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ARAPHAEL

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
E' la quinta volta che visiono "Midori, la ragazza delle camelie" di Maruo, e ogni volta è come se fosse la prima: l'entusiasmo nei confronti di tale capolavoro rimane immutato. La prima volta già mi resi conto di stare a visionare qualcosa di molto raro e ostico da comprendere o apprezzare, e realizzai che purtroppo sarebbe stato in futuro difficile trovare anime o manga affini.

Maruo è forse l'unico le cui opere rientrano pienamente nel genere hero guro. Spesso viene accostato ad autori come Junji Ito, che per quanto affini nello stile si concentrano sull'aspetto grottesco e demenziale dell'horror, tralasciando quasi sempre quello erotico. Al contrario, in opere come "Midori", si può sentire a pieno il connubio tra grottesco, nonsense e feticismo, il tutto magistralmente realizzato. Complice la sua mente malata che sembra essere stata messa a punto da madre natura proprio per realizzare opere di questo tipo.

In "Midori" non ci sono scene eccessivamente forti, splatter o sessuali che siano, eppure riesce a trasmettere un senso di angoscia esistenziale meglio di tante altre opere simili. Il tema centrale è appunto quello della sofferenza, di una sofferenza però che è insita naturalmente nell'esistenza stessa; il peso di vivere si fa sentire di continuo, mentre costantemente cerchiamo la felicità, che mai veramente sopraggiunge. Il tutto, ripeto, senza ricorrere a scene troppo forti, ed è qui che Maruo esprime la sua abilità, perché durante tutta la visione si percepisce il marciume della vita vissuto come fastidio, che attanaglia tutto il genere umano e che ci logora pian piano anche quando le cose sembrano all'apparenza andar bene.

Ottime le musiche, e anche lo stile grafico ho apprezzato molto, che penso si accosti bene al tema trattato.


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Anarchy Anime Reviews

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
L'industria d'animazione giapponese ha saputo fornire, negli anni, ogni tipo di intrattenimento, attraversando con le sue serie televisive e film cinematografici i più disparati generi e stili. Fin dagli anni '60, cioè da quando cessa di essere un semplice derivato del cinema propagandistico del governo, diventando fenomeno di massa, si possono reperire all'interno dell'immensa marea di titoli prodotti alcune insolite eccezioni decisamente sopra le righe. Pellicole decise a portare il mezzo cinematografico d'animazione non solo a livello del cinema convenzionale, ma anche a valorizzare le potenzialità espressive delle immagini create dal disegno, anziché dalla recitazione di attori in carne ed ossa. Tra queste si può senz'altro inserire "Midori, la ragazza delle camelie", diretta da Hiroshi Harada e ispirata al manga indipendente "Shojo Tsubaki" di Suehiro Maruo.
Il film è sostanzialmente un tributo animato al cinema di Tod Browning e al suo capolavoro "Freaks" del 1932, divenuto un vero e proprio cult nel suo genere. Tuttavia non si tratta di una semplice trasposizione animata, né del resto il riferimento si limita a una citazione priva di spunti originali, anzi "Midori" ha senz'altro il grande pregio di rendere propri gli intenti del film di Browning e di farne un vero e proprio manifesto di coloro che comunemente vengono definiti diversi, emarginati o additati come mostri, ovvero freaks.

La carriera di Maruo, in effetti simile a quella di Browning, è caratterizzata dal rifiuto dei canoni convenzionali dell'industria mainstream, da cui viene inesorabilmente respinto nel 1973, dopo aver proposto la pubblicazione del suo primo manga. Rifugiatosi in una casa editrice per adulti, riesce finalmente ad esprimersi senza dover tener conto, perlomeno, di un'etica e di una morale imposte da direttive editoriali o indagini di mercato, e a riversare nei disegni tutta la frustrazione e la delusione causate dalle sue vicende personali. Del resto è proprio sull'intrattenimento che si concentra la sua attenzione in "Shojo Tsubaki": i protagonisti sono appunto attori circensi, maestri di una macabra arte infernale capace di ipnotizzare gli spettatori. Anche se, come si scopre in seguito, i loro spettacoli non sono affatto una messa in scena.
Secondo De Sade la vera arte nasce da un innato desiderio di esternare le proprie sofferenze: affinché qualcuno sia felice (il pubblico), è necessario che qualcun altro soffra (l'artista). Rendere reali, ovviamente all'interno della finzione cinematografica, i truculenti numeri di Midori e dei suoi colleghi ha come unico scopo quello di ricordare agli spettatori che le grottesche esagerazioni di questa rappresentazione non sono mai così lontane dalla realtà.


