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Testu

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5,5
È una serie tratta dalla principale saga di romanzi-visivi erotici della NekoWorks, attualmente composta da tre capitoli principali, più un prequel e un quarto episodio in lavorazione.

Bisogna dare atto a questa giovane azienda nipponica di aver saputo promuovere bene la sua proprietà intellettuale, considerando il mediocre livello qualitativo e la bassa longevità dei suoi prodotti. Fu infatti con un finanziamento attuato tramite la piattaforma Kickstarter che poterono realizzare il precedente mediometraggio, e far così conoscere ai non appassionati di questo genere di nicchia le sorelle Chocola e Vanilla, e, a seguire, le loro amiche 'gatte' della pasticceria Le Soleil. Quel cartone animato altro non fu che una fedele trasposizione del primo capitolo della saga, con componente pruriginosa tagliata via. Successivamente, visto il buon riscontro, venne pure realizzato un piccolo antefatto animato, con lo scopo di illustrare meglio l’arrivo delle due principali ragazze-gatto nella villa di famiglia del loro padrone (e futuro amante), Kashou Minaguri. Questo speciale, a differenza del film, non prendeva spunto dall’episodio “Zero” della visual-novel, incentrato sull’infanzia quotidiana delle 'gatte', ma piuttosto lo precedeva.

Questa serie TV segue l’esempio delle due precedenti trasposizioni, ovvero esclude la componente sessuale, ma al contempo amplia quella del fancervice, andando anche a trasformare il personaggio di Shigure, la loli-sorella di Kashou, in una mezza maniaca delle gatte, con atteggiamenti che, precedentemente, avrebbe riversato solo verso il suo onii-chan. Una scelta infelice ma comprensibile, dato che la saga non ha elementi narrativi a parte la diatriba padre-figlio, che però verrà affrontata solo nel quarto capitolo in uscita a novembre.

A tal proposito, va precisato che la serie animata pare seguire una storia indipendente da quella videoludica. Infatti, in questi dodici episodi faremo la conoscenza di Cacao, una giovane aggiunta felina non presente nei capitoli usciti finora, e che nel prossimo in arrivo pare vedrà un corrispettivo con storia, aspetto ed età totalmente diversi. Oltre a questo, non vi sono indizi che facciano pensare che Kashou abbia allungato finora le mani sulle altre 'gatte' alle sue dipendenze, e le rivalità tra la bassa e responsabile Azuki, e la giunonica ma insicura Coconuts, sembrano ignorare pure gli eventi del secondo capitolo, rafforzando ulteriormente l’idea che si trattino di due binari narrativi ormai separati, con solo il primo episodio a tenerli incollati.

La resa tecnica di questa prima stagione non è malvagia, ma va detto che è prevedibilmente inferiore al mediometraggio e che le proporzioni sono meno curate. In generale, alcuni personaggi hanno un aspetto leggermente più giovanile e le 'gatte' paiono pure più tonte. Superfluo dire che la storia continua a non andare da nessuna parte. Avremo ancora dei semplici momenti di vita quotidiana, arricchiti da graziose pose gattesche, e, come extra, qualche accenno saffico con: occhi a cuoricino, abbracci, foto compulsive, involontari aggrovigliamenti di gruppo, palpeggiamenti del seno, fantasticherie sparse e qualche leccata sulla guancia.

La differenza più avvertibile in questa versione è probabilmente il ruolo del protagonista maschile. Nella recensione del film avevo già espresso quanto il gentile Kashou fosse fondamentalmente un cattivo imprenditore, e quanto dovesse essere grato alla sorella minore per la sua invadenza, tuttavia, al tempo si poteva ancora parlare di un protagonista. In questa serie, invece, hanno relegato il ragazzo a vera e propria comparsa, senza nemmeno valorizzare un minimo i pochi momenti in cui è presente. Si poteva sfruttare facilmente l’arrivo della nuova 'micetta' per creare gelosie nel gruppo, o per realizzare momenti di crescente fiducia e tenerezza familiare, ma forse, vista la natura acerba di Cacao e della sua amichetta umana-moe, tenendo a mente i tempi sensibili in cui viviamo, si è preferito virare invece sull’istinto materno, o per meglio dire... ‘sorellesco’ di Chocola, coinvolgendo quasi esclusivamente le kemonomini nell’occuparsi di lei. A dirla tutta, persino l'assodato amore di Shigure e Chocola per Kashou si avverte poco stavolta, giusto qualche frase di fiducia e una retrospettiva di gruppo, ma all’atto pratico, nulla di rilevante. Sinceramente, per quanto fosse sempre stato estremamente scialbo, nel vederlo così escluso ho provato un po’ di pena per lui.

Il prodotto alla fine si mantiene più o meno sui bassi livelli dei precedenti lavori. Puro intrattenimento senza contenuti, ma stavolta con la difficoltà avvertibile nel dover occupare un tempo maggiore. A poco servono le gare alla “Takeshi Castle” e le solite parentesi vacanziere: “Nekopara TV” è un prodotto brutalmente trascinato di peso, per la sua ferrea volontà di non voler approfondire né ciò che ha portato alla creazione degli ibridi umani e nemmeno al litigio tra il protagonista e la sua ricca famiglia. Fortunatamente le puntate scorrono veloci e i personaggi femminili continuano a fare molta simpatia, rimanendo alla fine il suo unico pregio costante.

Si può guardare, ma rimane un lavoro insufficiente.


