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AkiraSakura

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Cosa dire su "Ashita no Joe", alias "Joe del domani"? Che senza dubbio è uno dei migliori anime di sempre e che ancora adesso, per la maturità dei temi trattati e per il contesto storico in cui è uscito, riesce a stupire. Infatti Joe Yabuki è un'orfano, un disadattato, un ragazzo solo e abbandonato a sé stesso, che vaga nei sobborghi della periferia di una Tokyo appena uscita dalla seconda guerra mondiale. Il decadimento sociale e urbano del dopoguerra è reso benissimo dalle atmosfere cupe, dall'assenza di luce e dallo sguardo pieno d'odio del protagonista, che riversa la sua rabbia verso tutto e verso tutti attraverso una violenza e una cattiveria inaudite.

Nel suo continuo errare senza meta, Joe incontra un vecchio pugile fallito, che vive come un barbone e spende tutti i suoi soldi in alcoolici. Tale ex-pugile, il cui nome è Danpei, riconosce subito il talento del giovane vagabondo, e vuole allenarlo per farne un campione. Tuttavia, inizialmente, Joe rifiuterà la proposta molte volte, arrivando persino a picchiare il vecchio. Durante uno dei suoi comportamenti spregevoli, Joe verrà catturato dalla polizia, e finirà in riformatorio. Il suo atteggiamento nei confronti di Danpei cambierà solamente dopo l'incontro con Toro Ricky, carismatico campione dei pesi Welter, conosciuto in riformatorio durante una tentata evasione in groppa a dei porci. Joe e Ricky, tra cui nascerà una spiccata rivalità, si affronteranno in un epico match, in un torneo organizzato apposta per i carcerati. A questo punto Joe vorrà imparare seriamente la boxe per sconfiggere, in un vero incontro, il suo nuovo amico-rivale, Ricky, che all'inizio verrà visto solamente come un muro da buttare giù. Successivamente questo personaggio acquisterà un ruolo più importante per Joe, diventando oggetto di rispetto e, allo stesso tempo, di invidia.

E' inutile dire che Joe non ne azzeccherà mai una e, molto diversamente dagli eroi del suo periodo, farà sempre le scelte meno opportune. Un esempio è il suo rapporto con la Shiraki che, anziché evolversi in amore, sfocerà spesso e volentieri nella violenza, sia fisica che verbale. Joe è quindi uno dei primi antieroi della storia dell'animazione giapponese, e rimarrà sempre fedele al suo istinto animale e al suo odio profondo verso il prossimo, senza mai redimersi.

Peccato che la serie animata copra solo metà manga. Il vero finale della storia è contenuto nel film "Rocky Joe: l'ultimo round", curato dallo stesso autore del manga, Tetsuya Chiba. Sconsiglio assolutamente la visione della seconda serie di "Rocky Joe", in quanto è piena di censure, grazie ovviamente alla Mediaset, che si fa sempre riconoscere.
Questa serie è molto avanti per i suoi tempi, ed è quindi una tappa obbligata per tutte le generazioni, anche se ormai i disegni sono un po' datati.
"Joe del domani" si rialzerà sempre, nonostante abbia versato litri di lacrime e sangue: egli
rappresenta la speranza di un intero popolo umiliato e ferito, messo in ginocchio dalle atrocità della guerra.


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Stax

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Chi non conosce l'anime più famoso degli anni 70-80 insieme all'Uomo Tigre? Beh, sinceramente credo pochi.
Questo anime per me è il migliore che sia mai stato fatto, come nel manga nel cartone è presente tutto, la voglia di rivincita, la voglia di rialzarsi anche se si ha toccato il fondo, la voglia di vivere, Rocky Joe è tutto questo, non credo che questo anime abbia bisogno di una recensione lunga ed accurata, per capire veramente il messaggio bisogna guardarlo e a chi non piace non credo proprio sia un amante degli anime, alla fine che importa se la grafica non è spettacolare? Quello che importa è la trama, il messaggio.
I messaggio dell'anime "Rocky Joe" è appunto la voglia di "rivincita", e quale sport rappresenterebbe al meglio questa "emozione"? Ovviamente la boxe, uno sport in cui i migliori provengono appunto da baracche o comunque posti malfamati e Joe, il protagonista, abita appunto in uno di questi posti, più precisamente nella zona più povera della città insieme a degli orfanelli. La storia è curata in ogni minimo dettaglio, i caratteri dei personaggi sono molto dettagliati e ogni puntata ti emoziona.
La storia principalmente parla di questo giovane ragazzo, Joe, che una volta incontrato Danpei, il suo futuro maestro (che in precedenza era povero ed alcolista), inizia ad allenarsi per diventare un campione di boxe e, durante la sua avventura dovrà affrontare miriadi di boxer proprio come lui, dai più antipatici e strafottenti, ai più tenaci e coraggiosi, e Joe, supportato anche dagli amici, tenterà la scalata alla vetta per uscire anche dalla situazione in cui è e cercherà appunto di riscattarsi insieme al suo maestro.

