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DonMomo

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Ho visto tutto l'anime, è molto bello, con un protagonista over-powered a partire da subito, il che faceva capire che non sarebbe stato un anime molto lungo. Ho apprezzato il design personaggi, anche la storia non è male, molto belli gli incantesimi, il punto forte del combattimento, a mio parere, e un po' sottovalutato secondo me; è un anime ottimo per chi vuole un'harem comedy divertente e seria allo stesso tempo. Fortunatamente, i combattimenti non sono troppo lunghi.
In generale è un ottimo anime, l'unica cosa è che, come tutte le harem comedy, è pieno di cliché visti e rivisti.


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Kotaibushi

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4,5
Anime senza una vera e propria identità, non si capisce mai dove voglia andare a parere, diventando, a conti fatti, una vera e propria cozzaglia tra un harem scolastico e un fantasy di scarso livello.
La trama è banalissima e gestita veramente da cani: praticamente tutte le puntate sono scollegate tra di loro e non sembrano mai seguire un filo logico, inoltre la storia viene sempre messa in secondo, se non terzo, piano rispetto alle solite scenette di fanservice/harem, presenti in modo davvero spropositato, rendendola del tutto insignificante. In aggiunta a ciò, quel poco che viene raccontato non è molto credibile, in particolare con il potere del protagonista, che nei momenti più difficili avrà sempre lo scontatissimo power-up o simili, rendendo di fatto la storia sempre più monotona e prevedibile.
I personaggi sono le solite macchiette stereotipate e niente più, all'infuori del cerchio amoroso risultano tutte completamente inutili. Mentre il protagonista è il solito personaggio all'inizio scarso, ma dotato di un superpotere nascosto, con il quale dovrà salvare i propri amici.

In sintesi, un anime di scarso livello che punta tutto sulla componente harem, e quasi per niente su quella fantasy, un vero peccato perché se sviluppato in maniera decente, poteva essere almeno guardabile. Sconsigliato.

Voto finale: 4,5


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alex di gemini

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
In un futuro prossimo, l'umanità è minacciata da misteriosi esseri che appaiono dal nulla portando morte e distruzione. L'unica difesa è data dai savior, misteriosi giovani dotati di grandi poteri, in quanto ricordano la loro vita precedente, in cui sono stati potenti combattenti. Due sono le classi, ovvero Shirogane, combattenti corpo a corpo con armi o senza, che sfruttano l'energia del Purana per le loro tecniche, e Kuroma, potenti maghi capaci di formulare incantesimi sfruttando il Maana. Il protagonista è Moroha Haimura, una matricola debole, perché i suoi ricordi del passato sono debolissimi, ma che naturalmente diverrà il migliore di tutti perché, possedendo ben due vite precedenti, una da mago, una da guerriero, potrà essere Shirogane e Kuroma contemporaneamente. Manco a dirlo tutte le ragazze si innamoreranno di lui, specialmente due che erano sua moglie e sua sorella nelle vite precedenti. "Seiken Tsukai no World Break" è l'ennesimo anime ambientato in una scuola, ove si allenano ragazzi dai poteri speciali che sono l'unica difesa contro mostri terribili, e con il protagonista speciale, che fa innamorare tutte le ragazze. Un tipo di storia che ha avuto un vero boom ultimamente e che, nel caso specifico, mi ha davvero deluso. Dopo aver visto le due serie di "Freezing", letto sette volumi di "Gakusen Toski no Asterisk" e il primo di "Rakudai Kishi" o di "Saijaku muhai no Bahamut", non posso non notare i tentativi degli autori di essere originali, tentativi falliti a mio avviso.

In primo luogo la lotta contro i mostri viene messa in un angolo per puntare tutto sui rapporti di Moroha e le sue ragazze, nonché sulla sua crescita come guerriero. L'idea non è male, ma la crescita di Moro, il suo passare da matricola scadente a candidato ad essere membro dei six head non è attraente, tutto è troppo facile, scontato. Ma cosa sono i six head? Sono una sorta di ONU parallelo, ove i sei guerrieri più forti del mondo, provenienti da Cina, Francia, Russia, America, Inghilterra e... Giappone (dice nulla?), influenzano il mondo con le loro decisioni. Anche l'uso della magia, con formule interminabili scritte col dito sull'aria, mi sembra ridicolo. Per non parlare del tema della reincarnazione, ove non si parla di guerrieri famosi ma anonimi, non mi ha dato nulla, era fatto davvero meglio in "Sailor Moon". E non ditemi che le due ragazze non assomiglino a Sailor Moon e Sailor Mars!
Tanto indimenticabile, quanto senza senso, l'episodio a metà serie, ove il nostro subisce pesanti molestie sessuali dalla vicepresidente del comitato studentesco, con la scritta "bambini non fatelo nella realtà" che rende tutto ancora più grottesco. Le musiche sono buone, le sigle belle, ma la grafica deprimente, con i personaggi troppo tondeggianti e con il livello davvero basso - "Sailor Moon" era stato realizzato meglio.

