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Kirad

Episodi visti: 49/49 --- Voto 8
Ecco uno di quei casi in cui bisogna tenere ben presente il genere a cui l'opera vuole appartenere per comprenderla appieno: "Gaogaigar" vuole avere un cuore da serie robotica classica incarnato però in una forma moderna (almeno per il suo anno di uscita, il 1997). Di conseguenza non bisogna aspettarsi approfondite analisi psicologiche e nemmeno trame cervellotiche e originali, i personaggi sono tagliati con l'accetta (il protagonista principale figo e coraggioso, la ragazza gentile segretamente innamorata di lui, lo scienziato buffo, le spalle comiche, bambini che stanno lì solo per mettersi in pericoloso, ecc.) e la trama non è piatta, però presenta tutta una serie di trovate in vario modo già viste nelle serie robotiche dei venti anni precedenti questo titolo (più un pizzico di "Sailor Moon" o simili), con una morale di fondo semplice, esaltatrice del coraggio e dell'amore. Quindi questi che potrebbero sembrare limiti, in realtà non lo sono, perchè è proprio la serie che vuole essere così, e il suo scopo principale è appassionare lo spettatore. Ci riesce? Alla grande! Se infatti la trama non presenta trovate originali, sa tuttavia amalgamare il tutto in maniera avvincente, con un buon crescendo e mostrando anche una certa furbizia, dato che i primi episodi fanno prima intendere una storia che seguirà i canoni più classici e semplicistici del genere robotico, e invece ti sorprende mostrando diversi colpi di scena e anche momenti di buona suspense e drammaticità.

Tutte le battaglie sono piacevoli da guardare, quelle principali davvero coinvolgenti, e la serie presenta anche alcune caratteristiche che secondo me derivano dalla lezione di "Evangelion", che all'epoca erano novità e siccome sono seguite anche oggi permettono a "Gaogaigar" di essere per certi aspetti ancora attuale, ossia rileggere in chiave più verosimile alcuni stereotipi del genere. Specifichiamo subito che da un titolo del genere non bisogna aspettarsi certo del realismo, tuttavia l'organizzazione per cui lavorano i buoni, la Gutsy Geoid Guard (detta GGG) è un agenzia governativa (quindi niente più tecnologie ultrasofisticate lasciate gestire a degli scienziati privati), esistono armi come il Dividing Driver che servono ad evitare danni a persone e alla città (finalmente!:D) e quando il GaoGaiGar attiva la sua fusione finale, emette un vortice che serve a bloccare il nemico mentre il nostro si prepara (quindi niente più mostri meccanici che rimangono fermi a guardare mentre gli eroi compiono trasformazioni o acrobazie). Apprezzabile pure il fatto che quasi tutte le vittorie avvengono grazie al lavoro di squadra tra il cyborg Guy, il piccolo Mamoru e i numerosi robot (chiara citazione dei Transformers) guidati da intelligenze artificiali, che compongono la squadra della GGG.

Il tutto accompagnato da animazioni molto curate, che tranne qualche design o effetto CG che adesso possono apparire un pò datati, reggono molto la visione ancora oggi. Forse l'unico difetto vero è che la narrazione alla 'una puntata, un nemico' ripetuta per quasi 49 episodi può risultare un pò ripetitiva. Comunque questa serie si merita un voto alto, e tanto di cappello per il suo risultare ancora divertente a oltre venti anni dalla sua realizzazione. 8+


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Otaku moderato

Episodi visti: 49/49 --- Voto 9,5
Coraggio.
Una parola che ha un solo significato ma messo in atto in modi molto diversi, e può essere considerato uno dei sali della vita poiché senza di esso, quale altro modo avremo per essere spronati nel fare le cose, o peggio, nell'affrontare un nemico?