Per finire posso dire che questo anime vi commuoverà e vi farà esaltare come nessun altro cartone ha mai fatto e, se siete giovani non fatevi ingannare dall'anno di produzione dell'anime (1970-1980), la grafica non importa così tanto (comunque è migliore di quella dell'Uomo Tigre), questo anime va assolutamente guardato almeno una volta nella vita. Epico.

tetsuro90

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tetsuro90

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Questo è IL cartone giapponese, e forse l'unico che incarna veramente il dolore e le speranze di un intero popolo perdente nel dopoguerra. Questo è anche forse l'unico cartone VERO, ovvero che rispecchia la realtà come realmente si presenta, ovvero carica di povertà, rabbia, violenza, desiderio di riscatto dalla propria misera condizione sociale. Joe del domani è un disadattato, orfano, approfittatore senza nulla da perdere che, in seguito ad un incontro fortunato, ma non facile, con l'ubriacone ex pugile fallito ed allenatore Dampei Tange, riuscirà, a prezzi molto alti e sputando sangue e autodistruggendosi lentamente, a simboleggiare la speranza di rivalsa di un intero ghetto, ma se vogliamo anche di un intero popolo.
L'epico finale rimarrà impresso come un segno indelebile nello spettatore, con il suo significato simbolico ed immortale.
I personaggi sono così veri, caratterizzati, credibili nelle loro paure e nella loro rabbia, nei sentimenti di amore e odio (il rapporto fra Joe e la Shiraki) che sembra più di vedere un film. Se hanno dato l'oscar a Million Dollar Baby di Eastwood, uscito molto tempo dopo, a questo dovrebbero dare il nobel.
Tuttavia l'unica pecca è che nell'edizione italiana l'unico modo per gustarsi il finale originale è il bellissimo secondo film, il cui titolo è uno spoiler e quindi non cito.


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hijikataspecial

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Ashita no Joe, famoso in Italia come Rocky Joe è stato per me il più bel anime mai visto. La serie è divisa in due: la prima parte di 79 episodi e la seconda di 47; sono stati inoltre realizzati due OAV.

Creato dalla mano sapiente di Asao Takamori, l’anime lo avrò visto una decina di volte. Il protagonista è Joe Yabuki, che vive negli anni 50-60 in un paese devastato della guerra persa dove la criminalità fa da padrone. Joe Yabuki è un ragazzo scappato da un orfanotrofio, incontra un ex pugile in rovina, Danpei Tange, che capisce il talento del ragazzo nella boxe, facendolo diventare un campione.

La storia fa capire la voglia di reagire dopo la guerra finita male, di una popolazione che vuole rinascere dalle macerie con la forza e la determinazione ogni uomo può rialzarsi. Joe incarna tutte le speranze degli uomini, i quali non sempre trovano la forza di ricominciare, e di riaffrontare la vita. Joe invece riesce a rialzarsi e a riscattarsi, nonostante tutte le avversità.
Questo è per me il messaggio dell’autore di Rocky joe. Sicuramente non dimenticherò mai quest’opera stupenda, che passando anni e anni non perderà mai il suo fascino indimenticabile. La scena finale dell’anime rimarrà sempre negli annali.

La versione Italiana dell’anime fu trasmessa per la prima volta su Rete 4 in fascia pre-serale non censurato e con una sigla, diventata famosa, scritta dagli Oliver Onions. Lo consiglio se qualcuno non lo ha visto, rimarrà sicuramente attratto da questa storia stupenda e indimenticabile.

