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CherryBomb

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Lo stampo di fabbrica della Kyoto Animation trasuda da ogni poro in questa serie. Uno spokon delicato, a parer mio pieno di "gay ingenui".
E' una serie leggera e piacevole adatta al target per cui è stata creata, liceali legati da una passione in comune per il nuoto ma nulla di sensazionale. C'è chi perseguirà la propria passione, chi ritornerà sui propri passi e chi scoprirà nuovi orizzonti.
Certamente la grafica e l'animazione hanno ben contribuito, sopratutto l'ottimo character design. Pure la colonna sonora mi ha piacevolmente colpita, diciamo che la Kyoto Animation può non badare troppo alle spese e si è riconfermato.
Consigliata a chi cerca qualcosa di non impegnativo, magari nel periodo caldo!


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Otaku moderato

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Dopo tante serie aventi come protagoniste fanciulle dall’aspetto puccioso e adorabile, Kyoto Animation decide di accontentare il pubblico femminile invertendo la rotta, ma mantenendo il suo stile, ovvero tirando fuori dei ragazzi affascinanti e attraenti per le ragazze, o dei nuovi amici per gli appassionati degli anime sportivi (che e il mio punto di vista), e “Free” è ciò che Kyoani riserva per questi palati, ovvero una serie sportiva basata sul nuoto, ma anche sull’amicizia e la solidarietà fra ragazzi appassionati in una passione, e per quelli di "Free" non può che essere l’acqua e il nuoto. Ed effettivamente se qualcuno sente caldo o ha voglia di nuotare (e mentre scrivo è piena estate) questa serie può essere perfetta ma anche per chi ha nostalgia dell’estate o è amante del nuoto.

Attenzione: presenza di spoiler

Fulcro principale della trama di "Free" e la passione comune del nuoto, e del recupero dell’amicizia perduta, di quattro ragazzi ovvero Haruka “Haru” Nanase, Makoto “Mako” Tachibana, Nagisa Hazuki e Rin Matsuoka, conosciutisi alle elementari e facenti parte di un team di nuoto, perdendosi poi di vista dopo le elementari. Ora vanno alle superiori con Haruka e Makoto al secondo anno alla scuola Iwatobi, e li ritrovano Nagisa che é del primo anno, mentre Rin, dopo un periodo in Australia, mostra un carattere più freddo nei confronti dei suoi vecchi amici e il suo unico scopo è battere Haruka a una gara, arrivando a iscriversi ad una scuola diversa, la Samezuka, e diventando loro rivale. Haruka, e Makoto, sotto idea di Nagisa decidono di aprire un club scolastico di nuoto, reclutando lo spavaldo e atletico Rei Ryugazaki come quarto membro, con l’affascinante sorella minore di Rei: Gou come manager, sperando di far tornare suo fratello quello di un tempo. Con l’arrivo di un torneo di nuoto Haruka e il suo Team si scontreranno contro quello di Rin in modo da poter scoprire il perché del suo cambiamento e riformare l’amicizia perduta, e l’acqua sarà il campo di battaglia. Chi sarà alla fine il vincitore? Basta tuffarsi e scoprirlo.

Fulcro principale della narrazione, per certi versi, non è la competizione, seppur le gare avranno un ruolo fondamentale nella narrazione in quanto inneschi degli eventi, ma i legame fra i personaggi, che godono di una caratterizzazione per certi versi un po’ enigmatica ma affascinante: partiamo da Haruka, il cui unico passatempo é starsene a mollo e addirittura é talmente impaziente di bagnarsi da levarsi gli abiti e starsene in costume (che lo porta praticamente sempre) e dalla mentalità un po’ stramba, come il mangiare solo pesce, ma che prova comunque un forte attaccamento per i suoi amici, nonostante il suo carattere molto apatico, di cui il suo migliore amico Makoto fa da contraltare come intermediario e voce della ragione per via delle abitudini dei suoi amici; oltre a loro ce il simpatico Nagisa, vero tifone di simpatia e dalla personalità estroversa e amichevole nonché un tipo senza peli sulla lingua e senza limitazioni nel suo agire, e infine, dal lato dell’Iwatobi, Rei, calcolatore e fissato di bellezza, nonché tipica figura del inesperto che deve imparare in fretta per aiutare gli altri.

Ovviamente non mancano le figure femminili come l’affascinante Gou, determinata manager dei ragazzi, ma che incarna il punto di vista femminile delle ragazze che guardano quel genere di storie, complice il suo andare in tilt quando vede anche il pur minimo centimetro di muscolo, ma dal momento che tutti i personaggi sono ben allenati fisicamente... oltre la simpatica insegnante Miho “Ama-Chan” Amakata e della sua passione per i proverbi ma occhio a non farla arrabbiare (il che é raro); e non può mancare la figura dell’allenatore, qui in Goro Sasabe.

Dal lato della Samezuka, tra cui il pavido ma determinato Aiichiro “Ai” Nitori, non può che campeggiare il rivale di turno, ovvero Rin, tipico ragazzo arrogante che vuole puntare alla vittoria ma che nasconde dentro di sé un senso di frustrazione e di senso d’inferiorità, portandolo a un travaglio che solo i suoi amici possono aiutare a risolvere. Quindi in ambito di caratterizzazione, niente è messo per caso, visto lo studio di personalità creato per i personaggi.

In ambito sonoro, vengono schierati doppiatori molto capaci, tra cui spiccano due fuoriclasse come Nobunaga Shimazaki per Haruka e Mamoru Miyano per Rin, mentre per le Ost passiamo a ritmi da scenari esotici o musiche rap o rock, usate per l’opening e l’ending. In ambito grafico Kyoani riesce a fare un ottimo lavoro grafico nella realizzazione dell’acqua, elemento onnipresente della serie, mentre nel chara design Kyoani riesce ad usare uno stile per certi versi simile al moe nei volti dei protagonisti, come si può vedere per i personaggi femminili o in Nagisa o per citare la dentatura da squalo di Rin, ma essendo un’anime di nuoto i protagonisti sono quasi sempre in costume e quindi a torso nudo ma per fortuna viene usato uno stile adatto a non rendere fastidioso il fatto che i personaggi stiano sempre a petto nudo, ovvero il semplice uso di linee per disegnare i loro fisici allenati, mentre per l’ambientazione viene usata la tipica cura delle ambientazioni.

“Free” è il posto perfetto per chi vuole trovarsi dei ragazzi da ammirare o trovarsi dei nuovi amici o per chi è appassionato di nuoto o per chi cerca un nuovo tipo di sport nel panorama degli anime sportivi.


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Amantedianimazione

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6,5
Anche se all'inizio può sembrare un anime sportivo come molti altri, dando una occhiata più approfondita si può subito notare come si diversifichi dagli altri grazie a una approfondita relazione che hanno i vari personaggi.
"Free!" si concentra su uno sport che viene quasi dimenticato, riuscendo a dargli un suo perché e ad emozionare chi lo guarda, grazie ai forti sentimenti che attraversano tutti i protagonisti in varie occasioni.
Più che un anime sportivo, io l'ho visto come un anime incentrato sulla amicizia, ovviamente che lega tutti grazie alla loro passione per il nuoto, e sulle varie rivalità. Haru e Rin sono i classici amici/avversari che sono sempre in competizione tra di loro, ma che hanno quel forte legame che li rende persi senza la presenza dell'altro.
La trama e i disegni sono i punti forti di questo anime: tanto intricata è la trama quanto interessanti sono i disegni, che fanno sembrare tutto più "reale".

Questa prima stagione convince, ma non eccelle a causa di alcuni buchi nella trama e anche per alcuni "salti" un po' troppo bruschi tra i vari episodi. Proprio per questi piccoli difetti il mio voto non supera il 6,5.
Lo consiglio a chiunque voglia riscoprire questo sport e a chi vuole godersi un anime che gioca molto sulla amicizia.


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Mikoto

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Se la presenza di una o più prorompenti fanciulle più o meno vestite è cosa tutt'altro che rara in un anime/manga, lo stesso non si può dire per le rispettive controparti maschili, solitamente molto più imbacuccate e coperte.
A quanto pare, sovvertire tale tradizione (?) pare basti a dare adito a critiche feroci, infondate e frutto di pregiudizi, soprattutto da parte di una certa fetta di pubblico pene-munita.

E' un po' quanto successo con "Free!", serie in dodici episodi della Kyoto Animation, con protagonisti non uno ma addirittura cinque personaggi maschili aitanti e mezzi nudi.
Ora, tralasciando il fatto che la cosa è ampiamente giustificata dallo sport praticato dai ragazzi, il nuoto, che il Medioevo è finito, pensate, da più di cinque secoli (!), sarebbe anche il momento di abbandonare i propri preconcetti e non giudicare ciò che non si conosce, soprattutto se il qualcosa in questione ha emozioni o altro da comunicare.

"Free!", infatti, non è solo un pretesto, per un certo tipo di pubblico, di rifarsi gli occhi ma, in primis, la storia di una riconciliazione, una serie che, nel suo piccolo, mette in scena un'amicizia forte, a tratti anche toccante, divertente, perché no, pure plausibile, tra un gruppo di adolescenti qualunque.

Haruka, Makoto, Rin, Nagisa e Rei, i protagonisti legati da una passione comune, quella del nuoto, tra gag, introspezione e un pizzico di dramma, saranno in grado di farsi tramite di tutto questo e, non senza qualche intoppo, di far affezionare loro gli spettatori.

Con tutte le loro stranezze e stramberie, i cinque, infatti, riescono a smarcarsi piuttosto velocemente dagli stereotipi grafico-narrativi in cui sono inquadrati inizialmente e a crescere, chi più chi meno, in maniera davvero apprezzabile nel corso degli episodi, coinvolgendo ed emozionando, ma senza mai scadere nel melenso.

Tutta la serie, anzi, scorre piacevolmente e senza mai annoiare fino alla fine, complici anche gli spassosi comprimari e l'energia e adrenalina trasmesse dal ben calibrato elemento sportivo che fa da sfondo alla vicenda.
Certo, i difetti non mancano: la sensazione iniziale di deja-vu, la personalità isterica e cocciuta di Rin, non facile da tollerare, e in ultimo la brevità della serie stessa, che purtroppo non permette di sfruttare al massimo il potenziale del suo cast.
Visti i pregi menzionati in precedenza e considerando anche l'ottimo comparto tecnico, queste pecche, tra l'altro tutte risolte nel sequel "Eternal Summer", non vanno a inficiare più di tanto il risultato finale, che è appagante, nel complesso.

In conclusione, un'opera che consiglio vivamente, sicuramente non indimenticabile, ma senza dubbio a prova di pregiudizi!


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marisa87

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
E' un anime davvero molto carino. La storia è coinvolgente e piena di momenti intensi. Ovviamente il nuoto la fa da padrone, e le storie dei protagonisti sono ben intrecciate e caratterizzate. La rivalità tra Rin e Haru e la fitta rete di cose non dette, come ci si può aspettare, crea situazioni complicate tra tutti i componenti del team. I disegni poi... beh, si commentano da soli, davvero molto belli.
Consigliato a chi ama gli anime di tipo sportivo e non: io non ne sono mai stata attratta in modo particolare, ma questo mi ha presa particolarmente, tanto da guardarlo tutto in una notte! Consigliato.


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Valeeeeh.dm

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Haruka Nanase è un ragazzino apatico la cui unica passione è il nuoto, ma, come specifica più volte, non gli interessano i tempi o le gare: lui vuole solo entrare in contatto con l'acqua e abbandonarsi a essa. Tutto cambia quando nella scuola elementare Iwatobi, quella che frequenta col suo migliore amico Makoto Tachibana, si trasferisce Rin Matsuoka, un talentuoso giovane nuotatore. Rin insiste nel voler partecipare insieme ad Haruka e Makoto alla staffetta, ma riceverà solo secchi rifiuti da parte del primo, che considera Rin e la gara solo una seccatura.
Al gruppo si aggiungerà anche Nagisa Hazuki, di un anno più piccolo e, quando finalmente Haruka cederà alla richiesta di Rin, i quattro parteciperanno, vincendo, alla gara di squadra. Dopo il diploma elementare, si perderanno di vista: Nagisa rimarrà alle elementari, Haruka e Makoto frequenteranno le medie insieme mentre Rin se ne andrà in Australia ad allenarsi per diventare un nuotatore olimpico e realizzare così il sogno del suo defunto padre.
I quattro si incontreranno nuovamente soltanto al liceo, ma Rin non è più l'allegro ragazzino di un tempo in quanto adesso si considera solo il rivale di Haruka, contro il quale vuole prendersi la rivincita. Haruka, Makoto e Nagisa fonderanno il club di nuoto delle superiori Iwatobi, reclutando anche il nuovo membro Rei Ryugazaki. La nuova squadra si scontrerà quindi con Rin e i suoi compagni, cercando nel frattempo di ristabilire l'amicizia perduta.


Cosa penso dell'anime?
Beh, graficamente è un qualcosa di SENSAZIONALE, le animazioni del nuoto (anche se di breve durata) sono a dir poco perfette. Per non parlare dei personaggi presenti nell'anime... Chi non vorrebbe almeno uno di loro come marito?
L'unico difetto che proprio non sopporto della prima stagione è che, anche se non è molto evidente, mettono da parte il personaggio di Rei poichè è la new entry del gruppo, nonchè 'colui che rimpiazza' Rin.
Per quanto riguarda il fanservice, non penso che ce ne sia molto; ovvio, l'aspetto dei personaggi è chiaramente fatto per accontentare il pubblico femminile, ma in sostanza non credo sia tanto disturbante questo fattore.

Consiglio quest'anime a tuttetutti senza limiti di età, soprattutto se siete in cerca di un anime sportivo e leggero.


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Enid

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Haruka Nanase ama l'acqua. La ama così tanto che ogni mattina si immerge nella propria vasca da bagno e resta a mollo finchè il suo amico Makoto non viene a tirarlo fuori per portarlo a scuola. Haru frequenta il secondo anno di scuola superiore nella cittadina marittima di Iwatobi e proprio all'inizio del nuovo anno scolastico si iscrive nello stesso istituto una vecchia conoscenza di Haruka e Makoto: Nagisa Hozuki.
I tre ragazzi frequentavano lo stesso corso di nuoto quando erano bambini e Nagisa, tutt'ora, vuole ancora nuotare insieme a Makoto ed Haru. Per tale motivo decide di creare un club di nuoto a scuola e, sebbene all'inizio il progetto incontri qualche difficoltà, i tre ragazzi, insieme alla nuova recluta Rei ed alla manager Gou, riescono infine a fondare il club.
Proprio quando sembra che l'Iwatobi Swim Club possa svolgere le proprie attività tranquillamente, entra in scena un personaggio che darà una consistente spinta alla trama dell'anime. Rin Matsuoka ritona in Giappone dopo aver passato qualche anno in Australia con l'obiettivo di migliorare il proprio stile di nuoto; ma ritorna molto cambiato rispetto al ragazzino che Haruka, Nagisa e Makoto ricordavano.
Rin, che sognava di diventare un nuotatore tanto bravo da partecipare alle Olimpiadi. Rin, il quarto componente della staffetta di quando erano bambini. Rin, che ammirava lo stile libero di Haru e sognava di riuscire a superarlo. Rin, ora un ottimo nuotatore iscritto alla prestigiosa accademia Samezuka, ma che sembra, in fondo, aver perso l'amore per questo sport.

"Free!" racconta la storia di un'amicizia che è così profondamente intersecata ad un'attività sportiva, il nuoto, che risulta impossibile raccontarla senza immergersi, letteralmente, in questa disciplina insieme ai protagonisti dell'anime. Ma "Free!" ha anche tutte le caratteristiche di uno slice-of-life: le gare di nuoto si alternano infatti agli allenamenti ed a quella che è la vita quotidiana dei ragazzi.
Le vicende ruotano per la maggior parte del tempo, naturalmente, intorno alle attività del club ma, alla fine, è inevitabile notare come il centro narrativo della storia sia Haru e, in particolare, la sua amicizia con Rin.
Tra passato e presente viene raccontata la storia di due ragazzi: uno dal talento innato ma indolente e che di "io nuoto solo a stile libero" ha fatto il motto della sua giovane vita, l'altro che da bambino sente di essere inferiore al suo amico e che per questo si impegna al punto di decidere di trasferirsi in un altro continente pur di migliorarsi. Haru, che non ha mai visto la competizione nello stesso modo nel quale la percepiva Rin, ma che sarà costretto a cambiarsi se veramente deciso nel suo proposito di comprendere ciò che ha mutato la visione di Rin sul nuoto.

