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Fabbrizio_on_the_Road

Episodi visti: 224/224 --- Voto 7,5
"Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" è la seconda serie animata dedicata all’universo di "Yu-Gi-Oh!", nato originariamente come manga per mano di Kazuki Takahashi, il quale ebbe già un primo adattamento per conto di Toei Animation nel 1998. La prima serie di Toei, tuttavia, non brillava per qualità e con sole ventisette puntate copriva un’esigua parte degli eventi del manga. Di conseguenza non arrivò mai in Italia o in altri Paesi Occidentali, probabilmente anche a causa dei suoi contenuti abbastanza inquietanti e sopra le righe. Ma nel 2000 lo studio Gallop in collaborazione con Nas ci riprovò, questa volta facendo centro, in quella che si sarebbe rivelata una serie lunga e molto proficua. Da sottolineare il fatto che l’omonimo gioco commercializzato da Konami stava già spopolando in Giappone da circa un anno. Come molti sapranno, la versione americana della 4Kids è super-censurata e modificata rispetto all’originale. Purtroppo, fu proprio questa la versione che venne distribuita nei mercati occidentali, e ancora oggi viene vergognosamente riproposta attraverso diversi canali ufficiali, tra social network e servizi streaming. Tuttavia, questa recensione si basa sul prodotto originale e non sulla versione 4Kids.

In sostanza, "Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" è quindi la trasposizione degli eventi del manga a partire dal volume 8 (14 dell’edizione italiana), dove inizia a prendere piede la saga del "Regno dei duellanti". Tuttavia, per non disorientare troppo gli spettatori che si erano persi la serie precedente, alcuni eventi vennero ricostruiti in modo differente e sintetico. Un esempio lampante è il primissimo episodio, nel quale sono condensati due eventi in realtà distinti nel manga, cioè l’apparizione di Seto Kaiba e il duello in cui viene evocato Exodia a Kaibaland. Altri esempi riguardano la gestione di personaggi come Bakura o Shadi. Questa ristrutturazione degli eventi fortunatamente non ha comportato grosse complicazioni e in generale questa serie può essere vista in modo assolutamente autonomo.
A livello di trasposizione, "Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" è una serie discretamente riuscita, che riesce cioè a valorizzare abbastanza bene gli elementi già ottimi del manga, e quindi la trama, i personaggi e naturalmente i duelli, mentre fatica un po' di più in tutto ciò che viene creato da zero. Troviamo quindi molto riusciti tutti gli eventi relativi alla prima saga del "Regno dei duellanti", alla "Città dei duelli" fino alla conclusione delle vicende di Marik. Molto più discutibili i filler che sono tanti e di qualità opinabile. La cosa che più mi è dispiaciuta è stato notare come il livello dei riempitivi sia costantemente sceso fino alla mediocrità. Tralasciando i filler più brevi, composti da singole o poche puntate, le saghe più grosse presentano molti problemi. Quella del mondo virtuale di Noah è sicuramente la più salvabile, anche se purtroppo si ambienta in un momento molto scomodo della storia. La saga del "Risveglio dei draghi" è molto altalenante, tra un’idea buona e due pessime finisce per essere davvero troppo lunga. Segue quindi la saga del "Grand Championship", che ho trovato demenziale per quanto brutta. Insomma, i filler sono troppi e di qualità molto bassa.

Da un punto di vista tecnico la serie presenta alcuni elementi di forza come l’eccellente character design di Shingo Araki e altri un po' meno brillanti, come il livello ballerino delle animazioni e dei disegni. Anche la colonna sonora non convince appieno, alcune sigle sono molto buone, altre molto meno, e nel complesso anche le BGM non mi sono piaciute troppo, anche se naturalmente fanno le scarpe a quelle della versione 4Kids. Il livello complessivo delle atmosfere è quindi passabile, ma lontano da quello del manga.

In soldoni, "Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" è una serie apprezzabile che riesce a riproporre dignitosamente un manga ottimo nei suoi punti di forza, ma che non convince appieno a causa dei tanti e brutti filler, oltre che a delle atmosfere a volte un po' blande. Rimane comunque una buona serie, se vista come la trasposizione lunga di un manga che all’epoca era ancora in corso, dove riescono ugualmente ad emergere una storia misteriosa e affascinante, dei personaggi ottimamente caratterizzati e un gioco di carte che ha regalato numerosi duelli spettacolari e imprevedibili.


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WatchMan

Episodi visti: 224/224 --- Voto 6,5
Netflix ripropone una delle serie animate che sono state in voga agli inizi del 2000 e che, tra le altre cose, è servita a pubblicizzare uno dei giochi di carte collezionabili che ancora adesso è tra i più popolari al mondo. Arrivati a questo punto, si può tranquillamente dire che sia Konami sia lo studio Gallop sia 4Kids hanno fatto centro. Però, c’è un però. Nella realtà dei fatti, come immagino molti di voi sapranno, questo anime non è la vera trasposizione animata del manga di “Yu-Gi-Oh!”, bensì il lavoro certosino di tagli, censure ed elementi che non rispecchiano assolutamente l’opera originale, creandone anzi di totalmente nuove, stravolgendo sia i personaggi che la storia giusto per un solo scopo: commercializzare e vendere il prodotto. Dato che il manga è molto più dark e affronta temi come la morte, non è possibile vendere qualcosa del genere ai bambini, così venne in mente a loro di creare “Yu-Gi-Oh! Duel Monsters”. Un anime che, ahimè, non c’entra assolutamente niente. Tuttavia, non sono qui a recensire quello che sarebbe dovuto essere l’anime di “Yu-Gi-Oh!”, ma quello che è, ed è stato, “Yu-Gi-Oh! Duel Monsters”.
Composto da ben 224 episodi e otto archi narrativi (di cui Netflix a quanto pare si è dimenticato), prende vita una delle opere che, malgrado la sua natura e il target a cui fa riferimento, centra sicuramente il bersaglio.

Il regno dei duellanti

La prima avventura di Yugi/Faraone e dei suoi inseparabili compagni Joey, Tea e Tristan consiste nell’affrontare il torneo indetto dal creatore di Duel Monsters, nonché Maximilion Pegasus. Costretto proprio da quest’ultimo a partecipare per salvare l’anima di suo nonno, qui faremo la conoscenza di altri personaggi come il prepotente Seto Kaiba insieme al suo fratellino Mokuba, la solitaria Mai Valentine, i due campioni Bruchido e Rex, e l’inconsapevole Bakura.

Come primo approccio al gioco di carte bisogna dire che è un fallimento. Le regole sostanzialmente non ci sono e i personaggi sfruttano questo vantaggio per inventarsi vari effetti e benefici senza un barlume di senso, perciò gli ‘sfondoni’ sono all’ordine del giorno e le strategie sono mere invenzioni se non colpi di fortuna stratosferici: mostri evocati senza tributo; le carte magia e trappola che si attivano a caso nei propri turni e nei turni degli avversari senza alcuna restrizione; si comincia con 2000 life point; non si possono attaccare direttamente i life point dell’avversario; bonus e malus ai mostri in base al territorio circostante. Tutto sommato, potrebbe pure risultare divertente, se non soppesassimo troppo questi errori, dato che la maggior parte delle volte s’inventano di quelle cose che sono veramente fenomenali, cosicché non si vedrà l’ora di scoprire quale altra ‘genialata’ possa uscire dal cilindro. Aggiungiamo poi i personaggi con i loro modi di fare quasi grotteschi, che estremizzano i duelli come se fossero dei match tra pugili o battaglie morali, abbelliti da scontri verbali all’ultimo respiro e di frasi ad effetto che sono quasi impossibili da non imitare. Il gioco prende letteralmente un’altra piega, come se fosse una cosa seria. Negli episodi a venire cambierà qualcosa, ma diciamo che in definitiva l’iter dei duelli è sempre quello descritta poc’anzi.

Altro punto a favore è sicuramente la presenza di Pegasus, che, come primo villain, possiede quello charme e quella cattiveria da renderlo il perno di questo primo arco. Senza di lui la carreggiata sarebbe stata difficile da trainare e da sopportare.

La città dei duelli - Il dirigibile - La torre dei duelli

Probabilmente la migliore trilogia di eventi legata all’anime di “Yu-Gi-Oh! Duel Monsters”, interrotta però bruscamente alla fine de “Il dirigibile” dai soliti filler di turno, introducendo “Il mondo virtuale”, di cui discuteremo più avanti.

In questa odissea Yugi/Faraone & Company dovranno vedersela con il folle Marik Ishtar e i suoi affiliati misteriosi Rare Hunter, il cui obiettivo verte sul rubare le carte altrui e di impossessarsi di tutti gli oggetti del millennio per ottenere un potere incommensurabile. Oltre a ciò i nostri amici dovranno partecipare al torneo annunciato da Seto Kaiba, il quale vuole battere Yugi/Faraone per strappagli il titolo di Re dei Giochi.

Grazie a Marik, e pure a Bakura, scopriamo qualcosa in più sul passato del Faraone e del suo destino che lo lega ad altri personaggi, ed a quello che sarà il suo obiettivo. Inoltre, faremo la conoscenza delle famose tre carte mostro-egizie, le quali copriranno un ruolo chiave nel corso delle vicende. Altro elemento rilevante riguarda le nuove regole introdotte da Kaiba nel torneo: si comincia con 4000 life point; chi viene sconfitto deve cedere la carta più rara; si può attaccare direttamente l’avversario; certi mostri richiedono il tributo per poter essere evocati; l’uso delle carte magia e trappola rimangono, invece, invariate. Un ulteriore passo in avanti viene fatto anche a livello tecnologico in seguito all’esordio del Dueling Disk, che sostituirà l’arena da qui in avanti, rendendo i duelli molto più scorrevoli, avvincenti e memorabili. I punti deboli sono riconducibili alla sospensione della saga causa l’inserimento di un arco narrativo filler dalle dubbie qualità, troncando di netto il ritmo e l’atmosfera creata precedentemente, mentre i preliminari per stabilire le fasi finali del torneo si sono dimostrate praticamente una perdita di tempo. Sta di fatto che rimane uno dei tornei migliori in assoluto.

