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HakMaxSalv92

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Il terzo e ultimo capitolo della trilogia è dedicato alla favola di Biancaneve. A dispetto di quanti l'hanno criticato, io invece dico che questa rivisitazione è audace, semplice, genuina, spontanea e, come detto per la rivisitazione della favola di Momotaro, non ha nulla da invidiare alle vicende "moderne" a cui siamo abituati oggigiorno.

La vicenda in un certo senso è fedele alla trama, nonostante alcuni tagli della medesima: abbiamo la principessa Peach, che è ovviamente Biancaneve, poi abbiamo Koopa/Bowser, che interpreta la "regina cattiva e brutta", e la scelta è più che azzeccata a mio avviso, perché i produttori hanno intuito/dedotto il messaggio morale in base a cui la bellezza esterna è il risultato dei pensieri, parole, azioni del nostro essere interiore. Poi abbiamo Mario che impersona il principe, Luigi il fratello, e poi abbiamo sette Toad che rappresentano i sette nani, ma che in questa trasposizione svolgono anche da potenziamento per Super Mario, in segno di fedeltà alla trama videoludica, e abbiamo gli scagnozzi di Bowser, che rappresentano i cacciatori incaricati di uccidere Biancaneve/Peach.

La grafica è rimasta invariata e i colori sono rimasti ben distribuiti. Tutti i personaggi sono rimasti invariati e hanno mantenuto la loro caratterizzazione psicologica originale. Una cosa che mi ha colpito è il fatto che tutti e sette i nani si chiamano Kinopio, che fa pensare all'anagramma del nome di Pinocchio, e forse il nesso tra il racconto di Carlo Collodi e quello dei Fratelli Grimm ci viene ipoteticamente illustrato nella scena dove la regina Koopa dice che lo specchio non mente mai, ma neanche i sette nani mentono. L'altra cosa che mi ha colpito è il fatto che Koopa, alias la regina cattiva, vola come Superman: non so quanto questo abbia a che fare con la vicenda di Biancaneve. Questo a mio avviso rappresenta una sorta di azzardo, perché mescolare elementi di vicende distanti anni luce l'una dall'altra per trama, argomento, personaggi, vicende è decisamente rischioso, rischiando di produrre fraintendimenti, equivoci e/o malintesi. Infine, qui, per fortuna, non è accaduto il piccolo incidente di sfaldamento del montaggio della grafica e della trama e dei dialoghi dei personaggi che abbiamo visto nella rivisitazione di Momotaro, e quindi anche per questo il brand si salva.

La colonna sonora è caratterizzata da ritmi soft rock e pop, e questo piace e dà alla vicenda quel tocco di effervescenza in più, conferendole leggerezza. Tutto sommato, possiamo affermare che la trama aderisce abbastanza all'originale della fiaba: la regina cade in preda all'invidia e decide di disfarsi di Biancaneve, la quale viene salvata e portata nella capanna dei sette nani, i quali la proteggono. Però la regina interroga lo specchio e viene a sapere che Biancaneve/Peach si nasconde lì, e decide di usare le mele avvelenate per ucciderla. La storia ricorda (indirettamente) il simbolismo della mela, il quale è ripreso dal mito greco di Eris, dea della discordia, la quale fa litigare Afrodite, Atena e Giunone su quale delle tre sia la più bella, e alla fine Paride fa vincere Afrodite, perché gli promette Elena. Oppure la vicenda della cacciata dal Paradiso, e in questo caso la "mela", il cui anagramma è "male", viene usata anche qui per far morire Biancaneve, la quale viene resuscitata con una pozione (qui hanno forse preferito non ricorrere al bacio, perché forse il racconto è destinato a un pubblico di bambini, quindi siamo in "fascia protetta").
Questo è il potere delle favole e delle fiabe piene del loro significato anche esoterico e occulto, e questo conferisce loro ulteriore spessore e fa scoprire l'essenza più profonda delle persone. Voto: 9