Nei suoi dodici episodi complessivi "Free!" è un anime che si dipana, in modo abbastanza equilibrato, fra la trama principale e le puntate di transizione, fra i momenti di riflessione e quelli che suscitano risate, tra la vita giornaliera e le adrenaliniche gare di nuoto. Esistono comunque, per quanto mi riguarda, tempi che a volte risultano morti: la narrazione appare talora troppo lenta e alcuni episodi della serie finiscono per risentirne.
Scelte forse non troppo geniali della sceneggiatura a parte, complessivamente "Free!" risulta un prodotto molto godibile: alla piacevole trama si aggiungono le animazioni ben realizzate (da notare la cura con la quale sono state animate le sequenze di nuoto) e il tutto, insieme, da vita a una visione leggera, sì, ma non troppo, piacevole e adatta (nonostante il tanto decantato fanservice che io non ho, sinceramente, trovato così abbondante) a tutti i palati.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Come descrivere "Free!"? Iniziamo dicendo che è un anime sportivo, uscito nel 2013 e composto da dodici episodi. Una serie che, nel suo complesso, ha destato un discreto numero di critiche positive, soprattutto tra un pubblico femminile. Perché precisare questo dettaglio? Semplice, "Free!", oltre a essere un anime sportivo, presenta anche forti tendenze yaoi (niente di esagerato, sia chiaro). Un gruppo nutrito di muscolosi e ben dotati nuotatori che, non solo mostrano al grande pubblico il loro fisico, ma si allietano vicendevolmente con calde manifestazioni di amicizia e affetto… facilmente fraintendibili.

La trama tuttavia è molto interessante e la visione dell'anime è altamente partecipativa. Lo spettatore si ritrova coinvolto nelle disavventure di Haruka Nanase e compagni, ammirandone le gare di nuoto e una storia di amicizia davvero bella. Tutto inizia quando Haruka , Makoto, Nagisa e Rei (notare che sono tutti nomi femminili) creano una squadra di nuoto alle superiori. I primi quattro però erano già amici d'infanzia e compagni di gare. Il tempo ha fatto il suo corso e i loro legami si erano progressivamente allentati, soprattutto dopo la partenza di Rin in Australia.
Ora però l'orologio ha ripreso a funzionare e, non solo si riuniscono alle superiori (con l'aggiunta di Rei), ma ritrovano anche Rin, rientrato in Giappone. Quest'ultimo però mostra un carattere alquanto diverso: più arrogante. Non si riconosce più nella vecchia squadra di noto e, anzi, sfida apertamente Haru, così da poter concludere un'antica rivalità scoppiata anni or sono.

Questa, in brevi righe, è la trama di "Free!", dove, oltre a belle scene di nuoto, si possono vedere anche interessantissime giornate di vita quotidiana, in cui l'amicizia e le difficoltà che essa comporta vengono analizzate nel dettaglio.
I personaggi sono belli e non solo fisicamente. Essendo di sesso maschile, non mi ritrovo particolarmente partecipe in quel clima di generale idolatria verso i suddetti nuotatori. Haru è compagni sono ben fatti fisicamente, e non dico il contrario, ma la bellezza che intendo io è qualcosa di più introspettivo. L'anima dei vari personaggi viene analizzata in maniera molto dettagliata, mostrandone i dubbi, i tormenti e tutti i drammi interiori che in essa si possono scrutare.
I personaggi crescono e, in fin dei conti, tutta la prima serie può essere considerata come un grande climax che porterà inevitabilmente allo scontro finale tra Haru e Rin. Tra i due preferisco il delfino dall'anima di ghiaccio, ma devo ammettere di esser rimasto profondamente colpito dalla lotta di Rin, che vede partecipare i suoi sentimenti contrastanti nei confronti dell'(ex) amico.
Veniamo ora ai punti dolenti… l'amore. Perché, ahimè, non sono un amante dello Yaoi e, senza nulla togliere al suddetto genere, ho trovato alcune situazioni ambigue alquanto imbarazzanti. E poi, cosa ancora più grave, non si può fare un anime di nuoto senza mostrare almeno una volta una ragazza in costume. Soprattutto se si ha a disposizione una bellezza come Gou, sorellina di Rin e manager del club di nuoto. Inammissibile!

La grafica è fantastica, non solo per i colori chiari, puliti e limpidi, ma anche per la bellezza con cui vengono realizzate le gare di nuoto. Interessanti e coinvolgenti in un modo mai visto prima. In fin dei conti non cambia molto una gara di nuoto da un'altra e, se curata poco, si sarebbe potuti cadere in una monotona ripetizione. Per fortuna ciò non è accaduto, anzi, si potrebbe quasi dire che in ogni bracciata si possono vedere i sentimenti del rispettivo nuotatore. Fantastico.
Belle musiche e ottimo doppiaggio.

In conclusione non posso che essere felice per aver visto e goduto una serie così intrigante, ma allo stesso tempo deluso per il peso eccessivo dato ai rapporti maschili. Ok, forse sarò io stesso ripetitivo, ma sinceramente mi sarei aspettato un pochino più di fanservice… per entrambi i sessi.
La seconda serie è già stata realizzata e dunque non preoccupatevi per il finale. È vero che molte cose potrebbero rimanere in sospeso, ma è anche vero che c'è un'altra intera stagione per poter gustare questo interessantissimo anime.

Voto finale: 7… e mezzo!


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Benihime

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Free! è un anime che si propone come sequel della light novel HighSpeed!.
High Speed! ha per protagonista Haruka Nanase e il suo migliore amico Makoto Tachibana, i quali frequentano un corso di nuoto a cui partecipa anche Nagisa Hazuki, un bambino di un anno più piccolo, e Rin Matsouka, un ragazzino giunto nella loro scuola da poco che mira a diventare nuotatore professionista; i quattro diventano grandi amici. Free! è ambientato diversi anni dopo. Haruka e Makoto sono al penultimo anno di liceo e hanno smesso col nuoto, mentre Rin è da anni in Australia a inseguire il suo sogno di diventare professionista. I due amici incontreranno dopo tanti anni Nagisa che proporrà loro di creare nel liceo un club di nuoto. Poco dopo incontreranno anche Rin, tornato dall'Australia e iscrittosi in un altro liceo, il quale però mostrerà un atteggiamento pieno di astio e odio nei confronti dei suoi ex amici, in particolare nei confronti di Haruka dichiarandosi apertamente suo rivale. Successivamente nel club verrà trascinato anche Rei Ryugazaki, membro del club di atletica e compagno di classe di Nagisa. Per il resto della serie i nostri quattro membri del club cercheranno faticosamente di prepararsi alle gare provinciali, nelle quali avranno anche occasione di sfidarsi con la squadra di Rin, ma in particolar modo la serie si concentrerà sui rapporti interpersonali tra i ragazzi: l'odio di Rin per Haruka e i motivi che ci sono dietro, il profondo legame di amicizia tra Makoto e Haruka, il rapporto che Haruka e Makoto hanno con l'acqua, il faticoso inserimento di Rei nel nuovo gruppo di amici.

Partiamo dagli aspetti più criticati: questo anime è stato accusato di essere solo un anime per fujoshi e che sia zeppo di fan service.
Per quanto riguarda il fan service bisogna pur ricordare che si tratta di un anime sul nuoto e i nuotatori stanno in costume da bagno, bisogna farsene una ragione. Tuttavia è innegabile che siano inserite alcune scene di puro fan service, quali docce o stretching di schiene muscolose (in particolar modo all'inizio, in un momento in cui la trama ha toni più leggeri), ma queste non vanno mai a coprire momenti estremamente intensi o drammatici, e sono anzi inseriti in situazioni per lo più divertenti, comiche e autoironiche. Ad esempio Haruka ha un'attrazione anomala per l'acqua e capita spesso che tenti di spogliarsi nei posti più inappropriati per immergersi, comportamento che offre chiaramente varie occasioni per esibire muscoli, ma che viene sempre deriso e ostacolato dagli altri componenti del gruppo, evocando più un'atmosfera comica che sexy. E si tratta comunque di fan service molto meno sbandierato rispetto al fan service rivolto ai maschietti in alcuni anime, fatto di seni enormi all'inverosimile ed eccessivamente dondolanti.
Altra cosa da specificare è che non si tratta assolutamente di un'anime yaoi: le relazioni rappresentate sono esclusivamente di amicizia. Tuttavia è innegabile che ci siano diverse scene con sguardi fin troppo intensi fra i protagonisti ma non sono mai messi a caso: un dialogo particolarmente forte fra due personaggi, in cui si confessano intime paure o desideri, è "movimentato" magari da uno sguardo un po' più prolungato o da un sorriso al momento giusto, ma nulla di più. Moltissimi non appassionati del genere yaoi sono riusciti a godere di questo anime senza difficoltà, è decisamente una serie che può guardare chiunque.

Infatti questa serie è forte per molti punti di vista.
I 5 protagonisti, ma anche i personaggi secondari, sono assolutamente ben caratterizzati, ogni frase e atteggiamento sono formate su un preciso carattere. Ognuno ha le proprie ossessioni, paure e passioni, e tutti riescono a guadagnarsi le simpatie del pubblico. Gli episodi sono un alternarsi di momenti estremamente divertenti e situazioni drammatiche o appassionanti. Le gag comiche spesso parodizzano lo stesso anime, deridendo le caratteristiche più assurde dei personaggi (come l'ossessione di Haruka per l'acqua o la mania della perfezione di Rei) o la presenza di nudi maschili (attraverso la figura della sorella di Rin, appassionata di fisici muscolosi). Le gare di nuoto non possono non spingere a fare il tifo e a saltellare sul posto aspettando di vedere chi per primo concluderà la gara. I flashback ci permettono di capire il passato e alcuni comportamenti dei protagonisti,rendendo le loro azioni più profonde di quanto non appaiano. L'animazione è eccellente, dalle espressioni del viso alle scene di ginnastica e nuoto. Capita che un personaggio assuma anche 4 o 5 espressioni in un paio di secondi per rappresentare una reazione a una frase, i movimenti del corpo sono sempre fluidi e dettagliati tanto da poter vedere ogni cambio di posizione o spostamento come se fosse a rallentatore, pur essendo sempre veloci. Non credo di ricordare un anime in cui i movimenti siano resi così bene, non accadrà mai che venga utilizzata una sequenza di fotogrammi ripetuta (ad esempio in una scena di corsa, in cui il movimento è ripetitivo).

Il motivo per cui non do 10 è semplicemente uno: si tratta di un anime di puro intrattenimento e divertimento, che non offre riflessioni profonde o particolare turbamento emotivo, e quindi mi riservo di conservare il 10 per serie che riescano a scuotermi l'animo più profondamente e mi diano spunti per pensare. Ma raramente ho trovato una serie che mi appassionasse a questi livelli.


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ciotta_heartfilia

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
I motivi per cui ritengo che questo anime non sia da dieci sono semplicemente due: il primo è quello per cui io non ho mai visto un anime sportivo oltre questo, perciò non ho abbastanza competenza in merito per giudicare se questo è un anime da dieci comparato agli altri del medesimo genere; il secondo è quello per cui, conformemente ai miei gusti, per essere un anime da dieci doveva esserci una piccola storia d'amore. Non pensate che io sia noiosa o troppo sdolcinata, ma scusate... vedere quei gran bei fusti rimanere unicamente tra uomini è abbastanza frustrante. Se siete donne potrete capirmi maggiormente!

Bene, ora spiegherò i motivi per cui ho messo un voto così alto a un anime di un genere che, sinceramente, non mi ha mai minimamente attratto. Ho sempre pensato: "Anime sportivi?! Pff, che noia!". Ecco che in questi casi è sempre bene ringraziare di avere amici con gusti differenti ai propri che riescano a fare allargare la propria prospettiva poco aperta. La mia più cara amica mi ha persuasa, per non dire costretta con la forza, a guardare quest'anime. Continuava a dire: "Oh mamma mia, quanto sono belli! Oh mamma mia, quanto sono sexy! Oh mamma mia, quanto sono fighi!" a tal punto che, arrivati all'orlo della disperazione, le ho risposto: "Oh mamma mia, me lo vedo, basta che ti stai zitta". E così è iniziata la mia avventura. Beh, credo di capirla, la mia cara amica, perché da quando ho iniziato a visionare quest'opera..." Oh mamma mia...", alla fine diventammo un coretto.
Sì, sì, cominciate a lucidarvi le lenti degli occhiali e a prepararvi un scatoletta di farmaci in caso di arresto cardiaco "emozionale", care spettatrici, perché di ragazzi così, beh, neanche negli anime sono facili da trovare.

Ma, incredibilmente, l'anime non si becca questo bel nove solo per questi tipi da paura, ma anche per la sua storia. Una storia in cui tutti sono legati profondamente da un elemento soltanto: l'acqua. "L'acqua è viva. Non devi opporti all'acqua, spingi le dita verso la superficie e trova un varco, poi lascia scorrere il tuo corpo verso quel varco, muovi la testa, le braccia e il torace". E' meraviglioso come l'acqua possa essere l'elemento d'unione di questi cinque ragazzi che vivranno l'ebbrezza della sfida, non per affrontare la sfida in sé, ma per la consapevolezza di andare incontro a una nuova avventura insieme. Insieme, "for the team".
Amicizia, unione, passione, dolore e divertimento sono le caratteristiche di questo magnifico anime che mi ha fatto rivalutare la mia considerazione sul genere sportivo.

Che dire? Ending e opening stupende, grafica stupenda, ragazzi stupendi, storia stupenda. Beh, sarà per caso un anime stupendo? Guardatelo e fatevene un'idea, io ve lo consiglio con il cuore, perché sì, il cuore me lo hanno scombussolato ben bene quei tipi là!


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Gdgemi

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Free è un anime slice of life con argomento sportivo del 2013 prodotto da Kyoto Animation e Animation Do.

Inizialmente avevo snobbato quest'anime, reputandolo di solo fanservice e con tematiche sciocche e banali. Andando più in la nel tempo però, vedendo alcuni miei amici che lo apprezzavano, decisi di dargli una seconda opportunità togliendomi tutti i pregiudizi e lasciando da parte i pessimi valori soggettivi che avevo attribuito all'anime alla prima visione. Ciò che ho scoperto alla seconda visione è che alla prima sono stato semplicemente ottuso.
Ciò che realmente mi aspettavo prima di vedere "Free!" era uno spokon sul nuoto ricco di fanservice "talvolta anche yaoi". I primi episodi mi fecero rendere conto che di uno spokon non si trattava affatto. Infatti la storia non è incentrata su un evento sportivo e gli atleti che vi partecipano, ma bensì il contrario. Cosa cambia? Cambia il punto di vista dell'anime: incentrando la storia sulla vita degli atleti e non sull'evento cambia l'intera prospettiva dell'anime, trasformandolo in uno slice of life con tematica lo sport "stessa cosa con K-ON, solo con la musica". Affermo che non era ciò che mi aspettavo. Per quanto riguarda il fanservice, rimasi inizialmente schifato, con degli uomini che non sono uomini interiormente e Nagisa, che è il cancro più grande di tutta l'opera "a mio parere". Inutile dire che dopo una manciata di episodi mollai l'anime e mi diressi verso tutt'altro genere.

Alla seconda visione però il mio giudizio è cambiato. Avendo visto molte altre opere più ricche di fanservice e avendo accresciuto il mio senso oggettivo riconosco che Free! è uno slice of life molto buono e mai noioso. Il fanservice "per molti la pecca più grande dell'anime" aveva smesso di darmi noia e lo trovavo semplicemente divertente, quasi come una parodia affatto spinta del genere yaoi. Per quanto riguarda la storia è ciò che di più semplice si possa avere. La vita di 5 ragazzi che inseguono il sogno di partecipare ad una staffetta, niente di più, niente di meno. L'acqua ha il suo ruolo nella vicenda e possiamo considerarla pure un personaggio, soprattutto dal punto di vista di uno dei protagonisti "Haruka". Infatti l'acqua sarà fonte di consiglio per questo personaggio e aiuterà gli altri protagonisti ad andare avanti nella loro vita "diciamo una forma semplice della Going Merry in One piece".
La leggerezza dell'opera riuscirà ad intrattenervi per tutti e 12 episodi, facendovi anche divertire durante le poche competizioni sportive presenti nell'anime e a farvi tifare per i protagonisti. Per quanto riguarda i protagonisti, Makoto è forse quello che mi è piaciuto meno "dopo Nagisa ovviamente" per il suo background. Ho trovato stupido il motivo della sua paura e ciò mi ha fatto scendere la stima per questo personaggio. Le reazioni e il comportamento fisico di molti personaggi è un po' esagerato e portato all'inverosimile per motivi legati al fanservice "credo" e ciò fa comunque scendere il mio giudizio finale.

Il design dei personaggi, gli sfondi e la colorazione sono ottimi, degni di una serie del 2013, con colori accesi e design molto carino. Belle le divise delle squadre e i costumi.
Le animazioni sono eccellenti, con movimenti fluidi durante il nuoto che rendono più reale la competizione.
Le soundtrack sono d'alto livello, soprattutto la opening e la ending, che eccellono anche nei video molto carini e simpatici.
Di sicuro il miglior slice of life che abbia mai visto "io odio quel genere comunque".

