logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
Miraiyuki86

Episodi visti: 11/11 --- Voto 10
Finalmente uno Shounen-ai come si deve. Ne ho visti molti di recente, direi tutti, ma non c'è paragone, almeno per quanto mi riguarda! Insomma, parliamoci chiaro, non c'è il solito maschio alpha che abusa di quello effeminato, tipico dello Shounen-ai/yaoi, come "Jounjou romantica" (che ho comunque apprezzato molto) e altri... no, qui la storia è diversa, più realista, anzi, totalmente realista, si parla di due adolescenti comuni, che potrebbero rappresentare chiunque di noi, vite quotidiane, paure, passioni, dolore e musica. Non ci sono paradossi. L'ho amato moltissimo, specialmente ho adorato Mafuyo e la sua dolcezza, per non parlare della sua voce, da brivido. Uenoyama e Mafuyo sono due ragazzi meravigliosi e puliti, questo mi è piaciuto molto dell'anime, la sua spontaneità e innocenza, la delicatezza con cui tratta certi temi ti fa immedesimare nei sentimenti che potrebbe provare il personaggio stesso. Insomma, personalmente, non riesco a trovare un difetto! Non vedo l'ora di vedermi il film, dicono che uscirà il 1° Febbraio 2020 e sarà incentrato sui personaggi secondari... un po' mi spiace.


 0
Rukia K.

Episodi visti: 11/11 --- Voto 7
Given è un anime tratto da un manga yaoi, quindi è incentrato sulle relazioni amorose tra ragazzi. Sembra superfluo sottolinearlo dato che questa informazione è già presente nella scheda, tuttavia in questi mesi mi sono capitate sott'occhio molte lamentele che ruotavano attorno alla frase “sembra uno yaoi”, quindi, evidentemente, è necessario ripeterlo.

Non avendo letto il manga, non posso fare alcun paragone con esso, ma per quanto riguarda la serie animata posso dire che non sono presenti scene esplicite. L'anime è molto tranquillo ed è incentrato su due studenti delle superiori. Il primo è Mafuyu, un ragazzo molto introverso a causa di alcuni traumi passati che è solito portare con sè una chitarra elettrica appartenente ad una persona a lui cara. Il secondo, invece, è un studente molto determinato di nome Ritsuka considerato un genio per via della sua abilità nel suonare la chitarra. I due sono molto diversi tra loro come carattere, ma hanno in comune l'interesse per la musica. In realtà, Mafuyu è piuttosto ignorante sotto questo aspetto e non è minimamente in grado di suonare la chitarra che porta sempre con sè, tuttavia, dopo aver conosciuto Ritsuka si accenderà in lui una vera e propria passione per la musica che lo spingerà a seguire il chitarrista ovunque pur di convincerlo ad insegnargli a suonare questo strumento, cosa che lo porterà ad entrare in una rock band.

Ciò che ha reso difficile scelta del voto è stato lo svolgimento della storia, in quanto a mio parere la serie è iniziata molto male per poi migliorare gradualmente. I primi episodi, infatti, sono molto lenti e nonostante siano accompagnati da delle belle e tranquille musiche di sottofondo, non riescono comunque ad intrattenere. La ragione non risiede nella lentezza in sè della storia, ma nel modo di comunicare di Mafuyu. A causa del suo passato traumatico, il ragazzo è molto introverso e si limita a comunicare per la maggior parte del tempo con sguardi e poche semplici parole. Ci sono serie che riescono a sfruttare questo atteggiamento rendendolo quasi poetico, tuttavia, nel caso di "Given" gli episodi risultano solamente appesantiti e difficili da seguire fino in fondo. Di fatto, il comportamento di Mafuyu è molto simile a quello di molte protagoniste dei reverse harem incapaci di spiccicare parola, con la differenza che in questa versione maschile una parte di pubblico apprezza questo suo modo di comunicare. Con il proseguire degli episodi, fortunatamente, questo difetto si nota molto di meno. Mafuyu sicuramente si è un po' evoluto, ma la scomparsa di questo ritmo lento è dovuta soprattutto al passaggio in secondo piano dei protagonisti principali a causa dell'introduzione di alcuni personaggi secondari, in primis gli altri due membri della band. La differenza riespetto ad Haruki e Akihiko è notevole dato che questi ultimi sono molto più maturi e sempre pronti a fornire utili consigli. Inoltre, nonostante i pochi episodi a disposizione, anche loro sono riusciti ad ottenere un buon approfondimento non solo tramite i flashback, ma anche grazie alle loro interazioni quotidiane che, personalmente, ho adorato. Dal mio punto di vista posso dire che gran parte della serie si regge in piedi solo grazie alla loro personalità.

