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Nagisa98

Episodi visti: 10/10 --- Voto 6
Pochi giorni dopo lo special “Grisaia no Meikyuu”, va in onda “Grisaia no Rakuen” (conosciuta anche come “Le Eden de la Grisaia”), serie prodotta nel 2015 dallo studio 8-bit. L’anime è basato sull’omonima visual novel sviluppata da Frontwing e conta dieci episodi, a cui si aggiungono cinque extra della durata di circa tre minuti ciascuno.

L’opera riprende esattamente da dove la puntata di 48 minuti si era interrotta e racconta del passato di Yuuji a partire dal suo incontro con Asako. La prima parte di “Grisaia no Rakuen”, occupata dunque da questo flashback, risulta estremamente godibile e si corona di eventi alquanto interessanti, seppur non esageratamente originali. La buona riuscita del primo arco dell’anime, intitolato “Il bozzolo della volubilità”, deriva principalmente dal lavoro più che discreto compiuto sulla caratterizzazione dei suoi personaggi. Ancora una volta, infatti, ci si concentra sulla psicologia del nostro protagonista e se ne mostra la crescita, il cambiamento in relazione alle varie difficoltà da lui affrontate. Affascinante e carismatica anche la figura di Asako, che si rivela uno dei migliori personaggi (se non il migliore) di tutta la saga. Bisogna però constatare che alcuni dei difetti tipici di “Grisaia”, ovvero il fanservice e gli eventi drammatici volti a spiazzare e commuovere lo spettatore, sono ancora ben lontani dall’essere eliminati (anche se sono presenti in minore quantità rispetto alle serie precedenti).
La vera pecca di questa stagione risiede, a mio avviso, nella sua seconda parte: quest’ultima è ricca, infatti, di situazioni davvero assurde e improbabili aventi per protagoniste le cinque ragazze che avevamo conosciuto nella prima serie. Se Amane e Co. risultavano ben inserite in “Kajitsu” (che comunque aveva un impianto da commedia scolastica), in “Rakuen”, con le sue diatribe tra organizzazioni terroristiche, agenzie segrete e ministero della difesa, la loro presenza e il loro coinvolgimento nei fatti stona parecchio. L’ultimo arco, “I semi del Blanc Aile”, si presenta dunque inferiore al precedente, e conferisce a tutta la saga un finale blando, privo di mordente e in alcuni tratti anche piuttosto ambiguo.

Per quanto riguarda il lato tecnico, l’opera si attesta sullo stesso livello della prima stagione, con un character design e delle animazioni di buona qualità ma che subiscono alcuni cali in certi frangenti. Sempre ottimi i fondali, molto orecchiabili le OST, l’opening e la prima ending. Di quest’ultima, in particolare, ho apprezzato sia la canzone che la sequenza di immagini.

Per concludere, la prima parte de “Le Eden de la Grisaia” è migliore sia dello special che della prima stagione. Purtroppo, però, la seconda parte si rivela una grande delusione e va ad intaccare il valore complessivo dell’opera con le sue situazioni assurde e la miriade di frasi fatte e già sentite. In generale il voto è un 6.