Voto: 7.4

Ais Quin

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
VECCHIETTA: "Porta questo al tuo ragazzo [Haruka]."
MAKOTO: "Non è il mio ragazzo."
VECCHIETTA: "Non inganni nessuno, mio caro."
(da "50%OFF", una delle abrigded series tratte dall'anime)

Siamo sinceri: nessuno nutriva delle grandi aspettative per questa serie. Tutto quel che si chiedeva alla KyoAni era un prodotto che traghettasse lo spettatore da un capo all'alto dell'estate senza ammorbarlo e/o insultarlo troppo pesantemente nell'intelligenza, possibilmente fujoshi friendly ma non abbastanza da scoraggiare chi non conosce o gradisce siffatto fenomeno; un prodotto fresco, ben confezionato, ma nel complesso bidimensionale, di quelli che si lasciano vedere più che guardare, un po' come un capo di vestiario che si compri più per il prestigio della marca che per una sua intrinseca conformità a quelli che sono i nostri gusti personali. Non era una sfida. Era troppo povera di stimoli per esserlo, troppo alla portata, troppo più simile a un esercizio di stile che a un vero e proprio progetto narrativo e visivo. E così il noto studio di animazione del Kansai ha deciso di alzare la posta facendo di quelli che tutti davano per scontati fossero gli unici argomenti di "Free!", c'est à dire sole, cuore e fancervice, l'impasto di qualcosa di contenutisticamente ben più sfizioso anche se magari non esente da difetti: una bella scommessa per una vittoria, quella sul pregiudizio - anche il mio, devo dire -, se possibile ancor più bella.

"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo"... ma anche no. Nessuno dei nostri protagonisti ha infatti l'età legale per farsi servire qualcosa di più alcolico di un'aranciata, né anela a grandi rivoluzioni; no, il sogno di Haruka, Makoto, Nagisa e Rin, decisamente più appropriato visto che parliamo di bambini delle elementari, è quello di poter nuotare insieme per sempre. Ma per perfezionarsi in questa disciplina Rin deve partire per l'Australia, circostanza che porta la sua amicizia con gli altri a uno sfilacciamento che potrebbe non essere soltanto fisiologico. Poco tempo dopo ad allontanarsi dal gruppo è Haruka, che improvvisamente non sopporta più di immergersi in quelle acque clorate che gli hanno regalato così tante emozioni: due fatti apparentemente scollegati ma che anni dopo, quando il primo farà ritorno in Giappone, si riveleranno essere le diverse chiavi di lettura di un unico episodio. Toccherà a Makoto e Nagisa cercare di raccogliere i pezzi, fermo restando che il passato è remeabile soltanto fino a un certo punto e che ci sono cose che sono come l'acqua: devono essere lasciate libere di fare il loro corso.

George Bernard Shaw diceva che per ogni problema complesso c'è una soluzione semplice ma sbagliata. Nel caso di "Free!" la soluzione, ovverosia rimettere in piedi il vecchio club di nuoto, è giusta ma insufficiente a raggiungere lo scopo perché Nagisa e Makoto, che hanno avuto l'idea, non hanno sentore di quel che si cela dietro la ritrosia di Haruka a entrare a farne parte e alla iattanza di Rin, per nulla contento di avere di nuovo a che fare con loro. Lo stesso spettatore gode di una visuale appena più ampia, circostanza che potrebbe procurargli qualche mal di pancia giacché per la maggior parte del tempo gli elementi a sua disposizione non sembreranno portare a nulla: perché tanto pathos, perché tanta cocciutaggine nel voler riportare indietro le lancette dell'orologio? Ma soprattutto non si capisce perché tanta sollecitudine nei confronti di Rin, che fino all'ultimo farà di tutto per rendersi gratuitamente indigesto verso chiunque: sua sorella Gou ("È Kou!"), che vuole soltanto vederlo felice; il suo kohai Nitori, un po' appiccicoso ma animato dalle migliori intenzioni; e da ultimo Rei, la new entry del gruppo, che si compiace di considerare un suo rimpiazzo ma che al tempo stesso invidia.
Ci vuole del tempo, insomma. Tempo e anche tanta pazienza, perché almeno per una buona metà della serie il rapporto mostrato-raccontato penderà un po' troppo in favore del secondo onde non scoprire prematuramente le carte. Va detto tuttavia che, eccezion fatta per l'ahimè inutile e quantomai scipita backstory di Makoto, i vari inserti collaterali al filone principale, di durata e contingenza variabili (si va dai tragicomici tentativi di Rei, che non sa nuotare, di intendere ragione dei vari stili allo shopping natatorio, passando per gli insoliti abbinamenti alimentari di Haruka e altre frivolezze assortite), non sono affatto irritanti come si potrebbe credere, ma anzi conferiscono al tutto una freschezza e una leggerezza di cui lo spettatore si sorprenderà ad avere bisogno a fronte di quella che è, a tutti gli effetti, la storia di una riconciliazione sofferta e affatto scontata. Qualcuno potrebbe obiettare che sarebbe bastato chiarirsi immediatamente, magari anche a costo di trascendere a parole o nei fatti, ma vale la pena ricordare che all'epoca Haruka e Rin erano troppo giovani - pardon, piccoli - per reagire in maniera razionale a uno strappo così profondo e ingiusto nei confronti di entrambi. Che poi l'uno o l'altro, quando non addirittura ambedue, possano riuscire indigesti è un altro discorso - non un problema, badate bene, perché i gusti son gusti, ma dovrebbe essere cura dello spettatore fare in modo che ciò non infici la sua visione d'insieme. A tale proposito Makoto, Nagisa, Gou e soprattutto Rei costituiscono dei validissimi alleati in quanto tutt'altro che sacrificati o inerti rispetto a una vicenda che, nel bene e nel male, li condiziona e li spinge a riflettere, a spendersi con convinzione per la riuscita del riavvicinamento anche a costo di prendere qualche rischio o andare contro i propri interessi - tutto, fuorché stare a guardare lo stillicidio del tutto privo di senso di un'amicizia imbrigliata tra rovi invisibili.

(No, non sono una fujoshi e no, non credo che "Free!" abbia inoppugnabili sottotoni omoerotici, ma solo callide e garbate ambiguità inserite al puro scopo di far parlar di sé. C'è solo un motivo per cui l'onore di Gou non è oggetto di disputa da parte dei protagonisti, e non potrebbe essere più semplice di così: la carne al fuoco che c'è già basta e avanza. Questo la preserva dall'ira funesta delle fujoshi con tanto di pedigree, che invece di augurarle la morte per il solo fatto di respirare la stessa aria dei cinque bellocci - magari per annegamento, vista tutta l'acqua che c'è - saranno più inclini a considerarla come la loro ambasciatrice in-universe.)

Un altro appunto che è facile muovere ai personaggi è che di per sé non sono nulla di speciale, o per meglio dire incarnano degli archetipi ampiamente collaudati: Makoto la "mamma", Nagisa il Pollon gender flipped, Rei il tecnico, Haruka il Tronky, Rin l'asso ferito. E allora? L'importante è che l'insieme funzioni, e non c'è dubbio che ognuno di loro sia, nel suo piccolo, indispensabile al fine di mantenere intatto l'equilibrio - che tutti significhino qualcosa per tutti, anche se magari sono troppo inetti o orgogliosi per darlo a vedere. E allora magari è anche giusto che i comprimari si mantengano sullo sfondo, anche se non vedo perché non coinvolgere maggiormente la sensei Amakata dal momento che persino il vecchio coach dei ragazzi, che alcuni fan hanno ribattezzato Macklemore in nome della somiglianza con l'eponimo musicista, è riuscito a ritagliarsi la sua brava nicchia. Mi sento tuttavia di assegnare una menzione d'onore a Mikoshiba, capitano della squadra di Rin, che quando non è impegnato a rendersi ridicolo di fronte a Gou, per la quale ha una comica cotta, si dimostra di una competenza e acutezza più che degne della sua qualifica. Peccato che nell'ottica di una seconda stagione, essendo già al terzo anno, il proverbiale bus sia dietro l'angolo, ma voglio credere che in ogni caso Rin non sarà così ingrato da dimenticare quanto ha fatto per lui.

Per venire finalmente all'impiattamento del prodotto, per utilizzare un'immagine alla MasterChef, tanto vale togliersi il prima possibile il dente e mettere i puntini sulle i: a meno che non si parli di donne di fede islamica - e nemmeno tutte dato che dell'hijab il Corano parla poco (sette volte al netto di centoquattordici sūre da più di seimila versetti l'una ) e in maniera tale da conferire al termine un'accezione molto ampia e sfuggente -, chi dice nuoto dice pelle, perciò è del tutto inutile, nonché francamente imbarazzante, mettersi a saltare su e giù come tante scimmie impazzite a causa dell'ovvia esposizione a cui, nel corso della serie, vanno soggetti i protagonisti. Non è fanservice, questo: è la trama a chiederlo, non le fujhoshi, e nemmeno Gou dal suo lato del Quarto Muro. Certo, qualche espediente gratuito per mettere ancora più in luce la loro - giustificata - prestanza, c'è, ma mai durante le scene di agonismo vero e proprio, sempre ben animate e cadenzate al punto giusto. È vero anche che abbracci, sguardi incatenati, sorrisi complici e altri gesti equivoci non si contano, ma la KyoAni non è certo nuova a flirtare spudoratamente con il suo target di elezione - tutte manovre che effettuate con una mano appena più pesante darebbero fastidio a chi, per vari motivi, non non ne fa parte. E poi al diavolo: la visione di quest'anime rimane, da un punto di vista prettamente grafico, stimolante a prescindere da tutto questo e dall'interesse che il nuoto suscita o meno nello spettatore nella vita quotidiana, grazie a una regia dinamica ma tutt'altro che smaniosa di pavoneggiarsi, un character design gradevole e una fotografia che sa farsi, all'occorrenza, sgargiante e sobria, sguaiata e sommessa, spensierata e suggestiva. Tra l'altro è anche assai ben recitato e puntualissimo per quanto riguarda le musiche, orecchiabili senza per questo risultare invadenti. L'opening è piacevolmente cattiva, mentre l'ending, a cui si accompagna un concept a un tempo esilarante e golosamente perverso, conquista fin dal primo ascolto per la sua vivacità.

Insomma, una bella serie, magari non imprescindibile, ma che non solo non disattende le aspettative, ma addirittura solleva di sua sponte la barra e centra l'obiettivo. Un 8 e mezzo riveduto al ribasso solo ed esclusivamente a causa dell'esecuzione un po' pasticciata dell'intreccio.


 1
Nae

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Serie breve della categoria sport del 2013 che grazie ad una buona influenza di slice of life da vita ad un anime non solo incentrata sul sacro protagonista dei generi sportivi, appunto lo sport trattato, non assistiamo ad una sequenza infinita di gare con inframmezzi di analisi psicologica, più che altro il nuoto in questo anime accompagna l'analisi dei personaggi, cosa che ho trovato molto di pregio e che mi ha fatto tendere al 7 e non al 6.

La storia, se vogliamo banale e scontata, ci mostra quattro nuotatori aventi tutti un nome femminile, amici di infanzia ed ora al liceo, legati a una profonda amicizia e aventi tutti come minimo comun multiplo Haruka Nanase, un genio del nuoto nello stile libero, a ridosso dell'Asperger come comportamenti sociali, ma amatissimo dai 3 amici in quanto tutti e tre in modo diverso sono legati allo sport in questione dal legame tra loro che si riflette poi sullo sport.
Il vero nocciolo della faccenda sta nel confronto/scontro tra Haruka e Rin, le due personalità dominanti del quartetto, il primo perché non è plagiabile dalla regole socili di gruppo essendo un semi autistico ad alto funzionamento, il secondo perché è il tipico ragazzo carismatico, che però nasconde forte insicurezze. Il dramma esistenziale di Rin di voler battere Haruka per ripigliarsi da un non chiarissimo crollo avuto studiando all'estero costringerà tutto il gruppo di amici più il nuovo membro del club di nuoto (che ha preso il posto di Rin nel gruppo e nella staffetta) ad analizzarsi ed ad analizzare l'amicizia del magico quartetto dei tempi delle elementari.
Come ho già detto non ci sono mille gare di nuovo dove si nuota solo e si fissa il cronometro con pathos ed annessi, lo sport è l'intorno, cosa succede a questi ragazzi è il fulcro, cosa molto bella, anche se onestamente il dramma di Rin e l'illuminazione di Haruka su perché nuota poteva venir gestita davvero meglio. Eccessivo secondo me il legame tra Rin e Haruka, sembrano due amanti più che due grandi amici, ma considerando che il primo ha problemi di comportamento sociale glielo si perdona. Ovviamente è un anime quindi non sono solo tutti bellissimi come struttura muscolare, in quanto soggetti allenati, sono tutti bellissimi punto, sotto ogni punto di vista, sembra i vedere una sfilza di modelli che nuota.

Il profilo tecnico è davvero buono, le animazioni sono realizzate davvero bene, ebbene queste bellezze epiche siano abbastanza stereotipati, qualche pecca nel definire le movenze delle braccia in acqua magari, ma niente di imperdonabile. La colonna sonora non è malaccio ed opening ed ending sono gradevoli.

Lo sconsiglio a chi cerca un anime puramente sportivo, per tutti gli altri direi che non è così male se si apprezza il contorno agonistico con un buon lato di analisi sui personaggi.


 1
alisa

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Dopo il grande Slam Dunk del maestro Inoue, ho deliberatamente schivato qualunque shonen a trama sportiva, per evitare accuratamente al mio sistema cardiaco nuovi infarti su partite stoppate nei momenti salienti, o su incontri lunghi quanto la guerra dei cento anni, dove un normale match di quattro tempi si tramuta magicamente in uno da ottanta. Senza tralasciare gli aitanti protagonisti, che (bisogna spudoratamente ammetterlo) agli occhi di noi ragazze appaiono a volte un pochino fissati. Alzi la mano chi, sulle manie esagitate di alcuni, non ha esternato la fatidica frase: "Ma trovati una fidanzata!".
Free! rappresenta decisamente una rinfrescante sorpresa estiva, sotto molteplici aspetti. Primo fra tutti, la scelta di una disciplina mai analizzata in un anime: il nuoto. Decisione, dettata sicuramente da risvolti di puro merchandising, che però non si devono assoggettare al mero fan service. In piscina, è un dato di fatto, ci si va in costume, e gli ultimi modelli speedo sono anatomicamente progettati per fasciare il corpo (incluse le inguardabili mutandine con pinguino di Rei).
Un'altra critica, a mio avviso inconsistente, riguarda i presunti richiami al genere BL, e ciò è prettamente dovuto all'ennesima e perenne svalutazione dell'amicizia maschile.
Dichiarava un frizzante Billy Crystal (nel film Harry ti presento Sally) che: "Uomini e donne non possono essere amici, perché il sesso ci si mette sempre di mezzo". La stessa considerazione viene maliziosamente insinuata, ogni qualvolta una storia presenta un forte comparto di ragazzi. Perché? Perché i luccicanti occhi di Haru devono essere interpretati, come il preludio ad una romantica passeggiata sulla spiaggia, mano nel mano? Quella scintilla indica semplicemente una passione genuina per la velocità, per la competizione, per la creazione di un varco in muro d'acqua, e questo lo realizzi se alle spalle hai uno squadra. Compagni con cui condividere momenti di gloria e momenti di debolezza. Compagni con cui creare un solido legame, per spazzare via (bracciata dopo bracciata) invidie, dubbi o rancori connessi all'infanzia.
Ad ogni modo, nella vicenda spicca pure un gentil donzella, relegata purtroppo nel consueto ruolo di manager. Devo ammettere che per il personaggio di Gou (o meglio Kou) temevo la coercitiva sindrome "quote rosa", l'inserimento a caso di una figura femminile, giusto per equilibrare la disparità di genere (cosa che avviene con la professoressa responsabile del club. Un dizionario ambulante di aforismi e citazioni, atto esclusivamente ad adornare lo sfondo con il parasole bianco). Viceversa, la fanciulla dai capelli ramati si adopera per aiutare il fratello (a.k.a. denti di squalo) in evidente crisi esistenziale, dimostrando di saper guidare il gruppo, grazie alla fermezza e all'intuito (quest'ultimo determinante nella conclusione dell'arco narrativo). Ovviamente, non mi soffermo ad evidenziare gli intramontabili urletti bavosi, provocati dalla visione di tricipiti, quadricipiti e deltoidi, anche perché il materiale sui cui sbavare di certo non manca. Da questo punto di vista, si usufruisce volutamente (come in Kuroko no Basket) di stereotipi da reverse-harem: il taciturno, lo tsundere (che novità!), il pignolo rompi balls, il puccioso/coccoloso e l'inimitabile Makoto (il cui poster, ricordiamo, ha provocato una "lieve" isteria collettiva).
Concludo la recensione con un velato disappunto: la carenza di gare.
C'erano tutte le premesse per proporre più sfide, invece di condensarle, una dietro l'altra, alla fine. Per questo spero, nella seconda stagione, di farmi una sferzante botta di adrenalina rigorosamente priva di emboli (ho personalmente constatato che è impossibile allungare all'esasperazione una batteria dei cento metri).
See you next summer!