Il mondo virtuale

Come anticipato prima, “Il mondo virtuale” si pone in mezzo agli eventi della saga su Marik Ishtar, per concentrarsi sui trascorsi di Seto Kaiba e Mokuba con i piani alti della Kaiba Corporation. Gli ex dirigenti, denominati Big Five, si coalizzano insieme per far fuori il proprietario e appropriarsi di quella che secondo loro non è la sua azienda, dato che Kaiba l’ha convertita in un’impresa di giochi. Non tutto però è come sembra: dietro si nasconde Noah, un nemico ben più potente e pericoloso che pare conoscere particolarmente bene i figli adottivi di Kosaburo Kaiba.

Detto francamente, c’è ben poco da dire. All’interno di questo virtual game viene aggiunta una nuova meccanica chiamata “deck master”, con cui il duellante si identifica con una carta e che, una volta distrutta nel gioco, perde la vita. Malgrado questa variante, le sorti di questa serie filler servono solo ad approfondire il passato dei fratelli Kaiba e nient’altro. Chi volesse saltarlo a piè pari, lo comprenderei.

Il risveglio dei draghi

Archiviato il torneo di Seto Kaiba, i ragazzi non hanno nemmeno il tempo di riposarsi, che una nuova minaccia si prospetta all’orizzonte, addirittura più antica e più potente degli oggetti del millennio: il sigillo di Orichalcos. Guidati dal fanatico Dartz, una banda di motociclisti composta da Rafael, Alister e Valon è alla ricerca dei duellanti migliori, per strappare l’anima a costoro e offrirli alla grande belva Leviathan, in modo da farla rinascere, epurando così un mondo a detta loro malvagio.

Entrambi i seguaci di Dartz possiedono una carta che ha reso famoso questo arco narrativo, nonché il sigillo di Orichalcos. Questa carta magia-terreno fornisce grandissimi vantaggi, quali un bonus di 500 attacco alle creature; amplia il limite di cinque creature a dieci sul terreno; è indistruttibile; chi perde il duello, una volta giocata la carta, perde l’anima. Per contrastare questa potenza oscura, Yugi, Joey e Kaiba faranno affidamento ai tre draghi leggendari, i quali possiedono una caratteristica unica: si fondono con qualsiasi tipologia di carta, creandone una dai poteri misteriosi. In questa rocambolesca avventura il gruppo dovrà indagare sull’origine delle creature e su chi si cela dietro a tali misfatti. Malgrado la reputo inferiore alla trilogia precedente, “Il risveglio dei draghi” ha i suoi pro e contro: viene approfondita maggiormente la natura delle carte/mostro e del nemico, permettendo così una comprensione del quadro generale grazie ad alcune parentesi legate ai trascorsi su Maximilion Pegasus; Yugi e il suo team si troveranno parecchio in difficoltà nell’affrontarli, mettendo in discussione i valori e i trascorsi di ognuno, oltre a tradimenti inaspettati; Rafael è due spanne sopra ai suoi colleghi; le battute finali sono state abbastanza ridicole.

Grand Championship

A quanto pare, Kaiba e gli episodi filler vanno a braccetto. L’ennesima parabola riempitiva, prima dell’ultima e conclusiva saga di “Yu-Gi-Oh! Duel Monsters”, vede ancora una volta il passato di Kaiba tornare a ribaltare i suoi piani, presenti e futuri. Per ripulire la sua immagine e pubblicizzare il suo nuovo parco giochi, Kaiba Land, il buon Seto propone stranamente un altro torneo composto dai migliori duellanti al mondo, ma ovviamente non tutto può andare come preventivato. Il ruolo di villain questa volta tocca Sieg Lloyd, un enigmatico personaggio dalla lingua tagliente come un rasoio, che ce l’ha a morte con Seto per non si sa quale motivo. Le ragioni che spingono Sieg su questa strada verranno svelate man mano, nonostante ciò pure questo arco rientra nella stessa categoria del primo arco filler “Il mondo virtuale”.

Le memorie del Faraone

È l’ultimo e risolutivo arco narrativo che mette la parola fine sulle avventure di Yugi/Faraone e compagni. Tutto quello che finora era rimasto all’oscuro viene dunque svelato: dal passato del Faraone agli eventi in Egitto, oltre che dei personaggi legati ad esso. Il fulcro di tutti i mali è da imputare a quell’individuo che fin dagli albori ha ricoperto un ruolo di basso rilievo: Bakura. Quello che spinge Bakura a compiere atti di pura malvagità è attribuibile ad eventi precedenti che lo hanno condizionato, con l’intento di vendicarsi per ciò che ha subito. A mettergli i bastoni tra le ruote, non sono altro che il Faraone e i suoi più cari amici. Una guerra millenaria che vede il Faraone cercare di portare a termine il suo destino, ma che a causa della perdita di memoria teme di non riuscire a fare. Tra plot twist e scontri all’ultimo sangue, l’epilogo raggiunge l’apice con uno dei duelli più impensabili e commoventi della serie che, seppur velocemente, chiude degnamente la storia.

Pertanto, anche se la serie animata non rispecchia fedelmente il manga, nell’anime si possono notare punti di forza che comunque lo rendono unico. I personaggi sono caratterizzati e delineati molto bene: Yugi è un ragazzo intelligente e timido, il cui desiderio è solo aver degli amici; il Faraone è determinato ed è un maestro di giochi; Seto è un prepotente imprenditore che per tutta la serie ha sempre la battuta pronta, abile nel negare sempre l’evidenza fino alla fine; Yoey è lo spavaldo e sbruffone del gruppo; Tea l’empatica e comprensiva; Tristan l’attaccabrighe. Infine, i doppiatori italiani come Massimo Di Benedetto, Lorenzo Scattorin, Claudio Moneta, Sonia Mazza ecc. sono caparbi nel riuscire a conferire ai personaggi un’anima e uno spessore degno di ciò che sono, tuttavia vi è un abuso di Diego Sebre su un discreto numero di personaggi che a volte stona. In aggiunta, la sigla composta da Giorgio Vanni l'ascolteresti all'infinito.
Ciò che mette in dubbio la qualità dell’anime si riscontra nella prevedibilità delle vicende, con il classico schema che vede l’antagonista di turno voler conquistare il mondo. Come se non bastasse, qualche volta capita che gli effetti delle carte siano inventati, congiunti a strategie sempre a portata di mano dove è facilmente riscontrabile che è la fortuna a guidarli, riuscendo in questi casi a capovolgere l’esito dello scontro.

Per ultimo, ma non meno importante, i concetti su cui la serie si caratterizza: l’amicizia, il cuore delle carte e il regno delle ombre. Da una parte il concetto di amicizia viene talmente tanto amplificato, da rasentare lo stucchevole, mentre il regno delle ombre viene completamente privato dai suoi veri effetti collaterali quale il male fisico e dell’anima, provocando la morte dell’individuo, e non il mero viavai da tale gioco. Dall’altra abbiamo il cuore delle carte, il punto cardine dell’intera opera grazie al quale viene ricordato da molti. Quasi impossibile da dimenticare per chi l’ha visto almeno una volta, persino preso per i fondelli perché sfiora il ridicolo. Eppure (so che sarà alquanto sconcertante per chi non lo sapesse), questa particolarità che lo identifica non è altro che una pura invenzione per commercializzare la serie. Brutale, ma vero.

Insomma, sicuramente riguardare la serie da adulto mi ha permesso di vedere quello che è realmente “Yu-Gi-Oh! Duel Monsters”. Perlomeno essere consapevole dei suoi pregi e difetti, cosa che con occhi da bambino non riusciresti a fare. Rispetto alle altre serie di “Yu-Gi-Oh!”, tuttora in corso, probabilmente risulta lo stesso una delle migliori a distanza di anni, e questo è da lodare. Essendomi rimasto nel cuore, e data la possibilità, ho voluto recuperarlo malgrado l’immenso costo in termini di tempo. Ciononostante, credo ne sia valsa la pena, giusto per avere un chiarimento di ciò che idolatravo da piccolo.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 224/224 --- Voto 6
Yu-Gi-Oh! è uno dei primi anime visti da bambino e di certo mi piaceva un sacco, visto che restavo davanti alla televisione tutti i gironi. Quest'anime è stato creato sicuramente con l'obiettivo di vendere le carte, altro passatempo che oggi ormai non esiste più. Ma ora veniamo alla trama.

