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Kida_10

Episodi visti: 12/26 --- Voto 3
"Umineko no naku koro ni", letteralmente tradotto "Quando stridono i gabbiani", credo sia la prima opera, dopo anni, che non sono riuscito in alcun modo a portare a termine. La serie, composta da ventisei episodi di durata canonica, prodotta dallo Studio Deen nel 2009, è tratta dall'omonima serie di sound novel sviluppata dalla 07th Expansion.

La storia si svolge nel 1986 a Rokkenjima, una piccola isola immaginaria di proprietà della famiglia Ushiromiya. Quando il capofamiglia Kinzo è prossimo alla morte, gli altri membri si riuniscono sull'isola per spartire l'enorme eredità in suo possesso, non sapendo di incappare in questo modo in una tremenda maledizione. Diversi misteriosi omicidi avranno luogo infatti nelle successive quarantotto ore, e la colpa verrà attribuita alla strega Beatrice, in passato fonte di fortuna della famiglia Ushiromiya. L'unico personaggio che si rifiuta categoricamente di credere all'esistenza di quest'ultima è Battler, nipote di Kinzo e principale protagonista della vicenda.

Non fatevi ingannare dal titolo, perché purtroppo mi duole constatare che quest'opera non ha ereditato nulla dal primo ed esaltante capitolo del franchise "When They Cry", "Higurashi no naku koro ni", che al tempo aveva riscosso un più che meritato successo.
Dopo un inizio intrigante e ottimamente gestito, dove i personaggi vengono degnamente presentati, e la vicenda avviata nel modo giusto, piomba come un fulmine a ciel sereno il terribile quinto episodio, che non solo distrugge quanto prima costruito, ma dà inizio a un'opera senza senso e confusionaria. La struttura è la medesima di "Higurashi", con diversi archi narrativi differenti, al termine dei quali la storia si resetta. La prima sostanziale differenza rispetto alla precedente serie è che in "Umineko no naku koro ni" nulla verrà mai spiegato, in quanto l'anime non copre completamente la serie delle novel originali, ed è da escludere la produzione di una seconda stagione.
Volendo anche escludere tale difetto, che potrebbe forse non essere visto come un problema, cosa salvare di "Umineko no naku koro ni"? Sostanzialmente i primi quattro episodi, e basta. Col proseguire delle puntate la trama diviene sempre più ridicola, perdendo progressivamente interesse, i personaggi si dimostrano caratterizzati superficialmente, così come i rapporti che intercorrono fra loro, banali e privi di sentimento. La storia si riduce a uno scontro fra Buttler e la strega Beatrice, un duello che però a lungo andare non regge, e diventa presto ripetitivo e noioso.
Niente da dire per quanto riguarda il comparto tecnico, che si difende bene sotto ogni aspetto, ma che non può comunque sorreggere da solo l'intera baracca.

In conclusione, "Umineko no naku koro ni" è un'opera di cui sconsiglio caldamente la visione. Una vera delusione, soprattutto tenendo in considerazione le aspettative che si erano generate dopo "Higurashi". Bocciata sotto ogni fronte.


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~{ L i l l y

Episodi visti: 17/26 --- Voto 3
Non so come questa serie abbia potuto avere tutto questo successo, non me ne capacito...

Partiamo dalla trama: la storia parla della famiglia Ushiromiya, riunita nell'isola privata del capofamiglia, Kinzo, per discutere dell'eredità che verrà lasciata da quest'ultimo. Leggenda narra che il "risorgimento" delle fortune di Kinzo sia dovuto ad un capitale iniziale donatogli da una strega, Beatrice, sua amante. Durante la permanenza si scatena una bufera ed iniziano a susseguirsi strani omicidi che seguono la sequenza scritta sull'epigrafe sotto il ritratto di Beatrice, in sala (ma non so, sta ovunque, si sposta). L'unico modo per poter fermare questi omicidi, imputati a Beatrice, è trovare l'oro nascosto da Kinzo, altrimenti, a conclusione della sequenza, la strega risorgerà uccidendo i superstiti, ma… Battler, nipote di Kinzo, disconoscendo l'esistenza delle streghe e della magia, "blocca" tale resurrezione, e inizia così una sfida fra Beatrice e Battler.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

Inizialmente, con il primo episodio, mi sembrava abbastanza interessante, ma già nel secondo iniziano a mostrarsi le contraddizioni (difatti vediamo come Battler cerchi di smentire il caso dell'omicidio a porta chiusa nella cappella, supponendo che qualcuno possa aver preso la chiave all'interno della busta mentre era nella borsa di Maria; qui Beatrice rimane spiazzata, ma nessuno dei due ha pensato al fatto che la busta fosse ancora sigillata quando Rosa la prese. Io l'ho notato). L'intento del protagonista è quello di evitare la rinascita di Beatrice, come? Non riconoscendo l'esistenza della magia (questo mi ricorda tanto Peter Pan: dì "Io credo nelle fate" per far risorgere Trilli) e di non riconoscere il fatto che Beatrice sia una strega. Bene, quindi supponiamo che lui viaggi fra le varie frazioni spazio-temporali e che la cosa abbia una propria razionalità, ma come la mettiamo per i casi cui lui non riesce a dare una soluzione logica? Teoricamente il non riuscirci dovrebbe portare automaticamente all'ammissione dell'esistenza della magia, da parte di Battler, a prescindere dal fatto che lui lo dica a parole, no? Come se non bastasse, Battler, successivamente, disconosce Beatrice come sua rivale perché, essendo una strega colei che è atta all'aiuto degli uomini, ed essendo un duello da disputarsi, come lui stesso asserisce, fra un umano ed una potenziale strega, non è da ritenersi avversaria, non comportandosi lei come tale. Bene, quindi automaticamente Battler, con quest'affermazione, riconosce che sia possibile l'esistenza delle streghe e della magia, quindi non disconosce completamente tale esistenza, la pone in dubbio; ergo ha perso.
Non so, la gente muore, due lacrime e passa tutto...
Passiamo al duello fra la nuova Beatrice e la vecchia, alla giustificazione "razionale" della comparsa delle torri data da Battler: non ci sono più, non ci sono prove che sia accaduto. Un po' come l'indovinello: "Se un albero cade in un bosco e non c'è nessuno che possa sentirlo, fa rumore?". In pratica la sua tanto osannata tecnica geniale (?) del "rivoltare la scacchiera" è una cavolata: s'inventa la prima balla che gli viene in mente per pararsi le chiappe, a prescindere che questa abbia logica (forse la vera magia sta nelle cavolate che spara Battler).
Poi Maria... Io non so come qualcuno non l'abbia potuta ammazzare nei primi episodi: tutti muoiono, gli amori e i genitori di tutti vengono barbaramente uccisi e cosa? Nessuno prende a schiaffi una bambina che ride di tutto ciò? Anzi, cercano pure di essere magnanimi e ragionevoli nei suoi confronti... Poi, la sottospecie di afflizione sadomasochistica di Battler mi lascia perplessa: lui si lamenta di Beatrice dicendo che lei sia crudele perché uccide barbaramente, e lui che fa continuare il gioco facendo morire ogni volta tutti cos'è? Credo che il più cretino sia chi dà corda al cretino.
Il fanservice, il fanservice... è assurdo! All'improvviso spuntano donnine scosciate ovunque, tutte colorate, tutte combattive. Cioè, ad un certo punto m'è sembrato di guardare il classico majokko di serie D: "combattiamo il male alzando la gonnellina". No, dai, seriamente... Non ce n'è una vestita decentemente, l'unica con le tette diverse è Maria (e indovinate perché). Poi la parte malvagia di Eva, diventata nuova Beatrice, che vanta la sua malvagità lanciando torte e dolci: malvagia, non c'è che dire, mai visto nulla di più crudele.

Pure nelle animazioni ci sono falli colossali: non ricordo in quale episodio, in uno dei primi in cui Jessica e Kanon vengono uccisi in camera di lei dai maggiordomi-caproni si nota Jessica sollevare il sedere dal letto e portarsi il pass di Kanon dietro per poi sparire magicamente. Oppure nell'episodio in cui i maggiordomi-caproni rincorrono Rosa e Maria in giardino: si nota Maria cadere alle spalle di Rosa, quest'ultima che si volta per puntare il fucile contro i caproni e Maria a terra non c'è più (da notare che viene ripreso l'intero sentiero del giardino), per poi ricomparire misteriosamente dopo qualche sequenza. E ce ne sono altre...

I disegni non sono orribili, ma non sono neanche belli o particolari: lo standard odierno.


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Al_Roppi

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
'Quando loro piangono': è questa la traduzione del titolo della saga di cui Umineko fa parte. In questo caso sono i gabbiani, animali che spariscono appena inizia l'anime per non tornare finché tutto avrà fine. In pratica, potete scordarveli bellamente.
Terzo dopo i due arc di Higurashi, Umineko nasce anch'esso come un gioco per il pc, ma presenta una trama diversa.
Questa volta ci troviamo su un'isola immaginaria di nome Rokkenjima, di proprietà della famiglia Ushiromiya, tra il 4 e il 5 ottobre del 1986. Essa deve la sua fortuna al fatto che la strega dorata Beatrice ha donato a Kinzo, il capofamiglia, dieci tonnellate di lingotti d'oro, che però nessuno ha mai visto. Per trovarle bisogna risolvere l'epigrafe che si trova accanto al quadro di Beatrice, che determinerà anche il successore della famiglia. Ma l'indovinello presenta una doppia faccia, che verrà svelata agli ignari componenti della famiglia in maniera violenta... E forse l'unico che può fermare tutto è Battler, tornato nell'isola dopo sei anni.

Nato dopo il successo della sound, novel l'anime di Umineko copre la cosiddetta Question Arc, ovvero i quattro episodi che compongono le domande. Domande su chi è Beatrice in realtà, su come sono commessi i vari delitti.
Perché 'Umineko' è prima di tutto una gara d'intelletto tra Beatrice e Battler. Lui non crede nell'esistenza della strega ed è questo che impedisce alla storia di concludersi. E il compito di Beatrice è proprio quello di convincerlo che ogni situazione è causata dalla magia. Una battaglia che dura la bellezza di 26 puntate e che, purtroppo, non ha fine.
E' questa la pecca maggiore di 'Umineko'. Mentre Higurashi ha anche la trasposizione in versione animata degli ultimi quattro archi, quelli che contengono le soluzioni, 'Umineko' non ha questo privilegio. E' monco e lascia l'amaro in bocca. L'unica soluzione è, ovviamente, procurarsi le sound novel.

Nonostante ciò 'Umineko' è godibilissimo e un ottimo anime, con dei personaggi eccezionali, prima di tutti Beatrice, grazie anche allo splendido doppiaggio.
Quindi, da vedere? Sì e no, perché è un caso senza soluzione. Ma è un ottimo inizio per andarsi poi a leggere le novel.
Ultimo appunto: a differenza di Higurashi le scene horror/splatter sono censurate. Ciò però non vuol dire che non siano comunque presenti.


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Andy85

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Dura, è stata davvero dura arrivare alla fine di quest'anime. Non è mai successo che abbia lasciato a metà una serie, non volevo che questa fosse la prima volta, ho stretto i denti e l'ho guardata tutta. È stata dura!
Noioso e insulso, la sensazione che si ha guardando "Umineko no naku koro ni" è sempre la stessa: "Ma che cavolo vuol dire? Cosa sta succedendo? Perché?". L'ho guardato così, pensando, anzi, sperando che prima o poi c'avrei capito qualcosa. Beh, alla fine ho capito poco.
Il prodotto è quasi esclusivamente "splatter oriented", infatti solo in quelle scene si raggiunge un picco di attenzione da parte dello spettatore, per il resto tanto sonno. La parte psicologico-investigativa è assolutamente ridicola e senza senso; cioè, mi aspettavo delle argomentazioni, invece il massimo che si riesce a ottenere è "le streghe non esistono", "invece esistono, ho vinto". Basta, tutto qui, non esiste nessun tipo di ragionamento dietro alle tesi che dovrebbero presentare i due protagonisti. Un omicidio "a porte chiuse", che è un classico alla Detective Conan, che di per sé potrebbe avere diverse soluzioni, magari accattivanti, riescono invece a farlo diventare di una banalità allucinante. L'unica stregoneria che accompagna quest'anime è senza dubbio quella che mi ha costretto a guardarlo fino alla fine. L'idea è originale, interessante almeno all'inizio, poi però si perde in una finta complessità e in un mare di promesse mancate. La parte tecnica è discreta, nulla di eccelso però. I disegni non sono male, ma bisogna abituarsi allo stile un po' diverso dagli standard attuali.
Nota a margine: ci sono diversi personaggi insopportabili in questa serie, ma cavolo, Maria li batte tutti! Non potevo vederla…
PS: sulla sigla iniziale biascicata in italiano voglio stendere un velo pietoso.


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Mion96

Episodi visti: 14/26 --- Voto 3
Ok, non ce l'ho fatta. Volevo finire di vederlo ma non ci sono riuscita, con tutta la buona volontà possibile. Di solito non amo dare giudizi senza aver visto l'anime fino alla fine, ma a mio parere per recensire un anime come "umineko no kau koro ni" non ne ho bisogno. Ma partiamo dall'inizio.