 8
The Narutimate Hero

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Maschio, eterosessuale, 26 anni, unica serie KyoAni visionata precedentemente: La Malinconia di Haruhi Suzumiya, che nemmeno m'impressionò più di tanto, per quanto carino.
Ho voluto specificare questi dettagli sulla mia persona immediatamente, perché l'anime qui preso in esame, Free!, ad una prima occhiata può sembrare nulla più che un catino di fanservice per il pubblico femminile o orientato sessualmente verso i bei ragazzi in generale, e di conseguenza quanto di più lontano dal tipo di "utenza" a cui dovrei appartenere io: gli elogi che verranno elargiti a questa serie giungono dunque da qualcuno che si trova agli antipodi rispetto al target di riferimento (o presunto tale) della serie stessa, e dunque non accecati dai tartarugosi addominali dei cinque protagonisti di quest'anime.
C'era una volta, neanche troppo tempo fa, una novel su un quintetto di giovani nuotatori delle scuole elementari, e c'è ora una serie animata che narra di quegli stessi giovani "meno giovani", giunti all'età del liceo, che si riuniscono dopo un periodo di distanza e tutto quel che ne comporta, tra incomprensioni, differenze e qualche piccolo mistero.
Free! non pretende di raccontare storie epocali, ascese clamorose di giovani straordinari che nuotano come motoscafi pronti a raggiungere il tetto del mondo prima della maggiore età: è una storia semplice di gente (più o meno) semplice che affronta una fase della vita che, bene o male, tutti affrontiamo, vivendo una passione comune a moltissime persone e che risulta condivisibile con molti loro coetanei "reali" in giro per il mondo.
Non è dunque troppo diverso, in questo senso, dal classico film americano dove c'è il classico padre che incita il classico figlio un po' sfigato a dare il massimo nella classica partita di baseball della scuola, una storia sportiva "normale" a livello amatoriale, dove sono più importanti i sentimenti dei protagonisti che le gare in sé, per quanto l'agonismo stesso sia il perno della vicenda.
Tutto è trattato in maniera estremamente emotiva, senza mai oltrepassare il limite della lagna, ma portandoci molto in profondità nella psicologia dei personaggi e, in alcuni casi, nei loro traumi passati, spingendoci ad empatizzare molto con loro.
Nonostante le apparenze, infatti, Free! si dimostra molto più serio di quanto potrebbe sembrare, con i suoi protagonisti segnati da vicende più o meno traumatiche che verranno a galla a poco a poco, nel corso dello scorrere dei 12 episodi, consentendoci d'immergerci nelle loro avventure (e disavventure) passate, spesso in grado di emozionare e commuovere uno spettatore già di per sé portato a lasciarsi coinvolgere emotivamente da ciò che appare sul suo schermo.
Parlando di ciò che appare sullo schermo, non c'è dubbio che alla Kyoto Animation si siano impegnati parecchio sul lato estetico: le animazioni delle scene di nuoto sono incredibilmente realistiche, per quanto non sia solo in quelle occasioni che la fluidità dei movimenti dà il meglio di sé; i riflessi di luce dell'acqua sono meravigliosamente brillanti e conferiscono al tutto un aspetto ancor più spettacolare, e poi, be', poi ci sono i personaggi.
Inutile nascondersi dietro a un dito, i protagonisti di Free! sono dei bei ragazzi fatti e finiti, che sicuramente ammalieranno la stragrande maggioranza dell'utenza femminile, ma tutto ciò, per quanto palesemente la casa di produzione ci abbia marciato sopra abbastanza, nasce da una premessa inevitabile: il nuoto è, con ogni probabilità, la disciplina che più di tutte sviluppa muscolarmente in maniera omogenea e ben definita tutto il corpo, per cui sarebbe stato, anzi, un errore rendere meno fisicati i personaggi coinvolti in questo sport.
Ovviamente, trovandosi costretti a disegnare dei ragazzi muscolosi, i membri di Kyoani si sono lasciati trasportare e ne hanno approfittato per renderli dei veri e propri bishonen da sogno.
E' questo un male?
No, è la mia opinione, perché considerate le basi tutto questo è quasi inevitabile e, in un mondo di animazione giapponese dove i personaggi maschili hanno fisici statuari di default da più di trent'anni, con casi più unici che rari (Kenshiro non può avere una corporatura del genere senza una nutrizione adeguata e un allenamento costante, e in un mondo dove è tutto deserto e si fa fatica anche solo a trovare l'acqua, come fa ad essere così? O, altro esempio più recente, Rufy passa le sue giornate a ridersela e mangiare carne, come fa ad avere l'addominale scolpito?), per una volta che questo bell'aspetto è giustificato (e rende felice il pubblico femminile, in un regno dove ogni ragazza o donna ha un corpo da modella a priori) ben venga, tanto, al pubblico maschile tutto questo non toglie o aggiunge nulla.
Certo, poi c'è Rin che ha una dentatura a trappola per orsi che risulta un po' strana, a meno che non si limi i denti, ma quello è un dettaglio secondario, forse più una rappresentazione grafica del suo carattere che altro, senza contare i classici colori di capelli improbabili, che però sono effettivamente un cliché affermato da sempre.
Anche il lato musicale dell'anime sa difendersi più che bene, con un'energica opening e una divertente ending a fare da cornice ad una colonna sonora ben riuscita, in grado di accompagnare in maniera efficace gli eventi che si susseguono durante lo svolgimento della trama, momenti introspettivi o drammatici compresi, in modo da fare da "scivolo sentimentale" per l'animo di chi guarda facendolo commuovere (o esaltare) ancor di più.
A questo si aggiunge un ottimo lavoro da parte dei doppiatori, molto "presi" dai loro personaggi e decisamente adatti al ruolo, senza che nessuna voce risulti sgradevole o inappropriata.
Ciò a cui bisogna stare però più attenti, quando ci si approccia a Free!, è il timore nei confronti di un'eventuale presenza massiccia di scene con suggerimenti Boy's love (o addirittura Yaoi) tra i protagonisti: per quanto alcuni punti giochino palesemente con la mente dello spettatore più malizioso (ma possono essere contati sulle dita di una mano), in realtà quello che potrebbe essere visto come comportamento "gayyyyyyyy" (stile fochina che urla) altri non è che una rappresentazione più sentimentalista dell'amicizia tra uomini, un'amicizia che si allontana dal luogo comune che vuole due amici maschi vivere il loro legame tra discorsi su sport vari accompagnati da genitali femminili e paragoni suino/cinefili a divinità varie utilizzati a mo' di congiunzioni, "litri di bbbirra" (cit.) e gare di rutti, ma qualcosa di, appunto, più sentimentale e delicato.
Che però non è necessariamente un flirtaggio selvaggio, semplicemente si tratta di una manifestazione dei sentimenti più diretta e genuina, per quanto non ce la si aspetta spesso dai maschietti.
Ma questo non deve assolutamente fare paura, perché fuggendo a gambe levate da Free! come fosse la gayezza personificata (che poi le storie d'amore omosessuali non è che sono il male eh, indipendentemente che siano gay o lesbo) ci si priva di un anime magari non epocale, ma sicuramente gradevole ed emozionante in maniera "semplice", senza lanciarsi in apocalismi o vicende fuori dall'ordinario, ma semplicemente narrando le gesta di un gruppo di ragazzi comuni ("magari fossero comuni", dirà qualche donzella) nelle loro complessità, che vivono una vita che ruota intorno ad un loro grande amore (quello per l'acqua, ovviamente).
Tutto ciò che bisogna fare è liberarsi dalle catene del pregiudizio e tuffarsi nella visione, completamente liberi.
Completamente "Free".


 6
M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Esperimento non riuscito, quello di KyoAni, rinomato studio d'animazione che nel 2013 dimostra, pur proponendo qualcosa di apparentemente nuovo sulla carta, di non riuscire a passare a un livello successivo in ambito narrativo, a 'spersonalizzare' i suoi personaggi e a introdurre trovate che siano concretamente innovative nel campo.
A metà tra uno slice of life e uno spokon, Free! è la storia di un gruppo di giovanotti accomunati dalla passione per il nuoto, che cercheranno di tener salda la propria amicizia, non senza qualche difficoltà. Prima cosa a saltare all'occhio è la predominanza, rispetto al passato, di figure maschili come protagonisti, una novità che invecchia però immediatamente, quando si scopre - ad esempio - che uno dei cinque (Nagisa) è praticamente posseduto dal fantasma di una classica irritante ragazzina di stampo moe, con gli altri che non sono da meno in quanto ad atteggiamenti ricchi di virilità. Altri elementi che non stupiscono affatto sono la ricorrenza di episodi a tema (spiaggia, matsuri, ecc.) farciti di situazioni per niente genuine e battute che, oltre a risultare stantie e inefficaci come i tempi comici, figurerebbero sicuramente meglio in un K-on!. Umorismo di bassa lega, dunque; i contenuti sono miseri, la trama giustamente semplice ma esageratamente prevedibile specie nei momenti conclusivi, la sceneggiatura così maldisposta e costellata di punti morti che anche la metà degli episodi sarebbero bastati a contenere l'essenziale.
Manifesto, insieme a Hyouka e Tamako Market, di un team allo sfascio dal punto di vista delle idee, incapace di utilizzare le immense risorse tecniche a propria disposizione per qualcosa che sia realmente memorabile.

LittleStar

 4
LittleStar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 9
Vorrei dare una opinione positiva a questo anime. Trovo ingiusto essere eccessivamente severi con i giudizi. L'anime non tratta certamente temi troppo complicati, a volte è presente il fan service, ci sono alcuni cliché; tuttavia sono elementi trascurabili, data la complessiva gradevolezza della serie. Mi sono divertita molto a guardare questi episodi e non li ho trovati affatto noiosi. Sono freschi, contengono interessanti spunti di riflessione. Il passato dei protagonisti non contiene traumi esagerati, ma non per questo sono da considerare poco interessanti, anzi. E' vero che le relazioni tra uomini non sono mai così delicate, l'anime pecca forse di realismo, ma alla fine dai... quando guardo un anime voglio anche divertirmi a volte!!!
Credo che in Giappone l'anime abbia avuto molto successo anche per il titolo che porta: "Free!". E' difficile sentirsi liberi di perseguire i nostri sogni, specie nelle società dove si pretende il raggiungimento di continui risultati.
Haru e in particolare Rin sono personaggi-simbolo interessanti. Non ci troviamo di fronte a una psicologia troppo complessa, i dialoghi non sono troppo complicati, tuttavia, a una lettura complessiva, credo che Haru simboleggi libertà, Rin l'amicizia. Sono valori sempre più difficili da coltivare in una società che premia solo i risultati e il primo posto sul podio, la libertà e l'amicizia, i sentimenti sono schiacciati dalla competizione. L'anime mi piace per questi spunti di riflessione.
Non posso dire di più per non rovinare la visione dell'anime, odio gli spoiler... perciò bando alle ciance, guardate questo anime senza aspettarvi una rivoluzione, ma spunti di riflessione! E guardatelo fino alla fine mi raccomando!
Metto un 9 di fiducia per vedere se il team farà una seconda stagione di levatura superiore...date le recensioni controverse!
P.s animazione curata, gradevoli le sigle!


 2
Kaochan

Episodi visti: 10/12 --- Voto 5
Il primo anime visto quasi per intero dopo una pausa di diversi mesi, principalmente perchè ne avevo sentito molto parlare, e in parte perchè anche perchè anche una fetta della mia adolescenza è trascorsa in vasca.
Non ne sono rimasta soddisfatta, ho trovato piatta la storia ed altrettanto mi ritrovo a dire dei personaggi, alle cui vicende in 10 episodi su 12 non sono riuscita in alcun modo ad interessarmi,in diversi punti anzi ha avuto decisamente la meglio la noia, e questo nonostante si tratti di una serie piuttosto breve, tale per cui eventuali timori potevano magari riguardare una compressione eccessiva della storia,che invece è stata dilatata secondo me in malo modo ed in misura comunque eccessiva a partire da un nucleo striminzito come può essere l'amicizia tra un gruppetto di bambini delle elementari che condividono una passione ed un obiettivo, nucleo che gli autori si son ben guardati dallo sviluppare.
Al decimo episodio ho deciso che potevo anche smettere di propinarmi i lunghi sguardi pensosi, i silenzi carichi di sottintesi, le innumerevoli frasi lasciate a metà e le pose da figo che questo o quel personaggio della serie (di norma comunque soprattutto due) ritiene di elargirci come minimo una volta a puntata.
Del cast mi sento di salvare solo Rei, la manager del club di nuoto dell'Iwatobi, nonchè sorella del (insopportabile) coprotagonista, ed il suo ammiratore, per il resto siamo in presenza o di soggetti che nei piani degli autori gli spettatori dovrebbero trovare fighi per qualche ragione che gli episodi visti non mi hanno aiutata ad individuare, oppure di rivisitazioni piuttosto pedisseque di stereotipi che si qualificano come tali a chilometri di distanza, e dopo un minuto scarso di visione.
Colonna sonora discreta,opening ed ending non mi hanno fatto impazzire.


 2
SeaYes

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Tratto da: Nulla, è basato però sulla novel High☆Speed!, scritta da Kōji Ōji, che racconta le vicende dei protagonisti da bambini.

Trama: La storia ruota intorno ad Haruka Nanase, un ragazzo che fin da bambino ama l'acqua e immergersi in essa, estraniandosi dal mondo esterno. Durante l'ultimo anno delle elementari partecipa ad una gara di nuoto con altri suoi tre amici, Makoto Tachibana, Nagisa Hazuki e Rin Matsuoka, vincendo nella staffetta. L'anime inizia con Haruka che, insieme a Makoto e Nagisa, suoi compagni anche al liceo, cerca membri per aprire ufficialmente il club di nuoto lì a scuola, riuscendo alla fine ad "assoldare" Rei Ryugazaki; Rin, dopo la staffetta, si era trasferito in Australia per frequentare una scuola sportiva, concentrandosi sul suo sogno di diventare un campione olimpico, ma, finalmente, dopo cinque anni di duro lavoro, torna in Giappone, per affrontare le capacità innate di Haruka.

Considerazioni: Partiamo dalle aspettative, che sono essenziali per l'analisi dell'opera - almeno secondo me -, e per spiegare il voto. Tanto tempo fa, iniziò a girare per il web un'immagine con quattro ragazzi in costume che vi invito a cercare. Si parla di un anno fa ormai, nessuno sapeva cosa fosse, se si trattasse dell'immagine di una novel, di un futuro anime, di un disegno randomico. Fatto sta che l'idea piaceva a molte persone. Anche a me. Insomma, un anime sul nuoto, con un character design così bello...
Molto tempo dopo è stato rilasciato dalla Kyoto Animation un PV, del quale però non si sapeva ancora nulla. Spesso la KyoAni aveva creato PV del genere senza poi farne un anime. A volte erano solo video promozionali di novel o manga e non è raro che altre case produttrici facciano lo stesso. Comunque, quelli che non conoscevano l'immagine originale linkata poco sopra, alzarono un polverone pazzesco (siamo a gennaio ddel 2013, circa). La KyoAni doveva fare obbligatoriamente un anime con ragazzi gay mezzi nudi, senza se e senza ma, perché "anche noi ragazze ci meritiamo un po' di fanservice maschile". Leggasi: chi se ne frega del nuoto. Ovviamente, noi che speravamo invece in un bell'anime sportivo, ci siamo sentiti presi alla sprovvista da queste nuove "fans", ma anche dal cambiamento del chara-design. Le nuove fans-fujoshi hanno firmato una petizione e poi la KyoAni ha annunciato l'anime. Non so se effettivamente sia stato merito di queste ragazze o se lo studio aveva già intenzione di creare l'anime (propendo per la seconda), fatto sta che l'anime sarebbe iniziato in estate. In quei 5 mesi, le fujoshi iniziarono a creare personalità e ship basate esclusivamente su quell'unico PV. Ancora non si sapeva nulla dei personaggi, né i loro nomi né le loro personalità né tanto meno la relazione che intercorreva tra di loro. Non si conosceva nemmeno il nome dell'anime! Non avete idea del p0rn che si poteva trovare già nei primi mesi. Ma originariamente non doveva essere un anime sul nuoto, vi starete chiedendo? Già, me lo chiedevo anch'io. Oltretutto essendo uno script nuovo, creato dalla KyoAni e solo in parte basato sulla novel, le aspettative si abbassarono ulteriormente, perché sapete, le trame della Kyoto Animation non spiccano esattamente per originalità [sono un po' noiose, ecco]. E non avete nemmeno idea delle lotte che si sono venute a creare nel fandom (tenete sempre presente che l'anime era stato annunciato da pochissimo) tra chi inneggiava l'evidente omosessualità dei quattro ragazzi e chi prendeva in giro queste persone leggermente fanatiche di un qualcosa che, per il momento, non esisteva nemmeno. Quanta gente ho sentito pronunciare le seguenti parole su Kuroko no Basket, altro anime/manga sportivo: "Dai, inizio a guardarlo. Sapete, shippo già delle coppie omo senza averlo nemmeno visto". E quanta gente invece ho sentito dire: "Io non lo guardo perché, ugh, è un coso yaoi e a me lo yaoi fa schifo." Kuroko no Basket non è uno yaoi. Ma le capisco, queste persone. Però insomma, quello che voglio dire è che non bisogna giudicare un anime da quello che si dice in giro.
Alla fine di tutto, io l'anime l'ho guardato, con aspettative basse, che in parte sono state anche confermate.
La KyoAni non ha esitato a mettere scene di puro fanservice omoerotico (non fatemele elencare, meglio), totalmente inutili [odio il fanservice]. Il nuoto vero e proprio è divenuto protagonista solo verso metà serie. Ci si è concentrati principalmente sui personaggi, cercando di dare una caratterizzazione iniziale piuttosto cliché, che poi per fortuna si è evoluta, mostrando più sfaccettature e scardinando i personaggi-tipo.
Forse però, proprio perché ho iniziato Free! con queste basse aspettative, mi ha stupita. La trama alla fine è piacevole, se si chiude un'occhio sul fanservice; i dialoghi sono spesso divertenti e buffi, i sottintesi maliziosi sono forse inseriti per dare un osso da mordere alle fujoshi affamate e una valvola di sfogo di ironia a chi guarda Free! con più serietà; cliffhangers di fine episodio traumatizzanti; colonna sonora non eccelsa, ma azzeccata per il tipo di anime; animazioni sensazionali, degne della Kyoto Animation, che è appunto famosa per l'alta qualità dei suoi disegni e della fluidità dei movimenti. I personaggi a volte sfiorano il ridicolo ma secondo me è tutto voluto. Naturalmente c'è il classico anti-eroe, Rin, con un passato tragico, che tenta di nascondere le sue debolezze indossando una maschera di disprezzo e indifferenza. (Eppure...ci piace!) Ma quello che mi è piaciuto di più in Free! è il contrasto tra chi ha il genio naturale e chi invece deve impegnarsi all'inverosimile per raggiungere i suoi obiettivi, a volte fallendo miseramente, nonostante tutto. Il contrasto tra chi è pieno di amici anche se preferirebbe star da solo e chi avrebbe bisogno di affetto, ma non lo trova o non riesce ad accettarlo. Il contrasto tra chi si lascia trasportare dalla vita e chi cerca di farsi largo tra la corrente. Due eroi diversi (Haruka e Rin), due visioni del mondo opposte. Alla fine
Attenzione :: Spoiler!
la storia non finirà ancora con questo contrasto, perché il mondo, anche se sembra colorato in bianco e nero, è un miscuglio di grigi diversi (i.e. Haruka e Rin riusciranno a trovare un compromesso, capendo che non per forza devono viaggiare su due binari diversi).