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Fede九十三

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
"Nekopara", il paradiso dei gatti, è un anime dell'autunno del 2017 composto da dodici episodi più due OAV (che analizzerò insieme in quest'unica recensione).

L'opera, tratta da un videogioco, è ambientata in un mondo dove la Terra è abitata da umani e, indovinate un po', ragazze-gatto (o meglio chiamate nekomimi, letteralmente "orecchie da gatto").

La trama è semplice e ben strutturata; Kashou Minazuki, appassionato pasticciere, si trasferisce dalla casa di famiglia per aprire una pasticceria, e nel trasloco si ritrova due "strani" scatoloni in più... Le gattine di famiglia, Vanilla e Chocola, si sono intrufolate a sua insaputa pur di seguire il loro "goshujinsama" (padrone), per non separarsi da lui...
Da qui in poi la storia verrà animata con le giornate passate a lavorare nella pasticceria "La Soleil" dei nostri tre protagonisti.

Chocola, pazzamente innamorata del suo goshujin, e Vanilla, gatta seria e principalmente preoccupata della felicità di Chocola, però, non sono le uniche gattine presenti nell'opera, nella casa di famiglia oltre a loro e alla sorella del nostro protagonista, Shigure (anche lei follemente "innamorata" del fratello maggiore, ma mai quanto delle sue gattine), abbiamo: Azuki, Cinnamon, Coconut e Maple, ognuna con le proprie caratteristiche, che insieme si ritroveranno a lavorare a "La Soleil", dove ne combineranno ogni giorno una diversa, tra disastri e guai continui... In più, l'ultima new entry nella famiglia: Kakao, una piccola gattina randagia trovata da Chocola.

Ah! I nomi delle nostre gattine fanno tutti riferimento a ingredienti che si possono usare in pasticceria o comunque dolci, e sono rispettivamente: Azuki, fagioli rossi; Cinnamon, cannella; Coconut, cocco; Maple, acero; Kakao, appunto, cacao; come per Vanilla, vaniglia e Chocola, cioccolato.

La storia prosegue quindi con il passare delle giornate, portando avanti questa pasticceria da parte di Kashou, delle sei gattine di famiglia e della sorella minore, Shigure.

L'anime tratta anche in maniera molto divertente il tema del "campanellino", raccontandolo come un esame che ognuna deve superare per riceverlo, così da poter uscire da sole, poiché capaci di resistere agli impulsi "felini" come trattenersi davanti al cibo o non rincorrere i gomitoli, e così via. Inutile dire le varie gag che ne scaturiranno e che accompagneranno lo scorrere della storia con piacevoli risate...

...Naturalmente non mancheranno le "litigate" tra gatte, comprensive di soffi e miagolii vari.

Tra i due OAV, prequel uno e aggiuntivo l'altro, devo dire che il quadro della storia si fa sempre più piacevole e si capisce bene la "nascita" della storia di quelle che poi sono le nostre protagoniste, Vanilla e Chocola, e di come siano arrivate in casa, dopo che i due fratelli le salvarono in una notte di pioggia... Il secondo non aggiunge niente alla storia, ma punta più sulla parte "slice of life", che in questo genere di anime, secondo me, non sta mai male.

I disegni sono ben fatti, gli sfondi non vedono pecche e i personaggi sono ben caratterizzati.

Opening ed ending, tanto della serie quanto quelle dell'OAV, sono ben fatte, e dopo la visione "frulleranno" in testa per un bel po'.

Concludo dicendo che è un buon anime, non stanca, ha una storia ben definita e in più è anche divertente, e poi, seriamente... Gatte che gestiscono una pasticceria!? Ottimo lavoro!
Promosso e consigliato, voto 8 e mezzo.


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EcchiPuòDirlo

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Quando ho iniziato a guardare "Nekopara", non ero a conoscenza né del videogioco né del manga. Tutto quello che volevo era qualcosa di divertente e "kawaii - lovulloso" con magari qualche bel fanservice che le catgirl "può accompagnare solo".
Insomma, qualcosa che mi facesse svagare in questi tempi così terribili.
Per cui mi dovrei, in linea generale, ritenere completamente soddisfatto... allora perché un voto così basso?
Andiamo con ordine.

La serie parte bene, mantenendo tutte le promesse e le aspettative iniziali, il guaio è che episodio dopo episodio si continua sempre con la stessa inflessione, senza nessun cambio di ritmo e senza nessun elemento veramente degno di nota.
Intendo: trama inesistente, personaggi stereotipati che peggio non si può, il tutto con una leggerezza che ben presto diventa fortemente infantile.
Arrivato a metà, già non ne potevo più di un anime costituito unicamente di kawaii-moe e buoni sentimenti confezionato evidentemente per un pubblico di preadolescenti.
E il fanservice? Sì, ce n'è in abbondanza, tanto che ho visto qualcuno affibbiargli l'etichetta di ecchi. Ovviamente tale attributo è esagerato, ma c'è da dire che è fuori luogo un fanservice, seppur delicato, inserito in un anime così infantile.

Ora, cosa si salva di questo disastro... beh, prima di tutto che non è un disastro completo: l'animazione è bella fluida, le protagoniste carine e a piccole dosi pure divertenti. Quello che non funziona è il puerile come elemento costante, la scarsa connotazione dei personaggi e la ripetitività delle situazioni. Avrebbe guadagnato molto con un format di puntate brevi di circa dieci minuti, così si sarebbe (forse) evitata la noia e la monotonia.

In sintesi: non mi aspettavo niente, ma ho ottenuto ancora meno.