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Joey il Padrino

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Non ho mai creduto troppo nel concetto di fissare delle Colonne di Ercole, perché credo che esplorare e sperimentare la vita, così come la mente e la fantasia, nei settori più disparati sia l’unica maniera per restare sempre in evoluzione, e quindi migliorarci e, chissà, tirare magari fuori qualcosa di originale ed interessante. Ecco, con "Dragonar Accademy" ho cambiato almeno un po’ idea: credo che nell’animazione debbano essere messi, prima o poi, dei paletti per quanto riguarda il cattivo gusto, soprattutto quando una trama fantasy alla fin fine risulta essere solo un hentai mancato con accenni di pedopornografia (e con un'ottica così maschilista da far ribrezzo).
Premetto di non conoscere né di aver letto la novel da cui trae ispirazione, ma posso affermare senza pochi dubbi che "Dragonar Accademy", anime della stagione invernale 2014 prodotto dalla C-Station, sia una delle cose più imbarazzanti che abbia mai visto in vita mia. Per chi non lo sapesse, sono sempre stato un grande fan del genere fantasy nonché grande lettore, da storie più semplici fino a capolavori del genere, ma se c’è una cosa che più di tutti mi manda in bestia è unire, solo in un grottesco tentativo di attirare l'attenzione su qualcosa di diverso, generi che mai potranno essere compatibili tra di loro, tirando fuori alla fine un prodotto alternativo più schifoso del mediocre. Seriamente, spero di non esser stato l'unico a pensarla in questa maniera, ma come si fa ad unire un genere lolicon soft hentai ad un genere fantasy (sulla carta)? Ma seriamente c’è qualcuno a cui può piacere sta roba?!? Dopo questo breve sfogo cominciamo con la trama…

Ash Blake è un giovane studente della Ansarivan Dragonar Academy, nel continente di Arc Strada, dove gli allievi vengono istruiti all'ammaestramento di draghi, divisi in varie categorie (abbiamo sia draghi alati che di terra). Ash, il protagonista, sembra non essere in grado di richiamare nessuna creatura e per questo è deriso da tutti gli studenti. Un giorno però il ragazzo riesce, finalmente, ad ottenere il suo tanto agognato drago, ma questi ha le sembianze di una giovane ragazza. Da qui cominceranno le peripezie del protagonista, ed Eco, la loli-drago, non perderà tempo a trasformarlo in un suo schiavo…

La trama inizia alla grande con una presentazione interessante della cosmologia del mondo, con draghi e tantissima magia, peccato che dopo i primi atti la storia cominci a degenerare e diventare una stupida commedia dove ogni occasione è buona per del fan service fuori luogo e di pessimo gusto (esatto, avete capito bene, è solo un tappabuchi per sopperire alla sterilissima trama). I combattimenti, anche se a solo chiamarli così scappa da ridere, vengono ridotti all'osso a favore di siparietti beceri e spiccioli in cui si finisce per ridicolizzare un'ambientazione anche buona sulla carta. Ma io dico, approfondire invece il background? Era troppo difficile? Sorvoliamo poi sui nemici, ergo i necromancia, draghi non morti che indurrebbero al suicidio mezzo universo draconico fantasy, visto che la loro unica intenzione sembrerebbe quella di stuprare delle minorenni con dei tentacle rape imbarazzanti. Il drop è stato nell’aria fin dal secondo episodio, e se ho tenuto botta è stato solo per vedere quanto perversa possa essere la mente umana. Ma poi io dico, vuoi fare un fantasy erotico? Ci metti delle belle e succinte guerriere, ci metti dei muscolosi soldati, magari fai qualche scena un po’ piccante ed anche se esce un prodotto frivolo alla fin fine una serie resta comunque seguibile, a patto però che tu segua almeno una storia di fondo e mantenga d'occhio i principi base su cui fonda un fantasy che tal si vuol far chiamare. Qui invece una trama non c’è mai stata. Non mi dilungo poi sui personaggi, anche perché non c’è nulla da dire: l’anonimato più totale, tutti stereotipati e, in alcuni casi (mi riferisco a Silvia, la principessa), completamente sacrificati alla perversa libido dello spettatore, annullati in toto da denudamenti a caso che accentuano ulteriormente la sensazione di stupidità già presente a causa di una trama andata in vacche (o forse neanche mai decollata).
Graficamente l’anime è, almeno in questo, buono, ma niente di eccelso per essere del 2014, le ost nella norma, seppur parecchio limitate, il problema principale alla fin fine sta nell’assurdo accostamento di generi e nella non-trama, tralasciando il soft-porn, che più volte mi ha fatto vergognare durante il proseguimento, sotto mille patemi e sforzi, della vicenda.

