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menelito

Episodi visti: 4/4 --- Voto 7
Primo episodio: "ahah, che trashata".
Secondo episodio: "beh, non è poi così male".
Terzo e quarto episodio: "wow".
Mi ha piuttosto sorpreso, lo scetticismo iniziale riguardo il tentativo di utilizzare una tecnologia allora sviluppata a livello "primitivo" come la CGI è stato presto sostituito dall'interesse per una storia nel complesso abbastanza semplice ma che ha il suo impatto, dato che parla comunque di temi sempre attuali.
Le stesse animazioni a tratti sono molto fluide e ben eseguite considerando che si tratta di una miniserie e non di un film vero e proprio. Quindi con budget, suppongo, nettamente inferiore.
Da sottolineare il fatto che sia stato sviluppato dallo studio Gonzo (creatori, fra le altre cose, di "Gantz"), fra gli apripista per certe nuove tecniche di sviluppo dell'animazione.

Musiche energiche, piuttosto belle. Unico appunto da fare a riguardo potrebbe essere che colonne sonore di questo genere tolgono qualcosa alla drammaticità delle scene di guerra, ce le vedo meglio come accompagnamento per inseguimenti in auto o risse da bar (tanto per fare un paio di esempi sciocchi). Comunque gradevoli.

Null'altro da aggiungere, sono partito con poche aspettative e al traguardo non posso che trovarmi soddisfatto.


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Ataru Moroboshii

Episodi visti: 4/4 --- Voto 8,5
Se qualcuno è familiare con il mondo della ricerca, sa perfettamente che per le novità non ci sono mai investitori, perchè non è detto che la novità funzioni, funzioni ora, e sia remunerativa per il primo che l'ha realizzata. Nell'animazione succede la stessa cosa e gli studi si guardano bene dall'essere troppo sperimentali, ma questo non fu il caso dello studio Gonzo nel 1998. Nel 2017 l'anime più apprezzato dai giapponesi è stato un'opera completamente in CGI e forse un po' di ringraziamenti spetterebbero anche a questo vecchio studio, ma 20 anni fa quando Gonzo propose questa serie di OAV con una massiccia presenza di CGI le cose andarono in modo diverso: purtroppo la novità fece storcere il naso ad una fetta troppo consistente di pubblico. La scelta effettuata in "Submarine No.6" è stata quella di utilizzare l'animazione "classica" per le scene di superficie, ed utilizzare un'animazione completamente in CGI per tutte le scene sottomarine. Se anche al giorno d'oggi la visione di quelle grosse strutture poligonali sembra antichità, all'epoca furono fatte con la massima cura possibile, dovendo essere questa miniserie nelle intenzioni della Gonzo una sorta di cavallo di Troia dell'animazione computerizzata per inserire questa nelle grazie del pubblico.

Essendo quindi "Submarine No.6" essenzialmente "una vetrina d'esposizione", la cura non è relegata solo a questo aspetto, anche le animazioni più manuali sono realizzate al massimo delle possibilità, così come ottime sono la regia e le ost scelte. Sono inoltre molto contento del doppiaggio italiano e della presenza di Pannofino fra il cast. La trama invece pur essendo fondamentalmente godibile nella sua visione pacifico/ambientalista, al contrario di altri anime dal messaggio simile scade un po' troppo nel retorico, dove invece per esempio "Mononoke Hime" riusciva sempre a rimanere estremamente pragmatico nel suo messaggio ambientalista. Ho invece apprezzato la massiccia citazione ad "Apocalypse Now", dove il protagonista è chiaramente il capitano Willard, ed il terribile e carismatico scienziato Zoldyck è palesemente il colonnello Kurtz. La citazione all'isola del dottor Moreau invece l'ho trovata un po' troppo forzata. In definitiva l'anime è ancora fruibile al giorno d'oggi, basta guardare le parti in CGI con un occhio un po' da archeologo.


