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Franzelion

Episodi visti: 131/131 --- Voto 4
"Dragon ball super", il titolo è tutto un programma. La parola "super" è da una parte un aggettivo, piuttosto infantile, anni '90 e al giorno d'oggi sicuramente trash, che riflette un'assoluta mancanza di fantasia o un'assoluta voglia di attrarre gli infanti. Dall'altro lato "super" riflette il tipico meccanismo della "compensazione", ossia un meccanismo di autoregolazione e difesa atto a mantenere una adeguata omeostasi psichica. In parole semplici, è come quando una persona si fa chiamare con soprannomi - in ambito reale o virtuale - pomposi e grandiosi per compensare la sua sensazione di debolezza o inadeguatezza. Ed è proprio questo "Dragon ball super": gli autori lo hanno chiamato in modo altisonante perchè sapevano di star partorendo "una cagata pazzesca".

"Dragon ball super" è il perfetto esempio di mucca munta fino allo sfinimento, un brand che viene spremuto anche se non esce fuori più nulla di interessante. E' una serie cominciata nel peggior modo possibile: sceneggiando e dilatando in più episodi gli avvenimenti dei due film usciti al cinema. In questo modo, chi ha già visionato i film al cinema è pervaso da manie suicide durante la visione degli episodi a causa della nauseante sensazione del mix già visto/brodo allungato - un brodo che di per sè faceva già schifo tra l'altro. Chi non li ha visionati invece assiste semplicemente a due saghe dai disegni e animazioni vomitevoli, gag infantili, combattimenti per nulla entusiasmanti, voragini di sceneggiatura da tagliarsi le vene - Goku sconfitto con una pistola laser, viaggio indietro nel tempo per evitare la sconfitta, coff coff - e ritmi blandissimi. Se comunque la saga di Beerus introduce un qualcosa di nuovo nel mondo di DB, quella di Golden Freezer è un disastro su tutti i fronti, a partire dalla scelta non commentabile di creare un nuovo super saiyan con i capelli blu e una nuova trasformazione di Freezer dove si tinge d'oro. Ma a chi hanno affidato la sceneggiatura, a dei bambini di 6 anni?

A seguire queste due saghe troviamo quello che è a mio avviso l'unico spiraglio di buone intenzioni della serie, ossia la saga di Zamasu/Black Goku/Trunks del futuro (questa saga ha troppi nomi, non va bene). Qui almeno la trama è originale e ben sviluppata, non è dilatata ma dura quel che deve, e soprattutto si ri-percepisce dopo tanto tempo quell'atmosfera di ansia apocalittica tipica della serie Z. "Dragon ball super" comunque non sgarra mai dalle sue abitudinarie incoerenze dei livelli di combattimento, vero e proprio marchio (difetto) di fabbrica di questa serie, che non ci abbandonerà mai. Motivo per cui anche questa parte, che considero la migliore della serie, non riesce ad andare oltre il "discreto".

Dopo questa saga abbiamo quella del torneo del potere. La sua fase di preparazione, con il reclutamento dei vari combattenti, è a dir poco estenuante e oscilla dall'inguardabile al mediocre: personaggi che non avrebbero potuto competere con Radish si rivelano quasi all'altezza di un Super Saiyan blu, Goku che viene ferito da un proiettile, perdite di tempo varie ecc. Cominciato il torneo assistiamo per una ventina di episodi ad episodi lenti, non coinvolgenti e infantili. La maggior parte degli scontri sarebbero facilissimi se i nostri eroi si impegnassero, ma con la scusa che non devono sprecare energia rimangono al livello base così da rendere equilibrato anche lo scontro più semplice. Comunque scontro equilibrato non significa scontro interessante, anzi tre combattimenti su quattro non vedi l'ora che finiscano per passare a uno più serio. Il torneo del potere ha tre grossi difetti: il primo è quello sopra descritto, ovvero la presenza di taaanti incontri piatti e inutili. Il secondo è la sempreverde incoerenza dei livelli di combattimento, che qui raggiunge vette inimmaginabili (penso ci siano mediamente due incoerenze a episodio). Il terzo è la questione energia/tempo. Si è perso il conto di tutte le volte che Goku e Vegeta erano sfiniti e non potevano più muoversi, e poi li vedi 10 minuti dopo freschi freschi di nuovo in super saiyan blu. E' veramente ridicolo che spesso passano da ssjblu a normale dopo due cazzotti, poi di nuovo blu dopo pochi minuti, quando "Dragon ball" ci ha sempre insegnato che la regressione al livello base di non super saiyan equivale a non avere più forze e a non poter più fare niente, salvo trasformazioni miracolose. Ecco, i minuti, altra questione simpatica. Il torneo del potere durerebbe secondo il regolamento tipo 45 minuti, ma ad ogni episodio che passa il tempo rimanente è solo un minuto di meno, anche se ti fanno vedere lo stesso personaggio combattere per 20 minuti! Quindi la questione dell'energia infinita è ancora più ridicola, perchè vorrebbe dire che i personaggi la recuperano ogni 30 secondi circa! Come se non bastasse, per Goku la questione è ancora più grave visto che usa il kaiohken senza accusarlo minimamente. Ci avevano insegnato che il kaiohken dopo averlo usato spompasse e facesse male ai muscoli, vero? Beh, scordatevelo, qui è diventato un power up "aggratis".
Queste gravi incoerenze accompagnano la serie fino all'ultima dozzina di episodi, quella che è sicuramente la parte più entusiasmante del torneo del potere, almeno dal punto di vista visivo ed emotivo. Qui infatti assistiamo ad una nuova e concettualmente bella trasformazione di Goku, l'ultra istinto: concettualmente e basta però, perchè se ha senso la questione dell'istinto, non ha nessun senso il modo in cui viene sbloccato, la questione prima del guscio rotto e poi del trovarsi in difficoltà, insomma non lo sanno nemmeno loro. Inoltre è un'idea copiata dal film con C-13.

