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micheles

Episodi visti: 64/64 --- Voto 7
God Mars è una produzione della Tokyo Movie Shinsha andata in onda tra il 1981 e il 1982, alla fine dell'età d'oro del super robot. God Mars continua ad essere un robotico tradizionale e quindi il combattimento contro il mostro della settimana è obbligatorio: tuttavia si vede chiaramente che la formula è agli sgoccioli. La durata del combattimento è ristretta al solo tempo necessario a pronunciare le tre sentenze fisse del rito (God Fire! Mars Flash! Final God Mars!); per curiosità l'ho cronometrato e incluso il tempo per l'esplosione finale il tutto si svolge in 30 secondi esatti. Un puro proforma quindi. Si capisce che la serie e' un compromesso, un anello di congiunzione tra l'ortodossia robotica e il robotico nuovo che prendera' il sopravvento a partire da "Macross" in poi.

I primi 25 episodi sono tradizionali, con i soliti invasori alieni (i Gishin) guidati dal solito mostruoso imperatore (Zule) che cercano di invadere la Terra, ma i combattimenti robotici sono ridotti al minimo, mentre la parte del leone la svolgono i combattimenti esper tra Mars e i comandanti nemici. La seconda parte della serie cambia registro, probabilmente a causa del successo dei film di Gundam, usciti al cinema proprio in quei mesi. L'ambientazione diviene puramente spaziale, con Takeru (il protagonista) che combatte contro il Presidente Gyron, dittatore del pianeta Marume. Che il nemico sia un presidente e non un imperatore è un chiaro segno dei tempi; tra l'altro, in questa parte della serie si vedono per la prima volta delle tute spaziali praticamente identiche come design a quelle di Gundam, che prima non si erano viste in nessuna serie robotica. I mostri contro cui combatte God Mars non sono affatto mostri, ma semplici mecha, che spesso non sono neppure antropomorfi o biomoformi.

Nella terza e ultima parte si ritorna alle origini: l'azione si sposta di nuovo sulla Terra, torna il mostruoso imperatore Zule, e le atmosfere virano dalla fantascienza al fantasy: Zule manda i suoi sottoposti mascherati (Gestalt) ad attaccare Takeru con la stessa verosimiglianza con cui oltre un decennio dopo vedremo essere lanciati gli attacchi contro Sailor Moon; cito questo titolo perché visivamente le scene sono pressoché identiche e c'è addirittura la controparte di Tuxedo Kamen sotto il nome di Rose Knight, graficamente reso come un curioso misto tra Tekkaman e Silver Surfer! Tutto ciò però non è necessariamente un male, il super robot non si è mai distinto per il realismo; perfino nella seconda parte della serie, quella più "realistica", abbiamo ampio spazio dedicato al veliero spaziale del pirata dello spazio Gash, misto tra Capitan Harlock, Char Aznable e uno qualunque dei biondi carismatici che andavano di moda in quegli anni. Il finale comunque esagera, perché Takeru finisce addirittura nel regno dei morti e libera le anime schiavizzate da Zule; nell'ultima puntata vince grazie al potere della preghiera. Non mi viene in mente nessun robotico precedente altrettanto irrealistico, anche se ci sono esempi posteriori (in particolare Dancougar ha un finale abbastanza simile e anche nell'insospettabile Z Gundam le anime dei morti intervengono ad aiutare il protagonista).

God Mars si distingue per la realizzazione tecnica di alto livello, per il chara design estremamente curato, per le ottime trasformazioni, musiche, animazioni: si tratta evidentemente di una serie ad alto budget, superiore alla media. Sorprende la consistenza del chara da un episodio all'altro, quando nelle serie dell'epoca era normale vedere abbinati disegni buoni ad altri molto meno buoni e vedere inconsistenze nell'aspetto o nell'abbigliamento dei protagonisti, dovuti al fatto che scene diverse venivano assegnate a studi diversi con insufficiente coordinamento e supervisione del risultato, chiaramente a causa degli stretti tempi televisivi e al contenimento del budget. Proprio per questa qualità tecnica ben sopra la media la serie si segue molto piacevolmente; va però anche ammesso che a livello di sceneggiatura e personaggi si poteva fare di più. Specialmente la parte sentimentale è trattata male e insufficientemente: non si possono far innamorare dei personaggi in 30 secondi, senza quasi motivo apparente, se non perché poi uno dei due deve morire eroicamente nella puntata successiva. Non funziona così. Inoltre se si vuol fare una serie triste, non basta mettere in continuazione musiche funeree e disegnare tutti i personaggi femminili con un'unica espressione da cerbiatto bastonato (sempre quella): bisogna invece mettere anche delle scene allegre e momenti felici, in modo che lo spettatore si affezioni ai personaggi e ci rimanga male quando muoiono.

I morti di God Mars non lasciano il segno, perché i personaggi rimangono superficiali, lontani dallo spettatore, privi del fascino che hanno in altre serie. La mancanza di approfondimento nei personaggi è tale che dopo 64 puntate continuiamo a non sapere nulla dei membri della Crasher Squad, compagni di squadra di Takeru ma di fatto inutili. Quello che manca maggiormente in God Mars è un cattivo carismatico, che attiri le simpatie del pubblico. È un peccato perché God Mars è tecnicamente una delle migliori serie mai prodotte e si fa guardare ben volentieri, specialmente per il chara dei personaggi femminili; come al solito le mie preferenze vanno ai capelli verdi e quindi a Rose, personaggio che però è sotto-sfruttato. Non tutto comunque è male e per esempio ho apprezzato il personaggio della madre di Takeru, a cui viene affidato abbastanza spazio: Takeru è il più "mammone" dei piloti robotici, ma questo è un punto a favore, dopo tutto si tratta di un ragazzo di soli 17 anni.