Pur rispettando le idee di chi lo ha trovato un buon titolo, non posso non considerarlo un anime piatto, che non mi ha dato nulla e senza originalità, né nei temi né in come sono realizzati, a cui non posso che dare quattro.


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_Protector_

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
E' il classico harem con poco, se non nulla, da offrire. Graficamente non è di certo il massimo, e le animazioni dei combattimenti corpo a corpo spesso lasciano il tempo che trovano.
I personaggi sono stereotipati e non approfonditi, dato che ad avere diritto a un po' di spazio saranno solo in tre: Moroha, Shizuno e Satsuki. Tutti gli altri personaggi, che fanno parte dei Savior come loro, non saranno altro che comparse buone solo a far numero e utili a tappare qualche buco qua e là. Tra questi personaggi secondari ne troviamo uno su cui mi sento in dovere di aprire una parentesi, ovvero Kanzaki, ragazza vice-capitano feticista di fondoschiena maschili e di testicoli, dato che, quando farà la sua comparsa, sarà unicamente per palpare le parti del corpo sopracitate al malcapitato di turno. Ad andare a braccetto con questo personaggio, ci saranno il capitano, che comparirà per afferrarle e schiacciarle la testa, e la studentessa (guarda caso tettona) americana, la cui unica utilità sarà quella di fare una gag che tuttora non capisco (ogni cosa dica Kanzaki pensa sia rivolta a qualche parte del suo corpo). Quindi queste comparse risulteranno piuttosto ripetitive.

Ripetitive come i combattimenti che, oltre ad essere animati male come ho detto prima, si svolgeranno tutti nello stesso identico modo: il protagonista fatica a tenere testa a un nuovo avversario, ha una visione, pronuncia "ora ricordo" e tira fuori dal nulla una nuova tecnica definitiva. Tra l'altro assisteremo a combattimenti di alto livello e saremo in grado di vedere il protagonista decidere di contrastare dei mostri fatti di fulmini con una tecnica d'acqua... cioè usa uno dei principali conduttori dell'elettricità per sconfiggere l'elettricità stessa. Sono rimasto allibito. Giunti a quel punto, ero psicologicamente pronto a vedere Moroha tentare di spegnere un fuoco gettandoci sopra della legna.

A un passo dal finale non poteva mancare il consueto episodio sprecato, interamente dedicato, salvo qualche minuto alla fine, alla solitudine della piccola Maya e ad un pigiama party.
Per concludere in bellezza, nelle scene finali vediamo Haimura che, a seguito di un pericolosissimo doppio bacio sulla guancia, perde l'equilibrio e inizia a rotolare giù per una discesa, inquadrata poco prima, che assolutamente non era così ripida da permettere (senza infrangere le leggi della fisica) di rotolare giù per diversi metri. Ho trovato questa scena come "l'ultimo tentativo disperato di inserire qualcosa che potesse far ridere", ottenendo però l'esito opposto.
Ottiene una sufficienza tiratissima, solo perché sono generoso.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Di dodici puntate, uscito nella stagione invernale nel 2015, è un buon esemplare di quegli anime classificabili come harem scolastici. In che senso? Semplice: storie ambientate in istituti scolastici, più o meno normali, che vedono il protagonista di turno fare incetta di belle ragazze. Semplici, in alcuni casi, ma a mio avviso molto belli, se ben realizzati.
In questa stagione ne sono usciti parecchi, tra cui "Isuca", "Shinmai Maou no Testament", "Absolute Duo" e "Juuou Mujin no Fafnir". Ma, personalmente, penso che "Seiken Tsukai no World Break" sia uno dei migliori. Una storia intrigante, accompagnata da combattimenti appassionanti e misteriosi passati. Insomma, un materiale niente male.