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AkiraSakura

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Nella filosofia orientale, sopratutto nel buddhismo, il tema riguardante la linea di demarcazione tra illusioni e realtà è dominante. Al di là della ruota dell'esistenza, che imprigiona le creature nell'eterno ciclo del Samsara, c'è l'assoluto, il quale allo stesso tempo è il nulla. La sofferenza prodotta dalla vita nel mondo dell'illusione è uno dei temi chiave degli insegnamenti del Buddha. Così come la liberazione dalla sofferenza derivante dalle illusioni create dalla nostra mente. Ora provate a immaginare una trasposizione horrorifica e malata di tale concezione, nella quale il vivere è pura angoscia. Una cosa nauseante. Macabra. Grottesca. Questa è l'idea che ha avuto Hiroshi Harada, il quale, da solo, per cinque anni, ha creato questo controverso film, "Midori/Shoujo Tsubaki", basandosi sul manga di Suehiro Marui, adattamento a fumetti di una "Kamishibai" (lett. "dramma su carta"), ovvero un racconto folkloristico giapponese tramandato in passato dai monaci buddhisti attraverso le "emakimono" (lett. "pergamene immagine"). Diciamolo subito: per l'elevata dose di violenza disturbante, psicologica, con incursioni nello splatter e nel macabro, "Midori" potrebbe scoraggiare parecchio alla visione. Oppure lo spettatore occasionale a digiuno di cultura orientale potrebbe snobbarlo come un semplice horror più malato del solito. Ergo non si tratta di una visione adatta a tutti, ma solamente a un certo target di pubblico di mente aperta, che magari ha già apprezzato il folkloristico "Mononoke" e certi lavori di David Lynch, come ad esempio "Eraserhead" e "The Elephant Man".

Midori è una sfortunata ragazza-archetipo di umili origini, la quale per sopravvivere è costretta a fare la schiava in un circo; ivi verrà maltrattata, sarà l'oggetto di cattiverie e abusi di vario tipo; la sua unica consolazione sarà l'amore dell'inquietante "mago della bottiglia" Masanitsu, sentimento che non mancherà di far scatenare la feroce invidia dei mostruosi feticci umani del circo. E' fin troppo chiaro, una delle metafore del film è la perdita dell'innocenza nel circo della vita/esistenza, tema che, inconsciamente, mi ha fatto associare l'opera all'ambiguo brano "Circus" contenuto nell'album "Lizard" dei King Crimson. Le musiche di J.A Seizer ("La rivoluzione di Utena") sono ineccepibili, fascinose e ataviche, allo stesso modo delle immagini che accompagnano: si pensi all'alchimia suono-immagini della memorabile sequenza finale del film, la quale traspone in modo molto suggestivo la metafora orientale del mondo delle illusioni.

Non è per nulla un semplice horror, "Midori". Al di là dei già discussi intenti metaforici e folkloristici, il film ha una sua poetica molto particolare, coadiuvata da raffinati disegni in pieno mood retrò; infatti, non a caso, l'opera viene spesso paragonata al capolavoro targato 1973 "Kanashimi no Belladonna". Ergo le tecniche d'animazione utilizzate si rifanno agli standard in voga negli anni '70: primi piani intensi e drammatici, pochi frame disegnati interamente a mano, effetto cartolina alla Dezaki, utilizzo delle inquadrature trasverse per accentuare il senso del claustrofobico e così via. Come accadeva in "Belladonna", la perizia registica si fonde con gli sperimentalismi low budget, tuttavia creando un prodotto unico nel suo genere, quanto mai angosciante, affascinante, violento e maledetto.


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Disillusion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Ho trovato questo anime-film assai grottesco ed inquietante, nonostante i suoi livelli di horror non siano troppo elevati, le scene di orrore avvengono praticamente in continuazione per tutto l'anime, sorprendendo e sconvolgendo per tutta la sua durata.
La storia parte con la piccola Midori, undicenne già orfana di padre, con la madre malata in fin di vita, e in mezzo alla miseria, tenta di guadagnare da vivere vendendo fiori, ma con scarsi risultati. Fin da subito rimane orfana anche della madre, e viene istantaneamente venduta da uno sconosciuto, ad un circo di basso livello, i cui pochi strambi componenti si guadagnano da vivere offrendo spettacoli squallidi e atroci. In questo sudicio ambiente la graziosa bambina viene ridotta in schiavitù e abusata e seviziata in ogni modo, tutti i giorni. Per lei si preannuncia una vita infernale e probabilmente anche breve, fatta di violenze e agonie continue. Un giorno però alla compagnia del circo sull'orlo del fallimento, si unisce un piccolo ometto illusionista, e Midori potrebbe ricevere un'ancora di salvezza o avere una chance di salvarsi dall'incubo che la tiene prigioniera, notando che il nuovo personaggio è caritatevole nei suoi confronti.

Anime strano, davvero strano e difficile da valutare. Sembrerebbe contenere degli insegnamenti, la storia però viene esposta e presentata con immagini e vicende che potrebbero andare oltre ad una normale storia dell'orrore, sia in senso positivo che in senso negativo. L'anime mi è sembrato essere un miscuglio di buone idee e di pessime idee, venendo fuori un qualcosa di parzialmente apprezzabile, ma allo stesso tempo difficile da digerire. Non mi sento di bocciare completamente l'anime, perchè sembra nascondere qualcosa di buono in mezzo a tutta la "sporcizia" che propone.

Graficamente l'anime è generalmente scadente, le immagini sono brutte, ma sono fatte brutte apposta per avvalorare l'atrocità e la crudezza della storia, oltre ad amplificare il senso del grottesco, superiore rispetto alla maggior parte degli horror, in un certo senso. Il vero problema sono l'animazione e il sonoro: l'animazione è minimale, seppur ci siano scene animate decentemente, la maggior parte dell'anime appare statico e con animazioni molto limitate, mentre il sonoro è oggettivamente di basso livello.
Consiglio l'anime esclusivamente a coloro a cui piace l'horror con scene mostruose, grottesche, e con deformazioni di ogni tipo, che possono comunque benissimo divertire un certo tipo di spettatore, in caso contrario, occorre avere uno stomaco forte per reggere l'opera. Sconsiglio di mangiare prima di vedere questo anime, davvero martellante per lo stomaco.