Concludendo Dragonar Accademy è un’offesa per chiunque abbia almeno un po’ a cuore il genere fantasy, che si troverà invece incastrato in una trappola che a conti fatti non è né carne né pesce: è un hentai ma non lo è, è una commedia ma non lo è, assolutamente non è un fantasy, tirate voi le somme… Il mio voto, un 4, è veramente basso perché per la prima volta sono rimasto davvero deluso: arrivare ad offendere così un genere denota, per quanto mi riguarda, poco rispetto per tutte quelle persone che invece, chi più chi meno, hanno cercato di darne un contributo o uno sviluppo. Non posso credere ci sia stata un’intenzione, al di fuori dei soldi e del potenziale mercato di arrapati, che possa aver spinto a costruire una simile “trama”, una storia che snatura qualsivoglia concetto cavalleresco, di magia, di fantasia, di libertà o anche di semplice amicizia che sono sempre, in un modo o nell’altro, i cardini su cui poggia una storia fantasy. Qui si è usato un genere solo come escamotage per camuffare un ben altro tipo di prodotto, e questa cosa mi ha fatto davvero adirare. Chiedo inoltre scusa se posso esser sembrato un po’ duro, ma dopo aver visto per tanti anni un genere come il fantasy vittima del pregiudizio, talvolta della derisione a causa della non-conoscenza da parte delle persone, dopo aver visto finalmente negli ultimi decenni un suo riscatto che finalmente lo ha portato un po’ agli occhi di tutti, non ho potuto tollerare un simile anime, perdonatemi.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Uno degli anime che ho visto in passato verso il quale nutro più affetto è "Zero no Tsukaima", storia che si svolgeva in un'accademia per maghi e dove ogni discepolo aveva il potere di evocare un famiglio. Questo "Dragonar Academy" può essere considerato senza ombra di dubbio come un clone di quella serie con la differenza che al posto di famigli gli appartenenti all'accademia potevano invocare dei draghi. Devo dire che ho cominciato con grande piacere la visione di questa serie, proprio perchè, come detto in precedenza, questo tipo di anime riescono ad attrarre la mia attenzione. In più Dragon Academy non si limita a scimmiottare il suo più famoso predecessore ma ha mostrato di avere un bagaglio di idee tutt'altro che trascurabile tale da renderne molto piacevole la visione. Purtroppo, però, questo è solo un lato della medaglia, in quanto il tutto viene rovinato dalla presenza di una componente ecchi davvero eccessiva e fastidiosa di cui, a mio avviso, si doveva fare assolutamente a meno.
La storia si concentra sulle avventure di Ash, uno degli studenti dell'accademia. Inizialmente il ragazzo sembra incapace di evocare il suo drago ma aveva la capacità unica di riuscire a cavalcare quelli degli altri. Quando finalmente riuscirà ad evocare il suo pal (ossia il drago a cui dovrà legarsi) questo non ha le sembianze dell'essere alato ma di una ragazzina piuttosto rompiscatole. Insieme condivideranno una serie di avventure e battaglie che porterà ad approfondire il legame fra loro fino a raggiungere livelli piuttosto sospetti.
La storia si presenta molto articolata e piuttosto complessa e piacerà molto agli amanti del genere; i personaggi sono piuttosto classici ma riescono comunque a creare un legame con lo spettatore e hanno un carisma abbastanza accentuato.
Purtroppo le belle notizie finiscono qua perchè per il resto è un complesso di biancheria intima, nudi e scene che sfiorano l'hentai, specie laddove appaiono i tentacoli che esploreranno i corpi delle ragazze fino a raggiungere i punti più "sensibili". Questa caratteristica, purtroppo, sarà presente in quasi tutti gli episodi ed è un vero peccato perchè non fa altro che svilire i contenuti di un'opera che io ritengo fossero molto buoni. Certo c'era la mancanza di originalità; i riferimenti a Zero no Tsukaima erano evidenti e si ripetevano di continuo; ma cercare di colmare questo gap in questo modo è ridicolo anche perchè, e lo ripeto ancora una volta, la trama si faceva seguire benissimo senza queste aggiunte e risultava anzi molto piacevole (anche se qua e là si notavano delle incongruenze).
In definitiva assegno solo la sufficienza a questo titolo, e, per i motivi sopra espressi, ritengo sia un vero peccato poiché poteva ambire ad un giudizio migliore. Per chi non l'avesse ancora visto consiglio di andarsi a vedere Zero no Tsukaima piuttosto che questo anime; se lo avete visto e avete voglia di riviverne le atmosfere questo potrebbe essere l'anime giusto, a patto che la componente ecchi vi sia del tutto indifferente.