Fra X

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Fra X

Episodi visti: 65/79 --- Voto 8
Serie tipica del periodo con fondamentali componenti serie e malinconiche nonché drammatiche e, visto lo sport in questione, probabilmente presenti ancor più che in altre. Anche se c'è da dire, a differenza di altre opere contemporanee o quasi, che non manca una certa ironia.
La serie racconta soprattutto la crescita sportiva e morale di Joe - ribattezzato in Italia "Rocky", ovviamente per rifarsi al personaggio dei film con Stallone - che si rivelerà irta di ostacoli. Ci viene presentata una realtà come quella dei quartieri bassi, modesta e povera. Addirittura per un periodo è ambientata in un carcere.
Essa riesce a coinvolgere decisamente e non manca ovviamente di far riflettere lo spettatore. L'opera presenta dei personaggi ben caratterizzati.


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SeiyaJJ

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Se c’è un anime che smentisce tutti i luoghi comuni, questo è Rocky Joe. Adattamento televisivo dell’omonimo manga, “Ashita no Joe” è datato 1971, ma la sua attualità è lampante. Uno spokon, diverso dai vari “Holly e Benji” o “Mila e Shiro”, forse più sulla lunghezza d’onda di titoli come “Tiger Mask”. E’ stato diviso in due serie tv, ma è la prima ad essere considerata da molti come un vero e proprio master-piece.
I toni di Rocky Joe sono cupi e i sobborghi giapponesi, sudici e malandati, fanno da scenografia all’intera vicenda. Non mi soffermerei troppo sul lato tecnico, visto che oggi appare palesemente attempato, ma non posso non definire i disegni tutti incredibilmente rappresentativi della tristezza che avvolge questo anime.

La trama non è complessa, ma la storia va vista con attenzione per coglierne gli insegnamenti di vita e la morale intrinseca. Rocky Joe, il ragazzo del domani, quello che nel futuro vede una speranza se pur flebile di riscatto, è un simbolo di vittoria sulla sfortuna e il disagio della povertà. Consigliarne la visione è superfluo, questo non è un semplice anime, qui c’è il dolore, la gioia, la rivalsa, la vita, catturata in 79 episodi immensi.
Superare le difficoltà con la forza di volontà e con l’aiuto degli amici veri, questo è ciò che ci farà realizzare nel domani. Rocky Joe è e resterà per sempre tra i mostri sacri dell’animazione giapponese. Voto 10!


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kitaniano

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
<i>"Rocky è eccezionale, Rocky ti fa male"</i> cantano gli Oliver Onions nella bellissima sigla italiana di questa serie. Parole che riassumono perfettamente questo capolavoro. Rocky Joe è davvero eccezionale per tanti motivi. A cominciare dalla magnifica regia di Osamu Dezaki con il suo tipico stile caratterizzato da inquadrature dal basso e oblique (si pensi anche a riguardo a Lady Oscar). <i>"Rocky ti fa male"</i> perché la storia è anche dura. Ci sono i bassifondi della città. C'è un protagonista orfano che non riesce a sottostare alle regole della società. C'è sofferenza, morte, riscatto. C'è ovviamente la boxe, ma non si può relegare questo anime nel genere di quelle semplicemente sportive. Dietro a Rocky Joe c'è molto di più: una grande storia sorretta, come già detto, da una grande regia. Un classico che è davvero senza tempo. Ineguagliato. Voto 10, l'unico che mi sento di dare senza dubbi tra le serie che ho visto.


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Donten

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Animazione ben eseguita, linee ben marcate, sfondi ben definiti e soundtrack eccellente. Questo è l'anime di Rocky Joe che, in quanto ad esecuzione tecnica, considerando gli anni in cui è stato prodotto, è veramente un ottimo prodotto.
Rocky Joe è l'anime che ho preferito nella mia infanzia, non molto tempo fa la curiosità mi ha spinto a riguardarmi tutti gli episodi della prima e della seconda serie, una storia affascinante drammatica, che sicuramente non deve essere vista solo con occhi da "sportivo". La boxe infatti è solo il contenitore e non il succo della storia.

