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Kida_10

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Kowarekake no Orgel" è un OAV della durata di circa trenta minuti prodotto da ElectromagneticWave e diretto da Keiichiro Kawaguchi.

La storia ha inizio nel momento in cui Keiichiro, un giovane ragazzo che vive da solo, trova in mezzo ai rifiuti un androide abbandonato di fattezze femminili. Il protagonista decide di raccoglierlo nel tentativo di ripararlo, cosa che purtroppo non è possibile. Tuttavia, quando il mattino successivo Keiichiro apre gli occhi, trova in cucina il piccolo androide, al quale darà il nome "Flower", impegnato nel preparargli la colazione. Dato che Flower ha perso la memoria, non è in grado di fare praticamente nulla, e quindi Keiichiro decide di portarla sempre con sé per insegnarle più cose possibili. Inutile aggiungere che fra i due nascerà una sorta di rapporto d'amore.

La storia è molto breve, e nonostante l'idea di base non sia per nulla originale, si lascia seguire piacevolmente. Guardando "Kowarekake no Orgel" è impossibile non associarlo a "Chobits" per quanto riguarda sia trama che personaggi. Questi ultimi, nel poco tempo che hanno a disposizione, riescono a farsi apprezzare e godono di una discreta caratterizzazione. La trama ha dei toni molto dolci, il fattore drammatico è enfatizzato al massimo, e riesce a emozionare e coinvolgere discretamente lo spettatore.

Tecnicamente, un discreto lavoro sotto tutti gli aspetti. Graficamente, un buon design dei personaggi, ambientazioni dettagliate e animazioni fluide. Anche il comparto sonoro si difende ottimamente, proponendo un doppiaggio più che adeguato e delle OST leggere che ricreano perfettamente l'atmosfera cercata.

In conclusione, un OAV carino, da guardare senza alcuna pretesa, che vi terrà compagnia per una trentina di minuti, raccontandovi una storia dolce e emozionante. Consigliata la visione.


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shinichi kudo 98

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Trama: Keiichiro è un giovane ragazzo che dopo aver perso la sua famiglia a causa di un incidente stradale, perde la fiducia in se stesso, sentendosi per qualche motivo colpevole dell'accaduto. Un giorno, durante un temporale, nota in mezzo alla spazzatura, una ragazzina con in mano un girasole. Si tratta di un Parent, ovvero di una specie di robot usato per svolgere faccende quotidiane. Flower, questo è il nome che Keiichiro ha deciso di dare a questo parent, risulta essere "mal funzionante" in quanto, a differenza degli altri suoi simili, non è in grado di rendersi particolarmente utile; ed è proprio per questo motivo che è stata abbandonata dal suo vecchio proprietario. Grazie alla presenza di Flower, Keiichiro sarà in grado di ritrovare uno scopo nella sua vita.

Ho scoperto questo OAV quasi per caso, e spinto da alcune recensioni abbastanza positive ho deciso di guardarlo, contando anche la sua breve durata; quindi se non mi fosse piaciuto, non avrei sprecato più di mezzora.
Devo dire che sono rimasto più che soddisfatto da questa visione, che nonostante sia molto breve, riesce comunque a trasmettere quei sentimenti che riescono a far godere di una visione veramente piacevole e rilassante. La trama di fondo non è poi così originale, ma è sviluppata in modo ottimo. I due soli personaggi che si riscontrano in questo OAV, ovvero Keiichiro e Flower, sono ben caratterizzati, sia per quanto riguarda i loro lineamenti fisici, molto dettagliati e puliti, e sia per quanto riguarda il loro comportamento in generale.
Il character design l'ho trovato abbastanza soddisfacente, niente di eccezionale, ma comunque godibile.

