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Nagisa98

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
“Sabagebu!” è un anime di dodici episodi (più sei OAV) prodotto nel 2014 dallo studio Pierrot Plus e basato sul manga scritto e illustrato da Hidekichi Matsumoto.

Protagonista della storia è Momoka Sonokawa, studentessa appena trasferitasi all’istituto Aogiri. Mentre è sul treno per andare a scuola, viene presa di mira da un molestatore e prontamente salvata da una strana ragazza che punta una pistola alla testa del maniaco. La giovane si rivela essere Miou Ootori, presidentessa del Club dei Survival Game del quale fanno parte anche Urara, Maya e Kayo, e al quale Momoka sarà costretta a unirsi.

Come si può già intuire dopo la visione del primo episodio, l’opera in questione appartiene al genere comico/demenziale: a questo proposito ci avvisa anche la nostra irriverente protagonista, la quale, con una simpatica battuta nei secondi iniziali, annuncia che di “veri” survival game non ne vedremo neanche l’ombra. Dopo questo incipit molto originale, “Sabagebu!” non può che rivelarsi un crescendo di umorismo e comicità. Sono molti i punti forti di cui questa serie può fregiarsi: innanzitutto, la maggior parte delle battute, degli eventi e degli sviluppi è davvero originale e al culmine della demenza, tant’è che mi sono ritrovata a ridere di gusto non poche volte. Questo grazie, soprattutto, ad alcuni dei personaggi principali. Prima fra tutti c’è Momoka, che ben si allontana dallo stereotipo della classica protagonista dall’animo buono e gentile con tutti. Anche se all’inizio non si intuisce, la ragazza si rivelerà, nel corso degli episodi, una vera e propria ‘bastarda’, e il suo modo di reagire in certe situazioni, assieme alle sue onnipresenti intenzioni crudeli, strapperanno una risata il più delle volte. Altro aspetto dell’anime che ho molto apprezzato è il suo spirito di autocritica, incarnato alla perfezione dal virile narratore. Quest’ultimo non farà che commentare i vari avvenimenti con tutto ciò che potrebbe passare per la testa dello spettatore: domande e relative risposte sul perché di certi eventi, puntualizzazioni varie e critiche ai tanti cliché e assurdità. Ma quello che mi è piaciuto di più (e che mi ha fatto ridere maggiormente) è la mascotte della serie, ovvero l’ornitorinco Kamo (o Rinco, appunto, per il fansub italiano). Questo strano animale, che all’apparenza può essere benissimo scambiato per una papera, è quanto di più geniale e assurdo gli autori potessero concepire: solo guardarlo muoversi, o sentire il suo originale verso, bastava per farmi rotolare dalle risate.

Insomma, in “Sabagebu!” il divertimento non manca, e i survival game, che dovrebbero essere il fulcro dell’opera, poco contribuiscono al lato comico dell’anime e fungono perlopiù da contorno. Quando però sono presenti, devo dire che sono ben realizzati: in particolare, credo che sia stata un’idea azzeccata fingere che le ragazze si cimentassero in scontri con vere armi da fuoco, anche perché vedere battaglie con pistole e fucili ad aria compressa non sarebbe stato molto avvincente.
La serie, però, presenta anche altri difetti. Tutta questa comicità che prima ho lodato, infatti, non si può di certo riscontrare in tutti gli episodi, tant’è che parte di essi risulta un po’ pesante e noiosa.
Come le puntate, anche i personaggi non sono tutti riusciti al meglio. Fatta eccezione per quelli già citati, le altre componenti del club incarnano molti degli stereotipi che siamo abituati a vedere. Su di loro, però, si riesce a passare sopra facilmente, dato che sono tutte abbastanza simpatiche. Quelli secondari, come Lemon, la professoressa o la presidentessa del consiglio studentesco, non riescono invece ad andare oltre lo stereotipo fisso. Discorso a parte si può fare per la madre di Momoka, che sorprende in più di un episodio.

Passando al lato tecnico, character design e animazioni sono ben fatti, anche se vacillano in qualche puntata. Molto belli e particolareggiati i fondali, soprattutto per quanto riguarda i luoghi in cui sono ambientati i survival game. Le OST sono simpatiche e azzeccate, le sigle orecchiabili (davvero carina l’ending, sia per la canzone che per la sequenza).

Tirando le somme, “Sabagebu!” è un anime che mi ha piacevolmente sorpreso. Mai mi sarei aspettata così tanta demenza e dei personaggi tanto particolari (Rinco credo che non lo dimenticherò mai). Peccato però che la comicità non permei la totalità degli episodi e che molti dei personaggi secondari non siano tanto originali. Il mio è comunque un voto positivo: 7,5.


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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
"Sabagebu!" è un anime della stagione estiva 2014 composto da dodici episodi di durata canonica, ognuno dei quali è suddiviso in due o tre parti.

La protagonista è Momoka Sonokawa, una ragazza che durante il suo primo giorno in nuova scuola viene bizzarramente arruolata nel club di sopravvivenza, un covo di elementi che definire strani è dir poco. Il club come attività prevede il completamento di una serie di missioni surreali da portare a termine attraverso l'uso di armi da softair.
Una vera e propria trama non esiste, infatti ogni episodio, anzi ogni mini-episodio, è autoconclusivo e scollegato dai successivi; "Sabagebu" è una serie che punta tutto sulla comicità attraverso situazioni irrazionali e spinte al massimo della demenza, però tutto sommato un minimo di continuità nella storia non avrebbe certamente guastato.