Ogni tanto ho pensato di essere troppo severo riguardo la coerenza e i livelli di combattimento, così che mi son detto "dai facciamo finta che questa serie è un reboot e non un vero e proprio seguito...", ma vengo smentito più volte perchè "Dragon ball super" è un tripudio di fanservice, non si regge sulle sue gambe ma ha continui rimandi e idee riprese dalle vecchie serie, come a dire che tengono in conto i fan cresciuti e diventati adulti. D'altra parte però assistiamo a numerose scene infantili e incoerenze che solo un bambino dell'asilo non noterebbe. E' questa la contraddizione fatale di "Dragon ball supe"r: ha troppe citazioni per essere rivolto ai bambini, ha troppe stupidaggini per essere rivolto ai fan di vecchia data, quindi fallisce su entrambi i target.

Altri problemi fondamentali di questa serie sono i disegni e le animazioni, i primi in particolare sono davvero orribili. E non mi riferisco al fantomatico episodio 5, ma al livello medio generale. E' proprio il chara design ad essere sensibilmente peggiorato e diventato più grossolano. I personaggi sembrano plasticosi e non organici, hanno meno dettagli ecc. E anche se non c'entra col disegno, mi sono dimenticato di dire che Goku è completamente rimbecillito in questa serie, è regredito dopo tutto lo sviluppo che ha avuto fino alla serie Z. Si assiste a un miglioramento di disegni e animazioni solo nell'ultima trentina di episodi, ma prima si può stendere tranquillamente un velo pietoso. L'ultima dozzina di episodi ha effettivamente delle animazioni a tratti eccellenti.
Sempre riguardo la parte estetica e registica, assistiamo purtroppo a un netto peggioramento dell'effetto dei colpi rispetto alle serie vecchie: non ci sono più quei colpi che ti fanno dire "wow che botta che ha preso!" (ce ne saranno 3-4 in tutta la serie), non c'è una goccia di sangue, non c'è violenza: è stato infantilizzato anche da questo punto di vista, e forse questa è la cosa peggiore. I personaggi sembrano dei fantocci che danno l'idea di poter prendere tutte le mazzate possibili e continuare tranquillamente a combattere, perchè è questo che ha insegnato la serie. Anche per questo viene a mancare il pathos. Insomma, i combattimenti perdono di credibilità, "Dragon ball" perde di credibilità.

Si fa spesso il paragone con DBgt. Non so cosa ne pensa il grosso del fandom sinceramente. Da parte mia posso dire che anche "Dragon ball gt" aveva episodi davvero brutti e incoerenze nei livelli di combattimento. Ma non così tante. Anche Dragon ball gt aveva errori di sceneggiatura. Ma non così frequenti e grossolani. E almeno quando un personaggio era sfinito, era sfinito davvero, o quasi. E poi al livello estetico il Super saiyan 4 era tanta roba, meglio di tutte le scemenze messe insieme da "DB super", senza contare l'episodio della trasformazione che era davvero commovente. Inoltre in GT disegni e animazioni sono molto migliori e anche le musiche sono molto più belle (anche se quelle di Super sono comunque buone, soprattutto da Zamasu in poi). Insomma, sapevo che l'avrei detto, e alla fine lo devo dire.

#ridatemidragonballgt


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Matteo Lancia

Episodi visti: 131/131 --- Voto 7
Attenzione: presenza di lievi spoiler

"Dragon Ball Super" è la nuova serie che racconta le vicende del mondo "Dragon Ball" creato dalla mano di Akira Toriyama, successore in ordine cronologico a Z. Racconta le vicende dei Guerrieri Z in un ambiente più "galattico", infatti i lottatori avranno a che fare con guerrieri al di fuori dell'universo 7 (si scoprirà essere l'universo dove risiedono i nostri eroi), verranno introdotti nuove divinità superiori anche ai Kaio, gli Dei della distruzione e gli angeli. Sono stati ritirati fuori personaggi più che altro per fan service, e ritengo che ci siano molte ma molte incongruenze soprattutto con i livelli di potere di alcuni personaggi che, non si sa come, sono diventati potentissimi, e altri che davvero sono rimasti molto indietro. Onestamente lo ritengo di gran lunga inferiore al suo predecessore, le nuove trasformazioni dei Saiyan sono molto belle ma spodestano e rendono insignificanti trasformazioni tipo il SSJ3. Nel complesso piacevole, ma più che altro ad attirare è il brand, più che la trama.