Per concludere non mi resta che consigliare questo breve OAV a tutti, senza nessuna distinzione, dato che, come detto anche in precenza, è molto breve, perciò a parere mio ne vale sicuramente la pena.
Voto finale: 8


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GeassOfLelouch

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
"Kowarekake no Orgel" (traducibile con "Il Carillon Mezzo Rotto") è un OAV della durata di 30 minuti auto-prodotto del 2010.
In questi brevi ma intensi minuti vedremo stralci della vita di Keichiro e di Flower, una bimba-robot quasi rotta che il protagonista trova nella spazzatura abbandonata dal precedente padrone su una poltrona con un girasole fra le mani. Dopo averla inspiegabilmente raccolta, un meccanico gli dice che non c'è nulla da fare e così il giovane, che abita da solo, la mette fuori casa sua. Con gran stupore la mattina si ritrova la robottina con le cuffie che gli prepara la colazione e Keichiro la ribattezza "Flower"; lei per riconoscenza lo aiuta a fare i mestieri e a fare le piccole commissioni quotidiane, come fare la spesa.
Nell'estate, breve ma che lascerà il segno, la bimba che non ricorda il passato trascorrerà molti momenti insieme al suo adorato nuovo padrone che cerca di aiutare e consola come può pur non conoscendo il dramma che ha spento la sua gioia di vivere. Un matsuri, i fuochi d'artificio e altri momenti di vita quotidiana creeranno un legame tra il giovane che suonava in una band e il vecchio modello di "Parents".

La breve trama si presenta strutturata sapientemente come uno slice-of-life, è lineare, ma lascia molti spunti di riflessione soprattutto per chi ha vissuto esperienze simili al protagonista. Ma oltre la trama sono certe scene, naturali ma incisive, che restano impresse nella memoria, come il ritrovamento di Flower, o piuttosto quelle della sera sulla spiaggia o delle lezioni di canto della piccola per cercare di riscaldare il cuore affranto e spento di Keichiro.
Sulle tematiche la fanno da padrone la disperazione e la perdita di voglia di vivere in seguito alle disgrazie che hanno segnato profondamente Keichiro. Questi infatti si trascura e trascura la casa, ha mollato la sua band e vive praticamente da solo, struggendosi nel suo dolore e non incontrando gli amici. A ridare una piccola speranza, un flebile sfavillio di luce e una via per tornare a piccoli passi a vivere ci penserà Flower, che con i suoi piccoli gesti tornerà a far battere il cuore di Keichiro, nonostante il finale sia predestinato.

Dal punto di vista grafico l'anime lascia gli occhi appagati e mischia computer grafica a disegni normali, senza che la CG dia fastidio, stoni o risalti troppo.
Sul comparto sonoro l'ending è orecchiabile e si adatta molto bene al genere d'opera a cui si associa: il suo testo ha retrogusti dolce-amari, la tristezza e la nostalgia trapelano, come pure uno spiraglio di buoni propositi nel futuro, ancora un po' oscuro.

In conclusione "Kowarekake no Orgel" è un mediometraggio che consiglio a tutti per i forti spunti di riflessione che lascia all'utente: dobbiamo continuare a vivere, spesso come possiamo, anche per le persone care che ci hanno lasciato e non ci vorrebbero vedere sicuramente così.
Voto: 10.


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__Nergal__

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Keichiro, giovane ragazzo, passeggiando incontra una bimba buttata nella spazzatura.
In realtà lei è un Parent, una sorta di robot domestico dalle sembianze di una bambina (probabilmente per accontentare i più pervertiti) che è stata gettato via data la sua obsolescenza e mancanza di ricambi.

Così inizia "Kowarekake no Orgel", OAV della durata di meno di 30 minuti che però riesce a dimostrarsi un prodotto più che valido.
La storia ovviamente non è niente di particolare, ma la durata breve in questo caso è un pregio, non un difetto, perché altrimenti si sarebbe rischiato di cadere nel banale e nel ripetitivo, invece in un lasso così breve di tempo ogni scena ha il suo "perché".
La piccola Flower, così si chiama il Parent, ha perso la memoria e non sa fare praticamente niente, spetterà a Keichiro aiutarla a imparare come si fa la spesa, farle vedere cosa sono i fuochi d'artifico, portarla alle feste del paese, in pratica tutte le piccole gioie della normale quotidianità.
La felicità verrà però scossa da un evento drammatico che ci porterà al finale, piuttosto triste, ma anche un po' ovvio, anche perché è l'unica conclusione che ci si potrebbe aspettare.