Trama
Gli eredi di una prestigiosa famiglia si riuniscono su un'isola, dove il padre ha una grande villa, per prendere accordi sull'eredità. Pare infatti che questo padre sia malato e che gli resta poco tempo, anche non si sa quale sia la sua malattia. Insieme agli eredi giungono sull'isola le loro famiglie, con figli al seguito, fra cui il protagonista Battler. Ma questa rimpatriata familiare durerà ben poco, perché misteriosamente uno dietro l'altro tutte le 18 persone sull'isola iniziamo a morire ammazzate da chissa chi. Si dice che sia opera di Beatrice, una strega che era stata amante del padre, che viene a prendersi le loro vite in cambio dell'oro che aveva donato al padre anni addietro. Ma Battler non vuole credere a Beatrice e così la strega cercherà in tutti i modi di convincerlo. Intanto i 18 cercano di risolvere l'enigma di Beatrice, unica speranza per trovare l'oro e non essere uccisi dalla strega.

Personaggi e considerazioni personali
Per prima cosa, vi chiederete secondo quale logica Beatrice rinuncierebbe a fare la strage solo per far arricchire gli eredi che trovano il suo tesoro. Non si sa. E purtroppo non è l'unico elemento che manca di logica nella storia. L'intera trama è una grande cavolata. Perché mai Beatrice dovrebbe darsi tanta pena perché un ragazzino non crede in lei? Inoltre, per dimostrargli la propria esistenza, gli fa rivivere in continuazione i due giorni di permanenza sull'isola, ammazzando ogni volta i presenti in maniera diversa. Come un eterno replay di tortura. Li ammazza utilizando metodi impossibili per gli umani, così che Battler si rassegni. Ma lui niente. nonostante stia parlando con una strega che lo continua a far rivivere solo per essere nuovamente ucciso, lui non ci crede. Un emerito cretino.
E questo non è nemmeno la mancanza più grande. Gli stessi personaggi, Battler compreso, sono vuoti e privi di carattere. La gente muore davanti ai loro occhi, loro piangono per due minuti e poi sono pronti ad ammazzare la strega come se nulla fosse. Anche i più giovani guardano i cadaveri sventrati e invece di vomitare e disperarsi persano "ma chissà chi è stato?". La strega gli uccide madre e padre e loro non stanno in lutto manco due secondi. La disperazione non è di casa, evidentemente. Un essere umano normale non si comporterebbe così. E nessuno dei personaggi è quindi "normale", ma non è un personaggi anormale perché particolare, è semplicemente un personaggio irreale. senza alcuno spessore.
E se non è di casa la disperazione, non lo è neanche la paura. Una misteriosa serial killer li prende di mira per farli fuori tutti e 18 e loro invece di scappare non solo si dividono, ma si vanno a rinchiudere in stanza che possono essere aperte con una copia della chiave. Inoltre improvvisamente tutte le donne sono esperte di fucili, sono fredde e calcolatrici e pronti a mandare tutti all'inferno quando il giorno prima piangevano perché non volevano dividere l'eredità. Semplicemente lunatici? Non direi.
Per non dire che i domestici improvvisamente tirano fuori spade e scudi magici per difendere i loro padroni. Ricapitolando: una strega assassina, scene splatter, scene fantasy/eroiche, un goffo tentativo di assumere un tono psicologico e logistico. Un brodo di generi mischiati insieme con forza in modo per nulla armonioso, che perde di significato.
E per finire, sono rimasta inorridita quando ho visto che le scene splatter sono state tutte oscurate per non far vedere allo spettatore il sangue e i pezzi di corpo delle vittime. Allora potevano fare un anime shojo, se non volevano che si vedessero le scene di sangue.

Quindi, per queste ed altre mille ragioni non ho voluto continuare a vedere l'anime. Non ci sono personaggi di spicco, e quelli che vengono visti come "protagonisti" sono solo fantocci vuoti e stupidi. Le sigle di apertura e chiusura, compreso l'intaliano stentato dell'opening, sono assolutamente orribili e affatto orecchiabili.
Se tutto questo non vi scoraggia dal vederlo...


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VerderameAlih

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
"Umineko no naku koro ni" vuol dire "Quando i gabbiani piangono" ed è generalmente considerato come l'erede del già noto e predecessore "Higurashi no nako koro ni" che, letteralmente, significa "Quando piangono le cicale". Difatti chi si è occupato della regia è Kon Chiaki e Ryuukishi07 come creatore della storia. Ad ogni modo, questo è un adattamento anime di qualcosa che nasce come sound novel di genere giallo, prodotta dalla 07thExpansion e vi è stato tratto anche un manga. È composto da 26 puntate della durata complessiva di 24 minuti circa.
Cominciamo dalla trama: abbiamo diciotto persone che rimangono bloccate sull'isola di Rokkenjima, posseduta e abitata da Kinzo, il capo della facoltoso famiglia Ushiromiya. Gli adulti vengono ospitati nella villa di famiglia, dove pianificano di discutere sulla spartizione dell'eredità del padre in previsione della sua morte. Ma sull'isola ci sono anche cinque domestici e il medico personale di Kinzo (il dottor Nanjo).
In seguito accadrà che un tifone intrappolerà tutti sul luogo e subito dopo inizieranno a verificarsi strani avvenimenti e orrendi omicidi che sconvolgeranno le loro vite. Quindi, nell'arco di tempo che va dal 4 al 5 ottobre 1986, queste persone si ritrovano invischiate in una serie di misteriosi e sanguinosi omicidi, che li riguardano strettamente da vicino. Dopo la morte di tutti i "concorrenti", la strega Beatrice, protagonista della storia assieme al giovinetto Battler, inizierò a giocare con lui - un gioco molto noioso, prevedibile e spesso affatto avvincente.
Ma perché Beatrice-sama ha tutta questa voglia di giocare con il Rosso? Perché se lui non ammette l'esistenza delle streghe, della magia e di Beatrice stessa lei non può risorgere, quindi lei ha bisogno di lui e di fargli ammettere che la magia è reale. Battler, però, che è uno dei personaggi più insulsi che abbia mai conosciuto, per tutte e 26 le puntate ci propinerà sempre la stessa minestra, tediandoci all'infinito con i suoi sproloqui senza alcun senso. I ragionamenti - non sono ragionamenti, sono idiozie allo stato puro! - di Battler non hanno né capo né coda, già. E
ppure l'anime va avanti così; zoppica attraverso il solito, tedioso botta e risposta tra Beatrice-sama e Battler, che ogni volta si dimostra più stupido della volta precedente, tirando fuori "teorie" che di logico non hanno assolutamente nulla.
Il principale scopo del gioco è determinare la vera natura dell'assassino, sia essa magica oppure umana. Sarà Battler Ushormiya il nostro protagonista, colui che si ritroverà, quindi, a prendere parte al gioco e a diventare un elemento determinante.
Come in "Higurashi no nako koro ni" anche qui abbiamo degli Archi Narrativi, e sono in tutto quattro: "Legend of the Golden Witch ", "Turn of the Golden Witch ", "Banquet of the Golden Witch " e "Alliance of the Golden Witch". Esattamente come in "Higurashi no naku koro ni" abbiamo il reset delle morti, cioè le persone muoiono e risorgono all'inizio di ogni nuovo Arco Narrativo ma, ovviamente, il nostro Batt'la-kun continuerà ad affermare - in modo noioso, idiota, cretino - che la magia non esiste, che Beatrice non è una strega e che usa degli sciocchi trucchetti. Battler continuerà a rimanere fermo sulla propria posizione e a non ammettere l'ovvia presenza delle streghe, non domandandosi come possano accadere certi avvenimenti che non possono - davvero, ma davvero! - essere umanamente spiegati. Non è un personaggio testardo, cocciuto o altro, Buttler è un cieco! Ed è anche assolutamente insopportabile! Ostinatamente, continua a tediarci con le sue risposte cretine come "ma la magia non esiste" o "io non ammetterò mai l'esistenza della magia!" oppure "la magia non esiste, quindi tu non esisti, Beaaatoriceee!"
Ma ci sono alcuni punti che non mi sono chiari e, dato il finale - quello non è un finale, è una presa in giro! - rimarranno comunque dei dubbi a vita.
[Inizio degli spoiler]
1 - Come può Batt'la-kun dimostrarsi dopo vari, chiari, lampanti avvenimenti ancora così cocciuto e cieco? E come può non aver riconosciuto sua sorella Ange, che si spaccia per Gretel? Soprattutto come può non averla riconosciuta se è una Batt'la-kun al femminile con la minigonna, le tette, e i codini! Santo cielo, capisco che serva alla trama, ma non me lo spiego veramente!
2 - Per quale motivo nessuno - e sottolineo nessuno - sospetta mai della piccola e schizofrenica Maria-chan? Con quel visino così puccioso e kawaii - come dicono in Japan - che ogni tanto diventa oscenamente demoniaca, iniziando a ridacchiare come una vecchia strega o a cantare canzoncine al telefono. Per non parlare del fatto che questa bellissima bimbetta vestita gothic lolita style sa tutto sui simboli satanici & co: Maria-chan sa talmente tante cose che potrebbe scriverci un libro, eppure a nessuno interessa, nessuno si accorge delle sue performance da psicopatica e nessuno la prende mai in considerazione come possibile omicida, o sospetta anche minimamente della sopracitata bimbetta demoniaca. Ma la schizofrenia è ereditaria? Anche sua madre Rosa ha qualche problemuccio mentale, oh!
3 - Perché le donne hanno tutte una decima di seno? Che invidia! -.- No, be', seriamente parlando a me dà un fastidio tremendo: ritrovarmi davanti le tettone di Shannon che ballonzolano di qua e di là è veramente imbarazzante. Capisco il fanservice è il sacrosanto fanservice, ma io odio i personaggi femminili tettoni all'inverosimile!
4 - Per quale dannato motivo quando si passa ad un altro arco narrativo Batt'la-kun non capisce che le streghe evidentemente esistono dal solo fatto che la gente morta a random ora respiri e cammini nuovamente? Mi sembra una dimostrazione più che palese, dato che di solito dopo che uno è stato sventrato come un suino e il suo stomaco è stato riempito di caramelle non torna di certo a vivere!
5 - Qualcuno mi spiega perché la dolcissima Maria-chan nell'anime si sta guardando "Higurashi"? Spiegatemelo, grazie, e ve ne sarò eternamente grata! Ecco anche da dove viene fuori la sua sete di sangue! Basta guardare certa roba, poppante! Torna a giocare con i tuoi peluche gialli modello Pickachu!
6 - Le storie d'amore, per me che sono una donnina ma che le evito come la peste, sono state una sorta di "colpo di grazia", soprattutto in certi momenti in cui hanno raggiunto picchi di sentimentalismo veramente altissimi, dammit! In certe scene colava miele da tutte le parti, per poi, ovviamente, terminare nel solito, scialbo bagno di sangue! Esattamente come da copione!
7 - Forse è una mia impressione, ma le morti mi sembrano quasi tutte uguali tranne quelle dei primi due Archi Narrativi. Per il resto si assomigliano anche troppo e non sono molto alla "Higurashi". Non voglio paragonarli perché sono molti diversi tra di loro, però in "Higurashi" le morti erano "originali" e molto "spettacolari". Ogni morte era a una cosa a sé stante, dato che era, appunto, molto particolare come morte stessa. Qui nemmeno le morti mi attraggono minimamente, sono insulse quasi quanto Batt'la-kun!
8 - Ma si può sapere dove diavolo sono finite le investigazioni? Non che attendessi qualcosa alla "Death Note" per carità, ma qualcosa di un po' più approfondito almeno. Si poteva gestire molto meglio questa parte, anche perché il Batt'la-kun che gioca contro Beatrice avrebbe potuto investigare seriamente, e non continuare a tirare in ballo le uniche tre o quattro frasette tutte identiche tra loro che ha nel suo repertorio.
9 - Perché sbucano fuori all'improvviso conigliette sexy vestite con abiti succinti e maggiordomi con la testa di un caprone? Se volevano creare personaggi originali e innovativi hanno fallito proprio su tutta la linea, in toto. A me sono più che altro parsi abbastanza ridicoli, soprattutto le conigliette di playboy.
10 - Perché alcuni personaggi sono stati creati e poi nessuno ha dato loro peso? Prendi Rudolf o Genji, ad esempio. La loro utilità oltre all'essere fatti a pezzi in diversi modi - poco fantasiosi, ribadiamolo perché non c'è mai fine al peggio - quale sarebbe, di grazia?
[Fine spoiler cattivissimi da parte di AliH]
Allora, terminata la lunghissima parte sopracitata, passiamo a parlare singolarmente dei personaggi. Innanzitutto, sappiate che ho avuto bisogno di vedere le prima 14/15 puntate per ricordare tutti i personaggi, tutti i nomi e tutti i loro volti. Con la conseguenza che mi sbagliavo sempre tra Rosa ed Eva! Mi sbagliavo sistematicamente.
Alcuni personaggi posseggono un background, altri invece hanno soltanto un nome ed un cognome. Un esempio sbrigativo? Rudolf Ushiromiya, il papino di Batt'la-kun, che poteva risparmiarsi di genere un idiota patentato simile! Ci avrebbe risparmiato molte sofferenze e molta noia! Comunque, inizialmente quindi fatichiamo a ricordarli tutti e diciotto, ma successivamente non capiremo per quale motivo alcuni non vengano analizzati. Vengono usati soltanto come carne da macello quando è necessario, per il resto vengo tenuti in disparte.
A metà della serie c'è l'entrata di nuovi personaggi (uno dei quali è la famosissima Frederika Bernkastel, la ricorderete se siete degli stra-appassionati di "Higurashi") davvero niente male, perché complessivamente mi piacciono. Così come mi piacciono in particolar modo Frederika e Lamdadelta. Oltre a loro personaggi costruiti molto bene sono Beatrice-sama, Maria-chan, e, forse, Eva Ushorimiya per cui nutro simpatia. Gli altri sono abbastanza insulsi o eccessivamente stereotipati, come il tristissimo Kanon-kun "faccia da martire" che va in giro a ripetere di essere un semplice mobile quando ha tra le mani una bella biondina innamoratissima di lui.
La trama in generale è interessante ma si altalena momenti di noia a momenti di confusione totale in cui lo spettatore sente che da un momento all'altro potrebbe mandare tutto a monte e rinunciare alla visione. Questo accade proprio perché il caos dilaga e regna sovrano. Quindi ci sono parecchi episodi sottotono, o scene isolate abbastanza confusionarie, oppure noiosissime che fanno venire sonno a chi guarda. Non so come dare un giudizio complessivo: ci sono puntate accattivanti, interessanti e coinvolgenti mentre altre si dimostrano insulse quanto il rossissimo protagonista.
La Openin e la Ending sono spettacolari. Forse è l'elemento più bello dell'anime! Inoltre, la Opening ha una frase cantata in italiano, non facilmente comprensibile ma abbastanza se si presta la dovuta attenzione. Sono davvero due canzoni bellissime! La Ending in particolare, adoro la voce profonda del cantante, mi ha stregata (per rimanere in tema di magia, streghe & co).
Questo anime ha molti difetti ma tendenzialmente a me è piaciuto, anche se le pecche ci sono e sono davvero tante. Però se un anime riesce a "prenderti" e rendersi un po' interessante fino alla fine va guardato, e io l'ho fatto. Sono rimasta delusa dal finale che getta le basi per la seconda serie, ma sono rimasta soprattutto delusa dal fatto che nessun mistero sia stato rivelato. Non che mi aspettassi qualcosa di buono da quell'idiota patentato!


