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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Vividred Operation" è una serie della stagione invernale 2013 composto da dodici episodi; la storia è ambientata in un mondo futuro dove la scienza e la tecnica hanno migliorato di molto la vita delle persone grazie all'invenzione dell'Expression Engine. Protagonista è Akane Isshiki, una ragazza di quattordici anni che vive assieme alla sorella minore e al nonno, il professor Kenjirou Isshiki nonché inventore del motore di materializzazione che ha permesso la produzione infinita di energia. La protagonista insieme alle tre amiche si impegnerà a combattere per difendere la Terra dalla minaccia degli Alone, creature in grado di viaggiare attraverso il tempo, grazie a una tuta da battaglia che le dona straordinarie capacità.

La trama è molto semplice e procede in modo lineare e prevedibile, ma nonostante questo riesce a coinvolgere lo spettatore, partendo in modo veloce sin dal primo episodio e suscitando curiosità. I personaggi sono vivaci e trasmettono allegria, soprattutto la protagonista che col suo modo di fare positivo e altruista riesce sempre a strappare un sorriso.
La grafica è ben curata, in particolar modo le scene di azione e combattimento sono rese al meglio da un ottimo lavoro della regia; molto avvincenti sono anche le colonne sonore, che si sposano bene con l'atmosfera d'azione e adrenalinica che si viene a creare. Gli ultimi due episodi sono più interessanti e coinvolgenti degli altri e mostrano un bel finale, che nonostante la leggerezza della serie tratta in modo carino la tematica dell'amicizia (ormai non è più così scontato che ci siano argomenti di riflessione all'interno di una serie, soprattutto se di sole dodici puntate).

In conclusione, un anime divertente e allegro da guardare con spensieratezza, senza troppe pretese, che risulta scorrevole e veloce da guardare, senza scene o punti morti che rischiano di annoiare lo spettatore.


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Swordman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Dopo tanto aver sentito parlare di Strike Witches, visto che capitava l'occasione, ho deciso di visionare Vividred Operation, che del primo manteneva buona parte dello staff, in particolare il regista e character designer Kazuhiro Takamura.
Il soggetto dell'opera è abbastanza ricorrente per le produzioni nipponiche e non, anche se in modo più generale, vale a dire un gruppetto di ragazzine, in questo caso super equipaggiate, che deve difendere la Terra da misteriosi invasori che si susseguono uno dopo l'altro. Per certi versi sembra di stare in un vecchio anime di super robot degli anni '70 e '80, ma, per altri versi, anche in una specie di "majokko ancora più sentai" di un qualsivoglia Pretty Cure. Sviluppare in modo normale un progetto seguendo le tracce di due filoni solidi come questi potrebbe, dunque, essere fin troppo convenzionale e dare pochi stimoli.

Il regista e i suoi compari hanno dunque deciso di intraprendere la strada della "grande abbuffata", facendo di Vividred Operation l'occasione per chiamare in causa molto di ciò che abbiamo visto negli anime in questi ultimi, ma non ultimi anni. È un richiamo che passa sicuramente per la citazione, ma che spesso finisce dalle parti della parodia non dichiarata, ma mostrata di fatto.
Come non pensare infatti ai vecchi anime di mecha se vediamo un vegliardo scienziato un po' pazzo che prepara armamenti e dispositivi per affrontare l'avvento dei nemici che aveva previsto (in realtà era stato il loro "burattinaio" a dirglielo), e poi non vederlo "trollato" quando la mente del vegliardo finisce dentro un animaletto di pezza? E saranno poi la sua nipotina Akane, assieme ad altre tre amiche, con indosso una potenziante tenuta da majorette (ma con tanto di trasformazione) a dover affrontare i mega mostri nemici che attaccano (rigorosamente uno alla volta, e difatti si chiamano "Alone"...). Basta andare poco oltre la prima puntata che c'è già un sacco di roba: combattimenti aerei, delle loli che sollevano di peso dei caccia, fusioni (anzi "agganciamenti"), tanto moe, amicizia, un po' di yuri e, tanto per non farsi mancare nulla, in più di un episodio sembra di stare in Evangelion.

Un comparto tecnico abbastanza nella norma si accompagna a delle musiche per lo meno vivaci, ma anche a una computer grafica non certamente all'ultimo grido. Ma il nostro regista, che non per nulla viene da Strike Witches, saprà ben superare questi ostacoli e, con una direzione ben studiata e delle inquadrature visionarie, saprà mostrare allo spettatore ogni scena (ma l'albeggiare del sole in particolare) da insospettabili punti di vista.