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selene90

Episodi visti: 4/4 --- Voto 7,5
Attenzione: contiene spoiler

Blu submarine n. 6 è una serie composta da 4 oav del 1998, e primissima opera dello studio Gonzo (famoso per aver sfornato vari titoli che hanno raggiunto una fama e un certo successo, come Last Exile, Full Metal Panic, Chrono Crusade, Basilisk e così via).
Lo scenario presentato è quello di una terra in guerra, dove la natura ha lasciato posto a un’avanzata ricerca tecnologica. In questo scenario, un brillante scienziato- Zorndyke- ha creato una nuova razza, in grado di contrapporsi all’umanità; una razza più intelligente che, nel corso degli anni, ha conquistato gli oceani, costringendo l’umanità, regredendo, a vivere nelle zone più lontane dall’acqua. Da qui si dipana la storia, mostrando come la terra abbia creato la Flotta Blue, che dichiara guerra ai figli di Zorndyke. In particolare, seguiremo le vicende di Kino, una fervente guerriera e pilota della flotta, che ha perduto la sua intera famiglia; e Hayami, un ex pilota costretto a rientrare al servizio della flotta Blue.
Ovviamente in 4 oav, di 30 minuti ciascuno, la storia non punta alla spiegazione di ogni singolo dettaglio, quanto più al lato psicologico che c’è dietro la guerra tra razze. Mano a mano che i due protagonisti si avvicinano al loro obiettivo e al loro acerrimo nemico, vengono a galla i dubbi e le domande.
“chi è davvero Zordyke?”
“perché ha creato questa nuova razza?”
“chi ha davvero iniziato la guerra?”
Interessanti in particolar modo, i dialoghi tra i protagonisti e l’antagonista nell’ultima puntata, che mettono in luce il punto focale della storia.

Come dovrebbe essere mostrato in ogni opera che tratta il tema della guerra, il personaggio di Zordyck viene presentato come il “villain” principale, solo perché non conosciamo la sua storia. Ma, com’è ovvio, quando ci sono due parti in contrapposizione, è giusto sentirle entrambe… è quello che ci dice lo scienziato stesso nel quarto oav “li considero miei figli. Vi somigliano, ma a differenza vostra, loro imparano gli uni dagli altri. Dovreste considerarvi fratelli… sono meritevoli di essere compresi come tutti gli esseri viventi di questo pianeta”. Non per niente, Hayami stesso, dopo aver salvato la vita ad una di loro, viene ricambiato del gesto.

La serie resta ottima per personaggi e tematiche. A livello tecnico, si fa un uso esagerato di computer grafica, cosa che ho poco apprezzato, non amandola. Ma, almeno da quanto ho letto, questo dovrebbe essere uno dei primi titoli ad aver usato la CG, ergo non si può non ammettere che ha portato una certa innovazione.


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Kida_10

Episodi visti: 4/4 --- Voto 6
"Blue submarine no. 6" è una serie di quattro OAV prodotta dallo Studio Gonzo nel 1998, ispirata all'omonimo manga ideato e disegnato da Satoru Ozawa.

Ambientata in un futuro non molto lontano, su un pianeta terra semi-distrutto e sommerso dagli oceani, la storia vede come protagonista Tetsu Hayami, un ex militare che viene improvvisamente richiamato in servizio in quanto ritenuto fondamentale per la riuscita dell'atto finale, ovvero l'annientamento di Jung Zorndyke, nemico numero uno dell'umanità.
Anche se inizialmente riluttante, Hayami sarà presto costretto ad accettare la missione, accompagnato dalla giovane Mayumi Kino.

La studio Gonzo ci ha abituato, nel corso degli anni, ad opere di vario genere e spessore; ha sfornato numerosi capolavori come "Last Exile", "Full Metal Panic!", "Basilisk" o "Gantz", solo per citarne alcuni, ma anche prodotti di medio-basso livello, dimostrandosi tutto tranne che una garanzia. Ed è proprio con "Blue submarine no. 6" che lo studio si è presentato al grande pubblico, purtroppo non in maniera non particolarmente brillante.
La trama è intrigante, poteva sicuramente essere sviluppata meglio e diluita in un maggior numero di puntate, ma comunque propone delle riflessioni interessanti, soprattutto nella sua fase conclusiva. Ottima anche l'ambientazione, uno scenario post-apocalittico ben costruito e che successivamente sarà utilizzato, con le dovute variazioni, in moltissime opere dello studio, diventando, di fatto, un elemento caratteristico dello stesso. Più che buona anche la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto se considerato il poco tempo a disposizione.