Il mondo, un po' più futuristico del nostro, viene bersagliato continuamente da strani mostri (tema molto in voga ultimamente). Gli unici in grado di proteggere la Terra sono i Saviors, esseri umani che, misteriosamente, posseggono ancora i ricordi delle loro vite passate. Ciò concede loro poteri sorprendenti, che li trasformano da semplici civili a combattenti agguerriti. Tra tutti questi, emergerà ben presto una matricola tutta particolare: Moroha Haimura. A differenza degli altri, non ha altro che stralci del suo passato, ma, sempre a differenza degli altri, risulterà essere l'unico ad aver subito non una, ma ben due reincarnazioni. Ovviamente, questo comporterà un potere fuori dal comune, ma soprattutto due donne in più da sorbirsi, una per ogni vita passata. Satsuki Ranjou, energica e piena di vita, un tempo aveva amato il suo fratello di sangue, nonché l'attuale Moroha. E Shizuno Urushibara, calma, pacata e avvolta da un velo di mistero e sensualità.
Una pacifica vita scolastica, più o meno, che s'infrange contro nemici sempre più potenti e pericolosi.

Parto dal presupposto che "Seiken Tsukai no World Break" è, a mio avviso, un ottimo esemplare di genere fantasy/harem, ma non perfetto (ovviamente). Molteplici aspetti positivi possono essere riscontrati nella suddetta opera, ma, allo stesso tempo, ci sono ampi margini di miglioramento, che avrebbero potuto rendere il tutto ancora più entusiasmante.
Positiva, senza dubbio, la cura psicologica dei vari personaggi. L'idea della reincarnazione e il mantenimento dei ricordi passati è assolutamente fantastica. Ciò, però, apre dibattiti interessanti riguardo l'importanza della vita precedente rispetto a quella attuale. E ancora di più l'influenza che la prima esercita sulla seconda. Moroha, reincarnatosi per ben due volte e non ancora capace di rimembrare gli avvenimenti del suo Io passato, si ritrova coinvolto in una strana relazione con Ranjou e Shizuno, che invece hanno ben presente il loro precedente amore. I protagonisti mostrano sentimenti ben precisi e neanche tanto stereotipati. Essi si evolvono lungo la serie, nonostante le puntate a loro disposizione siano piuttosto esigue.
Molto interessante anche il modo in cui vengono gestite le "questioni di cuore". Molto spesso, infatti, si cade nell'errore di incentrare il tutto su questo punto, comunque importante, dimenticandosi così di elaborare al meglio la trama e i vari intrighi. Nella suddetta opera, invece, l'amore c'è, ma non in maniera così opprimente da appesantire lo svolgimento dell'anime. Ranjou si piazzerà quasi subito nel ruolo di "sorellina", altre possibili concorrenti appaiono abbastanza deboli. L'unica che merita veramente è Shizuno, che, in effetti, pare quella con un rapporto più maturo nei confronti di Moroha.

La grafica è abbastanza bislacca: belli i disegni dei personaggi in quanto tali, ma piuttosto strana la realizzazione dei volti, e soprattutto degli occhi. Non proprio così orribili, ma comunque atipici, almeno per quanto riguarda la mia esperienza in fatto di anime.
I combattimenti sono stati realizzati in maniera carina, con scontri appassionanti e una modalità di lancio delle magie veramente intrigante. La cantilena, pur sempre in giapponese, ipnotizza ed esalta parecchio. Peccato per alcune movenze forzate e poco realistiche, che macchiano leggermente questo bell'abito.
Le musiche sono semplicemente fantastiche, a partire dall'opening fino all'OST. Quest'ultima, in particolare, riesce a smuovere l'animo dello spettatore, alternando sinfonie melanconiche (molto belli i pezzi al pianoforte) con ritmi molto più veloci. Piccole sbavature si possono riscontrare nella gestione audio di alcuni effetti. In alcuni momenti, infatti, i corpi sembrano galleggiare sul terreno, non producendo alcun suono.