Ma stiamo divagando... Vividred Operation è, in finale, un anime carino e vivace, ma quasi nulla di più. Troppa carne al fuoco con cui gli autori giocano quanto vogliono, ma che alla fine resta appena cotta solo in superficie; e non pare essere una attenuate l'aver disposto il tutto nei classici dodici episodi della singola stagione. Magari i personaggi potevano essere sviluppati un po' di più, ma non si può stimare che margini possa avere un titolo dove lo scienziato semi-pazzo finisce dentro al corpo di un peluche.
L'appassionato sorride e magari apprezza, ma magari poi trova un dettaglio (o più di uno) che non lo convince. Una di queste cose può essere la faccenda delle fusioni, che alla fine ci offrono una gamma bassina di combinazioni; deludente poi l'agganciamento finale, nonostante poi la battaglia conclusiva sia ben gradevole.
Insomma, una produzione "vivida" ma estemporanea, da consumare con frugalità.


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Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Questo anime mi ha parzialmente illuso, non credevo che fosse una sorta di genere "maghette" futuristico, pensavo fosse tutt'altra cosa. E, ovviamente, le mie aspettative erano ben altre e su più alti livelli. Ciononostante ho avuto la caparbietà di concluderlo, e, alla fine, nonostante non fosse ciò che credevo, non mi ha deluso completamente.
"Vividred Operation" è un anime della stagione invernale 2013 composto da dodici episodi. Protagoniste sono quattro "pseudo ragazze magiche" (dal momento che la natura dei loro poteri non è propriamente magica), la cui missione è proteggere la fonte energetica mondiale da creature interdimensionali denominate "Alone".

Trama: tramite la costruzione del Jigen Engine (o motore etereo, ideato dallo scienziato Kenjirō Isshiki), l'umanità sembra aver risolto uno dei problemi più importanti, ossia l'approvvigionamento energetico. Tramite un unico, gigantesco generatore presente nell'isola di Izu Ōshima, l'umanità sembra aver trovato la pace energetica. Tutto questo non è gradito ad alcuni esseri interdimensionali, gli Alone, i quali si manifestano in prossimità del gigantesco reattore per distruggerlo e riportare l'umanità alla crisi energetica. Il dottor Isshiki, prevedendo l'attacco di queste creature, sviluppò una contromisura, il "Vivid System", facendo sì che sua nipote Akane e l'amica Aoi acquisissero dei poteri speciali e fossero in grado di sconfiggere i temuti Alone. Nel corso della serie si uniranno altre comprimarie e si comprenderà perché gli Alone vogliano distruggere il Jigen Engine.

Grafica: il comparto grafico è all'altezza del 2013. Ottime ambientazioni (soprattutto quelle in mare aperto), animazioni fluide e frenetiche, character design accettabile (a parte gli stivali in stile "Iron Man", i costumi non convincono, soprattutto per i cappelli; molto bella l'idea delle fusioni delle protagoniste), unit design ottimo (i mezzi militari sono resi alla perfezione, sforando nell'iper-dettaglio), alien design piacevole e interessante.

Sonoro: il comparto sonoro è accettabile. Opening ed ending sono orecchiabili, OST carina, belli gli effetti sonori. Doppiaggio accettabile, anche se onestamente non mi ha entusiasmato.

Personaggi: i personaggi non convincono per via della scelta iniziale. Il destino dell'umanità è affidato a quattro ragazzine delle elementari e a un nonno pupazzo. Wow... non si poteva optare per scelte meno discutibili? La loro caratterizzazione è sostanzialmente ben fatta, ma limitata dalla loro età e da un'impostazione un po' stereotipata delle loro personalità.

Sceneggiatura: probabilmente il lato peggiore dell'intera serie. Se l'idea di utilizzare delle ragazzine delle elementari non fosse stato il massimo della vita, il fatto di creare del fanservice su di loro ha dello stucchevole; purtroppo lo spettatore sarà invaso da una sfilza di inquadrature focalizzate sulle mutan... pardon, sui "pantaloncini" aderenti di queste povere fanciulle, oltre che ad altre inquadrature sulle loro grazie acerbe, il che penalizza fortemente la qualità complessiva dell'opera, oltre che a bollarla come di cattivo gusto. La gestione temporale è nella norma, con qualche flashback presente per chiarificare qualche parte oscura. I dialoghi sono accettabili, anche se non possono esserci delle perle di saggezza dette da bambine delle elementari.

