenza di carattere tra i due amici.
Tom è il bambino "che sa di libri", capace di immaginare ciò che non esiste. E la sua cultura rimane in superficie, come una lezione imparata a memoria che non sa spiegare a sua volta: infatti, più tardi propone ai ragazzi di "riscattare degli ostaggi" senza sapere bene cosa voglia dire.
Huck è pragmatico, opportunista, sa di non avere cultura e non glie ne importa nulla. Si trovano in un'epoca in cui i coloni hanno imparato a vivere come sedentari e ciò che dà rispettabilità è possedere una casa, pochi mobili solidi e funzionali. La pubblica opinione, qui più che in qualsiasi momento, conta più della verità.
Huck vive in una botte, fuma, mangia ciò che vuole, dorme quando ha sonno e non rende conto a nessuno dei suoi spostamenti. Tom ed Huck hanno circa tredici anni e li unisce l'orrore per lo studio, per le convenienze sociali e la religione, l'amore per libertà.

Cosa rimane dei libri, una volta trasportati nella serie tv?
Con mia grande sorpresa, ho trovato più fedele e più divertente il film di Huck Finn prodotto da Disney (1993 con Elijah Wood). Nella serie giapponese di ventisei puntate Huck non fuma, spesso il suo carattere ambiguo è mitigato (o frainteso in malafede), alcune situazioni sono state radicalmente cambiate.
Huck ha sempre i capelli corti (nonostante il passare dei mesi) e ben pettinati, anche quando esce dall'acqua.
La faida tra le due ricche famiglie americane è tra i capitoli più interessanti e significativi. È stata cambiata perché non fosse troppo impressionante per i bambini: ancora più fastidiosa perché prende quattro puntate di seguito (10/13), con l'effetto di una "tortura cinese".

Va considerato che si tratta di un cartone animato del 1976 e che, per l'epoca, rappresentava il meglio dell'animazione giapponese seriale. Ma se lo vedesse Mark Twain sbatterebbe la testa nel muro.

Nel primo e secondo episodio riprende l'ultima parte di Tom Sawyer, dopodiché sembra attenersi più o meno al racconto di Huck, salvo eventuali autocensure.

Consiglio la lettura dei romanzi integrali.

simona

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simona

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Ho sempre considerato questa serie come una delle mie preferite perchè ha dei valori che veramente insegnano a crescere. La trama scorre in modo piacevole e appassionante e vede le belle avventure di due amici per la pelle che cercano sempre di aiutarsi tra di loro. E' un'opera che ti insegna, almeno per me, il valore dell'amicizia, e lo dimostrano pienamente le vicende e le ingiustizie che subiscono i due protagonisti, soprattutto il ragazzo di colore Jim che deve sempre vedersela con le ingiustizie da parte della gente che lo considera schiavo, e per questo cerca sempre di fuggire a costo di mettersi spesso nei guai. E' una serie che mi ha accompagnato per tutta l'infanzia e che amo particolarmente!


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Mark Twain sicuramente sarebbe contento nel vedere la trasposizione animata della sua opera, in cui qualche particolare della trama è stato alleggerito per renderlo più digeribile a ragazzi, ma che comunque non rinuncia a raccontare la cruda realtà vissuta nella trama.

Un anime che racconta come meglio non potrebbe il disagio dei bambini in quel contesto storico, la schiavitù nera, laddove un colonialismo senza scrupoli non conosce il benché minimo senso di umanità, bisogna dire che tutto questo è stato sapientemente unito ad una gran trama basata sull'avventura e sull'amicizia, legami che sopravvivono nonostante disumane traversie.

Un anime che tratta temi delicati e che ultimamente non vede spesso la luce del piccolo schermo nelle sue apparizioni TV, è vero che è vecchiotto come serie animata, ma il suo spessore nella trama non è inferiore a nessun cartone di quelli esistenti oggi.