Concludo questa recensione partendo proprio dall'inizio. Infatti l'impatto iniziale, insieme a quello finale, è fondamentale per il gradimento di una determinata serie. In questo caso coincidono, visto che i primi minuti dell'anime narrano le vicende finali, mostrandoci così alcuni scorci di come andranno a finire le cose. Un po' alla "Odissea", tanto per fare un paragone eccelso (e chiedo scusa a Omero).
L'anime si conclude bene, ma, a mio avviso, poteva finire meglio. Anche perché, di fatto, una vera e propria conclusione non c'è stata. La storia continua chiaramente e alcune questioni rimangono in sospeso, aspettando, chissà, una seconda stagione.
"Seiken Tsukai no World Break" è un'opera semplice, ma neanche tanto banale. Alcuni temi sono piuttosto intriganti e le relazioni tra i veri personaggi commuovono in maniera esemplare. Certo, mi dispiace un pochino per Haruka Momochi, una compagna di scuola di Moroha che, chiaramente invaghita di quest'ultimo, non ha nemmeno il tempo di dichiararsi, ed essere doverosamente rifiutata. La migliore è Shizuno e il suo charme non ha eguali.

Voto finale: 8 meno


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Swordman

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Una delle caratteristiche più singolari della stagione anime dell'inverno di quest'anno è stata la concentrazione abbastanza alta di serie tratte da light novel fantasy, ambientate in una qualche accademia, con un maschio alfa solo al comando magari in mezzo a un nugolo di ragazzuole che gli girano più o meno intensamente attorno.
Tra queste figurava anche Seiken Tsukai no World Break alias Warubure, tratto dalle novelle di Akumitsu Awamura con le illustrazioni di refeia.

Siamo più o meno ai giorni nostri, con la differenza che orribili quanto grandi mostri chiamati "Metaphisycal" appaiono improvvisamente a caso seminando non grano, ma morte e distruzione. A difendere la Terra ci sono però i "Salvatori" (che però arrivano sempre a disastro iniziato, quindi salvano per modo di dire), soggetti vari che manifestano la reincarnazione di eroi del passato in possesso dei relativi poteri e ricordi.
Tra questi c'è Moroha Aimura, apostolo del detto "Two is meglio che One". Egli infatti ha avuto due vite precedenti, ha due tipi di poteri e ha due spasimanti predestinate: la "sorellina" Satsuki, piatta nonché una delle imouto più 'scassaballe' della storia, e la strega Shizune Urushibara, tettona ma un po' frigida. Tutti e tre insieme si arruolano nel club scolastico degli striker, che dovrebbe essere un corpo di addestramento per "Salvatori" ma in realtà è solo un ritrovo di pazzi esaltati, i maschi tutti scemi e le femmine tutte tettone.

Detto ciò registreremo presto Moroha come il protagonista che passa da mezza tacca al livello di semidio nel minor numero di episodi. Nel finale sta anche lì lì per diventare super saiyan, ma gli suggeriscono dalla regia che sarebbe una violazione di copyright e dunque desiste.
Il suo ruolo è qui preso da Kaito Ishikawa, ormai un bravo caratterista e ultimo baluardo assieme a Yuuichi Nakamura al quasi monopolio del Matsuoka in questo genere di ruoli.
Dovremmo però anche parlare dell'anime in sé. Cosa dire però se non che in generale è una serie tranquilla ma altalenante, che si fa seguire abbastanza bene pur passando tra fosse molto profonde e risalite non troppo pronunciate. Particolarmente ardua è la prima metà, dove la storia deve ingranare, i disegni sono anche più brutti (cosa strana, di solito si inizia bene per poi calare) e soprattutto le due spasimanti imperversano di brutto.
Il livello tecnico non è certo eccelso, lo si nota abbastanza presto dalle animazioni. Il budget non sarà stato evidentemente alto, ma lo staff sembra impegnarsi per fare il possibile, anche se, quando si può o si deve, si taglia. Ed ecco quindi che escono fuori degli orrori come l'episodio sei, fiera dello statico, dello scatto e del rimontato, oltre che prima e unica apparizione di uno dei nemici più brutti e inutili della storia universale dell'animazione.
Sensibilmente meglio la seconda parte. Qui entra infatti in campo come nuovo personaggio la "Maneater", Elena "Lesya" Alshavina, una bella e simpatica gnocca che aggiunge pepe e movimento alla situazione; non dimentichiamo però anche la bella cameriera assassina Angela, che fa da partner a Moroha nella mini-saga in Russia; non di meno la presenza delle due spasimanti è ridotta, mentre gli ultimi episodi sono praticamente tutti una battaglia contro il minacciosissimo boss finale (con poco spazio per le "human relations").