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npepataecozz

Episodi visti: 10/10 --- Voto 6,5
Già dalla visione dell'OAV prodotto tra la fine della prima serie e l'inizio della seconda, si era capito che "Le Eden de la Grisaia" si stava preparando a cambiare pelle, trasformandosi dal classico harem in cui il protagonista irrompeva nella vita di un numero imprecisato di ragazze per risolverne i problemi (facendo inevitabilmente breccia nei loro cuori) in un qualcosa di più complesso e profondo. In realtà, tutto questo poteva essere intuito, a mio avviso, già al termine della prima stagione ed in particolare nell'ultimo arco, ossia quello dedicato ad Amane: era sicuramente il migliore tra quelli realizzati fino a quel momento ma mi era da subito sembrato troppo diverso rispetto ai precedenti per poter essere considerato come un racconto fine a se stesso.
Cambiare le cose in corso d'opera, però, non è mai facile: se si decide di costruire un grattacielo basandosi sulle fondamenta di una palafitta il risultato sarà un crollo assicurato. Ed in effetti questo è quello che accade anche qui: non potendo ignorarne l'esistenza, solo attraverso improbabili acrobazie è stato possibile raccordare gli eventi raccontati in "Grisaia no Kajitsu" con la nuova impostazione data alla serie; ma stando così le cose, tali eventi costituiranno solo un ingombrante fardello che peserà in modo determinante sullo svolgimento della trama proposta da questo "Grisaia no Rakuen", in quanto ne minano alla base la credibilità fino a renderla ridicola in molti punti.
La cosa che dispiace maggiormente è che la nuova impostazione, a differenza della prima, sembra funzionare molto meglio: la storia di Yuuji è di ben altro spessore rispetto a quelle attribuite alle sue compagne di classe e cattura immediatamente l'attenzione dello spettatore. E' un racconto drammatico, fatto di abusi e cinismo ma anche di profondo affetto ed amicizia; in più, i personaggi con cui il ragazzo viene a contatto durante la sua infanzia posseggono tutti un loro carisma, nel bene o nel male. Non mancano le esagerazioni ed una serie di episodi messi lì col solo intento di scioccare lo spettatore; però, anche in questi casi, l'effetto ottenuto è esattamente pari a quello desiderato.
Questa parte m'è piaciuta davvero moltissimo, ed è un peccato che non abbiano cominciato tutta la storia direttamente da lì: non ci sarebbe stato bisogno di un protagonista che, senza un apparente motivo ed in modo quasi contraddittorio, decide di iscriversi a scuola; non ci sarebbe stato bisogno di introdurre una serie di personaggi che, in un contesto narrativo del genere, sono appropriati come una forchetta col brodo; e soprattutto non ci sarebbe stato bisogno di snaturarli al fine di adattarli alle nuove esigenze dettate dalla nuova sceneggiatura. Perché, diciamoci la verità, vedere cinque "sgallettate" comportarsi come dei veterani di guerra è un qualcosa che fa male agli occhi ed al buonsenso. E se una di queste almeno ha avuto almeno uno straccio di addestramento (ma anche su questo ci sarebbe parecchio da discutere), le altre quattro sviluppano le loro abilità seguendo le indicazioni di una persona al telefono; è un po' come se qualcuno affermasse di essere un madrelingua dopo aver seguito un corso di lingue su cassetta. Assolutamente improponibile.
La grafica è davvero superba, con disegni eccellenti ed un sapiente uso dei colori; non ho invece fatto molto caso alla colonna sonora, cosa abbastanza insolita, per cui devo presumere non sia questo granché (ma è possibile che mi sbagli).
In definitiva, "Grisaia no Rakuen" si è dimostrato un anime molto interessante, superiore di almeno due spanne rispetto alla sua prima stagione; peccato che l'eredità lasciata da quest'ultima ne abbia limitato molto il potenziale e, a causa di questo, non mi sento di dargli una valutazione troppo alta. Però, specie se in certi frangenti ci si tappa il naso, resta un prodotto molto godibile e pieno di spunti davvero notevoli, addirittura coraggiosi in alcuni frangenti. Non so, al momento, se ci sarà una terza stagione: molti punti sono rimasti in sospeso per cui non lo ritengo impossibile; ma anche se finisse così non sarebbe tutto questo scandalo. Se si decidesse di andare avanti, però, occorrerà necessariamente fare dei cambiamenti drastici: si tratta pur sempre di fiction, me ne rendo conto, ma mischiare generi incompatibili e cercare di tenerli assieme alla meno peggio porterà solo alla creazione di un prodotto scadente.


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Kida_10

Episodi visti: 10/10 --- Voto 8
"Grisaia no Rakuen", sequel di "Grisaia no Kajitsu" e "Grisaia no Meikyuu", è una serie della stagione primaverile 2015 composta da dieci episodi di durata canonica. Inizialmente, come prevedibile, riparte il racconto lasciato in sospeso di Yuuji sul suo triste passato pieno di abusi e violenze; una volta concluso questo primo arco narrativo, lo spettatore viene catapultato nel presente, dove vedrà il protagonista affrontare nuovamente una sua vecchia conoscenza non proprio amichevole.

