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erGino

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Purtroppo non mi è possibile fare una valutazione completa di "Dorohedoro", visto che questa prima stagione adatta solo una parte del manga, ma l'impressione al momento è più che positiva.

Nonostante sia etichettato come seinen, non ci vedo tanti elementi di distinzione da un normale shounen d'azione, se non un po' di splatter in eccesso. Dicendo "normale shounen" non vorrei passare il messaggio sbagliato che sia banale, tutt'altro: "Dorohedoro" mi ha subito colpito per la bizzaria dei personaggi, per la simpatica confusione che musiche (molto belle!) e situazioni creano, per il lato divertente ma mai demenziale. Tutto questo avviene in un contesto dicotomico: da una parte il regno umano, brutto, sporco e pieno di delinquenza; dall'altra parte il regno magico, pulito e ordinato, dove un'apparente pace sembra governare. Questa dicotomia è anche una critica sociale, sulle disparità e i soprusi dei più forti. Infatti Caiman è ridotto in quello stato, ovvero con la faccia da caimano, a causa di uno stregone che, come è abitudine per quelli del suo regno, è venuto nel mondo umano ad esercitarsi con la propria magia a discapito di altri.

Dal punto di vista tecnico, mi è piaciuto molto per musiche (soprattutto) e disegni. Le animazioni come al solito hanno una CGI un po' macchinosa, ma tutto sommato neanche male.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche se forse manca un po' quella figura particolarmente carismatica che ti rimane impressa. In ogni caso, a partire dal protagonista, passando per il suo braccio destro Nikaido, fino ai due principali antagonisti Shin e Noi, mi sono piaciuti tutti, convincenti e non banali.

Concludendo, la mia valutazione è assolutamente positiva, una storia di pura azione ma non banale. Credo che meriterebbe un 7 pieno, ma voglio premiare l'originalità non solo della trama ma anche dei personaggi, del mondo costruito, delle atmosfere che sono riusciti a creare.


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Fabbrizio_on_the_Road

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
“Dorohedoro” è la trasposizione animata dell’omonimo manga di Q Hayashida, composta da 12 puntate andate in onda nel 2020. Avendo letto precedentemente il manga e avendone sentito parlare piuttosto bene, avevo delle aspettative positive in merito a questa serie che, bene o male, è riuscita a rispettare le attese.

Il primo pregio che mi sento di sottolineare è la caratterizzazione dei personaggi, che era ottima nel manga e che è rimasta tale anche qui. Non era ovviamente facile, considerando il numero non elevatissimo di episodi, ma nel giro di poco tempo, i protagonisti di questa storia diventano subito riconoscibili e interessanti e alla fine risultano indimenticabili per la loro originalità e stravaganza. La bravura degli sceneggiatori è stata quella di selezionare accuratamente alcuni degli eventi chiave dell’opera originale in modo da dare uno sviluppo caratteriale ai vari personaggi che potesse risultare piacevole malgrado i tempi relativamente ristretti della serie e mi sento di dire che l’operazione ha avuto successo. In generale, tutto lo spirito del manga è stato riproposto e valorizzato attraverso delle atmosfere e delle ambientazioni fuori di testa che da sole valgono la visione dell’opera. Il mondo della Hayashida è un concentrato di follia ed è rimasto tale anche in questa serie, grazie ad un buon lato tecnico e a delle musiche perfettamente coerenti con lo stile dell’opera.

So che molti hanno storto il naso per la CGI, ma sorprendentemente non mi è dispiaciuta e anche se non la considero un vero valore aggiunto, non mi sentirei certo di bocciare il lato grafico della produzione solo per questo. Per quanto riguarda la trama, la questione è un po’ più complicata. Fin dagli albori “Dorohedoro” è sempre stato un concentrato di misteri molto fighi e intriganti, ma molte cose sono rimaste nell’ombra per parecchio tempo e in un certo senso ciò ne ha alimentato il fascino. La serie invece, pur non tradendo il contenuto originale, si è rivelata un po’ meno brillante su questo fronte visto che tutto viene vissuto dallo spettatore in modo più ravvicinato. In generale, dodici puntate, per quanto belle, sono comunque pochine per valorizzare a pieno una storia da cui, personalmente, avrei tenuto un po’ tutto. La conclusione si rivela un po’ repentina e non del tutto soddisfacente, ma era abbastanza prevedibile.

Concludendo, credo che questa serie sia riuscita efficacemente a rielaborare e valorizzare un’opera fantastica, riproponendo un immaginario originale che unisce diversi generi e personaggi memorabili. L’intrattenimento è assicurato vista la tanta azione presente e un umorismo non banale. Forse con una serie più lunga sarebbe stato possibile dare ancora più consistenza alla trama e alcune rivelazioni sarebbero state più sorprendenti, ma considerando la durata di questa trasposizione, credo che il risultato finale sia piuttosto buono e che possa essere un valido punto di partenza anche per coloro che non hanno mai letto il manga.


