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AkiraSakura

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Mi sono avvicinato a "Strange Dawn" incuriosito dal solito cliché del viaggio dimensionale di due ragazzine normali in un mondo a loro estraneo e in guerra, che mi ha ricordato molto l'incipit del bellissimo manga "Anatolia Story". Però, mentre in quest'ultimo la protagonista, dai giorni nostri, si materializzava nel regno degli Ittiti, in guerra con l'Egitto, e ivi compiva una maturazione da ragazza impaurita a personificazione della dea Isthar, le due protagoniste di "Strange Dawn" vengono teletrasportate in un mondo fantasy, dove delle creature simili a dei "Teletubbies" sono coinvolte in un perenne conflitto. Da questa esperienza, purtroppo, le ragazze non impareranno nulla, e dopo tredici puntate resteranno piatte come lo erano fin dall'inizio.

Yuko e Eri vengono considerate dai mostriciattoli pucciosi e guerrafondai dei "demoni umani", il cui avvento è predetto dalla mitologia o da qualche principessa/strega (questo aspetto comunque non viene affatto sviluppato nel plot). È palese quindi che le due ragazze, a questo punto, vengano messe in mezzo alle faccende di potere e alle strategie militari delle due fazioni, ma essendo esse studentesse normali e impacciate, non concluderanno nulla, e finiranno per incasinare la situazione.

L'idea è molto originale: mantenere un po' di realismo facendo sì che due ragazzette sceme che vengono scambiate per delle dee non concludano nulla, e restino in balia degli eventi. Però, senza fare niente non si matura, e sopratutto si infonde noia nello spettatore: il 95% di "Strange Dawn" è costituito infatti da continui dialoghi e litigi tra le protagoniste, beghe amorose tra i "Teletubbies", dialoghi e litigi tra i "Teletubbies". Per mantenere vivo l'interesse, alla fine di ogni puntata, arriveranno i cattivi, per far intendere che in quella successiva succederà qualcosa. E invece no. Di nuovo dialoghi su dialoghi, beghe sentimentali, litigi tra le protagoniste, questa volta magari con qualche combattimento tra l'eroe della situazione, Char, e l'ennesimo pupazzetto incazzoso. Arrivato alla tredicesima puntata, finalmente, ho sperato che succedesse qualcosa, pensando che magari la serie puntava tutto su un finale a bomba. E invece no. Il nulla assoluto. Delusione.

Certi elementi della storia, come ad esempio la principessa prigioniera o le streghe, vengono completamente lasciati per strada, senza essere sviluppati. Eppure lo spazio per fare le cose per bene c'è: basta contare tutte le puntate in cui non succede niente, che sono parecchie.

In conclusione, non mi sembra neanche vero che questo anime sia di Shin'ichi Sato ("Sailor Moon","Princess Tutu"). Le musiche sono buone, forse l'unico punto di forza di "Strange Dawn", in quanto la regia è inesistente e la sceneggiatura dilatata a oltranza. L'idea di base è comunque buona, le protagoniste carine, ed è un peccato che sia stato fatto tutto così male.

Utente5795

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Utente5795

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Strange Dawn, serie televisiva prodotta alle soglie del nuovo millennio dalla Hal Film Maker per la regia generale di Junichi Sato, autore di cui ho già avuto modo di saggiare le capacità con l'ottimo Princess Tutu, è il classico esempio di produzione che non è ciò che sembra. La presenza di esserini dall' aspetto pacioccoso, al limite del kitsch, alle prese con due umane trasportate nel loro mondo per aiutarli a porre fine ad uno sfibrante conflitto tra le loro nazioni, potrebbe infatti far pensare ad un prodotto innocuo, che si limita a rivangare alcuni sempreverdi luoghi comuni del fantasy senza particolare slancio, ma bastano pochi episodi per comprendere come le intenzioni di questo anime non siano così scontate.

Chi si aspetta qualcosa di avvincente e rocambolesco probabilmente rimarrà deluso: l'elemento avventuroso è infatti scarsamente presente, sovrastato da quello guerresco e politico, parti fondamentali della trama (che comunque non difetta di una certa dose d'azione). Il vero fulcro della serie è invece l'approfondimento dei personaggi e delle loro relazioni; non tanto di Miyabe e Natsuno, le due giovani protagoniste, che nell'economia della serie hanno più che altro il ruolo di motore degli eventi, sebbene siano dotate anch'esse di caratterizzazione e spazi narrativi adeguati, bensì dei minuti abitanti del mondo in cui le due si sono improvvisamente ritrovate: personaggi inaspettatamente frustrati, verosimili, con dilemmi importanti, a cui viene riservato uno scavo caratteriale non banale con risvolti decisamente seri e adulti. Per dare un'idea dell'apparentemente insospettabile componente drammatica della serie in questione, posso dire che non mancano momenti di dialogo intenso, in cui i personaggi si mettono a nudo a vicenda, così come sono frequenti pennellate di violenza non indifferente, e pure riferimenti sessuali piuttosto significativi.

