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alagaesia

Episodi visti: 24/24 --- Voto 5
Non riesco proprio a dare la sufficienza a quest'ultima stagione della serie. Quanto di buono si era visto nelle prime stagioni, e in particolare nella prima, viene completamente buttato via. C'è un graduale peggioramento su tutta la linea che inizia con la seconda stagione, che però rimane piuttosto avvincente, e raggiunge il suo climax nella prima parte di quest'ultima stagione (i primi dodici capitoli circa). Nella seconda parte c'è un nuovo tentativo di miglioramento, che prova a salvare la baracca, riuscendoci solo in parte (avrei dato 4 altrimenti). Voglio però suddividere la recensione nelle tre differenti stagioni, per dare merito comunque alla prima e alla seconda.

La prima stagione, per me, merita un 8 pieno, perché ci troviamo di fronte a una storia relativamente originale, con toni molto dark, cupi e splatter, che rendono l'atmosfera narrativa molto tetra ma coinvolgente. Graficamente nulla da dire, mentre, per quanto riguarda le OST, sono molto belle, in particolare voglio sottolineare l'opening, che reputo una delle più belle che abbia mai sentito (e, soprattutto, ci sta benissimo con il clima cupo dell'anime). Buona la caratterizzazione dei personaggi e anche il finale è bello, quindi il voto non può che essere molto positivo.

Seconda stagione: abbiamo un leggero peggioramento su tutta la linea. Graficamente si mantiene sui livelli della prima stagione, le OST mi sono piaciute un po' meno e anche la storia, in qualche modo, mi ha coinvolto meno rispetto alla prima stagione. Ci sono comunque colpi di scena e, in generale, la seconda stagione si salva e merita comunque un 6,5/7.

Terza stagione: arrivano i problemi. Il peggioramento è netto. Il finale apertissimo della seconda stagione suscita migliaia di domande e, invece di tentare di rispondere a queste, l'inizio della terza te ne fa venire altre. In poche parole, non si capisce più nulla. O meglio, ti fa intuire qualcosa, ma non te lo spiega minimamente. La prima parte è stata una tortura finirla. Nella seconda parte si recupera un po', ma troppo poco per dare la sufficienza. Al di là del comparto tecnico (che comunque ho trovato peggiorato rispetto alle prime due stagioni), è stato proprio lo sviluppo della trama a non piacermi minimamente. Un'altra cosa che mi ha dato fastidio è che metà dei personaggi maschi secondari si scopre essere femmine senza tette che hanno nascosto il proprio sesso e si sono innamorate del proprio capo. Cioè, dai, puoi farlo con un personaggio, non con tre e uno dopo l'altro, perde di significato.

Detto questo, se proprio devo dare un voto alla serie nel suo complesso, do un 6,5, che sarebbe potuto essere molto più alto, se la terza stagione avesse mantenuto i presupposti delle prime due.


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Ferz In The Box

Episodi visti: 24/24 --- Voto 7,5
Parlare di "Tokyo Ghoul:Re" è un'impresa titanica, dal momento che la serie si divide in due stagioni da dodici episodi cadauna totalmente differenti tra loro.

La prima parte si dedica quasi totalmente a una tematica che si riallaccia veramente poco alle due serie TV precedenti, e soprattutto rimescola le carte in tavola in modo totalmente confuso e incongruente, mostrando addirittura degli strafalcioni e delle contraddizioni a dir poco imbarazzanti (come ad esempio i ghoul che, improvvisamente e senza alcuna spiegazione, mangiano tranquillamente il cibo umano), penalizzando ancora di più una terza serie che, lo dico senza mezzi termini, cominciava anche un po' a stancarmi, a causa di troppa carne al fuoco e cambiamenti esageratamente radicali.
Il personaggio di Kaneki viene trasformato in qualcosa di a dir poco vomitevole, e la trama principale sposta totalmente i riflettori su quelli che, in teoria, dovevano essere gli antagonisti.
Oltre a questo, ho percepito chiaramente un calo di intensità, di violenza e di maturità, per dare spazio a degli elementi e personaggi più "generalmente" frequenti in opere anime più frivole e spensierate, trasformando il tutto in qualcosa di completamente diverso da quello che "Tokyo Ghoul" era inizialmente.