I personaggi sono due e sono molto interessanti: lei è un robot ma ha la stessa sensibilità di una bambina piccola e si affezionerà presto a Keichiro, il quale ha un passato piuttosto oscuro che solo nel finale ci mostrerà il perché anche lui si sia affezionato subito a un robot trovato per strada.
Per quanto riguarda i disegni non c'è molto da dire, non spiccano certo per originalità, ma sono puliti e i colori molto azzeccati con l'atmosfera dell'OAV, così come la colonna sonora, che per motivi ovvi di durata non presenta molte tracce ma rimane comunque molto orecchiabile.
"Kowarekake No Orgel" riesce nell'impresa di creare un ottimo prodotto in meno di 30 minuti riuscendo a coniugare la felicità della prima parte con la drammaticità della seconda. L'anime non è molto originale ma un voto alto se lo merita comunque proprio per la sua capacità di trasmettere sentimenti in così pochi minuti.


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Eretria90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
34 minuti per un anime che ha il gusto di Chobits: infatti la trama gira attorno all'incontro fra uno studente che vive da solo e una parent fuori produzione lasciata su una panchina.
A differenza di Chobits, Flower ha abbastanza capacità cognitive da non avere a che fare con fastidiosi apprendimenti del linguaggio o delle semplici norme sociali, e subito entra nel mondo delle relazioni, e fa colpo.

Inoltre la storia è narrata dal suo punto di vista, con la sua voce narrativa che racconta della vita con Keiichiro, il ragazzo che l'ha rigenerata. E' molto dolce ed evidente che la piccola Flower ha il desiderio di esser utile ed efficiente più di quanto facciano gli altri parents, che sono delle vere e proprie macchine che camminano. Lei invece, ha un modo di porsi e atteggiarsi decisamente umano, ed è mossa dallo spirito di riconoscenza e di buona volontà, comunicando sentimenti molto vicini a una ragazzina. Flower capirà ben presto di essere per Keiichiro la sua famiglia, mentre lui le darà tanti ricordi che le mancavano: le sue prime compere, le ricette, i giri in bicicletta, la gara di sputi di semi...

Kowarekakae No orgel si distingue per la grafica, che trovo di una chiarezza e lucentezza molto affascinante. Più che ai tratti, tondeggianti e simpatici, mi riferisco al buon uso dei colori.
La musica è semplice e carina. L'atmosfera percepita è leggera e scorrevole, il mondo è particolare e tenerissimo visto dagli occhi di Flower.
Trovo Kowarekake no Orgel un episodio molto bello, peccato che sia uno solo. Nonostante parta come un'imitazione di Chobits, trovo che se ne distingua per lo spessore. Inoltre le situazioni vengono affrontate con un certo realismo, nulla risulta noioso ma tutto da scoprire.


 3
GianniGreed

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Kowarekake no Orgel (Half-broken music box) è un OAV di trenta minuti, auto-prodotto dal suo creatore, il disegnatore POP.
In un futuro non ben definito, gli umani vivono insieme a degli androidi di forma umana chiamati “parents”. Il protagonista, Keiichiro, ne trova uno in un mucchio di spazzatura e decide di portarselo a casa, e dopo averlo acceso e fatto funzionare, i due iniziano a vivere insieme.
Keiichiro ha perso la sua famiglia in un incidente d’auto, e da allora ha perso la voglia di vivere, tanto che ha lasciato anche la band musicale di cui faceva parte.

L’inizio dell’anime ricorda molto la storia di Chobits, ma solo all’inizio, infatti, già dopo i primi minuti, riesce a prendere una direzione diversa e tutta sua. A mio parere poi, Kowarekake no Orgel, riesce dove Chobits ha fallito: Chobits nei suoi ventisei episodi si dilunga troppo, e vengono buttate in mezzo troppe cose, come ad esempio concetti sull’amore fin troppo astratti.
Invece quest’OAV, in soli trenta minuti, riesce a raccontare una bella storia, molto meno dispersiva, ma molto dolce, parlando di sentimenti in modo più concreto.
Il finale, pur essendo molto triste, è in qualche modo positivo.

La storia dell’anime si regge sul rapporto tra i due personaggi principali, Keiichiro e Flower; pochi altri personaggi appaiono, ma sono solo comparse.
I disegni sono davvero molto belli, soprattutto per quel che riguarda il chara design di Flower, davvero carinissima.
Il doppiaggio è buono, e anche le musiche, come pure la canzone che viene usata come ending.
Kowarekake no Orgel mi è piaciuto davvero. Non mi aspettavo granché in trenta minuti, ma soprattutto mi ero fatto l’idea sbagliata per via dei paragoni con Chobits.
L’ho trovato invece molto gradevole da guardare, e nel finale mi ha quasi commosso.
Lo consiglio a chi cerca una bella storia, semplice, e breve ma che non è priva di contenuti.