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Kotaro

Episodi visti: 131/131 --- Voto 7,5
In un modo o nell’altro, praticamente tutte le serie di successo pubblicate negli anni ’80 su Shounen Jump hanno poi avuto, nel corso degli anni, un seguito di qualche tipo. Sfogliando le riviste seinen di Shueisha o di altri editori, infatti, non è affatto raro trovarvi pubblicati seguiti, spin-off o prequel di "Kinnikuman", "Captain Tsubasa", "Sakigake! Otoko Juku", "Saint Seiya", "Ginga Nagareboshi Gin", "City Hunter" e via dicendo.
È una prassi ormai assodata in Giappone, che rinverdisce vecchi brand di successo puntando, stavolta, al pubblico adulto degli ex bambini che avevano in passato amato quelle storie e quei personaggi.

Mancava, tuttavia, all’appello un solo, importantissimo, nome, quello di "Dragon Ball", probabilmente lo shounen più popolare di tutti i tempi, che ha cresciuto generazioni di appassionati in tutto il mondo.
Ma era solo una questione di tempo, dato che il terreno per il revival di Dragon Ball lo stavano preparando già da circa una decina d’anni, fra special celebrativi, manga spin-off, nuovi videogiochi, (discutibili) film americani a tema, repliche tirate a lucido, episodi crossover e nuovi film animati usciti al cinema. Quindi, in realtà, la produzione di "Dragon Ball Super", “midquel” della serie "Dragon Ball Z", non stupisce più di tanto.
C’è, però, un elemento abbastanza importante che differenzia "Dragon Ball" da tutti i suoi colleghi del Jump anni ’80: la sua natura fortemente giocosa, avulsa da qualsiasi precisa connotazione temporale. Questo fa sì che, magari, il pubblico delle nuove generazioni non riuscirebbe più di tanto ad affezionarsi, oggi, al mondo fortemente anni ’80 di un "Hokuto no Ken" o alla drammaticità vecchio stampo di un "Saint Seiya", mentre invece continua ad appassionarsi al coloratissimo, fantasioso e ancora oggi fresco e moderno universo creato da Akira Toriyama. Al contrario, al pubblico di salaryman quarantenni che generalmente segue i seguiti dei manga Jump anni ’80 sulle riviste per adulti, "Dragon Ball" non piace, perché erano già grandi quando veniva pubblicato e non ne hanno apprezzato, appunto, l’aspetto troppo allegro e giocoso rispetto alla drammaticità degli altri manga a cui erano abituati.

Arriviamo, dunque, al paradosso secondo cui "Dragon Ball Super", pur essendo il seguito di una serie anni ’80, è stato realizzato appositamente per i ragazzini di oggi, invece che per quelli di ieri. Se, in Occidente, gli spettatori della serie erano i vecchi nostalgici dello storico "Dragon Ball Z" ormai cresciuti, in Giappone si trattava generalmente di bambini interessati poi a comprare giocattoli o cancelleria dedicati come farebbero con uno "Youkai Watch" o un "Pretty Cure" (del resto, anche il manga correlato non è uscito su una rivista seinen, ma su V-Jump, rivista di videogiochi dedicata ad un pubblico abbastanza giovane).

E’ dunque difficile, per il sottoscritto, capire come prendere questo "Dragon Ball Super", che fa la gioia dei bambini di oggi mentre, ogni tanto (ma non troppo), si ricorda anche di dare qualche contentino a noi bambini di ieri. Inevitabilmente, è con lo spirito del me “bambino di ieri”, che alle battaglie degli alieni coi caschi di banane in testa ha sempre preferito la parte umoristica, avventurosa e poetica della storia creata da Toriyama, che mi trovo ad affrontarlo.

C’era davvero bisogno di un seguito di "Dragon Ball'? Forse no, visto che, dopo averne cercato l’erede per decenni, sembra che lo si sia trovato in una popolare storia di pirati e frutti magici. O forse sì, visto che il successo di "Dragon Ball" non si è mai spento, in tutto il mondo, anche senza nuove produzioni animate a fargli da spot, e, vista la particolare struttura della storia (priva di una trama portante, che va avanti a braccio inventandosi di volta in volta nuove avventure), la vicenda di Goku e dei suoi compagni potrebbe davvero continuare all’infinito.

Eppure, inaspettatamente, questo "Dragon Ball Super" riesce ad avere un senso e ad acquisire tantissimo fascino anche per i fan più grandi, mostrando come l’universo narrativo di "Dragon Ball" si possa ancora ampliare, creando un azzeccatissimo pantheon di divinità della distruzione, angeli, universi paralleli tutti da scoprire, popolati da personaggi parecchio indovinati, che si incastrano alla perfezione con quanto già narrato in precedenza. Il capriccioso dio Bills e il suo assistente Whis che ne sa una più del diavolo, l’infantile Champa, il buffo poliziotto galattico Jaco, il Kaiohshin decaduto Zamas, il sacrale ma pedante “re di ogni cosa” Zenoh e un’infinita serie di nuovi personaggi provenienti da universi paralleli si rivelano intriganti, simpatici, capaci di bucare lo schermo e farsi amare.

E i vecchi personaggi?
C’è, naturalmente, tanto spazio anche per loro, in molti casi anche più di quanto ne abbiano mai avuto in precedenza. "Dragon Ball Super" è pur sempre un seguito della serie storica, e per la gioia dei vecchi fan ormai cresciuti, che magari sono più interessati a seguire le vicende personali dei loro beniamini piuttosto che battaglie a suon di caschi di banane colorati, si è qui fatto un buon lavoro per rendere, finalmente, umani quelli che nella serie originale erano spesso e volentieri solo bambolotti che vivevano in funzione della lotta.
Fra un combattimento e l’altro, possiamo godere di azzeccatissimi episodi “slice of life” che ci mostrano, tra risate e un pizzico di poesia, cosa ne è dei nostri eroi quando non combattono e quando portano avanti le loro vite, alle prese con le famiglie che si sono creati nel corso della storia.

