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alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6,5
SI può evolvere un genere anime devolvendolo? Si può realizzare un anime senza trama? E si può recensire un anime che trama non ha? Ebbene, a tutte queste domande la risposta è "sì". Ma andiamo con ordine.

In un futuro non troppo lontano, una scienziata ha creato gli infinite stratos (IS, in breve) ovvero esoscheletri metallici che conferiscono a chi li indossa la capacità di volare, oltre alle più disparate abilità belliche. Ma dato che, non si sa perché, possono essere usate solo da donne, il mondo femminile èé riuscito ad ottenere diritti e una posizione sociale come mai nella storia. Dato che il trattato dell'Alaska ha stabilito che tali potentissime armi non possano essere usate a fini bellici, le fortunate "guerriere" si limitano ad allenarsi in apposite accademie, per servirsi delle proprie abilità a fini pacifici e di difesa in caso qualcuno rompesse il patto e decidesse di guerreggiare.
Va da sé che la ricerca non si ferma e che le nazioni cercano di ottenere modelli sempre migliori, tanto che siamo già alla terza generazione. Ok, ci si aspetterebbe qualcosa di fantapolitico, pieno di colpi di scena alla "Muv Luv". E invece no. La storia, infatti verte su Ichika Orimura primo maschio al mondo che, non si sa perché, è in grado di pilotare un IS e che si reca perciò nell'isola accademia più importante al mondo ove, tra l'altro, insegna sua sorella maggiore Chifuyu. Ok, ci si aspetterebbe il solito cartone da combattimento con il protagonista fortissimo in mezzo a fior di ragazze. E invece non proprio. Ichika, infatti, incontrerà sia l'amica d'infanzia giapponese Shinono, che sogna di sposarlo, la cinesina Rin che aveva conosciuto da piccolo mangiando presso il loro ristorante di famiglia e che desidera anch'essa d'impalmarlo (molto "Ranma 1/2" direi) oltre a molte altre fanciulle. Per esempio l'inglese bionda e snob Cecilia Alcott che proprio lo detesta, la dolce francese Charlotte Dunois (la mia preferita) e la tedesca Laura Bodewig, che lo saluta con un ceffone e la dichiarazione di odio eterno, ottima combattente ma priva di senso pratico, tanto da chiamarlo, in seguito, mia moglie... Manca solo un'italiana.
Ma tutte le premesse andranno a farsi friggere, dato che la prima stagione scorrerà, semplicemente, mostrando gli sforzi di Ichika per farsi accettare dalle ragazze mostrando di essere un valido guerriero. Lui, infatti, si rivelerà debolissimo invece che fortissimo e ne avrà da fare per migliorare. Tutte poi si innamoreranno di lui, ma il fortunato, invece che fare il Makoto alla "School days" si rivelerà imbranato all'eccesso, tanto da considerarle solo amiche...
Per il resto di trama non ne abbiamo, tanto da considerare l'anime come un semplice slice of life della vita del protagonista. La trama del genere scuola di combattimento devolve alla grande puntando solo su un harem senza pretese e la cosa appare ancora più evidente se lo confrontiamo con "Hundred". Anche li abbiamo guerriere in armatura volante, ma almeno la trama c'era, per quanto dodici episodi non le permettessero di decollare.
Grafica e regia buone, sigle carine. Tutto da buttare quindi? Probabilmente no, dato che alla fine abbiamo una serie ben confezionata, senza pretese, ma almeno leggera e divertente, senza il peso di una trama non decollata per la scarsità di episodi e ricca di belle fanciulle. Da vedere senza aspettarsi molto, ma almeno il divertimento ci sarà e la devoluzione, creando qualcosa di originale, non ci lascerà a mani vuote.

Voto: 6,5


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TheFallen1

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Una seire 'discreta' che non aggiunge nulla al genere, la componente harem è molto presente e lascia poco spazio ai combattenti ed alla componenta mecha, graficamente buona (nulla di eccezionale) la storia è molto scorrevole non innovativa ma godibile contenuti leggeri infiunite stratos è una serie da vedere senza pensieri ne grandi aspettative, intrattiene senza stancare ( e senza aggiungere nulla di nuovo), i personaggi sono molto semplici poco caraterizzati e l'introspezione è quasi assente nonostante ciò è da considerare una serie per gli amanti del genere che cercano qualcosa di 'soft' da vedere a cuor leggero.


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Magno_95

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Amate gli ecchi ambientati nel sempreverde panorama scolastico giapponese? Adorate i mecha? Vi divertono i classici cliché comici derivanti dagli harem? Come dite? È impossibile creare un anime di qualità con tutti questi elementi? Bhe, ecco a voi Infinite Stratos, un anime che dimostra quanto questo sia (purtroppo) praticamente impossibile.

Tralasciando l'apertura idiota della recensione in stile venditore televisivo anni '90, Infinite Stratos è un anime di 12 episodi tratto dall'omonima serie di light novel. La storia, per farla breve, ha come protagonista Ichika, un ragazzo che si trova ad essere l'unico studente maschio in un'accademia di sole donzelle. Una base di trama fin troppo scontata direte voi, ma la parte interessante deriva dal motivo per il quale di trova in questa (s)comoda situazione. Ichika è infatti l'unico uomo al mondo in grado di pilotare un IS, ossia un'armatura da combattimento meccanica. Nella sua nuova accademia, oltre agli allenamenti per diventare pilota, il nostro protagonista dovrà affrontare una schiera di co-protagoniste innamorate di lui, oltre, ovviamente, all'intero insieme delle ragazze della scuola, in evidente bisogno di uomini, come in ogni buon harem che si rispetti.

L'anime, bisogna dirlo, ha vari pregi. Innanzi tutto la componente ecchi, per quanto sempre presente, non è mai eccessiva e non rende quindi eccessivamente ridicola la parte mecha dell'anime. Le protagoniste sono poi, per quanto possibile in un anime del genere, abbastanza caratterizzate e parecchio diverse fra loro. La componente mecha è poi ben fatta, con armature gradevoli da vedere e scontri ben realizzati. Nonostante questo l'anime risulta, almeno per il mio parere, abbastanza insipido. La maggior parte delle puntate è riservata alle avventure di Ichika con le sue spasimanti (delle quali, ovviamente, non coglie i sentimenti) e questo fa leggermente scadere la parte finale dell'anime, dove si tenta di dare un senso di serietà alla storia, che però risulta abbastanza fuori luogo. La trama è inoltre poco avvincente, cosa trascurabile nella prima parte, dove il tempo è speso nel presentare i vari personaggi femminili, ma che si fa sentire quando c'è da dare una conclusione alla stagione e ci si ritrova davanti un "boss finale" inutile come poche cose al mondo.

In conclusione IS risulta un prodotto che intrattiene abbastanza, ma fallisce nell'unire con efficacia i tanti generi da cui attinge. Consiglio l'anime a chi vuole passare qualche ora cervello spento, anche considerata la breve durata della stagione, ma non aspettatevi un'opera che vi lasci dentro alcunché.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
"Infinite Stratos" è un anime, uscito nel 2011, che unisce al suo interno molteplici generi: azione, harem, fantascienza, mecha, commedia, scolastico. Tutto ciò può portare a due possibili conseguenze, da un lato un mix fenomenale, dall'altro un incredibile groviglio di temi. Sinceramente, penso che "Infinite Stratos" si avvicini maggiormente al primo caso, anche se non riesce ad essere un vero e proprio capolavoro dell'animazione.

La storia è molto semplice, forse troppo, ma comunque ricca di elementi positivi per quanto riguarda la dinamica generale dell'anime. Ichika Orimura, giovane studente, risulta essere l'unico uomo in grado di pilotare un IS, strane armature robotizzate, e per questo motivo si trasferisce in una scuola apposita.
Il fatto che fosse l'unico uomo sulla terra in grado di pilotare un IS, non vuol dire che era effettivamente l'unico, bensì che tutti gli altri piloti sono di sesso femminile. Detto ciò si possono già immaginare tutti i possibili risvolti harem che tale commedia assumerà.
Ichika, in questa nuova scuola, non solo incontrerà vecchie amiche d'infanzia, come Houki Shinonono o la cinesina Huang "Rin" Lingyin, ma conoscerà anche altre ragazze, rappresentanti di altri paesi del mondo: la francese Charlotte Dunois (lo ammetto, è la mia preferita), l'inglese Cecilia Alcott ela tedesca Laura Bodewig (già…sembra che manchi solo un'italiana).
Come insegnante avrà la sua stessa sorella maggiore, che avrà il compito di addestrare l'impacciato Ichika nel controllo dell'IS. Quest'ultimo, tuttavia, sembra essere più bravo a far accidentalmente innamorare le giovani fanciulle di lui, piuttosto che pilotare efficientemente il suo "robot". la storia scorre tranquilla, privilegiando per certi aspetti l'elemento "commedia", ma, come ben presto scopriranno, il nemico è sempre all'erta e, soprattutto nelle ultime puntate, si farà avanti.