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Rieper

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Guardando Kowarekake no Orgel mi sono chiesto, come migliaia di altri spettatori, se l'autore non fosse un patito di Chobits, visto il gran numero di somiglianze.
In un giorno di pioggia un ragazzo di nome Keiichiro si ripara dal mal tempo sotto un tempio abbandonato, quando nota un corpicino assopito seduto con un fiore di girasole tra le mani. E' un androide da compagnia probabilmente, - cosa normale per il mondo in cui l'anime è ambientato -, abbandonato perché non funzionante. Il giovane decide di prenderlo con sé e portarlo da un tecnico per aggiustarlo, forse preso da un senso di tenerezza nei confronti di un androide dalle sembianze di una dolce bambina. Tuttavia, il piccolo androide è irreparabile, e Keiichiro è costretto a portarselo a casa, dove decide di rinunciarci e dormirci su. Il giorno seguente, tuttavia, ecco l'androide in cucina a fare le faccende domestiche e a preparare la colazione, mostrando un carattere infantile e teneramente allegro. Proprio come una bimba vera, "Flower", questo il nome che Keiichiro gli assegnerà, è curiosa, vivace, con tanta voglia di provare tutte quelle cose che il mondo ha da offrire. Keiichiro, tuttavia è un giovane dal passato triste e dal carattere oramai disilluso e sarà proprio la piccola Flower, tra una passeggiata e una chiacchierata, a fargli tornare la voglia di vivere.

La scopiazzatura superficiale nei confronti del più famoso Chobits è chiara come il sole, eppure quest'anime riesce a distinguersi abbastanza bene, risultando molto più di una semplice scopiazzatura. Anche se i temi, i principi e i valori presenti sono bene o male stati trattati un po' ovunque in anime di questa tipologia, si ha un senso di tranquillità e la semplice voglia di godersi questa piccola storiella. Senza neanche accorgercene saremo arrivati al commovente finale di Kowarekake no Orgel, rimanendone generalmente soddisfatti.
Tecnicamente molto valido, l'anime mostra colori vivaci, disegni ben strutturati e animazioni abbastanza buone nel complesso. Gli effetti sonori non saranno molti, e quei pochi presenti sono facilmente trascurabili.
Mi aspettavo un anime a malapena passabile, viste le somiglianze con Chobits, e il singolo episodio autoconclusivo, eppure ne sono rimasto abbastanza soddisfatto, anche se effettivamente qualche spiegazione e qualche minuto in più non avrebbero guastato. Mi sento di consigliare Kowarekake no Orgel a chiunque abbia una mezz'oretta libera, ne vale la pena per un anime leggero come questo, magari dando spazio anche ai 6 minuti scarsi dell'OAV.


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Nyx

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
La storia di Kowarekake no Orgel ricalca perfettamente quella del ben più noto Chobits. Le similitudini sono parecchie e sostanziali, non possono certo essere frutto del "caso" e affermare che Chobits sia stato preso come "fonte d'ispirazione" sarebbe semplicemente riduttivo.
Il protagonista, un giovane di nome Keiichiro, trova tra i rifiuti un androide abbandonato. Esattamente ciò che succedeva in Chobits dunque, ed esattamente come in Chobits l'androide in questione ha fattezze femminili e diversi problemi di funzionamento. Il protagonista porterà l'androide a casa, tenterà di farla riparare, ma non ci sarà niente da fare. Il mattino seguente troverà il "robottino" alle prese con le faccende domestiche come se nulla fosse.

Queste sono le premesse e come potete vedere sono pressapoco identiche a quelle di Chobits. Non si potrà certo parlare di un'opera originale dunque, né tanto meno di qualcosa di altrettanto profondo rispetto a Chobits, vista la breve durata dell'OAV, che non permette di sviscerare a fondo la situazione. Tuttavia Kowarekake no Orgel si lascia guardare piacevolmente, forte di un impatto grafico ben curato e di situazioni "di seconda mano", ma pur sempre ricche di una certa carica emotiva. Si tratta di un'opera sentimentale, molto dolce e con un finale per nulla deprecabile.

