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dawnraptor

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7,5
“Onkyou Seimeitai Noiseman” è un corto di circa quindici minuti già abbastanza vecchiotto, risalendo all’ormai lontano 1997. Ciononostante ha conservato una freschezza invidiabile, in termini di immagini, animazioni e colonna sonora.

Narra la storia di uno strano essere fatto crescere in laboratorio a partire da un seme di rumore, un suono che prende il sopravvento sullo scienziato che l’ha creato e poi su tutta la città e i suoi abitanti. Vediamo praticamente solo ragazzi che, dopo aver subito una specie di lavaggio del cervello, sfrecciano su strani apparecchi volanti attraverso una città che sembra formata da un’infinita distesa di grattacieli di baracche, inseguendo i ribelli che sono stati scissi nei loro due componenti: un cristallo e un fantasma. Un ragazzo e una ragazza guideranno la rivolta contro questo essere fra inseguimenti incalzanti e rocamboleschi al ritmo di una musica incalzante. Scontato il finale.
Non c’è un attimo di respiro, tutto si affastella a velocità folle e la musica di sottofondo contribuisce a dare una sensazione di urgenza che tiene lo spettatore incollato.

Non si comprende bene se il tutto sia solo un nonsense o se abbia un significato nascosto. Tuttavia il dualismo musica/corpo ben si presta a interpretazioni personali. Il testo dell’ending “Trees Make Seeds” suggerisce che possa esserci un sottotesto da esplorare. L’inquietante canzone, che già instilla una vena di apprensione al solo ascolto dei suoni, si rivela essere la sorella oscura di “Ci vuole un fiore” (Sergio Endrigo) di buona memoria. Là dove la nostra diceva “Per fare tutto ci vuole un fiore”, qui si parla in modo piuttosto semplice e diretto di catena alimentare. La voce infantile sui suoni discordanti fa il resto.
Un lavoro in definitiva apprezzabile, che ben ha saputo sopportare l’invecchiamento.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Ecco un corto davvero peculiare, sempre prodotto dallo Studio 4°C e da Koji Morimoto.
Anche qui la musica fa da padrona: questa volta però viene abbandonata quella aulica di Tobira o Akete, per tornare sulla scia di The Eternal Family, ossia musica elettronica incalzante e tambureggiante.
Questa storia, di circa 15 minuti, è piuttosto fantasiosa: narra di un essere rumoroso creato da uno scienziato tramite dei "semi del rumore" che, dopo essersi "ribellato" al creatore, riesce ad assoggettare la sua città, prendendone il dominio e addestrando i cittadini come propri militi. Tutti i rivoltosi vengono scissi in un cristallo, che credo rappresenti il corpo, la parte materiale dell'essere, e in una sorta di anima. Di fatti c'è un punto in cui un'anima si riunisce parzialmente al proprio cristallo, ma dal momento che l'ibridazione non è totale, si produce un corpo dall'aspetto lobotomizzato.
Più che altro i 15 minuti sono pregni di azione, dal momento che ci si ritrova bene o male in medias res, e sono proprio le fughe e gli scontri a essere ben accompagnati dalla musica elettronica. Spicca il brano finale, che è abbastanza angosciante. D'altronde ha partecipato Yoko Kanno.


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Franzelion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Uno, due, tra, quattro, cinque Sbatapam, Bapum, Katrash!
Direi che in queste disordinate parole potrebbe benissimo essere riassunto <i>Onkyou Seimeitai Noiseman</i>, corto tanto sconclusionato quanto accattivante e divertente da seguire. Della trama si capisce poco e niente - magari ad una seconda visione si ha un'idea più chiara -, ricordo solo che viene creato un "suono" in un laboratorio, e questo esperimento è totalmente incontrollabile, spiazza a destra e sinistra incasinando e distruggendo tutto, sarà compito dei due protagonisti, un ragazzo e una ragazza, riportare una fattispecie di ordine.

Il ritmo narrativo è quanto di più straripante e convulso si possa immaginare, praticamente non si fa in tempo a capire cosa sta succedendo che già gli avvenimenti procedono avanti, insomma l'anime scorre quasi più velocemente del nostro pensiero. Altrettanto frenetica è la colonna sonora, ritmata molto bene, che accompagna grandiosamente ogni scena assurda che ci si pone difronte.
Tecnicamente, fra animazioni e CG, il corto raggiunge livelli incredibili, dandoci prova di cosa si è capaci di fare con un po' (e serio) impegno; anche il character design l'ho trovato indovinato e succulento.

Per concludere, si tratta della "classica" sana dose di non-sense che non fa mai male, da vedere per rilassarsi e magari anche sfogarsi un po'. Ma siamo sicuri che è tutto un groviglio di roba senza senso? Perché l'ending fa immaginare che dietro a tutto questo si celi una qualche sorta di significato nascosto, magari rintracciabile a diverse visioni più attente e approfondite, ma forse (ipotesi più probabile) inesistente e basta, sta a voi deciderlo.

Utente5795

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Utente5795

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Dal travolgente Studio 4°C e dal regista Koji Morimoto, un quarto d'ora di azione visionaria venata di poesia, che farà la gioia di chi apprezza la recente generazione di anime "impazziti" e ferocemente sperimentali, di cui proprio lo staff 4°C è uno dei principali fautori. Nonostante la sua breve durata, che purtroppo ha costretto gli autori a condensare il nocciolo in pochi minuti, senza avvenimenti di contorno e in maniera assai spedita, <i>Onkyou Seimeitai Noiseman</i> possiede una buona trama e delizia gli occhi dello spettatore con una contaminazione visiva che mescola numerose influenze, come kawaii, espressionismo e surrealismo, in maniera magistrale e completa.

Del resto, cosa ci si sarebbe potuti aspettare dai creatori di <i>Mind Game</i> se non qualcosa che rappresentasse contemporaneamente il proseguo e la differenziazione dell'estetica della japanimation? Ad esempio, il character design, come nella tradizione degli anime, è schematico, senza fronzoli, ma si tinge di un dinamismo ed una plasticità unici, che rende i personaggi macchie di colore fluttuanti, costantemente soggetti a dilatazioni e metamorfosi, in un divenire incessante. Stesso discorso può essere fatto per i mecha, sotto certi aspetti ispirati ai bizzarri macchinari che si possono ammirare nei cartoon americani, ma sempre filtrati attraverso una sensibilità personale e cangiante.

Il filmato prevede inoltre un utilizzo massivo della CG, che si rivela essenziale per far risaltare gli splendidi fondali, nonché perfettamente adeguata a supportare la particolarissima regia di questo esperimento. Come ho detto prima, a livello di trama e di contenuti non c'è molto, ma gli spunti di riflessioni non mancano: per esempio, i cristalli musicali e i fantasmini che i Noisemen creano dalla scissione delle persone da loro schiavizzate, possono essere facilmente ricondotti a due aspetti della natura dell'uomo, la musica come razionalità, potenza ordinatrice che deve riuscire a mettere a posto le vibrazioni tormentate ma non meno veritiere dei rumorosi fantasmi che abbiamo dentro, cose che una macchina priva di emozioni non può comprendere e che quindi tenta di distruggere.

Una piccola perla, ideale per chi vuole comprendere quanto le tecniche d'animazione possano spingersi avanti e chi desidera inseguimenti mozzafiato e un po' di sano progressismo. Per una volta, alla faccia dei nostalgici!