Tutte queste componenti rendono Strange Dawn una serie di certo poco adatta ad un pubblico infantile, anche se nulla viene trattato in maniera plateale e provocatoria. La sceneggiatura è infatti un felice connubio tra maturità e delicatezza, in grado di tratteggiare con efficacia le personalità dei personaggi senza ricorrere ad eccessi ruffiani per attirare chi cerca un prodotto d'impatto - equilibrio e serietà sono dunque le coordinate dominanti nei tredici episodi della serie, e il risultato è un prodotto intenso ed elegante, che sfrutta al meglio l'idiosincrasia tra impostazione grafica fanciullesca e tematiche più gravose.
Di grande efficacia è anche la scelta di far partire la vicenda in maniera decentralizzata rispetto alle ragazze protagoniste, rimarcando al contempo il succitato ruolo di motore degli eventi: poco o nulla viene detto del modo in cui le due sono arrivate nella bizzarra dimensione alternativa in cui è ambientata la serie, ma si inizia descrivendo la loro accidentale presenza in essa e le relative conseguenze, inoltre durante la serie il loro mondo di provenienza (ossia il nostro) non è mai mostrato in maniera diretta. Da qui si capisce come l'interesse sia in maggior parte focalizzato sulle vicissitudini del mondo alternativo - il tentativo delle ragazze, nel corso della serie, di tornare al loro mondo di origine non è infatti meno importante degli intrecci in cui sono coinvolti gli abitanti della dimensione, anzi a volte risulta in secondo piano.

Dal punto di vista tecnico, la serie non propone nulla di eccelso mantenendo comunque una qualità generale godibile, sia come disegni che animazioni e regia delle scene; unico appunto è la presenza di elementi realizzati con una computer graphics un po' datata ma tutto sommato non particolarmente fastidiosa, in quanto utilizzata con criterio. Ugualmente normotipa ma allo stesso modo piacevole è la colonna sonora, della quale spiccano i toni bucolici e ancestrali di influenza celtico-medievale, che si dimostrano decisamente consoni all'ambientazione.

Per concludere, è necessario purtroppo rilevare un difetto di un certo peso, ossia il finale: la brevità della serie non poteva certo permettere sviluppi troppo articolati, ma il tutto viene risolto in maniera piuttosto sbrigativa, lasciando in sospeso spunti tramistici assai rilevanti e senza dare una conclusione compiuta al tutto. Cercando di fare meno spoiler possibili, questa scelta può avere un suo perché prendendo in considerazione l'eventuale scelta degli autori di offrire agli spettatori una visione della dimensione parallela ampia quanto la presenza di Natsuno e Miyabe in essa, quindi abbandonandola assieme a loro, senza che sia dato a sapere come si concluderanno gli intrecci che legano i suoi minuscoli abitanti. L'interpretazione di Strange Dawn come il tentativo di rendere un fugace ma intenso sguardo su una realtà diversa (ma non troppo) dalla nostra tuttavia si adatta solo in parte allo spirito della serie, e rimane forte l'idea che qualche episodio in più per approfondire definitivamente il tutto non avrebbe fatto male.
Nonostante questo significativo limite, Strange Dawn è una serie meritevole di almeno una visione per l'indubbia cura riservata ai personaggi e ai loro rapporti, nonché per rendersi conto ancora una volta che l'apparenza può ingannare e magari stupire.