Il protagonista è Yugi Muto, un ragazzo che è in possesso di un Puzzle del Millennio, in grado di sostituire il suo stesso spirito con quello di un faraone. Il protagonista e i suoi amici affronteranno tante battaglie e vivranno avventure da loro inaspettate, raggiungendo il Regno dei duellanti, un torneo che si svolgerà in un'isola con l'obiettivo di vincere il titolo di Re dei giochi.
Lo sviluppo della trama è lineare e molto fluido, infatti cattura subito l'attenzione dello spettatore, ma purtroppo col passare degli episodi diventa troppo pesante e monotono; per fortuna, l'essere scontato è un aspetto che non si addice a questa serie, che sorprende ma non sempre, anche perché, essendo molto lunga, la storia prende i propri tempi, ed è proprio questo, ribadisco, che rende il tutto pesante. L'ambientazione è per fortuna qualcosa di nuovo, per quegli anni ovviamente, infatti vedere mostri duellare attraverso delle carte da gioco è stata una novità, da bambini, tanto che collezionavo anche io queste carte.
I personaggi mi sono piaciuti, hanno un buon impatto sulla storia e non sono mai trascurati, infatti ognuno di loro trova la propria utilità nella storia, e questo li rende facili da analizzare; riguardo la doppia personalità del protagonista, col passare degli episodi avremo sempre più spiegazioni riguardo al faraone, che pian piano ricomporrà la propria piramide regalandoci sempre più indizi.

Il comparto tecnico non è male, i disegni sono accettabili e l'animazione è più che ottima, visti gli anni passati; il comparto sonoro è nella norma, con un buon doppiaggio in italiano ed effetti sonori azzeccati, peccato però per le sigle poco carine.

In conclusione, Yu-Gi-Oh! venne portato in Italia nel 2003 con la certezza che quest'anime avrebbe riscosso molto successo soprattutto tra i giovani, e così fu. Pertanto mi vedo di consigliarlo tranquillamente a tutti, solo però sono curioso di vedere fino a quando resisterete a tutti quegli episodi.


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Kiyaro~

Episodi visti: 70/224 --- Voto 5
Attenzione: la recensione contiene lievi spoiler

Premessa: la seguente recensione si rivolge esclusivamente alla serie giapponese, quindi quella originale, se non quando specificato altrimenti.

Ancora una volta, eccomi a recensire la versione animata di uno dei miei fumetti rivolti a un pubblico adolescenziale preferiti. Se alla versione cartacea ho dato un bell'otto, qui non posso desistere dal dare un cinque e mezzo, che arrotondo a cinque per motivi che spiegherò presto.

Innanzitutto, non possiamo non dire che tutti quanti, bene o male, conosciamo questo cartone animato: anni fa, facevo parte della schiera di bambini che giocava al TGD e che, allo stesso tempo, seguiva la serie su Italia 1, ed era tanto appassionato dalle avventure di quel faraone dai capelli tricolore e dei suoi amici, da rimanere di sasso quando vide la sua serie preferita brutalmente sostituita da quella successiva, la GX.
Una volta riscoperto il fumetto, ecco che decisi anche di riguardare la serie, ma stavolta in giapponese, onde evitare di dover incappare nelle censure che lo hanno trasformato in una serie ridicola, facendolo conoscere come un prodotto commerciale e nulla di più.

"Yu-Gi-Oh! ", ormai lo sappiamo tutti, parla di un adolescente appassionato di giochi, tale Yugi ("gioco" dalla lingua madre), che riesce a risolvere il Puzzle Del Millennio, che mai nessuno, in 3000 anni di storia, sembra essere riuscito a risolvere.

La verità, tuttavia, rimane che, rispetto al fumetto, di tutto rispetto, questo cartone animato, anche in madrepatria, punta a vendere, più che altro, queste famose carte. Se, infatti, nel fumetto viene dato più spazio alla storia, alle relazioni tra i protagonisti e quanto di più originale abbia da offrire questo titolo, inclusi giochi di ogni tipologia, qui vedremo solo e unicamente carte, con saghe filler dalle qualità altalenanti (neanche da bambino riuscirono a convincermi saghe come l'Orichalcos e il Mondo Virtuale, figuriamoci adesso), aggiunte assurde (il padre di Ryou Bakura che compra l'Anello del Millennio su una bancarella, con allegata una carta che si dice provenire dal "Dark World". Cioè, davvero? Un reperto archeologico su una bancarella e questo signore, archeologo, non si fa alcun problema, decidendo di comprarlo e di regalarlo al figlio? Potremmo discutere sul fatto che sono semplicemente oggetti "leggendari", non ufficialmente riconosciuti all'interno dell'opera stessa, ma...), personaggi che a mio parere non sono stravolti, ma comunque resi molto, molto più infantili di quanto in realtà lo siano, carte e strategie che sbucano dal nulla, la ridicola definizione di "duellante delle ombre" per un possessore di un Oggetto, con questi ultimi che tirano fuori dal nulla poteri assurdi.
Inoltre, nel fumetto l'autore aveva prestato particolare attenzione a dettagli che, in qualche modo, richiamassero la cultura egizia, dettagli che sono stati omessi nella versione animata.

Inoltre, il target dell'opera, a mio parere, viene abbassato notevolmente. Certo, rimane pur sempre per adolescenti, ma, se magari il fumetto potrebbe piacere, e piace, anche a persone che hanno superato i diciotto anni, il cartone animato, a lungo andare, risulterà semplicemente ridicolo e adatto soltanto a un pubblico che non superi i sedici anni. Per me, con l'episodio 13 si tocca il fondo dell'idiozia, ad esempio, e siamo soltanto agli inizi.

Rimane, comunque sia, una visione gradevole, a mente spenta, e che comunque a qualcuno sembra essere risultata più matura di quanto io dico, senza considerare le aggiunte, ma, francamente, a me non è piaciuto.
Non voglio, tuttavia, in alcun modo risultare offensivo, quindi prendete con le pinze ogni mia opinione a proposito.

Passiamo, comunque sia, ai personaggi. Bene o male, le loro caratterizzazioni sono quelle del fumetto, ma il problema, a mio parere, rimane che qui le loro caratterizzazioni sono, come dire... esagerate, tanto che a volte i personaggi sembrano delle parodie di loro stessi o, comunque, come detto sopra, rese molto più infantilmente. Ad esempio, se Jonouchi e Honda nel manga sono particolarmente esuberanti, nell'anime lo sono il triplo e con battute assolutamente evitabili; se Atemu ha delle caratteristiche eroiche, nell'anime queste sono esaltate e rese all'inverosimile, togliendogli, a mio parere, quella punta di giusta arroganza che lo rendeva un protagonista godibile; se Seto Kaiba ha una "fisima" poi giustificata per la carta del Blue Eyes White Dragon, nell'anime questa raggiunge proporzioni ridicole.

Una menzione la merita proprio anche la censura attuata dalla 4Kids, e successivamente da Mediaset in Italia, per censurare tutto ciò che rendeva la serie poco adatta ai bambini, sfruttando il tutto per un'ulteriore manovra commerciale. E se già l'anime stesso lo è, figuriamoci cosa può essere uscito fuori.
Abbiamo, quindi, il concetto di "Cuore delle Carte", non esistente nella serie originale (semplicemente, la questione sarebbe un tantino diversa e, se il protagonista dà tanta importanza al proprio mazzo e gioco di carte, c'è e viene ribadito e scoperto un motivo ben preciso, collegato alle vicende passate, avendo il gioco di carte più di una semplice valenza, per l'appunto, di gioco) e di "Regno delle Ombre".

Insomma, è la botta finale in testa a un anime che già di suo triplica quelli che sono i difetti del manga, superando, purtroppo, di gran lunga i pregi.

Tuttavia, c'è un punto che mi astiene dal dare un due alla serie, ossia la saga finale, che ritengo fatta meglio rispetto alla versione cartacea, pur risultando pregna di forzature che, ancora una volta, la rendono più infantile. Se, vista da una persona che conosce bene il fumetto, può risultare molto più che gradevole, francamente, se fossi un esterno e non la capissi del tutto, ricollegandola dunque alle vicende passate, non mi sarebbe piaciuta.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, sinceramente, pur con alcuni episodi completamente da buttare, devo dire che la grafica riesce a svolgere il suo compito, se non si dà eccessiva attenzione a certe, assurde animazioni. Le opening sono, invece, molto belle, così come le ending e, comunque sia, risultano adatte alla vicenda. Anche il resto del comparto musicale vanta numerose, belle OST, sia nella versione americana che in quella giapponese.
Se siete fan sfregatati del gioco di carte (lo ero da bambino) e, come me, apprezzate il fumetto, potrebbe anche piacervi, ma credo che chiunque abbia letto quest'ultimo sappia dove e come valutarlo.
Del resto, rimane pur sempre una serie molto particolare, e non tutti potrebbero gradire l'assenza di combattimenti fisici, anche se io non trovo sia granché assurda e incolmabile.


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VikingSoul94

Episodi visti: 224/224 --- Voto 7
Ho letto molte critiche negative riguardanti questo anime; una su tutte, che sia stato creato solo per fare pubblicità al gioco di carte collezionabili. Bene, a parer mio, chi rivolge una critica del genere alla serie significa che non l'ha visionata. Infatti, l'esordio di questa prima serie presenta non poche differenze con il gioco, in quanto le regole sono differenti e sono presenti alcune carte che in realtà non esistono o che sono state create in seguito. Fatta questa breve premessa, c'è da dire che l'anime ha una trama che per certi aspetti si distacca completamente dal gioco, in cui sono presenti molti elementi interessanti: Yugi, ragazzo nipote di un ex campione di Duel Monsters ora proprietario di un negozio di carte da gioco, tramite un oggetto antico, il "Puzzle Del Millennio", entra in contatto con lo spirito di un faraone dell'antico Egitto che lo guiderà attraverso molti duelli. Questa prima serie risulta interessante dall'inizio alla fine, in tutte le sue saghe, sfruttando i personaggi principali, quasi tutti caratterizzati molto bene (Yugi, Joy e Seto su tutti), antagonisti tosti e carismatici (Pegasus, Marik e Bakura). Per quanto riguarda il gioco del "Duel Monsters", su cui si basano i combattimenti presenti nella serie, questo non viene rappresentato come un semplice gioco di carte, ma come una battaglia vera e propria in cui i duellanti risentono dei danni subiti dai propri mostri, anche questi caratterizzati molto bene e carichi di un certo fascino (Drago Bianco Occhi Blu, Mago Nero, Ragazza Maga Nera, Kuriboh, ecc.). Insomma, un anime davvero bello che consiglio a tutti. Se dopo averlo visionato vi troverete d'accordo con me, ricordatevi di non guardare i sequel.