Menzione speciale a Miyano Mamoru, che riesce sempre a tirar fuori la voce più azzeccata per tutti i suoi personaggi - interpreta un tormentato e sexy Rin.
KyoAni nominata regina di cliffhangers della stagione, indubbiamente.

In conclusione, se non cercate nulla di troppo impegnativo, ma comunque piacevole (anche visivamente) e se non vi dà troppo fastidio qualche hint di bromance, Free! è un anime carino e leggero, che magari vi farà anche venire voglia di nuotare. Ma attenzione, NON è un anime sul nuoto, è un anime sull'amicizia.
Ps. Se siete deboli di cuore, attente a un certo Makoto Tachibana.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Se qualcuno dovesse approcciarsi a questo anime sperando di vedere un anime sportivo "classico" (alla "rough" per intenderci), Free! vi regalerà dodici episodi di pura frustrazione: questo titolo, infatti, si svolge nel mondo nel nuoto ma la componente competizione è quasi completamente assente. Che cos'è allora questo Free!?
Cominciamo con la trama. Quattro grandi amici appassionati di nuoto, caratterizzati dal fatto di avere tutti dei nomi femminili, da bambini vincono una gara di staffetta mista. Questo evento rappresenterà un ricordo felice di quegli anni e della loro amicizia; subito dopo, infatti, le strade dei quattro si dividono in quanto ognuno di essi si iscriverà ad una scuola diversa. Uno dei quattro, Rin, si trasferisce addirittura in Australia per coltivare il sogno che era stato del padre, ossia quello di diventare un atleta olimpionico.
Si arriva alle superiori e gli altri tre si ritrovano iscritti alla stessa scuola: inevitabilmente decidono di creare un club di nuoto. Ad essi si aggiungerà un quarto membro, Rei, strappato al club di atletica leggera e caratterizzato dal fatto di avere anch'egli un nome femminile. Nel frattempo anche Rin torna dall'Australia ma è profondamente cambiato: assumerà un atteggiamento piuttosto aggressivo nei confronti dei vecchi amici ed il suo unico interesse sembra quello di battere Haru, il più veloce ma anche quello con la personalità più stramba del gruppetto. Questo atteggiamento ostile si rivelerà essere il tema dominante dell'intera serie, in quanto l'attenzione sarà interamente concentrata sui motivi del cambiamento di Rei e sui tentativi di ricostituire il vecchio gruppo di amici.
Free!, dunque, è un anime che tratta fondamentalmente di amicizia, una sorta di K-ON! con personaggi maschili, ognuno dei quali con un diverso colore di capelli e occhi (tecnica classica per renderli più facilmente riconoscibili). E', ovviamente, Indirizzato ad un pubblico femminile a cui viene riservata anche una massiccia dose di fanservice, con muscoli e costumi in bella evidenza: essere dall'altra parte, per una volta, si è rivelata essere un'occasione per valutare l'impatto che troppe nudità hanno su persone dello stesso sesso. Personalmente non l'ho trovato poi così fastidioso.
Lo sport, invece, diventa solo un pretesto: le gare sono poche e di scarsa importanza; ben presto si capisce che il fulcro dell'anime è invece lo slice of life e potrà essere apprezzato solo da chi ama questo genere.
La storia si dimostra senza dubbio gradevole, ma per essere un anime di solo dodici episodi presenta troppi momenti noiosi ed è estremamente ripetitivo: la stessa storia viene raccontata non so quante volte ed alla lunga scoccia.
In definitiva, Free! è un anime senza infamia ma anche senza troppe lodi. Se fosse possibile assegnare i mezzi voti avrei optato per un sei e mezzo ma, dato che non si può, come accadeva a scuola il voto scende a sei.

GianniGreed

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Ho appena finito di guardare "Free!", quello che è praticamente stato considerato l'anime con più fanservice per ragazze prodotto negli ultimi anni, da alcuni accusato di essere un anime creato dalla Kyoto Animation (gli stessi di K-ON!) solo ed esclusivamente per far sbrodolare le fujoshi da tutte le labbra possibili.
E' vero solo fino ad un certo punto. Non c'è più fanservice di quanto c'è ne in qualunque anime per ragazzi di adesso, anzi, è molto di meno. E' un anime in cui i protagonisti fanno parte del club di nuoto. Non possono mica nuotare vestiti, no? Quello è l'unico fanservice presente, i ragazzi che si spogliano e si mettono in costume per nuotare.
Principalmente è un anime sull'amicizia tra un gruppo di ragazzi. Ok, alcune scene spingono un po' sul lato quasi yaoi, ma è una cosa che passa in secondo piano, e non è equivoco come può sembrare.

L'anime ha per protagonisti un gruppo di quattro ragazzi inizialmente, che poi diventano cinque. Haruka, Rin, Makoto e Nagisa, quattro ragazzi con nomi femminili, che alla scuola elementare facevano parte del club di nuoto. Poi succede qualcosa tra Haruka e Rin, Rin cambia paese e Haruka smette di nuotare. Arrivati al liceo, Haruka reincontra Rin e nei due si risveglia qualcosa, i due decidono di tornare a nuotare, ma nei club di due licei diversi, e Rin lancia una sfida ad Haruka: riuscirà finalmente a superarlo, cosa che non era riuscito a fare da piccolo.

Cosa mi è piaciuto?
Tutto.

La storia come dicevo è quella di un amicizia che per una stupidata viene rovinata e alla fine ricostituita. I personaggi sono ben caratterizzati, è simpatico chi deve essere simpatico, è odioso chi deve essere odioso, ma con l'andare degli episodi ci si affeziona a tutti, con i loro modi di fare, con le loro manie, con le loro espressioni con occhi sbrillucicanti.
La storia è ben raccontata con pochi punti morti e riesce nel corso degli episodi a catturare lo spettatore, e che seppur prevedibile in alcune situazioni, riesce a snocciolare momenti emozionanti ogni due per tre. L'anime alterna bene momenti divertenti e anche quasi stupidi (tipo Haruka che vuole nuotare nell'acquario di un centro commerciale) ad altri molto più introspettivi dove i personaggi riflettono sul loro passato e si interrogano sul futuro. E' vero ed è inutile negarlo che ci sono scene che sembrano un po' forzate in alcuni punti, con sguardi troppo intensi tra i ragazzi dove anche io mi sono ritrovato a pensare "adesso si baciano", ma non succede nulla di tutto questo (con grande dispiacere di chi ci sperava forse). L'anime riesce ad essere perfettamente godibile anche da un pubblico di "maschi duri e puri" categoria di cui fieramente dico di NON fare parte.
Io mi sono divertito ed emozionato sinceramente a guardare questo gruppo di amici superare le difficoltà che si sono ritrovati ad affrontare e sono stato contento per loro quando le cose si sono risolte nel bel finale.

Dal lato tecnico, l'anime è ottimo, stiamo parlando di Kyoto Animation, non sono i primi che passano. I disegni sono davvero molto belli, e in qualche modo ricordano quelli di K-ON, in particolare nelle ragazze come Gou o anche la professoressa Miho. I ragazzi sono tutti esageratamente belli, ma vabbè non vedo perché lamentarsi di questo. Ben animate anche le scene di nuoto, anche se non sono un esperto per poterlo dire.

Doppiaggio e musiche completano il quadro e fanno di questo "Free!" l'anime rivelazione dell'estate 2013.

Personalmente, io mi sono avvicinato all'anime senza pregiudizi, anche se sentivo parlare dell'anime e del suo troppo essere "gaio", e sono contento di averlo visto fino alla fine. Si è rivelato essere un ottimo prodotto sia dal lato puramente tecnico che da quello dei contenuti. Di nuovo, sicuramente strizza l'occhio ad un pubblico femminile ma bollarlo come un anime di solo fanservice per ragazze è sbagliato e "Free!" non lo merita. Al contrario "Free!" ha parecchio da offrire oltre ai pettorali dei protagonisti.

falcus92

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Penso di aver cominciato questa serie con tanti pregiudizi, forse troppi. A dir la verità, però, sono il tipo che riesce ad "aggiustare il tiro" anche quando ho dei preconcetti che mi accompagnano durante la visione di un anime. Penso che "free" sia una vera e propria sorpresa per il panorama degli anime del 2013. Sicuramente è tutto meno quello che ci si aspettava ovvero: solo fanservice per le ragazze. Prestate bene attenzione a quel "solo" perché escludere quella componente significa eliminare una parte importante dell'anime che permette lo sviluppo delle vicende, le gag e tutti i contorni che hanno colpito il pubblico femminile facendo nascere nuove fujoshi con nuovi pairing. Insomma, manna dal cielo per le yaoiste.

La storia ruoto attorno a 3 ragazzi: Makoto, Nagisa e Haruka. I 3 facevano parte alle elementari di un club di nuoto che vinse una staffetta a 4. Il quarto componente, Rin, dopo la scuola primaria abbandonò il Giappone partendo per l'Australia. Lì voleva imparare le basi per essere un ottimo nuotatore. I ragazzi, però, alla fine si divisero tutti fin quando al liceo non si riincontrano. Nagisa e Makoto per tanto decidono di convincere Haru a rifondare un nuovo club di nuoto per nuotare come i vecchi tempi. Nel frattempo anche Rin fa il suo ritorno ma non è nella stessa scuola con i suoi vecchi compagni e sembra che ci sia un odio tra lui e Haruka. Da questo momento comincerà tutta la storia che ruota intorno alle vicende del nuovo club di nuoto e alle sfide tra i vari personaggi.

Ecco il primo elemento che mi piacerebbe affrontare è proprio quello della sfida sopracitata. La vita di questi personaggi è una continua missione per far sempre meglio. Il nuoto non è così semplice come vuole mostrarsi anzi ha bisogno di sacrificio ma anche di tanta passione. Quando questi due elementi possono coesistere allora colui che affronta le "acque clorizzate" della piscina vivrà quell'attimo come un vero e proprio momento di -free- libertà. Ovviamente cio' è molto intrigante perché permette un'ottima e diversificata caratterizzazione dei personaggi che risulteranno vari ed anche elaborati. Insomma il rapporto che si crea fra loro è frutto degli eventi e non dal nulla, cosa tipica dei prodotti KyoAni basti vedere "Tamako Market" o "K-on" in cui si creano relazioni promettendo torte e dolci. Una sorpresa perché ci conduce alla tematica principale che è quella dell'amicizia. Un'amicizia che va oltre il semplice conflitto in una vasca. Qualcosa che lega in modo indissolubile le persone e che le avvicina nonostante le tantissime avversità. Insomma poco mi interessa del fanservice se poi alla fine riesco a vedere oltre le semplice scene fatte per le ragazze.
Piccola nota va fatta per alcuni episodi che risultano morti e noiosi. La KyoAni sembra che ricada in tentazione nel produrre puntate in cui non avviene proprio nulla, eppure anche lì ci sono ottime gag che fanno sorridere lo spettatore anche grazie a dei personaggi un po' "faboulous".

Inoltre da sottolineare e la tanta adrenalina che alcuni episodi trasmettono. Le sfide che ci vengono propinate coinvolgono lo spettatore e lo fanno partecipare attivamente, più o meno, alle sensazioni e alle emozioni dei personaggi che affrontano il momento e danno tutti se stessi per superare l'ostacolo bracciata dopo bracciata. Un anime sportivo, direi, molto conforme al genere nonostante le premesse non buone.
Inoltre anime sul nuoto non sono tantissimi e questo fa si che sia anche abbastanza originale, forse alcune scene sono di diritto reciclate dai vari anime scolastici tipo il lavaggio della piscina. Ma ovviamente sono piccolezze.

Il livello tecnico è veramente di un altro pianeta. Sempre ottimo sia in regia che in animazioni. Lo spettatore guarderà estasiato la grande capacità della KyoAni -capacità legata molto ai soldi che hanno investito, ma anche questo poco conta-. Il disegno è "moe" nonostante i fisici palestrati oltremisura dei nostri personaggi. Ottime anche le OST. Ma in fondo da uno studio del genere ci si può aspettare solo eccellenza per la parte tecnica.

Se riuscite a vedere oltre il mero fanservice è una serie che consiglio.

Izaya_Orihara

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Si sa, da sempre la Kyoto Animation viene discussa per i suoi prodotti che ci vengono proposti continuamente. Questi prodotti hanno due particolarità: il moe, abusato per fini commerciali, e un'animazione ottima, no, più che ottima, stupenda! In questa stagione estiva, ci viene proposto tutt'altro che moe: bei maschioni muscolosi nuotatori, per accontentare le femminucce. Forse solo le facce sono abbastanza moe, ma questo è solo minimamente accennato. I primi trailer trasmessi hanno fatto discutere parecchio, e già si gridava allo scandalo, e persino allo yaoi, ma non vi preoccupate, questa serie, di yaoi, non ha nulla.

Nonostante questo, la serie è riuscita a smentire buona parte di chi la criticava già in partenza, rompendo i pregiudizi, e prendendo a sé una buona parte di spettatori, soprattutto per il clamore suscitato in partenza. Infine, è riuscita a farsi piacere sia da qualche maschio e sia da qualche femmina. E chi se lo aspettava? Questo sta a significare che non si dovrebbe mai pregiudicare una serie. Nonostante ciò, tralasciando il fan service per le femminucce (pettorali, addominali etc.) che criticarlo sarebbe da stupidi, la serie presenta vari difetti, in primis i problemi riguardanti il suo studio d'animazione, ovvero la KyoAni, che in ogni sua serie presenta alti e bassi, rendendo le serie molto altalenanti. Ebbene sì, Free! è una serie altalenante, con alti e bassi; si passa da episodi noiosissimi, da premio nobel, in cui non succede nulla (famoso stile KyoAni), a episodi coinvolgenti, emozionanti e a volte anche divertenti. La visione della serie, a volte, è pesante proprio per questo: il tempo sembra non passare mai.

Adesso potremmo tralasciare anche i difetti riguardanti il suo studio d'animazione - però c'è da dire che ci regala un'animazione fantastica - che troviamo più o meno in ogni serie del medesimo studio, passando a problemi un po' più seri, riguardanti trama, personaggi ed eventi. Essendo uno spokon (manga/anime di genere sportivo) Free! ha più o meno la stessa trama (però in versione "nuoto") di tutte le serie del medesimo genere, e tratta di tutti quei valori di questo genere: fiducia, amicizia, competitività etc. però, c'è da dire, che anche qui la serie inciampa. I temi trattati in questa serie risultano forzati ed esagerati, talmente tanto da diventare disgustosi e assurdi, così come le azioni e le motivazioni dei personaggi, che piano piano si rivelano sempre più odiosi (parlo più che altro di Rin). Ciò rende Free! uno spokon davvero brutto e pietoso; uno dei peggiori che abbia mai visto. L'unica cosa positiva è il nuoto che si vede in pochi, forse zero, anime.