 4
Rumiko

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Leggendo la scheda di Umineko no naku koro ni su questa pagina vedrete che il genere è: Fantasy, Thriller, Giallo. Ci aggiungo io: Horror/Splatter. Com'è possibile mischiare tutti questi generi? Non si rischia una maionese impazzita?
Ottenere un piatto gustoso, con questi ingredienti, è effettivamente assai difficile. Ma, a mio avviso, Umineko ci riesce benissimo.

Terzo capitolo della saga "When They Cry", Umineko non è tuttavia un sequel dei precedenti Higurashi, nonostante gli autori siano gli stessi.

Fulcro della storia è un caso mai risolto.
Ottobre 1986. I membri di una ricca e potente famiglia giapponese, gli Ushiromiya, che si riuniscono sull'isola deserta di Rokkenjima, in cui si trova la villa del capostipite. Kinzo Ushiromiya dice ai presenti che lascerà il tesoro di famiglia a chi risolverà il mistero dell'epigrafe del dipinto di Beatrice, una bellissima donna bionda ritenuta da alcuni l'amante di Kinzo e da altri addirittura una potentissima strega, che avrebbe fatto la fortuna del vecchio. A questo punto una serie di morti misteriose iniziano a verificarsi. Gli omicidi paiono tutti impossibili da realizzare per un comune essere umano, e infatti è la stessa Beatrice, rivelatasi una strega a tutti gli effetti, a dichiararsi l'autrice degli efferati delitti. Il caso sembra concluso, se non fosse che Batler, razionalista di ferro e vero protagonista della serie, non si fida della donna: la accusa di aver mentito e sostiene che c'è una spiegazione razionale dietro la carneficina. Inizia un macabro gioco tra i due, in cui la donna fa vivere al ragazzo situazioni parallele, che si concludono però tutte inesorabilmente con la morte misteriosa dei presenti. Riuscirà Batler a trovare una soluzione razionale? O vincerà Beatrice, riuscendo a farsi riconoscere come strega? E se avesse ragione Batler, chi è l'assassino? E quali misteri celano i componenti di una famiglia apparentemente perfetta?

La vera grande pecca di questo anime è che le risposte alle domande precedenti non troveranno risposta in questa serie. Infatti, quando questo cartone animato uscì la sound novel non era ancora conclusa. Aspettiamo quindi tutti, con trepidante attesa, una serie che, al momento in cui scrivo questa recensione, non è ancora uscita.

Nonostante la sua incompletezza, tuttavia, ho dato il massimo dei voti ad Umineko.
Intanto, per la trama. Originalissima, congegnata ottimamente, piena di colpi di scena e con un ritmo adrenalinico che non perde un colpo. Di solito do dieci solo alle serie conclusive, con un finale degno di questo nome, ma in questo caso sono stato obbligato a fare un'eccezione: ritengo Umineko una delle opere più innovative degli ultimi anni, e attendo con ansia un prosieguo.

In secondo luogo, apprezzo molto lo stile. Le linee dei disegni sono morbide, spesso si usa il superdeformed (in misura minore rispetto ad Higurashi) ed il tratto è assolutamente piacevole alla vista. Tutto ciò è reso ottimamente dall'alta definizione.

Anche le musiche sono perfette: dalla sigla iniziale, lirica e con molte parole in italiano, ai sottofondi musicali all'interno dell'anime, che danno un contributo fondamentale nel creare quell'atmosfera di suspense e mistero che pervade tutta l'opera.

Concludendo, consiglio questo anime a tutti. Se poi avete apprezzato Higurashi no Naku Koro ni e Higurashi no naku koro ni kai adorerete Umineko. Dategli un'occhiata e sono sicuro che non ve ne pentirete.

Internauta Senza Nome

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Internauta Senza Nome

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Questa serie è considerata da molti l'erede di Higurashi, ma a mio parere è così soltanto in parte. Innanzitutto, pur essendo ambientata pochi anni dopo, a parte la faccenda degli archi temporali non c'entra nulla con l'opera ispiratrice. L'unico collegamento sono le streghe Bernkastel e Lambdadelta, di cui finalmente vediamo il vero aspetto, e comunque non appaiono molto. Più che Higurashi, questa serie sembra un miscuglio tra Detective Conan, Death Note e Kuroshitsuji. Forse quando si parla di Umineko la si potrebbe definire come la controparte''glam'' di Higurashi. A partire dal character design, più gradevole e un po' più realistico, e soprattutto al look vintage dei personaggi, molti dei quali sembrano usciti direttamente da Code Geass o dal già citato Kuroshitsuji.

Siamo sempre in Giappone - anche se, dati i nomi dei componenti della famiglia Ushiromiya e di alcuni domestici è un po' difficile dirlo - ma la cornice non è più un villaggio rurale, bensì la grande ed elegante villa dell'anziano e ricchissimo patriarca-tiranno Kinzo Ushiromiya, situata su una piccola isola... isolata da tutto. Molta forma, quindi, ma per fortuna non manca la sostanza. Atmosfere angoscianti e scene forti non mancano, ma IMHO sono meno incisive che in passato. Di solito non si esagera troppo, ma c'è un caso - se non ricordo male, la fine del secondo arco - che lascia veramente basiti per il pessimo gusto, sembra una scena da film horror di serie b, e anche lo splatter a volte risulta grottesco. Poi i protagonisti. Battler potrebbe anche essere carismatico e geniale, ma fa certe uscite che sono di un'idiozia incredibile - non reggerebbe più di 10 secondi con Conan, figurarsi coi protagonisti di Death Note -. La strega Beatrice non è male come antagonista, carismatica quanto basta, ma anche lei ha certe cadute di stile e di coerenza. La faccenda degli archi temporali è meno straniante per chi ha già visto Higurashi, ma comunque risulta abbastanza chiara anche per gli altri. E questo toglie un po' di suspence, senza contare che, essendo una serie basata su investigazioni e dialoghi, può risultare a volte soporifera. Tutto ciò, unito ad una sceneggiatura un poco zoppicante, contribuisce ad affossare una serie potenzialmente molto valida. Globalmente è un prodotto interessante, ma io lo sconsiglio a chi non ha visto Higurashi. Per chi invece non ha amato il titolo di cui sopra, non sarà certo Umineko a fargli cambiare idea. E poi, almeno per il momento, Umineko no naku koro ni è una serie sostanzialmente interrotta.


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ALUCARD80

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Non vedevo l’ora di scoprire quale altro capolavoro avessero sfornato i tetri e geniali autori dell’anime-horror “Higurashi no naku koro ni” e dopo essermi divorato i 26 episodi di “Quando i gabbiani piansero”, ne sono uscito un po’ confuso, e, devo ammettere, tristemente deluso.
Deluso da un inizio che prospetta un climax mai visto prima (e che in fatti non si vedrà proprio), deluso da personaggi secondari comparsi a metà storia di cui si poteva fare ampiamente a meno, deluso da un finale assolutamente scialbo, penoso, praticamente inesistente.
Umineko ricalca molti tratti caratteristici e possiede punti in comune con la prima fortunata serie di Ryukishi - le stesse vaghe fondamenta - ma si dirama chiaramente lungo una metodologia diversa, più un classico giallo-thriller fra un mistero alla Agatha Christie e un orrendo dramma alla Stephen King, eppur perde di mordente strada facendo. La trama è da subito complessa, e questo lascia ben presagire: ero abituato non che immensamente affascinato dagli intrighi e misteri sovrannaturali che lo Studio 07th Expansion mi aveva già proposto nei primi due Higurashi, tuttavia non sospettavo che in questa nuova serie tv si risolvessero in qualcosa di sconclusionato e irrisolto fino al termine (ed oltre!) dell’ultima sigla finale.

L’intreccio verte su uno scontro ideologico-spaziotemporale fra quelli che si possono definire i due protagonisti della saga, ovvero il nipote del ricco patriarca Kinzo, Battler Ushiromiya, e la spaventosa, bellissima e misteriosa “strega dorata” Beatrice. Battler, che a conti fatti sarebbe il solito protagonista piatto, stereotipato, coraggioso quanto basta, capace di cadere e rialzarsi, dall’animo puro eppur vendicativo, finirà assieme ad altri familiari sulla sperduta isola di Rokkenjima dove si trova la dimora segreta di suo nonno Kinzo, per decidere chi sarà l’erede dell’immenso patrimonio dopo la morte del patriarca. Ma la chiave per ottenere queste immani ricchezze, a detta del severo e inquietante nonno, è risolvere “l’epigrafe del dipinto di Beatrice”, una donna raffigurata in un grande affresco, bionda, calamitante, vestita con un lungo abito ottocentesco di merletti scarlatti e maniche a sbuffo, dallo sguardo triste e crudele allo stesso tempo. Ma che significa la filastrocca dell’epigrafe? E chi è esattamente Beatrice?
La stessa notte si scatena una vera e propria tempesta che impedisce a chiunque di lasciare o arrivare all’isola. Fra tuoni e lampi, sei dei sedici presenti (fra familiari e domestici) vengono ritrovati assassinati in un modo osceno e brutale. Comincia così una spirale di terrore, di paranoia e angoscia, fra spiegazioni razionali e situazioni paradossali, che culmina con la comparsa di una donna, la stessa dell’affresco, Beatrice!
Ma è reale? È solo un incubo? Battler non può certo ammettere che alcuni dei suoi cari siano morti per colpa della… magia! Poiché la magia nel mondo reale non esiste, sarebbe semplicemente assurdo ammettere questa tesi.
Ed è su questa tesi che viene costruito il pilastro della trama centrale: una vera e propria sfida che si sviluppa per 26 episodi fra mondi paralleli, giorni ripetuti all’infinito (un rimando chiaro e tondo ad Higurashi), flashback contorti e visioni di possibili realtà parallele come ipotesi di conseguenze a scelte varie, un po’ alla Sliding Doors.
Parrebbe un incipit eccezionale. Poi, pian piano, senza che lo spettatore se ne accorga, la tensione che dovrebbe andare in crescendo viene incredibilmente meno, rovinata da certe pessime trovate come demoni infernali dall’aspetto femminile, fin troppo avvenenti, vestite da ardite e lascive scolarette, adite solo a fomentare un inutile fan service che in una serie del genere stona in maniera allucinante.