Il personaggio che ne esce meglio, incredibile ma vero, è Vegeta. L’ ex principe dei Saiyan si è finalmente (ogni tanto ha un ritorno di fiamma, ma fortunatamente lo tengono a freno) scrollato di dosso la sua immagine da disco rotto della serie Z, dove era capace solo di dire “Kakaroth!”, “Io sono il principe dei Saiyan!”, tirarsela a morte per poi rimediare figure barbine pestato dal nemico di turno. Il Vegeta di "Dragon Ball Super" è un personaggio finalmente cresciuto, molto umano, che si preoccupa della sua famiglia, rinuncia a partecipare ai tornei perché non vuole perdersi la nascita della figlia (Goku, prendi esempio!), trae forza e motivazione durante le lotte dal pensiero dei suoi cari che vuole salvare. Decisamente un grosso passo in avanti per il personaggio, che ci fa molto piacere.

Per un Freezer che ritorna, più cattivo e mellifluo che mai, anche il personaggio più insospettabile di tutti, l’androide #17, gode di una sorprendente rivalsa, ottenendo uno spazio nella narrazione ben maggiore rispetto ad altri personaggi più importanti e amati di lui. Se nella serie "Z" era un personaggio abbastanza insulso, in "Super" ci sorprende, acquistando più personalità e ottenendo una crescita personale che andrebbe a invalidare quanto narrato in "Dragon Ball GT". Rimane, tuttavia, l’incognita: perché dare così tanta importanza a questo personaggio, dal design banale, che non fa trasformazioni fighe e non è neanche così interessante? Ma "Super" è riuscito a fare anche questo, dando a lui il ruolo di chiave di volta di tutta la vicenda, e la cosa ci sorprende e ci fa piacere, in un certo senso.
Dispiace, invece, per alcuni personaggi storici, come Gohan, Crilin, Piccolo o Tenshinhan, la cui psicologia dal lato umano è molto ben delineata, ma che poi, quando vengono fatti combattere, risultano inutili o insulsi.

Quello che ne esce peggio, dispiace dirlo, è proprio Goku, involuto in uno scimunito a cui importa soltanto divertirsi a combattere, incurante del fatto che questo possa magari mettere in pericolo i suoi cari (che tanto possono essere resuscitati o salvati in corner da un qualche deus ex machina). Ci chiediamo ancora come abbia fatto a generare dei figli, dato che, a quanto pare, non sa cosa significhi baciare una ragazza.
L’eccessiva stupidità del nostro eroe protagonista appare particolarmente fastidiosa oggi, a trent’anni di distanza dal primo "Dragon Ball", dopo che i manga ci hanno regalato tantissimi personaggi ben più eroici, e finiamo quasi per tifargli contro, quando i suoi avversari sono più “fighi” o hanno motivazioni migliori delle sue. Anche il messaggio finale della serie, che fa tanto "Se io posso cambiare e voi potete cambiare, allora tutto il mondo può cambiare" (cit.), risulta poco credibile, per quanto tutto sommato convincente, visto che il nostro eroe non è cambiato di una virgola e mostra ben poco interesse per i propri amici, quindi non avrebbe diritto di far la morale al nemico.
Ai giovani spettatori cui "Super" è diretto, forse, questo non importerà, ma al me trentenne che scrive queste righe sì, ed è uno dei motivi per cui non mi sono goduto "Super" quanto avrei voluto.

Sempre in bilico tra il classico e il moderno, il giovane e l’adulto, "Super" ci offre tantissimi combattimenti strabilianti, spettacolari, ricchi come al solito di trasformazioni coloratissime, onde energetiche, colpi iperveloci, urla e muscoli. Come nel caso del vecchio "Dragon Ball Z", i personaggi blaterano tanto vantandosi di queste trasformazioni fighissime che aumenterebbero la loro potenza, ma poi non fanno altro che lanciarsi le solite, anonime, sfere di energia (e questo è un male). Ma, di tanto in tanto, c’è anche qualche scontro con una componente più strategica, più varia, o anche solo più approfondito dal lato emozionale (e questo è un bene).
I ritmi sono gli stessi del vecchio "Dragon Ball Z", con una dilatazione dei tempi un po’ estenuante che porta un torneo di pochi (teorici) minuti a protrarsi per un anno di programmazione, con un sacco di episodi un po’ noiosi il cui contenuto è riassumibile solo in “botte”.

Fortunatamente, i nuovi personaggi introdotti sono assai carismatici e si prova un gran piacere a seguirne i combattimenti, tra un villain come Zamas che, per una volta, non è cattivo “perché lo disegnano così” (come i cattivi che lo hanno preceduto) ma ha delle motivazioni anche condivisibili; un’irresistibile squadra di superpaladini della giustizia usciti praticamente da un telefilm in costume (e che vedono Goku, che combatte per divertimento incurante degli altri, come il cattivo di turno, dagli torto); spassosissime prese in giro alla serie "Pretty Cure" e Saiyan “alternativi” di sesso femminile. In alcuni casi, questi personaggi ci sono piaciuti talmente tanto che forse ci aspettavamo di più da loro: un maggior approfondimento, più psicologia, più screen time, più dialoghi di confronto con altri personaggi. Ma, considerando il basso target a cui è rivolta la serie, va già bene così, in fondo. E’ pur sempre un grande passo avanti rispetto a "Dragon Ball Z", il cui boss finale è una caramella rosa che sa solo urlare.

