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Swordman

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Consuetudine, ormai fissata da diversi anni, della scena cinematografica giapponese è quella di avere ogni anno in autunno l'uscita al cinema dell'annuale film dedicato alla serie delle Pretty Cure in programmazione. Un rito a cui non si è sottratta neanche la sesta serie della saga, che in più ne ha inaugurato il raddoppio con l'avvio del filone dei film All Stars, con la pellicola arrivata anche in Italia come Fresh Pretty Cure e il regno dei giocattoli.

In quest'avventura, Love, Miki, Inori e Setsuna devono vedersela con il vendicativo Tomajin, che vuole rifarsi dei bambini colpevoli di gettare via i giocattoli non più usati facendo sparire questi ultimi dalla faccia della Terra. Per risolvere la situazione, le quattro ragazze si recano appunto nel Regno dei giocattoli seguendo Usapyon, lo spirito di un vecchio peluche di Love.
Volendo lasciare da parte l'analisi tecnica del film, che poi è, come di solito accade, derivato dalla serie televisiva e quindi realizzato con una buona fattura, è meglio entrare direttamente nel merito con le impressioni che lascia.
Se da un lato infatti, Fresh Pretty Cure era una serie che per novità e spunti portava effettivamente una certa "freschezza", dall'altro il film si rivela piuttosto stantio e si limita a percorrere la strada tracciata dai suoi predecessori. Lo fa, tra l'altro, senza aggiungere nulla di nuovo su storia e personaggi, risultando sbrigativo oltremodo e poco incisivo.

Quasi tutto il film è incentrato su Love (sua è anche la parte della sfida di arti marziali, l'unica abbastanza godibile del film), con poco spazio per le altre. Di poco peso anche il cattivo di turno, che alla fine fa solo la figura del bambinello capriccioso.
Ci saranno pure le attenuanti del caso, prima fra tutte quella che si tratta di un film che si rivolge ai giovanissimi, subito seguita dalla breve durata del film, ma qui il tutto è anche troppo convenzionale e lineare nello svolgimento. E mettiamoci anche il tempo perso per le classiche "Miracle Lights" (altro tormentone...) e per una buona dose di sequenze riciclate, ed ecco che la colpa diventa dolo.
Tra i film delle Pretty Cure se ne potranno trovare di peggiori solo tra quelli che si faranno in futuro, questo si guadagna di diritto l'ultimo posto. Peccato, perché Fresh come serie si meritava un film alla sua altezza.


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Kotaro

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Sembra quasi ormai matematico, per le grandi saghe animate della Toei Animation, visti i numerosi precedenti, pensare che più una serie tv sia bella, più il film cinematografico da essa tratta non abbia lo stesso fascino. "Omocha no kuni wa himitsu ga ippai" ("Il paese dei giocattoli ha molti segreti"), il lungometraggio tratto da "Fresh Pretty Cure", sesta incarnazione della fortunata serie majokko trasmessa fra il 2009 e il 2010, sembra ancora una volta confermare questa ipotesi.

"Fresh Pretty Cure", la serie da cui è tratto, era decisamente molto bella e significativa, ma il lungometraggio in sé, invece, non è nulla di speciale.
L'espediente narrativo dei giocattoli senzienti che vogliono vendicarsi sugli umani perché questi, una volta cresciuti, li abbandonano, è vecchio e scontato e, dal momento che la trama del film si basa su questo, risulta essere poco interessante e priva della profondità che avevano le storie dei precedenti lungometraggi delle Pretty Cure. Questo si riflette anche nel cattivo, Toymajin, che è molto imponente, d'impatto e ben doppiato, ma scarseggia in profondità caratteriale, viste le sue motivazioni un po' banali.

Nonostante un punto di partenza piuttosto scontato, la storia si sviluppa comunque in maniera carina, presentando diversi passaggi simpatici, come le varie battaglie che le guerriere devono affrontare ognuna per conto proprio (Love/Cure Peach e il suo incontro di arti marziali contro un bambolotto di Bruce Lee, Miki/Cure Berry e le sue "guerre stellari", Inori/Cure Pine e il suo gioco di ruolo fantasy e Setsuna/Cure Passion e il suo match di scacchi senzienti in stile "La grande avventura di Dai") o la presenza di un'ambientazione fiabesca ricca di personaggi interessanti e simpatici.
Manca, però, l'aria epica/apocalittica che avevano le battaglie finali dei precedenti film e la risoluzione dello scontro con Toymajin appare piuttosto scontata, per quanto impeccabile a livello cinematografico e di sicuro impatto sui piccoli spettatori, poiché ricalcata sulle battaglie dei film passati e priva d'intensità per via delle banali motivazioni che sorreggono sia il cattivo sia l'eroina.

Ottimo, di rimando, il comparto tecnico, che mantiene la stessa grafica della serie televisiva e la stessa bella colonna sonora. Sarà dunque un piacere ritrovare le splendide, graficamente e musicalmente, sequenze delle trasformazioni e degli attacchi viste nella serie tv.
Allo stesso modo, identico e ugualmente buono è il doppiaggio dei personaggi della serie, mentre, come di consueto per i film della saga, grandi nomi come quelli di Banjou Ginga, Chika Sakamoto, Kozo Shioya e Hiromi Tsuru sono stati chiamati a dare voce ai nuovi buoni e cattivi introdotti nel lungometraggio.
A livello cinematografico, il film probabilmente dovrà essere stato molto coinvolgente, grazie all'azzeccato ritorno del meccanismo delle Miracle Heart Lights, ormai presente in tutti i film della saga, e relativo siparietto divertente all'inizio del film con le spiegazioni del loro utilizzo, questa volta affidato a Tarte, Chiffon e al mitico Kaoru.

Quello tratto da "Fresh Pretty Cure" è un film carino e nulla più, che non rende giustizia alla profondità della relativa serie televisiva. Si poteva fare di più, magari rinunciando al classico mondo parallelo e ambientando il film nel mondo umano, in modo da dare spazio ai molti comprimari che hanno fatto la fortuna della serie tv.
Tutto sommato, nonostante la banalità della storia, rimane però una visione piacevole e disimpegnata grazie anche alla gran simpatia dei personaggi originari.
Per chi lo vide al cinema, sicuramente, sarà stata una bella esperienza. Da guardare in tv, invece, rimane solo un gradevole passatempo, da guardare come ultimo regalo se si è apprezzata la serie su cui è basato.