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AleNeko-chan

Episodi visti: 37/37 --- Voto 9
Mi sorprende ogni volta il fatto che anime così "sconosciuti" si rivelino il più delle volte migliori di tante serie famosissime. "Area no Kishi" ne è un esempio, un bellissimo anime calcistico composto da 37 episodi.

Trama: Aizawa Kakeru è un'appassionato di calcio, ma, essendo il fratello del campione Aizawa Suguru, è scoraggiato a continuare a giocare. Sa che questo lo costringerebbe a un confronto continuo con il talentuoso fratello. Per questo alle medie si limita a fare il manager nel club di calcio dove, tra l'altro, gioca anche Suguru. Ma, quando meno se lo aspetta, una tragedia sconvolge la sua esistenza...(mi fermo qui sennò spoilero)

Sviluppo di Trama: la trama si sviluppa in modo fluido, coinvolgente, interessante. In 37 episodi (e sono tanti) non c'è stata una volta che abbia pensato che ciò che stavo visionando fosse noioso. Neanche una. L'andamento dei fatti è imprevedibile. La serie non è affatto come te l'aspetteresti.
Un altro punto a favore dell'anime è sicuramente il fatto che le partite (e il calcio in generale) sono rappresentate cercando di avvicinarsi il più possibile alla realtà. Con questo non voglio dire che la serie sia esente da elementi surreali, ma che questi sono sicuramente ridotti al minimo.
Non mi intendo di calcio, ma ho trovato le strategie e le tattiche molto convincenti e talvolta geniali. E' strano ma si, la protagonista femminile gioca a calcio. Parte integrante della serie sono anche le partite della Nadeshiko Japan, la squadra femminile giapponese (che non sono affatto noiose o fastidiose come vi aspettereste).

Personaggi: i personaggi sono tutti ben caratterizzati e soprattutto molto umani. Il Chara Design è pulito e bello, molto bello.

Sonoro: il comparto sonoro è magnifico. Le OST sono coinvolgenti e in più occasioni contribuiscono a far salire la suspence, o l'emozione nei momenti clou della serie.

Grafica: i disegni sono spettacolari e le animazioni sono scorrevoli. Le partite sono realizzate in modo ottimale dal punto di vista grafico.

Finale: il peccato della serie è un po' il finale che è aperto. La storia avanza fino a un certo punto, poi si blocca e lascia il resto alla nostra immaginazione...o a una possibile seconda stagione.
Ad ogni modo, se si volesse prendere questa serie, non come una storia che è iniziata e andava finita, ma come un semplice inizio, una rampa di lancio verso il successo per l'Enoshima, allora si potrebbe giudicare la serie con più indulgenza per quanto riguarda il finale.

In conclusione, se volete vedere un anime sportivo, magari di calcio, ma che oltre al calcio include comicità e un pizzico di romanticismo, Area no Kishi fa per voi.


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ArchBacchus 126

Episodi visti: 37/37 --- Voto 5
"Area no Kishi" è un anime di genere calcistico (il mio genere preferito) molto divertente e simpatico, che però presenta un'errore inaccettabile che spiegherò più avanti.
Partiamo dal lato tecnico. Molto belli i disegni, belle le animazioni (che in un anime del genere sono fondamentali). Suoni realistici e buone musiche e un doppiaggio (giapponese) fatto bene con voci che rispecchiano i personaggi.
La trama è bella, semplice ma con quel tocco drammatico che aggiunge una profondità inaspettata a quest'opera. Per molti versi ricorda "Touch", a cui penso l'autore abbia preso più di un spunto. Bello il fatto di non avere squadre con un solo giocatore ma che in tutti i team ci siano almeno un paio di avversari da tenere d'occhio. Come sempre accade in queste opere si cerca il realismo senza trovarlo, infatti il campo sembra in collina, ci sono i soliti giocatori tuttocampisti che sanno fare benissimo tutto, e i gol arrivano sempre ad un secondo dal fischio finale. L'aspetto piu piacevole è il fatto che la forza delle varie squadre è piu affidata alla tattica proposta che esalta i singoli, rispetto al singolo fenomeno capace di far squadra da solo.