Un altro pregio da non sottovalutare riguarda il tema della musica, che in questa serie viene trattato molto bene con le dovute spiegazioni tecniche. Finora non ho visto molte serie musicali, ma "Given" si distingue da queste per la serietà con cui è stato trattato il tema rendendo l'anime istruttivo sotto molti aspetti.

L'anime conta solamente undici episodi e riesce a giungere ad una piccola conclusione, ma questo di fatto rappresenta quasi solamente una mera introduzione. Il manga è ancora in corso e visto ciò che è stato mostrato nella trasposizione animata, direi che ha ancora molto da raccontare.


 4
Shiho Miyano

Episodi visti: 11/11 --- Voto 8
"Voglio studiare di nuovo... quella sensazione."
Mafuyu Sato

«Given» è una serie di undici episodi, distribuita nell'estate del 2019, trasposizione dell’omonimo manga ancora in corso.

La storia, che è anche storia corale, ha come protagonista Mafuyu Sato: un ragazzo che va in giro portando con sé una chitarra con le corde rotte, strumento che non sa suonare. Il suo incontro con Ritsuka Uenoyama, compagno di scuola e brillante chitarrista, dà inizio alla storia che narra le vicende, amorose e musicali, di una band composta da quattro ragazzi: i sopracitati Mafuyu e Ritsuka, che frequentano le superiori, affiancati da Haruki Nakayama, bassista, e Akihiko Kaji, batterista, entrambi studenti universitari.

La musica è un potente mezzo per veicolare emozioni e questa serie riesce a fare altrettanto, e ho apprezzato il fatto che riesca a farlo partendo da un protagonista “non facile”.

All’inizio Mafuyu è incomprensibile: se sono immediatamente evidenti la sua gentilezza e il suo modo di fare indifeso, è difficile empatizzare con lui perché è avulso dal mondo circostante, a tratti pare apatico e assente, ha difficoltà a esprimersi, parla con mezze frasi sconnesse il cui filo logico non è percepibile né dagli altri ragazzi, né dallo spettatore; è insistente (al limite dello “stalkeraggio”) e un po’ irritante. Eppure... nel corso degli episodi, la regia ci offre la possibilità di osservarlo nelle sue interazioni con gli altri personaggi e nei suoi momenti solitari e -quasi- ci costringe a rallentare il nostro ritmo per seguire il suo, e riesce a farcelo comprendere; diviene così evidente che non è apatico, che mette molto impegno per cercare di creare legami con le persone e che, se segue percorsi logici peculiari, è a suo modo analitico, diretto nel comunicare, sincero e... allora diventa facile apprezzarlo, e “fare il tifo per lui”.
Emergono anche i traumi del passato di Mafuyu che spiegano, in parte, perché questo ragazzo abbia difficoltà a comunicare e a esternare i suoi sentimenti; non viene espressamente menzionato, ma probabilmente a renderlo così particolare concorre anche un qualche grado di neurodiversità, le sue affermazioni sembrano, a volte, far riferimento a una percezione quasi sinestetica.