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Stairway90

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Dragonar Academy è la dimostrazione di come i giapponesi possano, con la loro mania delle lolicon e del fanservice spinto a tutti i costi pur di compiacere il pubblico otaku, rovinare persino un'ambientazione e degli spunti di trama dalle grandi potenzialità. L'anime di 12 episodi trasmesso durante la stagione primaverile del 2014 è l'adattamento dei primi 4 volumi della serie di light novel scritte a partire dal 2010 da Shiki Mizuchi e illustrate da Kohada Shimesaba, ossia l'ennesima operazione commerciale volta a favorire le vendite dell'opera cartacea e a conquistare ulteriori schiere di otaku e di possibili lettori, senza la garanzia che possano esserci ulteriori stagioni televisive per proseguire la storia: finale sostanzialmente aperto e senso di inconcludenza dell'intera vicenda sono dunque dietro l'angolo, al termine della visione di questa serie tv, anche se non sono questi i maggiori problemi di Dragonar Academy e il motivo per cui si può parlare di opportunità malamente sprecata.

Il continente di Ark Strada, a forma di drago, è diviso in varie nazioni, fra le quali spiccano il bellicoso impero di Zepharos a nord, il potente regno di Chevron a sud e, come stato-cuscinetto fra questi due, il piccolo regno governato dalla famiglia dei Lautreamont, fondato 500 anni prima dal primo Paladino, San Durham; in quest'ultimo regno si trova l'Ansullivan Dragonar Academy, dove vengono addestrati i Breeder, particolari individui capaci di evocare e cavalcare i draghi, chiamati Pal. Ogni Breeder possiede un solo Pal, con il quale instaura un rapporto molto profondo, tanto che il Pal si nutre del flusso astrale del suo Breeder e va incontro a morte certa se lo interrompe; tuttavia il protagonista della storia, Ash Blake, per motivi sconosciuti non possiede ancora un proprio Pal ed è capace di cavalcare tutti i Pal altrui. La serenità del regno di Lautreamont è però minacciata da un misterioso individuo mascherato di nome Milgauss, capace di riportare in vita i draghi sotto forma di Necromancia, ossia veri e propri zombie.