Finale: decisamente valido. Gli ultimi due episodi sono più interessanti e coinvolgenti degli altri e mostrano un bel finale. Ottimo come stand alone e come preambolo per un'eventuale seconda serie. Il finale è chiarificatore e non lascia nulla in sospeso. Grazie al finale la serie si rivaluta.

In sintesi, "Vividred Operation" è fondamentalmente una 'tamarrata' piena di cadute di stile e sostanzialmente non vincente a livello di ideazione. Riconosco tuttavia che ha dei pregi (grafica all'altezza, ottima resa dei mezzi militari, alcune idee carine e originali, episodi finali validi e interessanti) e finisce meglio rispetto alle mie aspettative. Consigliato agli amanti del trash e delle maghette "alternative".


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Haru glory

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Attenzione: la recensione contiene lievi spoiler

Nell'inverno 2013, dopo aver finalmente terminato le "Strike Witches", Kazuhiro Takamura torna a dirigere un nuovo anime; ad animare una sua serie dopo Gonzo e AIC spetta ad A-1 Pictures, che lo fa dando vita a "Vividred Operation".
La trama si svolge in un futuro non lontano, in cui a provvedere all'intero fabbisogno energetico mondiale ci pensa un unico generatore situato sull'isola di "Izu Oshima", luogo che farà da sfondo all'intera storia; questo reattore è stato progettato dal grande scienziato Kenjirou Isshiki, che vive con la sua nipotina Akane, la quale sarà la nostra protagonista. La famiglia conduce una vita tranquilla fino a quando degli esseri di provenienza sconosciuta non cominciano ad attaccare il generatore con l'intenzione di distruggerlo; quando le varie forze militari falliranno nell'impresa di difenderlo, toccherà al suo creatore cercare un modo per proteggerlo e a quel punto affiderà alla nipote il Vivid system, attraverso il quale viene dotata di una "Pallet Suit" (tuta a metà tra quella di "airon man" e un completino da parata), che la trasformerà in una eroina. Con il tempo coinvolgerà poi le sue amiche, vecchie e nuove, che la aiuteranno nell'impresa.

In questo anime hanno un ruolo fondamentale le riuscitissime coprotagoniste, che meritano quindi uno sguardo approfondito: la prima è Aoi, una ragazzina con problemi di salute, che da piccola, per curarsi, va sull'isola dove incontra Akane, che diventa la sua migliore amica d'infanzia; la seconda è la sportiva capoclasse Wakaba, dal comportamento 'tsundereggiante', che, dopo una iniziale rivalità, si unisce alla causa della giovane Isshiki; ultima, ma non meno simpatica, la pucciosa nerd Himawari (questa hikikomori frequenta la classe delle altre attraverso un robot, ma, quando questo viene rotto, viene convinta dalle amiche a uscire nuovamente di casa dopo i traumi che aveva subito). Menzione a parte per la misteriosa Kuroki, che viene mostrata avere a che fare con gli 'alone'; solo nelle ultime puntate verrà svelata la sua vera identità e il suo collegamento agli esseri alieni.

Senza spoilerare ulteriormente inutilmente vorrei fare capire a tutti il pregio più grande di questa serie, cioè che non si prende sul serio; voglio farvi degli esempi di cosa offre questa serie: fusioni stile "Digimon", bici volanti, orti di pomodori, ragazzine che prendono al volo un caccia, martelli che, in confronto, quello di "Thor" è un battibistecca, un cameo di "Wall-e", trasformazioni alla "Sailor Moon", cetrioli e maionese, viaggi interdimensionali, corvi parlanti, ma, più di ogni cosa, gli onnipresenti primi piani su minorenni in mutande.
Dovessi trovare dei difetti, la strutturazione di alcuni episodi è troppo simile, le animazioni sembrano spesso tirate via e, infine, se siete maschi over venti come me, potreste provare un certo senso di "pedofilia", ma niente di grave, sia chiaro.

Una serie che consiglio agli appassionati del genere, che cerchino qualcosa in più, perché, oltre alle "pantsu", il finale di questo anime mostra come l'amicizia possa essere un legame che supera i limiti della ragione e della fisica.