Una delle figure meglio costruite è sicuramente la cuginetta di Battler, Maria, ragazzina vestita (senza motivo) in stile gothic-lolita (un look ormai talmente banale da risultare nauseante), in stretto e misterioso contatto proprio con la strega Beatrice.
Puntata dopo puntata viene approfondita la psicologia di ogni personaggio, messo sotto una luce differente e ne emergono le sfaccettature, le debolezze, le paure, le invidie, i sogni, gli incubi di ognuno. Ispirato all’omonima Sound Novel di grande successo in Giappone, dal punto di vista introspettivo Umineko è indubbiamente eccezionale, rende al meglio la psiche dei personaggi e li propone nella maniera più verosimile in tutte le loro sfaccettature, nonostante la realtà che li circonda sia oggettivamente surreale.
Rasenta l’assurdità invece il fatto che Battler non creda alla magia semplicemente perché non accetta ciò che vede, poiché ad un certo punto alcune cose risultano palesemente impossibili da spiegare con razionalità, anche al più ritardato degli osservatori. È altresì vero che Battler ha motivi seri per non volerla accettare, poiché è in ballo qualcosa di molto più importante che la razionalità e l’orgoglio. La storia inizialmente ricorda tanto “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, un paradosso interessante, ricco di tematiche criptate ma che poi sfociano in soluzioni fanciullesche o troppo semplicizzate, tanto da farmi pensare che per questo lavoro sia stato scelto un target più generico che per Higurashi (che fu prettamente horror psicologico).
Tutto si riassume in una sfida che ricorda vagamente uno dei duelli legali del videogioco Ace Attorney. Umineko si riduce così ad un gioco malsano dove vittime sventurate vengono straziate senza pietà, omicidi vengono commessi come sacrifici e la parola di un ragazzo riesce a interdire, confutare o negare azioni palesi della cattiva di turno, la strega Beatrice, senza dubbio il personaggio più riuscito di tutto l’anime, non che un’antagonista con la “A” maiuscola.

Per quanto riguarda il livello di animazione siamo su uno standard altalenante; non sempre tutti gli episodi regalano lo stessa qualità.
Molto bella l’opening iniziale, suggestiva, cantata a tratti in italiano.
Sono (purtroppo) i tocchi di fan service e i personaggi secondari – servitori delle streghe in primis – introdotti verso la metà della serie a rovinare l’atmosfera, poiché completamente decontestualizzate. Il finale, come se non bastasse, si rivela il tassello più deludente di tutta l’opera: se il concetto di fondo è “verità” contro “menzogna”, nero contro bianco, magia crudele contro magia “buona”, ci si sarebbe aspettato un qualche colpo di scena, un crescendo culminante… invece tutto termina con una situazione priva di logica, in sospeso. Come se la serie continuasse con l’episodio 27, che ovviamente non esiste.
Mi auguro in un possibile seguito, poiché un non-finale simile lascia davvero l’amaro in bocca. Forse ha più senso la comparsa di Bernkastel, la strega bambina dai capelli blu che fu protagonista assoluta e di buon cuore in tutti gli episodi di Higurashi, la cosiddetta “strega dei miracoli”. Quale sia la sua vera natura non si comprende chiaramente, ma nonostante ciò copre un ruolo abbastanza rilevante, soprattutto verso il termine della saga.

Umineko no naku koro ni è in definitiva un prodotto che possiede immense potenzialità mai sfruttate. Col senno di poi sarebbe potuto diventare una pietra miliare, un cult negli anni a venire, ma che invece si consuma fra gag inutili e una trama troppo confusionaria, priva di quel colpo di scena finale che ci si aspetterebbe. Un vero peccato.

Ukyo9

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Ukyo9

Episodi visti: 26/26 --- Voto 6
Scrivere una recensione di Umineko mi richiede di fare un giro di parole necessario ma fastidioso, così come richiede paragoni continui alla saga a cui appartiene e alla novel da cui è tratta. Portate pazienza e provate a seguire la mia prosa che senza dubbio risulterà prolissa.

Umineko no Naku Koro ni è la massima espressione del concetto di “cattivo adattamento”. Ovverosia un'opera che ricalca piuttosto fedelmente (diciamo pure al 99%) la propria fonte ma allo stesso tempo la ripropone completamente snaturata. Higurashi - l'altra famosissima serie, motivo principale per cui qualcuno oggi si getta su Umineko - era un adattamento piuttosto fallimentare in cui gli sceneggiatori e la regia si erano prese numerose libertà (che rendevano l'enigma fondamentalmente irrisolvibile, togliendo appunto la componente mistery presente nella novel) al fine però di garantire una esperienza piacevole per lo spettatore. Umineko è invece l'esatto contrario: la particolare natura della novel da cui è tratta - in particolare la sua tendenza a sfondare di continuo la quarta parete - ha in qualche modo convinto lo studio Deen che si dovesse seguire pedissequamente la storia. “Hurrah!” gridarono alla notizia i super appassionati del romanzo che per la prima volta avrebbero potuto vedere i propri beniamini non solo in movimento ma addirittura doppiati. Fino a quando non venne detto loro che l'intera serie sarebbe stata in ventisei puntate. Ventisei puntate per tradurre una serie che fa di lunghissimi dialoghi con quasi nessuna azione il suo punto forte - senza considerare la dimensione che supera di diverse centinaia di pagine il Signore degli Anelli di Tolkeniana memoria. Ovviamente il risultato finale è stato scadente: dato il pochissimo tempo a disposizione la narrazione è incredibilmente frettolosa, eventi su eventi accadono continuamente l'uno dietro l'altro in una parata dell'assurdo e del ridicolo che non lascia nessuno spazio all'introspezione, al chara development, alla banale analisi di quello che accade. Lo spettatore, costretto ad ammutolire di fronte alla follia che non gli lascia neppure cinque minuti per riflettere, è costretto a fare di “sì” con la testolina, senza capire assolutamente nulla.
Ma basta con le lunghe introduzioni e parliamo della storia.

Kinzo Ushiromiya, capo di una nobile famiglia giapponese, è prossimo alla morte e, il quattro ottobre 1986, in occasione dell'annuale riunione di famiglia, i suoi quattro figli con i nipoti giungono sulla sperduta isoletta di Rokkenjima su cui sorge la bella villa familiare. Mentre i ragazzi vengono lasciati liberi di giocherellare tra di loro e raccontarsi cosa hanno combinato durante gli ultimi tempi, i fratelli litigano per il possesso dell'eredità del “vecchio”, tutti loro preoccupati a causa della crisi economica che sta lentamente mettendo in ginocchio le rispettive imprese. Intanto, strane voci serpeggiano sull'isola, voci che parlano di Beatrice, il cui bellissimo ma agghiacciante quadro è ora esposto nel salone centrale della villa, la misteriosa strega che abiterebbe sull'isola: misteriosissima donna che decenni or sono avrebbe donato in cambio della sua anima venti tonnellate d'oro al vecchio Kinzo, necessarie per ricostruire la famiglia, messa in crisi da un grande terremoto. La sera stessa, durante la cena, la piccola Maria, la più piccola dei cugini, canticchiando tira fuori una strana lettera sigillata con il marchio che solo Kinzo possiede. Lettera che pare le sia stata consegnata proprio da Beatrice e i cui contenuti lasciano di stucco i membri della famiglia: il contratto con Kinzo è giunto al termine e, nel caso in cui qualcuno degli eredi non riuscisse a risolvere l'enigma posto sotto il quadro, lei si sarebbe ripresa l'oro e tutti gli interessi derivati. Quello che ci aspetta da questo momento in avanti sono uccisioni misteriose, paranoia e, come la definisce Beatrice stessa, “una interessante serata intellettuale”. Chi sarà mai questa misteriosa donna?

Questo a grandi linee l'incipit di Umineko. L'anime prosegue da questo momento in poi in maniera noiosa e prevedibile: fondamentalmente ogni episodio ha il random morto della settimana, seguito dalla random stanza chiusa da discutere. È difficile spiegare cosa succede senza spoilerare, basti sapere che la serie utilizza un meccanismo di reset simile a quello di Higurashi, così sapete cosa potete aspettarvi. Come già spiegato però, non aspettatevi niente all'infuori dei cadaveri: la narrazione proseguirà incessantemente presentandovi continuamente eventi sempre più assurdi, sempre più caricaturali e infantili, così spalmati e frettolosi che arriverete alla fine senza avere la più pallida idea di cosa è accaduto, a parte forse provare un forte mal di testa e la sensazione generalizzata di essere stati presi per il culo. Per poi giungere a un finale che non darà alcuna spiegazione, in attesa di una seconda serie - che, non sperateci, non ci sarà mai: l'anime è stato un enorme flop perfino in giappolandia. Questo è Umineko, un anime che non posso fare a meno di sconsigliarvi, ne va della vostra salute mentale.

Per i pochi di voi che stanno ancora leggendo: non vorrei suonare pesante ma consiglierei allo spettatore di ignorare la serie animata e leggere le interessanti visual novel (l'anime ha adattato le prime 4 di otto complessive) che, a differenza della serie, hanno personaggi scritti e caratterizzati, dialoghi lunghi, articolati e mai forzati, un buon senso del pacing con l'assurdo ben intervallato alla logica. Umineko è una storia complessa, multilivello con molteplici tematiche. Parte come una mistery novel, si evolve sconfinando nel reame del fantasy (con la guerra tra la realtà e illusione) per poi esplodere su un livello ancora più alto, arrivando a discutere quali siano i doveri degli autori nei confronti delle storie e dei loro personaggi, il modo corretto con cui il lettore dovrebbe approcciare un'opera, il concetto di verità e quanto esso possa essere vago. Il tutto con il valore aggiunto di riuscire ad essere interattiva nella sua mancanza di qualsivoglia interattività letterale: riuscirà il lettore a risolvere i tantissimi enigmi, siano esse stanze chiuse o metafore, prima della fine?

Il perché la novel sia superiore all'anime in ogni campo credo di averlo ben spiegato. A buon intenditor poche parole. Il voto finale è stato inserito solo per necessità di invio. Perché addirittura 6? Perché, per quanto quest'anime sia osceno, c'è di peggio. Rifletteteci.


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Kemondori

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Umineko no naku koro ni è sicuramente una delle serie più particolari e originali presenti nel mercato giapponese, e spesso la trama può trarre in inganno, essendo la prima parte della serie solo un’introduzione.
La famiglia Ushiromiya decide di ritrovarsi al completo sull’isola di Rokkenjima dove si discuterà una volta per tutte la divisione del patrimonio del padre, ormai in fin di vita. Giunti sull’isola il protagonista, Ushiromiya Battler, viene a conoscenza delle varie leggende dell’isola, secondo cui una strega avrebbe donato tonnellate d’oro al padre. La situazione si fa però tesa, la distribuzione dell’eredità non giunge a una conclusione, e le citazioni alla leggenda si intensificano. Dopo la cena inizia a susseguirsi un’inquietante catena di omicidi, apparentemente assurdi e impossibili per le persone presenti sull’isola, che finiranno per temere che l’artefice di tutto sia la strega. Soltanto Battler vorrà nonostante tutto negare l’esistenza della strega anche davanti all’evidenza.

Andando avanti con gli episodi ci si rende conto che Umineko non è né un giallo dove bisognerà scovare il colpevoli degli omicidi e né un fantasy dove bisognerà sconfiggere la strega attraverso poteri magici, ma un anime psicologico e filosofico che giocherà sul concetto di realtà, basandosi sull’idea che finché qualcosa non può essere provata, può essere considerata vera, citando nozioni come il paradosso dei corvi o il paradosso del gatto di Schrödinger, dove la scatola del gatto è in realtà l’intera isola di Rokkenjima. Il protagonista prenderà una posizione definita “Anti-fantasy” secondo cui gli basterà provare che anche un umano avrebbe potuto commettere gli omicidi per vincere contro la strega. I concetti vengono purtroppo trattati in modo superficiale nell’anime, che oltretutto ha una regia pessima, che potrebbe portare alcuni spettatori a vedere ciò che accade come una parodia più che una vicenda drammatica; anche le gag migliori fra i personaggi sono state eliminate, riducendo la serie all’osso pur di non superare i 26 episodi.

Parlo da persona che in passato rabbrividì davanti alla serie, per poi appassionarsi alla sound novel, che gode di eccezionali colonne sonore e di un’atmosfera ben più seria e drammatica, quindi in ogni caso consiglio di ripiegare sul gioco, o in extremis sul manga. La serie a mio parere è consigliabile solo a chi, dopo aver giocato alla sound novel, vorrebbe osservare le stesse scene animate.

Rachyelfa

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Rachyelfa

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Ho visto questo anime subito dopo le serie di Higurashi e ne sono rimasta piacevolmente coinvolta. La idea mi è sembrata nel primo arco una ripresa di "Dieci Piccoli Indiani" di Aghata Cristie, però fatto con uno stile che mi è piaciuto molto. Più andando avanti con la storia più mi è piaciuto. Le sigle sono bellissime, il disegno ben fatto, adatto ad un manga come questo, dove non avrei proprio visto il disegno di Higurashi. E fin qui il voto sarebbe stato un nove, se non addirittura dieci.

Poi però è arrivato l'ultimo arco: ha completamente rovinato la serie a mio parere. Non ha una conclusione, i personaggi si perdono tutti, all'improvviso Battler riesce a sconfiggere Beatrice con qualche frase in "blu" e la strega non prova neanche a reagire, e si vede subito che l'ultimo episodio è stato fatto più che altro per far vedere del sangue gratis.
Sono stata buona a dare l'8, che è dovuto al fatto che i primi archi mi sono piaciuti proprio tanto.