L'animazione e il comparto sonoro sono, ripeto, da top, degne della KyoAni; l'opening è carina, l'ending un pochino divertente e contenente un po' di fan service, mentre le OST sempre ottime. Lo stile dei personaggi è, come dire... curato al meglio. Una serie che mi ha deluso, anche se non mi aspettavo molto. Con WataMote e Danganronpa presenta il flop di questa stagione estiva. Voto 5; sconsigliato.


 8
LaMelina

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Inizialmente tutti definivano Free! un anime per fangirl, privo di contenuti, capace solo di smuovere l'ormone delle ragazzine. Con una panoramica di bei ragazzi dal fisico scolpito, dai costumi spesso striminziti, che passano metà anime bagnati e l'altra così vicini fra loro da lasciare intendere un universo di situazioni, si presentava infatti come la serie perfetta da bombardare per tutto ciò che un prodotto di animazione non dovrebbe essere. Tuttavia, episodio in episodio, nuotata dopo nuotata, sguardo su sguardo è riuscito a conquistare un pubblico sia di donne che di uomini, lasciando di stucco tutti i suoi detrattori e convincendo anche i più restii ad abbandonare il pregiudizio di una serie superficiale e fatta solo di muscolose zucche vuote.

Free! si incentra su un gruppo di liceali appassionati del nuoto, che non si pongono come obiettivo quello di vincere, ma gareggiare insieme e divertirsi, in un idealistico sogno che li vede nuotare uniti nel tempo. In una nazione come il Giappone che esalta la comunità a discapito del singolo, il concetto di nakama, l'essere compagni, è molto forte. Lo sport è uno degli ambiti in cui maggiormente si esprime il senso di appartenenza che i giapponesi sentono, e ciò è avvalorato dalla promozione dei club sportivi nelle scuole che il sistema di istruzione nipponico porta avanti. La scelta del nuoto offre vari spunti ad un anime come Free! non solo perché utilizza il fanservice come leva sul pubblico, ma anche perché permette di soffermarsi sia sulla rivalità che si crea fra nuotatori singoli, sia sulle staffette nelle quali i legami di squadra basati su stima e rispetto del compagno, che è al tempo stesso rivale e amico, vengono fuori al meglio.

I legami, infatti, sono il centro di Free!. Sapientemente enfatizzato dalla regia KyoAni, il rapporto d'amicizia che lega il team Iwatobi, quest'ultimo a Rin, e Rin con la squadra del suo liceo, infine Haru con l'acqua, sono l'elemento fondamentale della storia, che lascia sullo sfondo il nuoto per approfondire questo legame. Un'amicizia fatta di abbracci, di strattonate per gli occhialini, di chiacchierate ai piedi di un ciliegio, di scritte su muretti, di rotolate per terra mentre si cerca di far valere la propria posizione, di spintoni in una rete per obbligare l'interlocutore a porre l'attenzione su di te, di sguardi. Gli occhi dei personaggi di Free! parlano, mostrano la profondità del cuore di personaggi come Haru e Rin che mancano di capacità comunicativa. Sono gli occhi ad intessere un dialogo con lo spettatore e ad esprimere tutto quello che i ragazzi non riescono a dire. Ci sono gli occhi acquosi di Haru che brillano come il sole che si posa sulla cresta delle onde, quelli fanatici di Gou che si illuminano alla vista di corpi scolpiti di nuotatori perfetti, quelli vuoti e tersi di Rin che nel chiuso del suo cuore reprime la solitudine di una persona incompresa. Espressione di una società che parla poco, Haru e compagni sono infatti vittime di un mancato dialogo; spesso e volentieri non si dicono le cose più semplici e lasciano che i fraintendimenti dovuti a silenzi forzati si moltiplichino fra loro. Il romanticismo che si percepisce prepotente per tutta la durata dell'anime ha la funzione strategica di esasperare le situazioni creando tensione emotiva fra i personaggi e fra lo spettatore e gli stessi. Il coinvolgimento sentimentale è così intenso da lasciare un senso di vuoto alla fine di ogni puntata e da portare l'osservatore a desiderare di abbracciare o schiaffeggiare i protagonisti per come si comportano. Di conseguenza il legame più importante di Free! è quello affettivo che nasce fra i fan della serie e la storia.

Tra paesaggi dipinti ad opera d'arte e animazioni di una fluidità spettacolare, la KyoAni ha realizzato un impeccabile gioiello. Non solo il chara design ti si stampa nel cuore e ti delizia il palato, ma i luoghi e gli eventi legati ad essi conquistano a prescindere dalla storia. L'accompagnamento musicale è altrettanto coinvolgente: con musiche incalzanti spesso mixate, o melodie leggere che fanno intravedere la natura di slice of life dell'anime, il comparto sonoro trascina il pubblico in un ambiente a tratti familiare, a tratti combattivo, in puro ritmo allegro, il cosiddetto battito della vita. Come recita un verso dell'opening "Rage On" cantata dagli Oldcodex, gruppo rock del doppiatore di Makoto, la vita è "un vortice anomalo tormentato da sentimenti."

Basato sulla storia di un gruppo di amici che si riuniscono per far rivivere i fasti di un team di nuoto vincente e unito, Free! porta sulla scena i sentimenti di personaggi che mangiano lo schermo con la loro sola presenza. Misto di esilaranti situazioni e discorsi commoventi, nell'acqua dal caratteristico odore pungente del cloro si mescolano i sogni e i bisogni di una generazione di adolescenti poco ascoltata, che si nutre di speranza e di amicizia e che ricerca la libertà. E' proprio l'acqua a simboleggiare l'esigenza di sentirsi liberi: pura, fresca, ti scivola fra le mani, può contenerti e avvolgerti in un abbraccio, e puoi portarla con te in una bustina assieme ai pesci rossi. E cosa c'è di più liberativo di una nuotata in piscina? Trasformando i propri arti in ali, fate in modo che Haru vi mostri come si fa a volare nell'acqua e a sentirsi liberi nonostante il cuore sia legato alla terra.

Naco

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Mi sono avvicinata a questa serie per un solo motivo: me ne hanno parlato così tanto, mi sono sentita ripetere tante di quelle volte «Vedilo, vedilo!» che alla fine l'ho fatto per non sentire più gli altri. E anche per curiosità, certo. Perché, voglio dire, dopo il primo, il secondo, il terzo, alla fine ti chiedi che abbia di speciale 'sta serie per piacere tanto.
Probabilmente sarò strana io, sarò una persona troppo acida, che non dà valore all'amicizia, che non sa godersi dei bei ragazzi, che, boh, qualsiasi commento vi va di fare sulla mia persona mi va bene lo stesso, ma a me, questa serie non ha lasciato niente. Anzi, l'unico motivo per cui l'ho finita è stato perché volevo sapere come avrebbero risolto la cosa e i famosi misteri che si celavano dietro i vari personaggi.

Ma partiamo da loro, i famosi ragazzi: signori miei, che piattume. Dove starebbe la profondità dei personaggi? Certo, non nego che Rin sia quello più compless(at)o, ma il suo famoso trauma è talmente idiota, talmente stupido, che mi cadono le braccia. Molto più seria, invece, era la questione di Makoto che però è stata liquidata in pochissime scene.
Ma il problema non è soltanto questo: è tutto l'impianto che non mi piace. I protagonisti (tranne Rin, almeno fino a un certo punto) sono tutto amore-sorrisi-amicizia con scene al limite del diabete. Cioè, Se fossi un ragazzo io mi offenderei a vedermi tratteggiato come un cretino. Tutti vogliono nuotare con Haru. Tutti vogliono il bene di Haru. Ma Haru tanto tipo da meritare tutto ciò non mi pare: se ne sta sempre per conto suo, in acqua, non parla, non fa niente. Diciamo che non esiste e fanno tutto gli altri. E va bene che capiscono il "lui interiore", ma io non lo vedo.
E la trama? Dov'è la trama? Questo anime parla di uno sport. E uno sport è sacrificio, sudore, ore e ore di lavoro. Invece 'sti qui stanno sì sempre in acqua, ma a sparare fesserie sul voler nuotare con Haru. Rei in poche puntate, da non saper nuotare, può gareggiare a certi livelli. Oh, andiamo! Qualsiasi anime sportivo dà più valore gli allenamenti, ai regolamenti, alle partite. Qua, invece, il nuoto mi sembra solo utilizzato per il fanservice gratuito.
Perché, sì, signori, è questo il punto: questa serie piace tanto al gentil sesso perché ci sono così tante scene equivoche tra i ragazzi, che neanche il più ingenuo del mondo non noterebbe strani discorsi tra i ragazzi. Cosa che può piacere e non piacere. A me piace, di solito, ma qui mi sembra così troppo marcato che alla fine mi irrita, avessero fatto uno yaoi, me lo sarei goduta di più!
I ragazzi sono perennemente in costume. E mostrano i muscoli. Anche l'unica ragazza del gruppo, invece di pensare a trovarsi un fidanzato, come in qualsiasi altra serie (e nella vita reale), pensa solo a guardare i muscoli (ok, forse questo potrebbe essere elemento innovativo, ma per come è stato fatto mi ha solo infastidita). Praticamente, Gou incarna qualsiasi fangirl. Che poi, siamo seri: ho visto tanti anime, io, e di ragazzi strafighi su cui sbavare, ne ho visti a BIZZEFFE migliori di 'sti qui. Perché sì, il chara non è male, ma c'è di meglio: voglio dire, se si vuol creare una serie di figoni, fate dei disegni migliori. O sono io ad avere standard troppo elevati? Non che siano così brutti, eh; ma ecco, non ispirano la fangirl che è in me.
L'unica cosa che si salva davvero in questa sere sono i doppiatori che, alla fine, mi fanno solo pena: Mamoru Miyano, figlio mio, passi da Light a quell'idiota di Rin: mi spiace tanto per te.
Le canzoni sono carine, ma niente di più; praticamente, sono i ragazzi che cantano, quindi sono canzonette da idol (come quello di Uta no Prince, né più né meno).

Insomma, ragazze (perché, ragazzi miei, vi voglio troppo bene per consigliarvi 'sta cosa): vedetelo solo se amate il fanservice; se siete nuotatrici vere, se pensate di trovare un anime SERIO sullo sport... guardate altro, che è meglio!

Arashi84

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Era l'inizio di una tranquilla primavera come tante altre quando, al termine di un episodio di "Tamako Market", Kyoto Animation deliziò gli spettatori con un breve filmato in cui mostrava quattro bei ragazzotti intenti ad ostentare in piscina i loro muscoli e degli adorabili faccini moe. Da quel momento il mondo cambiò. "Cos'era quello scempio? KyoAni, tutto ma non questo!" disse il 90% della popolazione maschile e il panico dilagò. L'altra metà del cielo nel frattempo, nonostante le epitassi multiple, iniziò ad invadere i social network (Tumblr in particolare) con immagini dei quattro fustacchi bagnati, ai quali, poveretti, furono immediatamente appioppati soprannomi, sommarie descrizioni caratteriali e potenziali relazioni sentimentali (ovviamente interne al gruppetto). Fu così che crebbe la speranza che quel piccolo promo, rinominato "Swimming Anime", diventasse una vera e propria serie tv. Nessun problema ad ammetterlo, tra le speranzose c'ero anche io.
Nel luglio del 2013, a coronamento di un'estate che sembrava ancora non voler sbocciare in tutto il suo splendore, la tv giapponese iniziò a trasmettere "Free!".

In principio fu "High☆Speed!", novel scritta da Kouji Ouji, in cui vengono narrate le avventure del club di nuoto della scuola elementare Iwatobi. Tramite una narrazione dolce e malinconica, "High☆Speed!" racconta l'amicizia e le forti emozioni di quattro piccoli amici alla scoperta del mondo, di se stessi e dei loro sentimenti, costruendone le basi caratteriali che troveranno riscontro nel "seguito" animato. Con "Free!" l'azione si sposta alle scuole superiori, quando Makoto e Haruka, pur essendo ancora amici, hanno abbandonato il nuoto. Quando Nagisa raggiunge gli adorati senpai nello stesso liceo, porta avanti l'idea di creare un club di nuoto, per tornare a sguazzare felicemente insieme come tanto tempo fa. Nonostante Haruka sia inizialmente restio, grazie all'entusiasmo di Nagisa e all'appoggio di Makoto, nasce il club di nuoto della scuola superiore Iwatobi. Immediatamente dopo vi si aggiungono Rei, compagno di classe di Nagisa inizialmente iscritto al club di atletica, la professoressa supervisore Miho Amata e la manager Gou Matsuoka, che tra le altre cose è anche la sorella di Rin, quello stesso Rin che dopo le scuole elementari si trasferì in Australia per migliorarsi nel nuoto e che ora è tornato in Giappone ma frequenta una scuola e un club diversi da quelli dei vecchi amici.

Nonostante la miriade di critiche negative (controbilanciate dalle aspettative più che positive) che "Free!" ha ricevuto ancora prima che ne venisse trasmesso il primo episodio, la serie è stata una piccola rivelazione per un pubblico ben più ampio di quanto si pensasse, difatti, nonostante si tratti di un prodotto fondamentalmente indirizzato ad un pubblico femminile, e nonostante debba quasi del tutto ad esso il suo successo, "Free!" è riuscito a guadagnarsi la simpatia di una buona fetta di pubblico maschile, quel pubblico che si è approcciato alla visione senza pregiudizi, con la semplice voglia di godersi uno slice of life scolastico.
Senza dubbio i personaggi principali rispecchiano diversi ideali di ragazzo appetibile alle donzelle: Haruka, il silenzioso il cui cuore apparentemente gelato è tutto da sciogliere, Rin il bello e dannato che vorresti prendere a sberle e poi abbracciare con affetto, Nagisa, il puccio che vorresti strapazzare 24 ore al giorno, Rei, apparentemente serio e affidabile che si rivela divertente e tenero e Makoto, assoluta incarnazione della perfezione e marito ideale. Mi permetto di aggiungere alla lista dei fusti Seijuro Mikoshiba, capitano della squadra di nuoto della scuola Samezuka che, nonostante le apparizioni sporadiche, con il suo carattere allegro e appariscente è riuscito a fare breccia nel cuore di molte persone (nel mio di sicuro). Nonostante ciò, i ragazzi, almeno in parte, si fanno apprezzare anche dal resto degli spettatori, in quanto la loro fighezza e i loro muscoli sono equilibrati da peculiarità caratteriali molto semplici e chiare, che invece che aumentarne il fascino li riportano ad una dimensione più "terrena", rendendoli quasi delle macchiette (vedasi le singolari abitudini di Haruka o le situazioni imbarazzanti di cui è protagonista Rei). Ma il vero colpo vincente di Hiroku Mutsumi (regista) e Masahiro Yokotani (responsabile dello script), è incarnato dalla figura della manager Gou; non si può negare che per noi donzelle non sia sempre facile prendere in simpatia una ragazza (vera o finta) dal primo istante, ma Gou Matsuoka riesce nell'impresa, guadagnandosi immediatamente una vera adorazione da parte del fandom, anche di quello stesso fandom di corrente "yaoista" che sperava sinceramente che la dolce Gou accettasse le avances del bel Seijuro Mikoshiba. Grazie alla semplicità del suo carattere, alla sua fangirlosa adorazione per i muscoli, ma soprattutto grazie ad un ruolo che non la intromette nelle relazioni tra i ragazzi, Gou è diventata l'elemento simbolo della spettatrice di "Free!", un personaggio con cui si empatizza e che si stima non senza un briciolo di sana invidia. Insomma, KyoAni ha pensato a tutto e seppur abbia confezionato una serie ad hoc per le ragazze, è riuscita con un paio di accorgimenti intelligenti ad ampliare il suo pubblico. Un altro punto molto discusso della serie riguarda il fanservice: ammetto che inizialmente mi aspettavo di peggio, invece l'ho trovato piuttosto contenuto. Premesso che è ovvio che i protagonisti, praticando nuoto, passino la maggior parte del tempo svestiti, il fanservice di cui è impregnato "Free!" è più di tipo emotivo che estetico. In tal senso, ciò che è stato concepito per il piacere del pubblico femminile, riguarda non solo la messa in mostra dei corpi dei ragazzi, ma anche gli atteggiamenti, le loro interazioni e le loro relazioni affettive fin troppo enfatizzate in senso romantico. Sappiamo bene che l'amicizia maschile, in genere, non è (del tutto) come quella mostrata in "Free!", ma da che mondo e mondo, le giapponesi amano una rappresentazione romantica dei sentimenti maschili che qui trova ampio spazio. Ovviamente si tratta di un'arma a doppio taglio, perché anche all'interno dello stesso pubblico di ragazze, molta gente non ama queste estremizzazioni che possono quindi diventare un grosso difetto. Il tutto sta nello scegliere a che tipo di pubblico puntare e KyoAni ha fatto una scelta molto chiara.