Ad impreziosire i combattimenti vi è anche una realizzazione tecnica tipica delle serie Toei Animation di lunga durata sin da sempre (faceva così "Dragon Ball Z , faceva così Sailor Moon, faceva così "Hokuto no Ken", e fa così, oggi, "One Piece"): diversi staff di animatori si alternano a realizzare i vari episodi, e dunque ci sono puntate realizzate meglio di altre e anche puntate abbastanza bruttine dal lato tecnico, ma alle puntate “clou” viene dedicata un’attenzione maggiore, realizzando dei veri e propri gioiellini. Questo fa sì che "Super" ci regali scene bellissime, come la trasformazione in Super Saiyan God accompagnata da sacrali cori o gli ultimi episodi pregni di combattimenti animati splendidamente e con una splendida canzone (“Kyuukyoku no battle”, by Akira Kushida, che ci riporta ai fasti di "Kinnikuman") in sottofondo a rendere più epico il tutto.
Il lato musicale poteva assolutamente essere curato meglio (le due sigle d’apertura, messe insieme, non hanno il carisma di “Cha-La-Head-Cha-La”, e tra le millemila sigle di chiusura non ce n’è una che abbia la stessa forza emotiva di “Bokutachi wa tenshi datta”), ma anche queste sono lamentele da trentenne brontolone a cui manca la sua “Dan dan kokoro hikareteku” da cantare al karaoke.

Cosa ci rimane, dunque, quasi tre anni dopo il suo inizio, di questo "Dragon Ball Super"?
Una serie che, in un modo o nell’altro, ci ha riportato il nostro vecchio 'Dragon Ball Z", aggiungendovi nuovi personaggi interessanti, nuovi spunti narrativi, facendoci riabbracciare o rivalutare (vi sfido a non adorare la love story tra Trunks e Mai) vecchi amici e aprendo nuove, infinite, porte per future avventure che, pare, saranno già esplorate in un prossimo venturo film cinematografico.
Forse di questo nuovo "Dragon Ball" non ce n’era davvero bisogno, almeno per noi “grandi” che ormai abbiamo altri eroi, ma questo tuffo in un passato non poi così remoto non è stato malvagio e pare che, anche in Occidente, le nuove storie di Goku e compagni siano state accolte meglio di quanto si creda, con interi gruppi Facebook popolati da ragazzini che continuano ancora a inventarsi fanart, nuovi personaggi, nuove trasformazioni, nuovi eroi e a farli scontrare tra loro in stile “E’ più forte Hulk o La Cosa?”.
Non è una serie perfetta, certo. Personalmente, lo avrei voluto un po’ diverso, sacrificando qualche battaglia in favore di un maggior approfondimento di certi personaggi, ma questo è "Dragon Ball," è sempre stato così e sempre lo sarà: il sempreverde successo che piace ai giovani di ogni tempo con i suoi combattimenti coloratissimi, incredibili e fantasiosi e col suo eroe che forse piace così tanto proprio perché è invincibile e spensierato.
Probabilmente non faranno mai il prequel sul maestro Muten e il padre di Chichi da giovani, l’unico “nuovo Dragon Ball” che realmente vorrei, ma questi personaggi continuano ancora ad avere una certa simpatia e, tutto sommato, continuiamo a restarci affezionati, perciò ben venga "Dragon Ball Super" e ben vengano anche le nuove produzioni, che regaleranno ancora fantastiche avventure a noi e alle generazioni a venire.
Certo, se poi nel frattempo mettete un po’ di sale in zucca anche a Goku, la cosa non ci dispiacerebbe troppo…


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WatchMan

Episodi visti: 131/131 --- Voto 6
Sono cresciuto guardando "Dragon Ball" su Italia 1 all'ora di pranzo, comprese le repliche che Mediaset amava rimettere fino alla nausea. Dopo tanti anni, Akira Toriyama e la Toei decidono di dare un sequel alle avventure di Goku & Co. ambientato dopo la saga di Majin Bu e prima della fine del manga (evitando GT che non è opera sua). La gente insorge e grida allo scandalo mentre io mi dicevo che era inutile incavolarsi e a ribellarsi, un franchise del genere non potevano di certo abbandonarlo, guardate la tristezza di Star Wars.
La paura che facessero cilecca era tanta, tuttavia il desiderio di rivedere ancora quei personaggi prendere movimento c'era ancora, soprattutto risentire le loro voci (Torrisi pace all'anima tua). Difatti un mezzo passo falso è stato fatto, o per meglio dire, un'occasione sprecata. Credo che tutti siano a conoscenza dell'incoerenza di "Dragon Ball" e di come tutt'ora il Sensei durante le ultime interviste ci prende egregiamente per i fondelli inventandosi di sana pianta collegamenti che c'erano fin dall'inizio (esempio le cellule S) e che, nonostante siano passati anni, ancora non si capacita come abbia fatto ad avere tutto questo successo.