Maruko

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Maruko

Episodi visti: 26/26 --- Voto 10
Faccio subito una premessa, prima di cominciare: il mio voto non è espresso basandomi sull'anime, bensì sull'intera opera di Umineko (che comprende Sound Novel, Manga e infine Anime).

Umineko no Naku Koro ni è il terzo episodio della saga "When They Cry", ma non è, e sottolineo non è un seguito di Higurashi. Chi sceglie di vedere Umineko deve prima mettersi in testa che non vedrà Higurashi, vedrà un altro anime totalmente diverso e dalle tematiche completamente differenti. Gli unici "collegamenti" (se così si possono chiamare) con Higurashi sono due personaggi che non sono certo indispensabili alla trama principale (per questo preferirei parlare di camei). Il genere di Umineko è mistery. La cosa spettacolare di questa serie è come l'autore sia riuscito, con una trama estremamente complessa, ad unire perfettamente la componente giallistica a quella fantastica.

Iniziando col ricordare quel capolavoro di 10 Piccoli Indiani, Umineko finisce col mescolare a sé la componente fantasy che si alternerà ad importanti e profonde scene investigative, per niente banali e che, al contrario, forniscono molta "cultura", se così possiamo dire. La trama non tratta di un ragazzo pazzo che vuole negare la magia pur parlando e litigando con una Strega, non è questo. La trama vede un ragazzo (Battler) che viene sfidato da una Strega (Beatrice) in un gioco infinito per decretare se la Magia esista o meno. Beatrice presenterà di volta in volta a Battler degli omicidi piuttosto complessi che, a detta sua, solo una strega potrebbe compiere. Battler tuttavia è intenzionato a vincere, e lo scopo da parte sua sarà spiegare in modo razionale e con l'uso della logica come sono avvenuti quegli omicidi. E, badate, non è che siccome vedete una ragazza che diviene un pugnale e uccide due persone, allora la magia esiste e Battler è idiota e testardo. Noterete subito che durante le scene degli omicidi Battler non è MAI presente. A Battler saranno mostrate le scene del crimine a lavoro terminato, non certo in corso di svolgimento. Fintanto che i suoi occhi non vedranno una strega apparire dal nulla e uccidere tutti i presenti, lui sarà libero di dubitare dell'esistenza della magia.

Il modo in cui il fantasy si unisce al giallo è rappresentato da un "piano metafisico", chiamato Metamondo, nel quale Battler e Beatrice si sfidano. Il Metamondo è semplicemente una stanza circolare, con varie sedute, dove i due avversari discutono sugli omicidi. Il Metamondo è un luogo a parte, un luogo inesistente, dove tutto può succedere, non va preso come mondo reale (a differenza di Rokkenjima, dove si svolgono gli omicidi e quindi è la vera scena del crimine). Tutto ciò che avviene nel Metamondo serve a guidare lo spettatore negli eventi che si susseguiranno e aiutandolo a ragionare come fa Battler.

Inutile dire tutto questo, però, se chi si avventura in Umineko non è pronto ad accettare e a capire le regole di questo gioco. Umineko è un "gioco" vero e proprio, una sfida che la Strega Beatrice ti ha lanciato, una sfida per negare l'esistenza delle Streghe. A Beatrice non interessa che tu scopra il colpevole, lei desidera una spiegazione razionale alle atrocità e alle stranezze che ti porrà di fronte. Ti arrenderai, o ti alzerai in piedi, le punterai il dito contro, e le darai filo da torcere?


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RobyGon

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Umineko no naku koro ni è un Anime tratto dall'omonima serie di Sound Novel prodotte dalla 07th Expansion e, quindi, da Ryukishi, creatore della nota serie Higurashi no naku koro ni. Anche i meno attenti avranno notato una marcata somiglianza nei titoli delle 2 opere ma non fatevi ingannare. Umineko è solamente un seguito spirituale di Higu e non è affatto necessario aver visto quest'ultimo per godersi lo spettacolo.
In questa recensione tenderò il più possibile di giudicare Umineko per quello che è ovvero l'adattamento della novel.

Per quanto riguarda la trama, sopra di me l'hanno già riassunta a dovere quindi darò solo un giudizio veloce che non può essere che positivo. Viene posto quasi immediamente un interrogativo in più rispetto al solito: "chi è il colpevole?" ovvero: "il colpevole è un umano o una strega?";
è qui che verte tutto Umineko. Il protagonista, Battler, ingaggia uno scontro con la strega Beatrice non per negare la magia in generale (come purtroppo in molti pensano), ma perché lui non accetta il fatto che sia una strega ad aver ucciso tutti i suoi cari in quei terribili giorni del 4 e 5 Ottobre. Solo questo! E quindi, partendo da qui Beatrice organizzerà per lui dei giochi che si tradurranno in un riavvolgimento alla Higurashi a fine di ognuno di essi, per poi ricominciare con omicidi diversi e diversi interrogativi. Inoltre, a Battler verranno mostrate le scene degli omicidi in maniera distorta, sotto forma di combattimenti fantasy (i tanto agognati combattimenti che hanno portato i più superficiali a definire Umineko ridicolo), creati appositamente dal Game Master (Beatrice) per mostrare a Battler (e a noi ovviamente) la verità, ma in modo che essa sia difficile da capire e che rendano la percezione del protagonista (e di chi guarda) "offuscata", la cosiddetta "Illusione della Strega". Sì, perché di fatto le scene che ci vengono mostrate sono un'illusione, un'illusione montata da chi vuole far davvero credere che dietro gli omicidi ci sia Beatrice La Strega Dorata. In questo quadro si svolgeranno le vicende che si alterneranno tra lo svolgimento della storia sulla "scacchiera" di Rokkenjima e tra scene nel Piano Metafisico tra Battler e Beatrice, l'uno cercando di trovare trucchi umani per compiere gli omicidi presentati (e quindi un colpevole), l'altra fornendo prove (sotto forma di testo Rosso) che diano a Battler un modo per combattere e al contempo rendere la verità irraggiungibile.

Ma fino ad adesso abbiamo solo creato il quadro dell'opera, che l'anime, bene o male, ricalca paro paro dalla Novel.
Diciamolo subito però: l'anime non è all'altezza della novel. Quasi scontato, poche novels vantano un adattamento televisivo degno di loro. Il punto è che l'anime è nettamente inferiore alla novel.
Studio Deen ha deciso di condensare l'opera della 07th Expansion in 26 puntate, numero che si è rivelato, ovviamente, totalmente insufficienti per un adattamento degno di questo nome. Parecchie scene sono state condensate in pochi minuti (storico l'adattamento della puntata 24), in certi casi tagliando di sana pianta pezzi di storia senza i quali a chi guarda solo l'anime non è permesso di raggiungere una risposta al mistero, in nessun modo. Questo è il peccato maggiore di cui si macchia l'anime di Umineko, un adattamento frettoloso che ha cercato, in poche puntate, di sfruttare il successo riscosso dalla Novel. Mera operazione commerciale, polverizzata poi dalle vendite dei DVD che sono molto basse. I testi in rosso di cui parlavo in precedenza, fondamentali per offrire allo spettatore una prova di quello che sta accadendo, sono presenti in quantità inferiore di 1/3 rispetto a quelli presenti nella Novel. Credetemi, guardare solo l'anime e sperare di raggiungere il cuore della verità di Umineko è tempo perso dato che non ci riuscirete. La mancanza di buona volontà da parte dello Studio Deen poi, si nota in quasi tutti i settori dell'anime.

Il comparto tecnico dell'opera è altalenante. Dal primo episodio, che sfoggia un character design pulito e curato, sfondi su cui si stagliano le pareti della villa dettagliati e un'atmosfera elegante e composta, la qualità continua a peggiorare in negli episodi successivi, per poi rialzarsi, per poi riabbassarsi, per poi rialzarsi, per poi riabbassarsi ancora! Tutto merito della regia, i cui errori a volte fanno paura come le sue scelte registiche (l'effetto sidewayyyyyyy). Anche le animazioni sono grezze a volte e discrete in altre, ma da chi ha creato l'anime di Higurashi me lo aspettavo.
Dal lato tecnico ciò che brilla è il sonoro. E non è il lato migliore di un pasto servito freddo, bensì un lato dell'anime parecchio ottimo. La colonna sonora è molto bella seppur ancora non so perdonare il fatto che siano state usate pochissime OST dalla Novel. Le OP e le ED sono ottime, davvero nulla da dire (oh desireeeeeee) e il doppiaggio è eccellente (il doppiaggio di Beatrice è uno dei migliori che io abbia mai sentito).

Purtroppo l'anime di Umineko non è quello che i fan della Sound Novel aspettavano. Un adattamento scialbo e privo di impegno, un lato tecnico che sarebbe potuto brillare se fosse stato affidato a persone diverse (uccidete la regia per favore). Insomma, volete godervi Umineko al massimo? Leggete la Sound Novel (esiste una patch inglese prodotta dal gruppo Witch Hunt). Non vi va di impegnarvi nel leggere le millemila riga di testo della Novel? Procuratevi le scan del manga che (per almeno il primo arco che ho letto) è migliore dell'anime su tutta la linea.

Grafica: 5 (in grafica è anche contato il lavoro registico)
Sonoro: 8 1/2
Trama: 9
Personaggi: 7 (ovviamente molto meglio caratterizzati nella novel)
Sceneggiatura: 5
Phasing: 6

Voto finale: 5.5 arrotondato a 5.


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giorgio13

Episodi visti: 26/26 --- Voto 8
Chi ha visto e ha apprezzato le serie anime intitolate Higurashi no Naku Koro Ni (Quando piangono le cicale) non può non rimanere indifferente se legge il titolo di questo anime: Umineko no naku koro ni; questa volta a piangere saranno i gabbiani.
Naturalmente non è solo il titolo che accomuna questi due prodotti: infatti, oltre ad alcuni riferimenti sparsi qua e là (come i cartoni animati che si vedono in TV o la donna di nome Bernkastel), il vero elemento comune è la struttura ciclica della storia: anche qui tutti i personaggi moriranno, uccisi in maniera cruenta grazie alla magia dalla strega Beatrice, per poi ritrovarsi in una specie di Limbo.

Tutti gli Ushiromiya (ricca famiglia che si ritrova sull’isola di Rokkenjima per discutere sulla divisione dell’immensa eredità, visto che il padre, Kinzo, ha poco da vivere), accettano e scherzano allegramente sulla loro morte; l’unico che non accetta di essere stato ucciso dalla magia è Battler, uno dei quattro nipoti; inizia così una sfida, considerata un semplice “gioco”, proprio come una partita di scacchi, tra il giovane e la strega Beatrice: i giorni 4 e 5 ottobre 1986 e gli efferati omicidi si ripeteranno in eterno finché lui non riuscirà a spiegarli in maniera razionale, oppure finché la strega non gli farà ammettere l’esistenza della magia e il suo utilizzo nell’uccisione delle 18 persone (i 12 membri della famiglia, il dottore e i 5 membri della servitù).

Nell’arco dei 26 episodi la storia si ripeterà 4 volte, ma anche qui, come in Higurashi, ad ogni nuovo “ciclo” si sapranno più cose sui molti membri della famiglia.
Mi ha particolarmente colpito la situazione di Rosa: lei ha una figlia, Maria, di 9 anni, che manifesta chiaramente una doppia personalità, una in cui non fa altro che ripetere (sia che sia contenta o stia piangendo) il verso “uuu, uuu”, e una da “posseduta”, in cui ride malignamente anche di fronte a dei cadaveri; è importante sottolineare che non si sa nulla del padre, e che Rosa lascia spesso la bambina a casa da sola per andare a spassarsela col fidanzato del momento; inoltre la picchia spesso, e le rompe persino i giocattoli che lei stessa le ha regalato; non ci si stupisce poi se la piccola Maria crede ciecamente che la magia esista: è il suo modo di scappare dalla realtà, di rifugiarsi in un mondo tutto suo, libero dal dolore e dalla solitudine.

Naturalmente, in ogni giallo che si rispetti, non possono mancare i misteri e i segreti.
Il più interessante è l’iscrizione che si trova sotto il ritratto di Beatrice appeso nella sala principale della villa di famiglia: esso presenta un complicato enigma, e chi lo risolverà troverà le 10 tonnellate di lingotti d’oro, che si narra la strega avesse donato in passato a Kinzo a seguito di un patto che coinvolge la magia nera; poi ci sono i numerosi problemi delle stanze chiuse, all’interno delle quali si trovano le chiavi per aprire le stesse, e ancora cadaveri che scompaiono misteriosamente senza lasciare tracce, lettere che al contrario appaiono dal nulla, farfalle dorate che svolazzano prima che qualcuno venga brutalmente trucidato…
Ci si aspetterebbe che col proseguire della narrazione alcuni buchi vengano colmati o quanto meno che vengano forniti dei piccoli suggerimenti: e invece no, perché man mano che si va avanti la situazione diventa sempre più confusa e intricata.