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Alexander

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Strange Dawn è un anime decisamente atipico ma che merita enormemente più considerazione di quanta ne ha ricevuta finora.
Due normali ragazzine un giorno si ritrovano trasportate per magia in uno strano mondo popolato da piccoli esseri che, nonostante il loro aspetto innocente stanno combattendo una guerra senza esclusione di colpi in cui, proprio come nelle vere guerre tra umani, non mancano tragedie e spargimenti di sangue.
Insomma, mai come in questo caso l'apparenza inganna: se togliamo l'aspetto esteriore infantile, Strange Dawn è in tutto e per tutto un maturo anime di guerra, con tutto il suo corollario di alleanze, tradimenti e intrighi politici di vario genere, assolutamente non adatto a un pubblico di bambini (basti pensare che c'è addirittura un tentativo di stupro) e men che meno a chi non cerca altro che un po' di superficiale intrattenimento.
Gran bel lavoro è stato fatto anche sui personaggi: le due protagoniste sono una l'opposto dell'altra: la prima si affeziona alle piccole creature e si preoccupa profondamente per le loro sorti, mentre l'altra ostenta indifferenza e non cerca altro che di trovare un modo per ritornare a casa, ma alla fine si ritrovano coinvolte entrambe in qualcosa di più grande di loro e saranno costrette a prendere una posizione; gli abitanti dello strano mondo in cui si ritrovano non sono da meno e risultano tanto curati nelle loro usanze e tradizioni quanto ben caratterizzati individualmente, e tutto questo nonostante le poche puntate a disposizione.
Il ritmo è ottimo, l'anime non si perde in chiacchiere o allungamenti di brodo ma va dritto al sodo, così come i dialoghi, insolitamente ben fatti e realistici anziché (come accade purtroppo in svariati altri titoli) pieni di personaggi che ribadiscono lo stesso concetto per 10 volte di fila o parlano per ore per dire una frase riassumibile in tre parole.
Come ciliegina sulla torta una fantastica opening.
Un solo grosso difetto mina quest'anime: il modo in cui finisce (o per meglio dire NON finisce): non c'è una vera risoluzione e sembra quasi che d'un tratto gli autori si siano accorti di non avere più i mezzi per concludere e abbiano deciso di tagliar corto senza preoccuparsi di lasciare totalmente irrisolte alcune questioni (primo tra tutti: la natura e lo scopo delle due streghe/fantasmi), ed e soltanto per questo non do un 9.
Strange Dawn è senza dubbio uno degli anime piuù sottovalutati della storia e lo consiglio vivamente a chiunque, tranne a chi non può soffrire gli pseudo-finali.
Voto: 8 più che pieno

G.P.L.

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G.P.L.

Episodi visti: 13/13 --- Voto 10
A mio parere questo anime è un capolavoro, sia per i disegni che per la trama, a parere di alcuni ai quali ho fatto vedere tutto l'anime, assurda e incomprensibile.
L'inizio si presenta come un qualsiasi fantasy: i protagonisti si ritrovano in un mondo parallelo, non si sa né come né perché. Le mie aspettative erano assai basse, credevo di aver immaginato già tutta la storia fin dal primo episodio, però il fatto che ci fossero quei "nanetti" simili a pupazzetti mi ha fatto scartare l'idea che tra le protagoniste e quei "cosi" non potesse nascere una storia d'amore.

Fin dalla sua prima comparsa, Shar era il mio personaggio preferito che ho sempre apprezzato per tutta la serie: introverso e testardo. Shar è il capo delle truppe di confine del suo paese che combatte una guerra sia civile che estera: i due grandi regni di Balgidan e Griania sono in conflitto, Tingle (paese di Shar) fa parte di questa ultima, Balgidan vuole conquistarla; all'interno della zona di Tingle c'è il paese di Berzegle, base dei ribelli contro Griania.
Oltre all'intricata storia della guerra, dai patti, dei tradimenti e dei "volta faccia" riguardanti essa, ci sono i rapporti complicati tra i nanetti protagonisti identici agli umani che non possono essere capiti a tutte le età o da tutte le personalità.

In tutto questo intrigo ci sono anche le due protagoniste, utili a complicare ancora di più la vicenda e a renderla più bella. Le due sono considerate dai nanetti delle divinità destinate a placare il conflitto, ma esse non si riveleranno tali, non capiscono nemmeno perché c'è la guerra e trovano le motivazioni per cui i nanetti si uccidono, assurde e surreali. L'inizio di tutta l' anime fa presumere un lungo viaggio per scoprire la verità, ma ciò non accadrà mai.

Mi chiedevo come l'autore avrebbe concluso la storia e la sua idea l'ho trovata particolarmente adatta, mi aspettavo un solito happy end, banale e già visto. Il finale in incognito e stravagante mi ha sorpreso, sicché l'ho visto più volte.
Un altro punto a suo favore sono sicuramente il disegno e l'ambientazione, particolarmente curati, e la sigla iniziale, ma anche la colonna sonora.

Oniraque

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Oniraque

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
L'ho trovato davvero eccezionale. E' un anime fantasy che, a mio parere, critica fortemente le solite storie fantasy.
Parte con il tipico "volo" in un mondo parallelo, ma ci viene risparmiata la solita storia del viaggio misterioso e del disorientamento iniziale: le due protagoniste semplicemente si trovano in questo mondo, senza un perché apparente e senza particolare shock. Si trovano poi circondate da ometti piccoli e teneri, che reincarnano quasi un mondo ideale, ma che ben presto si rivelano crudeli e violenti, non diversamente dalle persone normali.

