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Blastmally

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Angeli e Demoni!

No, in questo anime non troverete Tom Hanks impegnato a decifrare codici indecifrabili, né una guerra apocalittica tra razze immortali. “Gabriel Dropout” è invece una commedia slice of life, un genere che spaventa i più quanto le fiamme dell'inferno. Avete ragione ad aver paura, perché i personaggi potrebbero farvi dannare dalle risate!

Il primo punto di forza della serie sta nel miscelare con equilibrio i vari livelli di lettura, in modo da offrire solo “rari momenti di stanca”.
Da una parte abbiamo il piano ultraterreno (suddiviso a sua volta tra Paradiso e Inferno), mentre dall'altra abbiamo la Terra di oggi come la conosciamo: questi due mondi differiscono tra di loro per i comportamenti, le abitudini, le capacità e gli scopi di vita dei loro abitanti.
La protagonista è Gabriel, un giovane angelo disceso sulla terra per un periodo di apprendimento a contatto con gli umani. Anche un altro angelo (Raphiel) e due demoni (Vignette e Satanichia) frequentano la sua stessa scuola. Qui ha inizio il gioco delle parti, che rimescola i caratteri dei quattro personaggi con risultati esilaranti.
Dalla sintesi di questi due livelli dell'intreccio ne deriva un terzo, laddove Gabriel perde col tempo la sua aura angelica e muta di personalità, perché contaminata da un'abitudine terrestre (evito lo spoiler).

Il secondo punto di forza del prodotto è certamente la caratterizzazione dei personaggi. Le loro varie individualità sono ben delineate e si percepisce anche un loro sviluppo nel corso dei vari episodi. Inoltre, non si ricade mai nell'ambito degli stereotipi scolastici tradizionali, perché la scuola (oltre ad essere soltanto una delle varie ambientazioni) è comunque funzionale alla commedia e non viceversa. Questo è forse il motivo per cui le quattro protagoniste hanno tutte dei profili memorabili: dico "quattro protagoniste" proprio perché è difficile non affezionarsi ad ognuna di loro, benché Gabriel resti al centro della storia.

Se cercate però una trama ricca di archi narrativi e di intrecci complessi, non è questo l'anime giusto. Stiamo parlando di una commedia dove ogni episodio gode di vita propria, anche se alcuni elementi comici si ripresentano come collante della serie ("il melonpan", "il teletrasporto", "il corno del giudizio universale").
Le gag si susseguono incalzanti, senza mai scadere nel banale o nel volgare. Il fanservice è presente in quantità davvero esigua (la sigla finale fa eccezione) e comunque non è mai fine a sé stesso (per chi avesse modo di vedere anche il primo degli speciali, la super-canonica ambientazione termale sfrutta la "nudità" con una verve davvero geniale).
Quei “rari momenti di stanca" si presentano quando viene meno la dialettica tra i personaggi principali, ovvero quando subentrano quelli di supporto (la kohai Chisaki, la sorella Zelel).

La grafica si mantiene discreta, vivace e colorata per tutta la serie, ma la parte del leone la fa certamente l'espressività dei personaggi, che è molto varia e resa con perizia nel rispetto dei tempi comici.
Le sigle sono entrambe cantate dalle seiyu e quella iniziale è particolarmente ispirata: il mini Cerbero!

E adesso correte a guardare “Gabriel Dropout”! Non fate "gli ignavi"... Sarebbe un peccato da girone dantesco!

Voto: 8


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Zheta

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Prima di tutto, voglio premettere che questa è la mia prima recensione. Spero che possa essere utile a qualcuno, e ringrazio tutti coloro che perderanno parte del loro tempo per leggerla.
Personalmente, sono abbastanza stufo del soprannaturale: ultimamente trovo un sacco di anime, serie TV, film, ecc. che parlano di vampiri, zombie e compagnia. Voglio dire, penso che non ci sia niente di male nel mettere nelle proprie storie chiunque si voglia e, anzi, la libertà di farlo è sacrosanta. Tuttavia, guardando in giro gli stessi tipi di personaggi, oppure semplicemente delle analogie tra alcune serie che si conoscono già e quelle in corso, si finisce spesso in frasi abusate come "Mi sa di già visto!" o "Ma questo tipo è troppo stereotipato!" o ancora "Questa serie è - inserire serie desiderata - 2.0!". Volevo qualcosa di diverso, e mi sono imbattuto in "Gabriel Dropout".
Lo so, sono coerente come un gelato che si solidifica sotto il sole, certamente: parlo di volere qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo e sorprendente, e prendo una serie con angeli e demoni. Angeli e demoni in una scuola. Ci sono mille serie così là fuori, perché proprio questa?
Il primo motivo è che di solito non recupero anime ma li guardo mentre escono di settimana in settimana (questo non mi aiuta però...); il secondo è che io vado matto per l'accostamento di cose opposte in generale, come le tsundere (non tutte, alcune sono insopportabili), dure fuori e morbide dentro, oppure il Bene contro il Male, ma solo nel caso in cui entrambe le parti abbiano un buono spazio nell'anime: troppo facile rendere i protagonisti dettagliati e credibili se gli antagonisti, con cui i primi si "confrontano" in tutti i sensi, sono delle macchiette che basta uno sputo e scivolano via. In questa serie ho trovato questo: una serie scolastica di ragazze, due angeli e due demoni, con caratteri che non brillano di certo per originalità, ma non trovo che abbiano approfondito qualcuna a discapito di qualcun'altra. E poi il contrasto: un angelo annoiato (Raphiel) che ride di gusto per le disgrazie altrui non ha prezzo, e, se poi la vittima preferita è un demone (Satanichia, che nome!) destinato a diventare la "Regina dei demoni", ma con talmente poca intelligenza e furbizia da far fallire uno scherzo per bambini, allora è la fine. Inoltre c'è l'angelo protagonista di nome Gabriel (toh, lo stesso del titolo, che caso) che diventa dipendente dai videogiochi (ma c'è una ragione dietro che ritengo spoiler), e Vigne, la ragazza-demone dolce e altruista che nulla ci azzecca con il suo ruolo, tanto da farmi domandare come abbia fatto a diplomarsi.
Credo che consiglierei questo anime a chi vuole rilassarsi con una commedia scolastica e farsi due risate; non ha una storia memorabile, va visto a tempo perso. Tutto qui.
Ringrazio ancora per l'attenzione e chiedo scusa per le parentesi, credo di avere un po' esagerato.