L’elemento soprannaturale la fa da padrone assoluto: non ci sono solo numerose streghe, ma anche demoni di tutti i tipi; persino i servitori possiedono armi magiche fosforescenti molto particolari. Oltre ai duelli cervellotici tra Battler e Beatrice (resi ancora più complessi da frasi dette “in rosso” o “in blu”, le quali stabiliscono una verità inequivocabile) ci sono scontri molto violenti e spettacolari a colpi di magia.
Sorgono quindi alcune domande: tutte le magie che vengono mostrate sono reali o sono illusorie? E se lo sono, cosa succede in realtà? Se tutto è risolvibile in maniera razionale, perché rimane comunque avvolto da un apparentemente impenetrabile alone di mistero?
Sovvengono alla mente anche domande su questioni un po’ più “profonde” e filosofiche: cos’è la magia? Indipendentemente dal fatto che esista o meno, perché esiste questo concetto? Essa è un bene o un male? Qual è la linea di demarcazione che separa la magia e la scienza, il razionale con l’irrazionale?
Per avere le risposte basta interrogare se stessi, la propria fantasia, il proprio fanciullino interiore; secondo il mio personalissimo parere, la magia esiste, l’importante è crederci profondamente.

Utente7616

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Utente7616

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Il mio giudizio riguardo all'anime di Umineko, anche conosciuto come When They Cry 3, è largamente influenzato dall'opera originale, ovvero l'omonima Sound Novel. Dividerò criteri valutativi e riflessioni in più sezioni approfondite.

STORIA: 10/10
Da punto di vista della trama, Umineko no Naku Koro ni è il degno successore di Higurashi. La facoltosa famiglia Ushiromiya si ritrova, nell'ottobre 1986, all'annuale conferenza di famiglia su Rokkenjima, isola dell'arcipelago Izu, per discutere del passaggio di eredità alla morte del capofamiglia, Kinzo Ushiromiya. L'arrivo di un tifone impedisce agli ospiti di andarsene per due giorni, il 4 e il 5 ottobre. Nel bel mezzo della discussione arriva una lettera dalla leggendaria strega dell'isola, Beatrice, che incita gli Ushiromiya a partecipare a un gioco d'intelletto con lei: trovare le dieci tonnellate d'oro nascoste sull'isola risolvendo l'enigma dell'epigrafe sotto il suo ritratto. Ciò che attende le diciotto persone intrappolate sull'isola è una serie di agghiaccianti omicidi seriali. È opera di un umano? È opera della strega? Questo è il fulcro su cui si basa tutto Umineko.

Le premesse sono più che convincenti - la presentazione è ciò che mi ha maggiormente affascinato e convinto a leggere le Sound Novel e, successivamente, a seguire l'anime. Divisa in quattro archi narrativi principali (Legend of the golden witch, Turn of the golden witch, Banquet of the golden witch, Alliance of the golden witch) a cui ne seguono altri quattro di risposte, dei quali per ora ne conosciamo due (End of the golden witch, Dawn of the golden witch), con il terzo in uscita al prossimo Comiket, l'opera riprende lo stile di Higurashi grazie all'uso dei Kakera, i Frammenti, che permettono all'autore di comunicare la storia attraverso un prestabilito periodo temporale ripetuto più volte in diversi modi. Progredendo con la visione, faremo conoscenza di un numero sempre maggiore di personaggi, la maggior parte appartenenti al mondo magico, in primis la strega millenaria, Beatrice, 'in carne ed ossa'. Dal momento che a partire dal secondo arco, e per certi versi dalla fine del primo, i personaggi vedono Beatrice e i suoi servitori e amici, come è possibile che Battler continui a negare l'esistenza della strega? È ovvio che Beatrice esiste e tutti i suoi sforzi sono inutili - diavolo, perfino lo stesso Battler può parlare in caratteri blu e vedere la strega fornirgli informazioni veritiere in rosso! Giusto?
Sbagliato. Questo è l'errore che molti - a ragione, ma di questo parleremo più avanti - commettono guardando l'anime senza aver giocato alla Sound Novel. Innanzitutto bisogno specificare una cosa: Battler non sta cercando di negare l'esistenza delle streghe in sé, bensì che il colpevole degli omicidi su Rokkenjima sia magico; in altre parole, non accetta l'esistenza della magia nel mondo reale. Il 'gioco' fra Battler e Beatrice si svolge infatti su un piano metafisico, distaccato dalla realtà, nel quale la strega propone a Battler una versione edulcorata dei tragici eventi che hanno luogo su Rokkenjima, cercando di costringere il malcapitato ad accettare, attraverso omicidi impossibili per un essere umano, la sua esistenza. Il fatto che i due possano parlarsi in prima persona e osservare altre streghe, conigliette con archi magici, ragazze e ragazzi dotati di lame di energia e scudi di forza, risulta comprensibile se si adotta questo punto di vista. Perché Umineko non è altro che una questione di punti di vista differenti e fuorvianti. Anche lo stesso Battler deve compiere, come il pubblico, un viaggio formativo che gli insegnerà come affrontare gli avvenimenti che gli si pongono davanti: lui stesso, alla fine del secondo e durante il terzo arco, si arrende a Beatrice, sostenendo che è impossibile negare qualcosa visto con i propri occhi, per poi ricredersi una volta ritrovata la fiducia in sé stesso e ottenuto un nuovo approccio alla magia. L'autore si rivolge a noi come a Battler Ushiromiya: riuscirà a farci arrendere e smettere di pensare, imputando tutto all'opera di un ente soprannaturale? O riusciremo a trovare una spiegazione logica al perché gli omicidi avvengano e perché Beatrice si stia comportando in questo modo? Se intendiamo accettare la sfida e ci piacciono il ragionamento portato agli estremi, la letteratura mystery e il fantasy, Ryukishi07 ci accoglie sull'isola: "Welcome to Rokkenjima".

PERSONAGGI: 8/10
È difficile ricordare i nomi di tutti i diciotto personaggi introdotti immediatamente, e la situazione peggiora quando in seguito il cast raggiunge una quota superiore a quaranta: non è un punto di forza per un'opera che va intesa come un giallo. Tuttavia, ognuno degli abitanti di Rokkenjima è ben caratterizzato, con i propri desideri, segreti, paure, moventi, esperienze di vita e mille sfaccettature, molte delle quali sono state purtroppo, per ragioni di tempo, non approfondite abbastanza nella versione animata. Come per quanto riguarda la storia, nell'anime non viene data spiegazione della comparsa di alcuni personaggi, come le tre Siesta Sisters.

SUONO: 9/10
Se c'è un reparto dove Umineko eccelle veramente è quello audio. Con un cast formato da una pletora di voci famose e competenti, da Daisuke Ono a Sayaka Ohara, da Rie Kugimiya a Yuu Kobayashi, trovo il doppiaggio impeccabile sotto quasi ogni punto di vista. Molte delle musiche di sottofondo sono prese direttamente dalla Sound Novel, contenente bellissime, a mio parere, tracce come Goldenslaughter, Worldenddominator, あかいくつ偽, o più tranquille come 生まれてきてくれてありがとう, che hanno un ruolo fondamentale per quanto riguarda l'atmosfera (non per niente l'opera originale è una Sound Novel). Non raggiunge la perfezione per il fatto che alcune tracce siano state sovrausate (Suspicion) o assenti e sostituite con altre fuori luogo (Dreamenddischarger, Mortal Stampede, che sono comunque presenti, non si sa per quale motivo, nel cd della colonna sonora).

GRAFICA: 7/10
Non parliamo certo di perfezione assoluta. L'ambientazione in stile occidentale è resa realisticamente e con gusto, soprattutto per quanto riguarda gli interni della villa principale. Il character design è piacevole e curato, anche se troppo spesso si notano palesi errori di prospettiva e animazione vera e propria, per i quali rimando ai thread su myanimelist o animesuki, che fanno cadere di molto il punteggio in questo campo.

ADATTAMENTO: 3/10
La vera nota dolente dell'anime di Umineko, l'adattamento da parte dello Studio DEEN. Diretto da Chiaki Kon (Higurashi no Naku Koro ni, Nodame Camtabile Finale), le aspettative, dopo il successo di Higurashi, superavano di molto quella che poi è stata la trasposizione effettiva. La novel è stata grandemente tagliata per rientrare nei ventisei episodi, di molti concetti FONDAMENTALI per la comprensione, come i paradossi del Gatto di Schroedinger,il Tubo di Braun, o i Corvi di Hempel, non viene data alcuna spiegazione; imperdonabile il fatto che la maggioranza di frasi rosse e blu, essenziali anche solo per provare a risolvere gli enigmi presenti in Umineko siano state tralasciate (emblematico l'ultimo episodio, in cui Beatrice dice tre frasi rosse in totale, quando nella Novel Battler e la Strega usavano una gran quantità di rosso e blu per discutere ogni avvenimento importante dei quattro archi). Non solo l'elemento 'giallo' è stato quindi totalmente distrutto, ma anche ogni possibilità di vera comprensione dell'opera. Non a caso, alcui parlano di un adattamento scadente quanto quello di Tsukihime, novel della Type-Moon.
Anche per quanto riguarda DVD e Blu-Ray sono molti i punti a sfavore: anche se le censure presenti nella versione TV sono state rimosse, nessun errore di animazione è stato corretto, nessuna scena mancante è stata aggiunta, i contenuti speciali sono praticamente inesistenti, limitandosi a dei corti costituiti da un ridoppiaggio di scene riciclate dall'anime.

GIUDIZIO FINALE: 7,4, arrotondato a 7. L'adattamento operato da Studio DEEN è ciò che, a mio parere, ha trascinato nella schiera degli anime mediocri ciò che poteva essere il pezzo forte dell'autunno/inverno 2009. Relegando l'anime a un 'plus' per chi ha già familiarità con l'opera originale, consiglio pertanto la lettura della Sound Novel per apprezzare appieno l'opera di Ryukishi07, disponibile in inglese (The Witch-Hunt) e a breve in italiano (Ars Magica).


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Alexander

Episodi visti: 21/26 --- Voto 4
Attenzione: la recensione contiene spoiler

Mi spiace dover recensire un anime senza averlo neanche finito, non è mia abitudine ma, ahimè, ad un certo punto non ce l'ho fatta proprio più a tenermi tutto dentro!
Quest'anime si presenta con le migliori premesse: stupenda sigla iniziale e character design di prima qualità (di gran lunga superiore a quello di "Higurashi").
Nelle prime quattro puntate l'atmosfera, da frivola diventa sempre più sinistra e incalzante (in perfetto stile Higurashi). Certo, a chi non è nuovo del genere potrà dare una vaga idea di già visto, ma riesce comunque a tenere viva l'attenzione nello spettatore ignaro della sprangata che gli arriverà tra i denti di lì a poco...
E arriviamo dunque alla fatidica quinta puntata. Se non volete dire addio alla vostra sanità mentale, vi consiglio caldamente di non proseguire oltre la metà dell'episodio, perché da lì in poi l'anime si trasformerà in uno shonen splatter-demenziale completamente privo di senso, paragonabile, a livello di coerenza e consequenzialità logica degli eventi, ad "Excel Saga". Se dovessi elencare per intero tutte le assurdità presenti in quest'anime potrei metter su un'enciclopedia, per cui mi limiterò a quelle più evidenti (attenzione, ci sono degli spoiler, ma vi assicuro che non vi perdete nulla):

1) Battler vorrebbe dimostrare che la magia non esiste: dall'alto della sua razionalità infatti non può accettare che delle persone crepino per mano di una strega... invece il fatto che delle persone morte in modo atroce ritornino in vita senza un graffio (lui compreso!) evidentemente è cosa di tutti i giorni dato che la cosa non sembra sfiorarlo minimamente.
2) Altrettanto normale è che una bambina si metta a sghignazzare di fronte a corpi orrendamente mutilati e conosca a memoria simboli satanici, dato che nessuno lì attorno sembra curarsene minimamente... e mentre tutti i componenti dell'allegra famigliola sono intenti ad accusarsi tra di loro, quale potrà essere l'unica che non viene mai colpita dal benché minimo sospetto?
3) Dove diavolo sono finiti tutti quanti quando Battler inizia il gioco con Beatrice? Sono stati riportati in vita o era solo una finta? E perché Battler sembra tener più a dimostrare che la magia non esiste (!) piuttosto che a scoprire dove si trovi lui e gli altri? E una volta vinta la sfida, cosa ci guadagnerebbe e cosa intenderebbe fare per sbrogliare la situazione? Dettagli insignificanti.
4) Dopo il primo ciclo, ne parte un secondo, finito quello un terzo e così via... e Battler ovviamente giù a ripetere le sue scemenze sull'inesistenza della magia ecc ecc. Ma se anche riuscisse a spiegare le morti avvenute in un ciclo, non avrebbe certo dimostrato anche quelle degli altri cicli. E poi ogni volta che un ciclo finisce, è costretto a ricominciare daccapo la sfida per spiegare quello nuovo, così la sua folle impresa (già persa in partenza per evidenti motivi) diventa ancora più disperata.
5) Ma quanti Battler esistono? Quando si parte col secondo ciclo, Battler è ancora lì seduto in poltrona a sparare le sue stupidaggini con Beatrice, ma nel frattempo si sta guardando l'altro se stesso che schiatta insieme a tutti gli altri nella villa. E ovviamente a lui non gliene può importare di meno! La domanda sorge spontanea: quale dei due è quello vero?