A differenza della prima stagione, che purtroppo verrà ricordata per aver proposto una trama interessante ma troppo frammentata, sbrigativa e poco approfondita, in questo sequel l'attenzione per i dettagli diverrà un fattore essenziale. Finalmente verranno approfonditi il passato e il carattere di Yuuji, un protagonista che si era dimostrato piuttosto anonimo sino a questo momento, ma che dopo aver completato la visione sarà impossibile non rivalutare. Assieme ad esso verranno analizzati in maniera più approfondita anche tutti gli altri personaggi, comprese le nuove apparizioni.
La trama, che si suddivide in due archi narrativi ben distinti, scorre liscia, a parte qualche forzatura. La storia è avvincente, ricolma di colpi di scena e condita da una buona dose di drammaticità. Il ritmo è sempre molto alto, le scene d'azione sono numerose e riescono ad attirare l'attenzione, i momenti di noia inesistenti.

Tecnicamente è stato svolto un ottimo lavoro, sicuramente un bel passo avanti rispetto ad una prima stagione piena cadute di stile. Il comparto grafico ripropone lo stesso ottimo design dei personaggi, dei fondali sempre curati e ben dettagliati in grado di creare le giuste atmosfere. I combattimenti sono brevi ma molto dinamici e coinvolgenti, conditi da una buona dose di effetti speciali. Il comparto sonoro propone un doppiaggio adeguato, delle ottime OST, e delle sigle atrettanto belle, opening in particolare.
La regia in questo caso ha saputo rendere la narrazione molto fluida e avvincente, mescolando sapientemente azione, drammaticità e sentimentalismo. Viene lasciato un piccolo spazio anche al fattore comicità, che è sempre presente ma in minor quantità. Il Fanservice viene quasi completamente dimenticato, ad esclusione di qualche rarissima scena.
Ottimo il finale, che non si fa mancare nulla, anche se personalmente penso che qualche puntata in più non avrebbe certamente guastato.

In conclusione "Grisaia no Rakuen" si è rivelata essere l'ennesima sorpresa di questa splendida stagione primaverile. Un'opera che è riuscita a coinvolgermi e ad appassionarmi nonostante la prima stagione non mi avesse lasciato nulla. Se avete apprezzato il prequel è consigliatissima la visione, se invece non vi è piaciuto molto, è consigliata ancora di più, rivaluterete tutto.


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Eversor

Episodi visti: 10/10 --- Voto 7
Dopo la prima serie, che mi aveva appassionato moltissimo, e dopo un film strappalacrime che spiegava l'inizio della storia di Yuuji Kazami, ecco questo nvuovo episodio. "Grisaia no Rakuen" presenta appena 10 episodi, ma l'intensità insita in essi è certamente ammirevole.
Un anime ricco di drammaticità e sentimenti, senza dimenticarci la forte carica psicologica data agli avvenimenti e il fattore harem che rimane costante, se non ampliato (grazie anche alla comparsa di nuove fanciulle). Il capitolo conclusivo di una storia che ha fatto commuovere, esaltare e anche arrabbiare per alcune scelte.

Ma prima di andare a vedere tutto ciò, illustriamo almeno l'inizio di quello che è "Grisaia no Rakuen". Perché Yuuji non ha finito di raccontare il proprio passato, ed ecco allora l'ultima parte della sua storia. Quando viene cresciuto dalla bella Asako e, soprattutto, come diventa un assassino.
Il piccolo Yuuji sarà costretto ad affrontare nuove difficoltà e pericoli del tutto inaspettati. La vita è stata dura con lui, e lo sarà ancora. L'addestramento militare lo condurrà a superare il trauma infantile, ma qualcosa si muove nell'ombra. Asako è malata, non sembra star bene. Yuuji se ne accorge, ma cosa può fare per alleviare le sue sofferenze? Per lui quella donna è stata una madre, un'amica, una compagna e un'amante; troppe cose per poterla perdere il quel modo.
Ma la fine sarà inesorabile.