Yuusha-Oh GaoGaiGar (il re degli eroi GaoGaiGar) mostra in un modo molto particolare il concetto di coraggio, ovvero con una delle serie mecha di Super Robot più famose del sol levante, dove si troverà tutto ciò che un fanatico dell'azione robotica possa desiderare, ovvero: Mecha spettacolari, personaggi carismatici, misteri da scoprire man mano che si va avanti, nemici allucinanti e chi più ne ha metta.

Occhio agli spoiler.

La serie e ambientata in un futuristico 2005 (l'anime risale al 1997), con tutti i prodigi tecnologici del caso, pur essendo molto simile al mondo di oggi (si parla di un caso di Near-Future), e fin qui tutto bene, se non per il fatto che misteriosi mostri meccanici, formati da svariati macchinari per via di un terribile parassita alieno, appaiono sistematicamente a seminare danni, per poi essere puntualmente sconfitti dall'apparizione di una sotto specie di armata robotica composta da robot senzienti capitanata da un gigantesco robot, con una specie di leone sul petto, che puntualmente distrugge un mostro con una particolare mossa in grado di estrarre il nucleo che muove il mostro per poi sparire di scena, ma non prima che appaia una misteriosa luce verde e sul luogo dello scontro rimane soltanto una persona che sembra piangere sollevata, ma la cosa più assurda e che nei combattimenti il robot principale viene puntualmente armato di una specie di arma in grado di creare una vera e propria distorsione dimensionale che incredibilmente non arreca alcun danno permettendo la salvaguardia di cose e persone. Girano altre voci che tra i robot 2 di loro possono fondersi fra loro in maniera simmetrica, uno di essi sembra essere un ninja, mentre un altro sembra essere una specie di chitarrista robotico che usufruisce di quelle che sembrano onde sonore.
Girano voci su una specie di titanica battaglia che si svolse a Tokyo, e qualche tempo dopo nuovi disordini per via di nuovi e inquietanti esseri, e oltre a quei Mecha notati, ne sono spuntati altri, tra cui una specie di astronave in grado di trasformarsi in una specie di robot-fortezza colossale, e di altri robot senzienti in grado di unirsi in maniera simmetrica.E oltre tutto appaiono, oltre alla sistematica luce verde anche una luce rossa. Che cosa significa tutto ciò?

Con questa singolare introduzione in prima persona di un possibile testimone all'interno della serie, ho di fatto introdotto quello che succederà in questa serie.
I mostri in questione si chiamano Zonder, ovvero dei terrificanti parassiti alieni in grado di infettare le macchine e trasformarli in potenti mostri, usando come motore degli esseri umani.
A contrastarli, di fatto, fu istituita la GGG (pronuncia three g), una tusk force segreta in grado di contrastare questi terribili esseri mediante le loro armi di punta:
Il GaoGaiGar, pilotato dal carismatico ragazzo Cyborg (appena ventenne) Guy Shishio, e formato dai tre mezzi di sopporto uniti alla figura del leone meccanico Guleon.
E oltre lui vi sono i suoi alleati ovvero, il simpatico staff della GGG, tra cui la simpatica e dolce Mikoto, la bionda americana Swan (nessun pericolo di triangolo amoroso) o addirittura il carismatico capo della GGG Taiga, e i robot dotati di AI (intelligenza artificiale) tutti dotati di grande carisma, ovvero i fratelli Hyoryu ed Enryu, il ninja robotico Volfogg il possente Goldymarg, e il bizzarro Mic Sounders 13.
Ma una altro personaggio deve ancora farsi avanti: Mamoru Amami; tecnicamente un qualunque bambino delle elementari tutto casa, famiglia e amici (tra cui la piccola Hana, amica nonché interesse amoroso), ma che in realtà è più di quel che sembra, dal momento che in realtà è un alieno portato sulla terra da Galeon insieme alle tecnologie della GGG e la chiave del loro funzionamento: la G-stone, a cui Mamoru e collegato nonché dotato di misteriosi poteri in grado di purificare l'umano divenuto un nucleo Zonder dopo che GaoGaiGar l'abbia estratto con le sue mosse speciali: Prima il potentissimo Hell and Heaven, e poi lo spettacolare Goldion Hammer.

