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ryo79

Episodi visti: 3/3 --- Voto 8
L'universo in cui si svolgono le vicende di "Parasite Dolls" è lo stesso di "Bubblegum Crisis", ma ci sono delle notevoli differenze. Ci troviamo nella stessa Megatokyo, anche se i boomers non somigliano affatto ai robot antagonisti delle Knight Sabers. I boomers presentati in questo anime sono più "umani" e ricordano molto gli androidi di "Armitage III" o, se vogliamo fare un paragone cinematografico, quelli di "Blade Runner". Rispetto al suo predecessore, l'atmosfera è totalmente diversa. L'approccio dell'anime è più investigativo, avvicinandosi a una detective story e prestando particolare attenzione alle problematiche derivanti dalla convivenza tra umani e androidi, macchine che somigliano sempre più ad esseri umani ma che rimangono pur sempre delle macchine. Non è certo un argomento originale in un anime cyberpunk, ci sono diverse produzioni incentrate su tematiche di questo tipo, ma nonostante questo la visone dell'anime è abbastanza piacevole, considerando che Chiaki Konaka ("Armitage III", "Bubblegum Crisis 2040" e "serial experiments lain") è una specie di veterano di questo genere. Passiamo ora alla parte tecnica: le animazioni, così come il character design, sono ottime e ricche di dettagli.


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HaL9000

Episodi visti: 1/3 --- Voto 5
Francamente mi aspettavo di più da questi oav. A giudicare dallo staff, le premesse per un buon lavoro c'erano tutte, ma invece ne è venuto fuori un mezzo pasticcio. Mi aspettavo un'ambientazione cyberpunk più accentuata, alla "Ghost in The Shell", tanto per intenderci. Invece manca quasi del tutto quella atmosfera suggestiva ed evocativa che caratterizza questo genere di lavori: banalità a tutto spiano, con una realizzazione tecnica altalenante; a dire la verità, è la qualità complessiva dei singoli episodi ad essere poco omogenea. Magari il problema è la mia eccessiva aspettativa. In linea di massima si nota un miglioramento verso il finale (il terzo episodio), ma è "too little too late" per salvare questa serie dall'insufficienza.


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Micerino

Episodi visti: 3/3 --- Voto 7
Tre episodi, tre thriller a sfondo fantascientifico che lasciano la mente prigioniera dei mondi che si delineano sullo schermo.

Così la Imagica Entertainment ha narrato un futuro che potrebbe essere non troppo lontano, un mondo in cui la convivenza tra esseri umani e cyborg è quotidianità. Infatti i Boomers (androidi antropomorfi) popolano il pianeta terra servendo gli esseri umani, in quello che dovrebbe essere l'utopico sogno asimoviano, ma che diventa invece terreno fertile per tre intricate storie di polizia, terrorismo, paure possibili sulle applicazioni che questi esseri robotici possono far sorgere nelle menti dell'uomo.

Il disegno è ben fatto, le atmosfere sono quelle tipiche dei migliori film horror, con toni scuri e rossi che sottolineano la drammaticità delle scene, e che ricordano i toni dell'impareggiabile "Blade Runner". Dico subito che non state guardando nulla di paragonabile al capolavoro di Ridley Scott, ma ammetto che l'ambientazione e alcuni personaggi possono davvero ricordare quelle atmosfere anni '80 così magistralmente interpretate.

Filo conduttore dei tre OAV è un braccio segreto della polizia (la Branch) che si esprime seguendo la storia del detective Buzz. Nonostante i tre OAV parlino poco del detective dalle scene, dai coprotagonisti, e nell'ultimo episodio, emerge bene il carattere dello stesso, lasciando nulla all'immaginazione e soddisfacendo appieno la curiosità che, comunque, si forma guardando gli episodi.
I tre capitoli formano nel loro insieme una storia unica, pur slegata dalla discontinuità temporale sottolineata all'inizio di ogni episodio (un arco temporale di sei anni è abbracciato da queste vicende) e che mostra come la tecnologia possa essere manipolata e ritorta contro i propri creatori. La paura dell'assuefazione dell'essere umano all'androide, utilizzato come placebo dei propri dolori, emerge come una costante e preoccupante certezza. Insomma, gli androidi sono fondamentali, ma vanno gestiti con attenzione.

E' infatti molto piacevole il lato "umano" che alcuni androidi dimostrano, lasciando credere che non siano solo macchine, ma che la loro somiglianza derivi anche da un lato caratteriale vero, profondo. Ovviamente disfunzioni di programma, ma il dubbio permane.
Ancora una volta la paura del diverso frena le emozioni umane, creando una vera e propria ossessione razzista verso macchine che dimostrano umanità maggiore di quella che l'uomo stesso è in grado di dimostrare. Eppure il pericolo esiste, è vivo, o almeno così dovrebbe essere.

Bello, molto, il finale, che ovviamente non accenno minimamente, lasciando a chi vuole un bell'anime intrigante il piacere di scoprire.