Una simile sinossi sembra promettere intrighi segreti fra imperi allo scopo di far scoppiare una nuova guerra ed epiche battaglie fra draghi in cielo, in terra e in acqua; invece… invece preparatevi alla fiera del fanservice, del già visto e dei cliché triti e ritriti. A far storcere il naso è, prima di tutto, la scelta di fare di Echo, il Pal di Ash, una ragazzina tsundere, che schiavizza il protagonista e lo tratta come se fosse un cane, salvo poi preoccuparsi per lui, fare sfuriate di gelosia nei confronti di qualsiasi altra creatura di sesso femminile che gli ronza attorno e provare pian piano affetto verso di lui. Se lo scopo fosse stato unicamente quello di mostrare un drago in un corpo umano che prova sentimenti umani ma è nello stesso tempo consapevole della sua diversità dagli umani, sarebbe andata bene una ragazza qualsiasi o addirittura un maschietto; invece, si è scelto di riprendere un cliché collaudato e di grande successo, uno stereotipo che faccia contenti gli otaku. Non che gli altri personaggi siano meno stereotipati, ovvio, visto che si passa dalla valchiria bionda e prosperosa al misterioso nemico con una maschera sul volto la cui identità sarà rivelata verso la fine, passando per le solite loli elfe ed assassine, ma per fortuna tutti quelli principali, compresa Echo, subiscono una certa evoluzione interiore e caratteriale, pur non essendo innovativa o particolarmente sofferta e complessa.

A farla da padrona nel corso dei 12 episodi, poi, è il fanservice. Echo e le tante donzelle che circondano il protagonista fanno poco o niente per nascondere le proprie grazie (spesso sin troppo abbondanti), non mancano i canonici episodi alle terme e sulla spiaggia, si spogliano davanti ad Ash senza farsi alcun problema di pudore e una delle donzelle cerca pure di violentarlo più di una volta (e lui, da bravo fesso come tutti i protagonisti degli harem e delle commedie ecchi, rifiuta sempre). La principessa Sylvia Lautreamont sarebbe un personaggio sin troppo interessante, se non comparisse in quasi ogni episodio nuda, vuoi perché la domestica deve farle dei lesbomassaggi alle tette, vuoi perché una terrorista deve denudarla in pubblico, vuoi perché finisce vittima di un tentacle rape. Già, i tentacle rape… abituatevi a questo concetto, perché sono pochi gli episodi di Dragonar Academy in cui non ne avviene uno. Credo che i Necromancia siano diventati i nuovi grandi eroi degli otaku nipponici, visto che non sono semplici draghi zombie: sono draghi zombie con lunghi tentacoli rosei e carnosi di cui si servono per immobilizzare le donzelle, denudarle e toccarle dove non batte il sole; da questo punto di vista, la più sfortunata è Echo, che viene tentacolo-stuprata anche in sogno. Ma almeno hanno un senso nella trama? Neanche per sogno! Il problema delle commedie ecchi, oggigiorno, sembra l'incapacità di dosare il fanservice, strafacendo a ogni costo, e Dragonar Academy rientra perfettamente in questa categoria.

Neanche la trama è esente da difetti: dopo un inizio abbastanza frenetico e scoppiettante, in cui veniamo catapultati in questo mondo fantasy e conosciamo i vari personaggi, abbiamo una fase di stanca in cui la trama procede molto lentamente (basti pensare a tutta la vicenda dell'elfa Lukka e di Gawain, troppo tirata per le lunghe), per poi risollevarsi soltanto negli episodi conclusivi e nel grande combattimento contro il drago Mordred, vero villain della serie. Il finale è chiaramente aperto, visto che lascia intendere sviluppi futuri, ma questo succede per tutte le serie animate tratte da opere ancora in corso, delle quali non è detto venga realizzata una seconda stagione.

Sul versante tecnico, si è fatto un buon lavoro, che non fa urlare certo al miracolo e non si discosta molto da altre produzioni odierne, ma risulta gradevole. La cosa migliore sono probabilmente i draghi, molto ben realizzati e divisi in tre tipologie (draghi terrestri, acquatici e volanti), che sicuramente avrebbero meritato sullo schermo molto più spazio delle tettine di Echo o dei meloni di Sylvia; ma si capisce subito, fin dal primo episodio, quale sia l'andazzo della serie e quindi bisogna mettersi l'anima in pace.

In conclusione, Dragonar Academy risulta una grande occasione sprecata. Come opera fantasy sacrifica fin troppo spesso draghi, combattimenti e complotti fra nazioni per dar spazio al fanservice spinto e inutile ai fini della trama, come commedia ecchi è eccessiva (io mi chiedo perché certe opere non le rilascino direttamente come hentai, così potrebbero fregarsene della trama e andarci giù pesanti senza problemi con l'erotismo), persino come harem è insufficiente, perché le ragazze iniziano a manifestare il loro interesse verso Ash nell'ultima parte (difetto in parte giustificabile se si considera che la serie traspone solo i primi volumi della saga).