Con queste premesse, la serie si può dividere in 2 parti, con la prima che riguarda la lotta fra la GGG e gli Zonder, mentre nella seconda avranno a che fare con una minaccia più grande legata agli Zonder, dove verranno aiutati dei nuovi Mecha con AI Furyu e Rairyu e dalla colossale nave fortezza J-Ark e il suo equipaggio, nonché della loro trasformazione nel gigantesco King J-Der, oltre a mostrare e rivelare molti intrighi e colpi di scena in modo da dare molta varietà alla serie.

In ambito sonoro l'anime da il meglio di se con ottime musiche e un doppiaggio a dir poco spettacolare, in particolare la voce di Guy in entusiasmanti performance recitative sia normali che concitanti.
Mentre in ambito grafico la serie viene spremuta al millimetro con tanto di un massiccio ma ben integrato uso della CGI anche se viene mostrato un po "sporco".

Con queste premesse, si ha fra le mani una serie ben fatta e senza alcuna pretesa per essere vista praticamente da chiunque.

Detto questo...... Final Fusion Approvata.


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micheles

Episodi visti: 49/49 --- Voto 9
Nel 1975 la Sunrise realizzò il suo primo anime robotico, il celebre "Yuusha Raideen" ("Raideen the Brave"), l'anime che per primo introdusse il colpo finale. Per quanto inedito in Italia, "Raideen" è sempre stato molto amato in Giappone e oltre a tre "remake" sui generis ("Chouja Raideen", "RahXephon" e "Reideen 2007") ha anche ispirato nel titolo un'intera famiglia di anime robotici per ragazzi, la serie "Yuusha" della Sunrise, sviluppata in collaborazione con la ditta produttrice di giocattoli Takara. La serie "Yuusha" conta ben otto anime, andati in onda negli anni 1990-1997. "GaoGaiGar" è l'ultimo della serie, il più famoso e anche il migliore. È un vero peccato che non sia mai stato trasmesso in Italia: fosse passato su Italia Uno al posto di qualcuno degli shoujo che spopolavano verso la fine degli anni novanta avremmo avuto una nuova generazione di fan del robotico, ma purtroppo l'occasione è andata persa.

Ma lasciamo perdere le recriminazioni e veniamo all'analisi. "GaoGaiGar" è un anime davvero ben fatto, che andrebbe preso come esempio di eccellenza di come realizzare un robotico moderno. Il termine "moderno" naturalmente è da intendere cum grano salis visto che "GaoGaiGar" è stato realizzato quindici anni fa, nel 1997. È comunque un robotico moderno rispetto ai suoi modelli ispiratori, visto che è stato realizzato circa vent'anni dopo l'età d'oro del super robot e venticinque anni dopo "Mazinga Z". È anche moderno per la trama, articolata e ricca di misteri, ben più intrigante di quella di un robotico anni settanta. Del resto il capo sceneggiatore è il famoso Ryosuke Takahashi. Non bisogna fare però confusione: "GaoGaiGar" non è un real robot, non è particolarmente serio o adulto: si tratta invece di un tradizionalissimo super robot per ragazzi delle elementari.

È proprio per questo che "GaoGaiGar" funziona: perché è rivolto al pubblico giusto, lo stesso pubblico dei super robot classici. "GaoGaiGar" riesce a distinguersi nel mare magnum delle serie robotiche perché, pur essendo senza pretese, è ricco di idee, di colori, di azione, di simpatia, di energia: nella sua semplicità riesce a dare molto di più di quanto ci si aspetterebbe. Fa tutto quello che deve fare per essere un buon robotico, non fa nessun errore e sorprende per la quantità di idee e per la sapiente regia. È evidente che dietro "GaoGaiGar" c'è stato molto lavoro di mecha e chara design, ottime musiche e una sceneggiatura solida.
È anche notevole il fatto che, nonostante "GaoGaiGar" sia una serie allegra, solare e con una componente tamarra, si è riusciti a evitare di perdere ogni drammaticità: i protagonisti non vincono facilmente e senza nessuna perdita. Si è riusciti a trovare un equilibrio tra le censure richieste negli anni novanta e la tradizione di eroismo e sacrificio tipica del robotico classico.