Come già detto, la storia segue una struttura abbastanza classica, partendo piano e raggiungendo il culmine soprattutto alla fine della serie. Tuttavia, credo che propria questa composizione lineare abbia consentito a "Infinite Stratos" di non diventare un guazzabuglio confuso di idee. Il fattore harem è piacevole, non troppo volgare e soprattutto divertente, facendoci conoscere meglio i personaggi, che, a loro volte, non risultano per niente "piatti" e, anzi, nascondono un passato a volte doloroso.
Ovviamente c'è la ripresa di alcuni cliché, soprattutto nella figura di Ichika, classico ragazzo impacciato, capace, nonostante tutto, di far invaghire un moltitudine di fanciulle senza rendersene neanche conto, ma ciò non è troppo pesante e dona un pizzico di allegria in più. Per quanto riguarda le questioni amorose, queste sono rese in maniera non troppo pesante, senza condizionare troppo l'anime…insomma, una risata e via, senza troppi drammi. Ichika sembra preferire Houki Shinonono, ma, di fatto, non lo affermerà mai esplicitamente, limitandosi ad alcuni atteggiamenti maggiormente "romantici".
Ma, se dal lato amoroso, l'anime si comporta bene, per quanto riguarda l'azione? Altrettanto bene, affermerei. Le scene di combattimento sono presenti e cotte al punto giusto: non esasperatamente accentuate, ma neanche troppo defilate. I vari studenti si scontrano, si allenano e allo stesso tempo si divertono, creando così atmosfere di tensione, durante gli scontri più importanti, ma senza raggiungere mai un "pathos" esasperato…è pur sempre una commedia.

La grafica è molto positiva e anche i disegni risultano ben realizzati. I colori chiari e brillanti confermano l'atmosfera relativamente rilassata e anche le musiche concorrono a distinguere momenti di "commedia" dai momenti "d'azione", esaltando questi ultime con musiche più "epiche".
La realizzazione delle scene di combattimento è buona e, al contrario di molti anime mecha, le parti robotiche non si confondono tra di loro durante lo scontro e, nel complesso, mantengono una certa chiarezza anche nei movimenti e nei vari contrasti. Odio le sfide tra robot, dove non si capisce niente salvo un valzer di ingranaggi e proiettili luminosi…in questo caso, per fortuna, questo elemento è stato attuato in maniera diversa.
L'ultima nota tecnica è sul doppiaggio: molto apprezzato, soprattutto per quanto riguarda la voce di Charlotte Dunois, soave, ma non troppo acuta.

In conclusione consiglio a tutti "Infinite Stratos", perché è un anime divertente e coinvolgente, capace di appassionare sia con le scene di combattimento sia con quelle scolastiche, dove ragazzine impacciate cercano di confessare il loro amore. Il fattore harem, come già affermato, non pesa più di tanto, ma, allo stesso tempo, permette di tifare per una ragazza, in quanto ognuna di loro viene seguita nelle varie vicende "amorose". La bruna, la bionda, la rossa? Chissà, nel frattempo godiamoci uno scontro tra IS.

Voto finale: 7…e mezzo!


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Stairway90

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3
Benvenuti ad Art Attack! Amate le harem comedy ma vi siete stancati di ambientarle nei soliti licei giapponesi? Bene, prendete mecha, un'accademia dove vi insegnano a pilotarli, un protagonista imbelle circondato da ragazze che per qualche oscuro motivo gli sbavano dietro, un sacco di situazioni equivoche con le suddette ragazze nude o seminude, fanservice a palate e unite il tutto con abbondante colla vinilica! Fatto? Avete appena ottenuto Infinite Stratos! Ora, non fate caso a Go Nagai che fa seppuku alla vista di come si è ridotto il genere animato che il suo Mazinga Z ha, di fatto, fondato quarant'anni fa, ignorate la salma di Nagahama che si sta rivoltando nella sua tomba, non badate a Tomino che ricade in depressione e iniziate la visione di questo autentico "capolavoro"!

Infinite Stratos nasce, non molto diversamente da tanti altri anime dell'ultimo periodo, come serie di light novel scritte da Izuru Yumizuru a partire dal 2009, di cui la serie televisiva del 2011 copre i primi 3 volumi. In un futuro prossimo, un'ingegnera giapponese ha inventato (non si sa come, ma ormai dovremmo essere abituati a ragazzine super-geniali) dei potenti esoscheletri chiamati "Infinite Stratos" (IS), la cui esistenza minerebbe gli equilibri mondiali: per questo le nazioni terrestri firmano un accordo che vieta il loro uso in operazioni belliche, relegandolo ad altri ambiti come la ricerca scientifica o le competizioni sportive, prevede un'equa distribuzioni degli IS fra tutte le potenze e crea un'accademia per addestrare i piloti provenienti da ogni angolo del mondo. Si scopre, però, che soltanto soggetti femminili possono pilotare gli IS, cosicché la IS Academy è popolata unicamente da ragazze (tutte belle e perfette fisicamente, ovviamente) e sarebbe vano aspettarsi che entro la fine della serie venga rivelato il perché di questa particolarità; è così e basta, punto. Ovviamente c'è una logica dietro questa scelta della sceneggiatura: se nell'accademia ci sono soltanto ragazze, mettere un protagonista maschile creerebbe tante situazioni equivoche e potenzialmente divertenti, degne della migliore commedia harem! E infatti il protagonista, Ichika Orimura, fratello di una delle insegnanti dell'accademia, è il primo ragazzo nella storia a poter pilotare un IS, per cui è immediato il suo trasferimento all'IS Academy, dove gli capiterà di: incontrare vecchie amiche d'infanzia che hanno una cotta per lui; far innamorare di sé la spocchiosa capoclasse e una nazi-tedesca che prima lo vuole morto e poi andrà a dormire nuda nel suo letto; condividere stanza con una delle suddette amiche d'infanzia, salvo poi cambiare compagna di stanza (che immancabilmente si innamorerà di lui); andare alle terme, in spiaggia e in qualsiasi altro luogo dove si possono creare situazioni equivoche con le già menzionate fanciulle. Ovviamente ci saranno anche combattimenti di vario genere, giusto per ricordarci che questa non è una commedia harem qualsiasi, ma una commedia harem coi mecha; ma sono comunque combattimenti molto ridotti, tutt'altro che coinvolgenti.

I personaggi, come si può immaginare, sono quasi tutti ragazze, ad eccezione del protagonista Ichika Orimura, ragazzo goffo, stupido, incapace di rendersi conto che cinque pulzelle gli sbavano dietro, insomma uno stereotipo degli anime di questo genere, e di un suo amico, messo lì solo per ricordarci che qualche essere umano dotato di pene e testicoli, sulla Terra di Infinite Stratos, esiste ancora. Le ragazze che orbitano attorno a Ichika sono altrettanto prevedibili nella loro caratterizzazione: abbiamo l'amica d'infanzia che pratica il kendo per essere più forte, la tsundere piatta di seno, la ricca e altezzosa capoclasse, la ragazza completamente all'oscuro di come approcciarsi ai ragazzi e per questo protagonista di tante gag che dovrebbero far ridere, la sorellona severa ma che in fondo ama il fratellino, la professoressa tettona, l'ingegnera genio della robotica… e non c'è nessun antagonista, nessun villain che dia un senso alla trama, che manca di qualsiasi obiettivo. Può anche darsi che quest'ultimo difetto sia dovuto al fatto che la serie adatta solo i primi volumi della saga cartacea, che funge da "introduzione" di una trama meglio strutturata (cosa di cui comunque è lecito dubitare, viste le premesse di questi 12 episodi), ciò non toglie che la sensazione alla fine della visione sia di aver visto qualcosa di inconcludente, a differenza di tante altre serie che, pur trovandosi nella medesima situazione, danno comunque una sensazione di parziale compiutezza, di finale tutto sommato soddisfacente.

Sul versante tecnico, Infinite Stratos se la cava meglio, pur non potendosi definire un capolavoro. Il mecha design non è esaltante, il character design è piuttosto anonimo, con uno stile molto kawaii che farà la felicità degli spettatori cui piacciono certe cose, le musiche non restano impresse nella memoria e le sigle sono dei brani insulsi, ma la realizzazione degli ambienti e dei fondali è soddisfacente, le animazioni sono fluide e rese piuttosto bene nelle scene di combattimento, le immagini realizzate in CG non stonano affatto con i disegni in 2D. In ogni caso è sempre dietro l'angolo la caduta di qualità in alcuni episodi, con un calo nelle animazioni e nei disegni.

Probabilmente questa serie dev'essere piaciuta tanto in Giappone, se ne hanno realizzato adattamenti manga, OAV e persino una seconda serie; ma ciò non stupisce, l'accoppiata "mecha+harem" assicurava un successo quasi certo. Speriamo solo che questo non generi un nuovo filone del mecha: dopo i super robot e i real robot, possiamo fare benissimo a meno degli harem robot.


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Rygar

Episodi visti: 26/12 --- Voto 7
Da tempo mi ero ripromesso di esprimere un giudizio su questa serie, tenendo conto della sua particolarità e della sua divertente inutilità, considerabile come un mix tra harem, commedia, azione e mecha strampalati.