I personaggi che compongono il club sono divertenti e tutt'altro che normali, ma in quanto a originalità non ci siamo; ci troviamo di fronte ad alcuni stereotipi classici quali l'otaku super intelligente, la bellissima modella senza un briciolo di cervello e la dolce e tenera ragazzina dotata di una forza mostruosa.
Si discosta leggermente da questi stereotipi la protagonista, che apparentemente è simpatica e carina con tutti, ma poi non esita a tradire innumerevoli volte le sue compagne per favorire i propri interessi.

Tecnicamente non è stato svolto un lavoro eccelso. Per quanto riguarda la grafica, niente di speciale, il character design in particolare mi ha lasciato perplesso; meglio per la parte sonora che parte alla grande con una opening energica e accattivante e chiude con un'ending accettabile. Ovviamente non era sulla parte tecnica che puntava la serie.

Veniamo ora al fattore che mi ha portato ad assegnare a "Sabagebu!" solamente la sufficienza; partendo dal presupposto che l'intento dell'opera sia quello di intrattenere lo spettatore con una serie continuativa di gag e situazioni comiche, il risultato dovrebbe essere quello di una visione piacevole e leggera; purtroppo "Sabagebu!" è a mio avviso una serie con molti alti e bassi, e se in alcune puntate l'obbiettivo prefissato viene raggiunto, in altre no, e sopraggiunge la noia.

In conclusione, una serie spassosa e divertente, con delle idee veramente stranissime e degne di nota, ma che in alcuni casi risulta un po' noiosa, probabilmente per l'assenza di una trama vera e propria. Per quanto le situazioni proposte siano originali e bizzarre, non è riuscita a catturarmi come avrebbe dovuto, ma sicuramente qualche risata è riuscita a strapparmela.


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Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 10
Le splendide commedie della stagione estiva 2014 non saranno dimenticate facilmente, non solo per il grande umorismo che suscitano, ma per l'ottimo comparto tecnico complessivo e per gli illustri manga da cui derivano. "Sabagebu!" è un fulgido esempio di opera comica estiva.
"Sabagebu!" è una serie della stagione estiva 2014 composta da dodici episodi di durata canonica, quasi sempre suddivisi in tre mini episodi da otto minuti ciascuno. L'opera trae origine dall'omonimo manga del 2010.

Trama: il narratore della serie ci ricorda che questo è un prodotto d'animazione, e come tale è una "fiction", per cui nulla va preso per vero. Momoka Sonokawa è una studentessa trasferita e viene subito reclutata selvaggiamente nel famigerato "Club di sopravvivenza", il quale prevede l'utilizzo delle armi da fuoco (softair) e varie missioni in diversi ambienti di guerra. Inizialmente la ragazza è riluttante, poi però si risveglia il suo lato sadico e bastardo e comincia a prenderci gusto. La storia narra delle vicende delle ragazze del club alle prese con le loro quotidiane sparatorie e con le loro "bizzarre avventure".

Grafica: piacevolissima e molto allegra. Le ambientazioni sono molto gradevoli, dotate di un buon grado di dettaglio. Animazioni fluide e frenetiche, bellissimo character design, abbellito rispetto al manga.

Sonoro: bellissimo e demenziale al punto giusto. Opening aggressiva e dinamica. Ending simpaticissima, cantata dalle doppiatrici. OST magnifiche, in particolare il brano in samba/bossa nova durante le scene d'azione più folli. Effetti sonori spettacolari. Ottimo doppiaggio, da menzionare la voce dell'ornitorinco Kamo che sembra un clacson e le splendide performance schizofreniche della doppiatrice di Urara.

Personaggi: la follia regna sovrana! I personaggi sono per la maggior parte delle fanciulle, ma trovarne una minimamente normale è un'impresa titanica! Caratterizzazione "collaudata" ma vincente, ottima la protagonista, una carogna patentata e le sue degne comari d'avventura. Fattore evolutivo assente, idem il fattore psicologico, inutili per un'opera demenziale. L'interazione è a livelli stratosferici.

Sceneggiatura: l'opera, essendo composta da mini episodi, non presenta particolari arguzie stilistiche, in compenso offre una gestione temporale semplice, immediata, mai frammentaria. Il ritmo è veloce, talvolta frenetico. Sovrabbondanti ed esuberanti le scene d'azione, violenza e (presunta) morte. È presente un moderato quantitativo di fanservice a scopo comico. I dialoghi sono una perla di comicità.

Finale: e chi se lo aspettava un finale così esplosivo e... birbantello? Ben al di sopra delle aspettative per comicità e completezza di storia. Veramente bello e divertente.

In sintesi, "Il club di sopravvivenza più pazzo del mondo" è una splendida commedia che saprà intrattenere e divertire lo spettatore dall'inizio alla fine. Il livello di umorismo e carica demenziale sono altissimi e, nel contempo, anche una discreta parte di storia è portata avanti. L'opera è consigliata a tutti gli amanti del nonsense, dell'umorismo demenziale e dell'azione spietata a fini comici.