Seiken Tsukai no World Break non lo iscriveremo quindi nel registro delle eccellenze più recenti sotto molti punti di vista, specialmente quello tecnico. Tuttavia, come intrattenimento riesce a tenere botta e migliora anche alla distanza. In definitiva è quindi un buon passatempo, magari per chi gradisce il genere.


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Rygar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Tra le tante opere degne di nota nella stagione invernale 2015 spicca un certo "World Break", opera nata sul successo del filone delle light novel a sfondo fantasy.
"Seiken Tsukai no World Break" è un'opera della stagione invernale 2015 composta da dodici episodi di durata canonica. L'opera trae origine dall'omonima light novel del 2012, la quale ha dato origine a un manga nel 2014.

Trama:
Noi siamo le spade della salvezza.
We are the Saviors!


Questo è l'incipit del giuramento che ogni Savior deve recitare nel momento in cui entra a far parte dell'accademia Akane e viene ritenuto idoneo per combattere i Metaphysical, ossia misteriose creature sovrannaturali che portano caos e devastazione quando si manifestano sul nostro mondo. Solamente coloro che conservano chiaramente i ricordi delle loro vite precedenti e sanno sfruttare il plana (ossia l'energia vitale che scaturisce in ogni guerriero) possono aspirare al ruolo di Savior, poiché tali ricordi appartengono ad epoche lontane in cui era possibile utilizzare poteri magici, mistici, o armi leggendarie. E solo con siffatte abilità è possibile sconfiggere i Metaphysical. Moroha Haimura è il protagonista della serie: trattasi di un Savior anomalo, poiché è l'unico tra tutti i membri dell'accademia ad avere i ricordi di due sue vite precedente, quando era l'eroico cavaliere Flaga e quando era l'oscuro fruitore magico Shu Saura. In entrambe le vite, il ragazzo era legato a donne differenti: da Flaga aveva una sorella, Sarasha, da Shu Saura era sposato con la Strega dei Ghiacci. Nella vita attuale, Moroha ritrova queste figure femminili e, assieme a loro, frequenta l'accademia, combattendo i Metaphysical ogniqualvolta si manifestino.

Grafica: il prodotto non eccelle, pur risultando complessivamente gradevole. Le ambientazioni sono solitamente ben curate, le animazioni sarebbero anche buone come fluidità e ritmo (ottime quando si scrive un incantesimo), peccato che in certi episodi subiscano dei cali drastici. Il character design è piacevole, sebbene risulti inferiore rispetto alla novel (non è facile abituarsi alle pupille rosa). Monster design bello e appropriato. Ottimo weapon design.

Sonoro: molto bello e si riconosce la grande qualità che la Diomedea profonde nelle sue opere. Un'opening spiccatamente leziosa e maliziosa, l'ending è molto dinamica e ritmata, le voci sono molto dolci. Ottime OST, tra cui risaltano alcune per toni epici. Ottimi effetti sonori. Bel doppiaggio.

Personaggi: l'opera avrebbe tratto maggiori giovamenti con una Satsuki non incestuosa e non morbosa, ma tant'è. Per il resto la caratterizzazione dei personaggi è buona, sono presenti dei personaggi piuttosto interessanti. Ottimo il fattore evolutivo e psicologico. Ottima interazione.

Sceneggiatura: l'opera si lascia seguire senza troppi problemi nonostante l'abbondanza di flashback sulle vite precedenti dei ragazzi. La gestione temporale risulta complessivamente chiara e fruibile. Il ritmo si attesta su livelli medio-veloci. Le scene di azione, di morte e tragedia sono ben presenti e realizzate piuttosto bene. È presente un moderato quantitativo di fanservice (presente in particolar modo in alcuni episodi "filler"). I dialoghi sono mediamente buoni.

Finale: come chiusura di un primo arco narrativo, il finale risulta bello, ben fatto, completo e convincente. Augurandosi che questa serie ottenga il successo che merita, si auspica una seconda serie.

In sintesi, "Seiken Tsukai no World Break" è, al netto dei difetti, una piacevole opera discreta. Non eccelle in alcun ambito e potrebbe ricordare "Mahoka" (l'accademia magica, la sorella sin troppo legata al fratello, ecc.), ma sa intrattenere e divertire, anche negli episodi in cui l'azione è accantonata in favore della comicità. La serie è consigliata agli appassionati del genere fantasy contemporaneo che non disprezzano qualche divagazione sentimentale.