Infinite Stratos è una serie della stagione invernale 2011 e della stagione autunnale 2013 composta da 24 episodi di durata canonica più 2 OAV. L'opera deriva dall'omonima light novel del 2009, la quale ha ispirato ad un manga nel 2010 e ad un riadattamento manga nel 2013.

Trama: tutta la struttura della trama altro non è che la genesi di un gigantesco quanto inevitabile harem che via via va costruendosi attorno alla figura di Ichika, unico studente maschio all'interno di una scuola femminile. Con una simile premessa è impossibile evitare in alcun modo l'harem. Si potrebbe concludere così ma la correttezza impone che si parli della trama. Ebbene, al di là dell'illogicità (come facciano gli utilizzatori di IS a respirare ad alta quota senza un casco dotato di respiratore?), della mancanza di basi (per quale ragione sono stati costruiti gli IS? Per quale minaccia sono stati progettati?) e dell'incertezza temporale (in quale anno è ambientata la serie?), la trama è più o meno così: in un futuro imprecisato la scienziata Tabane Shinonono realizza un esoscheletro bellico di ultima generazione capace di surclassare le unità militari convenzionali e la cui potenza è tale da minare gli equilibri mondiali. Il nome dell'esoscheletro è IS (Infinite Stratos). Temendo l'emergere di nuovi conflitti, gli stati possessori di IS aderiscono al trattato dell'Alaska in base al quale si pone il divieto d'utilizzo degli IS per fini bellici e il numero complessivo di IS è equamente distribuito tra le varie nazioni. La presenza degli IS muta gli equilibri sociali. Dal momento che siffatti esoscheletri possono essere pilotati unicamente dalle donne, risultano queste ultime come "sesso forte", divenendo di fatto le dominatrici della società attuale. Sono stati stimati e registrati 467 IS sparsi per il mondo e ogni 3 anni si tiene il Mondo Grosso (non è il nome dell'omonima band musicale capitanata da Shinichi Osawa), ossia un torneo che coinvolge tutte le nazioni del mondo affinché le industrie belliche coinvolte si possano distinguere per tecnologia, ricerca e risultati sul campo. Dopo 10 anni dall'introduzione degli IS (e dalla creazione di un'accademia per piloti di IS provenienti da tutto il mondo) il quindicenne Ichika Orimura, per sbaglio entra in contatto con un'unità IS prototipo e stranamente quest'ultima entra in risonanza. Rendendosi conto del potenziale del ragazzo, il governo giapponese esorta Ichika ad entrare nell'accademia degli IS come unico maschio al mondo capace di pilotare i misteriosi esoscheletri. Inutile ripetere che l'accademia è interamente popolata da fanciulle…

Grafica: piuttosto bella. Le ambientazioni sono spettacolari per realizzazione, estetica e cura del dettaglio. Le animazioni sono fluide e frenetiche, ottime per le scene d'azioni. Character design non malvagio. Mecha design abbastanza carino seppure non sia esaltante. Da segnalare qualche sporadico calo grafico.

Sonoro: tra alti e bassi il comparto sonoro risulta orecchiabile. Piuttosto ben fatti gli opening (sebbene preferisca maggiormente quello della seconda serie), gradevoli gli ending. Gli OST non sono sempre orecchiabili, talvolta risultano anonimi, talvolta bruttini. Qualche traccia sonora in più è presente nella seconda serie e risulta migliore delle precedenti. Gli effetti sonori sono senz'altro validi, ottimi nelle scene d'azione. Doppiaggio altalenante, alcune voci (come quelle del protagonista) sono abbastanza brutte, altre si difendono meglio.

Personaggi: non si può affermare che il punto di forza di IS siano i personaggi, in quanto molti di loro non sono altro che l'ennesima riproposizione dei tipici stereotipi (spesso estremizzati) presenti nelle serie harem più disparate. Emblematico il protagonista, che, volendo citare un film, "non riuscirebbe a copulare nemmeno se fosse rinchiuso in un carcere femminile strafatto d'erba". Passi il protagonista indeciso e tonto, ma qui si raggiungono nuove vette di cecità! Le spasimanti poi, oltre a rispecchiare i vari stereotipi caratteriali, spesso sono un mescolone (divertente, bisogna dirlo) tra tsundere, yandere e dandere. Il resto fa da contorno (discretamente carino). Con simili personaggi non ci si può aspettare chissà quale fattore introspettivo, sebbene un minimo accenno d'evoluzione caratteriale sia presente. In ogni caso l'interazione è piuttosto buona.

Sceneggiatura: l'opera risulta relativamente semplice e fruibile alla visione. La gestione temporale si focalizza principalmente sul presente con qualche sporadico flashback. Il ritmo risulta veloce, se non addirittura frenetico durante le scene d'azione, mentre tende a rallentare durante le scene scolastiche e di vita quotidiana. Le scene d'azione non mancano e spesso sono realizzate molto bene, con un discreto coinvolgimento da parte dello spettatore, belli i combattimenti, potrebbe esserci un po' più di violenza e scene di morte, queste ultime paiono comparire sul finire della seconda serie. È presente un discreto quantitativo di fanservice. I dialoghi sono altalenanti tra il buono e lo scarso.

Finale: non pervenuto. Dopo 2 serie e 2 speciali l'opera è ben lungi dal concludersi. Nel 2014 è previsto almeno un OAV, e stando alle vendite, è lecito aspettarsi una terza serie. Al momento si può solamente parlare della chiusura (parziale) dell'arco narrativo relativo a Phantom Task.

In sintesi: Infinite Stratos è una serie che lascia interdetti e che tuttavia non va affatto male nelle vendite. Questo lo si potrebbe spiegare se non si prende sul serio quest'opera, oppure la si prende parzialmente sul serio limitandosi alle scene d'azione. Se non la si prende sul serio può risultare piuttosto carina e divertente, senza pretese, con qualche buon combattimento e poco più. Se la si prende sul serio può rivelarsi come una delusione colossale, l'ennesimo harem in cui il protagonista è ancora più tonto dei suoi predecessori (non ricordo di un protagonista che non riesce a capire che ha a che fare con delle spasimanti anziché delle semplici amiche, fraintendendo l'infraintendibile e credendo di poter uscire con loro come se niente fosse ignorando bellamente i loro sentimenti), con una storia che stenta a stare in piedi. Consigliato a chi cerca un'opera leggera, stupidotta, divertente, con dell'azione carina anche se spesso insensata.


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KillCurda_94

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Rimasi affascinato dai mecha giapponesi fin da quando ero un bambino delle elementari. Spinto da questo sentimento iniziai a guardare quest'anime, speranzoso che la componente harem/ecchi fosse minore rispetto a quella mecha. Ho compreso come mescolare questi due generi molto diversi tra di loro possa danneggiare la visione di un'anime: infatti, se qualcuno di voi cercasse un'anime pieno zeppo di combattimenti all'ultimo sangue, qui al massimo li troverà della durata di cinque minuti. Comunque, "Infinite Stratos" lo considero per le sue qualità tecniche uno dei migliori prodotti del 2011.

Trama: in un futuro non meglio precisato sono stati costruiti gli IS, o "Infinite Stratos", potenti esoscheletri da combattimento. Viene però subito bandito il loro utilizzo da ogni genere di lavoro da un trattato internazionale, relegandoli a meri giocattoli sportivi. Inoltre, per il momento, solo le donne hanno la possibilità di pilotarli. Il nostro protagonista Ichika è ufficialmente il primo maschio che può pilotare l'IS. Egli quindi dovrà iscriversi all'Accademia IS, dove si addestrano i futuri piloti. Qui rincontrerà la sua prima amica d'infanzia Hoki Shinonono e altre ragazze che inizieranno a coalizzarsi per formare il suo harem privato. La trama appare assurda, ma la ritengo abbastanza originale e piacevole.

Personaggi: oltre a Ichika, direi che l'anime è costellato solo da figure femminili. Le protagoniste sono differenti tra di loro, ma comunque incarnano principalmente gli stereotipi giapponesi in fatto di carattere. Comunque sia, ritengo sgradevole l'idea che non sia presente un'evoluzione dei personaggi con l'andare della storia: dopo poche puntate si comprende come le azioni dei personaggi siano sempre simili tra di loro, non creando alcun colpo di scena dal punto di vista sentimentale. Difetto molto importante dell'opera riguarda il carattere di Ichika: ammetto che trovarsi in mezzo solo a delle donne non è sempre piacevole, ma non sopporto quando i protagonisti maschili non riescono a comprendere i sentimenti provati dalle protagoniste anche quando sono palesi.

Grafica: ci attestiamo su alti valori. Il character design è fatto molto bene, come pure quello che riguarda le ambientazioni. Nota di merito in quest'anime va al mecha design, animazione e computer grafica. Il primo presenta una qualità nei dettagli elevata, evidenziando le differenze tra i vari IS, la seconda riesce a trasmettere tutta la carica dei combattimenti, assieme alla computer grafica ben fatta, oltre che fluida.

Sonoro: ritengo che il sonoro sia nella media, avendo opening, ending e OST di buona fattura, ma non eccezionali. Il doppiaggio è fatto bene solo per alcuni personaggi, mentre in altri può apparire sgradevole e fastidioso.

