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Testu

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Piaciuto, ma con riserve, diciamo che capisco e condivido un pochino la delusione che ha generato.

La trama di base non è molto originale; un male che si sta per risvegliare, sgherri che mettono in schiavitù l'umanità, la ricerca dell'eroe predestinato, razze antiche, una spada sacra da brandire, ecc. Del resto, Dragon Quest, rispetto ai più sperimentali Final Fantasy è sempre stata una serie molto orgogliosa della sua classicità, e in passato anche nota per il suo costante bisogno di livellare, tagliuzzando mostri o, in caso di zona favorevole, qualche grigio e sfuggente metal-slime che elargisce un alto quantitativo di esperienza. Col tempo, e la crescente volontà di portare la serie anche in occidente, per fortuna sono scesi quantomeno a patti con i salvataggi, ora più facili da fare anche fuori dalle chiese e con altri piccoli accorgimenti.

In questo film, pur tenendo a mente le origini, lo stile dei personaggi è stato reso più definito rispetto ai modelli di Toriyama, scelta che, considerando il passaggio al 3D, ritengo assolutamente positiva. Bianca in particolare mostra meglio la sua giovane età e, seppur un pochino più 'ruspante', ne è uscita fuori particolarmente carina, e mi ha riportato alla mente la più maschiaccia Astrid di "Dragon Trainer".

In generale, direi che ci troviamo di fronte ad un lavoro di certo non all'avanguardia, ma quantomeno dignitoso, specie considerando i livelli molto altalenanti nelle produzioni in grafica computerizzata del Sol Levante. Qualche perplessità rimane nella resa di alcuni mostri, e nella fluidità di alcune scene, ma si può sorvolare.

La storia, come accennato, riprende a grandi linee quella del Jrpg uscito per SNES nel 1992, apportando però delle evidentissime modifiche e velocizzazioni, in parte accettabili per i limiti di tempo della pellicola. Questione a sé la fa invece l'eterno dilemma su chi dovesse essere scelta come promessa sposa. E' vero che una di loro è tradizionalmente la più quotata, più che altro... per il suo banalissimo, e in questo caso pure breve, legame passato col protagonista, ma è anche vero che vi è sempre stata un'accesa diatriba tra i fan in merito a chi fosse la migliore. Oltre a questo, tale scelta all'atto pratico non aveva vantaggi particolari e le due spasimanti erano diventate addirittura 3 nel rifacimento di Arte Piazza su Nintendo Ds, qui non tenuto in considerazione. Direi che non mi sento di fargliene una colpa, in quanto è un'elemento di metà avventura, quindi non rimandabile, ed il mezzuccio usato per decidere è stato decisamente furbo, anche se poco credibile. Insomma, qualcuno andava scontentato per forza.

Il problema grosso arriva semmai nella parte finale che, senza anticipare troppo, nonostante qualche precedente indizio sibillino, improvvisamente ci butterà nel cestino dell'umido quanto visto finora, il tutto per fare un'ovvia pubblicità alla saga Square Enix, travestendola malamente da emozione nostalgica. Questa scelta, per quanto originale, interrompe completamente l'immersione e rovina quanto succede dopo. A poco varranno le riflessioni romantiche di Luca, ovvero del nostro alter-ego, come consolazione. Si potrebbe pure puntualizzare che, rispetto agli altri capitoli, parte della forza di "Dragon Quest V - La sposa del Destino", fosse proprio il concetto meno classico dell'eroe, che in un certo senso viene qui riportato su binari molto tradizionali e vecchi, non rendendo quindi giustizia al capitolo più amato (o tra i più amati) dell'intera saga.

Sinceramente, se avessero continuato sulla strada della sceneggiatura classica, sfruttando quei minuti di sbandamento per migliorare il passaggio di alcune parti centrali, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di Alus, sarebbe stato solo meglio per il film. Detto questo, la visione è stata piacevole, e ho molto gradito il linguaggio corporale di Luca, molto spesso goffo, timido e giocoso nella sua andatura. Tutti bene o male sono ritratti come simpatici, rassicuranti e poco epici, se non in caso di bisogno estremo, e penso si addica molto all'anima del prodotto di riferimento.

Film consigliato insomma, seppur... con degli evidenti limiti che, cosa grave, erano previsti sin dall'inizio. Da quel che ho letto, pare che il doppiaggio in patria non abbia seguito la procedura classica, preferendo la recente impostazione occidentale di attori e tizi noti al posto di professionisti del doppiaggio, e che dopo l'uscita siano seguite diatribe legali meno comprensibili. Fondamentalmente... non pare essere stato un fallimento, come nemmeno un successone, e non meritava di esserlo sia chiaro, dispiace però per l'occasione mancata.