[<b>ATTENZIONE! POSSIBILI SPOILER SULLA TRAMA</b>]
La storia narra di Joe Yabuki (in Italia Rocky Joe) un vagabondo fuggito da un orfanotrofio che si ritrova a viaggiare da paese in paese, sino all'incontro Danpei Tange, un vecchio pugile fallito ed ubriacone che vede negli occhi del protagonista una speranza. Danpei tenta di convincere Joe ad allenarsi per diventare pugile, ma non riesce nell'impresa. Rocky infatti è uno spirito libero che non ha intenzione di fermare il suo cammino. Dopo numerosi gesti di benevolenza nei confronti di Joe il vecchio riesce tuttavia a convincerlo ed iniziano così gli allenamenti che lo porteranno al compimento del suo destino nel mondo della boxe.
[<b>FINE DELLO SPOILER</b>]
Detta cosi la trama sembra molto lineare ma in realtà nasconde la drammaticità di un'opera fatta di rivalità, amicizia e dolore.
Sicuramente quest'anime si merita un 10 ed è consigliato a tutti perché fin da subito tiene incollati gli spettatori allo schermo.


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sylar 46

Episodi visti: 79/79 --- Voto 9
Nella maggior parte dei film, telefilm o anime che riguardano o trattano lo sport della boxe, le storie che riguardano i pugili, sono sempre nella maggior parte delle volte, molto tristi e commuoventi, e Rocky Joe, rientra a pieno in questa categoria.
L'anime racconta infatti la crescita di un ragazzo-Rocky Joe-che, orfano sin da piccolo e dopo avere trascorso molto tempo in orfanotrofio, decide non senza dei tentennamenti iniziali, di intraprendere la carriera del pugilato, invogliato e persuaso, da quello che diventerà in seguito il suo allenatore ovvero Dampei Tange, un uomo di una certa età, esperto di pugilato, che ha visto in Rocky Joe la stoffa del campione, ed è convintissimo che riuscirà a sfondare in questo campo.

Ma Rocky Joe non è un ragazzo con un carattere facile anzi, tutt'altro, è un lupo solitario che tende a non aprirsi con nessuno, e ha uno spirito ribelle, che spesso lo porta ad avere problemi fuori dal ring.

Inizialmente Joe prenderà il tutto come un gioco o forse per meglio dire un passatempo che gli funge da diversivo per non rimanere troppo a pensare, dato che il primo a non credere in se stesso è proprio lui, ma con il passare del tempo, la boxe lo prenderà ogni giorno sempre più, fino a farla diventare la sua più grande ragione di vita.

Naturalmente la vita dei pugili è difficilissima, dato che bisogna avere e rispettare dei criteri fondamentali e indispensabili, che non possono essere infranti, e per una testa calda come lui, i primi tempi faticherà ad adeguarsi non poco.

Il sogno suo, come quello di ogni pugile che sale sul ring, è quello di riuscire a combattere per il titolo mondiale, e soprattutto di riuscire a vincerlo, e il suo obiettivo è la cintura del campione dei pesi medi (questa è la categoria a cui appartiene dato il suo peso) indossata da Josè Mendoza.

Naturalmente prima di puntare al campione, bisogna partire dal basso, e sostenere svariati incontri in modo tale da far girare il tuo nome nelle palestre, ed avere sempre incontri più difficili e importanti da sostenere.

Ogni match, ogni avversario incontrato, ogni esperienza vissuta, faranno crescere sempre più Rochy Joe, in un percorso lineare, che lo farà maturare come uomo, e finalmente gli faranno capire i valori che contano veramente nella vita.

Un concentrato di emozioni, sentimenti, gioie e dolori, che la boxe e la vita uniscono e scorrono come due linee parallele che però spesso si incrociano, tutto questo è Rocky Joe, un classico dell'animazione giapponese da non perdersi assolutamente.

simona

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simona

Episodi visti: 79/79 --- Voto 9
Molto bello questo anime! Era appassionante e profondo nonostante la sua drammaticità. La trama vede come protagonista un giovane ragazzo che fugge dall'orfanotrofio e che vuole diventare un grande campione della boxe. Il protagonista però deve vedersela veramente in modo duro col vecchio pugile. Grazie al suo coraggio e alla grande tenacia del protagonista, sebbene tutte le difficoltà, riuscirà a lottare contro il nemico. Una serie che mi ha fatto riflettere tantissimo anche sul valore del coraggio e della lealtà. Bellissimo!


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
Allo stesso modo in cui un pugile cade dopo una sconfitta, non è detto che sia la fine, perchè si soffre, ci si cura, ci si rialza, si è memori delle batoste prese, il morale sale, litri di sudore e sangue cadono come pioggia sui giorni della vita che trascorrono per raggiungere ad ogni costo l'obiettivo finale, la vittoria.