Sceneggiatura: la serie alterna a momenti comici/ecchi momenti di combattimento e azione dei vari IS. Piacevole il fatto che il fanservice sia ridotto a praticamente una sola puntata, poiché di solito in anime del genere si predilige usarlo in grandi quantità. I colpi di scena sono abbastanza prevedibili, ma comunque non troppo evidenti. Il finale è piuttosto aperto, ovviamente, perché la light novel è ancora in prosecuzione. Infatti, è stata accertata la volontà da parte dei produttori di creare una seconda serie.

In definitiva, "Infinite Stratos" è un ottimo titolo, in grado di accattivarsi una grande fetta di spettatori, ma non in grado di conquistarne i cuori. Una serie del genere la consiglio di più a coloro che sono interessati a un'ipotetica commedia ecchi/harem, piuttosto che ai combattimenti tra mecha. Il mio voto è quindi un semplice 7, poiché la componente comica e scolastica ha preso il sopravvento su quella d'azione, snaturando, dal mio punto di vista, il prodotto finale.


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falcus92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Ci sono volte che uno ha la necessità di vedere una serie non troppo impegnativa perché vuole passare una serata in tranquillità divertendosi e sorridendo. Generalmente, grazia al mio pessimo intuito, fallisco nella ricerca di queste opere e mi ritrovo con roba trash. "Infinite Stratos" invece è stato un colpo di fortuna, perché ritrovato per caso nella lunga lista degli anime da vedere. Premetto che non è una serie pretenzionsa, bensì è molto leggera e, soprattutto, salta subito all'occhio, perché presenta un mix molto particolare, ovvero il genere harem accostato al mecha con una piccolissima dosa di ecchi.

Ci troviamo in Giappone all'accademia IS, luogo adibitto all'allenamento delle ragazze, che sono le uniche che possono indossare e utilizzare un'arma incredibilmente potente: l'infinite stratos. Ora il nostro protagonista, Ichika, è un ragazzo che per caso è riuscito a fare l'esame di ammissione alla scuola attivando, imprevedibilmente, l'IS. A questo punto il giovane si ritroverà a studiare dentro questa struttura circondato da qualche centinaio di ragazze. In particolare tra le ragazze ci saranno alcune sue amiche di infanzia, come Houki e Rin.

Partiamo dai lati positivi di questa serie. Visto il mix di generi di cui ho già parlato, la storia si rivela abbastanza interessante e, nonostante i vari cliché tipici degli harem, le gag sono spesso divertenti. Probabilmente questo, oltre a una discreta grafica, è l'unico punto a favore della serie. Ma è abbastanza per far raggiungere la sufficienza.
Quello che sicuramente dà fastidio è la tipica stereotipia dei personaggi. Abbiamo la tsundere, la yandere, la lolita tsundere e tutti i classici degli harem (addirittura anche una kuudere). Il chara, purtroppo, non subisce alcuna evoluzione, ma dato il tipo di anime mi sembra anche scontato che sia così. Quello che, però, risulta indisponente è il comportamento di Ichika. Lui non capisce in alcun modo che tutte le ragazze gli vadano dietro. Come giustamente dirà Charls: "E' un testone". Altri personaggi di altri anime in un impossibile cross-over al posto di Ichika avrebbero fatto una strage di cuori: mi vengono in mente Haruka di "Yosuga no sora", che se avesse impersonato Ichika avrebbe combinato qualcosa con Chifuyu, oppure Makoto di "School Days". Paradossalmente, anche se ho criticato moltissimo quei due anime, ho trovato i comportamenti di quei personaggi più realistici di quelli di Ichika.

Altro lato da non trascurare è la parte mecha. Ci sono abbastanza incontri, ma comunque essa rimane come contorno. La serie preferisce focalizzarsi sui rapporti interpersonali tra i vari personaggi piuttosto che approfondire il tema tecnologico. Infatti sapremo poco e niente di queste armi. Sembrano tanto gli EVA per il segreto che portano dentro - con la differenza che in "Neon Genesis Evangelion" tutto è spiegato mentre qui no -, ma per come si muovono e per le armi sono simili ai robot di "Code Geass: Lelouch of the rebellion". Anche questo punto era prevedibile che non sarebbe stato approfondito, ma quello che ritengo più fastidioso è il cominciare a inventare leggi fisiche. Energia che si crea, andando contro i famosi principi di Lord Kelvin, e vengono meno anche i famosi tre principi della dinamica. Ora so che siamo in un futuro prossimo e che questo è sempre un anime, ma ritengo troppo irreale quello che succende nei vari scontri. Mi sembra tanto un mezzo per riuscire a concludere, senza pensare troppo, i 12 episodi. E ciò, ovviamente, non lo accetto.

Tecnicamente la serie è altalenante: si passa da episodi con disegni e animazioni sopra la media a puntate molto scadenti. Anche il disegno risente di quest'effetto sinusoidale ma, in generale, è discreto anche se presenta qualche "spigolo" soprattutto a livello dei menti dei personaggi. L'apparato di OST è quasi inesistente, anche se c'è un'orecchiabile opening. La regia invece durante gli scontri è abbastanza buona, ma pessima durante la vita scolastica, assisteremo a tagli uguali per 5-6 minuti.

In conclusione, nonostante i tanti difetti, io consiglio di guardarla, questa serie, se si vuole passare una serata leggera. A me personalmente non è dispiaciuta. Certo, avrei preferito che certi errori, soprattutto tecnici, non ci fossero ma, comunque, vale la pena di vedere le (dis)avventure di Ichika.


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Jenovian

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Partiamo dall'imprescindibile presupposto che "Infinite Stratos" sia una storia con poco senso, come molti ecchi d'altronde. Ok, ancora interessati? Bene, allora andiamo avanti. La (breve) storia vede come protagonista tale Orimura Ichika, che, non si sa per quale motivo, è l'unico maschio ammesso nell'accademia IS, dove si sviluppano per l'appunto gli IS, armi e armature enormemente potenti che, ancora una volta, non si sa per quale arcano motivo, possono essere usati (tranne che per il nostro "eroe") solo da donne - mah?! Mano a mano nella storia Ichika avrà a che fare con alcune ragazze (dalla più "tsundere" alla più "moe") che, ovviamente, finiranno per innamorarsi di lui. Da qui la nascita di gag, alcune di esse anche ben riuscite, che rappresentano la natura stessa di quest'anime.
Dal punto di vista grafico "Infinite Stratos" non deluderà (specialmente nella sua componente mecha), così come l'ottimo doppiaggio. Personalmente ho trovato ben fatti i personaggi di Houki Shinonono e Charlotte Dunois, forse le uniche due ad avere una trama decente alle spalle.
Insomma, se siete alla ricerca di un buon ecchi che sappia far ridere quest'anime potrebbe essere ciò che fa al caso vostro, sempre a patto di non pretendere troppo dalla trama. In tutti gli altri casi potrebbe rivelarsi una perdita di tempo.


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HaL9000

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Esordisco subito con un'affermazione che non lascia adito a dubbi: di IS salvo solamente la realizzazione tecnica. Tutto il resto è da cestinare senza troppi pensieri.
La trama è tanto debole da essere rimpolpata continuamente da fanservice gratuito, in dosi massicce tali da fare distrarre il povero spettatore dalla consapevolezza della povertà dei contenuti. Il protagonista della serie appare come un povero idiota che non capisce minimamente la situazione in cui si trova, ma in maniera tanto esagerata da essere sconcertante anche per chi è avvezzo a questo tipo di cliché, presenti in molti anime nipponici. Gli altri comprimari, deliziose ma inutili donzelle tutte dedite a mostrare le proprie grazie, non valgono neanche la pena di essere approfonditi.
In questo lavoro sono presenti solo stupidi e frusti stereotipi, di varia natura, che se usati intelligentemente, come spesso accade, possono avere un senso, ma in questa serie proprio no. Da evitare.


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Swordman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Per la lunga serie "Beato fra le donne". In un futuribile futuro in cui l'armamento che va per la maggiore è una sorta di esoscheletro chiamato Infinite Stratos che può essere pilotato solo da appartenenti dal genere femminile, seguiamo tale Ichika Orimura, unico uomo capace di pilotare uno di questi affari (IS, come sono chiamati brevemente nella serie), che finisce nell'accademia ove, provenienti da tutto il mondo, si addestrano i futuri piloti.

Dall'iniziale aspetto dell'anime di fantascienza, ci si accorge presto che Infinite Stratos tende e punta più che altro alla commedia ecchi con harem incorporato. Al centro andrà il buon Ichika, unico maschio in una scuola femminile, seguito da tutto il corpo studentesco in preda a un consueto mix di carenza di calcio e tempeste ormonali. Ma egli la sa lunga e presto si costruisce una cerchia di compagne fidate così composta: sulle fasce non una ma ben due amiche d'infanzia; in avanti una 'gnappetta' teutonica con abilità oculare incorporata; al tornante una snob inglese su cui fa colpo quasi a prima vista; come libero la discendente diretta dell'Aramis del vecchio anime sui moschettieri del Re. Un gruppo affiatato e ben assortito.
Abbondiamo poi consistenti dosi di fan-service e amalgamiamo con elementi mecha e relative battaglie e il pranzo è servito. 4-4-2.