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_Protector_

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
Mi piacciono molto i draghi, ho sempre avuto un debole per queste possenti bestie, quindi speravo di trovare una buona opera. Fantastico sarebbe stato se avessero ambientato la storia in una città dove umani e draghi vivano assieme in armonia, invece i draghi non girano per la città accanto ai loro cavalieri, ma rimangono rinchiusi chissà dove salvo poi essere recuperati (o addirittura evocati) in caso di necessità. In pratica sono poco più che armi. I veri draghi non sono altro che comparse. L'unico drago che si vedrà per tutto la serie sarà Eco, che però non ha minimamente le sembianze di un drago, inoltre vogliamo soffermarci sulle sue corna? Quelle non sono corna, sono tonde... sono delle palline da tennis.
Quando spunterà un cattivo il "combattimento" si svolgerà così: qualche drago di un amico gli da un passaggio, Ash si lancia sul drago nemico e lo controlla. FINE. Essendo Eco l'unico drago presente, ma avendo fattezze umane, ovviamente non potrà essere cavalcato, di conseguenza non ci sarà la minima traccia di un combattimento aereo tra draghi.

Ora parliamo della parte Ecchi... ho trovato questo anime niente di più che una brutta (ma brutta brutta) copia di "Highschool DxD". Il fan service presente in quest'anime è veramente fastidioso e invasivo. La principessa che viene denudata più volte è stata una mera strumentalizzazione del corpo femminile solo per attirare pubblico. I nemici inoltre il più delle volte saranno muniti di perversi tentacoli che regaleranno al pubblico delle disgustose scene di tentacle rape. L'anime era così ricco di scene imbarazzanti che mi mettevano a disagio e mi costringevano a guardarmi alle spalle per assicurarmi che mia madre non fosse dietro di me e potesse pensare che stessi guardando un qualche tipo di porno...

Per quanto riguarda la grafica, il design dei draghi è bello. I personaggi sono fatti abbastanza bene, se non fosse che tutti hanno delle braccia talmente sottili da far pensare di guardare le avventure che avvengono in un centro recupero dove raccolgono anoressici.
Concludendo per me Dragonar Academy non raggiunge la sufficenza. Sconsigliato.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Dragonar Academy" è un anime fantasy uscito nella stagione primaverile 2014 e, nonostante tutta la buona volontà, non riesce completamente a stupire. Lo stile è quello classico di una commedia fantasy dove i protagonisti, studenti, frequentano appunto un'accademia per cavalieri di draghi. Come già detto, lo stampo è quello, ma ciò non vuol necessariamente dire che si tratta di un operetta scadente.
In generale è divertente e allo stesso tempo riesce a catturare l'attenzione, grazie ai numerosi misteri e colpi di scena (alcuni abbastanza banali) e a un forte elemento "ecchi", che certamente dona un pizzico di pepe in più alla vicenda.

Ash Blake è il protagonista, un giovane studente che, secondo l'opinione di tutti gli altri, sembra essere una sorta di piccolo demone, non tanto per il suo carattere (piuttosto tranquillo), quanto per la sua strana capacità di cavalcare tutti i draghi e, d'altro canto, di non possederne uno proprio. Comunque sì, draghi! Questi ultimi sono dotati di un potere enorme e, al fine di gestirlo al meglio, stringono un legame speciale con un unico cavaliere. Generalmente un drago non si fa cavalcare da più persone, ma, come riferito precedentemente, questo non vale per Ash.
La scuola sembra tranquilla, nel limite del possibile, ma un'importante gara incomincia ad animare gli animi dei giovani studenti, soprattutto se la ricompensa è un appuntamento con la bellissima rappresentante d'istituto, nonché cavaliere modello, Rebecca Randall. I ragazzi iniziano ad allenarsi duramente e proprio in uno di questi allenamenti Ash dovrà fare i conti con la bella principessa Silvia Lautreamont, con cui, per sbaglio, si scontra. I due sembrano mostrare reciproco astio, ma, come si vedrà in seguito, non tutto è come sembra.
La gara arriva e Ash è intenzionato a vincere, non tanto per il premio, quanto per mostrare di essere più bravo di Silvia. Purtroppo nel bel mezzo della gara incontra due strani individui, tra cui Milgaus, appartenente a un paese nemico. I due si scontrano e il giovane, per salvare la piccola e carina assistente di Milgaus, precipita in un burrone. Tutto finito? No, perché inaspettatamente il potere di Ash si libera e compare il suo drago a salvarlo. Drago…diciamo che in teoria lo è. Infatti Eco (così la chiamerà) ha forma umana, dalle fattezze di una ragazzina piccola, minuta e dai capelli rosso fuoco.