Le partite sono accattivanti e piene di colpi di scena, anche se sembrano sempre più delle lotte psicologiche tra i giocatori principali delle due squadre che partite vere e proprie. Infatti un dribbling subito dal giocatore chiave puo costare un gol anche se fatto a metà campo.
I personaggi sono simpatici e differenti tra loro, in più hanno caratteristiche che li rendono unici anche rispetto ad altri anime (Araki che generalmente è un ciccione che mangia di tutto ma che prima delle partite dimagrisce per trovare la forma perfetta non lo avevo mai visto).
Il lato comico è evidente, l'anime è pieno di situazioni divertenti, dalle piu banali (spiare Seven mentre fa la doccia) alle più assurde (i ragazzi che si vestono da cameriere per gestire un ristorante) e questo rende piu godibile l'intera opera.

Detto questo, mi dispiace dire che l'opera è insufficiente per una singola cosa. Il finale è inaccettabile, sopratutto visto che non ci dovrebbe essere una seconda serie. Oltretutto, oltre ad essere fatto nel momento sbagliato, è fatto anche in un modo sbagliato. È una normale puntata che da metà accelera il ritmo per mettere tutto quello che normalmente sta in un'episodio finale. In pochi minuti si passa dal finale di una partita molto tesa a un mega riassuntone di tutto quello che è successo, con una semi "dichiarazione" di Seven (in perfetto stile "Touch") che ti lascia dentro solamente molte domande e un evidente senso di frustrazione. Oltretutto, dopo la "sigla finale", arriva il fischio d'inizio di una partita attesa per almeno una decina di puntate. Tutto ciò è inaccettabile, è un non finale che prende in giro chi per trentasette episodi ha seguito l'anime. Peccato perchè con un finale decente è un'anime che tranquillamente come voto puo arrivare all'otto ma che viene decisamente danneggiato da questa scelta.
Chiudo la recensione sperando (ma molto probabilemte è una speranza vana visto che l'anime è uscito nel 2012 e questa recensione è del 2015) che arrivi una seconda stagione che darebbe un senso ad il finale e chiuderebbe degnamente (si spera) un'anime che per molti episodi appassiona anche chi non impazzisce per il calcio.


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Nyx

Episodi visti: 37/37 --- Voto 6
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare dopo i primissimi episodi, Area No Kishi non è affatto un'opera particolarmente seriosa e profonda. Nonostante alcune premesse iniziali facciano tornare in mente le tristi vicende narrate in Touch (Prendi il mondo e vai) prendendo spunto con un'analogia di base che difficilmente può essere intesa come una semplice coincidenza, appare dunque chiaro che un qualche tipo d'ispirazione l'autore deve averla sicuramente sfruttata dalla celebre opera di Adachi. A parte questo particolare (tutt'altro che trascurabile) le similitudini tra le due opere sono praticamente nulle, tanto per cominciare qui si cambia sport e si scende in campo per prendere a calci un pallone, secondariamente il clima che si respira è di tutt'altro genere, le avventure del giovane Kakeru Aizawa e dei suoi amici e compagni di squadra saranno trattate principalmente in modo scanzonato e leggerino. Tante sono le gag di contorno, alcune piuttosto simpatiche, altre dei semplici "riempitivi" dei quali avrei fatto volentieri a meno.

A questo punto sembra davvero inevitabile il paragone con la più famosa saga calcistica di tutti i tempi e dovrebbe essere persino inutile specificare che stiamo parlando di Holly e Benji. Ovviamente si tratta di due opere concettualmente molto diverse, Area No Kishi rappresenta un calcio giocato più realistico ma non per questo più entusiasmante, neanche per idea! Holly e Benji sapeva trasportarti come nessun altro titolo calcistico è ancora riuscito minimamente ad emulare, pur non facendo certo del realismo la sua caratteristica principale, criticabile e risibile sotto decine di aspetti e pur tuttavia ancora il re incontrastato di questo genere.
Area No Kishi mette in evidenza tutti i suoi limiti maggiori proprio quando si scende in campo. Tanto per cominciare c'è meno calcio giocato di quanto sarebbe lecito aspettarsi, i protagonisti non sono altrettanto ben caratterizzati ma sono le azioni di gioco che rendono decisamente peggio. Ebbene si, nonostante una grafica contemporanea, quindi molto più dettagliata e ripulita, l'azione in campo non rende bene quanto si potrebbe sperare e di questo io accuserei principalmente una regia che non riesce ad enfatizzare a dovere ogni partita e le animazioni che, non di rado, appaiono mal realizzate con movimenti al limite del ridicolo, legnosi e innaturali. Siamo nell'anno 2012, viviamo un'epoca dove forse sin troppo spesso gli anime riescono a stupire più per la bellezza grafica e la fluidità delle animazioni che per l'originalità e la realizzazione delle storie, sotto questo punto di vista sembra veramente assurdo trovarsi dinnanzi un'opera con dei limiti grafici e dinamici così evidenti. Una mosca bianca, anzi, una pecora nera in questo caso. Non è comunque questa la ragione più evidente di una valutazione finale tutt'altro che eccellente, è solo parte dell'insieme dei limiti di quest'opera.

