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Utente970

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Utente970

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Una pellicola che si è guadagnata a buon diritto la nomea di "maledetta", ma finalmente disponibile ufficialmente in lingua italiana, grazie alla cocciutaggine di un adorabile gruppetto di 'influenzatori' della domenica.

L'opera, nella sua forma più aggiornata, contiene una decina di minuti di schizzi spalmati su una durata complessiva... che definirei eccessiva per la sua storia di stampo decisamente classico. Francamente, metà delle scene recuperate, sono perdibili, e alcune fasi generali sono inutilmente allungate. Per quanto il ladro, o meglio, il cleptomane, sia il primario protagonista del film e risulti facilmente simpatico al pubblico, vedere costantemente le sue prodezze da Willy il Coyote, alla lunga stanca un pochino, specie nella battaglia finale, con delle contorte reazioni a catena degne delle trappole del Gatto Silvestro. In quella fase, onestamente, avrei voluto vedere di più il ciabattino e soprattutto Occhiosolo, che nel film ha una parte davvero risicata e deludente, senza la scusa della scarsa disponibilità monetaria, considerando quanto si sono dedicati a mostrarci macigni, molle, frecce, soldati, catapulte e ingranaggi che si annullavano l'un l'altro.

Il doppiaggio, per quanto non affidato a super veterani di quest'arte, funziona discretamente, e una menzione di lode va a Garbarino nei panni del gran-visir ZigZag. L'impostazione della traduzione cerca di restituire l'italianizzazione vecchio stampo, ovvero quella attinente all'opera, ma non limitata dalla fedeltà a tutti i costi. Ad esempio, si è trasformato il ciabattino Tack (Chiodo) nell'assonante Tacco, nonostante si leghi goffamente a una scena breve con la principessa YumYum, e trasformato il capitano Roofless (senzatetto) nel simpatico Spietuto. Di contro, si è cercato di lasciare l'originale nota di irriverenza del prodotto di Williams, non adattando la parola palle in sfere, ma anzi esaltandola, concedendosi così pure qualche battuta con il personaggio di Zigzag. Una linea adattativa che sinceramente approvo.

Il lungometraggio rimane ancora oggi molto valido, specie considerando che non era certo pensato per dei bambini, che allora come oggi lo troverebbero probabilmente pesante da seguire. Non stiamo parlando di un Bakshi, ma sicuramente è un prodotto più lento e adulto nelle intenzioni, con scene tagliate nella vasca, qualche morto, tentata mutilazione e con le servitrici di Occhiosolo dall'aspetto e ruolo leggermente spinto, seppur poco realistico.

Il pregio principale dell'opera rimane la cura maniacale dal punto di vista registico e soprattutto artistico, con tanto di giochi di prospettiva. Le vociferate somiglianze con l' "Aladino" della Disney in effetti ci sono: l'uccellaccio aiutante, il colorito cianotico (tipico dei cattivi del secolo scorso), l'entrata musicale in piazza, il contesto arabeggiante, la famiglia reale composta da figlia & sultano, una richiesta fatta a quest'ultimo... ecc., ma i due prodotti, nonostante ciò, non potrebbero differire di più come spirito, stile e svolgimento.

È un prodotto che va contestualizzato per la sua età e per il suo trascorso travagliato, ma anche così non mi arrischierei a definirlo, come fanno romanticamente in tanti, un capolavoro. Personalmente, ritengo abbia varie scelte opinabili, a partire dalla narrazione iniziale, per poi proseguire con la gestione dei tempi e dei personaggi. Sicuramente gli va concesso di essere un prodotto ricco di passione, con un'identità unica e di incontestabile buon livello.

Ad oggi rimane assolutamente godibile, ma, tralasciando gli schizzi recuperati e aggiunti, che andrebbero ultimati, servirebbe urgentemente un'operazione di restauro, per cercare di restituire alle scene animate la nitidezza e la brillantezza che meritano, e che in certi momenti mostrano particolarmente il fianco al tempo trascorso. Tuttavia, sappiamo bene tutti che è già un miracolo che si sia potuti arrivare a questa versione rattoppata, e ancor di più l'averla potuta finalmente visionare nella nostra meravigliosa lingua non è cosa da poco, quindi meglio accontentarsi.

Consigliato per cultura personale.