"GaoGaiGar" è un'opera eminentemente sincretica, in cui elementi diversissimi si sposano felicemente insieme, prendendo da tutti gli autori della tradizione giapponese da Osamu Tezuka in poi. Sarebbe impossibile elencare tutti gli omaggi di "GaoGaiGar" al passato, da "Tetsujin 28" a "Sailor Moon" passando per "Dragonball": quindi mi accontenterò di focalizzare l'attenzione solo sui più evidenti.
In primo luogo è chiara la filiazione dai Transformers: del resto tutta le serie "Yuusha" si possono vedere come la continuazione ideale di tale marchio. Devo ammettere che io personalmente non ho mai amato i Transformers perché li ho sempre visti troppo vicini agli standard delle serie d'azione occidentali - e infatti la prima serie dei Transformers venne realizzata su sceneggiatura americana. Questa influenza si vede anche in "GaoGaiGar", ma è facilmente tollerabile, perché è solo una delle componenti dell'anime. Molto più apprezzabile per me è il sentito omaggio a Shotaro Ishinomori: sia nel chara design di personaggi come Pizza/Soldato J e il coprotagonista Mamoru, sia in generale in tutta l'opera - non è certo un caso che il pilota di GaoGaiGar sia un cyborg. In generale il chara design - per vari aspetti retrò - è uno degli aspetti più apprezzabili della serie, anche se ammetto che inizialmente l'avevo ingiustamente sottovalutato considerandolo "bambinesco". Estremamente interessante è anche il chara dei Quattro Re Macchina, i nemici della prima parte della serie.

Il mecha design è assolutamente spettacolare, risultando da un lato moderno e dall'altro classico: il leone sul petto di GaoGaiGar non può non ricordare il leone sul petto di Daltanious, le trivelle rimandano al Getter Robot, e il robot ha una faccia nella più pura tradizione Sunrise. Non mancano le grandi corazzate spaziali trasformabili, accompagnate da un florilegio di mecha e basi spaziali di tutti i tipi. Gli autori non si fanno problemi a fondere insieme antico e moderno, cosicché abbiamo un moderno Transformer come Volfogg specializzato in antichissimi trucchi ninja. Non si fanno neppure problemi a fondere la fantascienza con la fiaba, e così Mamoru utilizza una formula magica in latino per fare tornare normali gli umani trasformati in mostri tecno-organici dai malvagi Zonder: un'idea da majokko sentai.
Tutto questo coesiste con una quantità di riferimenti alla fisica delle alte energie, con riferimenti ad acceleratori di particelle. Sia detto per inciso, la particella Z0 emessa dagli Zonder esiste, è stata scoperta al CERN negli anni ottanta dal premio Nobel Carlo Rubbia.

L'omaggio al passato si vede anche nella struttura della serie, divisa in due parti nettamente distinte, in cui cambiano i nemici e infine l'azione si sposta nello spazio, seguendo una tradizione anni settanta, che recentemente si è rivista anche in "Gurren Lagann". Incidentalmente, va detto che "Gurren Lagann" condivide molte caratteristiche con "GaoGaiGar", in particolare il crescendo e la spettacolarità del finale, proprio perché si richiama agli stessi antenati. I fan di "Gurren Lagann" si troveranno a loro agio con "GaoGaiGar", che procede su linee parallele, pur con differenze dovute al diverso target di pubblico - scordatevi il fanservice!
Le musiche sono del tutto indovinate, specialmente l'opening nel perfetto spirito del robotico d'altri tempi; non mancano dei preziosismi, motivo per cui nelle ultime puntate cambiano le parole della sigla, pur mantenendo la musica, mentre nell'ultima puntata si torna alle parole originali. Merita anche un plauso la totale aderenza al canone robotico: "GaoGaiGar" dimostra che è possibile sviluppare una trama articolata e gestire un nutrito cast di personaggi pur tuttavia mantenendo religiosamente l'aderenza allo schema classico, con una trasformazione obbligatoria a puntata, con il colpo finale (GaoGaiGar ne ha addirittura due!), con una fortissima e vincente ripetitività della formula.