Per fortuna, a salvare la baracca, ci sono il secondo ciclo di episodi che compongono la seconda parte, al contrario molto avvincenti e dedicati (meno male) a quello che "Tokyo Ghoul" sarebbe dovuto sempre essere; anzi, forse l'arco degli ultimi dodici episodi riesce addirittura ad essere il migliore di tutte le serie in assoluto, mostrando situazioni e risoluzioni che, detta tutta com'è, riescono se non altro a ridare un pizzico di brio a un'opera che invece sembrava cominciasse a tirarsela un po' troppo (oltre al fatto che riescono a dar nuovamente a Kaneki un'identità accattivante).

In funzione di tutto questo, quindi, mi risulta davvero complicato dare un giudizio obbiettivo a una serie che per metà fa schifo, e per l'altra metà invece si dimostra molto avvincente e interessante.
La soluzione in questi casi sarebbe scindere le due parti, ma, dal momento che in questo caso non è possibile farlo, ricorrerò a una media logica e ponderata, ringraziando anche che sia un'opera finalmente terminata: iniziava ad allungare troppo la brodaglia, e la parola "fine" cominciava ad essere necessaria.
Per fortuna così è stato.


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ALUCARD80

Episodi visti: 24/24 --- Voto 4
Incredibile come si possano impegnare tante risorse mentali, di materiali, di tempo e di passione per creare qualcosa di così dannatamente, ingiustamente e noiosamente mediocre.

La seconda parte della saga di “Tokyo Ghoul” riparte qualche anno dopo dove l’avevamo lasciata (e, anche in quel caso, non l’avevamo lasciata nel migliore dei modi, visto il “finale” aperto, inconcludente e con mille punti di domanda).
Ci si aspettava qualche risposta, qualche spiegazione, una risoluzione o quantomeno qualche delucidazione su taluni eventi vissuti attorno alla controversa figura di Kaneki. E invece si riparte con un’altra aspra manciata di punti di domanda, gettati alla rinfusa nella testa dello spettatore: sebbene sin dall’inizio di “Tokyo Ghoul: Re” la costruzione iniziale della trama possa apparire intensa, coi giusti collegamenti e sparuti riferimenti che fanno l’occhiolino al passato - come se tutto fosse finalmente pronto per erigere i ponti necessari a dare ogni spiegazione mancante -, presto tutto questo si rivela essere un castello di carta, una trappola, un’esca per chi ancora, con mani giunte e tanto amore nei confronti di questa trasposizione animata (infinitamente peggiore del manga originale), stesse pregando per un’insperata impennata di qualità, di senso logico e completezza, atti a comprendere meglio la trama nel suo insieme.

Come detto, si riparte seguendo le vicende di Haise Sasaki, che altri non è se non... chi ben conosciamo. Il problema iniziale è che il chara design è cambiato drasticamente, e tutti personaggi che ricordavamo appaiono al primo impatto simili, ma non identici.
Sasaki ha un passato misterioso, non ricorda niente della sua vita precedente all’ingresso nel CCG, ma, per lo spettatore, tutto comincia ad apparire piuttosto palese e lapalissiano poco dopo l’introduzione della suddetta saga.
Fino agli episodi 11 e 12 la storia si presenta sufficientemente coinvolgente, gli eventi sono collegati relativamente bene agli avvenimenti del passato e, nonostante l’immensa mole di nuovi personaggi inserita - fra protagonisti e comprimari ne vengono fuori una quantità inusitata -, la storia si evolve lentamente, tuttavia in modo discreto o quantomeno accettabile. Le intenzioni dei personaggi principali si fanno intuire, e, se anche rimane il sottofondo di una trama dal sapore grottesco, splatter e horror con uno sfondo di malinconico romanticismo, essa è permeata di quel mistero tipico presente in “Tokyo Ghoul”.
Tutti questi ingredienti speciali però vengono lentamente meno, man mano che ogni cosa si intreccia e complica ulteriormente.
Ci si aspetta molto da scoprire; si assapora la giusta nostalgia nel rivedere alcuni volti e ripensare a momenti andati, e la colonna sonora, sempre sublime, aiuta a rendere questo clima ancora più intenso e unico. Le citazioni alla prima serie sono numerose e sempre gradevoli.