La vicenda continua tra disavventure scolastiche, problemi con Eco e, soprattutto, nello scontro con Milgaus e il paese nemico, intenzionato a conquistare le terre di Ash, sfruttando loro alta conoscenza tecnologica. Bene…analizziamo ora i personaggi e l'anime nel complesso: mediocre. Ecco tutto, non mostra grandi qualità, ma allo stesso tempo neanche difetti evidenti.
I personaggi sono abbastanza curati, per quanto riguarda il carattere e, nonostante si rifacciano a molti stereotipi del mondo dell'animazione (tipico per un anime Ecchi/Harem), mostrano comunque sentimenti un pochino più profondi. Lo scontro di cuori tra Silvia ed Eco è evidente. Di fatto le due non si scanneranno a vicenda, ma entrambe sono intenzionate a conquistare il giovane Ash, che, da un lato mostra un vero e proprio affetto verso la piccola "draghetta", dall'altro prova comunque forti emozioni anche verso la bella principessa.
Questo "scontro", tuttavia, è ben armonizzato nella vicenda principale e riesce a non surclassare l'azione in sé. I nemici e i mostri hanno tutti strane sembianze a tentacoli (strano?), ma a parte questi scontri abbastanza sensuali, gli altri combattimenti sono piuttosto carini.

La grafica è piacevole, ma, allo stesso tempo, sembra distaccarsi dalle ultime scelte del 2014. Lo stile sembra più vicino a quello degli anime degli anni precedenti, ma, comunque, non è male, anzi, i colori chiari e limpidi e i disegni semplici, ma precisi permetto una buona visione. le musiche sono nella norma e anche la regia, seppur semplice, non delude.
Allora cos'è che non ha funzionato? Forse, a parer mio, la troppa semplicità. Come già detto, non è che non ci siano colpi di scena, ma questi sembrano abbastanza scontati e poco sconvolgenti. Ovviamente non è questo l'intento di "Dragonar Academy", ma certamente avrebbe reso tale opera un pochino più emozionante.

Lo consiglio comunque e, come spesso accade, spero in una seconda serie, non perché sia così esaltante, ma perché, in fin dei conti, vorrei vedere come vanno a finire le vicende di Ash e compagni.
Piacevole, divertente e simpatico…niente di più, purtroppo, ma, forse, sufficiente a passare piacevoli pomeriggi.

Voto finale: 7


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Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Riuscire a realizzare un fantasy draconico non è impresa da poco. Riuscire a realizzare un ottimo fantasy draconico è un'impresa assai ardua. Spesso gli anime fantasy trascurano o tralasciano la componente draconica, privandola del suo fascino mistico e del profondo legame tra drago e dragoniere. Quest'opera sembra essere nella media del tipico fantasy giapponese, un po' dispersivo, talvolta inappropriato, eppure qualche elemento di qualità è presente.

Dragonar Academy è una serie della stagione primaverile 2014 composta da 12 episodi di durata canonica. L'opera trae origine dall'omonima light novel del 2010 la quale ha dato origine ad un manga nel 2011.