Il mix tuttavia pare funzionare perché le parti da commedia sono divertenti anche se ampiamente basate su cliché già registrati. Le parti action sono ben realizzate con le battaglie molto dinamiche movimentate con anche una computer grafica ben integrata, buoni effetti speciali, annessi e connessi.
Paradossalmente qualche problema compare quando si cerca di fare sul serio volendo fare mettere in pratica le conoscenze acquisite dagli aspiranti piloti. Ma io, la colpa, la darei più che altro alla brevità della serie, che narra di fatto solo una parte delle novel originarie. Di certo si aggrava il tutto per la presenza di alcuni personaggi discutibili, su tutti la geniale inventrice degli IS su cui spendere parole è superfluo: va conosciuta per poi essere evitata. E anche il boss finale in pratica è irrilevante.

Tutto sommato è un peccato che nella sua fase conclusiva e decisiva, quando c'è bisogno di concretizzare, Infinite Stratos si perda in un bicchier d'acqua. Ancor più visto il buon inizio in cui vi è molto brio e la realizzazione tecnica che è indiscutibilmente buona su grafica, sfondi ed effetti speciali. Non secondariamente ci sono da segnalare la buona fattura del doppiaggio, con la presenza di un cast di alto livello (Marina Inoue, Yoko Hisaka, Kana Hanazawa); e la presenza di buone sigle come "Straight Jet" in apertura e l'assai orecchiabile "Super super Stream" in cui il cast femminile presta la voce.
Infinite Statos: un buon prodotto ma che non riesce a fare l'ulteriore salto di qualità rispetto al livello di un anime "semplicemente divertente". È un po' come una squadra che fa tanto possesso palla ma che poi subisce gol da quella avversaria. Ah, la dura legge del gol...


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OMEGA_BAHAMUT

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
In un ipotetico futuro la creazione degli Infinite Stratos, ovvero degli esoscheletri da combattimento altamente avanzati, ha completamente rivoluzionato gli ordini sociali, consentendo alle donne di sopravanzare nettamente gli uomini nei ruoli di comando. Nonostante ciò, a dieci anni di distanza dall'introduzione di queste armi, un ragazzo di nome Ichika Orimura si scopre suo malgrado in grado di poterne attivare una, venendo costretto per questo dalla sorella (una ex pilota di Infinite Stratos) a iscriversi a un'accademia per l'addestramento dei piloti di I'S.
Inizia così l'avventura del giovane, il quale si troverà di punto in bianco a dovere gestire la sua nuova vita all'interno di un college di sole donne.

La formula alla base di "Infinite Stratos" è estremamente semplice, nonché collaudata: si prende il classico ragazzotto di bell'aspetto ma imbranato con le donne, gli si piazza attorno un cast costituito da tutti gli archetipi di esponenti del gentil sesso possibile (la tsunedere, l'amica di infanzia, la ragazza-zuccherino, la straniera, la loli, ecc. ecc.), si condisce il tutto con una bella grafica e un character design accattivante e poi si aspetta che tutto il resto venga da sé. "I'S" è questo, nulla di più, nulla di meno purtroppo… e forse è proprio ciò per certi versi a lasciare in bocca allo spettatore il boccone più amaro. Sì, perché a ben guardare l'ambientazione proposta, così come la caratterizzazione dei personaggi, sebbene comunque non originale - ormai ne abbiamo visti a dozzine, di questi anime - non era poi affatto male anzi.
Cos'è che manca dunque? Semplicemente una storia, un qualcosa che rimuovesse con la sua presenza dall'opera quel vago senso di "slices of life" che così poco si addice all'anime in questione, soprattutto visto lo sviluppo finale in completa controtendenza rispetto i precedenti dieci episodi, dove erano state introdotte piano piano tutte e cinque le donzelle principali. Insomma, scanso la realizzazione di una seconda serie, nel quale portare avanti una narrazione, il risultato è sicuramente abbastanza deludente, nonostante tutti i buoni spunti che rendono piacevole la visione dell'opera.

Punta di diamante della serie, la grafica è decisamente curata e luminosa, praticamente perfetta nell'uso degli effetti luminosi e delle animazioni. Musiche da classica commedia, sebbene con qualche eccezione, come il tema della battaglia, più spinta e decisamente apprezzabile.
Voto: 6 - Il fatto che la serie di per sé si limiti solamente a presentare un cast di personaggi, senza metterlo a rapporto con una seppur minima storia, è una forte limitazione per il voto, il quale non piomba nell'insufficienza solo a fronte di una ottima grafica e di personaggi tutto sommato simpatici.


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Elam

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
C'è un solo modo per valutare un anime come questo, valutare il prodotto per il target a cui è destinato... poiché nulla di ciò che è raccontato ha un senso, se non divertire gli amanti dei generi harem, scolastico, demenziale, ecchi.
In un collegio femminile di belle ragazze (fatte con lo stampo) mononeuroniche e dal seno prosperoso, è trasferito un nuovo studente, il bel tontolone di Ichika Orimura che è secondo a 'tontolaggine' solo a Sosuke Sagara di 'Full Metal Panic!'. Ebbene sì, Ichika è un bel tipo, circondato da ragazze che gli sbavano dietro per un appuntamento, con una delle quali condivide pure la stanza, ma lui, stoico e puro, resiste a tutte le tentazioni e, anzi, non capisce le attenzioni che riceve.
La scuola che Ichika frequenta è il massimo, perché lo studio e tutto fuorché palloso, infatti non ci sono la matematica o la letteratura, ma fornisce tutta una preparazione destinata a fare combattere gli studenti con esoscheletri disponibili solo in 467 modelli in tutto il mondo e non usati dagli eserciti poiché troppo potenti (mah!).

Questa scuola sembra proprio la scuola perfetta per ogni Otaku- Unico maschio, belle ragazze e fantastici combattimenti, cosa volete di più?
La storia si dipana pertanto tra combattimenti e inserimenti di nuove ragazze che ci provano con il protagonista, abbiamo la bella e scontrosa amica d'infanzia con i capelli lunghi inamidati; l'inglese snob bionda e ricca, pure lei con i capelli inamidati; la francese che finge di essere un maschio creando numerose scene imbarazzanti; la ferrea tedesca con la benda in un occhio; e la cinesina tutto pepe, harem riassunto nella sigla di chiusura in cui vediamo il nostro Ichika inseguito dalle nuove arrivate.
Tornando alla storia abbiamo così le classiche scene imbarazzanti nella doccia, nel bagno caldo, mentre ci si cambia, a comperare il costume, in spiaggia, a letto e così via per tutte le puntate tra un combattimento e un altro... mamma mia.
Una nota sui combattimenti, l'esoscheletro si chiama IS e sembra possa essere pilotato solo da donne. Quando un pilota femmina si avvicina all'IS e lo tocca, entra in simbiosi con la macchina creando di fatto una sorta di relazione mentale che a seconda della bravura può evolvere sbloccando upgrade - siamo ai pokemon. Ichika invece è il primo uomo che riesce a stabilire una relazione con un IS e pertanto è considerato un vero talento e difatti, nonostante la sua scarsa preparazione e il poco studio, si rivela molto bravo a pilotare il modello bianco con la spada.

Abbiamo quindi la nuova combinazione: unico maschio, con poca voglia di studiare, belle ragazze e fantastici combattimenti con la spada, cosa volete di più?
Purtroppo non riesco proprio a mettermi nei panni di un otaku che apprezza questo genere di anime e quindi non so valutarlo bene, gli assegno un 6 per la leggerezza, è sicuramente un anime poco impegnato che non richiede una grande attenzione per essere seguito, destinato a essere dimenticato presto.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Qualche giorno fa sfogliando tra i vari articoli pubblicati su questo sito mi sono imbattuto nella classifica degli anime più visti in Giappone e con mio enorme disappunto ho notato che non ne conoscevo nessuno (o quasi). "Bisogna rimediare" pensai fra me e me e cominciai a scorrere l'elenco alla ricerca di un titolo che potesse attirare il mio interesse. Non ho in realtà faticato molto a compiere una scelta: la mia attenzione, infatti, si è subito diretta verso il terzo classificato, e cioè "Infinite Stratos": la cosa che più mi incuriosiva era questo genere mecha-harem abbastanza insolito. Due generi che, se ben costruiti, guardo sempre abbastanza volentieri.
Terminata la visione di questi dodici episodi posso capire come mai questo titolo si trovi così in alto nelle preferenze del pubblico nipponico: tante belle ragazze ben disposte a concedere momenti di fanservice, una trama abbastanza divertente e combattimenti spettacolari sono un repertorio capace di accontentare una grande varietà di gusti. Anch'io, in verità, mi sono divertito a guardarlo; ma seppure ciò sia molto importante nella valutazione, non può soddisfare completamente il mio occhio critico che non può non constatare la pessima qualità complessiva di questo titolo che cerca di nascondere (cosa che però, obiettivamente, fa benissimo) una totale inconsistenza di contenuti.