Tralasciando la furbizia del maestro, quest'opera ha influito su molti autori che lavorano oggi quindi avrebbe senso continuare a lottare per un posto tra gli shonen moderni senza intaccarne la qualità?
Di certo una manovra di fanservice lo è stata, tuttavia sappiamo che ormai ha ben poco da dire ma siccome ha toccato molte delle nostre vite non riusciamo a farne a meno e se ci aggiungiamo gli incassi ricevuti dai due film non sono l'unico a quanto pare a pensarla così, poiché gli introiti sono serviti proprio a lanciare la saga di "Super".

Malgrado siano passati tanti anni dalla fine di "Dragon Ball", "Super" si incastra adeguatamente nella cronologia degli eventi passati e ci catapulta in nuove avventure tra viaggi nel tempo e universi paralleli. Benché lo schema narrativo sia palesemente lo stesso dei precedenti, questa volta il target sembrano essere le nuove generazioni, ammiccando al tempo stesso alle persone che sono cresciute con il brand. I nuovi personaggi a mio avviso, seppur simpatici fino a un certo punto, non sono memorabili e faticano a trovare una loro dimensione. La bordata di personaggi inutili che fuoriescono non permettono ad alcuni di esprimersi nel miglior modo possibile e, nonostante il potenziale, soccombono alla forzatura della trama e allo stereotipo del genere. Esempio lampante sono Jiren e Hit che a parte essere temuti per i loro poteri non sono altro che uno specchio per le allodole. Gli unici ad aver avuto un trattamento di riguardo sono stati Zamasu e Black Goku che evadono dal comune malvagio di turno fin dal principio, dandogli un discreto alone di mistero e un introspezione che mai si era visto nel franchise. E non dimentichiamoci del viziato Dio della Distruzione Beerus, divinità felina in tutto e per tutto.

Quindi se i personaggi di "Super" non spiccano certo per originalità, come si comporta la vecchia guardia, i famosi Guerrieri Z?
C'è ampio spazio anche per loro, forse gli danno anche un po' più di importanza, comunque il risultato è sempre quello: insulsi.
Fungono da mere marionette senza mai osare e quando tocca loro mostrare i muscoli si mostrano in scontri fiacchi, con poca verve e zero intrattenimento poiché ormai il loro livello è infimo, anche se hanno dovuto ridimensionare gli scontri per farli coinvolgere. Poteva essere il riscatto di molti personaggi lasciati allo sbando come Gohan, ma a quanto pare le sorti del loro destino non sono cambiate. La cosa bizzarra è dimenticarsi totalmente di Trunks e Goten che se non fosse stato per loro nella serie "Z" combattere contro Majin Bu non saremmo qui a parlare.
Chi spicca tra di loro è certamente Frieza, che seppur resuscitato in maniera fiacca, il suo utilizzo nelle fasi finali è stata un'ottima scelta, e un C-17 alla ribalta che ruba improvvisamente più spazio di quanto avesse fatto nella serie "Z', però è Vegeta a uscirne vincitore. Finalmente smette di avere manie di grandezza ed accetta il ruolo di padre mostrandoci un lato umano inaspettato e anche un ruolo di maestro che gli calza a pennello, un principe volenteroso a mantenere le proprie promesse rispetto a un Goku che perde di credibilità. Il nostro caro beniamino abbandona la maturità ottenuta dalle esperienze precedenti a discapito di una stupidità troppo accentuata, quando invece era solo un ragazzo ingenuo dalle buone intenzioni, e che arriva a mentire ai suoi compagni per il proprio tornaconto mettendo in pericolo, non solo il pianeta terra, ma tutti gli universi.
Oltre a tutto questo, l'incoerenza che da sempre circonda la serie in "Super" non è da meno. La regola per la trasformazione in Super Saiyan God è quantomeno scandalosa e il tempo nell'arco della sopravvivenza dell'universo è incomprensibile, in un minuto possono accadere troppe cose, per non parlare della quantità di eventi che succedono prima del torneo in un lasso di tempo limitato.

Non tutto però è negativo. Sul fronte tecnico le OST piano piano acquisiscono maggior spessore tra note rockeggianti e cori sacrali per rendere più epiche le scene di combattimento. Le animazioni, gestite da uno staff composto da persone che si alternano nei vari episodi sono capaci di realizzare puntate altalenanti, tra le brutte a quelle con una maggior attenzione che di solito sono quelle il cui climax è alle stelle.

Tutto sommato, "Dragon Ball" è tornato, anche se probabilmente non ce n'era bisogno, e amplia ulteriormente il pantheon dei personaggi e degli sbocchi narrativi che certamente lo studio non mancherà di sfruttare (visto l'imminente uscita del ventesimo film con un nuovo stile particolare). I difetti sono rimarchevoli, ma sei sei un fan sfegatato saprai passarci sopra.