Non ho voluto appositamente raccontarvi cosa succederà nella seconda parte della serie per lasciarvi la sorpresa di vedere come andrà a finire la storia.
Il protagonista Yuuji, in questa nuova opera, appare molto più umano rispetto alla precedente. Il ragazzo distaccato e poco emotivo, che raccoglie cuori di ragazze come fossero caramelle, si scioglie di fronte alla donna amata, Asako, e ai dubbi che lo colpirono durante l'infanzia. L'introspezione del personaggio diventa essenziale per comprendere alcuni comportamenti delle opere precedenti. Molto bella guasto lungo e appassionato flashback, che riprende le origini di questo gelido e calcolatore cecchino.
D'altra parte, almeno per una gran numero di puntate, le sue cinque compagne di scuola verranno nascoste dal grande protagonista. Un'assenza non proprio così pesante, che lo diventa, però, quando dovranno tornare all'opera. La lunga "vacanza" sembra averle svuotate di tutte le buone qualità che avevano mostrato durante "Grisaia no Kajitsu", personalità semplici e piuttosto banalizzate. Su questo sono rimasto molto deluso, anche perché mi aspettavo un avanzamento nei rapporti tra Yuuji e queste ultime, soprattutto in seguito alla scoperta, da parte delle fanciulle, del triste passato del giovane.
Un harem che rimarrà tale, visto che, la tanto attesa "scelta" non avverrà mai. Se alla fine della prima serie sembrava quasi che Yuuji avesse scelto la bella e sensuale Amane (la mia preferita), ecco che ora le carte vengono rimescolate e Yumiko Sakaki torna a farsi sentire, così come le altre pretendenti.
La trama è interessante, anche se ormai si è perso del tutto l'aspetto scolastico della vicenda. Sparatorie a non finire, assassini e assalti terroristici, elicotteri e lanciarazzi… insomma, il fattore "commedia scolastica" è andato distrutto completamente. Uno sviluppo previsto, che, almeno per il sottoscritto, ha lasciato una leggera nota di insoddisfazione.

La grafica non cambia rispetto a "Grisaia no Kajitsu" e " Grisaia no Meikyuu", ma, d'altra perte, mutare qualcosa sarebbe stato un errore madornale. I disegni particolari, caratteristici di tale serie, sono uno dei marchi di fabbrica dell'opera. Un tentativo di cambiare ciò, sarebbe stato un rischio eccessivo, con la paura di snaturare l'essenza stessa dell'anime.
Belle le musiche e ottimo il doppiaggio. Due elementi essenziali per la riuscita di un'opera di spicco.
La regia è stata molto brava a saper creare una serie completa in soli dieci episodi, sebbene abbia riscontrato una leggera accelerata nelle ultime battute. Molto probabilmente 12 puntate non avrebbero fatto male, magari allungando maggiormente la battaglia finale.

Ma, se la conclusione può dirsi soddisfacente dal punto di vista della questione "Yuuji-Oslo", non sono riuscito ad apprezzare fino in fondo gli ultimi momenti, almeno per quanto riguarda il piano sentimentale. Sarà la quasi completa scomparsa di Amane, che comunque riafferma il suo amore per il ragazzo, o forse la strana vicinanza tra Yuuji e Yumiko. In ogni caso non vi è alcuna scelta, e anche Yuuji non sembra provare alcunché di concreto per nessuna delle fanciulle presenti.
Insomma, una fine agrodolce, che avrebbe tanto desiderato una resa dei conti in quella che era la grande "battaglia dei cuori".
Un'opera intensa e ricca di emozioni, a cui manca ancora qualcosa per poter essere considerata un capolavoro. Nel complesso è assolutamente piacevole e l'alta dose di drammaticità rende l'impatto emotivo ancora più dirompente.

Voto finale: 7