Ecco, in queste parole ho voluto riassumervi uno dei cartoni sportivi più drammatici e toccanti di tutta la produzione giapponese, siamo ai livelli del primo Uomo tigre.

Ci sono tutti gli ingredienti giusti per esaltare quest'opera, la violenza delle strade, la cittadinanza povera dimenticata e che vive di botte da orbi e continui espedienti per sopravvivere ogni giorno, contornato da bimbi disagiati chiusi in riformatorio ed ancora botte su botte.

Ma il protagonista combatte sul ring della sua vita, ed ogni giorno lo costringe ad usare i pugni, ma sono pugni che vengono dati con eccessiva rabbia, ma anche con grande talento, riuscendo a battere avversari molto più forti e pericolosi di lui, ma non determinati quanto lui.

Un anime che prende sicuramente spunto nel nome anche da Rocky Marciano, il pugile che sarà preso come punto di riferimento da Stallone per fare il suo film più riuscito qualche anno dopo questo anime.

Ma forse, Stallone avrà fatto qualche viaggio in oriente in quel periodo?!

Sta di fatto che la trama è ben costruita, gira attorno al personaggio proprio come se fosse un ring virtuale, come lo è la vita, da cui imparerà molte cose ed incasserà molti no, fino a quando arriverà il riscatto dopo tante sofferenze.

Ed è proprio il riscatto sociale ciò che muove questo anime, da ogni punto lo si può guardare, vuol testimoniare a chi sente di non farcela per avere pochi mezzi a disposizione che tutto nella vita è possibile, nonché cambiare il proprio destino e le proprie sfortune, vale il vecchio concetto
"uomo artefice del suo destino", ed in questo cartone il discorso viene fatto capire fin troppo bene, il monito dell'autore è quello di dirci di non mollare mai neanche nelle situazioni più disperate.

Da vedere.

Aduskiev

Episodi visti: 79/79 --- Voto 9
Non se la prendano a male i fan di quest'anime ma, purtroppo, "Rocky Joe" si chiama Joe Yabuki. Quel “Rocky” che fa tanto pugile è stato aggiunto dai traduttori italiani nel 1982, anno in cui la serie approda in Italia. L’italianizzazione è scelta in base alla mania del momento: Rocky Balboa, e dubito fortemente che sia un omaggio a Rocky Marciano o Rocky Graziano (famosi pugili italo-americani degli anni '30/'40) come qualcuno sostiene.
"Ashita no Joe" (Joe del domani) nasce nel 1968, partorito dalla mente di Asao Takamori e disegnato da Tetsuya Chiba, che lavorò successivamente a “Io sono Teppei!”. Diventa un anime di due serie, la prima del 1971, la seconda del 1980, acquistate poi in blocco da Fininvest nel '82.
"Rocky Joe" è una storia cruda, difficile da digerire e figlia dei suoi tempi ("L’uomo tigre", "Judo boy"), che ha come protagonista un ragazzo sbandato delle immense periferie di un’anonima città giapponese (forse Tokyo), fuggito dall’orfanotrofio e capace solo di violenza e menzogne. Joe è l’antitesi dell’eroe. Gretto, meschino, falso, violento, ci regala un quadro vivido e veritiero di quello che fu il disagio costante delle periferie giapponesi negli anni del boom economico.

In strada Joe incontrerà Danpei, un vecchio pugile ora barbone e alcolista, con il quale si scontrerà. Danpei rimarrà impressionato dalla ferocia inaudita di Joe e deciderà di allenarlo per trasformarlo in un professionista. All’inizio il ragazzo sarà restio e sfuggirà alle proposte del vecchio pugile, poi cambierà idea, pensando di sfruttarlo per avere vitto e alloggio. L’insofferenza che Joe nutre verso il prossimo è ben delineata e il suo carattere, che si evolverà durante la serie, senza mai però diventare “buono”, è ben caratterizzato. Joe rappresenta un’intera generazione di sbandati, pronti a tutto pur di emergere in qualche modo dai bassifondi nipponici. Uno scorcio di Giappone che molti di noi occidentali ignorano, abituati come siamo allo stereotipo del giapponese composto e ben educato. La violenza che permea l’intera opera la fa da padrona in questo scenario per niente idilliaco, in cui Joe è il centro vorticoso di un gorgo fatto di menzogne, rabbia e solitudine. Abbandonato sin da piccolo, abituato a badare a se stesso, Joe non si fida di nessuno e tende a sfruttare le persone a proprio vantaggio. Questo tipo di “eroe” è davvero raro nelle serie animate. Bisognerà aspettare il nuovo millennio per vedere di nuovo questa fetta di umanità rappresentata nelle opere nipponiche, dopo 20 anni di eroi positivi, leali e sinceri. Quello che è più importante è che Joe non è affatto fiero di sé, né dei suoi gesti né della sua vita. Non è uno spavaldo avventuriero, ciò che fa agli altri è una semplice manifestazione dell’odio che nutre anche per se stesso. Completamente incapace di provare amore e comprensione, arriverà, con l’evolversi degli eventi, a compiere atti abbietti, provando un rimorso umano, che tenterà di soffocare dietro la sua immagine da duro.