Ma i meriti di “Tokyo Ghoul; Re” finiscono qui.
Verso il termine del primo arco narrativo si entra già in confusione, poiché molti eventi in sospeso dalla prima serie non vengono chiariti né vengono spiegate determinate incognite di quelli appena conclusi.
Che sia chiaro: non è che ogni cosa debba essere spiegata esplicitamente per essere compresa, altrimenti la cripticità e il mistero di alcuni titoli dotati di colpi di scena e sorprese finali non avrebbero mai avuto l’impatto desiderato. Il fatto è che qui, man mano che si procede nella visione, gli interrogativi più oscuri e alcuni eventi fondamentali vengono proprio lasciati perdere; si creano incomprensibili e frustranti buchi di trama che divengono la causa di conseguenti situazioni prive di senso e logica; e, cosa peggiore di tutte, alcuni personaggi (si veda Juzo, o la stessa Touka) assumono comportamenti e tendenze completamente differenti da quelli della prima serie. Ammesso che qualcuno possa cambiare così tanto nel giro di due anni, ciò che fa storcere il naso è che le loro attitudini sembrano proprio distorte, come se fossero divenuti sbiadite imitazioni di loro stessi, incapaci di correlarsi alle vicende del passato che li resero così intensi ed emozionanti.

Col passare degli episodi questa situazione diviene insistente e dilagante, un vero caos di personaggi che intraprendono azioni inspiegabili, e a rafforzare questa situazione negativa v’è la scellerata scelta di tagliare interi pezzi di trama per accorciare il tutto e farlo entrare in ventiquattro episodi, sperando di farli percepire allo spettatore attraverso dialoghi approssimativi e poco chiari.
Dopo il finale di midseason, ovvero dall’episodio 13, la costruzione della trama diviene un delirio di azioni incomprensibili e talvolta quasi ingiustificate, tanto da diventare veramente fastidioso.

Le animazioni, come se non bastasse, sono nettamente inferiori alla prima serie. I combattimenti spesso lasciano a desiderare (in alcuni momenti sono veramente scarsi, animati in modo orrendo).
Le opening e le ending non entreranno certo negli annali, ma probabilmente sono l’unica cosa che si salva prima che tutto naufraghi in quel che a conti fatti è un aborto mutilato del manga dal quale vorrebbe essere tratto, ma riesce a fare soltanto una figura miserabile.

Scordatevi la malinconica tristezza di “Glassy Sky” e risparmiate il vostro tempo per prodotti migliori.
Adattamento fallito, almeno in gran parte.
Una grande delusione.


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GerrySeven

Episodi visti: 24/24 --- Voto 8
Alla fine, anche se in certi momenti ho perso il filo della trama, è stato bello "Tokyo Ghoul: Re".
Io non ho letto il manga, però riesco a capire benissimo che ci sono stati dei tagli e delle scene distorte. Da come è iniziato l'anime, mi sarei aspettato qualcosa di più, infatti, diversamente dalla prima stagione e dalla seconda, è stato anche divertente. I nuovi personaggi mi hanno colpito particolarmente, non mi sarei aspettato dei personaggi nuovi con un carattere così ben distinto, sono colpito. Poi naturalmente le animazioni nonostante il cambio di regia sono rimaste invariate, mentre i disegni sono migliorati un po', a mio avviso. Ho apprezzato entrambe le opening e anche le OST sono veramente belle.
Ci sono tanti anime che non rispettano il manga, ma non vuol dire che siano brutti. Però il caso di "Tokyo Ghoul: Re" è che il manga è lungo, infatti ventiquattro episodi non bastano per fungere da adattamento per 179 capitoli.
Un altro punto è che i seinen in generale sono censurati, distorti e tagliati, per cercare di adattarli a un pubblico adolescente-adulto; naturalmente la maggior parte di adattamenti seinen sono riusciti male, come nel caso di "Tokyo Ghoul: Re", che però non penso che sia poi così male. In fin dei conti, è stato godibile.

Voto trama: 6,5; voto opening e OST: 8,5; voto personaggi: 8; voto disegni e animazioni: 9.
Media finale dei voti: 8, quindi il mio voto a questo anime è 8/10.


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Wesleytiri

Episodi visti: 24/24 --- Voto 7
“Tokyo Ghoul:Re” è un anime di studio Pierrot che narra le vicende del manga capolavoro di Sui Ishida.
Per un fan sfegatato di quest’opera, lo ammetto, non è facile recensire questo anime. Le motivazioni sono diverse, e in queste righe cercherò di spiegarle nel miglior modo possibile.