In un futuro non molto lontano la scienza dà alla luce gli "IS" dei veri e propri robot da combattimento. Queste macchine vengono pilotate in un modo che a me ha ricordato molto le armature dei cavalieri dello zodiaco: il pilota deve cioè "indossarle" per poterle guidare. Quanto alle sue funzioni un IS può volare, ha in dotazione armi diverse da tipo a tipo e possiede un cuore la cui funzione, oltre a quella di rendere possibile il funzionamento della macchina, non è proprio chiarissima. Unica controindicazione: può essere guidato solo da donne.
Il potenziale bellico di queste macchine è ovviamente temuto dai vari governi che ne proibiscono l'uso a fini militari; l'IS così diventa un mezzo utilizzabile solo per finalità "sportive" o per svolgere compiti di difesa da eventuali minacce o calamità.
In precedenza si è detto che l'IS può essere guidato esclusivamente da donne; l'anime in questione nasce dall'idea di proporre l'esistenza di un eccezione: senza che se ne si conosca il motivo un ragazzo, Ichika, risulta essere stranamente idoneo alla guida del robot. Per questo risulterà essere l'unico maschietto iscritto all'Accademia IS con effetti che si possono facilmente immaginare.

Ci sono diverse palesi assurdità alla base di quest'anime. Cerchiamo di elencare le più importanti.
Analizziamo, in primis, la componente mecha: diciamoci la verità l'IS, nonostante le sue potenzialità, non serve praticamente a nulla. Considerare plausibile uno sforzo economico di questa portata per creare dei giocattolini il cui unico ruolo è quello di sfidarsi a vicenda in una specie di assurda olimpiade - specie in tempi di crisi economica come quello che stiamo vivendo in questi mesi - è assolutamente ridicolo. Le uniche minacce che i vari personaggi si troveranno ad affrontare sono provocate dagli IS stessi: la soluzione più semplice per evitare il loro ripetersi, dunque, sarebbe non costruirne affatto. Dato che non possono essere utilizzati praticamente in nessun campo delle attività umane il gioco non varrebbe la candela.
Se anche decidessimo di sorvolare su questo aspetto, e non si può data la sua importanza, dovremmo poi concentrarsi sulla componente harem. Ma è proprio qui che il senso di ridicolo raggiunge la sua massima espressione. Ichika fa una collezione impressionante di cuori infranti ma il suo personaggio viene rappresentato come un perfetto idiota, incapace di cogliere anche le provocazioni più elementari. Le ragazze fanno praticamente di tutto per dimostrare la loro disponibilità quantomeno a iniziare una relazione sentimentale ma lui sembra non accorgersi mai di nulla. Dire che ciò risulta irritante è addirittura semplicistico: piuttosto mi sono trovato a immaginare come si sarebbe comportato Makoto di "School Days" in questa situazione e, a dispetto dei suoi detrattori, mi è sembrato molto più realistico.

Pur essendo composto da solo dodici episodi, infine, il numero di contraddizioni presenti è davvero impressionante.
Sono invece passabili le varie ragazze del gruppo: qualcuno potrà trovare irritante il loro atteggiamento scodinzolante nei confronti di Ichika; ma si tratta di un harem per cui è anche naturale che sia così.
Da elogiare sono, invece, il tratto grafico di ultima generazione e, come detto più volte, la capacità di divertire lo spettatore. Quest'ultima c'è, ed è innegabile; ed è proprio per questo motivo che mi trovo quasi costretto ad assegnargli la sufficienza. Non posso dare meno, nonostante i macroscopici difetti, a un anime che mi ha divertito e che ho guardato con piacere. Non so piuttosto se consigliarlo oppure no: credo che dipenda dai gusti e dalle aspettative dello spettatore. Fate un po' voi...


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Io, Lui, L' Altr

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"IS: Infinite Stratos" è fondamentalmente la classica commedia action-ecchi-harem, con qualcosa in più. Ma andiamo con ordine.
La storia è ambientata in un futuro non precisato, in cui una scienziata tanto geniale quanto eccentrica ha sviluppato un'esoscheletro potenziato chiamato Infinite Stratos o IS (e già qui si sostituiscono i classici mecha con qualcosa di innovativo), di gran lunga più potente di qualsiasi altro armamento. Proprio per questo, è stato firmato un'accordo mondiale che ne proibisce l'utilizzo in guerra, "relegando" gli IS a usi sportivi. Particolarità degli IS - tra le tante, intendo - è che possono essere utilizzati solo da individui di sesso femminile.
Andando nello specifico, seguiamo le vicende di Orimura Ichika, l' unico ragazzo al mondo, meglio: l'unico individuo maschio in grado di azionare e utilizzare un IS. Ichika, per forza di cose, s'iscrive all'Accademia dove addestrano all'utilizzo degli IS, accademia che sembra essere uno stato separato dagli altri. Qui vivrà vicende più o meno problematiche con varie ragazze.
Fondamentalmente la trama è questa, anche se dei colpi di scena ci sono.

Storia
Beh, l'ho già scritta. Comunque, dovendo reggere una commedia non aspettatevi niente di eccezionale, ma comunque nemmeno una cavolata. Alcune cose sono un po' scontate, altre sono veramente delle sorprese. Devo dire, però, che se l' "ecchi" non è molto presente durante la serie, lo diventa nei due episodi in spiaggia (come se potesse mancare la vacanza in riva al mare in una scuola dove sono tutte ragazze e un solo ragazzo).

Personaggi
Contrariamente a quanto detto da altri, non penso che Ichika "non sia conscio di essere maschio", anzi, io nella sua situazione penso che mi sarei comportato a grandi linee come lui. Ovviamente certe cose non arriva a capirle - motivi di trama, forse -, ma comunque non risulta antipatico.
Per quanto riguarda le ragazze (principalmente cinque più l'insegnante e la sorella maggiore, che però sono un discorso a parte, in particolare la sorella), sono in linea di massima i classici stereotipi del genere, anche se qualche volta sorprendono, e parecchio! A contribuire alla caratterizzazione dei personaggi c'è l'IS che possiedono. Normalmente gli IS sono proprietà di uno stato o dell'Accademia, ma alcuni individui, tra cui Ichika e le sei ragazze, hanno il permesso di possederne uno, che possono richiamare istantaneamente in e da qualsiasi luogo. Gli IS sono ben differenziati l'uno dall'altro, e le loro caratteristiche tendono a rispecchiare il carattere del personaggio che lo utilizza.

Doppiaggio e colonna sonora
E qui niente da dire. Buona trovo l'opening, simpatica l'ending, azzeccate le musiche, il doppiaggio è senza infamia né lode: insomma, nella media.

Disegni, animazioni e mecha design
Perché qui più che di chara c'è da parlare di mecha design. Come detto prima, sono ben diversificati e curati nei dettagli. I disegni sono ottimi, e c'è un buon utilizzo della computer grafica. I combattimenti sono abbastanza spettacolari, peccato che siano relativamente pochi. Però almeno hanno un senso.
Una nota dolente? Sì, una c'è. Il fatto che i visi siano tutti, ma tutti uguali! Voglio dire, da un personaggio all'altro la corporatura e il resto cambiano, ma forma e tratti del viso sono sempre quelli, e che diamine. Magari è così anche in altre opere, ma qui ogni tanto salta all'occhio. Peccato, perché la realizzazione grafica, a parte questo, è ottima.

Longevità
La serie è abbastanza breve, leggera. I filler sono più singoli momenti che interi episodi, e meno male.

Apprezzamento personale
Serie divertente, senza particolari pretese: si propone di fare ridere, e in fondo ci riesce meglio di altre serie che passano molto meno in sordina.

Voto complessivo: 7.
Ho sentito che gli autori faranno una seconda serie, o comunque un seguito, e, se è vero, lo guarderò. Il finale non è di quelli che richiede una seconda stagione, ma non è nemmeno uno di quelli che, un continuo, semplicemente non devono averlo per non rovinare tutto.


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Dartes

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
All'inizio della visione di "Infinite Stratos" ero rimasto un po' perplesso, visto il mio odio per i mecha, però, dopotutto, devo ammettere che è stata una serie davvero notevole e che merita di essere vista, nonostante non sia imperdibile.
La trama in sé non è nulla di nuovo, ma è stata realizzata in modo soddisfacente. Narra delle vicende del protagonista, un ragazzo di nome Ichika Orimura, nell'Accademia IS, ovvero una scuola creata per addestrare piloti in modo che possano utilizzare l'Infinite Stratos, un esoscheletro della nuova tecnologia, di gran lunga più potente delle armi convenzionali; queste vetture possono essere però pilotate da sole donne.
Però, questo ragazzo, è in grado di pilotare l'IS; da qui iniziano le sue avventure insieme a moltissime ragazze, anch'esse piloti di IS.