Un difetto è però da riscontrare nella produzione. Spesso infatti il proselitismo la fa da padrone. I dialoghi sono centrati su un ricircolo di moralità di difficile comprensione, non perché il concetto in sé sfugga, ma perché essi non portano a nessuna conclusione concreta. Che questa sia una scelta di Takamori, il che è probabile data la moda dei primi anni '70, di far pensare un po’ troppo i protagonisti degli anime, anche quelli come Joe, che tanto svegli poi non sono, o che sia un'interpretazione dei traduttori italiani, spesso comunque i pensieri di Joe paiono prolissi, campati per aria, dettati da un narratore che sicuramente, non può trovarsi nella testa del nostro pugile.
Il disegno è ben confezionato. Si parla dei primi anni '70, ed è completamente allineato alla produzione del periodo. Il colore però appare scuro, come incupito dall’ombra di una coscienza che Joe vuole in tutti i modi zittire. Belli i paesaggi, rappresentano un chiaro scorcio di un Giappone che cresce, spesso però a scapito della popolazione più indigente. Assente è la luce.
"Rocky Joe" è un anime non adatto a tutti. Difficile da comprendere e digerire, è impossibile spesso immedesimarsi nel personaggio o condividerne le scelte. Tuttavia questo è solo un nostro vizio, una storia per essere bella non deve per forza trascinarci al suo interno, possiamo anche osservarla come semplici spettatori, prenderne atto, e lasciarci coinvolgere non dai personaggi, ma dalla storia stessa. Un anime che mi ha sicuramente segnato, fatto riflettere e commosso, oltre ogni limite, oltre quel confine del cuore che spesso, molte opere, seppure ben realizzate, non riescono a valicare. Nove.

travellerKino

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travellerKino

Episodi visti: 0/79 --- Voto 10
Nessuno sport riesce ad essere metafora della vita come la nobile arte del pugilato. Una lotta per riuscire ad emergere dalla sudicia periferia di baracche e ciminiere pronte ad inghiottire chi non dimostri abbastanza coraggio da affrontarle.
Dezaki sforna uno dei suoi personaggi più irruenti e ribelli, realizzando una vera e propria perla di arte popolare, un inno allo spirito di sacrificio grazie al quale si possono piegare le regole ingiuste ed arbitrarie che ci hanno portato alla sconfitta. Rocky Joe è la voglia di riscatto di un'intera nazione messa in ginocchio dalla guerra, pronta ad affrontare il nemico con la guardia abbassata per sfruttarne la forza con un colpo d'incontro incrociato o a patire la fame fino allo stremo delle forze pur di risalire sul ring.
I personaggi sono grezzi e fortemente stilizzati, molti sono poco più che macchiette e caricature che vanno a comporre una specie di microcosmo popolare.A dispetto di una sceneggiatura scarna ed essenziale la regia di Dezaki in certi episodi dà dei veri e propri colpi di coda. Il momento del debutto di Ricky nella categoria di Joe dopo la dieta massacrante è micidiale,la dissolvenza incrociata che mostra le facce atterrite del pubblico sconvolto sovrapposte al volto di Ricky scavato dal digiuno e al suono sordo dei tamburi di sottofondo è più dura da incassare di un pugno nello stomaco.
Ancora più duro da incassare il finale con quella vittoria amara come una sconfitta.

"Questo ponte è chiamato il lungo ponte delle lacrime, perché quelli che escono sconfitti dalla vita e hanno perso ogni ragione per lottare ancora vengono in questo quartiere dalla città e attraversano questo ponte piangendo. Tre anni fa ero uno di quelli.Anche tu, quando sei arrivato. Ma adesso noi due attraverseremo il ponte nel senso contrario e cammineremo sicuri verso un futuro luminoso."