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kaio1982

Episodi visti: 224/224 --- Voto 4
"Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" è una serie commerciale del 2000 di ben 224 episodi.
Naturalmente, la prima cosa che si nota, è la scarsa cura legata ai disegni, allo stile e a una trama deframmentata nell'altissimo numero di episodi, che è un chiaro segnale della scarsezza di quest'anime. La prima cosa che si nota e che devo segnalare è l'insulso character design e un comparto tecnico che risulta orribile fin da subito, ma approfondirò questa parte nel finale. La trama, se così la possiamo chiamare, tratta le avventure di Yugi Muto, Katsuya Jonouchi, Hiroto Honda, Anzu Mazaki e Seto Kaiba. Questi sono i protagonisti di un anime basato sul gioco Magic & Wizards, meglio conosciuto appunto come Duel Monsters.
Il problema vero di questa serie, che tra l'altro vanta una trama e uno stile tutt'altro che scarsa, è la caratterizzazione dei personaggi, che risultano davvero infantili, irreali ed enormemente stereotipati. Come se non bastasse, trovo assurdo e per niente coerente il forte contrasto che si può notare tra il mondo reale e credibile, e i combattimenti tra i duellanti, che avvengono tramite i mostri evocati attraverso delle carte del gioco. Non esiste un comune denominatore che possa reggere gli scontri fantasiosi, che danno molto la sensazione di un mondo all'interno di un videogioco, dove non esistono problemi, leggi e situazioni adulte e coerenti. Naturalmente, non mancano numerosissimi filler e situazioni super demenziali.

Ma veniamo al reale problema di quest'anime, ovvero l'estetica. Dal punto di vista tecnico, il character design risulta decisamente brutto, non perché vanta una resa del dettaglio pessima, ma per la realizzazione dei tratti somatici di visi e capelli, che sono molto squadrati ed eccessivamente tratteggiati, restituendo dei personaggi decisamente mal realizzati. Il monster design è molto altalenante, passando da mostri convincenti ad altri decisamente demenziali e dall'aspetto più che mai ridicolo. I fondali sono solo discreti, così come le animazioni, che non sono niente di speciale.
In definitiva, considero "Yu-Gi-Oh! Duel Monsters" un anime concettualmente dalle buone potenzialità, ma date in pasto ad autori che hanno avuto come unico e solo scopo quello di guadagnare soldi.


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MarcoR

Episodi visti: 224/224 --- Voto 8
"Yu-Gi-Oh!" è la prima serie animata dedicata al celebre gioco di carte collezionabili omonimo; sebbene siano stati fatti diversi sequel, la prima serie straccia le successive sotto tutti i punti di vista.
In primo luogo, in questa serie tutto prende senso a partire dal gioco stesso: vengono spiegate le sue origini antiche, viene mostrato il creatore del gioco Maximillion Pegasus ed i suoi metodi, e si conosce anche l'ideatore del sistema ad ologrammi che mostra le creature sul campo di gioco (ed in seguito i famosi duel disk), Seto Kaiba.

I personaggi della prima serie sono intriganti, affascinanti, interessanti; vogliamo conoscere il loro passato, cosa li ha spinti ad essere così – proprio Pegasus e Seto sono tra i personaggi maggiormente riusciti, assieme a Yami, l'alter ego di Yugi. Una cosa che mi è piaciuta è il fatto che ogni personaggio principale è associato a una carta del suo deck, non necessariamente la più forte: Yugi ha il Mago Nero, Joey il Drago Nero Occhi Rossi, Seto il Drago Bianco Occhi Blu, il nonno ha Exodia il proibito, Pegasus il Mondo Toon, etc. Per fortuna, almeno questa caratteristica è stata mantenuta nelle serie successive.

La trama si basa completamente sulle partite, che diventano vere e proprie battaglie: sono avvincenti ed appassionanti, ed illustrano bene il gioco anche agli inesperti, tanto che viene voglia di giocare (infatti io avevo iniziato e continuo ancora online con le console). Niente è lasciato al caso, ogni evento impossibile viene spiegato dalla presenza degli oggetti del destino, artefatti magici antichi con dei poteri molto forti, legati alla creazione e alla presenza nell'antichità delle carte. Il filo conduttore della trama sono proprio questi oggetti: Yugi ne possiede uno, la piramide, che contiene lo spirito del faraone che lo salva in situazioni difficili. La storia segue le vicende di Yugi in diversi tornei, che lo portano ad acquisire il titolo di "Re dei giochi" ed in cui incontra altri possessori di oggetti del destino, scavando sempre più a fondo nei misteri delle carte e della loro creazione, ritrovandosi ad affrontare avversari oscuri e carte leggendarie, che poi verranno aggiunte ai deck dei protagonisti.

Per concludere, "Yu-Gi-Oh!" è un anime di ottimo livello, nonostante sia tutto marketing: ha buone animazioni, ottimi personaggi, battaglie avvincenti e una trama solida, difficilmente presente in anime di questo genere e sicuramente meno presente nei sequel. Per chi non lo avesse visto, anche se un po' lungo, io lo consiglio; se non avete mai giocato al TCG, non c'è da spaventarsi, in quanto introduce passo passo tutte le regole. Merita di sicuro un voto alto.


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__Nergal__

Episodi visti: 224/224 --- Voto 7
Yu Gi Oh!, considerato da molti come un Magic The Gathering dei "poveri", ha creato un impero commerciale che ha fatto molti proseliti, quasi tutti di dubbia qualità.

Questa serie propone un charachter design più vicino agli anni '90 che ai 2000 e, a differenza delle successive, offre dei personaggi ben caratterizzati e simpatici.
Niente di nuovo parlando della storia, la solita battaglia bene vs male che si combatterà a suon di evocazioni e carte magia e trappola.

Le puntate sono, in pratica, un enorme agglomerato di pubblicità in quanto i vari duelli servono proprio per questo scopo, mostrare agli spettatori quante carte ci siano e quanto bello sia il gioco.
Nonostante questo e nonostante i duelli non creino un minimo di suspance, risultano divertenti da vedere in quanto ogni nemico ha il proprio deck e un mazzo tematico, rendendo ogni scontro diverso dal precedente.

Purtroppo, la scure della censura si è abbattuta inesorabile su questa serie, snaturandola e ridicolizzandola. Ho sempre pensato che fosse un mucchio di stupidaggini (vedi il cuore delle carte) dando la colpa ai registi e produttori fino a quando non ho scoperto che quello che guardavo non era Yu Gi Oh! ma solamente ciò che era trasmesso in Italia.
Il mio consiglio è quindi di non giudicare in modo troppo cattivo questa serie perché in realtà avete visto tutt'altro rispetto a ciò che era originariamente.

Il character design è piuttosto scarso, disegni fatti coi piedi e capigliature che più improbabili non si poteva.
Molto bello e fantasioso invece il design dei mostri delle carte che, proprio come nel caso dei Pokemon, cresceranno esponenzialmente in numero con l'avanzare delle serie, diventando ripetitivi e scontati.

L'ambientazione egizia è piuttosto affascinante, così come lo è l'origine dei mostri delle carte, anticamente usati dagli egizi per i loro scontri. Una spiegazione un po' "strana" ma certamente non banale.

Concludendo, non siamo di fronte a un capolavoro, ma questa serie ha avuto il pregio (o il difetto) di creare moltissimi proseliti più o meno realizzati bene.
La trama non è molto complessa ma i numerosi duelli, a volte forse troppo lunghi, saranno un buon intrattenimento per tutte le età.


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manu88

Episodi visti: 224/224 --- Voto 7
Che dire di Yu-Gi-Oh Duel Monsters? In primo luogo c'è da dire che da noi in Italia è arrivata la versione censurata americana, per cui già questo è grossissimo handicap. Ma veniamo alla recensione della versione italiana: sicuramente inventare un gioco di carte ambientato nell'antico Egitto è sicuramente un'idea innovativa ed è un fattore che fa sicuramente appassionare alla storia; per quanto riguarda i duelli non tutti sono all'altezza della situazione, voglio dire che gli unici che danno un po' di verve all'anime (e che sono la maggior parte, ma non tutti) sono quelli tra Yugi (versione faraone) e Seto, e quelli del torneo della città dei duelli contro Marik. Il resto, quindi il torneo di Pegasus e la parte della città di Atlantide, sono sicuramente da bocciare.

Per quanto ne concerne la durata, sicuramente come per altri anime tipo Dragon Ball, Cdz o Naruto, ci vogliono troppi episodi per concludere un duello cruciale per la storia. Per quanto riguarda la grafica posso dire che per essere un anime del 2000 non è affatto male, altri anime sono sicuramente peggiori da questo punto di vista. Quindi in definitiva è un anime godibile da vedere, ma con qualche pecca come ho detto per quanto riguarda i duelli e i troppi episodi, però in definitiva consigliato.