Il comparto audio può essere definito mediocre, la musichetta che accompagnerà quasi tutte le partite è sempre la medesima, inizialmente è gradevole, alla lunga stanca. Anche sotto questo punto di vista il caro vecchio Holly e Benji aveva una marcia in più con dei brani semplici ma che sapevano enfatizzare mille volte meglio le varie fasi di gioco.
La "perla" definitiva arriva dal finale... che non c'è!
E' una bruttissima abitudine di alcune serie di questi ultimi tempi realizzare una serie che si blocca a metà o addirittura sul più bello, come accade appunto in Area no Kishi e come accadde anche in Giant Killing (e tanti altri titoli). A questo punto lo spettatore deve armarsi di speranza e pazienza, la prima dettata dal desiderio di poter veder conclusa una serie mozzata a metà, la seconda perché l'eventuale seconda serie potrebbe arrivare tra un anno, due... o forse anche mai. E si convive con questa frustrante attesa e nel frattempo i ricordi di quel che si è visto piano piano si affievoliscono.


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npepataecozz

Episodi visti: 37/37 --- Voto 6
Sono passati diversi anni dall'ultima volta che ho deciso di vedere un anime dedicato al calcio: come molti, anch'io da bambino mi sono appassionato alle vicende di Holly e Benji; proprio la visione di quest'ultimo però, paradossalmente, è diventato un forte disincentivo a cominciarne altri per la sua evidentissima attitudine al "soprannaturale". Da anime di questo tipo, infatti, ormai ci si aspettano sempre giocate impossibili, partite interminabili e tutto quanto si è detto, nel bene e nel male, sull'opera di Yoichi Takahashi; credo, però, che Holly e Benji vada considerato come un fenomeno a parte, irripetibile e certamente da non imitare in quanto la disponibilità dello spettatore ad accettare nuovamente tutte le sue "stravaganze" non è più così alta come un tempo.
Area no Kishi, saggiamente, cambia decisamente impostazione e propone partite decisamente più normali: se si esclude un'eccessiva propensione a dribbling ripetuti e "improbabili" per il resto tutto quello che viene mostrato rientra nei canoni della normalità sportiva, sempre tenendo presente che si tratta di un'opera d'intrattenimento e che quindi banali zero a zero senza emozioni non sarebbero accettabili.
Suguru Aizawa è la giovane speranza della nazionale giapponese: per la sua bravura e per la sua posizione in campo (è un centrocampista avanzato) viene definito il "Re". Suo fratello Kakeru, invece, pur essendo innamorato anche lui del calcio, ha da tempo rinunciato ad ogni ambizione in quanto traumatizzato da un incidente avvenuto sul campo da gioco: in uno scontro provocò un brutto infortunio ad un suo compagno. Sarà, però, un altro tragico incidente ad invertire clamorosamente le parti: Suguru uscirà di scena e Kakeru si impegnerà a diventare il "cavaliere dell'area di rigore", ossia una punta capace di segnare tantissimi gol.
Accanto alle vicende dei "maschietti" vengono proposte anche le gesta sportive della nazionale femminile (in omaggio forse all'epica vittoria della "vera" nazionale ai mondiali del 2011). L'inserimento della componente femminile è graditissima ed offre diversi spunti per la creazione di piacevoli episodi extracalcistici per riempire i buchi fra una partita e l'altra; peccato, però, che questa possibilità per ora non è stata sfruttata al massimo.
Tornando agli aspetti più propriamente calcistici, l'autore sembra individuare nell'assenza di una punta alla "Pippo Inzaghi" il problema più urgente da risolvere per la nazionale di calcio giapponese (quella vera) e su questo costruisce la trama ipotizzando l'avvento di un potenziale avvoltoio dell'area di rigore nella figura di Kakeru. E nemmeno il soprannaturale poteva mancare, stavolta non incarnato da tiri impossibili quanto dalla convivenza dei due fratelli nello stesso corpo.
Il mio giudizio finale è un sei e mezzo che arrotondo a sei per il modo ridicolo in cui viene fatta terminare questa prima serie. Ho apprezzato questo ritorno ad una rappresentazione più normale del calcio; ma trentasette episodi sono decisamente tanti per un anime che in sostanza si sviluppa pochissimo nella sua parte sportiva senza essere troppo divertente nella sua componente slice of life. Comunque i presupposti per una seconda serie di grande spessore ci sono tutti.