Tutto questo rispetto della tradizione si coniuga con un'inventiva non da poco per un genere già vecchio di 25 anni: "GaoGaiGar" riesce a inventare delle armi mai viste prima come il Dividing Driver, un brillante artificio per evitare le distruzioni tipiche degli anni settanta, perché nel 1997 è impossibile realizzare un robotico per bambini in cui muoiono migliaia di civili innocenti in ogni puntata. Ma lo spettatore ricorderà soprattutto l'ultra-spettacolare Goldion Hammer, un'arma così potente che è stato necessario inventare un super robot trasformabile soltanto per poterlo maneggiare. E non finisce qui, perché il nutrito cast di robot di supporto a "GaoGaiGar" continua a infoltirsi per tutte le 49 puntate, dando sfoggio di grande fantasia nell'inventare armi e trasformazioni, che non risultano mai stancanti nonostante la lunghezza della serie. Un'impresa davvero non da poco. Ma del resto il mecha design è del leggendario Kunio Okawara.
Insomma, "GaoGaiGar" è un robotico da raccomandare ai bambini di tutte le età.


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Pain

Episodi visti: 49/49 --- Voto 10
Gaogaigar è una delle serie anni '90 che ha maggiormente influenzato il genere robotico contemporaneo. A cavallo quindi tra la vecchia e nuova generazione di robot, essa si colloca idealmente in un futuro in cui gli umani vengono invasi da un gruppo di alieni che mirano a conquistare la Terra. Secondo quindi la vecchia guardia dei mecha, abbiamo anche qui 4 sottoposti, cattivoni di turno, che agiscono sotto il controllo dell’entità etichettata EL-01.
Per cercare i di fermare la minaccia la GGG ha affidato al cyborg Guy, pilota di Gaogaigar, il compito di sventare i piani di conquista e trasformazione degli esseri umani in Zonder (stato di fusione del parassita con l’uomo). A comporre il robottone vi sono il leone Gaigar (dotato di una intelligenza artificiale propria, un po' come Beralios in Daltanious), costruito in un altro pianeta, e le macchine create dall’organizzazione segreta poco prima menzionata.

La serie non ruota solo attorno al robot, ma dà spazio anche ad altre unità che compariranno per dare una mano nella strenua difesa del mondo.
È soprattutto il pilota, Guy, dotato di gran coraggio e di forza interiore, a muovere gli ingranaggi della sua macchina. Ogni volta che la situazione è disperata riesce sempre a trovare il modo di uscirne pur arrivando al limite della condizione fisica. In questo senso, quindi, non ci troviamo di fronte a un robot invincibile che si pilota da sé, ma è l’uomo a dettarne i tempi guidato dalla sua forza. Un ruolo importante è riservato anche al bambino di nome Mamoru. È grazie a lui infatti che gli umani potranno ritornare al loro stato una volta purificato il nucleo della creatura in cui erano stati trasformati.

La trama risulta essere lineare, ma presenta anche qualche colpo di scena inaspettato. Poco alla volta verranno quindi svelati i misteri che circondano sia la nascita di Mamoru che il ruolo del leone Gaigar approdato sulla Terra con il bambino nelle fauci ancora in fasce (scena del primo episodio).
Prodotto consigliato ai nostalgici e non del passato, da guardare insieme alla serie OAV, prodotto che rappresenta la conclusione ideale dell’anime.