Trama: Ash Blake è un ragazzo dal passato doloroso e tormentato. Da piccolo perse il braccio sinistro e ottenne un nuovo braccio dotato di alcuni misteriosi tatuaggi in grado di poter interagire con i draghi. Crescendo Ash ha avuto modo di accedere presso la Ansullivan Dragonar Academy, istituzione in cui s'apprende l'interazione con i draghi e la capacità di poter stringere un legame draconico. Nonostante il suo braccio, Ash non è stato in grado di stringere alcun legame con i draghi, e per questo è visto come un inetto dal resto della scuola. Un giorno, durante una sfida di corsa con i draghi contro la principessa Silvia Lautreamont, Ash riesce ad evocare il proprio drago, quest'ultimo però ha la forma di una ragazzina petulante di nome Eco, la quale pretende che Ash sia il suo servitore. Da quel momento avranno inizio le sue avventure.

Grafica: il lavoro svolto dal comparto grafico è egregio. Le ambientazioni sono molto carine, piuttosto ben curate e con un grado di dettaglio complessivamente soddisfacente (nulla di eccelso però), le animazioni sono buone, belle fluide e ben elaborate per i combattimenti. Il character design è carino, magari ha dei tratti leggermente più marcati del dovuto, ma non risulta sgradevole. Dragon design convincente per le tipologie (cielo terra e mare, ed evoluzioni relative alla maturazione del drago/dragoniere sono realizzate piuttosto bene), ma non a livello di cuccioli e forme umane, poiché spesso risultano un po' troppo tondeggianti e addolciti. Monster design ben realizzato. Weapon design gradevole.

Sonoro: non eccellente ma sostanzialmente carino e orecchiabile. L'opening è una mezza spremuta di loli a livello vocale, ma la musica è piacevole. L'ending è buffo e divertente. Gli OST sono gradevoli ma non c'è nulla di speciale. Carini gli effetti sonori. Buon doppiaggio.

Personaggi: non si grida al miracolo, ma fortunatamente non ci si può lamentare più di tanto. Alcune sono buffe macchiette ("utili" per qualche scena con fanservice e nulla più), altri sono senz'altro caratterizzati meglio e danno il loro contributo per l'evoluzione della storia. Complessivamente il fattore psicologico e introspettivo è presente, sebbene qualche approfondimento in più non sarebbe stato sgradito. Un buon fattore evolutivo riesce parzialmente a compensare alcune lacune caratteriali. L'interazione di gruppo s'attesta a livelli accettabili.

Sceneggiatura: quasi tutti i mali della serie provengono da qui. La gestione temporale è fondamentalmente semplice, chiara e fruibile, con la presenza di qualche flashback. Il ritmo s'attesta sui livelli medio/veloci. Non mancano le scene d'azione e combattimenti, spesso ben realizzate e coinvolgenti, seppure con qualche caduta di stile. Non si lesina sulla violenza, sulle ferite e sulla morte. Ciò che penalizza maggiormente la qualità serie è la presenza di porno fanservice, pernicioso, invasivo, inutile, stucchevole, degradante e fastidioso, messo lì unicamente per svestire le povere malcapitate e farle mugolare come maiali al macello. Tutto ciò era ampiamente evitabile. Le scene comiche sono abbastanza carine anche se alcune erano risparmiabili a causa del numero ridotto di episodi. I dialoghi non sono malvagi.

Finale: accettabile. Come primo arco narrativo l'opera si conclude piuttosto bene, con una serie di combattimenti interessanti, col "salvataggio" dalla corruzione di alcuni personaggi e con una maggiore chiarezza sentimentale dei personaggi. A livello di trama ben poco è risolto, e tutto lascerebbe spazio ad un'ipotetica seconda serie. Peccato per la presenza dei tentacolacci.

In sintesi: Dragonar Academy è un prodotto che si lascia guardare nonostante la presenza certi difetti, alcuni piuttosto gravi. Riesce ad ottenere la sufficienza e sa intrattenere quel tanto che basta per trascorrere una ventina di minuti per episodio in leggerezza. L'opera è consigliata agli amanti del genere fantasy draconico e a coloro che non sono eccessivamente disgustati da un fanservice pesante.