Matte

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Matte

Episodi visti: 20/79 --- Voto 10
Una storia di tanti anni fa, quando la boxe attirava ai palazzetti migliaia di persone ogni sera, quando l'Italia restava sveglia, aggrappata alla radio, per vedere Nino Benvenuti, quando i campioni si chiamavano Muhammed Ali, Joe Frazier... quando un campione del mondo di pugilato era quello, e basta, senza bisogno di aggiungere la categoria e la federazione che lo riconosceva come tale...
Ma anche di quando il Giappone usciva faticosamente dalla Guerra, e la povertà, e la fame, erano ancora parte integrante della vita di buona parte della popolazione.
Ashita no Joe... Rocky Joe... semplicemente, uno dei parti più drammatici, commoventi ed appassionanti dell'animazione giapponese.
Il pugliato come metafora della vita... una vita fatta solo di dolori, continue sfide, sofferenze del corpo e dell'anima... alla quale non vengono offerte reali possibilità di riscatto - diversamente da tante altre fiction pugilistiche del dopo Rocky... salvo l'unica possibile: nel finale, una sublime elegia, la vita che si consuma e brucia per rendere, anche se soltanto per un istante, il miracolo quasi possibile... un miracolo che però viene solo sfiorato, e non raggiunto...

Uno dei pochi animé che, anche con tanti anni sulle spalle, si riguarda sempre e comunque volentieri. Dargli un voto è superfluo... nel caso, non può che essere 10/10

Ciao a tutti...

KoNz

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KoNz

Episodi visti: 79/79 --- Voto 10
La storia bellissima di una persona che non è mai stata amata da nessuno e che tradurrà il suo amore in rabbia.
La storia di un ragazzo che ucciderà il suo unico amico, la prima persona che l'ha amato e rispettato, che ha capito la forza e la bellezza che aveva dentro.
La storia di un ragazzo brillante ed intelligente che è stato destinato ad un mondo difficile, come quello della boxe di cui non rispetterà nessuna regola, perchè è in quell'ambiente che ha trovato le prime persone che lo hanno amato in vita sua, ed è in quell'ambiente che morirà, dopo il suo ultimo scontro, in cui brillerà come una fiamma accecante, per poi diventare solo cenere bianca...

Onestamente ogni volta che parlo di questo personaggio meraviglioso non riesco a trattenere le lacrime, ci rivedo dentro il mondo intero, con tutte le sue ingiustizie, fatto di persone che possono esprimere se stessi solo se sono abbastanza fortunati da nascere nel posto giusto.

Voto 10 perchè non posso votare di più.

Zelgadis

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Zelgadis

Episodi visti: 79/79 --- Voto 9
Tratto da un manga capolavoro, questa serie (ma in realtà sono due serie tv) rimane una delle più belle mai realizzate.
Peccato che la serie venne interrotta per mancanza di materiale e poi ripresa con alcuni cambiamenti nello staff e con la presenza di diversi episodi riassuntivi e peccato anche che la seconda serie passò per le mani (o meglio per le forbici) di certi adattatori negandoci, tra l'altro, lo splendido finale.
Una storia commovente e tragica che avrebbe tantissimo da insegnare a tantissimi sceneggiatori moderni. Una bellissima metafora della vita e di come il protagonista la affronti con coraggio, spirito di sacrificio e voglia di emergere. Un classico senza tempo.


Anche se solo per un secondo... voglio bruciare con una fiamma rossa e accecante! E poi... quello che resta è solo cenere bianchissima... nessun residuo...solo cenere bianca.

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 79/79 --- Voto 9
Uno degli anime più classici degli anni '70, popolarissimo anche in Italia negli '80 (vantava tra l'altro una meravigliosa sigla degli Oliver Onions). Eccezionalmente tragico, drammatico, realistico, e per l'epoca, molto ben realizzato. Serie non adatta a chi ha la lacrima facile perché gli eventi terribili si susseguono ad una rapidità notevole ed un senso di "morte imminente" pervade tutto lo svolgimento della trama. Spesso si ha l'impressione che la scelta degli autori sia più quella di colpire l'umore dello spettatore almeno con la stessa violenza dei colpi che si scambiano i personaggi. Un classicone!