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Davi 90

Episodi visti: 224/224 --- Voto 9
Questo è stato un anime che è divenuto una mania anche per me. Quanto mi piaceva! La Yu-gi-oh mania si era davvero diffusa in Italia, e come detto sopra, mi aveva davvero contagiato. Ero diventato un vero appassionato!
Devo dire che questo anime ha una buona dose di originalità, con duelli di carte affascinanti che usano al massimo la strategia, la furbizia, il talento, non le solite lotte di muscoli e di raggi di energia ma qualcosa di più originale, di mai visto.

Sebbene la trama non sia il massimo dell'originalità e all'inizio parta in modo quasi infantile, andando avanti con gli episodi quest'anime matura, divenendo più dark e quasi spiritico. I duelli mutano in duelli delle ombre dove si rischia di perdere la propria anima, e poi vengono usate molte idee innovative, c'è anche una saga che sembra ispirata a Matrix.
Inutile negare che rimasi quasi stregato da questo anime, e negli anni in cui fu trasmesso in Italia divenne una delle mie serie preferite. Questa serie è la migliore tra le 4 create, le altre sono penose.

Un buon anime che mi ha davvero appassionato, venivo catturato dai duelli, seguendo le mosse dei personaggi; una volta che si capisce il meccanismo del Duel Monsters diventi davvero partecipe al gioco.
Devo dire che fino alla saga di Marik e delle tre divinità egizie (la saga più bella) Yu-gi-oh è davvero bello, poi cala un po, con l'ultima saga.
Sarebbe piacevole da rivedere, anche perché graficamente non è male, e le animazioni sono ben realizzate.
Il voto che mi sento di dargli è 9. Un'ottima serie, soddisfa e può essere vista senza troppi problemi.


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DankoDeadZone

Episodi visti: 112/224 --- Voto 5
"Cavoli, mi sento quasi come se tutto questo fosse stato solo un patetico tentativo di pubblicizzare un gioco di carte per bambini!" (Yugi alla fine di "Yugioh! - The Abriged Movie")

Yu-Gi-Oh è un perfetto esempio su come rincretinire completamente un buon prodotto rendendolo qualcosa di vuoto adatto solo per fare il lavaggio del cervello ai bambini in modo che comprino i gadget pubblicizzati dalla stessa rete che trasmette la serie. Ma questa volta non possiamo dare tutta la colpa alla Mediaset, qui c'è lo zampino della rete americana 4Kids, santa protettrice di tutti i "pampini", nonché produttrice (molto esecutiva purtroppo) di questa versione dell'anime arrivata poi qui in Italia.

Ammirerete i dialoghi totalmente vuoti, le pistole invisibili degli uomini di Pegasus (tolte grazie alla magia del computer), lo svuotamento della caratterizzazione di quasi tutti i personaggi, e i combattimenti di carte svuotati completamente della loro bellezza e dei veri dialoghi, in Italia trasformati in semplice descrizioni passo passo di cosa sta succedendo. Per non parlare poi delle cose inutili aggiunte solo per fare il lavaggio del cervello ai poveri pampini: il cuore delle carte, pronunciato solo una volta nel manga, e in un contesto totalmente differente dal significato che ha nell'anime; il regno delle ombre, inesistente nel manga e creato solo per censurare la morte dei personaggi; e tutti quei discorsi melensi e monotoni sull'amicizia. In Giappone quest'anime poteva avere e poteva pretendere rispetto, ma con il passaggio da oriente a occidente ha perso totalmente se stesso.
Divertiamoci a guardare Yami Marik che cerca di uccidere Rishido con una barra del Millennio senza punta, tolta al computer.


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shinichi kudo 98

Episodi visti: 100/224 --- Voto 6
Yu-Gi-Oh! è un anime carino, ma non è uno dei miei preferiti. In alcuni momenti è molto ripetitivo perché parla sempre delle stesse cose ed è anche abbastanza noioso.
I disegni non sono bruttissimi, ma sono un po' troppo esagerati, come i capelli del protagonista, che sono a dir poco inguardabili. Diciamo che i primi episodi sono abbastanza belli, ma andando avanti con la storia si fanno sempre più ripetitivi e scontati. Comunque per me non merita l'insufficienza perché l'idea di creare quest'anime è stata molto originale. Lo consiglio a tutti gli amanti di questo genere di animazione.


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Matt

Episodi visti: 224/224 --- Voto 9
Yu-gi-oh! Duel Monsters è un anime basato sul popolare manga di Kazuki Takahashi, che vede i protagonisti giocare ad un gioco di carte chiamato Duel Monsters, ed ognuno per questo crea un proprio mazzo contenente varie carte di diverso tipo fra carte mostro, carte magia e carte trappola. La serie conta 224 episodi ed è andata in onda in Giappone dal 2000, mentre in Italia dal 2003.

Attenzione: la seguente parte contiene spoiler

La storia vede come protagonista Yugi Muto, appassionato giocatore di Duel Monsters e proprietario del puzzle del millennio, che inizia battendo al gioco Seto Kaiba, il quale aveva rubato al nonno di Yugi la carta del drago bianco occhi blu. Maximillion Pegasus, il creatore del gioco di carte, decide di sfidare Yugi in quanto possiedono tutti e due un oggetto del millenio (Pegasus l'occhio mentre yugi il puzzle). Yugi pur con l'aiuto del faraone che esce dal puzzle perde, e Pegasus prende l'anima di suo nonno. Con i suoi amici parte per il regno dei duellanti per riavere indietro il nonno. Yugi vincerà liberando il nonno, Seto e Mokuba (il fratello di Seto) e diventerà re dei duelli, ma la vincita la dà a Joey per fargli curare la cecità della sorella. Yugi poi partecipa al torneo dei duellanti indetto da Seto Kaiba, ma troverà un fortissimo nemico, Marik, che alla fine del torneo Yugi riuscirà a sconfiggere utilizzando particolari carte definite come Divinità Egizie. Finito il torneo il vincitore è Yugi, che inoltre detiene tutte le carte delle divinità egizie. Un altro problema sorge successivamente. Le divinità vengono rubate e Yugi, Seto e Joey ottengono come carte tre draghi leggendari con le quali affrontano degli uomini che possiedono carte chiamate sigillo di Orichalcos, con le quali intrappolano le anime. Alla fine tutto si sistema, e Yugi deve dire addio all'anima del faraone.

Fine parte contenente spoiler

L'anime è molto bello soprattutto perché l'ho visto tutte le volte che lo davano in televisione e perché molto tempo fa mi piaceva giocare a Duel Monsters. La trama è eccezionale. I disegni sono buoni e curati, soprattutto i personaggi delle carte sono fatti in modo sublime, come per esempio il mago nero. I protagonisti invece sono molto ben caratterizzati, ognuno ha un diverso carattere, diverse abilità e soprattutto ognuno possiede un mazzo con qualità diverse. Unica pecca di tutto l'insieme è il fatto che la versione italiana è censurata, e questo rende una delle serie più belle in assoluto in una serie banale, e questo è un vero peccato. Consiglio la serie a tutti (quella in giapponese e non quella in italiano).


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 224/224 --- Voto 10
Un'opera che, nonostante le novità, vede dei piacevoli ritorni al passato, sia a livello di animazione, mi riferisco per chi ci ha collaborato nello staff artistico, sia per quanto riguarda la narrazione della trama, innovativa su più punti.
Questo è un anime che è stato concepito meglio dei Pokemon e meglio di molti pseudo-mecha o pseudo-shonen usciti nell'anno o qualche anno prima di questo cartone. Sinceramente l'unica nota negativa è la capigliatura del protagonista, davvero improponibile, ma ci sono delle ragioni per cui è disegnata così.

È una storia che riguarda vecchie leggende, che unisce dimensioni, che unisce mondi, che unisce strane creature provenienti da semplici "carte da gioco" anche se sappiamo benissimo che non sono affatto da gioco! E questo motivo delle carte ha creato un impero a livello di merchandising, dove ancora oggi si riuniscono da tutte le parti del mondo per giocare a Duel Monsters, manco fossero delle partite a scopone, eppure è da definirlo lo scopone del nuovo millennio visto l'attaccamento e la grinta dei giocatori reali che si cimentano in questo nuovo ludus.

Ci sono molte atmosfere dei tempi che furono che vengono richiamate qui, laddove la forza e la potenza di un giocatore nulla possono contro la saggezza e una grande capacità da stratega nel gioco, dove la ragione è più forte di qualsiasi muscolo, dove la sete di giustizia intrisa nelle carte non può rispecchiarsi nella bramosia del potere assoluto.
Ci sono inoltre maledizioni ataviche, oscuri inganni perpetrati da entità quasi inesistenti, e che comunque danno ancora più vita ad una trama già bella è complicata di suo, dove fantasiose piattaforme, deck di ogni dimensione e personaggi provenienti da ogni parte dell'universo conosciuto ed anche in quello sconosciuto si affrontano in prove sempre più difficili, che a volte valgono il destino del nostro pianeta.

E qui viene fuori la morale di quest'opera, il destino così immenso, deciso da alcune carte così inutili in apparenza e così importanti nel loro costrutto. Significa che non bisogna mai farsi ingannare dalle apparenze di ciò che è piccolo, ciò che è piccolo lo è perché non ha ancora preso forma, consistenza, come la vita di ognuno di noi, va difesa, va curata e va educata, e durante la serie molte volte ci capita di vedere "educare" delle carte per dei propri scopi, nella vita reale gli scopi da raggiungere sono immensi, ma se non c'è un, appunto, piccolo motivo da cui partire per raggiungere anche i propri sogni, la realizzazione dei medesimi non potrà mai crescere per arrivare a grandi traguardi, che non solo gratificano, ma rendono maturo ed esperto chi cura questi particolari.
La vita quindi è sempre fatta di insidie, ma se ognuno di noi ragiona in ciò che sente giusto e può dare futuro, il futuro già può arrivare bene per ognuno di noi, e non è la carta che legge il nostro futuro, siamo noi che facciamo crescere nella nostra vita il futuro all'interno delle carte, sapendo quindi non in anticipo e non con le carte, ma in base alle nostre esperienze, ciò che potrebbe accadere, e il più delle volte, se si ragiona così, accade tutto in positivo, e nella serie anch'esso è un particolare importante sottolineato più volte dall'autore e dai protagonisti.