Innanzitutto premetto che a me questo anime è complessivamente piaciuto, e già vi vedo davanti agli schermi a inveire e lanciare le peggiori ingiurie al grido di: “No! Questo anime è uno schifo, siamo indignati!”. Ebbene, io non sono indignato, ma da “Tokyo Ghoul” mi aspettavo di più, questo sì.
Inizio dandovi un consiglio spassionato: se non avete letto il manga, state lontani da questa serie! Il numero di episodi è decisamente troppo basso in relazione alla quantità di eventi da raccontare, portando così la serie ad essere piena di tagli, riassunti scarni all’inverosimile e puntate in cui succedono mille cose in brevissimo tempo. Personalmente sono riuscito a godermi la visione solo perché avevo già letto il manga, e quindi riuscivo a mettere in ordine questo turbinio di avvenimenti apparentemente scollegati tra di loro.
Rimanendo in tema, altra problematica la suddivisione degli archi narrativi: principalmente e grossolanamente si può dire che “Re” sia suddiviso in due parti, quella di Haise Sasaki (dal volume 1 a circa il 5 del manga) e quella in cui Kaneki torna in sé e diventa il re con il Sekigan (gli altri undici volumi). Il problema è che studio Pierrot ha deciso di dedicare lo stesso numero di puntate, ovvero dodici, a entrambi gli archi narrativi! Impresa a dir poco impossibile: se per Haise erano sufficienti le dodici puntate, per il resto della storia era assolutamente un’utopia pensare di poter fare una trasposizione esauriente.

Questo è il grosso problema dell’anime di “Tokyo Ghoul:Re”, che invece dal punto di vista tecnico non sfigura. E’ vero, non si tratta del più grande capolavoro dell’animazione, i combattimenti appaiono un po’ statici e sbrigativi, ma le scene sono assolutamente godibili, mentre per quanto riguarda l’OST abbiamo un’opening di ottimo livello e davvero piacevole.
Tra i punti a favore ci sono alcune scene clou del manga che sono state fedelmente riportate e che mi hanno in buona parte soddisfatto.

Per concludere gli do 7, principalmente perché sono un grande amante di questo manga e sono stato contento di vederlo trasformato in anime, ma con una storia così c’erano tutte le potenzialità per fare qualcosa ai livelli di eccellenza de “L’attacco dei giganti”, per citarne uno. Studio Pierrot ha a mio parere condotto i lavori con troppa sufficienza e superficialità, facendo di un manga superlativo un anime semplicemente carino, e soprattutto inaccessibile a chi non possiede nozioni sulla storia.

Goblin slayer0999999

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Goblin slayer0999999

Episodi visti: 15/24 --- Voto 8,5
Dopo aver visto le prime due serie e i due OVA, ho iniziato a vedere questo "Tokyo Ghoul:Re", ambientato due anni dopo la seconda serie. E' un anime con un gran numero di personaggi sia inediti che provenienti dalle vecchie serie, in alcuni casi anche evoluti e diventati più potenti, tuttavia, anche se uno dei maggiori pregi è l'evoluzione dei personaggi, uno dei più grandi difetti è il fatto che sono troppi e, di conseguenza, non c'è abbastanza tempo per approfondirli a dovere.
Nonostante questo, lo consiglio a chiunque abbia visto le serie precedenti e gli OVA.


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Rukia K.

Episodi visti: 24/24 --- Voto 4
Immagino che chi si appresterà a leggere questa recensione abbia già avuto modo di vedere il tanto criticato "Tokyo Ghoul √A", famoso per gli stravolgimenti e i tagli apportati alla storia originale. Per produrre questa terza serie, è stato necessario ignorare completamente i cambiamenti attuati, come già stato fatto in precedenza per altre serie come "Blue Exorcist", altrimenti sarebbe stato impossibile proseguire la storia. In molti, come la sottoscritta, si sono illusi che "Tokyo Ghoul" potesse finalmente concludersi con una serie quantomeno decente, tuttavia così non è stato. Lo Studio Pierrot ci ha fregato di nuovo.