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selene90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5,5
<b>Attenzione: la recensione contiene lievi spoiler</b>

Dopo l’uscita di "Ni no Kuni" su Netflix, sembra si sia deciso di dare lo stesso destino al celebre gioco “Dragon Quest”, trasformandolo in un film-tributo in CG, presente in versione doppiata sulla stessa piattaforma.
Parlando da persona che non ha mai giocato nessuno dei giochi, devo ammettere che il film in sé è abbastanza altalenante in qualità. Andiamo con ordine.

La trama ha per protagonista Luca, figlio di Russel e Mada, la cui felicità viene messa a dura prova da Shriterioska, un demone intenzionato a rapire Mada perché sembrerebbe essere l’unica in grado di aprire i cancelli di Nadiria e permettere al mostruoso Nimzo di distruggere il genere umano. Mada verrà quindi tenuta prigioniera per anni e anni, rifiutando di pronunciare l’incantesimo richiesto, mentre Luca crescerà da solo col padre - alla ricerca dell’eroe leggendario in grado di aiutarli - finché anche questi cade vittima dello stesso demone e Luca crescerà come schiavo per dieci anni. Quando, finalmente, troverà il modo di scappare, si renderà conto di essere solo in un mondo a lui quasi del tutto sconosciuto e terrificante…

Ho parlato di un film con qualità altalenante, perché sinceramente tutta la prima ora - per me che ero digiuna delle ore di gioco - è sembrata parecchio confusionaria. Capisco sempre la difficoltà di comprimere in un’ora e mezza di film decine di ore di gioco, tuttavia ho avuto più volte la sensazione che la pellicola indugiasse inutilmente in dettagli di scarsa importanza, a sfavore di altri più necessari. Tutto il triangolo amoroso e la scelta della sposa sono stati simpatici, ma li avrei più visti più come intervalli, considerata l’importanza che si dà al prosieguo della trama avventurosa di Luca e della sua famiglia.
Leggendo qualche informazione in giro, e basandomi purtroppo solo su quelle, ho capito che il film risulta piuttosto fedele alla trama del quinto gioco, fallendo tuttavia nel riuscire davvero a coinvolgere emotivamente lo spettatore come faceva il gioco stesso. A causa di tagli ingiustificabili alla storia e a miseri flashback di pochi minuti che dovrebbero spiegare intere vite, si ottiene un film che pecca molto nella caratterizzazione dei personaggi comprimari e dell’antagonista principale (al contrario di Luca che, invece, è ben curato).
Un punto a favore, almeno a livello personale, è dato invece dal plot-twist finale che, come ho notato, ha diviso molto gli spettatori tra chi l’ha trovata una scelta originale per dare pepe alla vicenda e chi invece ha parlato di mancato senso logico. Personalmente, non aspettandomi altro che il classico happy ending finale, l’ho trovata un’idea carina ed originale, che mi ha permesso di godermi quantomeno l’ultima parte.
Tecnicamente parlando, invece, nulla da dire… Il film è totalmente in CG, ben curata, ha delle OST particolarmente piacevoli e un doppiaggio italiano perfettamente riuscito.


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Dany35

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
Da amante del videogioco "Dragon Quest V", da cui questo film è tratto, ritengo che quest'opera, tutto sommato, sia un buon film d'animazione molto godibile, anche se alcuni elementi non me l'hanno fatta apprezzare al massimo.

Infatti non mi sono granché piaciuti:
1- il finale che pare campato per aria che rovina abbastanza il senso del film,
2- alcuni elementi fin troppo velocizzati (e di difficile comprensione se uno non ha giocato al videogioco),
3- dei cambiamenti, rispetto all'opera originale, totalmente privi di senso.

Tuttavia ho apprezzato abbastanza il doppiaggio italiano e la grafica in CGI, in sé, mi è piaciuta moltissimo, anche se un po' mi dispiace che non abbiano sfruttato al massimo il character design di Toriyama, utilizzato nella saga videoludica.
Il film lo consiglio soprattutto a chi ha giocato il videogioco, visti i numerosi riferimenti, anche se alcune scelte potrebbero "leggermente" frustrare il fan più accanito, soprattutto se dovesse paragonare questa pellicola all'opera originale.
Comunque do al film un bel 7,5 che sarebbe potuto essere un voto un po' più alto con alcune accortezze in più, anche se capisco che lo staff abbia fatto il meglio possibile per adattare un gioco bello lungo in una sola ora e quaranta minuti di film.