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MrCatarro48

Episodi visti: 131/131 --- Voto 7
"Dragon Ball Super" dalla sua aveva grandi aspettative quando è stato annunciato nel 2015. Il ritorno di Goku e co. prometteva faville ma qualcosa non è andato per il verso giusto. "Super" è diviso a saghe in modo molto analogo al vecchio "Dragon Ball" e "Dragon Ball Z", ben scandite dal cattivo e il tema di turno. La prima saga, pur riprendendo il film "La battaglia degli dei", l'ho trovata gradevole, un po' dilatata e diluita rispetto al film ma gradevole a parte alcune animazioni e disegni non sempre al top. La seconda saga, che riprendere il film "La Resurrezione di F", è semplicemente la peggiore di "Dragon Ball" di sempre. Trama nonsense e soprattutto i disegni e animazioni davvero scadenti nello scontro tra Goku e Freezer gridano vendetta. Da questo punto in poi "Super" ha cominciato a creare materiale inedito e dopo una saga carina come quella tra il U6 e U7. E poi la saga di Black. Tante idee interessanti sprecate da una realizzazione tecnica non sempre all'altezza (a parte gli episodi iniziali e finali) e da una trama con un po' troppi buchi narrativi. Poi è arrivata la saga del torneo del potere, il vero "Dragon Ball Super". Iniziato in maniera fiacca ha avuto un cambio di ritmo e qualitativo a partire dall'episodio 100, diventando finalmente una serie qualitativa e non solo quantitativa. Menzione d'onore per il penultimo episodio, il migliore come animazione di tutto il franchise, e per l'episodio finale perfetto che chiude una serie lontana dall'essere perfetta ma che, soprattutto nelle sue fasi finali, ha saputo divertire e coinvolgere.


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Luca1994

Episodi visti: 110/131 --- Voto 9,5
Ho letto molte critiche riguardo questa serie, ma ora voglio dare la mia opinione: io penso che questa sia oggettivamente una buona serie. La trovo divertente, simpatica e leggera. In questa serie, spunteranno sempre nuovi nemici molto affascinanti e misteriosi. Certo, le prime saghe erano animate male, ma, a mio parere, penso che le animazioni siano migliorate. Questa serie mi sta regalando sempre più emozioni e le mie saghe preferite sono: “Black Goku”, “Torneo del Potere” e “Champa”. La saga che si sta svolgendo adesso mi sa facendo gasare sempre di più, e speriamo di vedere altri colpi di scena in futuro!


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Sguaida

Episodi visti: 110/131 --- Voto 1
"Dragon Ball Super" è l'ultimo anelito di vita di Toriyama, l'ultimo faticoso respiro esalato al termine di una carriera cominciata sotto la migliore stella ma terminata nel peggiore dei modi, termine di una china che aveva già mostrato i primi forti segnali di discesa e calo con "Dragon Ball GT".

"DBS" è l'apoteosi del commerciale. Le puntate sono fòle vuote e vacue in termini di avvenimenti, ma stipate all'inverosimile di tutto ciò che allo spettatore medio-basso può apprezzare: filler inutili, fanservice, trasformazioni continue che si sovrappongono ad altre evoluzioni fisiche dei personaggi. Una montagna di mota, per essere fini, una serie di pochezza infernale e di una insulsaggine sconcertante.
Uno pensava di aver toccato il fondo con "DBGT", serie che seppur con qualche situazione apprezzabile rimaneva ben sotto la soglia della sufficienza per gran parte della sua durata. Ed invece no, quello che sembrava un minimo assoluto si è rivelato un minimo relativo, sorpassato nella scala della mediocrità da "DBS", insulso prodotto che dimostra il fascino ed il richiamo esercitato dal lato commerciale degli anime sui produttori, che ormai più che proporre serie a tutto tondo presentano vere e proprie pubblicità di venti-venticinque minuti condite da qualche sbiadita vicenda costruita a tavolino ed inserita un po' a macchia di leopardo per dare una parvenza di continuità e di serietà.

Morale: "DBS" è qualcosa di aberrante, lontano pronipote delle prime serie molto più d'azione che di intrattenimento


 3
zarakka92

Episodi visti: 62/131 --- Voto 10
Era la serie che attendevamo più di tutte! Diciotto anni dopo la conclusione di "Dragon Ball GT", si torna in quel meraviglioso mondo che è "Dragon Ball", a cui un po' tutti siamo legati. SI rivela anche essere opera canonica, poiché vi è la mano dello stesso Toriyama, autore del manga che ne decretò il successo negli anni '80 e '90.

"Dragon Ball Super" è ambientato dopo gli eventi della saga di Majin Bu, quando il dio della distruzione Bills si risveglia per poter scovare e affrontare l'essere unico nell'universo capace di tenergli testa: il Super Saiyan God. Da qui poi partiranno tutte le saghe successive di questa serie. Anche se le prime due saghe sono un rifacimento dei due film usciti rispettivamente nel 2013 e nel 2015 ("La Battaglia degli Dei" e "La Resurrezione di 'F' "), questa serie comunque appassiona lo spettatore fino ad arrivare all'episodio 28, da cui partono le tanto attese avventure inedite di Goku, Vegeta e del resto del cast. Seppure con molti difetti a livello di disegni e di animazioni, non si può non amare questa serie (soprattutto a differenza della precedente "GT", per fortuna non più canonica e cancellata dalla storyline ufficiale); a tratti questa serie offre anche qualcosa di più godibile della stessa serie "Z": in fondo, è anche giusto che per i nostri guerrieri non ci debbano essere solo battaglie e urla a squarciagola, e se contiene varie gag, tra cui quelle riguardanti le prelibatezze giapponesi, ben venga.