Come se la situazione non fosse già abbastanza ridicola di per sé, col passare della serie potremo goderci delle vere chicche come:
- gente che duella con pugnali di luce;
- conigliette in abiti succinti che si trasformano in kunai e ne combinano di tutti i colori;
- strani maggiordomi con la testa da caprone;
- festini sadomaso;
- torri gemelle che sbucano da sotto terra;
- deliri pseudo-scientifici sulla meccanica quantistica;
- una tipa che si sdoppia senza alcuna spiegazione razionale.

Alla fine di ogni puntata mi dicevo: ormai hanno toccato il fondo, non possono fare di peggio, per poi rimangiarmi tutto la puntata successiva, e infatti mi sono addentrato così in fondo nella visione per vedere fino a che punto potesse arrivare.
Ma almeno la serie avrà una qualche tematica sociale, qualche messaggio da dare, qualche insegnamento morale?
In Higurashi c'erano, dietro l'apparente caos degli eventi e l'infantile character design, elementi molto seri e profondi che giustificavano il tutto e stimolavano una riflessione. Qui è l'esatto contrario: il caos è reale e il character serio e adulto cela una quasi totale assenza di qualsivoglia significato. Ancora stento a credere a quello che ho visto.
Se vi è piaciuto Higurashi, guardatevi pure le prime quattro puntate e mezzo, perché almeno fin lì non è male, ma non provate ad andare oltre o il vostro cervello ne uscirà ridotto a marmellata.

wood

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wood

Episodi visti: 26/26 --- Voto 7
Data la conclusione dell'anime devo abbassare un po' il voto. Gli ultimi due giochi sono veramente strani e sconclusionati (anche se mantengono vivo l'interesse). Comunque rimane una buona serie con dei personaggi adatti e ben delineati, e nelle ultime puntate arrivano molte new entry.
Peccato per il finale non molto chiaro e per l'incongruenza di qualche situazione.
Due appunti:
1- Molti hanno criticato l'incoerenza di Battler, ma non è vero. Battler non nega l'esistenza della magia quando tutto gli è stata sbattuto in faccia (chiama perfino la strega Beatrice), ma non riesce a concepire che la sua famiglia sia morta in questo modo. In seguito intervengono altri personaggi che lo spingono a trovare motivazioni un po' più profonde (e non vado oltre,altrimenti è spoiler).
2-il paragone con "Higurashi" è inutile, sono diversi, solo il primo arco narrativo in Umineko è simile al suo predecessore e devo dire che è stato pure realizzato meglio. Gli altri archi si basano sul gioco, mentre la componente horror viene meno. Poi il character design e le animazioni qui sono superiori(le espressioni di Higurashi non mi spaventavano, ma irritavano) e i personaggi non hanno un passato, ma non impazziscono a casaccio senza reagire. Sono, in generale, più coerenti con la loro natura e più normali.
In conclusione, Umineko è un buon anime, ma se volete vederlo dovete essere amanti del genere e non troppo pignoli. Spero in una seconda serie o in un OAV che chiarisca qualche punto in sospeso


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Manuel

Episodi visti: 26/26 --- Voto 1
Zero non si può mettere e il voto nullo non esprimerebbe il mio rammarico per questa serie. Per chi tra di voi è rimasto piacevolmente impressionato da "Higurashi no naku koro ni" (tanto impressionato da voler per forza di cose cercare un altro anime che potesse fargli provare le stesse emozioni), non rifugiatevi su Umineko. Non è né un degno successore né qualcosa che possa darvi ulteriori informazioni su Bernkastel (unico legame con Higurashi) ma, anzi, vi farà rimpiangere di averlo guardato.
Umineko fa acqua da tutte le parti, nessuna eccezione e nessuna esagerazione. La trama è solo un pretesto per avere degli elementi su cui imbastire un gioco (ed è davvero un gioco stupido, senza metafore).

Una famiglia arriva sull'isola del loro padre (nonno per alcuni suoi membri) per discutere su chi acquisirà l'eredità del suddetto vecchio. Quella stessa notte una tempesta li intrappola nell'unica villa presente e lì vengono in qualche modo uccisi. Battler, il protagonista, viene preso da Beatrice, la strega per giocare con lei. La strega ha bisogno infatti che Battler creda nell'esistenza della magia per farla risorgere. Confusi? Vi assicuro che non c'è altro modo per parlare della trama, leggetela così come è scritta, ne più né meno.
Tralasciando la storia, non vi è nessun altro motivo che possa indurvi ad apprezzare questa serie a dir poco scandalosa, poiché tutto viene incentrato sull'investigazione di ogni delitto. Praticamente la sera degli omicidi viene ripetuta per alcune volte da punti di vista diversi. Mmolte puntate si svolgono con il seguente schema:
Battler: "Tu non esisti, il tizio X ha ucciso l' Y e poi è fuggito."
Beatrice: "Non è vero, ho ragione io, sono meglio io.

Non è una presa in giro, è così.

Quindi, ricapitolando: la storia non esiste, l'investigazione non esiste. E i duelli? Pensate che in un giallo ci siano dei duelli? Si! E sono fatti con i piedi pure quelli. E le varie storielle d'amore tra alcuni personaggi? Patetiche, prive di senso e di sentimento. Alcuni personaggi avranno almeno un passato, un carattere, una storia personale degne di nota, o no? Scordatevi anche questo, alcuni nemmeno hanno un minimo di background, figuriamoci un passato che regga. E, ancora, ci saranno delle scene divertenti per smorzare la tensione? Sì, due ad inizio, poi il nulla. E il disegno? Per carità, bello da vedere ma non trasmette nulla. In Higurashi basta vedere un paio di episodi per rendersi conto di cosa significhi diventare pazzi, cambiare il proprio viso in quello di un demone mantenendone i tratti e commettere delle vere stragi. Ma qui non siamo ai livelli di Higurashi e l'unica follia la si riscontra in Maria, una bambina di dieci anni circa, che parla come una vera impossessata, cambiando anche il viso (in maniera ridicola) E nessuno sembra rendersene conto. Nemmeno la madre! (cosa che risulta simpatica nella serie "I Griffin", ma non in questo caso).
In molti anime si usa la confusione iniziale per rivelare tutto alla fine e lasciare a chi osserva un senso di sgomento e di stupore che gli apre gli occhi. Qui invece sarete confusi fin dall'inizio e lo rimarrete fino alla fine perché l'anime non è mirato né a regalarvi emozioni, né risposte, tant'è che persino il finale non è un vero finale in quanto volutamente e fin troppo aperto ad una seconda serie.

Mi sembra di aver dato fin troppi motivi a chiunque sia interessato per non guardarlo. Ha persino una opening semi italiana (e ti pareva) che è orribile, così come l'ending.
L'ho guardato tutto, sforzandomi davvero tanto, e questa forza l'ho presa soltanto da Higurashi, serie che mi ha colpito davvero. Senza di questa, dopo la seconda puntata, l'avrei sicuramente interrotto senza pensarci minimamente.


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Chrome

Episodi visti: 26/26 --- Voto 5
Questo anime è stato una grande delusione per me. Ho finito di guardare gli ultimi episodi in questi giorni. All'inizio, nei primi 8-9 episodi, la storia mi aveva coinvolto molto ma, neanche a metà, comincia a diventare pesante, stancante e noiosa. Tralasciamo pure il design "plasticoso" e le scene in cui il sangue cade a catinelle.
Unimeko No Naku Koro Ni comunque non si limita a questo ovviamente. La storia è proprio insensata.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

Sapete perché è insensata? Beh, ve lo spiego: subito dopo gli episodi della villa in cui sono stati tutti uccisi e resuscitati, Battler ingaggia la sfida con Beatrice per dimostrare che la magia non esiste.
Avete capito no? Battler vuole dimostrare che la magia non esiste pur avendo visto tutti resuscitare e soprattutto sostiene ciò mentre è seduto su una poltrona e mentre osserva la storia che si ripete. Allora vorrei dire a Battler, il solo semplice fatto che tu stia lì seduto a riguardarti le scene di morte non dimostra che la magia esiste? La sfida tra Battler e Beatrice è una cosa mortalmente noiosa. Ciò che dice Battler non ha proprio senso, si è inventato tre fesserie sul momento. Non ho proprio trovato la logica in quello che diceva, o forse mi sono persa io qualcosa?
Altro fattore: arriva Ange (la sorellina di Battler dal futuro) e non rivela al fratello la sua vera identità a causa del patto fatto con Bernkastel. Alla fine glielo rivela ma perisce (notare il sangue che cade a cascate) e Battler, straziato dalla sua morte, ricomincia con la storia sul fatto che dovrà sconfiggere Beatrice e dimostrargli che la magia non esiste.
Ripeto: il solo fatto che Ange sia venuta appunto dal futuro è stato grazie alla magia, ma Battler è troppo stupido per accorgersi di un particolare del genere.
Altra delusione: verso gli ultimi episodi Jessica e George cominciano ad essere fighi, mostrano un grande carattere e poi come finiscono? Se ci ripenso mi viene da piangere, anzi no, peggio.

Fine parte contenente spoiler

Questo anime mi ha fatto davvero arrabbiare. Le basi per fare forse non ottimo ma almeno discreto anime c'erano, eccome. Il primo impatto è stato buono ma, se già a pochi episodi ti stufa, non si può fare granché, eh.
I personaggi sono discreti. Maria, così pazza e strana, forse è quella che hanno ideato meglio. Battler è il protagonista più insignificante nella storia degli anime di tutti i tempi, ovviamente dopo quel playboy inutile di Makoto di School Days.
Sin dall'inizio non c'è stata una vera trama (storia anche incoerente), il sangue e i personaggi servono solo per impressionare qualche sempliciotto. Il finale non è nemmeno un vero finale. Facevo meglio a non vederlo questo anime. La colpa è di tutti quegli amici che ne parlavano talmente bene da farlo sembrare un capolavoro.
Voto: 5

AngeUshiromiya

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AngeUshiromiya

Episodi visti: 26/26 --- Voto 9
Anime decisamente stupendo. Personaggi tutti ben fatti, sia graficamente sia caratterialmente. Ognuno ha una sua particolarità, persino quelli meno importanti. Idem per le ambientazioni. Alcuni particolari però lasciano a desiderare, per questo, consiglio di seguire anche la visual novel in contemporanea con l'anime, se si vuol capire meglio cosa succede nel corso degli eventi dato che la trama è complessa. Mi aspettavo anche di più dall'ultimo episodio ma va beh, niente spoiler.
Comunque nonostante tutto, Umineko è diventato uno dei miei anime preferiti e merita un 9! Avrei dato 10 se non fosse stato per quelle imperfezioni che ho elencato prima.


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chibiTeo

Episodi visti: 11/26 --- Voto 5
Introduzione puramente informativa: Umineko no Naku Koro Ni, è un sequel/versione alternativa di Higurashi No Naku Koro Ni/Kai ; sempre appartenente alla collana di visual novel “When They Cry”, a differenza di Higurashi (cicala) Umineko significa “Gabbiani”, quindi il titolo corrisponde logicamente a “Quando piangono i gabbiani?” . Per “godere” appieno della serie è necessario vedere prima il predecessore, Higurashi (nonostante su altri siti venga indicato come semplice alternative version), visto che Umineko contiene alcuni riferimenti alla serie.

Lo staff principale che si è occupato della serie è lo stesso di Higurashi, poiché ci sono ancora Ryuukishi07 come creatore della storia, e Kon Chiaki come regia.

[fine descrizione imparziale, ora prevale il giudizio personale]

Piccola trama: La famiglia Ushiromiya si trasferisce su di un’isola privata per discutere sull’eredità del padre, Kinzo Ushiromiya. Sull’isola quindi ritroveremo: i domestici (tra cui un dottore) e i nipoti, figli, di Kinzo. Battler, poco dopo essere arrivato, scoprirà che dietro l’isola e suo nonno vi sono misteriose leggende su streghe e demoni, contornate da lingotti d’oro che spuntano dal nulla, santuari distrutti, e una cugina di 9 anni (Maria) spesso preda di crisi demoniache. Come se non bastasse, a rendere il tutto mistico vi sono lapidi con incisioni che danno un vago presagio di “scommetto che a breve crepa qualcuno”, e presto infatti viene a susseguirsi una misteriosa catena di omicidi (mentre incombe pesante la sensazione di “già visto”).