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Golconda

Episodi visti: 29/49 --- Voto 8

Devo dire che nonostante sia una serie per bambini un po' vecchiotta (del '97 se non erro) è davvero ben fatta. Le dinamiche dei personaggi sono più sviluppate soprattutto per la parte robotica del cast, mentre ad esempio i compagni di scuola di Mamoru rimangono quasi sempre piatti. La storia è carina e scorrevole, più volte Gai con il suo "GaoGaiGar" viene quasi messo da parte dagli altri super robot che compongono la sua nutrita squadra. Il mio voto finale, già alto di per sé, potrebbe aumentare quando vedrò tutta la serie. Mi mancano ancora quasi venti episodi. Ciò vuol dire che i colpi di scena potrebbero non mancare di certo. Bella serie davvero. Godibile. Simpatica. Divertente.
Insomma si guadagna ampiamente l'essere un must per il filone eroico di cui fa parte. L'unica pecca è il fatto di essere comunque, in fin dei conti, un prodotto per vendere giocattoli. Però questo aspetto è secondario. Non siamo un po' tutti bambini dentro?


 3
Spider

Episodi visti: 49/49 --- Voto 10
Come il brand "Mobile Suit Gundam" fino a qualche anno fa rappresentava la bandiera del genere dei Real Robot, Sunrise ha prodotto per tutto il decennio dei '90 un filone, quello degli Yuusha, che rappresentava la massima espressione del concetto di Super Robot.
Rimaste relegate prevalentemente al mercato orientale, le serie Yuusha (meta-titolo che omaggia una celebre serie Sunrise degli anni '70, Yuusha Raideen), si propongono ad un target giovane, ma come accade spesso per anime di questo genere, finiscono per essere apprezzati soprattutto dalle generazioni cresciute a pane e robot.
Sicuramente la più riuscita e famosa, e persino l'unica ad essere approdata (proprio di recente) anche sul mercato americano, è GaoGaiGar, considerata ormai una serie di culto dalla maggior parte degli appassionati di anime mecha.
Le vicende ruotano prevalentemente intorno al giovane Mamoru, consegnato quando era neonato a una coppia di terrestri, dal leone meccanico Galeon.
Anni dopo, la Terra viene attaccata dalla razza tecno-organica degli Zonderian, e gli unici in grado di opporsi sono i membri dell'organizzazione
chiamata Gutsy Geoid Guard. Grazie all'evoluta tecnologia parzialmente acquisita da Galeon, la GGG è riuscita a costruire diverse macchine da combattimento, tra le quali spicca ovviamente GaoGaiGar (nato dall'unione dello stesso Galeon con le cosiddette "GaoMachine") guidato da Guy Shishioh, ex-astronauta ventenne, trasformato in un cyborg dopo essere stato gravemente ferito nel primo contatto con gli Zonderian.
Oltre a GaoGaiGar, la GGG si avvale di altri mecha, molti dei quali sono veicoli trasformabili senzienti, che ricordano molto i Transformers (non a caso, il mecha design è stato curato in collaborazione con la Takara, casa produttrice originale dei TF) e questo esercito di robot in continuo sviluppo, oltre ai numerosi misteri e intrecci narrativi, hanno decretato il successo della serie, al punto da convincere la Sunrise a realizzarne un sequel in una serie di 8 OAV dal titolo "GaoGaiGar Final".

Gai Shishioh

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Gai Shishioh

Episodi visti: 47/49 --- Voto 10

Gaogaigar è la punta di diamante di una serie di anime molto rinomata in Giappone " the Brave saga" ideata da Takaara Tomy agli inizi degli anni '90 con lo scopo di vendere giocattoli per bambini.
Nato dalla matita di kunio Okawara e diretto dalla accurata regia di Yoshitomo Yonetani questa serie mecha si pone cronologicamente tra Brave Command Dagwon e the Saint of Brave Bangaan prendendo il nome di the King of Braves Gaogaigar. Assolutamente da vedere, naturalmente assieme alla serie Final.