La trama di "Free!" è semplice come quella di molti slice of life scolastici, per molti versi ricorda il dolcissimo "Kimi to boku", ma allo stesso tempo se ne distacca per una forte enfasi posta sui sentimenti affettivi dei personaggi, qui portati all'eccesso ed esasperati come nel più classico degli shojo manga. La caratterizzazione dei personaggi, così come gli intrecci relazionali, non sono niente di nuovo per chi conosce il mondo dei manga/anime al femminile, difatti la rappresentazione enfatizzata dell'affetto tra amici, si muove sul filo di lana, quasi a poter scivolare da un momento all'altro nell'amore romantico. L'impalcatura su cui si regge il versante emotivo di "Free!" è rappresentata sostanzialmente dal trio Haruka/Rin/Makoto e se volessimo analizzare razionalmente il punto da cui questa impalcatura parte fino al punto di arrivo, si può considerare il tutto molto ingenuo, fin troppo esasperato e portato all'eccesso. L'emotività di Rin e Haruka viene continuamente portata in primo piano e nei dodici episodi che compongono la serie, tutto gioca sul dualismo rivalità/affetto dei due personaggi, che da bravi adolescenti, non riescono ad esternare i loro sentimenti più profondi, o peggio, finiscono per esternarli nel modo sbagliato. Da notare anche il profondo e quasi sacro rapporto di Haruka con l'acqua, un legame inscindibile che sembra garantirgli indispensabili momenti di serenità e pace con se stesso; egli crede che nell'acqua e nel nuotare libero da costrizioni risieda la sua libertà, il suo essere "Free". La dolce illusione di Haruka però, crolla nel momento in cui si scontra con la realtà dei fatti, una realtà che necessita di considerare il passato e tutto ciò che nel presente gli ruota attorno. Allo stesso modo Rin, conscio dei suoi limiti, realizza che non sarà un' effimera vendetta a liberarlo dalla frustrazione che da troppo tempo cova dentro sé.
La storia alterna momenti divertenti ad altri più malinconici, puntate più accelerate ad altre più lente e riflessive, e come succede spesso per questo genere di anime, alcuni episodi riescono particolarmente bene e altri no. Inutile cercarvi l'azione di un anime sportivo in senso stretto, in "Free!" sono i sentimenti a farla da padrone, le relazioni e le riflessioni.

Sul versante tecnico, KyoAni compie un lavoro egregio, come al solito. Un chara design non particolarmente originale, riesce comunque ad infondere personalità ai protagonisti, ciò che si può rimproverare è che a volte i corpi dei ragazzi (nello specifico i muscoli) siano troppo spigolosi, personalmente preferivo il tratto più morbido e dolce del vecchio promo. Molto belli gli effetti grafici dell'acqua, gli spruzzi o lo sbrilluccichio degli occhietti acquosi di Haruka. Le animazioni sono molto fluide, specie per quanto riguarda il movimento dell'acqua o dei corpi mentre nuotano, gli standard si mantengono alti per tutta la durata della serie.
La colonna sonora è molto gradevole, la grintosa opening "Rage On" è cantata dal duo Oldcodex, il cui cantante è anche doppiatore di Makoto, mentre l'ending "Splash Free" è ad opera dei cosiddetti "Style Five", ossia i doppiatori dei cinque protagonisti. Riguardo l'ending è da segnalare anche il video che accompagna la canzone, credo di aver riso come non mai durante le prime visioni. Carine anche le character song, ma si poteva fare decisamente di meglio.
Il doppiaggio è ben curato, menzione d'onore al solito Mamoru Miyano che, nonostante si occupi di un personaggio di poche parole, nei momenti concitati riesce a trasmettere perfettamente le sensazioni di Rin, con una voce che arriva fino al cuore. Mi è piaciuto particolarmente anche Daisuke Hirakawa su Rei.

"Free!" è una storia che ruota attorno alla ricerca della libertà del proprio cuore, della consapevolezza di essa e delle diverse vie per raggiungerla. E' un affresco dolce e malinconico dell'amicizia, della passione, del tempo che passa, degli errori a cui sembra impossibile porre rimedio. Non è un anime sportivo nel senso letterale della parola, lo sport è in questo caso ciò che unisce i personaggi, ciò che fa da collante anche quando tutto sembra essere andato in pezzi, "Free!" è un anime che tratta di amicizia e sentimenti, della vita quotidiana di ragazzi in cerca della pienezza di se stessi.
Se il successo di "Free!" sia dovuto alla trama, alla presenza di cinque fustacchi perennemente bagnati, al nome della sua produzione o altro, non è dato sapere e sinceramente a me non interessa nemmeno. Qualcuno avrà gridato allo scandalo e al tradimento e potremmo perdere ore a disquisire sul perché e per come KyoAni abbia fatto una scelta simile e in qualche misura azzardata, ma importa davvero a qualcuno? "Free!" è una serie non originale ma carinissima, fresca, tenera e divertente, forse un po' stereotipata ma comunque coinvolgente.
Godetevi l'anime come vi godreste una bella nuotata con i vostri amici in mare aperto, sotto il sole di luglio, in modo semplice e leggero, come se il mondo non avesse confini. Imparate da "Free!" ad essere "free", nel corpo e nel cuore.


 5
Aki97

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Ricordo che, ancor prima che iniziassi a guardarlo, l'amica che me lo fece conoscere mi parlò di Free descrivendolo con: "nuoto FIGHI tanta acqua ADDOMINALI club da costruire amico d'infanzia cattivello FANGIRLING = Free". Onestamente, mai descrizione fu più appropriata per quest'anime, ma c'è da dire che "Free!" riserva allo spettatore ben altro oltre all'elenco di cose di cui sopra. Passati i primi due episodi -carini sì, ma niente di più- Free comincia ad entrare nel vivo della storia, perché sì: questa serie tanto estiva e leggera ha persino una storia, e non è affatto noiosa.

Makoto, Haruka, Nagisa e Rin, oltre ad avere tutti e quattro dei nomi da ragazza, condividono una grandissima passione per il nuoto fin da quando erano piccoli; ma in seguito alla partenza per l'Australia di quest'ultimo, il quartetto si è diviso e ha smesso di nuotare insieme. Successivamente i primi tre si ritrovano alle scuole superiori, e su forte insistenza di Nagisa decidono di rifondare il club di nuoto della Iwatobi, chiuso in precedenza per mancanza di membri. Dopo una stratosferica opera di convincimento, al gruppetto formato da Makoto, Nagisa, Haru e Gou -sorella minore di Rin e manager del club- si unirà anche Rei, ex membro del club di atletica e fissato con la teoria e la bellezza.
Devo dire, le varie vicende dei protagonisti sono sviluppate in maniera davvero interessante: non c'è un solo episodio che mi abbia annoiata, e anche in quelli più "mosci" (vedi ritiro sull'isola deserta) ci sono comunque le gag a tenere viva l'attenzione. Dal settimo-ottavo episodio, poi, si entra in un tunnel di eventi che da lì fino alla fine non smette di regalare sorprese e dettagli sul passato di ciascun personaggio, in particolar modo Rin. I cinque nuotatori, seppur stereotipati al massimo e chiusi nella gabbia del loro "tipo", non annoiano, non irritano, danno vita a gag comiche e si intrecciano perfettamente tra di loro e con la storia, in modo che nessun dettaglio venga trascurato e non ci sia (quasi) niente di inspiegato. Hanno una psicologia, ridotta un po' al minimo, è vero, ma ogni loro azione ha un perché, che mano a mano ci viene spiegato col proseguire della storia, e ciò fa sì che alla fine almeno uno di loro ti colpisca.
In più, come ho già detto, nel corso della serie si alternano numerosi siparietti comici, la cui protagonista indiscussa credo sia Gou (sebbene Rei e Nagisa le contendano ampiamente il primo posto): lei è la fan girl per antonomasia, quella che non smette mai di sbrilluccicare e strabuzzare gli occhi davanti agli addominali scolpiti di ogni ragazzo, quella che fa i salti di gioia davanti ai camerini quando il club di nuoto va a fare shopping in cerca di costumi da bagno e via dicendo; ma nonostante ciò è anche la loro più grande tifosa, e viene mostrato almeno un minimo di impegno da parte sua nel fare da manager al gruppo. Al di là di Gou, personaggio che ho apprezzato moltissimo, trovo che l'anime abbia la tendenza abbastanza comica di scherzare e prendere in giro lo shounen-ai, oltre che mostrarlo: Haru che nei primi episodi trova ogni buona occasione per togliersi i vestiti, piuttosto che i gusti e i comportamenti bizzarri di Rei, tanto per fare degli esempi. Questo anime non solo allude in maniera palese al boy's love, ma lo prende anche abbastanza in giro, regalando allo spettatore parecchi momenti davvero comici e soprattutto genuini.
Cosa c'è che non va, allora, in "Free!"? Non è la leggerezza ne l'eccessivo fan service, perché assunto che questa è una serie *estiva* che parla di *ragazzi e nuoto*, mi sembra un minimo doveroso non stare a criticare ogni singola scena e farsene una ragione, anche perché l'anime non pretende nella maniera più assoluta di essere qualcosa di serio ed impegnato.
No, i difetti di "Free!" sono altri, e per la maggior parte consistono nei suoi personaggi secondari, ma non solo. Purtroppo, la maggior parte dei comprimari ha poco o nullo approfondimento psicologico: Nitori, per cominciare, è irritante come personaggio e a parte seguire Rin come un cagnolino non sembra avere altra funzione all'interno della trama; Amakata, che dovrebbe essere l'insegnante supervisore del club, compare solamente durante le gare o il ritiro, quando in teoria dovrebbe almeno assistere a qualche allenamento.
Anche se in realtà, il dispiacere più grande è dato da Nagisa e Rei: su questi due fantastici personaggi non ci viene detto nulla, benché siano protagonisti a tutti gli effetti. Il passato di Nagisa è strettamente legato a quello di Haru e gli altri, e non ci viene fornito nessun dettaglio in più su di lui, come invece si è fatto per Makoto; non sappiamo nemmeno cosa facesse Rei prima di unirsi al club di atletica leggera, ne da dove provenga questa sua ossessione per la bellezza estetica; ed è un peccato, perché entrambi avevano del potenziale.
Un altro fatto che ho trovato inspiegabile, è la passione sfrenata e quasi maniacale di Haru per l'acqua: ok, nuotare gli piace, stare in ammollo gli piace, ma perché? Cos'è che ha scatenato in lui un tale amore? Uno non nasce con una passione, al massimo con un interesse, ma generalmente sono eventi particolari che gliela fanno scoprire. Di questi avvenimenti non c'è traccia nell'anime, ma sapere perché Haru ama l'acqua a tal punto da considerarla un'entità viva sarebbe stato molto interessante.

Veniamo ora alla parte grafica e musicale, che non posso che definire eccezionale: le sequenze di nuoto e l'animazione dell'acqua prima di tutto, ma anche i movimenti più semplici sono resi davvero, davvero bene. Non ci sono sequenze forzate o che lasciano perplessità, tutto è estremamente fluido e naturale, e ciò aiuta ancora di più lo spettatore ad immergersi completamente nella storia.
Questo è ulteriormente agevolato dalla colonna sonora, che aumenta la suspense nei momenti clou e accompagna ogni scena in maniera veramente impeccabile. L'anime è inoltre dotato di una opening grintosa e accattivante e di due bellissime ending, la prima molto particolare e coinvolgente, la seconda -quella dell'ultimo episodio- più tranquilla e quasi malinconica.
Insomma, per concludere posso dire che mi sono approcciata a "Free!" pensando di trovarmi a guardare un prodotto un po' alla K-ON!, ovvero un anime dove il nuoto sarebbe stato elemento marginale e il fan service sarebbe stato ben altro; e sono stata piacevolmente sorpresa nel constatare che oltre ad una strabiliante apparenza, in "Free!" c'è anche un po' di sostanza.
Otto pieno e a mio parere meritato, perché di dodici episodi non ce n'è uno noioso, e perché la storia, seppur leggera e non troppo impegnata, coinvolge a dovere lo spettatore nel suo svolgersi e tiene compagnia, come è giusto che sia in qualsiasi anime di qualsiasi genere.


 3
anima evans

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
Free! Non avrei mai pensat ad un voto cosi alto, ma se lo merita. Si tratta di un anime sportivo che parla della passione per il nuoto di cinque ragazzi, ossia Haruka, Makoto, Nagisa, Rei e Rin e del loro confronto tra amicizia e rivalità. La cosa che colpisce subito è la nitidezza e i dettagli della grafica per non parlare dei colori, stupendi. Inoltre ogni personaggio è ben caratterizzato e ti viene voglia di scoprirne sempre di piu! Ma andiamo con calma.

Altra cosa che colpisce, parliamoci chiaro, sono i muscoli, un bel vedere per le ragazze che è cosi raro da trovare Free! ce lo offre in ogni momento utile già dai primi secondi. Ho trovato molto carina la cosa di paragonare i ragazzi per il loro stile di nuoto e personalità a degli animali: Haruka il delfino, Makoto l'orca, Nagisa il pinguino, Rei la farfalla e Rin lo squalo; altra cosa carina sono i nomi dei ragazzi prettamente femminili mentre l'unico personaggio di rilievo femminile ossia la sorella di Rin, Gou abbia un nome maschile. Questo anime ha una forte componente yaoi ma sinceramente si può tranquillamente evitare, o meglio io l'ho fatto.
Il mio episodio preferito è stato sicuramente il numero sette, dato che è stato quello che mi ha emozionato di più e il mio personaggio preferito è Rin: bello e apparentemente menefreghista, quasi spietato. Altra cosa che mi è piaciuta è il finale, inaspettato davvero ma molto bello che non lascia il classico amaro in bocca.

Insomma Free è un anime che vuoi per i muscoli o per la trama ti tiene incollata ad aspettare il prossimo episodio, la opening e la ending sono molto belle e particolari e sicuramente lo rivedrei e anzi attendo una prossima stagione.Ci sono molte maldicenze su questo anime dato che la Kyoto animation non è scema, ha attirato molte attenzioni femminili e polemiche di chi è fermamente convinto che sia tutto marketing ma insomma... bene o male l'importante è che se ne parli, no? Il mio onestissimo consiglio è di non pensare sempre a questi secondi fini ma di godersi un anime nella sua interezza e farsi un opinione. Lo consiglio ad un pubblico prettamente femminile ma perché no se qualche maschietto volesse sbirciare questo anime sarebbe cosa gradita.


 5
Kary89

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Free! è una serie animata molto furba, a cura di uno studio di produzione che ha fatto della furbizia commerciale e del manierismo tecnico le sue virtù. Fin dall' annuncio la strategia della Kyoto Animation è stata perfetta, sollevando perplessità, scandalose reazioni da parte dei fan e quindi tonnellate di pubblicità gratuita presso forum e siti del settore: per una stagione niente "ragazze carine che fanno cose carine", ma "favolosi liceali che praticano il nuoto"…a suon di addominali scolpiti e testosterone. L'intento neanche troppo celato è di catturare l'attenzione di una clientela emergente composta per di più da fanatiche del "boy's love" e dalle otaku femmine in generale: le fujoshi, appunto. Non è un caso che la maggioranza degli addetti alle animazioni sia rappresentata da donne incaricate di rendere gli aitanti nuotatori quanto più seduttivi e peculiari possibili; che nel corso della serie sia presente un numero indecente di inquadrature maliziose, ammiccamenti alla telecamera, pose da modelli, rivalità appassionate e gesti di amicizia virile; che il profilo di ogni personaggio sia studiato a tavolino per catturare il cuore di una ragazza.

Al vaglio delle intenzioni discutibili la cura nella realizzazione sfiora il maniacale. Non parlo solo del lato tecnico, per cui KyoAni è giustamente famosa; in Free! si superano i già alti standard di "Hyouka", con delle sequenze di nuoto estremamente realistiche e spettacolari, un'inusitata fluidità e naturalezza delle espressioni facciali e una resa perfetta dell'acqua. Le musiche sono sempre appropriate e coinvolgenti e il doppiaggio è rappresentativo dei migliori seiyu in circolazione: Nobunaga Shimazaki, Tatsuhisa Suzuki, Tsubasa Yonaga, Daisuke Hirakawa e il fuoriclasse Mamoru Miyano.

È soprattutto la narrazione a convincere: sebbene la storia sia ampiamente prevedibile e i protagonisti più che stereotipati non ci si annoia mai nello spazio di un episodio, vuoi per le gag che strappano più di un sorriso, vuoi per i momenti di "approfondimento psicologico" (le virgolette sono obbligatorie per la leggerezza con cui vengono trattati gli stessi) o solo per l'ansia e l'esaltazione con cui si attende la "nuotata" che precede la chiusura. Chi ha una approfondita conoscenza di shounen-ai avrà modo di commuoversi senza ritegno in determinati frangenti e non potrà fare a meno di simpatizzare con il gruppo di Haruka e in particolare con Gou, ovvero l'incarnazione di tutto ciò che una fujoshi può essere e desiderare. Free! è insomma una serie frizzante e fresca, perfetta per la stagione estiva e i suoi diktat di allegria e spensieratezza, per niente impegnat(iv)a, ambiziosa o volgare. Difficilmente i maschi eterosessuali e i non-appassionati di nuoto troveranno un pretesto per approcciarvisi, è invece caldamente consigliata alle ragazze in cerca di svago; per queste ragioni e per il fatto che non è nella mia natura premiare prodotti così spudoratamente ruffiani il mio giudizio finale è una sufficienza approssimata per difetto.