Tutto sommato l'anime merita di essere visto, soprattutto per farsi strappare qualche risata dal classico protagonista "tonto", immerso in un gruppo di sole ragazze, che ovviamente non possono che essere carine.
I disegni sono molto buoni, quasi eccellenti. La regia è notevole, ben studiata; colori nitidi e ottime luci.
Trovo l'opening buona, nella norma, e l'ending carina. In conclusione "IS" è un anime nella norma, che vale la pena di essere visto senza troppo impegno.


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Ryu88

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Devo dire che quest'anime mi ha molto sorpreso positivamente. La trama non è proprio originalissima, ma devo dire che i suoi bei spunti li ha; non è mai noiosa ma, al contrario, tiene incollati allo schermo fino all'ultima puntata in un crescendo di azione e combattimenti molto ben realizzati. È vero che è presente in gran quantità l'elemento harem anche con qualche punta di ecchi, ma credo che non sia mai eccessivo e che contribuisca positivamente al lato divertente dell'anime.
Non mi è piaciuta la decisione di dividere quest'anime in più serie: sarebbe stato meglio farne solo una di almeno 26 episodi in modo da creare una storia più omogenea che non lasci l'amaro in bocca al termine dei primi 12: questa serie, da quello che si è visto, è servita più che altro a fare conoscere i personaggi e a dare un piccolo accenno della vera trama (gli ultimi episodi).
Il carattere psicologico dei personaggi non è niente d'innovativo: i protagonisti presentano i caratteri identici a quelli di molti anime; prendendo ad esempio Ichika e Houki mi sono subito venute in mente coppie con lo stesso identico tipo di carattere e di rapporto come Yuuji e Shana (Shakugan no Shana) o Saito e Louise (Zero no Tsukaima) o come Ryuuji e Taiga (Toradora!).
Trovo le musiche molto belle, i disegni ben realizzati e fluidi. Secondo me il doppiaggio è da manuale.
Consigliato.


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Rieper

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Dietro buone premesse tutti sono bravi a definire un'opera "magnifica, perfetta, originale", il problema sorge quando poi quelle premesse non corrispondono a realtà. E' il caso di Infinite Stratos, ennesimo harem scolastico farcito, tanto per accaparrarsi un'altra fetta di appassionati, di mecha (esoscheletri in realtà), azione, fantascienza e love comedy.

In un futuro non meglio specificato, sulla Terra viene sviluppata da un'eccentrica e bizzarra scienziata (oh, eccome se lo è) una sorta di armatura dalle incredibili capacità tecniche, tanto da essere sotto l'occhio del mondo intero. Il progetto viene finanziato e vari modelli vengono riprodotti e modificati nelle varie nazioni, con una particolarità, l'IS, l'esoscheletro, non può essere utilizzato in campo bellico. Come no! E allora che ci fanno delle ragazzine con degli esoscheletri armati di mitra, cannoni, laser, spade, scudi, lanciamissili e chi più ne ha più ne metta?
Oh quasi dimenticavo, gli IS possono essere utilizzati esclusivamente da ragazze. Perché? Beh se siete degli allupati di fanservice non dovreste neanche chiederlo visto che per "indossare" un IS bisogna essere rigorosamente in mutande o come minimo in una tutina extra-aderente, in caso contrario vi premetto che non viene mai spiegata questa caratteristica.

Protagonista della storia è Ichika Orimura, ragazzo che per caso scopre di essere capace di pilotare un IS, pur essendo di sesso maschile. Il giovane si ritrova ben presto a frequentare una scuola per futuri piloti di IS, ovviamente piena zeppa di sole ragazze, una più figa dell'altra come da buona tradizione harem vuole con, ciliegina sulla torta, una professoressa mezza imbranata dotata di una sesta di seno capace tra l'altro di mostrare la lingerie rosa da sotto la maglia. Qui il povero disgraziato si ritroverà in situazioni alquanto sconvenienti in più di un occasione, e non intendo certo nel solo ambito scolastico.

I personaggi femminili variano dalla so-tutto-io nobile decaduta inglese alla classica amica d'infanzia giapponese che non si capisce bene se vuole ammazzare il protagonista maschio o diventargli fidanzata; dall'iperattiva cinesina con dentino da gatta che farà la gioia di molti alla francese tranquilla e relativamente normale; e infine la tedesca passiva con benda sull'occhio che ha la stessa utilità di una gomma da masticare usata, ma fa figo e questo è bene.

Ora con tutto sto ben di Dio davanti ci si chiede: il protagonista ci si metterà d'impegno almeno con una? Naturalmente... no! Come la migliore tradizione harem ci insegna, il personaggio maschile in questo genere di anime è un totale, patologico, terminale, deficitario, e patetico imbecille incapace di riconoscere le avance di una ragazza neanche se ella gli sbattesse gli attributi sul grugno. A volte penso seriamente che gli autori giapponesi ritengano il sesso maschile un branco di ciechi sordomuti incapaci di recepire le reali intenzioni - benché evidenti come un cactus nel deserto - del sesso opposto. Il profondo odio nei confronti del protagonista maschile è tale da desiderarne la fustigazione fino a che morte non sopravvenga.

Infinite Stratos è il classico anime di serie C, se non D, con poche pretese, alto tasso di fanservice, qualche combattimento spiattellato qua e là, e il solito deficiente protagonista maschile che, con un vero e proprio esercito di spasimanti ragazze, è capace di rimanere impassibile con un'espressione meritevole solo di essere eliminata alla fine della serie. Ritengo ci sia di meglio in circolazione per quanto concerne l'animazione giapponese, tuttavia un'occhiata non nuoce a niente e a nessuno, se non ai nervi, specie se siete ragazzi, maschi.


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sensei 12

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3
IS, Infinite Stratos, è la dimostrazione lampante di quanto l'animazione giapponese possa cadere in basso.
Ma iniziamo dalla trama: dieci anni prima dei fatti narrati, viene inventata l'arma più potente al Mondo, ovvero l'unità mobile armata IS, dalla solita ragazzetta prodigio giapponese - ma che fortuna, va'. Il Mondo adotta questa nuova arma, investe nella ricerca e invia le proprie più valide ragazze ad addestrarsi alla IS Academy. Il motivo è imprecisato, ma si sa, è meglio avere delle ragazzine in mutande pronte a fare fuoco contro nazioni nemiche. Ah, ho detto che solo le ragazze possono pilotare gli IS?

La trama scricchiola ch'è 'na bellezza. Potrei capire se la tecnologia a base degli IS fosse di derivazione aliena, oppure di un popolo antico-misterioso alle radici della razza umana, ma qui si parla di una ragazzetta giapponese che inventa dal nulla un'unità mobile armata che funziona solo a cromosoma XX. Non si spiega mai il perché.
No che non si può spiegare, altrimenti decadrebbe tutto il fulcro su cui si basa la narrazione. Ed è inutile nascondersi dietro la solita tiritera che rimane pur sempre un anime da intrattenimento; una tecnologia che reagisce in base al sesso dell'utente è totalmente campata per aria, per quanto uno si possa sforzarsi di pensare il contrario.
E infatti l'anomalia sta nel fatto che al mondo c'è solamente un pene-munito in grado di pilotare l'IS, l'unico ragazzo che può frequentare l'accademia IS, che alla fin fine è un istituto completamente femminile.

Praticamente IS Stratos ecc. è un anime di genere harem infarcito di mecha, ecchi e anche di un blando tentativo di shonen-ai, stroncato dopo due puntate, per fortuna.
Oltre al personaggio maschile, Ichika, vengono introdotte delle ragazzette in calore, macchiette malamente parodistiche dei propri paesi di appartenenza: c'è l'inglese snob, la tedesca tutta di un pezzo, la francese che non si capisce che è, la cinese inutile e l'amica del cuore giappa che, quatta quatta, prova qualche sentimento per il tonto Ichika.
Tonto perché, nonostante il mare di fi*a in cui è immerso, stenta a degnare di qualsiasi pensiero impuro le feromoniche compagne di corso.

Il finale, poi, è un'autentica fetecchia. Roba spiattellata così, tanto per, nelle ultime due puntate e che non porta a niente: interrogativi irrisolti e solite gag trite e ritrite, tra cui la stra-fritta "uscita al mare" con relativa sfilata di costumini striminziti delle prima citate feromoniche amichette.
Sì, un 3 pieno è quello che si merita.
Oltre alla trama e al suo svolgimento, vomitevole è anche il chara design che non è niente di innovativo, solito modello di base a cui viene cambiata solamente l'acconciatura e a volte il colore degli occhi.


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hgaxf

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Robottoni + moe.
Decidere quale dei due sia migliore potrebbe essere un argomento oggetto di discussioni lunghe e articolate tra due generazioni di appassionati, ma unirle può funzionare? E se sì, fino a dove ci si può spingere?
Queste sembrano essere le premesse di Infinite Stratos, IS in breve. Ora, senza dubbio l'inizio è buono, anche se si inserisce molto fan-service moe, cioè belle ragazze, in parole spicce, e poco fanservice mecha, ovvero caratteristiche tecniche dei robot.