Come nel manga, la storia inizia spostando l'attenzione su un nuovo protagonista. L'uomo misterioso è Haise Sasaki, un brillante investigatore anti-ghoul che non ricorda nulla del suo passato e che è stato addestrato da Kishio Arima in persona, il più forte investigatore di tutta la CCG. Viste le sue abilità, gli è stata affidata una squadra speciale formata da quinx, persone a cui è stato impiantato un Kagune, ma i cui livelli di cellule RC vengono mantenuti molto bassi per evitare che si trasformino in veri e propri ghoul come il tanto temuto Ken Kaneki. Il loro obiettivo è quello di catturare o uccidere i ghoul più pericolosi dell'Albero di Aogiri, ma durante le loro indagini avranno modo di investigare anche sui misteri che ruotano attorno al passato di Ken Kaneki e l'operato della CCG.

Le incongruenze con la precedente serie animata si potranno notare solo con l'avanzare della storia, anche se il ritmo a cui procedono gli episodi è così veloce, che risulta difficile soffermarsi a riflettere su ciò che sta accadendo. Nell'arco di questi ventiquattro episodi viene introdotto un numero spropositato di personaggi di cui è impossibile ricordare il nome, molti dei quali finiranno nel dimenticatoio subito dopo la loro prima comparsa. Questo problema si può riscontrare anche nella controparte cartacea, ma nell'anime è ancora più evidente a causa di alcuni tagli presenti fin dai primissimi episodi. La situazione, però, inizia ad essere veramente drammatica solo nella seconda parte, ovvero quella andata in onda nell'autunno 2018, in cui i pesanti tagli hanno trasformando l'anime in un banalissmo battle shounen composto esclusivamente da un combattimento dietro l'altro privo di una qualsiasi spiegazione. Il dramma inizia in corrispondenza del tredicesimo episodio, in cui in alcuni punti è stato fatto un miscuglio tale, da rendere la storia incomprensibile perfino a chi ha già letto il manga.

In merito ai personaggi, tutti i quinx inizialmente avevano dei problemi che rendeva ostico il lavoro di squadra, ma con il passare del tempo il restare sempre uniti ha permesso loro di superare questi ostacoli e di crescere caratterialmente. Uno dei lati positivi di questa serie, infatti, è quello di essere riuscita a sviluppare bene alcuni protagonisti senza ricadere in forzature o più in generale in cambiamenti radicali improvvisi privi di qualsiasi spiegazione. Alcuni personaggi sono riusciti a mettere da parte i vecchi rancori, per pensare al proprio futuro e a quello dei propri compagni, altri invece sono diventati più responsabili grazie ai consigli più o meno sinceri dei loro colleghi. In particolare, ho molto apprezzato Saiko, una ragazza che, grazie ai legami instaurati con il resto della squadra, è riuscita a mettere da parte il suo lato hikikomori per ricambiare l'aiuto ricevuto da quella che poi è diventata una vera e propria famiglia.
Tra i personaggi secondari, invece, una nota di merito va fatta a Suzuya, che in questa serie ha abbandonato il suo comportamento psicopatico. L'investigatore Shinohara ha avuto un'influenza molto positiva su di lui, e questo l'ha portato a riflettere e preoccuparsi delle persone attorno a lui, rendendolo un ragazzo più responsabile e affidabile.
Sfortunatamente, vi sono anche alcune figure molto importanti per la storia che sono state totalmente trascurate, e con questa affermazione mi riferisco soprattutto a Mutsuki, in cui è stato cancellato ogni riferimento al suo passato, rendendolo un personaggio inizialmente piatto e successivamente anche incomprensibile.

Infine, possiamo solo stendere un velo pietoso sulle animazioni. Vista la popolarità della serie, non mi sarei mai aspettata che potessero toccare un livello così basso, specialmente dopo aver visto le prime due serie, che, seppur con molti problemi dal lato della trama, presentavano comunque delle animazioni al di sopra della media. In "Tokyo Ghoul:Re", invece, la maggior parte dei cut sono al di sotto della media, e alcuni di essi rasentano il ridicolo, come la fantomatica corsa di Kanae, che sembra essere composta solamente da tre disegni mandati a ripetizione, per di più abbozzati. Il calo purtroppo è evidente, ma nella seconda parte è possibile notare una piccola ripresa.
Lato musiche, invece, non è stato realizzato nulla di eclatante, il che le rende abbastanza dimenticabili, ma bisogna riconoscere che almeno nelle scene d'azione svolgono molto bene il loro compito. Anche le sigle di apertura e chiusura sono abbastanza buone, ma non ai livelli della famosa "Unravel".