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Irene Tempesta

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
Le immagini promozionali dell'anime e anche le copertine dei volumi del manga da cui è tratto devo dire che non mi avrebbero mai invogliata alla visione o lettura, anzi!
Su consiglio di un conoscente mi avvicinai un po' titubante a questo anime e mi ritrovo una delle più belle trame che abbia mai visto.

"Dorohedoro" racchiude un mondo dove puoi aspettarti ogni cosa, ha una trama originalissima, perfettamente bilanciata, senza mai annoiare lo spettatore, ricca di colpi di scena, ma va detto che è anche molto particolare, non riesco a paragonarla ad altre. Non è conosciuto quanto dovrebbe ed è un peccato perché merita di essere visto da molte più persone.
È una serie originale Netflix e si trova anche doppiata in italiano.

La trama è assai particolare: un uomo con una insolita testa da rettile di nome Caiman vive nella degradata città di Hole insieme alla sua inseparabile amica Nikaido, è un uomo simpatico con grandi doti combattive e non ricorda nulla del suo passato, non conosce il suo vero nome da quando uno stregone anni fa lo ha ucciso staccandogli la testa e poi si è risvegliato con quella di un rettile. Da allora ha giurato di attaccare tutti gli stregoni che incontra con la speranza di trovare indizi sulla sua vera identità, sul suo passato e trovare chi gli ha fatto questo incantesimo che lo rende immune da ogni altra magia. Gli stregoni abitano in un mondo parallelo a Hole e attraverso la magia entrano ed escono in questa città per fare pratica con i poveri abitanti, il degrado che si vede a Hole è anche causato dal loro operato magico.
In contrapposizione alla sventurata Hole vi è il mondo degli stregoni: En e i componenti della sua famiglia che vivono in un castello lussuoso sono gli altri protagonisti di questa storia e rappresentano gli esseri più vincenti di questo mondo: stregoni potentissimi capaci di doti rigenerative impressionanti, doti combattive e distruttive, ci sono stregoni in grado di far resuscitare i morti... Ma anche nel mondo degli stregoni esistono coloro che, pur avendo la fortuna di avere doti magiche, ne hanno per natura in realtà pochissime, o addirittura quasi nulle e sentono il peso di questa inferiorità; molti cercano riscatto in una polvere nera, una droga che potenzia le tue doti temporaneamente illudendoti di essere uno stregone capace.

Il mistero che avvolge il passato di Caiman è molto accattivante e lentamente vengono svelati piccoli dettagli che vanno a costruire un puzzle, ma questo sarà uno delle tante tematiche trattate in questo anime ben bilanciato.

Una cosa bellissima e importante da dire è che in questo anime nulla viene mai lasciato al caso, i personaggi hanno tutti una loro importanza e un peso nella vicenda, nessuno escluso! Non esistono buoni o cattivi qui: ognuno ha una chiara personalità, un passato alle spalle, uno scopo e delle motivazioni che possono far affezionare lo spettatore a prescindere dalla sua posizione economica o sociale.

Va precisato che è una serie con uno stile atipico che potrebbe non piacere ad alcuni a primo impatto: ci sono scene di splatter, humor nero, a tratti demenziale con molte situazioni grottesche. L'inizio stesso del primo episodio a primo impatto non appare chiaro, ma dura pochissimo perché la trama è talmente ben fatta da farti ambientare subito in questo mondo magico dove le leggi della morale, della vita e della morte sono sospese, tutto diventa godibile, assai interessante, entusiasmante e a tratti divertente.

Fedelissima al manga, questa serie di 12 episodi arriva fino al settimo volume cartaceo, il manga è concluso con 23 volumi, recentemente messo anche in ristampa dalla Planet manga. Personalmente finito l'ultimo episodio non ho resistito e ho acquistato il manga e vi posso dire che l'autrice (si, è scritto da una donna anche se non sembra) non finisce di stupire col proseguo alternando continui colpi di scena, nuovi interessanti personaggi e molto altro. Laddove pensi di aver capito ecco che lei ti stravolge i piani e ti sorprende ancora. Non per niente le recensioni di AnimeClick sul manga partono dal voto 8 in su.

Il comparto grafico, tecnico e sonoro è ottimo, un anime godibile dal punto di vista estetico. Vi è un'unica sigla di apertura dedicata a Nikaido e Caiman, mentre per il lato ending vi sono ben sei sigle.

Spero tantissimo in una seconda stagione anime, ma nell'attesa consiglio vivamente anche la lettura del manga.

Guardate "Dorohedoro"! Vi renderete conto che avete davanti un'anime bellissimo, coinvolgente e assolutamente meritevole, a mio avviso molto più affascinante di molti altri sul mercato di maggior fama.


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klunk

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Nella città di Hole si aprono portali da cui arrivano stregoni provenienti da un altra dimensione, con l'intento di far pratica della loro magia sugli abitanti. Questo causa morti e mutazioni, come nel caso del protagonista Caiman, che si ritrova ad avere la testa di un rettile dopo aver ricevuto una maledizione da uno stregone. Senza ricordarsi nulla del suo passato, insieme all'amica Nikaido, dovrà combattere per recuperare i sui ricordi.