E intorno a Mafuyu? Gli altri tre componenti della band sono molto più “classici” e tutti immediatamente simpatici; in secondo, e terzo, piano ci sono un gruppo di personaggi altrettanto classici, ritratti in modo efficace. I rapporti fra i vari personaggi non sono mai dipinti come macchiettistici, lasciando una gradevole impressione generale.

In questa serie sono appena accennate le vicende che riguardano più da vicino “i grandi” della band, ma il rapporto dei due fra loro e quello fra Akihiko e l’affascinante, e tormentato, violinista Ugetsu Murata, sembra decisamente intrigante (e sarà trattato in un successivo film).

Dal punto di vista tecnico ci sono luci ed ombre: ottima la regia, seppur classica, di Hikaru Yamaguchi, che passa da un ritmo lento e rarefatto a episodi invece densissimi, riesce a rendere bene le atmosfere ricorrendo allo sfasamento delle inquadrature rispetto ai dialoghi e a “far parlare” i bellissimi sfondi (Kusanagi). Le animazioni (Lerche) sono un po’ la nota dolente: spesso poco rifinite e con un andirivieni fra il 2D e la CGI in 3D (Larx Entertainment) che non mi ha troppo convinto. Buono, invece, tutto il comparto sonoro: di musica non se ne sente molta, per essere una serie a tema musicale, ma è orecchiabile e una grande attenzione è data a tutti i suoni, non solo quelli musicali (la direzione del suono è di Hiromi Kikuta – che recentemente ha ricoperto lo stesso ruolo nella produzione di «Run with the Wind»). Belle sia l’opening “Kizuato” che l’ending “Marutsuke”. A livello di doppiaggio ho trovato azzeccato il contrasto fra la voce, profonda, di Yūma Uchida (Ash Linx in «Banana Fish») che interpreta Uenoyama e quella, dai toni morbidi, di Shōgo Yano su Sato.

Sono arrivata alla visione senza aver letto l’opera cartacea: ero invogliata dal fatto che si trattasse di una storia musicale, ma temevo uno sviluppo un po’ banale, con drammi forzati, personaggi che contraddicono con le azioni le proprie parole, o un eccesso di “zuccherosità”; invece questa serie mi ha sorpreso perché riesce a evitare tutti i peggiori cliché dei generi scolastico e yaoi.
Una storia semplice con emozioni ben dosate.

Ultime due, brevi, note: apprezzabili anche il modo di trattare la gelosia (cui non viene data connotazione positiva) e l’amicizia (che è preziosa anche quando è non è semplice, come fra Mafuyu e l’amico d’infanzia Hiiragi Kashima).

mello290992

 0
mello290992

Episodi visti: 9/11 --- Voto 8,5
Trama:
La storia risulta essere di facile comprensione, senza particolari intoppi e difficoltà di interpretazione; risulta piuttosto fluida e non macchinosa. Trovo che sia un anime molto piacevole da vedere soprattutto perché, oltre ad essere molto divertente nella sua superficie, riesce a trasmettere i messaggi indiretti insiti in esso. I temi che vengono affrontati sono quello dell’omosessualità, a mio avviso non riscontrabile nei primi due episodi, e quello del post-trauma causato da un evento tragico (in generale difficile da esprimere ma in tale anime risulta essere molto trasparente, riuscendo a trasmettere i sentimenti della persona affetta da tale “patologia” alla persona terza che guarda l’anime).
Disegni:
I disegni risultano apprezzabili anche se in alcuni tratti non l’ho trovato ben definito. Nel suo complesso, comunque, risulta apprezzabile in ogni suo episodio (personalmente trovo che il manga sia meglio disegnato).
Conclusione:
Consiglio la visione dell’anime per gli argomenti che vengono affrontati e per la trama in sé che in un primo acchito può risultare semplice e banale ma, andando avanti con gli episodi, si evolve diventando molto più di quello che può sembrare.