 2
ladynera

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Free! Costituito da 12 episodi, animato dallo studio Kyoto Animation.

Free! è un'opera che ha creato parecchio vociare ancor prima della messa in onda dando origine a due fazioni (passatemi il termine): chi era felicissimo (a ragion veduta) dell'impostazione della serie, chi invece era più scettico e poco propenso a darli qualche chance. Io per ovvi motivi ero schierata con la prima.

Ma iniziamo questa recensione presentando sommariamente trama e protagonisti: Haruka Nanase, Makoto Tachibana, Nagisa Hazuki e Rin Matsuoka, amici d'infanzia e compagni di squadra di nuoto, costretti a separarsi da Rin per la partenza di quest'ultimo. Ormai alle superiori, il ricongiungersi dei ragazzi porta alla formazione di una nuova squadra, con l'aggiunta dell'atleta Rei Ryugazaki. Ma, in un giorno come un altro, ecco ricomparire Rin, deciso a sfidare il giovane Haruka…

L'opera di genere sportivo, slice of life e scolastico annovera sicuramente un altro genere tra questi che non posso esimermi dall'aggiungere: sentimentale. Ebbene si, perché più che lo sport a farla da padrona, saranno i sentimenti del quintetto protagonista della storia, ovvero gli amici d'infanzia e l'intruso (indovinate un po' a chi mi riferisco).
Andiamo con ordine (non vorrei, ma dando una rilettura a questa parte, noto con dispiacere di stare elencando i difetti maggiori): il genere sportivo viene affrontato in maniera abbastanza sommaria, non aspettatevi quindi di vedere grandi e frequenti competizioni, complice anche il formato della serie; lo spirito sportivo, è un sentimento che lega comunemente la squadra ed i partecipanti in generale, qua questo spirito lo catalogherei più come sentimento di amicizia tra i "soliti".
La competitività che dovrebbe spingere l'opera ad andare avanti, quasi per inerzia a dirla tutta, sembra più il capriccio di un bambino, permettetemi di citare il grande Kurt Cobain perché ci calza a pennello non apprezzi mai le cose che hai finché non le perdi. Da quando ho conosciuto le motivazioni di Rin, mi è sicuramente sceso notevolmente.
I sentimenti: troppi, sicuramente espressi in maniera eccessiva, palese e pesante, oserei dire ridicola in certi frangenti. Ora non voglio dire che i maschietti non possano essere sensibili, ma ho visto talmente tanti occhi brillare e sorrisi tremolanti in Free! da non sentire il bisogno di una lettura romantica. So bene quanto possa essere bella un amicizia, quanto possa pesare una rottura, infatti non condanno i sentimenti a prescindere ma l'esagerato uso di questi per rendere tutta la situazione melliflua e ricca di doppi sensi; parliamo di questi: è un anime rivolto prettamente ad un pubblico femminile, e fin qui ci siamo, questo non significa però che i ragazzi debbano diventare delle femminucce con sbalzi d'umore degni della più delicata fanciulla.
Le situazioni ambigue poi sono palesemente rivolte alle spettatrici, va bene giocare quelle carte, ma anche qui, se si esagera, si rischia di cadere nel grottesco.
Il lato comico è abbastanza insipido, per quanto ammetto che alcune gag sono sicuramente divertenti.
"I soliti" termine che ho usato qualche paragrafo fa, si intende per la presenza di pochi personaggi secondari, il tutto è troppo incentrato su un unico personaggio, e ci farete sicuramente caso, visto che l'anime per 3/4 è composto dagli altri che chiamano Haru-chan. Speravo nell'introduzione di nuovi personaggi per dare una ventata di aria fresca ma, quei pochi introdotti erano evidentemente senza importanza, quindi poco presenti.
Penso di aver espresso il mio punto di vista riguardo i maggiori difetti, ora veniamo ad i pregi.
Grafica, sicuramente ottima. Chara carino, sinceramente non mi piace il fatto che i ragazzi risultino cosi spigolosi, avrei preferito vedere qualche addominale in più piuttosto che tante costolette (ma questi sono gusti personali).
Opening ed ending molto carine, infatti sono entrate a far parte della mia personale compilation. Soundtrack dinamiche.
Presenza femminile, per fortuna qualche donzella c'è, e vi dico che ha più… come dire? carattere (?) lei di tutta la controparte maschile.
Competizione (lo so che l'ho elencata anche nei difetti), qualche gara si disputa, e quando questo accade l'adrenalina cresce, il pathos anche, sicuramente è in quei momenti che l'anime da il meglio di se, proprio per questo è anche nei difetti, perché se ce ne fosse stata un po' di più, invece di esagerare con il lato sentimentale, sarebbe uscito un prodotto ancor migliore!
Sentimenti (e anche questi c'erano nei difetti), vedere un ragazzo in lacrime non è la fine del mondo, anzi! La sensibilità, l'amicizia, la paura sono cose che contribuiscono a rendere i personaggi più umani, ma non bisogna abusarne! Quindi alcuni momenti erano anche piacevoli, altri troppo dolciastri.
Lo sport affrontato: il nuoto. Questa è una considerazione ancora più soggettiva, i sentimenti d'amore e odio che mi legano a questo sport mi portano ad apprezzare sicuramente la scelta fatta ma in contempo a bocciare il poco spessore dato a questo splendido sport! Mi aspettavo sicuramente qualcosina in più.

Giungendo ad una conclusione, hanno giocato bene le loro carte con i sentimenti, le situazioni ambigue, i bei ragazzi, essendo rivolto ad un pubblico femminile. Facente parte di quel pubblico apprezzo indubbiamente gran parte dell'opera e lo si denoterà dal mio voto, ma non posso chiudere gli occhi di fronte alle mancanze che secondo me avrebbero reso Free! un anime ancor meglio riuscito. Rimango comunque contenta della notizia di una seconda stagione, all'estate prossima quindi!


 2
Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Quando si parla della serie più popolare di una stagione altalenante come quella estiva 2013 non si può non menzionare "Free!" divenuta vero e proprio fenomeno mediatico, al punto d'aver monopolizzato l'attenzione ed il merchandising in quartieri come Akihabara. La chiave del suo successo? Sostanzialmente sono 2 fattori: 5 protagonisti globalmente ambigui (a livello di "universalità" di nomi e a livello d'atteggiamenti) ed una gran dose di fanservice che non esalta la virilità, ma mette ancor più in luce il fattore ambiguo, giocando sulla domanda "ma ci sono o ci fanno?", e la summa di codesti fattori pare faccia breccia nel cuore delle appassionate.

"Free!" è una serie della stagione estiva 2013 composta da 12 episodi di durata canonica. L'opera è nata come anime.

Trama: Haruka Nanase è un patito del nuoto, per lui non esiste altro che lo stile libero. Egli condivide la sua passione con altri 3 ragazzi del suo stesso istituto. Alla fine delle elementari il quartetto partecipa ad una staffetta mista, poi il gruppo si separa. Uno di questi ragazzi, Rin, parte per l'Australia e di lui si perdono i contatti fino a quando, al liceo, Haruka rincontra i suoi antichi compagni di nuoto e ritrova Rin, profondamente cambiato e deciso a dimostrare la sua superiorità nei confronti dell'antico amico. Gli altri ragazzi intendono fondare un club di nuoto arruolando il novello Rei Ryugazaki. Riusciranno i nostri baldi giovani a distinguersi nel nuoto liceale?

Grafica: il comparto grafico è nella media delle produzioni più recenti. Le ambientazioni non sono molto variegate, tuttavia sono ottimamente realizzate, non manca la precisione e la cura nel dettaglio. Le animazioni non sono elaborate, tuttavia sono sufficientemente fluide per adempiere al loro ruolo. Il character design è complessivamente buono, sebbene non sia esaltante.

Sonoro: nulla da eccepire riguardo al sonoro. L'opening è sportiva, dinamica e gradevole, l'ending è tra il comico e l'imbarazzante (guardate la scena animata per credere), gli OST sono piuttosto carini e gradevoli. Gli effetti sonori non risaltano eccessivamente, tuttavia sono egregi. Il doppiaggio è ottimo.

Personaggi: o li si amano o li si odiano a causa di questa caratterizzazione così particolare che difficilmente lascia mezze misure. La caratterizzazione è così marcata che potrebbe lasciare interdetti (soprattutto il pubblico maschile), l'introspezione è a livelli marginali. L'evoluzione è presente e l'interazione s'attesta ad alti livelli.

Sceneggiatura: buon lavoro. La gestione temporale è buona, semplice discretamente fluida e lineare, nonostante la presenza di alcuni flashback. Il ritmo s'attesta su medi livelli. Le scene d'azione sono focalizzate sulla sportività e talvolta su qualche bisboccia, senza mai scadere in combattimenti. Il fanservice (maschile) è sovrabbondante, le femmine sono in netta minoranza e piuttosto ben coperte (vedere una ragazza in costume è possibile solamente in qualche immagine presente in una vecchia rivista). I dialoghi sono nella media.

Finale: molto carino, divertente in più punti. Il finale è abbastanza completo ed esaustivo, tuttavia par proprio che sarà presente una seconda serie nella stagione estiva 2014. Dunque "Free!" si presenta e si conferma come serie estiva tout court.

In sintesi: "Free!" è un'opera senz'altro piacevole e divertente nonostante il taglio prepotentemente orientato verso un pubblico femminile, a patto che si riesca ad accettare un'ambiguità più volte mostrata ed un fanservice che potrebbe far ridere più che eccitare. Al netto dei difetti è una serie discreta e mi sento di consigliarlo a chiunque gradisca una serie leggera e ben strutturata.


 4
KibiRain

Episodi visti: 10/12 --- Voto 10
Free! è sicuramente uno Slice of Life leggero,dai colori brillanti e i disegni curati.
I personaggi si fanno subito apprezzare perché, come capita spesso, sono misti anche se un po' stereotipati. Quello che mi ha colpito di più è stato di sicuro Haruka, qualsiasi cosa che non riguardi il nuoto e il suo tanto amato stile libero gli sono indifferenti, Haru fa un po' da contro a quei protagonisti entusiasti di fare tutto che vedo di solito risultando qualcosa di nuovo.
Gli altri personaggi sono Makoto, migliore amico di Haru, lo conosce meglio di tutti, Nagisa: sempre allegro, entusiasta e coinvolgente, Rei che prima faceva atletica usando la teoria e i calcoli scoprirà la passione per il nuoto. Infine Rin, il mio preferito, è il rivale di Haru invidioso del suo talento naturale, la vittoria per lui è l'unica cosa che conta... almeno a quanto dice...
La opening e l'ending sono musiche grintose e piacevoli e anche l'animazione che le accompagna.
La trama è molto semplice: Haruka, Makoto, Nagisa e Rin frequentavano la stessa scuola elementare ed erano iscritti al club di nuoto, da piccoli avevano vinto una staffetta, in seguito alla quale Rin era partito per l'Australia, deciso ad arrivare a partecipare alle Olimpiadi. Rin tornerà per le vacanze e sfiderà Haru in una gara di velocità che perderà. Quando i quattro si rincontreranno Rin sarà scontroso e desideroso solo di vincere su Haru. Gli altri tre fonderanno il club di nuoto dell' Iwatobi e come quarto membro avranno Rei, mentre Rin si iscriverà alla Samezuka.
Quest'anime mi piace molto, certo non resterà nella storia per chissà quale tema profondo però risulta divertente, leggero, il fanservice c'è ma non è così forzato (insomma i nuotatori nuotano in costume no?!?)... e poi c'è Gou, la sorella di Rin che guarderà con occhi sognanti i bicipiti dei nuotatori pronta a strapparmi un sorriso!


 5
~Irina~

Episodi visti: 5/12 --- Voto 9
La prima cosa che mi ha colpito di Free! è stata l'animazione, disegni ben curati, movimenti fluidi e colori brillanti, perfetti per la stagione estiva (periodo nel quale è uscita la serie) e per l'argomento trainante della storia, il nuoto.
Un nuovo anime del genere Slice of Life che si guarda con piacere per via della sua leggerezza e simpatia, un po' di mistero però ci deve stare per rendere la storia più interessante. Infatti nelle prime puntate ci si pongono alcune domande sul passato dei protagonisti che vengono risolte più avanti senza però intaccare l'atmosfera allegra dell'anime.
Le care fangirl strabuzzano gli occhi di fronte a cotanta bellezza fisica dei protagonisti, che con il loro fisico atletico attirano sempre più fan della serie.
I protagonisti sono cinque ragazzi, tutti con un nome femminile, ed ognuno di loro ha un carattere differente dagli altri, quest'ultima cosa l'ho trovata un po' banale perchè è il classico harem di ragazzi. E' come trovarsi di fronte ad una vetrinetta di pasticcini tutti differenti e non riuscire a scegliere perchè ognuno ha una caratteristica che lo rende delizioso, non so se mi spiego.
Haruka è il ragazzo moro, il classico tipo distaccato e interressato solo al nuoto. Makoto ha i capelli verdi ed è il tipo tranquillo e gentile del gruppo, ma anche un po' fifone, Nagisa è quello biondo ed è il classico ragazzino tenero ed esuberante, Rei è il secchione un po' tsundere ed ha i capelli blu, infine Rin ha i capelli viola ed è "quello cattivo", un tipo scontroso che per via di un viaggio in Australia si allontanò da Haru, Makoto e Nagisa quando andavano alle elementari. Ciò che accomuna tutti loro è la passione per il nuoto, oltre ai nomi particolari.

Tornando al discorso dell'animazione altro fattore positivo della serie è la colonna sonora, sigle accattivanti si accostano alla perfezione con le immagini delle opening e delle ending. La prima ending poi ci presenta quasi un'universo alternativo, una storiella davvero carina, fantastica la scena dove Haru è senz'acqua nel deserto e Rin invece ne ha a volontà.

Nel complesso è davvero un bell'anime, divertente e con un tocco di fanservice che non arriva mai ad essere esagerato, o troppo esplicito.
Un parere personale: dopo così tanti anime dove in tutti prima o poi compare sempre un po' di fanservice per i ragazzi, ecco un anime che pensa alle fangirl inserendo quel pizzico di malizia in più che serve per creare delle scene comiche davvero carine.


 4
in.04

Episodi visti: 4/12 --- Voto 7
Vista l'efficacissima campagna di marketing promozionale ed il PV diventato subito un video super-virale, non c'è da stupirsi che Free! sia uno dei titoli più attesi della stagione. Questo anime si colloca nel genere Slice of life/Sport di altri predecessori come Kuroko no Basuke e Shin Prince of Tennis e sembra pensato prettamente per il fandom slash (ma non solo). I protagonisti, infatti, sono cinque bishōnen con il pallino per il nuoto, passione che li porta a denudarsi almeno una ventina di volte ad episodio nelle situazioni più disparate. Del tutto normale, quindi, vederli friggere del pesce con addosso solo speedo stra-aderenti e muscoletti in vista.

Tralasciando queste ovvie critiche che si possono muovere ad una serie del genere, e sforzandosi di ignorare le troppe scene ambigue fra i protagonisti e tutto il fanservice del caso, Free! resta comunque un anime divertente e curato. I personaggi sono ben caratterizzati, sebbene ricalchino palesemente i cliché delle serie shōjo-harem (il tipo taciturno, quello tenero e simpatico, quello responsabile, l'arrogante ecc.), ma non precludono una possibile evoluzione psicologica, che inizia a tratteggiarsi di episodio in episodio. Anche l'unica protagonista femminile (Kou) sembra avere un ruolo importante nel proseguimento della storia, mentre è del tutto marginale la funzione della sensei, che spero venga approfondita perché davvero spassosa.

La grafica e le musiche non stupiscono affatto, piazzandosi nella media stagionale. I colori brillanti e i fondali curati sono un piacere per gli occhi e ricordano Tsuritama, simile a Free! anche sotto molti altri aspetti. La sigla d'apertura degli OLDCODEX è parecchio figa, mentre le immagini della ending sono talmente ridicole e assurde da piacere. A questa serie, tuttavia, manca quello stile del tutto originale del sopracitato Tsuritama, sia per la grafica che per la trama. Al di là del fanservice, infatti, resta un anime come molti altri, privo di quella marcia in più che lo renda unico nel suo genere, seppure divertente e piacevole da seguire. C'è da dire che, al momento, sono usciti solo i primi 4 episodi, quindi la trama potrebbe ancora prendere una piega interessante e andare oltre la banale rivalità tra i protagonisti Haru e Rin.

In sintesi, Free! offre tutto quello che il suo pubblico desidera: fanservice (con harem e ambiguità), un po' di sport, scene divertenti e grafica piacevole. Non aspira ad essere ricordato nei secoli e si limita volontariamente a soddisfare le aspettative dei fan. I non estimatori del genere lo terranno e debita distanza, ma indubbiamente riscuoterà grande successo, specie fra cosplayer e fanwriter/artist.