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lena

Episodi visti: 37/37 --- Voto 8
Premetto che non sono affatto un'appassionata di calcio, ma il mio amore per lo sport, e soprattutto per gli anime sportivi, mi ha invogliato alla visione.
Tra tutti gli anime di questo genere devo ammettere che questo è stato uno dei più interessanti visti finora, infatti la trama non si concentra solo sulla parte sportiva, ma si dà spazio anche alla vita dei personaggi fuori dal campo da pallone, dando in questo modo una marcia in più a quello che potrebbe essere un anime incentrato sul gioco del calcio come ce ne sono molti altri.
L'anime è davvero molto ben fatto anche per quanto riguarda i disegni e le sigle di apertura a chiusura, lo consiglio vivamente anche a chi, come me, non è un fan di questo sport.


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MarcoR

Episodi visti: 37/37 --- Voto 6
Sono un appassionato di calcio e più in generale di anime sportivi, quindi mi sono concesso la visione di "Area no Kishi" nella speranza di trovare qualcosa che mi piacesse senza alcun dubbio. Purtroppo mi sbagliavo, non nel senso che l'anime è brutto, ma perché le mie aspettative sono state deluse. Non necessariamente questa è una cosa negativa per tutti e spiegherò il perché.

"Area no Kishi" significa "il cavaliere dell'area" e prima di iniziare la visione mi aspettavo il solito anime calcistico in cui, il protagonista in particolare, ma anche altri personaggi chiave, compiono acrobazie e supermosse durante le partite. "Area no Kishi" è invece un anime che cerca di rendere il più realistiche possibile le partite di calcio, con animazioni mai esagerate, azioni classiche e molto gioco di squadra. Sembra quasi che si voglia illustrare il gioco per spiegarlo e introdurlo a chi non lo conosce. Durante le partite viene coinvolta tutta la squadra, come nella realtà e nessuno riesce a spiccare più di tanto, nel senso che se un giocatore è in difficoltà non si mette a dribblare tutta la squadra avversaria, ma si limita a passare la palla seguendo le indicazioni del mister. Anche i fuoriclasse si comportano allo stesso modo. Una cosa che mi ha colpito è stato il fatto che il protagonista, Kakeru, pur essendo un buon giocatore che segna molto, non è il fenomeno della sua squadra, ma un giocatore alla pari degli altri.

Il rovescio della medaglia è che guardare "Area no Kishi" è come guardare una noiosa partita vera tra dilettanti, senza niente di eccezionale. La mancanza dell'eccesso si sente e pesa sull'intrattenimento. Il fatto che tutti i giocatori siano alla pari in ogni squadra crea un po' di confusione. Ho avuto difficoltà a seguire gli schemi della squadra protagonista, figuriamoci quelli delle avversarie. Abituato ad anime in cui la fase offensiva viene creata sempre dai soliti tre-quattro giocatori con il solito schema, questo rende difficile seguire l'azione e anche definire bene nella propria testa i ruoli dei giocatori. Io tendevo addirittura a confondere i compagni di squadra, a parte quelli con peculiarità più spiccate, come ad esempio colori dei capelli differenti dagli altri. Come se non bastasse la narrazione dell'ascesa della squadra è intervallata dalle partite della nazionale giapponese femminile, nella quale gioca Seven, amica di Kakeru, delle quali sinceramente non importava un accidenti e distoglievano l'attenzione dalla trama orizzontale.