Le protagoniste si trovano loro malgrado coinvolte in conflitti di cui non sanno nulla, e ai conflitti esterni si aggiungono quelli tra le protagoniste stesse che hanno idee così discordanti (l'una volta al cambiamento, l'altra alla stabilità, ciascuna delle quali non riesce mai a prevalere, tanto sono difese bene in episodi differenti).
Le giovani studentesse ci vengono presentate come eroine pronte a tutto, ma come persone normalissime. Hanno vite precedenti, di cui parlano a malapena ma che vengono viste con malinconia,e anche in maniera critica; inoltre queste vite sono presentate appena di sfuggita, dando al tutto un senso di naturalezza. Non impugnano le armi per combattere come in un qualsiasi fantasy, ma piuttosto affrontano problemi mai trattati in cartoni analoghi: andare in bagno in mezzo al verde o dover affrontare il ciclo mestruale senza assorbenti. Piccolezze che danno al tutto una vena di realismo molto forte che sinceramente tradurrei come critica alla banalità e alla scontatezza di altri prodotti fantasy.

Alla fine le eroine non diventano mai tali: non combatteranno la guerra di altri, ma finiranno semplicemente per trovare un punto di accordo e riavvicinarsi, insieme ad un rinnovato desiderio di tornare a casa o di agire (dopo conflitti interiori che portano le due ad avvicinare i loro punti di vista, senza comunque patetici dialoghi, ma tutto in un processo graduale quasi nascosto). Il finale è particolarmente affascinante in quanto (come tipico della Pioneer che è la casa produttrice) non vediamo cosa succeda dopo: le protagoniste lasciano il mondo, ma non sappiamo cosa accada al loro ritorno a casa. Allo stesso modo non sappiamo nemmeno quali siano le sorti del mondo abbandonato: se la guerra continui o meno è lasciato all'immaginazione del pubblico.

Più tecnicamente, vorrei sottolineare la bellezza dei fondali, l'uso di una buona colonna sonora, anche se forse un po' limitata. Particolarmente piacevoli poi entrambe sigle. Il character design, dati i personaggi principali, è molto particolare e leggero. L'animazione invece non ha nulla di eccezionale.
Nonostante tutto è un prodotto che mi ha colpito davvero molto, forse proprio per il suo approccio diverso al mondo fantasy.

jonny

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jonny

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Due ragazze si ritrovano, non si sa bene né come né perché, in un mondo popolato da omini pacioccosi, pelati e vestiti come i teletubbies.
Durante lo scorrere delle puntate tra problemi di autostima, egocentrismo, dabbenaggine, malinconia da una parte e guerre, gelosie adolescenziali, amori non corrisposti e ossessioni dall'altra, ho avuto la fortissima sensazione di un anime tirato con forza per i capelli.
Qualche spunto interessante c'è, come ad esempio l'introduzione delle due streghe contrapposte ma, ahimè, non è stato approfondito.
Arrivando alla penultima puntata mi sono chiesto come l'autore avrebbe chiuso la serie e vedendo poi la conclusione ho capito che essa ha confermato, purtroppo, le mie attese.
Di positivo segnalo invece una buona colonna sonora, dei disegni molto particolari, dei colori accattivanti ed un'animazione che, se non è forse al di sopra della media, merita comunque la piena sufficienza rispetto alla trama.


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Gackt

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Strange Dawn non sarà certo un capolavoro, ma è un anime interessante e originale, con delle stranezze che saltano subito all'occhio.

La trama non è delle più originali: le solite due ragazzine si ritrovano catapultate in uno sconosciuto mondo fantasy, in cui dovranno portare la pace tra due popoli in guerra. Ed ecco la particolarità grafica che contraddistingue l'intera serie: i due popoli sono costituiti da "umani" minuscoli con fattezze da peluche. Sembrerebbe quindi il solito anime fantasy, o comunque un titolo per ragazzini, e invece si rivela tutt'altro: è un titolo per alcuni versi maturo, poichè non ci si aspetterebbe mai di vedere quei nanerottoli combattere tra loro all'ultimo sangue, morire, mostrare crudeltà e addirittura tentare di stuprarsi.

Quindi abbiamo di fronte un mix davvero strano: un animo cruento (non si intenda il termine letteralmente, voglio solo esprimere che non è infantile) e allo stesso tempo buffo, poichè la "violenza" è attuata da nanerottili pucciosissimi. Questo è ciò che caratterizza Strange Dawn, e può piacere o no.