In virtù di tutte queste note positive, come mai non posso che attribuire all'opera una mera sufficienza? In primo luogo, per via della sceneggiatura e delle regia, che definire confusionarie è poco. La trama non è particolarmente complicata, tuttavia viene presentata male e, di conseguenza, la visione delle prime puntate si appesantisce notevolmente.
Secondo, ma non meno importante, il comparto tecnico. "Blue submarine no. 6" porta un'innovazione nel campo dell'animazione, essendo realizzato quasi completamente in 3D. Purtroppo, il risultato non è eccezionale e, se a livello narrativo si capiva poco, durante i combattimenti subacquei non si capisce praticamente nulla.
Ottimo invece il design dei personaggi, curato dall'ormai rinomato Range Murata, e le colonne sonore. Più che buono anche il doppiaggio italiano.

In conclusione, "Blue submarine no. 6" è un'opera interessante ed innovativa sotto molti aspetti, ma purtroppo gestita malamente. Probabilmente una serie di dodici o tredici puntate sarebbe stata più indicata a contenere la trama, considerandone le proporzioni e le possibilità.


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Ironic74

Episodi visti: 4/4 --- Voto 5
Coloro che amano gli anime d'azione non possono non conoscere lo Studio Gonzo, la casa di produzione nipponica che più di ogni altra ha investito su questo genere regalandoci negli ultimi dieci anni titoli del calibro di 'Full Metal Panic!', 'Hellsing' e 'Gantz'.
Pur attraversando un periodo davvero difficile dovuto alla difficile congiuntura economica e a un crollo delle vendite home video, questo giovane studio ancora sopravvive nonostante fossero in parecchi ad averne già scritto il necrologio, proseguendo il cammino iniziato nel 1998 proprio con questo titolo: 'Blue submarine No.6'.

Si tratta di 4 OAV che, nonostante la loro brevità, già fanno intravedere quali saranno le linee guida Gonzo per gli anni a venire. Futuro non tanto lontano, la Terra non è più quella che conosciamo, ridotta a uno scenario post apocalittico che ricorda quello di Conan: le acque hanno quasi totalmente invaso la terraferma e l'umanità è sull'orlo del collasso a causa del solito scienziato uscito di senno. Un manipolo di sottomarini è quanto resta delle superpotenze mondiali e rimane l'unica speranza cui aggrapparsi contro i nemici, sorta di ibridazioni umano-animali create ad hoc con l'unico scopo di estinguere la razza umana.

Una marea di citazioni (volute?) e una massiccia utilizzazione di un allora sperimentale computer grafica fanno un po' sorridere chi oggi si appresta alla visione di questo titolo. La trama in effetti non risulta particolarmente intricata, data la brevità della serie stessa e il grande spazio dato ai vari scontri e battaglie, rendendo il tutto un po' fine a se stesso. La computer grafica è davvero molto grezza, risultando totalmente distaccata dal contesto e dai disegni a mano e, seppure una regia sapiente cerchi di mascherare tutte le lacune con inquadrature ravvicinate e numerose sequenze concitate, la visione d'insieme non raggiunge risultati apprezzabili, facendo assomigliare troppo certe scene a quelle dei videogiochi di fine anni '90. Un peccato perché invece il chara design è molto curato, realizzando soprattutto dei credibili uomini bestia che nonostante le fattezze mostruose riescono a esprimere umanità attraverso dei lineamenti facciali davvero molto accurati. Un vero peccato, perché poi tutto scade nella banalità di un messaggio ecologista allo studio Ghibli versione fantascientifica senza forza né mordente, con l'ultimo OAV praticamente speculare all'isola del dottor Moreau e con tanti punti oscuri nella narrazione che non saranno mai chiariti.