La trama, appunto, segue le avventure di Kakeru, desideroso di tornare a giocare ad alti livelli dopo la scomparsa prematura del fratello maggiore Suguru, già campione affermato e militante in nazionale. In un incidente in cui sono coinvolti entrambi i fratelli, Suguru perde la vita e Kakeru, a rischio di morte, riceve per salvarsi il cuore del fratello. Animato dal fatto di aver ereditato il cuore del fratello sia materialmente sia simbolicamente, Kakeru migliora e l'anime segue l'ascesa della sua squadra nel torneo scolastico.

Purtroppo l'anime si conclude al fischio d'inizio della finale del torneo contro la Yoin, scena già utilizzata in passato in altri anime sportivi, lasciando un po' di amaro in bocca. Per le motivazioni elencate sopra, non mi sento di consigliare quest'anime, che merita la sufficienza piena, ma non di più.

Utente10093

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Utente10093

Episodi visti: 37/37 --- Voto 9
Essendo un appassionato di calcio, di certo non potevo farmi sfuggire quest'anime, che ha saputo mantenere intatte fino alla fine le mie impressioni, e cioè quelle di un anime dalla pregevole fattura.
Riassumendo in breve la storia principale, la serie gira intorno a Kakeru Aizawa fratello di Suguru Aizawa, abile e promettente calciatore, selezionato per rappresentare la nazionale giapponese under 15. Kakeru è un grande ammiratore di suo fratello maggiore, ma vedendo la differenza tra lui e Suguru, decide di lasciare il calcio, dedicandosi al solo "lavoro" di manager. Tuttavia Suguru crede fermamente nel talento nascosto presente in Kakeru, e cerca di convincerlo a tornare a giocare a calcio. Quando le cose sembravano andare nel verso giusto, un tragico avvenimento cambierà tragicamente il destino di questi due ragazzi.

Trovo che "Area no Kishi" ("Il cavaliere dell'area") sia un anime davvero meritevole, che riesce a mescolare perfettamente momenti drammatici e momenti divertenti, e non risulta mai pesante o noioso agli occhi dello spettatore.
Di solito da una serie di calcio chiunque si sarebbe aspettato di vedere il solito anime per bambini, in cui si svolgono partite inverosimili, con gol impossibili e calciatori che fanno delle "super mosse" per segnare un gol. Beh, "Area no Kishi" è un anime totalmente diverso, in cui si svolgono partite di calcio che cercano di rispecchiare il più possibile la realtà, anche se la cosa non è affatto facile, infatti non sono mancate imprecisioni o cose alquanto "irreali". Per esempio il tempo in cui i giocatori corrono palla al piede in campo è un po' esagerato, senza contare che poi fanno ragionamenti lunghi e complicati mentre stanno scartando un avversario. Ma naturalmente non mi aspettavo che si svolgessero partite identiche a quelle reali.
Mi dispiace però per il finale, dato che la serie si interrompe sul più bello; quindi spero vivamente di assistere presto a una seconda serie.

Passando al lato tecnico, il disegno è caratterizzato da un ottimo tratto pulito e dettagliato; anche l'animazione è di ottima fattura, ma risulta meno gradevole soprattutto durante lo svolgimento delle frequenti partite.
Ottime sono anche l'opening e l'ending.
In conclusione do ad "Area no Kishi" un meritato nove, non il massimo date alcune imprecisioni citate anche in precedenza. Perciò consiglio la visione di questa serie a tutti, senza nessuna esclusione.


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kaitokid

Episodi visti: 29/37 --- Voto 7
"Dei bambini che giocano a pallone, quando mai li hai visti in televisione?" recita il testo di una canzone. Infatti una serie sul calcio non è esattamente una novità, ma, se si aggiungono degli elementi che semplicemente uno non si aspetterebbe mai da un anime sportivo, magari il tasto dolente della trama trita e ritrita può anche essere ignorabile.
Questo è il caso di "Area no Kishi". Devo dire che ho trovato piuttosto interessante l'idea di partenza, ma proprio perché mi è piaciuta sconsiglio questa serie a tutti coloro che praticano, o amano, questo sport, poiché la trama sarebbe troppo inverosimile.
Simpatica la opening, che ritroviamo anche nei momenti clou delle puntate come una semplice OST. L'unica nota negativa è l'animazione: il modo in cui i personaggi si muovono all'interno degli ambienti mi ha urtato fin dai primi minuti e per questo ci perde un po', ma tutto sommato è una serie godibile e scorrevole. Voto: 7.