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Apachai

Episodi visti: 150/224 --- Voto 7
Questa serie ha molti spunti originali, tipo l’ambientazione egizia e il sistema di gioco creato per far duellare i personaggi.
La trama penso sia inutile scriverla anche perché il filtraggio effettuato dalla 4Kids ha creato concetti assolutamente inesistenti per commercializzare l’anime e renderlo appetibile ad un pubblico più ampio.
Concetti tipo “il mondo delle ombre” oppure “il cuore delle carte” sono invenzioni create con l’unico scopo di ammorbidire e addolcire la trama, poiché, senza censure, chi perdeva durante un duello moriva e basta.
Per allungare il numero di episodi ci sono delle sequenze molto ripetitive e dei filler (sono puntate che non esistono nel manga a cui si ispira l’anime, create al momento giusto per fare qualche episodio in più).
In conclusione l’aspetto commerciale ha rovinato un buon prodotto. Davvero un peccato poiché con una trama interessante e dei personaggi discretamente carismatici è obbligatorio fare di più, o almeno fare qualcosa di decente.


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Z_is_Z

Episodi visti: 224/224 --- Voto 6
Premessa: il voto è una media tra la versione giapponese (8) e la versione ''taglia-e-cuci'' made by 4Kids (4).

Trama: il timido Yugi Muto entra in possesso di un ''puzzle del millennio'', contenente lo spirito di un faraone, a lui somigliante.
''L'altro Yugi'' non ricorda nulla del suo passato, ma con il susseguirsi degli episodi, i pezzi del suo puzzle si ricomporanno ad uno ad uno. Nel frattempo, Yugi e i suoi amici vivranno un'avventura piu' grande di loro, costellata da scontri coi loro rivali (tra cui Seto Kaiba e Pegasus), vittorie e sconfitte...

Sulla trama non mi sbilancio piu' di tanto.
Il voto doveva essere quello che sarebbe dovuto essere... ma... c'è pur sempre un ma...
Guardando il codesto anime, ti spieghi per quale ragione alcune cose non tornano, se stai guardando un Anime tratto da un manga di Kazuki Takahashi oppure l'ennesimo cartone animato commerciale. Poi, dopo molti rimuginamenti, realizzi di guardare la terribile versione Americana!
Sulle censure (interventi sugli artworks originali delle carte, rimozione di scene violente, etc...) ormai ne siamo a conoscenza tutti...
Ma è proprio quando, dopo aver toccato il fondo, pare essere finita li...
Ecco che si continua a scavare !

Gli americani si sono sbizzarriti...
Hanno inserito concetti inesistenti nella versione JAP (il mondo delle Ombre? Il cuore delle carte?);
Con conseguente mascheramento delle morti dei personaggi.
Hanno portato al massimo il valore dell'amicizia, rendendola inopportuna in moltissime situazioni.
Hanno dato maggior enfasi ai combattimenti di Duel Monsters, privandoli del loro ''concetto di metafora''. Hanno occidentalizzato il tutto....

E alla fine il risultato è sotto gli occhi di tutti.
E non vi immaginate l'incredibile stupore del sottoscritto, all'acquisto, all'epoca, del ventesimo tankobon del manga, ritrovandosi contenuti adulti (Roulette russa) e, percio', non adatti a bambinetti.
8 al Yugi giapponese perchè, comunque, non è perfetto (una certa ripetivita', saghe filler che non sono orribili come quelle di Dragon Ball, ma comunque non aggiungono nulla...). 4 all'edizione USA.
Voto complessivo: 6

P.S: Se vi lamentate del presunto ''alto fattore commerciale'' dell'anime, non vi immaginate i due, indegni, seguiti...


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Minako85

Episodi visti: 100/224 --- Voto 7
Yu-Gi-Oh! è una serie molto controversa. Quando si deve giudicarla, non si può non ricordare lo scempio terribile che è stato fatto dalla 4Kids nell'adattare e censurare l'anime, in una versione monca e deformata che poi è arrivata anche da noi. Non si tratta di soli tagli, ma di immagini ridisegnate e dialoghi riscritti per rendere il tutto più smieloso e incentrato sulle carte, che avrebbero un "cuore", per non parlare della morte che non esiste, tutti finiscono nel "regno delle tenebre"...
Eppure, se andiamo a guardare il prodotto originale, troviamo una serie molto più gradevole. Che il tema principale siano le carte è indubbio, ma molti altri temi fanno capolino fra una partita e l'altra. Abbiamo l'insicurezza di Yugi, il suo crescere come persona. Oppure il rapporto fra fratelli di Seto e Mokuba Kaiba. Anche l'amicizia è un tema trattato estensivamente, ma senza la dose terribile di buonismo propinataci dalla nostra versione. Oltre a questo, c'è anche l'elemento occulto e i riferimenti all'antico Egitto.
I filler non sono bruttissimi, si mantengono in linea con la trama senza aggiungere o togliere nulla di particolare.
La grafica è in linea con gli anime prodotti nello stesso periodo, con qualche alto e basso che però è riscontrabile in ogni serie lunga quanto Yu-Gi-Oh!
Le musiche originali rendono bene l'atmosfera delle varie situazioni, ma nella versione USA e quindi nella nostra sono state tutte rimpiazzate da musiche spesso buttate là a casaccio se non addirittura del tutto sbagliate in relazione alla scena.
In definitiva, Yu-Gi-Oh! è uno shonen molto gradevole per gli adolescenti, ma può essere apprezzato anche da chi è più grande, purché si guardi la versione giapponese integra senza censure e adattamenti. Piacerà anche a chi è appassionato di giochi di carte del tipo di Duel Masters.
Sconsigliato altamente a chi non ama il genere, le carte o se potete guardarvi solo la versione italiana. In tal caso, evitatelo.


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deathmetalsoul

Episodi visti: 224/224 --- Voto 7
Il primo capitolo di questa serie animata degli anni 200 è sicuramente il migliore. Il mixaggio di azione e fantasy, ha dato vita ad un anime che ha fatto innamorare di se milioni di persone. La trama è molto originale e interessante anche per l'intreccio con la storia egizia, ma comunque il numero degli episodi per me è molto elevato. Niente da ridire sul protagonista che è caratterizzato magnificamente e la sua immagine ha fatto la storia dei nostri anni, purtroppo i coprotagonisti non reggono il livello, tranne per qualcuno che si avvicina ma di poco. Il sonoro e discreto e alcune traccie come quelle che si sentono durante qualche combattimento sono anche molto originali. Andando però ad analizzare il lato tecnico possiamo trovare alcune piccole carenze che minimizzano un po il prodotto. Personalmente devo dire che i disegni non mi piacciono e neanche l'adattamento dei colori, il più delle volte troppo opachi per dare felicità agli occhi, ma comunque e un opinione personale. La fluidità delle animazioni non è male anche se in molti casi è facile vedere che on è adeguata al prodotto. In generale l'anime supera la sufficienza e da innumerevoli spunti per i successivi capitoli, forse senza tutte le parti che da noi hanno censurato o cambiato per adattarlo a tutti, poteva meritare anche di più. Io consiglio quest'anime a tutti coloro che vogliono vedere qualcosa nel tempo perso, non vale davvero la pena di soffermarsi su anime del genere soprattutto per il numero alto di episodi, a meno che non si sia fan, comunque rimane un anime piacevole da vedere a cui non paragonare i successivi capitoli che sono molto mediocri e privi di significato.


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enzadin84

Episodi visti: 0/224 --- Voto 9
Anche se ho scritto 0 ho visto tutti gli episodi della prima serie di Yu-gi-oh! in cui il protagonista è Yugi. A suo tempo ho amato molto questo anime, non nè perdevo una puntata (anche perché poi pensavo che perdendo il filo non ci avrei capito più nulla). Nel complesso la storia di Yugi e del faraone è un pò complicata, ma tiene incollati allo schermo fino all'ultimo per scoprire (...e finalmente capire!) come andrà a finire...
Mi piace soprattutto il fatto che l'intera trama si intreccia, quasi (o interamente!) a formare un connubio, con il gioco di carte, il Duel Monsters, in cui i mostri prendono vita: infatti anche loro saranno protagonisti e si scoprirà il loro legame con il faraone...
Ho apprezzato molto, in particolare, il personaggio del faraone, sempre così misterioso, e mi sono molto appassionata alla sua storia, anche se questa sua aria cupa lo avrà fatto sembrare antipatico a qualcuno, soprattutto a chi non ha seguito interamente la trama.
Comunque, in sostanza la storia è molto bella e appassionante e a me personalmente è piaciuto questo anime anche perché ha la capacità di portarti, per pochi istanti, in una dimensione dove tutto è cupo e sovrannaturale...dove ogni cosa è mistero.

W il vero yu-gi-oh!!!

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W il vero yu-gi-oh!!!