Che dire quindi di questo 'Blue submarne No.6' se non che è un titolo che a mio avviso risente gli anni che ha; da consigliare solo ai fans delle opere Gonzo (che certi errori poi li riproporrà anche dopo) e più in generale del genere militaresco, il quali comunque potranno apprezzare un discreto adattamento italiano dell'allora Dynamic Italia che annoverava diversi doppiatori di livello tra cui Pannofino, De Ambrosis e Letizia Ciampa.


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Rieper

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
"Un anime non va giudicato da un numero spropositato di episodi" è uno dei principi che seguo quando provo a recensire un anime. Poi se si tratta di un anime dello Studio Gonzo, dove ha collaborato oltretutto il grande Range Murata, autore in seguito di Last Exile, allora di episodi ne bastano anche due, non scherzo.

In un futuro non troppo lontano la Terra si è ormai trasformata in una versione anime di Watherworld, e le nazioni di tutto il mondo si sono unite per affrontare il nemico comune. No, non il mare, ma uno scienziato, un tempo stimato, al comando indiretto di un esercito di esseri umanoidi con sembianze di pesci. Lo scienziato, che risponde al nome di Jung Zorndyke, faceva parte del progetto "Blue", che consisteva nel realizzare un mondo migliore, più verde, partendo dalla trasformazione del circolo polare antartico in un paradiso terrestre. Un pensiero decisamente alla "figlio dei fiori", non c'è che dire. Tuttavia l'avere creato delle nuove specie viventi non ha giovato alla sua reputazione, tanto che egli viene considerato nemico dell'umanità.

I protagonisti principali sono Tetsu Hayami e Mayumi Kino, facenti parte della Blue Fleet, un organizzazione delle ultime forze armate rimaste. Il primo è un esperto pilota e con un forte senso di giustizia; la seconda, un ufficiale e pilota della Blue Fleet con un triste passato e in cerca di una sorta di giustizia/vendetta, dopo avere perso l'intera famiglia per mano dello scienziato Zorndyke. Entrambi avranno il compito di fermare il piano del folle scienziato, prima che sia troppo tardi.
Ma non tutto è come sembra. Per quanto folle, possibile che Zorndyke non abbia un briciolo di pietà? O magari, il suo scopo è ben diverso da quello che tutti pensano?

Sul lato tecnico non c'è storia, nonostante il tempo è ancora attualissimo e la CG rende benissimo anche se a tratti forse è troppo invadente. I disegni sono curati e le animazioni soddisfacenti. Il comparto audio è anch'esso di alta qualità, e non ho trovato "falle" nello scafo degli effetti sonori.
Sono un po' di parte lo ammetto, ma amo con tutto me stesso le opere di Range Murata e dello Studio Gonzo. Tuttavia voglio precisare che questo è uno dei primi anime ad avere usato la CG, con elogi e critiche ovviamente, ma sempre dovendo ammettere, visto anche il periodo in cui è stato trasmesso, che si tratta di una grandissima innovazione nel campo dell'animazione giapponese. Ciò che molti non hanno compreso è che Blue Submarine No.6 era solo un prototipo, un test per migliorare e abbinare nel migliore dei modi disegni a mano e grafica computerizzata. Lo si nota con l'opera seguente che ne verrà fuori, ovvero Last Exile.
Potremmo catalogarlo anche come sperimentale, dal mio punto di vista, ma il punto rimane che in un modo o nell'altro Blue Submarine No.6 è stato uno degli anime che hanno dato via allo sviluppo sempre più approfondito della computer grafica nel campo dell'animazione giapponese, o per lo meno è stato tra quelli che lo ha utilizzato meglio.


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w0lfrain

Episodi visti: 4/4 --- Voto 8
Blue Submarine No.6 di certo è un anime diverso e strano, dato che, per parlare di temi quali il significato della guerra e del motivo per cui ci si uccide, usa uno scenario che a prima vista può sembrare negativo, o meglio può sembrare strano. Ma nonostante l'ambiguità della trama è in grado di reggere e sviluppare i suoi temi molto bene.
Penso però che 4 OAV non riescono a fare defluire bene tutta la trama e di conseguenza i tratti di alcuni personaggi, infatti, a volte mi sembrava che mancassero dei pezzi di storia e quindi pensavo "No, ma qua ho saltato qualche pezzo!".
L'utilizzo della computer grafica in alcuni pezzi non dispiace, anzi l'ho trovata molto piacevole alla vista, invece non ho apprezzato molto le musiche di sottofondo, ma questo non è molto influente nella valutazione.