Animazioni: NO! Non bastano i personaggi kawaii e colorati per una buona grafica! Tra l’altro colori quasi sempre sfocati in una qualità video che “dovrebbe” essere HD (Hate Definition, LOL), non mancano le scene deformi, con personaggi che perdono gli occhi, o altri che dopo essere passati in secondo piano si immobilizzano e sfocano. Mentre il rapporto “personaggi-sfondo” è quasi inesistente…

Colonna Sonora: I fan italiani esulteranno sapendo che l’opening è cantata parzialmente in italiano (anche se alcune frasi si comprendono appena), opening ed ending veramente stupende! La colonna sonora generale invece non è nulla di speciale, OST abbastanza banali

[d’ora in poi potreste incappare in spoiler, fastidiose anticipazioni, siete avvertiti]

Personaggi (Main & Design chara): Rispetto al gioco originale, alcuni personaggi di Umineko sono stati sottoposti ad interventi estremi di lifting (vedi la pargola Maria); ma non è un difetto, perlomeno gli otaku saranno felici di avere personaggi kawaiicosi da utilizzare come avatar… Tralasciando questo particolare, il design dei personaggi non è niente male. Passiamo invece alla loro “psicologia”; pensavo che come in Higurashi i personaggi ne avessero una perlomeno credibile: febbrile e vana speranza.
In Umineko permane sempre nell’aria la sensazione di confusione dei personaggi. Un esempio folgorante è Maria, che in una scena tifa per Beatrice, e in un’altra sembra contraddirsi dicendo: “Il santuario è rotto! Malaugurio!” … ma se ho seguito bene la serie, ciò dovrebbe essere un vantaggio per Beato, no? E questo è solo un esempio! I pezzi più divertenti però sono quelli di Battola-kun (ehm.. Battler ^^”), il quale tiene cosi tanto ai suoi cari da mettersi a fare un gioco cretino con Beatrice, che non porta a nulla se non ad un mero intrattenimento, suo e la strega. Notare anche come si sollazza ad imitare Phoenix Wright… mentre esclama con fermezza “La magia non esiste” davanti a Beatrice che crea illusioni (anche se fossero illusioni è pur sempre magia), Kanon con una caratterizzazione esageratamente marcata [Cavolo! Ti sposi Jessica, ed addio al lavoro di mobile, no? NO -.-], Eva che mette il foglio di carta nella porta così, per diletto .-. Oppure ancora i familiari che osservano Maria come se fosse una bambina normale, durante le sue performance psicopatiche, mentre ride sadica davanti ai cadaveri e mentre recita il Vecchio Testamento come fosse una filastrocca (tra l'altro, elemento che considero buttato lì a fare figo, visto che non trovo che c'entri la Bibbia in questa storia) .-.

Combattimenti: Eh si, anche in un thriller/horror ci sono combattimenti shonen... vedere quelle “spettacolari” animazioni associate a scene d’azione che sembrano parodie di Full Metal Alchemist (vedi Kanon power) ti fanno svenire dall’eccitamento… NB: sarcasmo!

Tematiche ed insegnamenti: La storia è cosi confusa e superficiale da inibire qualsiasi possibile messaggio… eppure le idee ci sono ma sono troppo abbozzate…

Giallo: come ogni anime investigativo (?) che si rispetti, ci deve essere una dose di supposizioni e giri mentali sui possibili colpevoli; l’80% del giallo purtroppo ruota tutto attorno alle CHIAVI, da cui il nostro Umineko trae maggiore ispirazione (come direbbe Mike, allegria!): la chiave della porta X ce l’ha Pinco, la porta Y Pallino, i domestici hanno il Passepartout… tutto così per questi primi 2 archi, davvero pesante e seguirsi... come se non bastasse (non si cessa mai di toccare il fondo a quanto pare), il nostro amato Battola-kun comincia a credere ad un possibile 19° individuo sull’isola (come fa l’individuo ad arrivare su un’isola privata? È un indigeno?) e giusto per non dare la colpa ai 18 si inventa il rovesciamento della scacchiera, che non è una genialata, come furbamente lo spettatore incauto è portato a credere, ma solo una scusa…

Forzature e scene stupide: questa parte mi ha fatto sentire un po’ preso per i fondelli dall’autore, mi spiego meglio; come per forzare un evento, compaiono strani oggetti misteriosi dal nulla in mano ai personaggi (O.o e poi Battler viene a dirci che la magia non esiste, LOL), magari mi sbaglio, ma da dove spunta la scatoletta di tonno dell’episodio 4 (14:07)? Sarò forse avventato, ma a me puzza di forzatura per inquadrare il tavolo pulito senza la lettera che compare in seguito, e francamente mi sento preso per i fondelli. Oppure, Battola-kun che scende dalle scale con un portacandele ridicolo, probabilmente al fine di combattere contro l'assassino [con un portacandele!]. Altra scena che mi puzza di forzatura per far chiudere nella stanza i ragazzi, nel momento in cui Natsuhi fa la sua scena suicida…
Ancora più sulle scatole mi stanno le scene in cui si vede Higurashi nella TV. Come spoilerizzato da chi ha giocato al novel, Higuarashi era un mondo creato da Bernakastel e Lambadelta per una loro sfida; però che ci fa Higurashi in TV? Bernakastel ha venduto le cassette della sua avventura alle aziende televisive? Maddai, siamo seri >_>

Alcune cose positive (finalmente!): l’anime si fà vedere volentieri, non annoia troppo, riesce a catturare bene lo spettatore, e i love love complex danno pure una faccia romantica alla storia.

VOTO: 5/6 sperando non tocchi il fondo a seguire… (arrotondato a 5 per abbassare la vergognosa media dei voti)

Nota: per la recensione mi ha dato una manina la signorina Aki, visto che anche lei ama cosi tanto questa serie…

Battler_Ushiromiya

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Battler_Ushiromiya

Episodi visti: 11/26 --- Voto 9
Anime davvero stupendo, Pseudo-Sequel del famoso Higurashi no naku koro ni, Umineko mostra una trama alquanto simile:
Kinzo Ushiromiya, proprietario di un'isola, si trova in punto di morte. Per ereditare il patrimonio i membri della famiglia giungono sull'isola. Dopo poco il loro arrivo un tifone si abbatte sull'isola ed una serie di strani omicidi ha inizio.
SPOILER (per gli episodi 1-5)
Si scoprirà ben presto che dietro tutti gli omicidi che stanno avvenendo sull'isola c'è la strega dorata Beatrice che, per poter rinascere, ha bisogno che tutti i membri della famiglia riconoscano la sua esistenza, una sola persona, Battler Ushiromya, non crederà che la magia esista realmente e quindi inizierà un gioco gia visto in Higurashi dove sarà costretto a rivivere tutte le esperienze fino all'accettazione dell'esistenza della magia (come già visto per Furude rika che era costretta a rivivere le esperienze e il circolo di morte ad hinamizawa)
Fine SOILER
Anime piuttosto interessante e consigliato agli amanti del genere, ma sconsigliato a tutti gli altri per la trama a volte monotona e ripetitiva, chara desing appena passabile ma tutto sommato bello da vedere, sigle di apertura e chiusura davvero belle, si meriterebbe un 10 pieno ma purtroppo a volte potrebbe sembrare pesante quindi mi limiterò ad un 9.

Wood

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Wood

Episodi visti: 10/26 --- Voto 8
Superiore ad Higurashi sicuramente. Prima di tutto il design è migliore e i personaggi non sembrano bambini, poi sia le musiche che la storia risultano più interessanti. Se al primo arco somiglia un po' a dieci piccoli indiani, dal secondo cambia strada, mostrandoci perfino il volto del killer. Questo perchè umineko è un gioco, un sadico gioco che si ripete più volte. Già dal secondo arco (ancora in corso) s'incominciano a capire glia atteggiamenti dei personaggi e il motivo delle morti. A livello tecnico è discreto, bel design (ribadisco), che mi ricorda Junjun romantica, belle musiche, animazioni così così. Interessanti i personaggi. Non sono senza carattere come in Higurashi e ognuno ha degli elementi che lo contraddistingue. I miei preferiti sono di sicuro Battler e Kanon, gli unici con fegato.
Se vi piace il genere vi innamorerete di Umineko, altrimenti alla larga! Le immagini violente non mancano.
Una chicca per i fan: la sigla ha pezzi in italiano e nell'anime ci sono citazioni di Higurashi. Io ne ho contate 5.
Dato che deve finire metto otto, anche se temo che il finale non sarà all'altezza. Speriamo bene.


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Minako85

Episodi visti: 9/26 --- Voto 9
Umineko non è un anime semplice, anzi. Credo sia uno degli anime più strani e in un certo senso macabri degli ultimi anni. E' tratto da una serie di "doujin soft visual novel", cioè una sorta di "racconto" sotto forma di immagini, testo e suoni da seguire sul proprio PC o cellulare. Ogni Comiket viene pubblicato un nuovo "capitolo" della storia in Giappone.

La storia all'inizio sembra una sorta di "10 piccoli indiani", con una serie di misteriosi delitti senza spiegazione apparente, avvenuti in stanze apparentemente inaccessibili. Questo, solo per i primi 6 episodi. Poi la cosa si fa più complessa e inizia un gioco feroce fra uno dei protagonisti, Battler e la crudele strega Beatrice. Il ragazzo sarà costretto a rivivere gli eventi che ha già vissuto e rivedere gli omicidi, in una sorta di "universo parallelo" in cui può osservare ma non interagire, trovandosi a dover discernere fra le bugie e le verità dette dalla strega.
Ben presto entreranno in scena sempre più elementi sovrannaturali, si aggiungeranno altre streghe al gioco e nuovi personaggi faranno la loro comparsa.

Merita una menzione speciale l'opening dell'anime, che è un mix davvero azzeccato di immagini e musica. Anche le parole sono in tema con la trama. Vi sono parti corali cantate in italiano. L'accento è un po' strano, ma del resto si tratta di giapponesi che cantano in una lingua straniera a loro quasi certamente del tutto sconosciuta. Non si può chiedere loro di avere un perfetto accento italiano. Tutto sommato alla fine fanno il loro lavoro egregiamente.

Umineko è un prodotto decisamente interessante, ma potrebbe deludere chi si fa ingannare dai primi episodi pensando che si tratti di un semplice thriller con velati aspetti sovrannaturali. Si tratta invece di una storia ben più complessa e a volte cervellotica, che potrebbe lasciare molto perplessi coloro che cercano una semplice detective story.
Il mio voto è 9, solo per qualche piccola pecca nelle animazioni e perchè non a tutti potrebbe piacere questo prodotto, soprattutto dal 6 episodio in poi.

Ghosty89

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Ghosty89

Episodi visti: 5/26 --- Voto 9
Non avendolo visto nella sua completezza non mi sento ancora di poter dare un 10, ma quest'anime ha tutte le carte in regola per divenire l'erede di higurashi. Sicuramente è una sua evoluzione dato lo sfruttamento di quella tecnica artistica del "disegno dolce" e della trama molto horror-thriller! I colpi di scena si susseguono senza sosta già dal secondo episodio e tutti i personaggi si muovono più o meno con discrezione e naturalezza tipica dei romanzi di Agatha Christie.
Devo ammettere che aver trovato una storia che fa ricordare a grandi linee quel capolavoro de "I 10 Piccoli Indiani" con filastrocca, assassinii, la suspense e tutto il resto, mi ha trasmesso delle bellissime sensazioni.
Se questo capolavoro non cadrà nel banale può darsi che diventerà uno dei titoli Mistery nipponici più belli di sempre!
PS: da ricordare l'opening, con coro in lingua italiana in sottofondo, molto drammatica e profonda.

Frizeb Delight

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Frizeb Delight

Episodi visti: 5/26 --- Voto 10
TRAMA: Kinzo Ushiromiya, il capostipite di una famiglia piuttosto ricca e proprietario di un'isola, si trova in punto di morte. Per ereditare il patrimonio undici membri della famiglia giungono sull’isola ma di certo la loro non è la classica famiglia del mulino bianco, anzi tutt'altro. Dopo poco il loro arrivo un tifone si abbatte sull'isola ed una serie di strani omicidi ha inizio.

Non si ha parole per questo anime, è semplicemente fantastico. Per i soli cinque episodi che ho visto posso dire semplicemente di aver trovato una similitudine con il libro "Dieci Piccoli Indiani" di Agatha Christie (vedere su wikipedia se non si conosce).
Partiamo dalla sigla, assolutamente adatta (anche nel significato, spesso inseriscono delle sigle che non hanno nulla a che fare con l'anime o a volte anche senza senso, una cosa vergognosa insomma) e con dei pezzi in italiano (sì avete letto bene in italiano, anche se ha un accento strano, all'inizio non avevo neanche capito che era italiano °-°).
Poi i personaggi, be' devo dire che tra i miei preferiti c'è "la bambina malefica" alias Maria, adoro quel suo sorriso sadico, ha un non so cosa di grottesco. Credo che fondamentalmente siano ben costruiti, e soprattutto non sono i soliti tipi statici e noiosi.


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Ascherit

Episodi visti: 4/26 --- Voto 9
In una parola... DIVINO!! Dopo la delusione Higurashi ero prevenuto verso il genere ma Umineko mi ha fatto ricredere su tutta la linea. L'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi è quanto di più fine abbia visto da non so più quanto tempo, le musiche sono stupende e la trama scorre che è un piacere. Non mi dilungo sulla trama per non togliere nulla alla visione dell'anime: I membri di una ricca famiglia si recano in una villa costruita su un isola deserta per discutere sull'eredità del capofamiglia ormai avanti con gli anni, ma...

P. S. Se vi fa impressione il sangue meglio che non lo guardiate