Per il resto la realizzazione è nella media, il classico anime che si trasmette su Rai Due. Un anime non spettacolare, ma particolare, senza una trama particolarmente eccelsa (alla fine non c'è nulla di coinvolgente o qualcosa da scoprire che mantenga alta la suspence), che potrebbe intrattenere in periodi di crisi d'astinenza da anime.

Nella media: 6,5.


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Lyla

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Ho visto questo anime dopo averlo cercato in lungo e in largo e avere letto alcune recensioni che lo riguardavano e... che dire, mi aveva proprio incuriosito! Sono sempre stata attratta dagli anime considerati "strani", un po' atipici rispetto agli altri in circolazione, e Strange Dawn è davvero strano come dice il titolo.

A prima vista sembrerebbe proprio un anime per bambini, come il character design colorato e pastelloso dei personaggi farebbe pensare, ma in realtà è piuttosto adulto (non per niente è vietato ai minori di 14 anni), soprattutto per le tematiche affrontate come quella della guerra, presente con la sua violenza e insensatezza, e per qualche accenno sessuale qua e là (ma a parte il tentativo di stupro in uno dei primi episodi, che comunque non è "spinto" come dicono, non c'è niente di scandaloso).

L'inizio subito dopo la splendida sigla (che ha un che di esotico e fiabesco) è un po' brusco, si è catapultati in questo mondo strano e sperduto proprio come le due protagoniste, una ragazza dolce e che si immedesima nelle difficoltà del popolo di "nanetti" che vorrebbe aiutare, e un'altra scontrosa (e a mio parere più credibile) che vuole solo tornarsene a casa e che conosce l'altra a malapena.

Non viene chiarito il modo in cui le due sono finite nel mondo dei nanerottoli, né il motivo per cui loro le considerino due divinità che li salveranno dai nemici aiutandoli nella guerra contro gli altri villaggi, ma la storia, piuttosto semplice, scorre abbastanza bene tra viaggi, colpi di scena, combattimenti all'ultimo sangue e scenette da commedia contornate da varie storielle d'amore tra i nanerottoli.

E' comprensibile il fatto che come serie non abbia avuto molto successo, perchè è difficile abituarsi a prendere sul serio dei lillipuziani con un'aria così tenera e pacioccosa, ma fin dalle prime puntate viene messo l'accento sul fatto che dietro il loro aspetto siano del tutto simili agli esseri umani, sia per quello che dicono, sia per quello che fanno e provano verso i loro simili e le due ragazze.

I personaggi sono comunque caratterizzati bene, maturano e cambiano nel corso della storia che nel complesso ha un che di "fresco" e coinvolgente che mi ha tenuto incollata allo schermo fino alla fine (un po' affrettata e poco chiara, in quanto non svela come finiranno le varie storie d'amore). Le musiche sono sempre ottime, e il tema principale è ripreso dalla sigla e ripetuto fino all'inverosimile, ma resta sempre bello.

Il doppiaggio italiano è ottimo, ma forse in generale sarebbe stato meglio aggiungere qualche episodio in più alla serie, perchè al termine della visione si ha l'impressione che tutto avrebbe potuto essere approfondito di più... il mio voto è 8 perchè nonostante tutto mi ha colpito molto ed è l'ideale per chi ama le cose "strane" come me!

torakiki

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torakiki

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Dopo aver visto tutta la serie un pensiero mi è balenato in testa:
LE 2 RAGAZZE NON HANNO FATTO NULLA!! NON HANNO AIUTATO NESSUNO, COMPLICANDO UNA SITUAZIONE GIÀ INTRICATA DI SUO...
Non viene spiegato come le 2 sono arrivate, non è chiaro neppure cosa si aspettano gli abitanti delle 2 (o 3 non ho capito bene alla fine) nazioni in guerra dai demoni umani.
Aggiungiamo che i protagonisti rimangono con una forte dose di mistero e particolari solo accennati.
perchè 8 allora??
Perchè vedere "Memole" parlare di guerra, morte e politica è alienante, perchè le 2 ragazze sono totalmente inutili (se non per aumentare i problemi), perchè Shar e tamarrissimo (non ai livelli del fratello di cui non ricordo il nome però) perchè la scena dello "stupro" è malata e shockante... E la storia procede indifferente ai protagonisti!!
Grafica Puccettosa e colorata... In netto contrasto con la storia spesso crudele.
Bello... Con quel senso di incompleto... O meglio di "ho perso le puntate precedenti!" che dona un certo fascino
dategli un occhiata!!