Concludo con un'osservazione sulla relazione con il manga Mars di Mitsuteru Yokoyama. L'anime è una creazione originale che non si ispira al manga e non è certamente tratto da questo: però lo omaggia in alcuni punti marginali. In particolare i nomi dei robot sono tratti dai nomi dei robot che compaiono nel manga; lo stesso vale per il nome del protagonista; nella prima parte dell'anime viene anche ripresa l'idea che la morte di Mars possa causare l'esplosione di Gaia e la fine della Terra. I poteri ESP vengono dal manga e le scene di combattimento seguono lo stile di Babil Junior, altro anime/manga di Yokoyama. Tutto il resto è diverso.

silver79

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silver79

Episodi visti: 64/64 --- Voto 10
Serie simpatica e godibile, adatta a tutti. È una delle mie preferite; da bambina sono riuscita ad innamorarmi (nel vero senso della parola) del protagonista! Bellissimi sia i disegni sia la storia, si alternano momenti drammatici a scene comiche (come in Mademoiselle Anne per capirsi).
All'epoca (1984) non ebbe un buon riscontro, anzi, molti la bollarono come una brutta copia del ben più famoso Goldrake, ma tra Takeru ed Actarus c'è una differenza fondamentale: il primo è stato mandato sulla Terra apposta, mentre il secondo è profugo. Vedetevela, mi raccomando!

simona

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simona

Episodi visti: 50/64 --- Voto 9
Io adoravo questa serie molto innovativa per l'epoca! Non sono mai riuscita a vederlo per intero ma ricordo che presenta sin dall'inizio una trama stupenda e coinvolgente che ti sa attirare. Per certi versi ricorda un po' Gordian, ma God mars è più attraente, perchè non è lo stesso tipo di battaglia presente in altre serie, ma, almeno per me, è più coinvolgente. Un'altra cosa positiva è la caratterizzazione dei personaggi, veramente ben costruita. Tutto sommato è una serie veramente godibile e apprezzabile che riguarderei volentieri!

torakiki

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torakiki

Episodi visti: 64/64 --- Voto 7
Se non fosse che ha solo lo spunto iniziale in comune con l' opera originale gli darei 8+!
Buona caratterizzazione, trama discreta, ma "buonista" rispetto al manga (questo il perchè del voto basso), con idee originali per il periodo.
Il Mecha e i combattimenti sono la parte meno riuscita, il primo sfruttato male (perchè 6 robot se l' unica cosa che fanno è unirsi subito in GOD Mars e Gaia, l' unico dei 6 mech che appare con costanza e ogni tanto combatte da solo, ha un aspetto troppo particolare per colpire l' appassionato); il secondo resi velocissimi dalla superiorita palese del robot protagonista.
La serie e tuttora guardabile e apprezzabile, sopratutto per la profondita della psicologia dei personaggi.

Se avesse mantenuto il finale del fumetto ora tutti la ricordertebbero come "la serie più sconvolgente e rivoluzionaria degli anni 70/80", più di Gundam e Ideon, pure più di Evangelion. EVA!!!

Occasione sprecata!

Ellehime

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Ellehime

Episodi visti: 64/64 --- Voto 8
Per essere una serie di quel periodo è davvero innovativa...intendiamoci, niente a che vedere con Gundam, in god Mars è sempre presente l'eroe solitario, ghettizzato, alieno e sofferente, ma devo dire che, nonostante ciò la trama è speciale. C'è il giusto connubio tra combattimenti e narrazione delle vicende intime dei personaggi. Per certi versi è accostabile a Baldios ed a Gordian, ma per altri è unico.
Occorre anche dire che la caratterizzazione dei personaggi è davvero di tutto rispetto ed anche il mecha non è da disdegnare.
Forse un po' lunga (con i soliti episodi riempitivi delle serie robotiche classiche), ma nel complesso un'ottima serie.

Mambasoft

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Mambasoft

Episodi visti: 56/64 --- Voto 8
La composizione dei robot ricorda Gordian, ma la trama è molto diversa.Mars mandato a distruggere la terra col mega robot Godmars (costruita dal padre) ed i suoi superpoteri plus (esistono anche i minus...) la nave-culla subisce un incidente schiantandosi contro un vulcano e Mars perde la memoria e viene adottato da una famiglia terrestre.Dopo anni, gli alieni attaccano la Terra e Godmars (ormai scambiato per una bella stuta di terra) ricompare per difendere Mars.Inizia così la battaglia, che si sposterà verso lo spazio, fino alla vittoria finale... ma comparsa in Italia... L'animazione è allineata a quella dell'epoca, si vede chiaramente che è dello stesso autore di Vultus 5 e General Daimos (riconoscete il generale e gli altri personaggi...)
La serie, come tutte quelle dell'epoca nasconde una morale: etichettare una persona solo in base alla razza è un errore.