Abbiamo il nostro protagonista, Ichika, figo ma completamente disinteressato al genere femminile. Guarda caso, capita proprio a lui finire nell'accademia in cui si addestrano giovani fanciulle a pilotare gli IS, esoscheletri robotici utilizzati solo per fini sportivi e banditi dai campi di battaglia delle guerre, vista la loro enorme potenza distruttiva. Solitamente, solo le donne possono pilotarli (femminismo win!) ma per qualche strano motivo, pur essendo maschio, Ichika, ritrovatosi sulla sede dell'esame d'ammissione, riesce a pilotarne uno.

Il cliché del ragazzo che finisce in una scuola piena di ragazze è tradizionale nell'ambito degli harem, ma qui è sfruttato piuttosto bene. Lo sviluppo iniziale si lega bene, con un mix di gag comiche e con un pizzico di erotismo e di combattimenti spettacolari - non in senso di opinione personale, l'aggettivo spettacolare indica proprio un genere di combattimenti.
Bene, ma non è tutto oro quel che luccica. Dietro una buona facciata, si scopre un'opera ben più noiosa e futile di quanto possa sembrare. Tutto inizia con la prima e unica vera saga, il primo e ultimo avversario dei nostri combattenti IS. Evitando come la peste gli spoiler, vi informo che dietro a quello che è in effetti uno sviluppo classico si nasconde un finale che mi ha allibito: mai avevo visto un metodo così veloce e così efficace per rovinare una serie. Insomma, c'è un finale che trascina giù tutta la serie.

Ma vi sono altri buoni elementi che non ho citato. Devo lodare le animazioni, spesso con un palese utilizzo di computer graphic 3D, che offre scene di combattimento davvero ben fatte, soprattutto quelle che riguardano le scene di volo e l'utilizzo di armi a lunga gittata. OST e doppiaggio non sono eccezionali, ma di fattura decente. Insomma, esperimento fallito: mischiando mecha e moe, si è persa di vista la possibilità di finire l'opera in maniera da consentirle un voto migliore.


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XanderStrange

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
In un futuro non precisato l'umanità ha sviluppato dei robot, chiamati IS, Infinite Stratos, estremamente potenti; in seguito a decisioni internazionali, si è vietato l'utilizzo di queste macchine in guerra e vengono usate solo in contesti sportivi e di simulazione, prevalentemente per scoprire quale paese è in grado di produrre l'arma più forte. Gli IS possono essere pilotati solo da piloti addestrati e per questo motivo si è venuta a istituire un'accademia, dove studenti di tutto il mondo si allenano e studiano queste macchine. La particolarità di questi robot è che possono essere pilotati unicamente da femmine.
Il nostro protagonista, Ichika Orimura, è l'unico maschio che è stato in grado di attivare un IS, quindi viene mandato all'accademia come unico rappresentante del suo sesso.

Le premesse lasciano facilmente intendere ciò che l'anime vuole essere, una commediola scolastica harem in un'ambientazione fantascientifica. Ichika è un personaggio che mi è risultato odioso per il suo buonismo esasperante e per la sua incapacità di accorgersi che l'intera scuola è follemente innamorata di lui, mentre le sue spasimanti principali sono state pescate come di rito nel solito mazzo degli stereotipi del genere (l'amica d’infanzia, l'infantile con dente da gatto, la yandere, la tsundere), risultando però essere abbastanza funzionali e in grado di creare situazioni simpatiche. Buona anche la trasposizione del carattere della protagonista nella tecnica di combattimento con l'IS, cosa che rende caratterizzate anche le battaglie, sempre di ottima qualità tecnica.

Il vero punto debole della serie è la storia. Gli eventi non si susseguono ma accadono, spesso dando una fastidiosa sensazione di casualità, tanto da rendere i singoli episodi quasi autoconclusivi. L'immedesimazione ci perde e, nel momento del solito combattimento finale, sono stato incapace di provare empatia per uno qualsiasi degli eroi o eroine su schermo.
La conclusione potrebbe fare pensare a una seconda serie, ma non avendo risposta nemmeno a domande elementare (leggasi: contro cosa hanno combattuto? Perché gli IS sbrilluccicano ogni tanto quando il pilota dichiara ad alta voce di volere proteggere tutti i suoi compagni, alla Naruto?) ci si potrebbe scoraggiare.

In conclusione IS è un anime con un'ottima grafica, con combattimenti incalzanti e gag che fanno sorridere. Guardatelo se questo vi basta, evitatelo se cercate anche una storia o un protagonista consapevole di essere maschio.


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Occidente

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Infinite Stratos è giunto alla sua conclusione, ed è il momento di tirare le somme.
In sostanza, è una serie godibilissima, con alcuni punti di vera forza e altri di debolezza "congenita". La forza sicuramente sta nel comparto grafico, uno splendido esempio di cosa possano fare oggi CG e disegni insieme: i mecha, gli Infinite Stratos, sono uno diverso dall'altro, interessanti e realizzati in ogni minimo dettaglio; la grafica è spesso da urlo, mentre le animazioni e i combattimenti rappresentano il vero piatto da gustare, seppure, ahimè relativamente rari e brevi nel corso della serie. Infine i personaggi sono assai stereotipati ma convincenti e a tutti è riservato uno spazio non insignificante.

Le debolezze, come potrete capire, stanno tutte nello straripante taglio harem della storia: protagonista, il solito asessuato giovane romantico ragazzotto giapponese, che ahimè vi farà imbestialire a più riprese, anche se regalerà alcuni momenti divertenti. Questa scelta "narrativa", riguardo alla totale centralità delle attenzioni delle protagoniste riguardo al nostro povero sprovveduto di turno, lascia decadere in automatico ogni pretesa di "approfondimento " psicologico o di costruzione della storia, che viene costruita per occasioni piuttosto che con un chiaro obiettivo, con il risultato di regalare anche dei momenti piuttosto deboli dalla metà della stagione in avanti, e di risultare spesso rivolta a un pubblico di giovani-giovanissimi.

In definitiva, se volete passare qualche momento di spensieratezza davanti ad un prodotto graficamente all'avanguardia, Infinite Stratos fa per voi. Se invece cercate un prodotto maturo, oltre i cliché, con elementi profondi nella storia e nei personaggi, girate alla larga. Chissà che con una seconda serie non si possa davvero combinare tanta fluidità a qualche storia degna d'interesse.


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Uccello Gira-Viti

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Ed eccoci qua, anche quest'anime è finito, e, come al solito, do subito anch'io la mia opinione. Infinite Stratos è principalmente un mecha con una fortissima connotazione harem che, però, non mi ha stancato come al solito. Lo iniziai dopo aver visto il design degli IS e devo dire che, globalmente, non ne sono rimasto deluso. Sopratutto all'inizio mi prese molto e ha mantenuto un buon livello per tutta la serie, lasciandomi abbastanza soddisfatto.

L'animazione è ottima e il chara-design mi è piaciuto abbastanza. I personaggi sono stereotipati bene e nonostante tutto ci si affeziona abbastanza a tutti, anzi tutte, quante. Anche il solito senso di odio verso il protagonista che sembra una specie di eunuco questa volta non è stato molto acuto e mi ha permesso di seguire la storia con calma.
Purtroppo la maggior parte della trama consiste nella presentazione dei vari personaggi lasciando poco spazio ad una trama un po' generale, fino ad arrivare a un finale tipico degli anime tratti da light novel, ovvero molto dell'organo riproduttivo maschile.
Infinite Stratos rimane un anime che consiglio a chiunque ami gli harem, i mecha, o semplicemente stare sereni e rilassati per 24 minuti. Speriamo solo in una seconda serie con una trama più approfondita.

sharingan33

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sharingan33

Episodi visti: 6/12 --- Voto 9
Ottimo, non c'è che dire: sono rimasto molto soddisfatto.
La trama di quest'anime verte sul protagonista Ichika Orimura, che è l'unico uomo sulla terra in grado di pilotare un IS, ovvero un'armatura in grado di combattere sia sulla terraferma sia nell'aria. Essendo gli IS molto pericolosi non vengono usati in guerra ma solo a scopo educativo e per sport. Il protagonista, quindi, si ritroverà circondato da ragazze, molte delle quali s'innamorano di lui.

Siamo di fronte a un'altra di quelle commedie harem con il protagonista un po' sciocco e imbranato, ma che comunque fa ridere. Infatti sono presenti molte gag divertenti e i disegni di ottima fattura danno risalto agli ambienti. Infinite Stratos è un anime molto divertente e coinvolgente che mi ha sorpreso profondamente; non ho dato il 10 per il fatto che mi mancano ancora 6 puntate e non ho visto il finale.

metal lord

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metal lord

Episodi visti: 2/12 --- Voto 10
Devo dire che quest'anime pur non essendo originale mi ha entusiasmato non poco. Graficamente è validissimo, con animazioni molto fluide. Ho trovato molto piacevoli sia l'OST sia le canzoni di apertura e chiusura.
Per quello che riguarda la storia ancora non è entrata nel vivo, ma si vede già all'orizzonte il classico triangolo amoroso.
Il mecha design è davvero particolare per via delle body suit, vere e proprie armature, al posto dei soliti robot. Concludendo ritengo Infinite Stratos meritevole di un bel 10, perché dopo tanti anime visti questo riesce ad emozionarmi ancora molto.