Signore e signori, "Dragon Ball" è tornato più splendente che mai, e speriamo non se ne vada tanto presto!


 2
Gon

Episodi visti: 13/131 --- Voto 5
Forse dovrei aspettare di vedere più di 13 episodi prima di dare un parere obbiettivo, ma credo che in questo caso non sia necessario aspettare. Dragonball Super, del maestro Toriyama che ci aveva deliziato con Dragon Ball, è la continuazione di quest'ultimo a partire dalla fine del Z (cioè dopo Majin Bu). Viene tralasciato Dragon Ball GT, a cui Toriyama non aveva contribuito (se non sbaglio) e si continua con un nuovo arc che temporalmente si colloca 6 mesi dopo la fine del Z.

Fin qui tutto bene, ma, dopo quasi 20 anni di attesa, personalmente mi sarei aspettato qualcosa di più dei power up immotivati (che andavano bene appunto 20 anni fa) e di una trama abbastanza piatta e non molto avvincente. Certo, bisogna considerare che nel frattempo sono invecchiato, mentre l'anime ha sempre lo stesso target dagli 8 anni in su. Il livello delle animazioni non è molto alto e se confrontato con gli anime in circolazione al giorno d'oggi, è davvero sotto la media.

Consiglio tuttavia a tutti di dargli una possibilità, per curiosità e/o nostalgia, ma globalmente non merita la sufficienza. Onestamente, non c'è molto altro da dire, e non è un bene ...


 7
whitestrider

Episodi visti: 15/131 --- Voto 4
Se già Dragon Ball GT aveva dimostrato che ormai non aveva più senso proporre nuove serie animate (o cartacee, per quello che poteva valere...) di Dragon Ball, c'è voluto il 2015 per sancire definitivamente la cosa. Non che Dragon Ball non vada ancora forte nel mondo dei videogames, anzi, tuttavia un conto è realizzare un videogioco, dove la trama in fondo non conta molto, un conto è cercare di realizzare un seguito di una serie molto amata. Sia ben inteso, non sono contrario ai seguiti, purchè ci sia l'effettiva possibilità di realizzarli. Diciamo la verità, Dragon Ball aveva cominciato a stufare con la saga di Majin Buu, tuttavia alcune trovate piuttosto geniali (e divertenti) l'avevano salvata in corner. Se Dragon Ball GT aveva provato a resettare lo status quo riportando Goku a quando era piccolo, cercando di ritrovare lo spirito della ricerca delle sfere del drago, cosa che poteva essere una buona idea, se fosse stata sviluppata bene. Purtroppo tra episodi troppo infantili e trame ridicoli, presto si è tornati ai combattimenti roboanti ed alle trasformazioni dei Super Saiyan sempre più potenti, tanto da arrivare al terribile SS4. Del resto ogni saga di Dragon Ball, da quella di Freezer in poi, ha visto uno dei Saiyan raggiungere un livello ulteriore di potenza. Nulla di nuovo, Goku & co. si allenano per diventare più forti sin da quando erano alti come Gigi la trottola, dunque non dovrebbe sorprendere più di tanto che Goku e Vegeta ancora si allenino in Dragon Ball Super per superare i loro limiti, giusto? No, sbagliato. La triste verità è che se un tempo la rivalità tra Goku e Vegeta su chi era più forte era appassionante, ora è semplicemente patetica. Passi pure che i Saiyan sono un popolo guerriero, ma ad un certo punto sta cominciando a diventare ridicolo. Come ridicolo il fatto che appaiano nemici sempre più assurdamente potenti...Se durante la saga di Freezer i personaggi attivi erano parecchi, inclusa Bulma, che, pur non combattendo faceva qualcosa (per non parlare di Crilin e Gohan), pian piano il divario tra terrestri ed alieni si è fatto sempre più grande, tanto che ormai solo Goku e Vegeta hanno qualche chance di contrastare le nuove minacce. Tutto il resto del cast è ormai totalmente tagliato fuori, relegato a semplici macchiette, ruoli non troppo dissimili da quello di Mr. Satan. Ad un certo punto viene da chiedersi se Dragon Ball GT era proprio così terribile, in confronto a questa nuova serie...


 3
NonoRiri

Episodi visti: 7/131 --- Voto 2
La storia riprende sempre le vicende di Goku, ma in questo caso si colloca subito dopo la sconfitta di Majin bu, quindi è antecedente al GT.
La trama è veramente piatta, un nuovo nemico "fortissimo" vuole combattere contro Goku, ma Goku non ha speranza perchè questo nemico è un Dio! I primi episodi sembrano dei filler e sono veramente brutti, si posso riassumere in : Gohan e trunks che vogliono fare un regalo a videl, vegeta che và in vacanza e il compleanno di Bulma... ma stiamo scherzando? Tutti i personaggi sembrano ancora più ridicoli del solito e questo nuovo nemico è anche abbastanza gentile, non uccide sempre tutti... L'ho interrototo dopo il settimo episodio, non voglio rovinare ulteriormente il ricordo che aveov di dragonball. Questa serie si può letteralmente definire per bambini, pieno di situazioni veramente troppo stupide che non fanno neanche ridere. I disegni all'inizio sembravano stupendi, per poi arrivare all'episodio dello scontro sul pianeta di Kaioshin dove Goku sembra disegnato da un bambino di 5 anni. Lo sconsiglio vivamente a tutti.