Utente5795

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Utente5795

Episodi visti: 4/4 --- Voto 5
<i>Blue Submarine No. 6</i> è uno di quei titoli ai quali francamente non riesco a dare un giudizio oggettivo, un anime che mi rende la stesura di questa recensione davvero difficoltosa. Ho paura di andare giù pesante con le critiche, senza prendere in considerazione i possibili punti a favore, oppure dall'altro lato temo di elogiare in maniera troppo adulatoria gli aspetti positivi lasciando in disparte alcuni punti oscuri piuttosto evidenti. Cercando quindi di rimanere il più equilibrato possibile, posso affermare che questa breve serie OAV, esordio dello Studio Gonzo e del regista Mahiro Maeda (reduce da una lunga gavetta come collaboratore di Hayao Miyazaki e Hideaki Anno), nonostante porti con sé alcuni momenti notevoli, costituisce un tentativo riuscito a metà, ideato e realizzato in maniera così superficiale da non aver sopportato sulle spalle il peso di soli dodici anni.

La trama rimane fedele agli stilemi della guerra fantascientifica: gli esseri umani stanno combattendo una terribile guerra contro una misteriosa razza di uomini-bestia, il cui obiettivo è l'annientamento completo della nostra razza. L'idea, anche a causa della brevità del progetto, rimane solo abbozzata, condotta in maniera frettolosa e con tanti punti oscuri; discorso simile può essere fatto anche per gli stereotipatissimi personaggi, che però risultano più interessanti e meditati, in particolare il protagonista, al quale viene riservata sufficiente cura. La forte matrice ecologica che permea il tutto è stata resa invece piuttosto bene, poco approfonditamente ma non in maniera svenevole o troppo appassionata: un giusto compromesso tra considerazioni morali e realismo.

Passiamo ora invece all'aspetto più discutibile di tutti: la realizzazione tecnica. Seppur considerando il fatto che siamo nel 2010, e l'animazione a computer dista anni luce dagli ancora acerbi esperimenti degli anni '90, non posso fare a meno di affermare che <i>Blue Submarine No.6</i> sfoggia uno squallore grafico tale da rovinare tutto il resto. L'utilizzo indiscriminato della CG più arcaica e semplicista fa perdere mordente alle scene d'azione, rende inverosimili i fondali, toglie realismo e cura del dettaglio al mecha desing, riducendo il risultato a quello che potrebbe essere definito un videogioco di bassa lega. Inoltre la discrepanza tra gli effetti speciali e i personaggi a due dimensioni è colossale, e credo che se ci fosse stato un maggior utilizzo del disegno a mano, limitando il 3D per i ritocchi e il colore, l'esito dell'OAV sarebbe stato ben più convincente di questo mancato tentativo d'innovazione. Non basta il buon character desing, fantastico nelle sirene e negli uomini-bestia, né i commenti musicali (mai adeguati) per risollevare la situazione.

Volendo tirare le somme, non posso dire altro di questa produzione se non che accusa una serie di lacune anche molto gravi e compromettenti, che hanno reso effimera la sua efficacia, impedendole così la possibilità di diventare un buon esempio di azione militaristica coniugata alla fantascienza post-apocalittica. Essendo forse il solo anime made in Gonzo che mi è capitato di vedere, spero vivamente che gli altri lavori dello studio risultino più accurati e duraturi.