Qualora vi si presenti la possibilità di vederlo in TV, c'è solo da prestare la massima attenzione alla trama che ne viene raccontata, una lezione specie per coloro che tendono solo a qualificare delle persone "diverse dal solito", "perchè così mi è stato detto", o quant'altro si sente purtroppo dire oggi, un cartone da vedere per imparare molto il gusto di stare con tutti, con chiunque, senza alcun tipo di distinzione, chi ci ride sopra per divertirsi nel vedere le avventure, va bene, ma chi ci ride sopra per altri motivi "consigliati" da chissà quale "professorone", c'è invece da piangere e da pensarci come al mondo possa ancora esistere gente battezzata che ha questo tipo di pensieri nella testa, un cartone "libero"da ogni tipo di schemi, da QUALSIASI rigido ed inutile schema, in vera libertà.

Ed è tale libertà che muove in tutto il suo essere la trama di questo cartone, assolutamente consigliato per la profondità della trama, un po' meno nei disegni.

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Un anime che mi piace definire tra quelli "ben fatti". Vagamente ispirato dall'omonimo libro di Mark Twain, questo anime vede le imprese di due ragazzi disadattati (un giovane bianco con un'infanzia difficile ed un ragazzo negro che cerca di sopravvivere in una terra dove ancora la schiavitù è la legge per le persone di colore) in fuga da tutto. E' un anime di quelli "On the Road" dove di volta in volta i protagonisti vivono nuove avventure. Il tono generale è meno drammatico di quanto possa sembrare ad un primo momento. Dal punto di vista tecnico mostra tutti gli anni che ha ma non lasciatevi ingannare. E' uno di quegli anime che hanno parecchio da dire.

Koji_77

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Koji_77

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Non ho mai letto il libro, quindi non so se questa sia una delle avventure narrate nel libro oppure se è soltanto ispirato al personaggio di Huck, però secondo me è molto bello ed è anche molto carina la sigla italiana.
Di sicuro un anime apprezzato molto dalla vecchia guardia (ovvero i bambini di allora, oramai trentenni) e di sicuro impatto "culturale" per un bambino.

La storia è incentrata sui due personaggi: Huck, giovane ragazzo bianco con il solo padre come genitore, e Jim, schiavo negro dell'America dell'ottocento. Huck è il figlio di un ubriacone il quale cerca in tutti i modi, prima di disfarsi del figlio, di fare soldi lasciandolo ad una signora presso la quale lavorava il buon Jim. Huck nonostante fosse picchiato e trattato malissimo dal padre in questa casa, dove risiedevano altri bambini, avrebbe trovato sicuramente conforto, un piatto caldo e vestiti puliti, avrebbe ricevuto un'istruzione e quant'altro, ma questo non bastava ad appagare il ragazzo della perdita della sua libertà. Jim sognava di poter emigrare in Messico sul Mississipi, c'erano altri suoi fratelli che vivevano in libertà e non in schiavitù, liberi di poter decidere della propria vita e di fare scelte. Huck decide così di accompagnare Jim nel suo viaggio verso il Mississipi e una notte scappano via con una zattera arrangiata con un po' di pane e qualche provvista verso l'avventura. Il loro non sarà certo un viaggio facile incontreranno ogni tipo di avversità ed il fatto che Jim sia nero non sarà certo un aiuto. All'epoca, proprio come i cani, se lo schiavo non aveva padrone chiunque poteva catturarlo, quasi come fosse una bestia e farlo diventare il proprio schiavo per cui vi lascio immaginare i problemi erano belli grossi.

Le avventure risultano realistiche ed "educative", questo anime infatti ha molto da insegnare ai bambini riguardo la tolleranza e le questioni sulla parità dei diritti degli individui. Un ottimo anime che farei vedere con orgoglio a mio figlio tutt'ora, o forse sarebbe meglio dire proprio ora...
Troviamo riferimenti storici americani, ovviamente, ed il tutto è contornato da momenti anche giocosi che fanno in modo di non deprimere un bambino nella visione, lo consiglio ai bimbi dagli 8 anni in su, credo che questa sia un'età adeguata.

Per noi nostalgici o per quelli che non l'hanno mai visto credo che non ne resteranno delusi. Il disegno è un disegno dell'epoca con delle animazioni semplici e dei fondali pastellosi però il tutto è molto dettagliato e scorrevole.

Consigliato!