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alex di gemini

Episodi visti: 11/12 --- Voto 3
"Nazca" è la storia di un gruppo di ragazzi, ovviamente giapponesi, esperti di kendo e non solo. All'apparenza tutto è normale, ma ben presto scopriranno di essere la reincarnazione di guerrieri Inca, vissuti cinquecento anni prima. Ma la vita precedente non si limiterà a semplici flashback e a giustificare le loro attuali capacità, come avviene spesso negli anime di questo tipo. Al contrario le vecchie personalità tenderanno a prendere il sopravvento sulle nuove e a spingerli a combattere di nuovo la guerra civile di cinquecento anni prima. Scopo della guerra sarà aprire i cancelli dell'Ilyatesse, immensa fonte di potere non certo benigno, che potrebbe portare alla distruzione della stessa umanità.
Se l'incipit è ancora accettabile, la trattazione è semplicemente deprimente. Una storia banale, con personaggi piatti e poco carismatici, come se gli autori avessero lavorato al risparmio, convinti che lo scenario andino e la relativa mitologia sarebbero bastati a rendere valido l'anime. Nemici così intelligenti da voler aprire i cancelli pur ricordando gli antichi disastri provocati da quelle maligne energie...
Il titolo è accattivante, perché strizza l'occhio alle celebri linee tanto amate dagli ufologi, invece è un'opera mediocre in tutti i sensi, comprese grafica e regia. La colonna sonora, invece, è da dieci e lode, ma, dato che odio le scatole belle ma vuote, è riuscita solo a farmelo sentire più odioso.

Voto: 3


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M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Il titolo dell'anime in questione, trasmesso in Giappone nel '98 e portato in Italia dalla Dynit, si riferisce a un'antica popolazione del Sud America conosciuta soprattutto per le cosiddette 'linee', chilometrici disegni tracciati nel terreno, che a distanza di secoli destano interesse immutato, e che ritroviamo appunto in quest'opera. Nazca potrebbe, e sottolineo 'potrebbe' beneficiare della potenziale attrattiva della sua ambientazione, come di uno spunto iniziale non certo da buttare, ma invece fallisce quasi totalmente. 'Quasi', poiché a liberarsi dall'anonimato e a mantenere integro quel minimo d'atmosfera che uno scenario simile avrebbe potuto garantire è soltanto la colonna sonora, mista di soluzioni classiche e tradizionali. Di tutto il resto non si salva granché: i personaggi sono disegnati in modo elegante, ma impersonale, di pari passo con la loro caratterizzazione psicologica; le animazioni soffrono di rigidezza e gli effetti adoperati sono rudimentali; e per ultima, in tutti i sensi, c'è una trama che oltre ad avere poco da dire - almeno in dieci episodi su dodici non si sentono che le medesime chiacchiere sui 'cancelli dell'Ilyatesse' - nonché risvolti prevedibili, pecca di alcune incertezze relative alla cronologia degli avvenimenti e alla sovrapposizione tra mondo moderno e precolombiano.
Una piccola curiosità che ha poco a che vedere con la recensione: ricordate gli spezzoni animati della sigla d'apertura del telefilm Malcolm? Sì, appartengono a quest'anime.

Snaps

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Snaps

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
Lento, sciocco, banale, inconsistente. Peccato, devo dirlo mi aspettavo molto di più, il tema poteva essere strutturato in modo sicuramente più interessante e accattivante e invece. Tutto accade troppo in fretta, e le cose che invece dovrebbero scorrere di più sono lente e noiose.
La grafica non è nulla di particolare, c'è di meglio in giro. Le musiche sono fatte bene... molto; Il 4 più che per la serie è per la delusione della trama, fatta con mille lire date ad un 12enne. Ripeto peccato.

kayyam

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kayyam

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
La storia, per farla breve, è quella del "risveglio" di alcuni guerrieri inca reincarnatisi in alcuni personaggi che ruotano intorno a una scuola di kendo. Le relazioni tra loro vengono sconvolte dal lento ritorno alla memoria di antichi odi e amori... e soprattutto dal ricordo di un'insanabile lotta tra due fazioni.

La storia ha indubbiamente molti punti di originalità, anche se non può competere con un capolavoro come "Proteggi la mia terra". Originale è l'ambientazione latinoamericana, anche se nutro perplessità sul fatto che i virili guerrieri incas girassero vestiti di calzamaglie e piume :-) Bello il chara, semplice ma capace di alcune espressioni - soprattutto di occhi e bocca - molto realistiche.

L'anime meriterebbe un 6,5 ma alzo per la musica, che meriterebbe... mmm... 9 o 10, fate voi: tra l'apertura (Omnia sol) e la conclusione (El condor pasa), è un intrecciarsi di voci liriche, cori gregoriani, sintetizzatori, flauti andini. Eccellente e non scontata la scelta di brani di musica classica (da Schubert al Requiem di Faurè) come sottofondo. Ho scaricato la colonna sonora e sono settanta minuti di musica di grande fascino e qualità, che non si ripete *mai*. E' incredibile che abbiano investito così tanto per questa serie; si scopre con gioia che non esistono solo la Kanno e Mizoguchi, che pure amo.

Veniamo ai limiti. Le animazioni mancano di scioltezza ma soprattutto... la trama. Oibò, era partito tanto bene e poi diventa un anime normale, senza infamia e senza lode: lotte perché il "cattivo" vuole distruggere il mondo per purificarlo, sacrificio finale che lo redime, ecc. ecc. Alcuni personaggi sono sbozzati, altri francamente inutili (i due amici di Kioji rispondono perfettamente allo standard del gigante buono e del bambino).

Ergo: guardate il primo episodio e soprattutto procuratevi la colonna sonora!