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ryujimihira

Episodi visti: 5/4 --- Voto 7
In un futuro ipotetico, il livello degli oceani salirà a dismisura, cambiando per sempre lo stile di vita umano. Un illustre scienziato, Zorndyke, ha fallito il suo più ambizioso progetto, "Blue". Con questo voleva realizzare un mondo ideale, un vero e proprio eden, trasformando il circolo polare antartico in una terra abitabile. Tuttavia non è andato tutto liscio, e il mondo si ritrova in una condizione molto simile al film "Waterworld". A seguito di questo stravolgimento, ci sono molti esseri adattati al nuovo ambiente, degli ibridi, mezzi pesci e mezzi uomini che però conservano entrambi gli aspetti peculiari delle specie.
La protagonista, Mayumi, fa parte di una spedizione organizzata anni prima per concordare la pace con lo stesso Zorndyke, che nel frattempo ha assunto il vertice delle gerarchie tra gli "ibridi".
La difesa della razza umana è affidata anche al Blue Submarine N.6, impiegato molto spesso nella repressione della ribellione degli uomini-pesce.

L'opera è breve ma intensa, con buoni spunti di riflessione, anche se solo accennati. Basato su un vecchio manga di Satoru Ozawa del 1967, le tematiche sono tuttavia ancora attuali. L'uso della computer graphic da parte dello studio Gonzo è però ancora acerbo, visto il netto distacco nella resa visiva tra la CG e la metodologie di animazione 2D. Da segnalare anche un ottimo character design ad opera di Range Murata (Last Exile), che ha saputo rendere più attuali i modelli, sebbene siano fin troppo "bambineschi" in alcuni casi.
In definitiva, Blue Submarine è un buon anime, a tratti gradevole se si scende a patti con la brevità e la labilità del messaggio di fondo. Da vedere.

PS
Il quinto episodio è uno special sulla realizzazione.


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Alexander

Episodi visti: 4/4 --- Voto 8
Un anime molto bello in perfetto stile Gonzo; si potrebbe definire una versione "acquatica" di Last Exile dato che, a parte il fatto che quest'ultimo è ambientato fra le nuvole mentre Blue Submarine sott'acqua, il character design e le tematiche sono molto simili.
La computer grafica è altalenante: a volte si fonde perfettamente con i disegni tanto che risulta difficile distinguere tra gli uni e l'altra, altre volte è orripilante (le "balene" in particolare non si possono guardare); le scene d'azione sono adrenaliniche e ben realizzate, i colori e l'atmosfera sono perfettamente azzeccati, e rendono la visione decisamente piacevole. Anche i personaggi sono credibili e ben caratterizzati, insomma un ottimo lavoro se solo non fosse per la storia poco originale e i frequenti difetti nella CG.
Consigliato a tutti gli amanti dello studio Gonzo.
Voto: 8

simona

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simona

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
Questo bellissimo cartone ideato da Satoru Ozawa è un abilissimo mix tra animazione in grafica 3d e il classico anime giapponese futuribile. Nonostante disponga di soli 4 episodi, la trama è strepitosa ed avvincente perchè ti trascina completamente nel futuro facendoti venire la voglia di vivere in un paesaggio acquatico dove si cerca di esplorare tutto quel che riguarda i fondali marini. I colori, i disegni e l'atmosfera, fanno sì che la visione sia veramente godibile. Per gli amanti della fantascienza, questa è la serie adatta.


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Vale_14

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
Per quanto mi riguarda quest'anime sfiora la perfezione:è bellissimo!!
Partiamo dalla storia:è avvincente visto che tratta, sullo sfondo, di problematiche future non da poco (lo scioglimento dei ghiacci e l'ingegneria genetica) e in primo piano della non facile convivenza con il "diverso". Credo che sia bello ed avvincente sopratutto per questo: lo scontro tra due razze che alla fine si risolve (in modo abbastanza shakespeariano se volete) in un amore tra due esemplari di razze diverse. Graficamente niente da dire: i personaggi sono disegnati in modo pressoché perfetto e le scene sono sempre complete

baliel91

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baliel91

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
Questi 4 OVA narrano una storia meravigliosa, in alcuni punti delicata e soave, in altri violenta e impetuosa, ma che merita di essere vista ad ogni costo. I sui punti di forza sono una storia appassionante, disegni magnifici, character design favoloso, colonna sonora azzeccatissima. I punti deboli, invece sono quasi irrilevanti (anche se che mi ha fatto dare 9 anziché 10): l'uso della computer graphic è spesso superfluo e il messaggio-morale ecologista di fondo è un po' troppo "hippie". Ciò non toglie che dopo averlo visto sono rimasto un bel po' con un senso di estasi addosso, e lo consiglio vivamente a tutti (specie se si vedono tutti e 4 gli episodi di seguito, come se formassero un lungometraggio)