In sostanza, ci troviamo di nuovo di fronte a una serie riuscita molto male, caratterizzata da una prima parte abbastanza fedele ma animata male, e una seconda parte animata meglio ma ricca di tagli. In genere, ventiquattro episodi richiedono sei ore per poter essere visionati, e dedicare tutto questo tempo all'ennesimo fallimento è solo uno spreco. Nel caso qualcuno fosse interessato alla storia, può procedere con il recupero del manga, che, oltre ad essere più interessante, ha anche più senso.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 24/24 --- Voto 5
La tragica storia di Kaneki Ken sembrava ormai essersi conclusa con la seconda stagione di "Tokyo Ghoul", tuttavia il creatore dell'opera, nonché mangaka, Sui Ishida, aveva in piano di proseguire la sua storia con "Tokyo Ghoul:Re", con una trama inizialmente complicata da digerire ma che in seguito si presenta come una buona carta da giocare per rendere una storia incompleta nell'esatto opposto. Purtroppo lo studio Pierrot, che ha trasportato l'opera sotto forma di anime, non ha fatto un buon lavoro, sprecando quindi quell'ottima carta da giocare.

Ora veniamo alla trama: il protagonista della serie è Haise Sasaki, un investigatore anti-ghoul a cui è stato impiantato un kagune per aumentare le proprie abilità fisiche. Questa novità porterà nella trama nuove sfaccettature riguardanti la CCG e il mondo dei ghoul, scoprendo in seguito segreti importanti.
Inizialmente sarà complicato abituarsi a dei nuovi personaggi, alla nostalgia nel rivedere come se la passano i vecchi come Touka-chan, tuttavia con un po' di pazienza questo aspetto verrà curato e fatto piacere, in un certo senso, per via di alcuni momenti molto intensi ed emozionanti. Cosa accade nel durante, da rendere questa stagione un flop? Semplice, gli sceneggiatori hanno fatto lo stesso lavoro delle precedenti stagioni, ovvero tagliare pezzi della storia originale per stringere il più possibile, peccato che questo abbia reso tutto un grandissimo nonsense. Molti eventi non vengono spiegati adeguatamente, così come non vengono analizzati i personaggi, trovandoci poi nel bel mezzo di battaglie ed eventi che ai nostri occhi non avranno un senso adeguato. Sicuramente delle parti buone ci sono nella trama, ma non bastano a reprimere il disappunto creato, come quello nel finale.

Il comparto tecnico è come sempre molto curato, bei disegni e animazioni ben realizzate, anche se in alcuni episodi c'è stato qualche calo improvviso. La opening è carina, molto meglio della seconda stagione, ma la numero uno resta "Unravel".
Chiudendo, credo che lo studio Pierrot abbia gettato al vento un'occasione per rifarsi, quindi mi sento di consigliarvi di leggere il manga di Ishida (quello che andrò a fare anche io) ed evitare di rovinarvi la storia conclusiva in partenza.


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superluke29

Episodi visti: 16/24 --- Voto 2
Allora, partiamo con una premessa: questa serie dà troppe aspettative.
Parte molto bene, con le solite domande esistenziali, morali, molto severe sulla vita e la morte, e fin qui va bene. Assistiamo allo svolgersi della vita dei protagonisti, ispettori ibridi della CCG, e di uno in particolare che pare essere l'incarnazione di Kaneki, e va bene. Ci sono scene in cui qualcuno muore e sono proprio tragiche, va bene. Ritornano alcuni ghoul delle vecchie stagioni, e ok, alcuni di loro sono cattivi, ma va beh. Poi arriviamo alla seconda metà... una vagonata di letame. Un'opera filosofica stuprata da combattimenti senza senso: ispettori super 'fighi' che vengono macellati come animali a caso, eventi che si susseguono frenetici senza senso e senza spiegazioni, gente a caso che appare e muore o gente che doveva essere morta ma in realtà è viva, colpi di scena che, invece di far stupire lo spettatore, lo fanno arrabbiare, perché non hanno senso e non hanno alcun collegamento. Senza contare che da un momento all'altro i protagonisti vengono accantonati per far spazio ad altra gente...
Davvero, quest'opera è sbagliata, bella sulla carta ma rovinata dai combattimenti in cui vince chi urla di più e fa più buchi in pancia al nemico.