logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
menelito

Episodi visti: 23/23 --- Voto 8
Storia che trascina lo spettatore grazie al suo ritmo frizzante, ai suoi personaggi carismatici, a una grafica divina e alle sue musiche spettacolari che ne accompagnano egregiamente lo sviluppo della trama.

Sostanzialmente è la sagra delle truffe, truffe in cui cadranno svariati individui: dalle classiche macchiette dei cattivoni, passando per i "buoni" e finendo per coinvolgere anche gente innocente.

Lo spettatore non può fare a meno di farsi coinvolgere emotivamente dalle storie a tratti tragiche e a tratti comiche dei malcapitati e dei truffatori stessi; purtroppo negli ultimi episodi alcuni eventi confondono non poco e fanno dubitare riguardo la buona riuscita nella stesura della sceneggiatura, ma ciò non rovina quello che è stato fatto precedentemente. Per almeno tre quarti, infatti, rimane una serie di bellezza estetica abbagliante e con uno spirito "jazz" (per le musiche e per il ritmo della trama) che non ho affatto disprezzato e che di certo catturerà tutti gli amanti di questo genere.


 0
erGino

Episodi visti: 23/23 --- Voto 7,5
INTRO
Great Pretender è un'opera originale in esclusiva per Netflix; si compone di 4 archi narrativi corrispondenti a 4 truffe diverse, chiamati "casi".
Sicuramente si tratta di una serie fatta bene, una di quelle curate nei minimi dettagli; per dirne una, come info preliminare: è piena di riferimenti ad altre opere; per esempio troviamo la mossa della gru di "Karate Kid" e anche una famosa citazione di De Niro ne "Gli Inoccabili".

SINNOSSI
Makoto Edamura è un giovane truffatore, addirittura si vanta di essere il migliore in tutto il Giappone. Ad un certo punto però incontra uno più bravo di lui, Laurent, che lo trascina nella sua banda. Qui cominciano le vicende principali, che vedono protagonista la banda di Laurent che, di volta in volta, prova a truffare un riccone diverso che per qualche motivo viene "moralmente" preso di mira.

ANALISI CRITICA
Il primo caso segue una struttura studiata per tenere alta l'attenzione del pubblico: ogni episodio finisce con qualcosa che verrà capito bene solo nel successivo e nel finale ogni tassello viene incastrato perfettamente. Il problema è che lo stesso schema viene ripetuto per la seconda storia, e la seconda, e la terza... e pure per l'ultima. Ad un certo punto capiamo talmente bene lo schema seguito che possiamo quasi prevedere il futuro. Un futuro che dirà sempre che la banda riuscirà nel colpo, che andrà tutto bene, che nessuno si farà del male, che Laurent è praticamente onnipotente e riesce ad uscire fuori da qualsiasi situazione scomoda, prevedere ogni imprevisto (già la frase è sintatticamente un controsenso) e arrivare all'obiettivo prefissato.
Un altro elemento troppe volte ripetuto è la volontà di "Edamame" (soprannome che viene affibbiato a Makoto Edamura) di condurre una vita onesta e dunque lasciare la banda per poi venire puntualmente incastrato da Laurent (sempre l'onnipotente Laurent) e costretto a partecipare al nuovo colpo.
Però non voglio essere troppo critico: la serie è divertente, intrattiene e molto, come già detto è fatta bene in ogni aspetto e curata come solo le grandi opere possono essere.
Restando sugli aspetti positivi, spendo qualche parola per il settore tecnico.
Lato grafico molto buono. Scelta particolare dei colori e della colorazione stessa degli oggetti (può sembrare strana a primo impatto ma quando ci si abitua si apprezza), animazioni di buon livello, character design ottimo e un po' all'occidentale come in Lupin III.
Applausi a scena aperta invece per le musiche. Abbiamo una OP jazz che ricrea quasi un'atmosfera da poliziesco americano, la END di Freddy Mercury e in generale temi efficaci.

CONCLUSIONE
Voto positivo per la realizzazione tecnica e per la capacità di intrattenimento ma decurtato da quella quota di noia derivante dalla ripetizione degli stessi scenari e dall'onnipotenza di Laurent.


 2
xxDenix28

Episodi visti: 23/23 --- Voto 8,5
Abbiamo davanti un'opera di 23 episodi, suddivisa in quattro "casi" che ci portano a scavare nel passato dei personaggi principali senza appesantirci.
L'idea di dividere in saghe, passatemi il termine, l'ho trovata, personalmente, molto azzeccata, soprattutto in un anime relativamente corto, permette di svincolarsi dal singolo episodio autoconclusivo e creare delle brevi storie facendo sì che il tutto appaia più scorrevole e meno pesante del classico lavoro tutto d'un pezzo delle più comuni opere (evitando anche episodi filler e poco interessanti).
Veste grafica leggera e piacevole, apparentemente minimale, che cela disegni stupendi dell'ambiente di sfondo attraverso colori brillanti e buona mano.
Consiglio di godersi l'opera senza dare troppo peso a parti relativamente improbabili o stravaganti della stessa, ricordando che si tratta pur sempre di una storia inventata, e lasciarsi trasportare, invece, dalle note di "The Great Pretender" nei quattro casi presentati e legati fra loro da un "piccolo" filo conduttore.