Tielle

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Tielle

Episodi visti: 4/4 --- Voto 7
Questo è un anime fondamentale da avere nella vostra Dvdteca. Primo anime dello studio Gonzo non vanta certo una storia originale, ma la regia ti trascina in quel che è il mondo di Blue Submarine N°6. Ma ciò che lo rende unico è la CG. Non era molto gradevole allora, i disegni 2D si discostano parecchio, ma nell' insieme fa la sua bella figura. Da qui partirà Mahiro Maeda e guai a chi lo fermerà. Nessuno l' ha fatto e infatti è arrivato a fare quello che per me è il suo capolavoro: Il Conte di Montecristo.

Dogwalker

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Dogwalker

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
Perchè piace Blue Submarine No.6?
Credo per la stessa ragione per cui piacciono alcuni film di Tezuka o di Myazaki (BS No.6, con circa due ore di animazione è, sostanzialmente, un singolo lungometraggio), che non dicono nulla di particolarmente nuovo, ma lo dicono molto bene.
Una volta digerita la particolare commistione di animazione in 2D e 3D, nonchè l'uso delle musiche, ci si trova di fronte ad uno degli anime meglio "recitati" della storia, in cui ogni personaggio, o addirittura gruppi di personaggi, anche quelli che appaiono solo per pochi secondi, risulta perfettamente caratterizzato, inserito nel suo ruolo e, persino, in qualche modo, "conosciuto" dallo spettatore, che riesce ad intuire la presenza di un' intera storia dietro le sue spalle. Questo poi non riguarda solo i "buoni", ho amato l'equipaggio dell'ammiraglia di Berg, cui sono dedicati non più di 10 secondi di animazione, quanto il suo allucinato comandante.
Oltre questo, l'animazione è ottima, il character design accattivante, le scene di azione sono rese con una regia particolarmente felice e meritano di essere riviste al rallentatore per coglierne tutti i particolari.
volendo trovare dei difetti, il protagonista superfigo e disilluso che viene cercato dall'organizzazione (quale che sia) perchè "è il migliore nel suo campo" è un clichè decisamente inflazionato ultimamente, e il piano di Zorndyke, per quanto lo si giri, non ha ne capo ne coda, ma si tratta di peccati veniali in un anime, altrimenti, veramente ottimo.

jane_lane

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jane_lane

Episodi visti: 4/4 --- Voto 5
Mi ha sempre stupito il successo di questa serie, a me è piaciuta proprio poco, sia tecnicamente che nei contenuti. Innanzitutto, la famosa e ostentatissima CG che caratterizza questo titolo è davvero terrificante (anche per l'epoca!) e si integra malissimo coi personaggi in 2D; più che farmi apprezzare le meraviglie di cui è capace la tecnologia mi ha fatto venire un gran mal di testa!
Anche trama e personaggi non mi sembrano un granché: il solito eroe cinico e sborone e la ragazza che sceglie di combattere dopo aver perso la famiglia, il mondo devastato, i dubbi sulla guerra, l'amicizia con una nemica, i mostri che tanto mostri non sono... Tutte cose viste e straviste, e oltretutto riciclate male perché vuoi per la brevità della serie, vuoi per una sceneggiatura non particolarmente brillante, non si è fatto niente per renderle più interessanti. Anche le tanto apprezzate tematiche mi sembrano molto banalizzate per lo stesso motivo: i soliti spunti ecologisti, antirazzisti e antimilitaristi che ok, sono sempre validi e attuali quanto si vuole, ma vengono sviluppati in modo talmente scontato e pedante da risultare stucchevoli cliché più che occasioni di riflessione, almeno per quel che mi riguarda. Per dirla brutalmente, credo che gli autori volessero più che altro creare qualcosa di graficamente innovativo e per questo si siano concentrati soprattutto sulla realizzazione tecnica, accontentandosi di una trama esile e facente largo uso di luoghi comuni purché in grado di fornire un contesto che "giustificasse" gli effetti speciali.
In definitiva: una serie che bene o male sarà certamente ricordata per la sua particolarità grafica, e forse per questo meriterebbe uno sguardo, ma se si esclude questo fattore quello che resta è un prodotto abbastanza insignificante in quanto a contenuti. Meno male che i "gonzi" si sono ripresi alla grande con Last Exile!

