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Arashi84

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Premessa: non sono una fanatica del mondo degli idol, ma vedere qualche bel ragazzo che muove convulsamente le sue membra in modo sexy non mi dispiace neanche tanto. L'unico anime che ho visto dedicato a questo argomento è "Uta no Prince-sama", carino, ma soprattutto molto divertente e pieno di belle canzoni. Questo "Shounen Hollywood" appariva come un buon palliativo in attesa dell'arrivo della terza serie dei Principini; inoltre, un bel chara e la mancanza di personaggi femminili (che, mi spiace dirlo ma nella maggior parte dei casi fanno solo danni) chiudevano un cerchio apparentemente perfetto. Ma qualcosa è andato storto, molto storto, e "Shounen Hollywood" si è rivelata una delle serie più vuote, noiose e imbarazzanti cui abbia assistito negli ultimi tempi.

La storia è molto semplice: cinque bei ragazzi vengono reclutati per rifondare gli Shounen Hollywood, un gruppo di idol che parecchi anni addietro ebbe un fragoroso successo. Ideatore del progetto è proprio uno degli ex membri della boyband, accompagnato dal manager di allora, un uomo dalla capigliatura improponibile, la voce che offende i timpani e detentore di qualche fluido magico che gli permette di non invecchiare. Le cose però non sono semplici e i cinque ragazzotti non riescono né a fare gruppo né ad avere la fiducia necessaria per raccogliere il testimone di un passato tanto glorioso. La serie s'incentra quindi sulla formazione della boyband, su tutti gli sforzi e i sacrifici necessari per debuttare in un mondo apparentemente brillante, ma fatto del sudore e delle sgomitate necessarie ad emergere dalla massa. I ragazzi sono quasi tutti consci delle loro (in)capacità e dei loro limiti, quindi si ritroveranno spesso a riflettere sul loro ruolo, sul futuro di questa band e soprattutto si chiedono se siano davvero capaci di fare ciò che gli viene chiesto. Chi balla come un tronco, chi è stonato, chi porta il peso del successo avuto da bambino e del successivo cadere nell'oblio, chi non sa se sia davvero quella dell'idol la sua vera aspirazione e chi non si sente all'altezza del compito.

Insomma, il mondo degli idol è visto in "Shounen Hollywood" da una prospettiva meno luminosa e glitterata, il punto di vista è quello di ragazzi capitati un po' per caso in questa avventura, grazie anche e soprattutto ai loro bei faccini. Premesse interessanti quindi, che però si perdono, di puntata in puntata, nel loro sviluppo concreto. A conti fatti ci ritroviamo davanti a ragazzi che non fanno altro che creare e crearsi problemi: uno si sfoga parlando con un uccello che tra l'altro lo odia, un altro ad un certo punto dà di matto e fa il maleducato con un povero innocente, altri due non fanno altro che esibire la loro spocchia e la loro supponenza creando ulteriori tensioni. Il povero Tomii infine, è così carino e gentile nel suo fare da paciere, che nessuno lo prende sul serio. Le puntate scorrono tra il noioso e l'imbarazzante, a volte i cinque si ritrovano a fare cose che mi hanno fatta vergognare al solo guardarli, altre volte parlano soli, vagano, si insultano, non fanno che esacerbare i dissapori... e anche quando fanno qualcosa di carino come un campeggio sono terribilmente noiosi! Questi ragazzi sono flosci e senza personalità (quelli che più spiccano ne hanno una decisamente brutta), mettono in piedi una recita senza senso, cantano canzoni terribili e fanno balletti anche peggiori. Insomma, tutte le premesse interessanti vengono buttate nel water episodio dopo episodio, rendendo il gruppetto antipatico e noioso a livelli estremi. Non parliamo poi di un'intera puntata sprecata a mostrare un programma televisivo in cui i nostri compaiono per una singola, brutta, esibizione e che per il resto ci mostra altri cantanti che hanno rilevanza zero all'interno della storia. Per amore della verità c'è da dire che il cantante enka è stato meno imbarazzante di tutto il resto.

Anche il comparto tecnico sembra peggiorare proporzionalmente all'aumentare della noia, difatti, nonostante si parta con un chara molto bello e realistico e delle buone animazioni, arrivati oltre la metà degli episodi il tutto subisce un grossissimo crollo, tanto da doverci sorbire disegni dozzinali e animazioni indegne. I balletti sono animati così male che pare di vedere dei burattini muoversi guidati da un filo, le musiche poi non sono questa grande meraviglia, e da un anime che parla di idol ci si aspetterebbe almeno quelle: l'opening è carina, discrete anche le varie ending che però non risultano particolarmente memorabili, ma le altre (poche invero) canzoni cantate dal gruppo sono davvero brutte. Il doppiaggio è affidato ad alcuni giovani talenti molto in voga al momento (Kensho, Ohsaka, Shouta, Yamashita, accompagnati da Kakihara che, nella sua versione lievemente più adulta, rende molto bene), ma il risultato è comunque scialbo, perché su personaggi flosci e noiosi non ci si può certo aspettare delle grandi performance.

Del mio stesso avviso pare non essere il pubblico giapponese, difatti, i bellocci hollywoodiani si sono guadagnati diverse copertine delle riviste ed è già pronta una seconda serie, ma si sa, i Giapponesi subiscono fortemente il fascino degli idol, maschi o femmine che siano. Non voglio esprimere un giudizio cattivo o antipatico su questa serie, vorrei solo che fosse chiara la grande delusione che ho provato dinanzi a una storia che poteva essere carina e che soprattutto poteva trattare un argomento abusato con degli spunti originali. A meno che qualcuno non mi informi che questi Zombie Hollywood abbiano risvegliato dal torpore le loro membra ma soprattutto i loro cervelli, non guarderò la seconda serie, mi bastano la noia e gli sbadigli della vita reale.
Nel corso della serie viene continuamente ribadito che l'idol è al servizio del suo pubblico, che deve intrattenerlo e divertirlo; benissimo ragazzi, allora datevi da fare, perché siete ancora anni luce lontani dall'obiettivo.