"Dorohedoro" è una storia che mi ha molto divertito, un anime tamarro, a volte violento, con una storia strana ma che sa intrigare, con personaggi interessanti e anche originali. Buona l'animazione, rende bene nei momenti di azione, e ho trovato molto interessanti anche i disegni, ben fatti e che fanno apparire i protagonisti della vicenda in un modo a volte bizzarro, quasi brutti e trash.
Ottima la colonna sonora, mi sono infatti piaciute sia le sigle che le musiche che accompagnano la storia, sempre composte ed eseguite con una caratterizzazione rock.
Un anime fantastico ben caratterizzato, originale e divertente, in grado di proporre in un certo senso qualcosa di nuovo, e che mi sento di consigliare.

Rukia K.

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
"Dorohedoro" è una serie animata tratta dall’omonimo manga di Hayashida iniziato nell’ormai lontano 2001. Essendo trascorsi quasi vent’anni dall’inizio dell’opera originale non so quante persone si aspettassero l’arrivo di una trasposizione animata, tuttavia, sono felice che un manga così apprezzato abbia potuto ricevere una sua serie televisiva.

La storia inizia senza fornirci una vera e propria introduzione, scagliando fin da subito lo spettatore nella pazza città di Hole, dove vanno e vengono degli stregoni che si divertono a trasformare gli esseri umani in animali o esseri deformi per esercitarsi nell’utilizzo della magia. Tra questi sfortunati troviamo anche il protagonista, Caiman, un uomo che ha perso la memoria e che, assieme alla sua amica Nikaido, vaga alla ricerca del mago che ha trasformato la sua testa in quella di un lucertolone.

La trama inizialmente non è molto chiara, in quanto, la serie inizia a soffermarsi su di essa solamente in corrispondenza degli ultimi episodi, tuttavia, la sua mancanza non si sente affatto e questo è dovuto principalmente alla comicità dell’anime. In ogni episodio è presente un leggero umorismo nero che però rende la serie davvero pazza e divertente da guardare. Mi riferisco per esempio all’episodio dedicato a una partita di baseball in cui un medico ha aggiunto ai giocatori della sua squadra uno zombie creato da lui stesso, oppure alla notte dedicata alla caccia agli zombie. La situazione sarebbe dovuta essere drammatica per alcuni personaggi, ma in realtà questo genere di pazzie rendono ogni episodio unico. Da questo punto di vista ogni personaggio della serie sa essere assai interessante, specialmente gli antagonisti. La coppia di spazzini formata da Noi e Shin è davvero affiatata, ma allo stesso tempo quella di Ebisu e Fujita sa essere davvero divertente. Per non parlare di En che, pur essendo molto freddo, con la sua serietà riesce a regalare anche dei momenti divertenti.

Per quanto riguarda la realizzazione tecnica, a differenza delle altre opere prodotte dallo studio Mappa, in questo caso l’anime è costituito prevalentemente da animazioni in CGI. Più precisamente, le animazioni dedicate alle comparse sono state realizzate unicamente con il metodo tradizionale, mentre quelle dedicate i protagonisti e ai personaggi secondari sono state realizzate sfruttando dei modelli in 3D. Sebbene non si tratti di animazioni al livello del famoso Berserk del 2016, i movimenti dei personaggi restano ugualmente un po’ legnosi e fastidiosi da vedere, ma fortunatamente ci si può abituare facilmente grazie all’interesse suscitato dalla serie. Inoltre, questa scelta ha conferito un pregio all’aspetto visivo che difficilmente avremmo potuto ottenere con delle animazioni in 2D, ovvero la presenza di molti dettagli. Come ben sappiamo, per una questione di tempistiche, durante la realizzazione dei disegni chiave vengono omesse alcune linee considerate superflue e Dorohedoro non avrebbe fatto di certo eccezione. Considerando il tratto sporco del manga, però, la resa dei personaggi ci avrebbe quasi sicuramente rimesso. I modelli 3D realizzati per questa serie, invece, sono ricchi di dettagli, riuscendo a trasporre almeno visivamente l’anima dell’opera originale. Con questo non mi riferisco solo alle ombre, ma anche a tutta una serie di dettagli come le incavature presenti nella maschera di Ebisu oppure alla testa squamosa di Caiman.

La serie ha un’unica opening dedicata interamente a Nikaido e Caiman, mentre lato ending vi sono ben sei sigle. Queste ultime sono state realizzate e cantate da un gruppo di tre artisti denominato “(K)NoW_NAME”. Lo stile delle canzoni è molto simile, ma con video diversi, alcuni dei quali sembrano quasi delle citazioni ad alcuni vecchi videogiochi.

"Dorohedoro" è sicuramente un anime molto valido che, a causa della CGI, temo verrà recuperato da poche persone rispetto ad altre serie altrettanto famose, tuttavia, ritengo che questo comportamento non sia giustificato. La serie è decisamente interessante e a tratti anche divertente, di conseguenza, sarebbe un peccato non recuperarla. Al momento l’anime copre solamente una piccola parte del manga e considerando quanto l’ho apprezzata, non posso che sperare nell’arrivo di una seconda stagione.