Mister.Ryo

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Mister.Ryo

Episodi visti: 0/4 --- Voto 4
Un bell'anime, trama molto particolare, peccato sia distribuita in pochi episodi, troppo pochi, e poi la grafica computerizzata, per questo motivo non amo molto le opere dello studio Gonzo, per l'esagerazipne nell'usare questo strumento, io boccio categoricamente la grafica. Un altro punto a suo sfavore direi che è rappresentato da momenti di ineguagliata noia, ammetto che a volte ho cambiato canale per un paio di minuti... voto 4, mi dispiace perchè la storia ha un suo potenziale.

gibbo

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gibbo

Episodi visti: 4/4 --- Voto 8
Bellissima serie di 4 oav, veloce, avvincente, fluida, coinvolgente. Unico neo (dato che non l'ho giudicato da 9 o 10)? Dipende da come lo si vuole interpretare. Io sinceramente lo interpreto come "troppo vago". Sono troppo i punti interrogativi che la gente si pone (è inevitabile) alla fine dalla storia. Se l'intento era di fare colpo con i disegni, con l'inserimento della computer grafica, con le animazioni, con i combatimenti sottomarini, con le caratterizzazioni dei personaggi... allora ci sono riusciti alla grande. Ma quanto a storia, decisamente non ci siamo. Non che non sia interessante, ma decisamente poco sviluppata: mi ricorda vagamente il Second Impact di Neon Genesis Evangelion, ma lì almeno, dato l'ampiezza del discorso (il progetto della Seele, gli Eva, gli Angeli), hanno descritto per bene la situazione sia anteriore al fatto,durante e il futuro! In Blue Submarine Zorndike, nonostante impegni una decina di minuti a raccontare, non riesce nell'intento di chiarire il tutto! Manca tutto il background relativo alla storia pre-sciogliemento dei ghiacci, alla mutazione degli esseri "figli" dello scienziato, a come si arriva allo scontro, a cosa succede dopo (dato che non è scontata la coesistenza tra i popoli)! A mio parere sarebbe stato meglio inserire il discorso in una serie di almeno 13 episodi (se non pure di più)! Bello davvero, ma vago!

Kami

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Kami

Episodi visti: 4/4 --- Voto 8
Premetto: non amo la computer grafica e non sono un'appassionata di fantascienza. Come spiegare allora il mio voto? Di Blue Submarine ho apprezzato innanzitutto la trama: non originalissima, certo, ma coinvolgente ed efficace. Per una serie OAV, è approfondita e non lascia nulla al caso. Di certo sono presenti delle sbavature (alcuni passaggi un po' troppo banali per i miei gusti) ma nell'insieme resta un buon titolo.

XxGoDLiKexX

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XxGoDLiKexX

Episodi visti: 4/4 --- Voto 9
Un bellissimi inno anti-razzista. Ecco cos'è, a mio parere, Blue Submarine n°6. Trama molto bella e profonda, che esamina sotto una nuova luce il tritato e ritritato tema dello scienziato "pazzo" che crea tramite esperimenti genetici "mostri". Ma chi sono veramente i mostri? Loro o gli umani? E' Zondaic veramente il cattivo della vicenda?
Dal punto di vista grafico, si apre un bivio. L'anime è imbottito di CG di prim'ordine, scelta molto azzeccata a mio parere. C'è però chi la detesta, e a quelli non potrebbe far piacere. Molto bella la ending, assente la opening. Insomma, ve lo consiglio caldamente.