Episodi visti: 224/224 --- Voto 1
Io non so che voto dare.
In giappone (in pratica mi riferisco all'originale) è un anime magnifico, tratta di argomenti stupendi, la morte è menzionata in continuazione ed è un argomento portante ma che fa riflettere, l'amicizia non è menzionata quasi mai, non come questa porcheria che ci hanno fatto vedere qui in italia.
Come, come, come hanno potuto trasformare simile capolavoro in un prodotto altamente commerciale, rittoccandolo e cambiando la trama da cima a fondo? Perchè hanno creato quel "Regno delle ombre" se l'anime originale non ce l'ha??? Perchè hanno tolto i sentimenti dei personaggi, sostituendoli con altri inutili? PERCHè HANNO TOLTO TUTTE QUELLE EMOZIONI E QUELLE STUPENDE TEMATICHE DI CUI TRATTAVA QUESTO MERAVIGLIOSO ANIME? Hanno trasformato uno degli anime più belli che io abbia mai visto in una robaccia che serve solo a far vendere le carte collezionabili.... io non so cosa dire.
Nell'anime originale, il regno delle ombre non esiste, tutti quelli che in questa orrenda serie censurata vengono spediti in quel regno, nell'originale muoiono, e quelle stupende scene in cui i personaggi provano paura, timore della morte, in cui riflettono sulla vita, qui sono state brutalmente tagliate, facendo svanire per sempre quella sensazione che ti avvolgeva mentre lo guardavi.
Sono sbalordita.
Il "cuore delle carte"? NON ESISTE! In giappone non è mai stato detto niente sul cuore delle carte! i personaggi non venerano le carte! Semplicemente sono le loro strategie che portano avanti il gioco!
Epoi, nella trama originale, le vicende non ruotano solo ed esclusivamente sulle carte e sui duelli! Tuto è retto da i sentimenti, dal carattere dei personaggi che via via si sviluppa anche grazie alla morte di persone per loro importanti (nella nostra versione, invece, i caratteri non si evolvono poichè la morte non esiste, e nessuno muore ma tutti finiscono "nel regno delle ombre"), dalle tematiche importanti che si percepiscono.... e non solo dalle carte! Logicamente, quello è un argomento fondamentale, è vero, ma le carte non sono venerte come dei, non hanno un "cuore", semplicemente è un'altro modo per scontrarsi!
Perchè mi hanno rovinato un anime così bello? Perchè? Perchè devono sempre rovinare i veri capolavori????
Come voto io do 1..... ALLA VERSIONE CENSURATA! Alla vera versione do 100000000 perchè è uno degli anime più belli che io abbia mai visto!

Zeruel

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Zeruel

Episodi visti: 0/224 --- Voto 8
Esprimo il mio parere da ex amante del gioco di carte reale. Mi ero perso le prime puntate, quindi mi ci è voluto un po' per ingranare la marcia nella città dei duelli. A me questo anime piaceva molto devo dire, nonostante le censure di ogni tipo (che ho scoperto dopo, io e i miei amici lo prendevamo pure in giro il tantofamoso e semprenominato "cuore delle carte") i duelli erano decenti, i personaggi carismatici, i disegni adatti. Le storie dietro le varie vicende si capiscono magari di più verso la fine, ma i riferimenti all'Egitto ci stanno tutti. La sigla nemmeno mi dispiaceva. Certi mostri poi hanno un design spettacolare. E vorrei dire un'altra cosa: si potrebbe mai paragonare la mitica prima serie con la sua successiva GX?? Neanche a parlarne: i personaggi sono monotoni (a pare Chazz che si salva), le strategie fanno pena e i duelli durano 10 minuti (certo nel vecchio duravano anche 3-4 puntate se andava bene, ma erano mille volte più belli). Ogni tanto ci si fa pure qualche risata per degli effetti che nelle vere carte non esistono. Per una serie che mi ha appassionato e impressionato, ma con seppure qualche difetto, concedo un 8 meritato.

Sara

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Sara

Episodi visti: 200/224 --- Voto 9
Bellissimo anime nel suo genere, e vorrei RICORDARE a tutti che tutte le stupidaggini come: 'Il cuore delle carte', e 'il regno delle ombre' e parecchio buonismo che circonda la serie sono state creati dalla censura americana, nella versione Giapponese NON ESISTE nessun cuore delle carte e regno delle ombre, i personaggi combattono con le loro proprie forze e se muoiono, muoiono e basta e non vanno in nessun regno delle ombre, In finale avrei dato il 10 se non fosse per la censura.

Ranpyon

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Ranpyon

Episodi visti: 224/224 --- Voto 10
L'anime che mi è piaciuto in assoluto (e poi il faraone *ç*)
Beh, devo dire che ci sono delle ridicolosaggini (della serie "devi credere nel cuore delle carte"... susu corri XD)
Però nel contesto mi piace (soprattuto, ripeto, il faraone *ç*), bellissima l'idea di abbinarlo con l'Egitto (a chi non piacciono i misteri dell'egitto ^^). E mi piace anche la grafica ^^
Cose che non mi sono state gradite: è stato l'anime più censurato tra tutti (e ripeto TUTTI) così tanto che si dovuta rifare la prima serie (per chi avesse visto la serie 0 di Yu-Gi-Oh Yami No Game potrà contatarlo di conseguenza).
E poi... se viene mandato dalla Mediaset, sono cavoli marci. Comunque chi vuole avere la mezza idea dell'anime guardatevi gli episodi di questo anime (possibilente quelli in jappo e con i sottottoli in inglese o italiano... beh! Sapete... Censure^^"")

Mistobaan

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Mistobaan

Episodi visti: 8/224 --- Voto 1
E ti pareva che a noi non propinavano la versione americana (stà cosa l'hanno fatta con tutti, anche con Rockman.exe)! Ma anche se fosse stata la versione originale il mio parere su questo anime non cambia. Bella l'idea che Yugi è la reincarnazione di un faraone( amo l'Egitto), ma il fatto che ci sono questi poveri mostri (alcuni davvero fighi) che vengono sfruttati in stupidi duelli mi da sui nervi. A ben guardare sembra un cartone che segue la Pokemon scia (forse perchè un meganoide li spia. Avete riconosciuto la citazione?) ed è questa la cosa che gli fa perdere tutto. Avrei preferito che Yugi utilizzava i poteri del puzzle per avere lo stesso potere di un Super Saiyan per combattere mostri sanguinari che vogliono conquistare il mondo. Secondo me era meglio così, poi non so voi.

Secchan

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Secchan

Episodi visti: 224/224 --- Voto 10
Molta gente critica YuGiOh, ma certamente non si rende conto che l'anime è stato adattato e tagliato per un pubblico di bambini.
Per prima cosa vorrei farvi notare che noi in Italia, e nemmeno gli USA hanno mai visto la prima serie. Prima di quella che abbiamo visto noi in TV ce n'è un'altra. Si chiama "The Shadow Games" e gli USA non hanno voluto comprarla perchè ritenevano fosse "troppo violenta". E quindi l'Italia non ha potuto averla, e secondo me nemmeno sa che esiste.
Questa serie è presente nei primi numeri del manga.
Inoltre, i diversi tagli che sono stati fatti nell'anime lo rendono meno chiaro.
Ma qui si parla di MINUTI INTERI tagliati, non di pochi secondi!
Inoltre non mi piace tanto il fatto che le Opening siano state tolte...ma si sa...bisogna per forza fare la sigla italiana no?xD che seccatura...xD
Il manga lo trovo molto bello, e ci vuole una grande fantasia per creare tutti quei mostri non trovate?
Insomma, YuGiOh lo considero un capolavoro, forse anche perchè è stato il mio primo manga!xDD eheh, meglio che finisca qua, o farò un poema...magari poi ricommenterò...chi lo sa...

Francesca

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Francesca

Episodi visti: 20/224 --- Voto 9
La storia egizia è senza dubbio affascinante e quindi anche questo anime lo è, sebbene non tutte le puntate trattino del passato del Faraone o vi siano direttamente legate, ma ce ne siano alcune di 'riposo' o di 'prologo' che trattano solo dei campionati con le carte e possono trarre in errore sulla vera natura dell'anime... Ho apprezzato molto la trama, con Seth/Seto, Marik, Bakura, Atem e via dicendo... Mi hanno affascinato gli oggetti del Millennio e i vari passati dei personaggi, sia quelli riferiti a 5000 anni prima, sia quelli più prossimi... ^^; I personaggi hanno quasi tutti una propria forte personalità, il che non guasta... Il linguaggio e le situazioni invece le ho trovate un po' troppo solenni e auliche, diciamo eccessive, ma capita in molti anime.. Se poi sia il doppiaggio e l'adattamento italiano a renderle così non saprei dirlo...