Se solo fosse stato più lungo, beh, a quel punto sarebbe stata una copia perfetta, riveduta e (s)corretta di Chobits. Ipoteticamente Kowarekake no Orgel avrebbe avuto le potenzialità per poterlo eguagliare, ma giustamente le scopiazzature, per quanto ben realizzate, non potranno mai darci la stessa soddisfazione dell'opera originale. Quanto appena detto vale ovviamente per tutti coloro che avessero già visto Chobits. Tutti gli altri potrebbero trovare in quest'OAV una piacevolissima sorpresa, e a quel punto sarebbe anche il caso di guardarsi Chobits che, quasi certamente, potrà regalarvi le stesse emozioni moltiplicate al quadrato.

generalenero

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generalenero

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Le recensioni che ho letto finora su quest'anime mi facevano prevedere che non fosse granché. A mio avviso, invece, è una storia davvero originale e carica di sentimenti, la mia fidanzata si è messa a piangere alla fine!
Chiaramente, su un anime di questa breve durata, tutto ruota intorno ai protagonisti, che, comunque, sono davvero ben delineati: l'innocente e "umana" parent Flower e il suo "padrone per caso" Keiichiro. Il giovane, rimasto solo, dopo un incidente che gli ha tolto i genitori e la sorellina, aveva deciso di non suonare più. Ebbene, con l'arrivo della piccola Flower, volenterosa ma pasticciona, torna poco a poco a vivere, e ritrova il piacere di suonare. Il finale è davvero commovente, dove la piccola androide dimostra tutta la sua umanità.
A quelli cui piacciono le storie strappalacrime, quest'anime piacerà sicuramente: dopotutto dura poi solo una mezz'oretta, ma visto con lo spirito giusto è davvero gradevole.


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HTxTH

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Plagio, citazione o omaggio?
Questo mi son chiesto quando ho visto Orgel. Nello specifico il punto di riferimento più vicino come temi è certamente Chobits ("Pantsu Pantsu"), da cui parte e a cui non arriva mai.
Le pretese dell'anime sono inferiori anche se il lavoro è ottimo. Buona la grafica e buone le animazioni, che non fanno certo gridare al miracolo ma che sono perfettamente integrate nel lavoro.
La storia è molto più introspettiva rispetto al suo fratello maggiore (Chobits) e ripropone cose che si possono trovare in maniera meglio approfondita in molti altri anime. Lo spettatore viene imboccato con piccole quantità di idee e lasciato poi alla sua fame di contenuti che dovrà per forza colmare con altri prodotti.
Nel complesso Kowarekake no Orge è un buon punto di partenza che mai si eleva sopra la media, né cerca di dare quel poco in più per essere ricordato.
Da dimenticare.


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ReiRan->--@

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Trama
Colto di sorpresa da un temporale, Keiichiro si ripara in un tempio abbandonato. Nota in mezzo a un cumulo di rifiuti una ragazzina con in mano un girasole. O forse è meglio dire, un rifiuto in mezzo ad altri rifiuti: si tratta di un androide di un modello superato. Decide di portarsela a casa per ripararla, ma non sono più in commercio i pezzi di ricambio. Così, deluso, va a dormire lasciandola in mezzo alle cianfrusaglie di casa sua. Ma sorpresa, il mattino seguente il robottino è a lavoro in cucina a preparare la colazione. L’innocenza e la solarità di “Flower” (da sunflower = girasole) ridonano il sorriso e uno scopo di vita a Keiichiro, che tanto ha sofferto nella sua giovane esistenza.

L’OAV è guardabile, ma non è niente di che. Essendo molto breve, si focalizza solo sui due personaggi, è in centrato sul presente: sui singoli momenti ed aspetti della loro vita quotidiana; il loro passato è appena accennato.
Ripropone temi e personaggi triti e ritriti. Vi sono poi riferimenti o scopiazzature: c’è un po’ di Chobits, riguardo all’idea della robottina trovata nella spazzatura, e al rapporto che potrei definire "insegnante di vita–studente" che si instaura tra i due protagonisti; c’è un po’ di Absolute Boyfriend o Made in Haeven, rispetto al tema della fallibilità e della durata effimera del corpo robotico.