Greendragon
Greendragon

Episodi visti: 224/224 --- Voto 9
Amante di Yu Gi Oh quale sono, mi scandalizza sempre vedere quante critiche e quanti insulti esso riceva a causa di un'"ignoranza" diffusa e abissale sull'argomento. Per questo scrivo, perché vorrei mostrare cos'è VERAMENTE Yu Gi Oh, dato che, a quanto pare, una marea di persone (e questa pagina web lo conferma) è del tutto ignara di ciò che è stato fatto alla serie quando, dal Giappone, è tristemente sbarcata negli USA prima, e da lì in Italia.
"Credi nel Cuore delle Carte", "salviamo il mondo dal male", "ti spedisco nel Regno delle Ombre", i "discorsi sull'amicizia"... Chi conosce la serie sa che temi del genere, che sono all'origine dell'odio verso la serie, abbondano... Ma chi è che sa che che NIENTE di tutto questo esiste nella versione originale? Nessuno, a quanto pare.
Il "Cuore delle Carte" NON ESISTE, è stato inventato di sana pianta per la versione USA (che, ricordo, è quella che abbiamo noi); nell'anime (ad eccezione delle due serie finali, dove c'è effettivamente un pericolo di vasta portata), nessuno parla mai di "salvezza del mondo" semplicemente perché NON C'E' NIENTE DA SALVARE! Nella prima serie, Pegasus vuole SOLO riportare in vita la sua amata, nella seconda Marik vuole SOLO uccidere il faraone per vendicarsi degli anni passati in schiavitù nella sua tomba, di sottomettere l'umanità non gliene pò fregà di meno. E allora perché tutti i personaggi negativi (o apparentemente negativi) nella nostra versione si comportano come dei megalomani che vogliono conquistare il mondo (e senza uno straccio di motivazione, per giunta)? Perché chi ha cambiato la serie ha deciso che così era tutto più facile da capire per dei bambini (a cui si è deciso di rivolgere il prodotto, anche se nell'originale chiaramente non è così), sostituendo le motivazioni complesse e del tutto personali che muovono i personaggi con trame piatte e scontate (alla Spiderman, per intenderci). Il risultato? Che gli antagonisti diventano dei "cattivi" da stereotipo, mentre Yugi e company si trasformano nei "supereroi" che devono sconfiggere il male... Che pena...
Aggiungiamoci il fatto che i discorsi sull'amicizia sono stati spaventosamente gonfiati e messi in ogni dove e che il Regno delle Ombre, inesistente, non è che un modo per coprire l'idea della morte (eh si, nella versione originale si muore, spesso e a volte in modo parecchio violento), e ci siamo fatti un'idea di quanto siano diverse le due versioni.
Oppure no..?
No, non credo proprio. POrché Yu Gi Oh è l'anime più stravolto e snaturato che io abbia mai visto (e so cosa dico, visto che mastico anime da parecchio...) Gli altri cambiamenti sono un'infinità, sono tanti e tanto profondi (e, dannazione, spesso così ben mascherati) da sembrare quasi incredibile:
1) intere scene tagliate, a volte perché troppo "dark" o violente (tipo Marik che pugnala a morte il padre, ma anche un'infinità di scene molto meno forti) e spesso xché, ovviamente (e qui siamo ai limiti del ridicolo), contraddicono le nuove trame create a tavolino per la versione USA
2)disegni digitalizzati ovunque, per coprire qualsiasi immagine "non appropriata"
3)scritte cancellate da qualsiasi superficie, dagli edifici ai vestiti, cosa che contribuisce a dare un senso di anonimato allo scenario
4)una stupenda colonna sonora di musica d'orchestra rimpiazzata con musica di livello decisamente inferiore, digitale e generica
6)i dialoghi quasi del tutto stravolti, e solo in minima parte per coprire battute forti o allusioni erotiche; molto più per uniformarsi al tema del "salviamo il mondo" o del "cuore delle carte", e spesso solo per il perverso gusto di cambiarli, così che sovente finiscono col contraddire quello che avviene nei fatti e rendere i personaggi degli "idioti" senza spessore.
Ma ciò che è peggio è che la trama stessa è stata stravolta, resa banale e scontata perchè spesso troppo difficile da capire per dei bambini. E infine il gioco di carte, che nell'originale non è che un "medium", un mezzo per permettere alla vicenda di evolversi. E' la storia, con i suoi temi molto "dark" e simbolici, fitta di riferimenti per nulla scontati alla mitologia egizia e con la sua struttura di "gioco nel gioco", fatta di livelli e sottolivelli, ad essere la protagonista. Il gioco di carte è secondario, anche se importante. Però negli USA hanno pensato che sarebbe stato carino eliminare e modificare la storia ovunque fosse possibile, e far finta che ci sia solo il gioco di carte. Chissà perché, eh?
Sembra incredibile, ma si può parlare davvero di due serie distinte. Ciò che è successo è un vero stravolgimento, che ha trasformato un anime di tutto rispetto in uno show banale e commerciale. Perciò imploro chiunque possa, amanti e non amanti della nostra versione, a cercare di avvicinarsi all'originale prima di dare un giudizio definitivo...
Credetemi, c'è molto molto più da vedere...

biometallo

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biometallo

Episodi visti: 999/224 --- Voto 3
Un Anime trash per palati raffinati.

Trama che trascinde i limiti del ridicolo per entrare di diritto nel regno del patetico, personaggi "tristi" che a dargli degli stereotipati è fargli un grosso complimento, il tutto condito da un buonismo nauseabondo (come non citare perle come "il cuore delle carte" "la forza dell'amicizia" ecc..) e dalla totale asenza di ironia, trascindosi per una serie infinita di episodi, con uno stile narrativo degno delle peggiori telenovelas sudamericane.

Cosa potrebbe impreziosirlo ulteriormente?

Ma certo, per noi italiani, le mitiche sigle del Vanni che con la loro massicia truzeria sono la classica cigliegina su questa torta fatta di puro concime di mucca.

MA CHI LO BATTE?
Probabilmente in cima alle clasifiche di tutti i tempi come il pegior anime che mente umana possa concepire.

Se non si fosse intuito il voto va inteso come -10.

Dedalus

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Dedalus

Episodi visti: 0/224 --- Voto 7
Mi sono guardato le prime serie apparse in italia, fino ad Orikalkos. La storia é carina e prende bene chi la guarda e, prima di Orikalkos, può avantarsi di utilizzare carte che si possono trovare realmente in commercio. Con Orikalkos, imho, comincia a perdere qualcosa visto che i duelli si risolvono solo con l'utilizzo dei draghi leggendari nelle loro varie trasformazioni: non affonda solo per il carisma e la cattiveria del nuovo avversario Dartz (quanto rimpiango Marik).
Putroppo nella serie successiva perdiamo Seto che organizza un torneo mondiale al quale non partecipa e dove i duelli e la trama sono poco interessanti. Dalla fine del torneo ho smesso di seguire anche se dovrebbe essere continuata in una serie di episodi che spiegano la nascita delle carte del Duel Monster.

raffy

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raffy

Episodi visti: 224/224 --- Voto 9
Premesso che non ritengo attendibili le recensioni di chi afferma di aver visto solo 10 o 20 puntate, perché le prime sono in effetti "difficili da digerire" anche per i fan della versione giapponese, mi chiedo se le persone che assimilano questo anime a un prodotto commerciale o banale abbiano un'idea della portata delle censure che sono state compiute al cartone negli USA, tutte volte a banalizzarlo e a renderlo niente piu' che un prodotto commerciale, mettendo in secondo piano la storia profonda e complessa che interessa i personaggi... Nulla è piu' fastidioso delle voci di chi parla senza sapere... se Yu-gi-oh ha la sfortunata fama di essere un prodotto per bambini, è solo colpa degli adattamenti. In realtà si tratta di un anime che mescola temi decisamente "adulti", ma che sono stati ridimensionati e censurati fino a sfiorare il ridicolo, perché hanno a che fare anche con la violenza, l'occultismo, lo sdoppiamento di personalità, la malattia mentale...
Invito quindi le persone a non "cadere nella rete" di chi vuole ridurre un anime affascinante e geniale ad un "nuovo pokemon"......

Testu

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Testu

Episodi visti: 120/224 --- Voto 7
Una serie che poteva essere discreta se non buona, ma oltre buonismi sgradevolmente eccessivi e ripetitivi sull'amicizia, la serie si è annacquata trementamente per via dei troppi episodi. Il fattore commerciale l'ha rovinata, non facendola terminare quando doveva e creando anche capitoli fondamentalmente inutili. Oltre a Questo, un Joy troppo fortunato e valorizzato e un Seto Kaiba troppo lasciato nel dimenticatoio contribuiscono a renderlo un prodotto destinato ai più piccoli.

Annalisa Cameli

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Annalisa Cameli

Episodi visti: 99/224 --- Voto 10
Nato dalla Collaborazione tra Kazuki TaKaHashi e la KONAMI, Yugi-oh è ormai un accanito anime e, allo stesso tempo, un gioco di carte.
Yugi è un ragazzino di 16 anni, studente delle superiori, appassionato di giochi, grazie anche alla passione del nonno - con cui vive - per gli enigmi.
Inizialmente Yugi, a causa della sua statura, viene preso in giro dai ragazzi della sua scuola. Ma proprio quando credeva di non poter più trovare un amico, tutto cambia. Riesce a risolvere un rompicapo millenario, risalente all´antico Egitto che fa tornare in vita, per così dire, lo spirito del faraone. Il Faraone "vive" nel corpo di Yugi, si "sentono" a vicenda ed interagiscono. Nella vita reale potremmo dire che Yugi subisce uno sdoppiamento di personalità: la sua, più remissiva, e quella del Faraone, più decisa. La differenza si nota anche dai disegni.
Lo scopo del gioco è vincere! I duelli si svolgono fra due avversari. I mostri sono divisi in diverse tipologie. Attualmente, la quarta serie in odna su Italia1, vede Yugi e i suoi amici alle prese con dei giochi di ruolo e non pi le carte.

BahamutZero

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BahamutZero

Episodi visti: 6/224 --- Voto 6
Non ho avuto possibilità di vederne molti episodi, ma ho letto parte del manga, che rispetto all'anime è di gran lunga superiore.
L'anime indubbiamente è di buon livello, ma purtroppo viene penalizzato da una meno che mediocre edizione italiana (realizzata da Mediaset) e da censure insensate dell'edizione americana.
Comunque una sufficienza piena se la merita, almeno per le intenzioni.